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20.04.06

"Cinema Invisibile" 2006

Aprile-Giugno (ogni giovedì– spettacolo unico ore 21.00)
Cinema TORRESINO

2006aprile-giugno.jpgProsegue la rassegna "Cinema invisibile", iniziativa del circolo "The Last Tycoon" realizzata in collaborazione con il Comune di Padova- Assessorato alle Politiche culturali e Spettacolo.
La rassegna è divenuta, attraverso un'esperienza di 9 anni, un marchio di qualità nella programmazione cittadina.
La seconda parte dell'edizione 2006 si apre il 20 aprile con la grintosa accoppiata di film "ai confini del Messico".
Le serie proesegue poi con una minipersonale di Jacques Audiard e con un trittico “di tendenza” che nel titolo (l’altra faccia del cinema) richiama il famoso film di Ken Russell "L’altra faccia dell’amore".

PROGRAMMA:

Ai confini del Messico:
- 20 aprile: Stella solitaria
(di John Sayles - USA 1996)
- 27 aprile: Le tre sepolture
(di Tommy Lee Jones - USA 2005)
Opera prima dell’attore Tommy Lee-Jones, premiata al Festival di Cannes 2005 per la miglior interpretazione e la miglior sceneggiatura.

- 4 maggio: Persona non grata
(di Krzysztof Zanussi - Polonia/Russia/Italia 2005)
- 11 maggio: La cura del gorilla
(di Carlo A. Sigon - Italia 2006)
Una produzione italiana interessante per l’ulteriore contributo al noir italiano, dopo "Quo Vadis Baby" e a fianco di "Arrivederci amore ciao".
Alla proiezione sarà presente il giovane regista Carlo Sigon.

Minipersonale: Jacques Audiard
- 18 maggio: Sulle mie labbra
(di Jacques Audiard - Francia 2002)
- 25 maggio: Tutti i battiti del mio cuore
(di Jacques Audiard - Francia 2005)
Con questo film premiato a Berlino Audiard ribadisce la sua verve di sceneggiatore e regista di cupa cinefilia, realizzando un noir appassionante e selvaggio.

L’altra faccia del cinema
Dopo lo sdoganamento del cinema a tematica omosessuale operato dal successo de "I segreti di Brokeback Mountain", ecco un spazio di rispolvero cinematografico e riflessione civile.
- 8 giugno: Amici, complici, amanti
(di Paul Bogart – USA 1988)
- 15 giugno: Una casa alla fine del mondo - PRIMA VISIONE
(di Michael Mayer – USA 2004)
Questo film, che aveva acceso l’attenzione per alcune scene troppo esplicite, una volta ”corretto” dalla censura distributiva non è riuscito a trovare nessuna programmazione nelle sale cittadine.
- 22 giugno: Transamerica
(di Duncan Tucker – USA 2005)

Ogni giovedì– spettacolo unico ore 21.00
Cinema TORRESINO – via del Torresino, 2 (zona Prato della Valle)

BIGLIETTI:
Tessera sociale circolo the Last Tycoon: € 4,00
La tessera di iscrizione al circolo è annuale: vale fino al 31 gennaio dell'anno successivo.
Biglietto intero: € 4,50
Biglietto ridotto: € 3,50 (anche anziani e studenti)

INFORMAZIONI:

CIRCOLO LAST TYCOON
MOVIECONNECTION

Telefono segreteria: (++ 39) 049 8758270
Sito web: www.cinemainvisibile.info
E-mail: tycoon@movieconnection.it
E-mail: torresino@movieconnection.it

ASSESSORATO ALLE POLITICHE CULTURALI E SPETTACOLO
SERVIZIO MANIFESTAZIONI E SPETTACOLI

Vicolo Pedrocchi, 11 – Padova
Tel. ++39 49 8205607
E-mail:
comunepadovamanifestazioni@comune.padova.it

