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24.02.06

"La Contessa Maritza"

locandina def.jpgPadova - Teatro Comunale Verdi
Giovedì 23 Marzo 2006
ore 20. 45

Dopo lo straordinario successo ottenuto nel 2003 dall'allestimento de "La Principessa della Czarda", il Teatro Orazero e l'Assessorato alle Politiche Culturali e Spettacolo del Comune di Padova, in collaborazione con l'Associazione Mondo Musica, propongono alla città un altro spettacolo di indiscussa levatura artistica: l'affascinante operetta "La contessa Maritza" di Emmerich Kálmán.
(UNICA DATA NEL VENETO)

La compagnia "Ion Dacian", uno dei più prestigiosi complessi europei, comprenderà un cast di ben 60 interpreti suddivisi tra Solisti, Coro, Balletto e Orchestra e si avvarrà della partecipazione del celebre soprano Silvia Sohterus.

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La contessa Maritza
Operetta in due tempi
Libretto di J. Brammer e A. Gruenwald
Musiche di EMMERICH KALMAN
Coro, Balletto e Orchestra del Teatro Nazionale di Operetta “Ion Dacian”
Direttore d’Orchestra: GEORGE BALINT
Scene e Costumi: MARILENA SERBAN
Maestro del Coro: GABRIEL POPESCU
Coreografie: ANDREEA TOMA
Regia: GIUSEPPE VISCIGLIA
Trama: Mentre la giovane Contessa Maritza viaggia intorno al mondo un solerte fattore si prende cura delle sue proprietà. Il fattore è in realtà il Conte Tassilo Endrödy-Wittemburg, caduto in disgrazia e costretto ad ipotecare le sue proprietà e a lavorare per fornire una dote alla sorella Lisa, ignara della condizione della famiglia.
Maritza fa ritorno nella sua tenuta assediata da numerosi pretendenti e cerca di scoraggiarli mettendo in piedi un fittizio fidanzamento con un tale barone Zsupán (il nome e l'occupazione del personaggio sono quelle del protagonista dell'operetta di Johann Strauss "Der Zigeunerbaron"). La messa in scena della contessa e quella di Tassilo vacillano, però, quando giungono inaspettatamente alla residenza di Maritza il vero Zsupán e la giovane Lisa.


Teatro Nazionale di Operetta "Ion Dacian" di Bucarest Balletto Ion Dacian.jpg
L’operetta è da sempre un genere musicale particolarmente caro al pubblico romeno ed elemento dinamico nella vita culturale di Bucarest. Durante il periodo tra le due guerre mondiali sono stati il Teatro Alhambra e il suo direttore Nicolae Vladoianu a tenere alta all’attenzione del pubblico per lo spettacolo operistico. In questo periodo vi sono stati da parte di famosi artisti dei tentativi operettistici e tra questi ha brillato in modo particolare Ion Dacian, il "re dell’operetta".
Grazie a questa ricca tradizione è stata possibile la nascita del Teatro di Stato d'Operetta, inaugurato il 7 Novembre 1950. Sul palcoscenico di questo teatro si sono esibiti negli anni nomi indimenticabili del panorama operettistico: Ion Dacian, Silli Popescu, Virginia Romanovski, Maria Wauvrina, Migry Avram Nicolau, Nae Roman, Bimbo Marulescu, Gorge Hazgan, Valeria Radulescu, Lili Dusescu, Tamara Buciuceanu…
I successi dell’Operetta di Bucarest hanno oltrepassato i confini del Paese e, nelle numerose tournée svoltesi in quasi tutti i paesi europei, i suoi artisti hanno ricevuto riconoscimenti d'assoluto valore internazionale. Nell'agosto 1986 il Teatro è stato, però, demolito e da quel momento l’Operetta di Bucarest tiene le sue rappresentazioni nella Sala Piccola del Teatro Nazionale.
Dopo il 1990 al titolo di Teatro d'Operetta è stato aggiunto il nome del grande Maestro Ion Dacian e dal 1997, con un collettivo molto ringiovanito, l’Operetta di Bucarest s'impone nella vita culturale internazionale dimostrando un’attività molto intensa e vitale.
Al compimento dei 50 anni di vita, come Teatro di Stato, il governo rumeno gli ha conferito il riconoscimento di Teatro Nazionale sia per l’attività svolta sia per gli alti meriti artistici acquisiti con i suoi eccezionali allestimenti.
Nelle 52 Stagioni operettistiche sin qui effettuate hanno preso vita, sotto le luci della ribalta, ben 155 spettacoli, tra i quali 30 di autori romeni.
Nella Stagione teatrale 2003/2004, con uno spettacolare allestimento de “La vedova allegra” di F. Lehar, ha effettuato un tour dei maggiori teatri italiani, riportando un grandissimo successo di pubblico e di critica.


(L.Rep.)

INFORMAZIONI

Biglietti:
Platea e Palco Pepiano: 32 €
Palco I e II ordine: 26 €
Galleria: 15 €

Prevendite:
Dal 14 marzo 2006 presso la biglietteria del Teatro Verdi
Orai: dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.30, dal lunedì al sabato
Per prenotazioni e prevendite: Telefono (++39) 049 87770213 - 8777011

ASSESSORATO ALLE POLITICHE CULTURALI E SPETTACOLO
SERVIZIO MANIFESTAZIONI E SPETTACOLI

Vicolo Pedrocchi, 11 – Padova
Tel: (++39) 049 8205607
E-mail: comunepadovamanifestazioni@comune.padova.it

TEATRO ORAZERO

ASSOCIAZIONE CULTURALE MONDO MUSICA - Spettacoli teatrali

21.02.06

I sabati del Conservatorio

Si è aperta sabato 18 febbraio la VII edizione del ciclo di concerti "I sabati del Conservatorio".
Cinque gli appuntamenti in programma: dal 18/2/2006 al 18/3/2006.
I concerti si tengono all'Auditorium Pollini, con inizio alle ore 17.00 (Ingresso libero)

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Le musiche proposte spaziano dai sapori novecenteschi di un raffinato Šostakovic, di cui ricorre il centenario della nascita, ai concerti un po' sacri e un po' profani di Vivaldi, dall'intrigante tango di Piazzolla al pepato rag-time di Joplin. Sabato 11 marzo saranno eseguite anche musiche dei giovani compositori vincitori dell'edizione 2006 del Premio di Composizione del Conservatorio Pollini.