19.04.06

Ninfee - Cristina Cocco

manifesto cocco (1).jpg
Nell'acqua immota dello stagno la forma cessa e la materia si colora
Scuderie di Palazzo Moroni - Via Municipio 1
29 aprile - 18 giugno 2006

Una personale, circa 50 opere, della pittrice padovana. Cristina Cocco conosce bene la pittura.Parla dei colori, delle stesure, delle soluzioni, dei pigmenti con la naturalezza dell'esperto.......
orario: 9:30 - 12:30/15:30 - 19:00 da martedì a domenica
ingresso libero
Info +39 049 820452

L'artista sa esattamente quello che deve fare, come ottenere soddisfazione dal colore puro, dalla vernice, dalla velatura, dalla schermatura. Sa attraversare con gesto sicuro la tela dipinta tracciando quei filamenti sinuosi che, come onde eteriche, muovono la superficie dei suoi ultimi quadri titolati Levitazioni. Sa come muoversi dietro le quinte della pittura perché ne ha sposato le ragioni sin dall’adolescenza. L’Accademia ha fatto la sua parte, le ha insegnato il mestiere del dipingere. Tuttavia l’attrazione fatale per quella materia che può trasformarsi in forma simbolica, può tradurre il pensiero sensibile dal caos originario alla visualizzazione delle idee, superava il confine dell’apprendimento. Nella fase dell’entusiasmo formativo la Cocco sfoderò il talento e i risultati non si fecero attendere: la giovane artista padovana appariva come una promessa che la stessa Accademia segnalava alle mostre. Venne poi il tempo del silenzio. Un sacrificio e un dono che fece a se stessa. Quella materia andava vegliata in uno stato simile a quello che anticamente veniva chiamato quies: una sospensione dell’azione che lascia deste e vigili le facoltà intellettuali. Nel tempo remoto del mito la quies predisponeva alla catarsi ma ora, nel regno e nel tempo del rumore, è diventata una dote rara di percezione sottile che gli artisti condividono con quei pochi pensatori leggeri che si sporgono sul bordo dell’ineffabile. La riflessione della Cocco riguarda interamente la pittura: ad essa chiede l’accogliente complessità di un universo che sappia farsi ventre alle sue domande. La prima mossa fu cercare un luogo, un luogo fisico e ideale allo stesso tempo, che potesse rappresentare quel ventre dove condurre la sua ricerca. L’ha trovato in una postazione in verità già nota all’arte, consacrata un secolo fa come canone poetico generativo: lo stagno delle ninfee. Tutta una linea d’informale materico e cromatico affonda le sue radici nello stagno di Giverny e arriva sino ai tempi nostri potendo contare, in Italia, sull’importante contributo degli ultimi naturalisti di Francesco Arcangeli. Ma il percorso di Cristina Cocco è diverso, non dimentica la fonte primaria della natura: torna allo stagno e si ferma. Trova una sua panchina dove “sedendo e mirando” può dimenticare la supremazia e l’autosufficienza della pasta pittorica per tornare a concentrarsi sul mistero dell’acqua. Vede la superficie che appare immota e immota non è poiché contiene una moltitudine d’indizi di morte e di vita; vede le ninfee ampie e carnose che giorno dopo giorno fioriscono, si dispiegano e si decompongono. Vede una meraviglia della natura farsi plastica e poi guastarsi. Ed è lì che Cristina Cocco fissa la sua dimora poetica, in quella soglia tra il disfacimento e l’origine. La materia pittorica interpreta questo stadio, ultimo e primigenio allo stesso tempo, assegnando al colore il compito di manifestare il desiderio di trattenere la forma oltre il limite della sua decomposizione e, allo stesso tempo, di cogliere l’insorgere di nuove promesse di fioritura. Forse la Cocco non sa che questa era una delle vie sulle quali si era incamminata la pittura simbolista tra ottocento e novecento e che il magma dello stagno della pittura racchiudeva i corpi larvali che insidiavano i baci degli amanti perduti come Paolo e Francesca. Il fascino di quel luogo non ha sponde ma per lei è prima di tutto la sede eletta della mutazione, della metamorfosi che acquista evidenza nel passaggio tra l’informe che lievita e la forma che germina.
Virginia Baradel Aprile 2006

18.04.06

Concerto dei Solisti Veneti. In exitu Israel. From Padua to Requiem 1771-1791

serenissimimozartini.gifInaugurata il 13 marzo con lo spettacolo "come diventare un vero veneziano in un mese", la Rassegna "Wolfango De' Serenissimi Mozartini" riprende giovedì 11 maggio con il concerto dei Solisti Veneti.

Padova, Chiesa degli Eremitani
11 maggio 2006 ore 21

Il complesso fondato e diretto da Claudio Scimone interpreterà con il coro da Camera di Mosca tre importanti pezzi della produzione musicale di Mozart in un appuntamento che coincide con il concerto inaugurale del Veneto Festival 2006 - XXXVI Festival Internazionale Tartini.

Programma:
- Lodi al gran Dio da Betulia liberata (1771 Kv 118)
- Maurerische Trauermusik (1785 Kv 477)
- Requiem (1791 Kv 626)
di W.A. Mozart

I SOLISTI VENETI
e CORO DA CAMERA DI MOSCA diretto da Vladimir Minin
con Cecilia Gasdia (soprano), Giovanna Lanza (mezzosoprano), Mariano Speranza (tenore) e Alessandro Guerzoni (basso).

Solisti_Veneti.JPGLe tre opere mozartiane che I solisti Veneti eseguiranno, pur composte ad anni di distanza l'una dall'altra, sono legate tra loro da un tema comune: il Salmo In Exitu Israel de Aegypto, che evidentemente aveva profondamente attratto l'attenzione e l'ispirazione musicale di Mozart. Si tratta della stessa melodia che Dante, nel Canto II del Purgatorio, ode intonare dalle anime che si dirigono alla volta del monte del Purgatorio:
"Da poppa stava il celestial nocchiero,
tal che faria beato pur descripto;
e più di cento spirti entro sediero.
"In exitu Isräel de Aegypto"
cantavan tutti insieme ad una voce
con quanto di quel salmo è poscia scripto"
(Pg II,46-48).
È opinione diffusa tra gli studiosi che questo canto gregoriano discenda direttamente dalla musica ebraica: un salmo per celebrare la liberazione del popolo ebraico dalla schiavitù in Egitto. Nella liturgia questo salmo era cantato nell'accompagnare il defunto alla sepoltura: la morte era, infatti, interpretata come la liberazione dell'anima dalla schiavitù del corpo.
La prima occasione in cui Mozart utilizza questo tema è nella Betulia liberata, opera musicata sui versi del poeta della corte di Vienna Pietro Metastasio e che Wolfgang Amadeus realizzò nel 1771 su commissione del mecenate padovano Don Giuseppe Ximenes De’ Principi D’Aragona.
In Lodi al gran Dio, numero conclusivo della partitura, il Coro intona in Re maggiore l’inconfondibile motivo in risposta a Giuditta, mentre quest’ultima riepiloga i fatti attraverso cui è giunta la liberazione dall’assedio degli Assiri.
La seconda volta che In Exitu Israel appare in una composizione mozartiana è nella parte centrale della Maurerische Trauermusik, (Musica per funerale massonico) in Do minore. La composizione per sola orchestra è del 1785 e fu scritta in occasione della morte di due membri della classe dirigente austriaca: i conti Franz Esterhazy von Galantha e Georg August von Meklenburg-Strelitz. Il canto salmodico vi risuona in versione strumentale, quindi senza parole, in un morbido impasto di clarinetti e corni di bassetto.
La melodia ricompare poi ancora una volta nella Messa da Requiem lasciata incompiuta nel 1791. L'ultima, famosissima, opera del genio austriaco gli fu commissionata dal conte Walsegg-Stuppach ma Mozart ne completò solo l'Introitus e la parte vocale di altri cinque movimenti (Dies irae, Tuba mirum, Rex tremendae, Recordare, Confutatis). La Lacrimosa rimase interrotta mentre l'Offertorium era tracciato solo nelle sue linee generali e fu Franz Sussmayer a portare a termine il Requiem.
L'Introitus è quindi sicuramente originale ed è al suo interno, nell'episodio del Te decet hymnus Deus in Sion, che Wolfgang riutilizza per l'ultima volta il canto "In exitu Israel", affidando il compito di intonarlo a un soprano solo. La voce del soprano va poi a fondersi, per un’ultima ripresa collettiva, nel fraterno abbraccio del coro.