PROGRAMMA DEI CONCERTI

Sabato 18 febbraio 2006: "Omaggio a Dmtij Šostakovic" nel centenario della nascita
S. Rachmaninov: "Trio elegiaco n°1" per pianoforte, violino e violoncello
D. Šostakovic: - liriche su poesie di Alexandr Blok tratte dalla "Suite vocale-strumentale op. 127" per soprano, violino, violoncello e pianoforte
- "Sonata in re minore op. 40" per violoncello e pianoforte
- "Trio Poem op. 8" per pianoforte, violino e violoncello.

Sabato 25 febbraio 2006: "L'estro armonico di Antonio Vivaldi"
musiche di Vivaldi:
- "Concerto n°9 in re maggiore" per violino, archi e continuo
- "Concerto n°8 in la minore" per due violini, archi e continuo
- "Concerto n°7 in fa maggiore" e "Concerto n° 1 in re maggiore" per quattro violini, violoncello, archi e continuo
- "Concerto n°5 in la maggiore" per due violini, archi e continuo
- "Concerto n°3 in sol maggiore" per vilino, archi e continuo

Sabato 4 marzo 2006: "Concerto Jazz"
- P.Desmond: "Take five"
- K. Emerson: "Honky Tonk Train Blues"
- A. Piazzolla: "Histoire du Tango"
- S. Joplin: "La stangata"
- C. Bolling: "Suite"
- A. Piazzolla: "Tango ballet"

Sabato 11 marzo 2006: "Compositori padovani e veneti"
- Chiara Mario: "Foresta di colonne" per organo e tre vibrafoni
- Stefano Torchio: "Cinque brevi momenti sull'Adagiosissimo di W. Dalla Vecchia" per orchestra d'archi
- Edoardo Gioachin: "Victoris Laus Variationes" per orchestra
- G. F. Malipiero: "Il canto della lontananza" per violino e pianoforte
- Sante Zanon: "Ricercare sulla dominante" per due violini, viola, violoncello e pianoforte
- Bruno Coltro: "Notturno" e "Il tarlo" per pianoforte
- Gianfranco Zamana: "Sonata per Amedeo Modigliani" per pianoforte
- Adriano Lincetto (nel X anniversario della morte): "Adagio e Allegro per mandolino e pianoforte".


Sabato 18 marzo 2006 : "Archi e fiati in concerto"
A. Vivaldi: - "Concerto in sol minore F. XII n°20"
- "Concerto in fa maggiore F. XII n°26"
- "Concerto in fa maggiore F. XII n°2" per flauto, oboe, violino, fagotto e basso continuo.
L. Spohr: "Nonetto in fa maggiore op. 31" per faluto, oboe, clarinetto, fagotto, corno, violino, viola, violoncello e contrabbasso.

(L.Rep)



INFORMAZIONI:

CONSERVATORIO DI MUSICA CESARE POLLINI
Via Eremitani n°18 - Padova
Telefono: ++39 49 8750648
e-mail: info@conservatoriopollini.it
Sito web: www.conservatoriopollini.it

ASSESSORATO ALLE POLITICHE CULTURALI E SPETTACOLO
SERVIZIO MANIFESTAZIONI E SPETTACOLI

Vicolo Pedrocchi, 11 – Padova
Tel. ++39 49 8205611-Fax. ++39 49 8205605
E-mail: comunepadovamanifestazioni@comune.padova.it
Web: http://padovacultura.padovanet.it

14.02.06

Stephen Hawking a Padova

Nell’ambito delle iniziativa Padova città delle stelle promossa in collaborazione con l’Università di Padova - Dipartimento di Astronomia e l’Osservatorio Astronomico, l’Amministrazione Comunale, ha invitato nella nostra città il prof. Stephen Hawking, ritenuto il maggior astrofisico vivente e cosmologo di fama internazionale

dall’8 al 13 maggio 2006

Comunicazione
Informiamo gli utenti che i posti disponibili per la conferenza di Hawking del 9 maggio sono esauriti avendo superato le 4.000 prenotazioni possibili.

L'incontro di San Lazzaro previsto per la mattina del 9 maggio (con inizio alle 10:30) è indirizzato prevalentemente agli studenti. Ad aprire l'incontro sarà la prima di un nuovo video destinato a far conoscere Padova città della Scienza con la regia di Giosuè Boetto Cohen e consulenza storica del Prof. Pasquale Tucci. Il video commisionato dalla'Assessorato alle Politiche Culturali, è destinato ad una circuitazione sia in scuole che strutture pubbliche, sia nei circuiti televisivi. Tema dell'incontro Scorrendo all'indietro la storia
Per il successivo incontro venerdì 12 mqggio in Palazzo della Ragione si prevede un grande afflusso di pubblico pertanto sarà allestita anche una diretta su maxischermo in Aula Magna del Bo Univ. di Padova.