(L.Rep)


BIGLIETTI
Intero: 20 €
Ridotto: 15 €

INFORMAZIONI:

www.serenissimimozartini.it

ENTE VENETO FESTIVAL
P.le Pontecorvo, 4/A – 35100 PADOVA
Tel: (+39) 049/666128
Fax: (+39) 049/8752598
Sito Internet:www.promart.it/VenetoFestival/index.html
www.promart.it/SolistiVeneti/index.html

Amici della Musica di Venezia
Cannaregio n° 4674 - 30131 Venezia
Tel e Fax: 041 2771008
info@amicimusicavenezia.it
www.amicimusicavenezia.it

Comune di Padova - Settore Attività Culturali - Servizio Manifestazioni e Spettacoli
vicolo Pedrocchi n°11 - 35122 Padova
Tel: 049 8205624 - 5611
comunepadovamanifestazioni@comune.padova.it
http://padovacultura.padovanet.it

Tra ironia, genialità e provocazione: l'irriverente gioiello di Gijs Bakker

Geniale, innovativa, provocatoria è l'opera di Gijs Bakker che Emmy van Leersum, molta parte ebbe nella rivoluzione che in Olanda e in Europa travolse tra gli anni Sessanta e Settanta, le arti....................

... e tra queste quella del gioiello, per entrambi privilegiato strumento di espressione creativa.
La competenza tecnica, acquisita all’Accademia grazie alla lezione di Marin Zwollo e una vivace e irrequieta genialità, portano Bakker, sin dai primi tempi, a soluzioni dove l’idea si risolve in una geometria dalle linee astratte e pure, che rivelano l’abilità di forgiare oro e argento in forme del tutto nuove ( bracciale Gouden ui o Lepel armband, 1965), che esprimono forte interesse per l’elemento costruttivo (es. il bracciale Tien lussen ) e una speciale attenzione per il rapporto gioiello- corpo.


Allontanandosi bruscamente dalla tradizione con l’utilizzo di materiali alternativi (alluminio, acciaio, cromo, legno, cuoio, lino, cotone, PVC, carta ) e sviluppando forme inusuali (vedi produzione fine anni Sessanta - primi anni Settanta ) Bakker raggiunge velocemente il riconoscimento internazionale portando, con la moglie Emmy Van Leersum, il gioiello alla soglia dell’universo artistico. Il messaggio è chiaro: in un’atmosfera generale permeata da un’impellente esigenza di cambiamento, di rinnovamento culturale e sociale le sue creazioni sono evidente espressione della volontà di rompere con gli schemi del passato e di una incrollabile fiducia sulle possibilità che il coraggio delle nuove idee fa intravvedere (collana e bracciale Stovepipe, Shoulder Piece, Halskraag, Head Form/Hoofdvorm,…1967).


Il ricorso all’alluminio, materiale leggero e non costoso, permette a Bakker di creare mega-collari che, rinnegando le bacheche normalmente utilizzate per le arti decorative, vengono proposti al pubblico indossati da modelle ( mostra allo Stedelijk di Amsterdam del 1967); si tratta di colliers enormi che coprono l’intero décolleté, realizzati in alluminio o in PVC, all’interno del quale, foto di fiori e più avanti, dopo la morte della moglie nel 1984, petali veri , vengono imprigionati, e in questo modo bloccati sia in termini di tempo che di spazio.
Costante si rivela l’attenzione di Bakker per il design: raramente egli disegna un singolo oggetto preferendo la creazione di una serie di pezzi che gli permettono di esprimere lo sviluppo di un’idea.
Più volte tenterà la produzione seriale per un gioiello di buona fattura alla portata di tutti, indirizzato a un pubblico giovane e più ampio (gioiello democratico) e ci riuscirà quando, con Marijke Vallanzasca , creerà nel '94 “Chi ha paura…..del gioiello contemporaneo?”.

L’esperienza non avrà però ulteriori epigoni e ancora una volta la nuova arte del gioiello, che si trova a combattere il retaggio che la vede tradizionalmente posta tra le cosiddette arti applicate, non riuscirà a definire una puntuale relazione con il design industriale.
Dall’idioma geometrico formale e astratto degli inizi Bakker giunge quindi alla libertà totale esprimendosi senza inibizioni e facendo sempre di più dell’idea e del fruitore il centro della sua ricerca (vedi la serie Profili, Abbracci, Bavaglino, Collane reali, Petali di fiori ). Qui non conta più la forma o l’estetica fine a se stessa bensì il messaggio, il concetto che ne informa il disegno. Provocatorie e irriverenti le sue creazioni rivelano una forte attenzione per la società che lo circonda , lo spirito del tempo e l’individuo, che diventano quindi i veri protagonisti dei suoi lavori.
L’utilizzo dell’immagine fotografica , sempre più rilevante, gli permette di spaziare oltre e toccare con disinvoltura le tematiche più varie: dal richiamo dei colori dei falsi “boquet” alle figure michelangiolesche della Sistina, dalle icone degli atleti, i nuovi eroi, a quelle delle automobili di lusso, o dei calciatori che, quali falsi dei delle masse, vengono rappresentati grazie al recupero dei più famosi Crocefissi della storia dell’arte (Holy Sport).

Immagini catturate e riproposte in una nuova dimensione, vile carta, soggetti spesso banali assurti ad arte, a messaggio, racchiusi in plastica ma impreziositi da un indiscreto e irriverente uso di brillanti, pietre e oro, quasi a ricordare, che di gioielli, pur sempre, si tratta. Fino ad arrivare oggi al riutilizzo del bijou anni Cinquanta, da lui sempre rinnegato, e ad apporgli sopra gemme vere in composizioni contradditorie e strane che sembrano voler nuovamente chiederci che cos’è il gioiello e che cosa ne determina in realtà valore e bellezza. Non mancano studi al computer che cedono al fascino della dinamica del moto e, sulla scia della precedente ricerca fori/cavità, ora proiettata nella tridimensione, sperimenta gli effetti di uno sparo all’interno di una sfera: ne nasce la serie dei bracciali Shot che rivelano le trans-sezioni del corpo sferico deformato da colpi esplosi da direzioni diverse.


L’intensa relazione fra gioiello e fruitore non sta nella funzionalità dell’oggetto e nella sua indossabilità, ma nel messaggio che l’opera trasmette. Le nuove forme, i colori, i soggetti dei gioielli di Gijs Bakker entrano in diretto contatto con chi li veste, ne cercano la complicità e la partecipazione, talora ne condizionano espressione e movimenti, sempre ne enfatizzano l’immagine e inducono a una scelta accurata e consapevole. Spregiudicatezza, giocosità e ironia, assieme a studio, ricerca, abilità di interpretare il proprio tempo, di coglierne e comunicarne particolari aspetti, una volontà di stupire mai distaccata dalla preziosità dell’idea caratterizzano questi oggetti che ben rispecchiano il libero e spregiudicato mondo del gioiello olandese.