E’ nato giusto 300 anni dopo Galileo e non ha mai fatto mistero dell’ammirazione per l’astronomo italiano. Anche per questo Stephen Hawking ha accettato l’invito a venire a Padova che gli ha rivolto il Sindaco della Città grazie alla collaborazione del dott. Massimo Turatto dell'Osservatorio e del prof. Giuseppe Galletta dell’Università).

Un evento che si differenzia molto dalle "solite" visite di scienziati pur illustri alla Città, non fosse altro per il fatto che Hawking si muove molto difficilmente e altrettanto raramente esce della sua casa-laboratorio all’Università di Cambridge, dove occupa la cattedra che fu di Newton.

Il celebre scienziato, considerato il migliore fisico teorico vivente, è affetto dal morbo di Lou Gehrig, una rara forma di sclerosi che provoca la progressiva paralisi dei muscoli volontari; è da molti anni costretto su una sedia a rotelle ed incapace di qualsiasi movimento.

Nonostante lotti con questo problema da oltre 40 anni, la sua ricerca continua ai massimi livelli. Lo spinge a non mollare la intima certezza che "l’umanità è più vicina che mai a capire i fondamenti dell’universo".

Per comunicare fa ricorso ad un computer (che gestisce anche i movimenti della sua sedia a rotelle) e che sintetizza per lui poche parole al minuto. Sufficienti a scrivere pagine nuove sulla storia dell’universo.


Il lavoro scientifico di Hawking è incentrato prevalentemente sulla natura della gravità, nel tentativo di pervenire ad una unificazione di questa forza con le altre tre forze fondamentali dell'universo. Questo suo interesse lo ha condotto a uno studio approfondito sui buchi neri, intrapreso, in parte, insieme al fisico Roger Penrose.

Da tale studio sono venute importanti conferme alla teoria del Big Bang sull'origine dell'universo, nel senso che il Big Bang sarebbe il risultato di una singolarità iniziale dello spazio-tempo e che essa dovrebbe rappresentare una caratteristica comune a ogni modello di universo in espansione.

Un'altra importante teoria, avanzata da Hawking nel 1974, è quella sull'evaporazione dei buchi neri, che viene considerata con grande attenzione dalla comunità scientifica poiché essa rappresenta la prima e completa teoria che tenta di integrare la relatività con la meccanica quantistica.
Programma:
9 maggio 2006 Pala-Bernhardsson S. Lazzaro prima conferenza pubblica dal titoloScorrendo all'indietro la storia
12 maggio conferenza pubblica Palazzo della Ragione dal titolol'origine dell'universo a cui seguirà la consegna della cittadinanza onoraria.

per ulteriori informazioni:hawking.a.padova@gmail.com

Stephen Hawking,
Ufficio Stampa
Studio Esseci
Sergio Campagnolo
tel.+39 049 663499
http://www.studioesseci.net

07.02.06

Il Selvatico, una scuola per l'arte dal 1867 ad oggi

manifestoselvaticoPalazzo del Monte di Pietà – Istituto Statale d’Arte “P.Selvatico”
10 febbraio – 12 marzo 2006 prorogata fino al 22 marzo

L’Assessorato alle Politiche Culturali e Spettacolo del Comune di Padova e l’Istituto Statale d’Arte “P. Selvatico”, in collaborazione con l’Amministrazione Provinciale di Padova, presentano alla città la storia di uno dei più antichi Istituti d’Arte, attraverso l’esposizione dei manufatti creati nei laboratori dell’Istituto dagli allievi, molti dei quali divenuti affermati artisti.

La mostra è articolata in due sedi: disegni, manufatti e documenti dei primi cento anni saranno visibili presso il Palazzo del Monte di Pietà, progetti e opere degli ultimi decenni saranno esposti nella sede centrale della scuola, l’ex Macello edificato da G. Jappelli.
selv.jpgtessuto anni '60


Il marchese Pietro Selvatico, architetto, storico e critico d’arte, ottenne nel 1867 dall’Amministrazione Comunale di Padova di istituire una “Scuola di disegno pratico, di modellazione e di intaglio per la formazione di giovani artigiani”.
La scuola aveva come scopo l’educazione di giovani da inserire nell’artigianato, nell’intento di elevare la qualità della produzione. Alla base del metodo didattico era il disegno, poiché Selvatico riteneva che soltanto padroneggiando questa tecnica, mezzo espressivo che unisce l’attività concettuale all’abilità manuale, si potesse riprodurre il modello e poi costruirlo in pietra, metallo o legno. Nei laboratori si imparava l’uso degli strumenti adatti alla lavorazione delle varie materie.


Lungo il percorso espositivo si potranno ammirare tavole di disegni di ispirazione naturalistica e di elementi di geometria piana e solida, risalenti agli ultimi decenni dell’Ottocento, provenienti dagli archivi della scuola.
I disegni sono di grande qualità e di interesse storico per comprendere il significato di una scuola che si inseriva nella problematica europea della valorizzazione dell’artigianato, a fronte dello scadimento estetico constatato nella produzione su larga scala, negli anni della rivoluzione industriale.
Verranno esposti, inoltre, alcuni disegni provenienti dal corpus ”Le antiche fabbriche padovane”, di fine ‘800-inizio ‘900, eseguito per volontà di Barnaba Lava, direttore della scuola: si tratta di una sistematica rilevazione di antichi edifici di Padova, importante documentazione del patrimonio artistico cittadino.
Un mobile portadisegni in legno intagliato, premiato alla mostra di Parigi del 1900, modelli di cupole, archi, portali in legno, una elegante sovrapporta in metallo sono i più antichi manufatti di proprietà della scuola, sopravvissuti a traslochi e vicende belliche. I manufatti degli allievi, d’altro canto, venivano prodotti per essere direttamente venduti o offerti all’acquisto nelle fiere ed esposizioni nazionali ed internazionali alle quali la scuola partecipava.
Foto d’epoca testimoniano le diverse sedi occupate, fino alla sistemazione, nel 1910, nell’edificio dell’ex Macello dello Jappelli. Altre fotografie documentano l’allestimento di aule e laboratori, rendendo visibili manufatti non più rintracciabili.