Mirella Cisotto Nalon

Mostra Gijs Bakker e il Gioiello

14.04.06

4 concerti al Museo Eremitani

Mozart nel 250° anniversario della nascita e Schuman nel 150° anniversario della morte. 26 aprile - 17 maggio 2006


PaladelRomanino.jpg
Le sonate per violino e pianoforte con strumenti del'epoca.
Giovanni Angeleri, violino
Franco Angeleri, pianoforte

Sala del Romanino
26 aprile - 17 maggio 2006
ore 21:00

Programma

Ingresso gratuito con invito da ritirare durante la settimana che precede ogni concerto, fino ad esaurimento dei posti, presso:

Musei Civici agli Eremitani piazza Eremitani, 8
Musica Musica galleria Altinate, 20
Gabbia via Dante, 8

Non sono possibili prenotazioni telefoniche

In collaborazione con la Fondazione Musicale Masiero e Centanin

Il violinista Schauchtner, amico della famiglia Mozart, racconta un divertente episodio della vita di Wolfango che aveva appena compiuto sei anni: un certo signor Wentzl, ottimo violinista e compositore dilettante, aveva portato a casa Mozart sei Trii da lui composti per eseguirli insieme al padre Leopold e a Schauchtner stesso. Al piccolo Wolfango che voleva unirsi al gruppo fu concesso dopo molte insistenze di suonare la parte di secondo violino col signor Schauchtner. Così fu fatto ci fa sapere Schauchtner il piccolo Wolfango suonò la mia stessa parte e subito mi resi conto di essere diventato superfluo; misi giù lo strumento e guardai il padre che aveva gli occhi pieni di lacrime per la meraviglia e la soddisfazione.
Sulle doti del figlio come violinista, Leopold Mozart molti anni dopo nel 1777, avrà modo di esprimersi chiaramente indirizzandogli una lettera in cui si legge ...non sai neppure tu come suoni bene il violino. Se ti impegnassi a suonarlo con eleganza, con sentimento saresti certamente il rpimo violinista d'Europa.
La padronanza esecutiva di Mozart sia nel violino che nel pianoforte e la conoscenza approfondita delle caratteristiche tecniche ed espressive di entrambi gli strumenti hanno certamente contribuito a rendere le sue Sonate per violino e pianoforte dei capolavori assoluti di perfezione formale e di equilibrio strumentale.
Non risulta invece che Schumann si sia mai interessato alla tecnica del violino e alle sue peculiarità strumentali. Nelle composizioni per violino e pianoforte i due strumenti vengono trattati in una forma che potremmo definire astratta. Il loro tessuto sonoro è strettamente collegato e raramente uno dei due strumenti può definirsi subordinato all'altro, mentre spesso appare evidente piuttosto il richiamo ad una visione sinfonico-orchestrale di timbri e di sonorità.

Mentre in Mozart l'interesse per questa formazione strumentale nasce molto presto e rimane nell'arco di tutta la vita, per Schumann sarà necessario uno stimolo esterno (le insistenti richieste del violinista David) per indurlo a concepire le due Sonate per violino e pianoforte, e la stesura di entrambe occupa il brevissimo lasso di tempo di un mese soltanto.

Nei quattro concerti sono sempre presenti entrambi i compositori .
Le Sonate di Mozart non sono disposte in ordine cronologico: il loro susseguirsi obbedisce a considerazioni pratiche di accostamento di tonalità ed al proposito di fornire sempre un panorama rappresentativo delle caratteristiche compositive nei vari periodi dell'attività creativa dell'autore.


PROGRAMMA

mercoledì 26 aprile ore 21:00

W.A. MOZART

Sonata in do magg. KV 296
Allegro vivace
Andante sostenuto
Rondeau: Allegro

Sonata in fa magg. KV 377
Allegro
Thema (Andante) con variazioni
Tempo di Menuetto

Sonata in mi bemolle magg. KV 302
Allegro
Rondeau: Andante grazioso

Sonata in si bemolle magg. KV 454
Largo - Allegro
Andante
Allegretto

R. SCHUMANN

dalla Sonata F.A.E.
Intermezzo: Bewegt, doch nicht zu schnell


mercoledì 3 maggio ore 21:00

W.A. MOZART

Sonata in do magg. KV 303
Adagio - Molto Allegro
Tempo di Menuetto

Sonata in la magg. KV 526
Molto allegro
Andante
Presto

Sonata in sol magg. KV 379
Adagio - Allegro
Thema (Andantino cantabile) con Variazioni