Pittori come Guido Balsamo Stella e Mario Disertori negli anni ’20, Carlo Dalla Zorza e Antonio Morato negli anni ’30, Dino Lazzaro negli anni ’40, scultori come Eugenio Bellotto dal 1910 agli anni ’20, Servilio Rizzato negli anni ’30, Nerino Negri e Amleto Sartori dagli anni ’40 ai ’60, seguirono come docenti, fra altri, l’ ideazione e la realizzazione delle diverse opere presenti in mostra.
La scuola, inizialmente comunale, divenne “Regia Scuola Pietro Selvatico per le arti decorative e industriali” nel 1909, alle dipendenze del Ministero di agricoltura, industria e commercio. Nel 1924 passò al Ministero della Pubblica Istruzione e nel 1959 assunse il nome e l’ordinamento di Istituto d’Arte.
Nel tempo si modificarono insegnamenti, laboratori, sezioni. Negli anni ’60 venne istituita la sezione di tessitura mentre la scuola orafa del prof. Pinton (già allievo dell’Istituto Selvatico) diventò fucina di talenti internazionalmente riconosciuti, giunti ormai alla seconda generazione.


L’ultimo indirizzo istituito è quello di Disegno Industriale, nato negli anni ’90, sotto la presidenza di Giulio Bresciani Alvarez, architetto, storico dell’arte, per molti anni anche docente presso la scuola.
L’esposizione continua nella sede della scuola per esigenze di spazio e per permettere ai visitatori di apprezzare l’edificio jappelliano e la realtà della scuola: sarà infatti possibile, in giorni prefissati, visitare anche i laboratori e assistere alle varie fasi della lavorazione dei diversi materiali.
Presso la sede dell’Istituto Selvatico si potranno inoltre ammirare alcune opere non trasportabili: ad esempio un bassorilievo in terracotta di gusto naturalistico e ispirazione sociale risalente agli anni ’30 e uno in pietra con l’offerta simbolica della scuola alla Sacra Famiglia. Saranno esposti disegni dal vero e disegni geometrici, progetti grafici, realizzazioni di oreficeria, plastica, decorazione pittorica, tessitura e stampa su tessuto, modelli di architettura e prototipi di disegno industriale eseguiti dagli allievi dagli anni ’70 ad oggi, sotto la guida di insegnanti che sono spesso anche artisti apprezzati in ambito nazionale e internazionale.


Per l’occasione verrà esposto un pezzo di grande interesse storico-artistico e poco conosciuto: si tratta del modello in legno della Loggia Amulea, di Giuseppe Jappelli, di proprietà dell’Istituto d’Arte, restaurato grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

Catalogo edito da Canova Società Libraria Editrice.

La mostra è stata realizzata anche con il contributo di: Camera di Commercio, Industria, Agricoltura e Artigianato di Padova; Banca Popolare di Vicenza; La Schola; Tesitalia.
Orario 10,00-13,00/ 14,30-18,30 Lunedì chiuso
Ingresso libero
Info: +39 49 8204528

Possibilità di visite guidate (tel. Istituto St. d’Arte “P.Selvatico” 049/8751084-8900)

Ulteriori informazioni, aggiornamenti e immagini: http://padovacultura.padovanet.

06.02.06

Padova Incontra la Poesia

Rassegna di Poesia
7,14, 22,28 marzo 2006
Sala Rossini Stabilimento Pedrocchi
Otto poeti italiani

Il Comune di Padova -Assessorato alle Politiche Culturali e Spettacolo presenta “Padova Incontra la Poesia”, rassegna a cura di Silvio Ramat, che si svolgerà nel mese di Marzo presso la Sala Rossini dello Stabilimento Pedrocchi.
Il ciclo 2006, segue la falsa riga collaudata chiamando otto autori di qualità rappresentativi della poesia italiana d’oggi nelle sue varie radici, tendenze intonazioni.
“Padova incontra la poesia” chiama per il 2006 in città esponenti di varie generazioni del secolo XX, con prospettive aperte sul XXI.
Introdotti da Silvio Ramat, i poeti ospiti si apriranno al dialogo con il pubblico per trasmettere esperienza di vita e di scrittura, anche grazie alla lettura di una selezione di versi dalle loro opere.
Gli incontri con gli autori avranno luogo alle ore 17,00:
7 marzo :Giorgio Bàrberi Squarotti /Rosita Copioli;
14 marzo Alessandro Ceni /Alessandra Giappi;
22 marzo – Elisa Biagini/Giovanni Orelli;
28 marzo Roberto Rossi Precerutti/Luciano Troisio.

Per informazioni: Settore Attività Culturali – Segreteria organizzativa 0498204537, e-mail: infocultura@comune.padova.it

Chi sono gli autori di questa tornata?

In ordine anagrafico, un ticinese, Giovanni Orelli, che fa onore alla linea poetica eletta e arguta sviluppatasi nei decenni di là dal valico di Chiasso. Il suo illustre cugino, Giorgio, fu ospite alla nostra rassegna nel 1996; nel 2006, ecco Giovanni. Narratore geniale ed estroso, lo seguono (beati loro!) in primo luogo i lettori di “Azione”, il quotidiano luganese dove settimanalmente (beato lui!) Giovanni ha una pagina tutta per sé, da riempire come gli aggrada: citazioni, recensioni, pretesti, memorie… Poeta, ultimamente ha scritto per il nipotino versi “da nonno”, di impareggiabile sapienza e garbo.

Giorgio Bàrberi Squarotti, ovvero un maestro della critica. Quantità e qualità riconosciutegli ad altissimi livelli. Ma a lui si deve anche il pluridecennale coordinamento del Grande Dizionario della Lingua Italiana della UTET, che dal cognome del suo ideatore di usa definire “il Battaglia” (ma a Salvatore Battaglia, morto fin dal 1971, subentrò appunto Bàrberi). Poeta di vena larga e continuativa, Bàrberi è sorretto e caratterizzato, nei versi degli anni recenti, da un eros vitale, non sfibrante né tanto meno tragico.

Luciano Troisio, padovano di precoce adozione, è un outsider per indole e per scelta. Ha speso la parte più visibile della sua esistenza in viaggi e prolungati soggiorni in terre lontane. L’esotismo, fra divertito e disagiato, di quelle esperienze s’insaporisce con le spezie di un’ironia umanistica affatto occidentale. Il titolo che Troisio ha dato alla sua ultima raccolta, Parnaso d’Oriente, rispecchia alla perfezione questa originale miscela.

Rosita Copioli è scrittrice di specie rara e sottile. La sua poesia viene solitamente rubricata nell’area di un recupero delle ragioni perenni del mito, e in questa luce si spiegano anche i suoi interessi per un grande autore della modernità, l’irlandese W. B. Yeats. Ma significativo, a riscontro, è poi il lavoro storiografico della Copioli, rivolto a restituire alla loro verità integrale personaggi come la mistica benedettina Hildegarde di Bingen o, della sua Romagna, le vicende di alcune gloriose famiglie.

Roberto Rossi Precerutti è fra i più convinti e (convincenti) sperimentatori delle “forme chiuse”, in particolare del sonetto. Ma se questo lo colloca nell’àmbito oggi abbastanza frequentato dei nuovi formalisti, la vita delle sue liriche si affida a una materia umana di forte, radicale passionalità, capace di presa diretta come poche altre in questi anni: un doloroso, limpidissimo discorso del cuore
Alessandro Ceni, ch’è anche pittore ed eccellente traduttore, prosegue una linea “fiorentina” che ha dato lustro al Novecento italiano. Non stupisce che a lui guardasse con simpatia e attenzione – colpito dal ritmo intensamente speculativo della sua pagina - un poeta di rango, che Padova ospitò nell’edizione 1995 della nostra rassegna, Piero Bigongiari. Perché Bigongiari caldeggiava e sperimentava in prima persona una poesia che “pensa”: e “pensante” è davvero anche la poesia di Ceni.
Alessandra Giappi, bresciana, a Padova si è laureata. La sua poesia può definirsi lirica senz’altro, in un’orbita misurata e lieve, di gusto schiettamente lombardo; al fondo la soccorre forse una memoria del giovane Sereni, epifanie e delicati paesaggi; ma non meno utile si avverte, rielaborato con umiltà ed eleganza, il modello di interrogazione assidua, esistenziale, offerto dal Luzi maturo: con esiti di indubbio effetto comunicativo.
Elisa Biagini, la più giovane degli otto invitati, nel raggio della cosiddetta “nuova poesia”, è una delle voci più apprezzate e meglio intonate. Volentieri il suo occhio, e quasi diremmo il suo orecchio, va alla poesia americana della stagione recente (di cui d’altronde la Biagini è studiosa e traduttrice). Lo stile è brusco, drammatico, “economico”: alla poesia non spetta un ruolo consolatorio o di risarcimento, ma l’emozione rimane palpabile, non si maschera per timidezza o per arroganza.



Introdotti da Silvio Ramat, i poeti ospiti si apriranno al dialogo con il pubblico per trasmettere esperienza di vita e di scrittura, anche grazie alla lettura di una selezione di versi dalle loro opere.
Gli incontri con gli autori avranno luogo alle ore 17,00: 7 marzo :Giorgio Bàrberi Squarotti /Rosita Copioli; 14 marzo Alessandro Ceni /Alessandra Giappi; 22 marzo – Elisa Biagini/Giovanni Orelli; Roberto Rossi Precerutti/Luciano Troisio.

PADOVA INCONTRA LA POESIA. Padova, Sala Rossini Stbilimento Pedrocchi. 7,14,22,28 marzo 2006. Orario17,00: Per informazioni: Settore Attività Culturali – Segreteria organizzativa 0498204537, e-mail: infocultura@comune.padova.it


04.02.06

A passeggio nell'Ottocento

sala romana del Piano Nobile Pedrocchi con gli affreschi di Ippolito CaffiMusei Civici agli Eremitani
Piano Nobile dello Stabilimento Pedrocchi
Appartamento intero di Palazzo Papafava.
dal 7 febbraio 2006 al 9 marzo 2006

Con questa iniziativa, nata dalla collaborazione tra i Musei Civici di Padova, l'Università di Padova e la famiglia Papafava, verranno offerte ai cittadini tre visite guidate settimanali dedicate all’Ottocento padovano: Mostra “Da Giovanni De Min a Emilio Greco”

Nell’Ottocento si apriva per Padova un periodo fecondo di iniziative e progetti culturali: da un lato si assiste al rinnovamento della decorazione di interni di molti palazzi, quali la residenza Papafava, dall’altro alla costruzione di edifici di servizio collettivo.
Si colloca nel 1831 l’inaugurazione del Caffè Pedrocchi, progettato da Giuseppe Jappelli, la cui decorazione giunge a compimento nel 1842 in occasione del IV Congresso degli Scienziati Italiani.

Alla decorazione di Palazzo Papafava partecipano, tra gli altri, Bartolomeo Ferrari (Marostica, Vicenza, 1780 - Venezia, 1844), Giovanni De Min (Belluno, 1786 - Tarzo, Treviso, 1859) e Rinaldo Rinaldi (Padova, 1793 – Roma, 1873). All’interno della sala dedicata al tema dell’Odissea, nell’appartamento neoclassico del palazzo patavino, spettano a Bartolomeo Ferrari gli altorilievi Ulisse naufrago si presenta a Nausicaa, il cui disegno preparatorio è esposto in mostra, e Congedo di Ulisse da Calipso. Opera di Rinaldi sono invece le scene con la vita di Penelope, cui si avvicinano per tematica alcuni fogli pure conservati nelle raccolte del Gabinetto Disegni e Stampe del Museo d’Arte.
Sul retro del disegno con lo studio per il Compianto di Adamo ed Eva sul corpo di Abele di Giovanni De Min, presente in mostra, si trova il contratto che si riferisce al compimento di una parte del ciclo di affreschi, realizzati dal pittore bellunese a Palazzo Papafava all’inizio del suo soggiorno padovano.

L’artista fu attivo anche nel gruppo convocato da Giuseppe Jappelli intorno al 1840 per la decorazione del Pedrocchi, gruppo composto dai bellunesi Pietro Paoletti (Belluno, 1801 – 1847) e Ippolito Caffi (Belluno, 1809 – Lissa, Croazia, 1866), dai padovani Vincenzo Gazzotto (Padova, 1807 – Bolzonella, Padova, 1884) e Antonio Gradenigo (Padova, 1806 – 1884) e dal romano Giuseppe Petrelli (Roma, 1805 – Padova, 1858).
A De Min viene assegnata la decorazione delle Sale etrusca, greca e moresca, quest’ultima così denominata per il trompe l’oeil da lui eseguito, raffigurante un Arabo che scosta una tenda.
Il suo allievo Vincenzo Gazzotto lavora all’affresco del soffitto della Sala rinascimentale con Il Trionfo della Civiltà: la figura della Civiltà in trono, con l’allegoria del Tempo in volo, è circondata dalle personificazioni di Europa, Asia, Africa e America, i continenti allora conosciuti, mentre a sinistra fugge l’Ignoranza. La composizione reca una soluzione differente rispetto al disegno esposto in mostra per quanto concerne la personificazione dell’Africa. Nel foglio essa è infatti affidata a una figura femminile e non maschile come nell’affresco, sebbene la posa sia la medesima.

Appuntamento all’entrata delle rispettive sedi:
Martedì 7, 14, 21, 28 febbraio e 7 marzo 2006 - Sede: Musei Civici agli Eremitani, Padova, piazza Eremitani n°8, biglietto euro 5,00.
Mercoledì 8, 15, 22 febbraio e 1, 8 marzo 2006 – Sede: Piano Nobile dello stabilimento Pedrocchi, Padova, piazzetta Pedrocchi n°1, biglietto euro 2,50.
Giovedì 9, 16, 23 febbraio e 2, 9 marzo 2006 – Sede: Palazzo Papafava, Padova, via Marsala n°59, ingresso gratuito.
Durata della visita: dalle ore 16:00 alle ore 17:00, max 25 persone per gruppo.

Informazioni e prenotazioni: tel. +39 049 8756074, mart. / ven. 10:00 - 13:00 / 15:00 - 17:00;
lun. / merc ./ giov. 10:00 - 13:00

03.02.06

"Carnevale e...oltre" - II edizione

Arlecchino.jpgNella ricca cornice dei festeggiamenti per il Carnevale 2006 offerti dall'Amministrazione Comunale di Padova e dal Caffè Pedrocchi i bambini avranno uno spazio particolare, a loro dedicato. Gli Assessorati alle Politiche Culturali e Spettacolo, alla Pubblica Istruzione, al Commercio e al Turismo hanno operato in perfetta sinergia per creare nel Centro storico di Padova un mondo incantato e colorato.
Tra artisti di strada, giocolieri e il pupazzo di Winnie the pooh ci sarà per tutti i bimbi la possibilità di divertirsi con i burattini o di lasciarsi magicamente trasportare dal simpatico e scaltro “Arlecchino!!!” e dal “Juke-box delle favole”.
Attraverso la fantasia degli artisti di strada e quella dei bambini viaggeremo in un paese magico al di là della realtà.

Padova-Centro Storico
Dal 18 al 28 febbraio 2006

Boes e Merdules.jpegAppuntamento da non perdere per i più grandicelli sarà invece quello con il folklore e la tradizione del carnevale sardo. Il 18 febbraio sfileranno per le vie del Centro Storico i "Boes e Merdules" (maschere tipiche del carnevale di Ottana, paesino in provincia di Nuoro), a rappresentare l'eterna lotta tra l'uomo e l'animale. Infatti, i "Boes e merdules" incarnano rispettivamente un bue ed il suo padrone e riassumono quella che era anticamente la vita nel piccolo centro, quando avere un giogo di buoi era il massimo della ricchezza e chi aveva la fortuna di possederlo era considerato “benestante”.
Infine, per gli amanti della tradizione, dall'11/2 al 4/3/2006 il Caffè Pedrocchi ospiterà un programma ricco e variegato. Per il programma si rinvia al sito www.padovanet.it.

SABATO 18 FEBBRAIO (Liston)
Dalle ore 15.00: "La maschera sarda, i Merdules a Padova".
Sfilata e spettacolo delle maschere tipiche del carnevale sardo.

GIOVEDI 23 FEBBRAIO (Piazza dei Signori), in collaborazione con la Ludoteca AMBARABÀ e con BELTEATRO
"...Facciamo Carnevale..."
Dalle ore 15.30 alle ore 18.30:
-Il truccabimbi
-Scultore di palloncini
-Pazzopupazzo (Winnie the pooh)

Dalle ore 16.30 alle ore 17.30: Spettacolo "Il juke-box delle favole”
Il Juke-box è visto come luogo d’incontro e di storie. Luogo dove si crea la magia del viaggio fantastico che attraversa la simbologia della tradizione delle fiabe di Esopo o di "Pinocchio", o del "Gatto con gli Stivali" o ancora delle fiabe moderne di Ende, Nostlinger, Dahl e tante altre ancora.
Il meccanismo è quello del juke-box solo che invece delle monetine ci sono le lettere dell’alfabeto: la A, la B, la C, la D e così via. Come nella vecchia canzone per bambini ogni lettera corrispondeva ad una parola, qui ogni lettera corrisponde all’inizio di una storia e ogni bambino, in qualsiasi momento, può intervenire con un lettera/moneta per far cambiare la canzone e quando non ci sono più monete l’unica è inventarsele le storie...

Dalle ore 17.30 a seguire: Spettacolo d'animazione "Il Circo Amst"
Il Circo Amst è l'unico al mondo in cui l'elefante fa bolle giganti, la giraffa giocoliera sfida la legge di gravità col suo monociclo e il domatore cerca disperatamente di convincere il suo leone a fare acrobazie. Sulla pista di questo incredibile Circo i bambini potranno ammirare la scimmia più forte del mondo e i clowns con numerose gags divertenti.

SABATO 25 FEBBRAIO (Plateatico Pedrocchi)
"Un mondo di bolle colorate e tanta dolcezza", in collaborazione con BELTEATRO
Dalle 15.30 alle ore 18.30:
-Il truccabimbi
-Trampoliere
-Pazzopupazzo (Winnie the pooh)
-Zucchero filato

Dalle ore 17.30 alle ore 18.30:
Spettacolo di burattini “Bolle Bolle, glup glup!”
Spettacolo di clown con giocoleria, magia comica e bolle di sapone giganti, presentato da Salvador Puche Estevan.
Gigio Bagigio ha costruito un magico triciclo che fa bolle di sapone. Gira e gira il mondo per giardini, piazze, strade, scuole, lasciando dietro di sé una nuvola di bolle di sapone che incantano e fanno sognare. I bambini potranno vedere bolle di sapone di tutti i tipi: grandi, piccole, ovali, tanto lunghe da creare un tunnel trasparente.

"Padova si maschera d'Europa"
Sul Liston: Animazione e corsi di ballo latino-americano, carri goliardici
Dalle ore 15.00 alle ore 19.00 nel cortile nuovo del Palazzo del Bo: Concerti di band musicali e animazione con Radio Bue
Dalle ore 17.00 alle ore 18.30 in via Roma: Rappresentazioni teatrali

MARTEDI 28 FEBBRAIO (Plateatico Pedrocchi), in collaborazione con BELTEATRO
"Carnevale e...l'amore"
Dalle ore 15.30 alle ore 18.30:
-Il truccabimbi
-Pazzopupazzo (Winnie the pooh)
-Il caricaturista

Dalle 16.30 alle 17.30:
Spettacolo “Arlecchino!!!”
In una locanda gestita dalla bella Mirandolina e dal suo servo Arlecchino, segretamente innamorato di lei, arrivano due forestieri, il Capitano Alonso Confusion De Calabraga, ricco quanto rozzo, e il Dottor De Squattrinatis, senza un soldo ma coperto di lauree e diplomi. Entrambi si innamorano a prima vista della bella Mirandolina, che ne approfitta per architettare un tranello allo scopo di appropriarsi dei loro averi svergognandoli pubblicamente. Naturalmente con la complicità di Arlecchino che, nel frattempo, si presta a far da servitore sia al Capitano che al Dottore. L’intrigo si scioglie nella camera di Mirandolina tra urla, inseguimenti e colpi di fioretto…



Dall'11/2 fino al 4/3/2006 lo stabilmento Pedrocchi ospiterà spettacoli, animazione e una mostra. Per informazioni su programma ed ingressi, contattare la Direzione del Caffè: Tel. 049/8781231, Fax. 049/8764674 (www.caffepedrocchi.it)

(P.Cav)
(L.Rep)

INFORMAZIONI:
ASSESSORATO ALLE POLITICHE CULTURALI E SPETTACOLO
SERVIZIO MANIFESTAZIONI E SPETTACOLI

Vicolo Pedrocchi, 11 – Padova
Tel. ++39 49 8205626-5611-5607
E-mail: comunepadovamanifestazioni@comune.padova.it
Internet: http://padovacultura.padovanet.it

Divertissement '900 - Rassegna di teatro musicale

pianoforte.jpgSeconda edizione della rassegna di teatro musicale curata dall'Associazione La Giudecca,
FEBBRAIO-APRILE 2006
Padova - Ridotto Teatro Comunale "Giuseppe Verdi"

La Rassegna è resa possibile dalla collaborazione con il Comune di Padova - Assessorato alle Politiche Culturali e Spettacolo e con il patrocinio dell'Università di Padova. L'Associazione La Giudecca si muove da anni sul fertile terreno delle contaminazioni e delle interferenze di codici e forme espressive, partendo da un’idea di fondo del Teatro come incontro di diversi linguaggi. Anche quest'anno propone un'iniziativa originale in cui musica e voci recitanti si mescolano sul palcoscenic teatrale.

Programma

11 Febbraio 2006 (ore 21.00)
CORDIS DUO - azione teatrale per voci e musica
Gabbris Ferrari, regia
Letizia E. M. Piva, voce e azione teatrale
Luciano Borin, pianoforte, voce e improvvisazione
Testi: E.Satie "Sports et divertissements", G.Gershwin "The man I love", A. Merini "Corpo d'amore", Bilhana "Le stanze d'amor furtivo", L. Piva e G. Ferrari "Cordis", M. Yourcenar "I trentatre nomi di Dio", Anonimo inglese del XVI secolo.
Musiche: Anonimo inglese del XVI secolo "Over the mountains", E.Satie "Sports et divertissements", G.Gershwin "The man I love", F. Garcia Lorca "Anda Jaleo", L. Borin "Improvvisazioni".
A fine spettacolo la “Metro Quadro” offrirà un brindisi a tutti i presenti

24 Marzo 2006 (ore 21.00)
ENOCH ARDEN - melologo di Richard Strauss su testo di Alfred Lord Tennyson
Mario Valdemarin e Gaia Silvestrini, voci recitanti
Anna Baratella, pianoforte
Gaia Silvestrini si esibirà in una breve e romantica composizione di Strauss: “Il castello sul mare”
Testi: A. Tennyson, "Enoch Arden", 1864
Musica: R. Strauss, "Enoch Arden", 1897
Film: "Enoch Arden" di D.W. Griffith, 1911

26 Marzo 2006 (ore 21.00)
L'ACCOMPAGNATRICE - versione teatrale di Walter Pagliaro, dal racconto di Nina Berberova
La voce di Micaela Esdra, attrice di teatro, cinema e televisione e doppiatrice di Winona Ryder o Melanie Griffith, sarà protagonista assieme al suono del pianoforte di Angela Annese.

20 Aprile 2006 (ore 21.00)
SOUVENIR SATIE - jeu théatral musical
Serata dedicata al “musicista di velluto”: Erik Satie.
In scena Matteo Gobbo, straordinaria voce da contro-tenore nei panni di una dama parigina, la Dive de l'Empire. Accanto a “lei” Davide Tardivo, partner ironico della “donna con fascino” nei panni del Patron du Café, e il pianista Ugo Moro. I tre, come in un piccolo caffè chantant, divertiranno il pubblico tra facezie, canzoni e danze.
Musiche: Erik Satie
Testi tratti da "Erik Satie, quaderni di un mammifero" di Ornella Volta.
Consulenza alla regia di Gaia Silvestrini


BIGLIETTI
Ridotto: 7 €
Intero: 9 €
La biglietteria apre alle ore 20.15


INFORMAZIONI

Associazione LA GIUDECCA
Tel. (++39) 049 656519
Cell. (++39) 349 2211323
e-mail:giudecca_teatro@yahoo.it

ASSESSORATO ALLE POLITICHE CULTURALI E SPETTACOLO
SERVIZIO MANIFESTAZIONI E SPETTACOLI

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Tel. ++39 49 8205626
E-mail: comunepadovamanifestazioni@comune.padova.it
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02.02.06

Rassegna cinematografica "Fronte del Porto"

Fronte del porto-immagine.JPGContinua la Rassegna del"Fronte del Porto filmclub", dedicata al cinema che non si vede, ai film diventati classici della storia del cinema, ai maestri della cinematografia, al cinema sperimentale ed underground.
Una Rassegna curata dalla Promovies-Scuola Permanente di Cinematografia e dall'Associazione Studenti Universitari e Cinema & Video Indipendente in collaborazione con il Consiglio di Quartiere 4 Sud-Est e l’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Padova.

Padova, Multisala "Porto Astra", via S. Maria Assunta n. 20

La sala, di proprietà comunale, inserita nel complesso della multisala PortoAstra in via S. Maria Assunta n. 20 a Padova vedrà una programmazione culturale particolarmente attenta alla promozione ed alla diffusione del cinema, proponendo serate spesso offerte ad ingresso libero o a un costo d’ingresso contenuto.
Si tratta di una proposta culturale che si colloca nello specifico delle "immagini in movimento" in maniera assolutamente trasversale alle molte forme espressive e alle diverse tecnologie che lo costituiscono.

PROGRAMMA febbraio - marzo 2006
Scarica il programma


INGRESSO:
3,00 € biglietto speciale (con tessera Fronte del Porto, Veneto Padova Spettacoli)
4,50 € biglietto intero
Proiezioni speciali “Pomeriggi d’autore”:
2,00 € biglietto speciale (con tessera Fronte del Porto Filmclub, Veneto Padova Spettacoli)
3,00 € biglietto intero
Anteprime e prime visioni:
5,00 € biglietto speciale (con tessera Fronte del Porto, Veneto Padova Spettacoli)
6,50 € biglietto intero

La tessera Fronte del Porto costa 3,00 € ed è acquistabile alla cassa prima dell’inizio delle proiezioni.

DOVE TROVARE IL PROGRAMMA DETTAGLIATO:
presso gli Uffici Turismo IAT (Galleria Pedrocchi e Stazione FF.SS), Ufficio URP (via Oberdan), Progetto Giovani (Ponte Molino)

INFORMAZIONI:

Ass. PROMOVIES
Tel e fax: ++39 49 8718617
Info: www.promovies.it

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