Sonata in fa magg. KV 376
Allegro
Andante
Rondeau: Allegretto grazioso

R. SCHUMANN

dalla Sonata F.A.E.
Finale: Markiertes, ziemlich lebhaftes Tempo

mercoledì 10 maggio ore 21:00

W.A. MOZART

Sonata in re magg. KV 306
Allegro con spirito
Andantino cantabile
Allegretto - Allegro

Sonata in mi bemolle magg. KV 481
Molto Allegro
Adagio
Allegretto con Variazioni

Sonata in mi min. KV 304
Allegro
Tempo di Menuetto

R. SCHUMANN

Sonata in re min. op. 121
Ziemlich langsam - Lebhaft
Sehr lebhaft
Leise, einfach
Beweg

mercoledì 17 maggio ore 21:00

W.A. MOZART

Sonata in la magg. KV 305
Allegro di molto
Thema (Andante grazioso) con Variazioni

Sonata in mi bemolle magg. KV 380
Allegro
Andante con moto
Rondeau

Sonata in sol magg. KV 301
Allegro con spirito
Allegro

Sonata in si bemolle magg. KV 378
Allegro moderato
Andantino sostenuto e cantabile
Rondeau: Allegro

R. SCHUMANN

Sonata in la min. op. 105
Mit leidenschaftilichem Ausdruck
Allegretto
Lebhaft

"Teatro di Terra" - Prospettiva Danza Teatro

Arriva a Padova l'originalissimo spettacolo-convivio TEATRO DI TERRA, una coproduzione Teatro delle Ariette - Festival Volterrateatro con il lavoro di Paola Berselli, Maurizio Ferraresi, Gregorio Fiorentini, Stefano Pasquini, Claudio Ponzana.
Il pubblico dello spettacolo potrà mangiare i cibi preparati in scena: si consiglia agli spettatori di andare a digiuno.

29 e 30 aprile 2006, ore 21.00
Padova - Teatro delle Maddalene

TeatroDelleAriette.JPGFacciamo il pane in un forno che ci siamo inventati, facciamo la polenta in un paiolo di rame, tagliamo formaggio e ortaggi, facciamo il teatro in un altro modo, chissà se è teatro.
Mettiamo gli spettatori (pochi e chissà se sono spettatori) seduti in una specie di cerchio con davanti i bicchieri, il vino, l’acqua, il pane e ci stiamo seduti anche noi. Poi ci sono le piccole e le grandi cose della nostra vita, quelle vicine vicine e quelle lontane, fatti insignificanti e tragedie, la terra e l’amore e la guerra.
Prima di tutto l’incontro, chissà se è teatro, in fondo siamo contadini. Eppure c’è una ragnatela di fili sottilissimi che unisce tutto, che ci unisce tutti, uomini, bestie, semi e frutti e foglie. Forse è per questo che ci ritroviamo attorno al “teatro di terra”, per domandarci cosa è che ci unisce, quali dolori, quali gioie, quale destino abbiamo in comune su questo mondo-trottola.
Insieme mangiare, bere, piangere e ridere mentre il tempo passa e ci lascia inevitabilmente diversi da quello che eravamo un’ora prima, prima di incontrarci, eppure tutti egualmente prigionieri di quella ragnatela di fili che unisce i segni, le azioni, le parole e le cose.

"Teatro di terra" è stato presentato in molte stagioni teatrali e festival tra i quali ricordiamo: Volterrateatro Festival, Naturalmente arte (Asti), Festina Lente Teatro (Fidenza), Festival Contemporanea (Prato), Primavera dei Teatri (Cosenza), Festival L'Arpenteur (Grenoble), Festival Inteatro (Polverigi), Festival Radicondoli, Drodesera (Dro), Ogliastra teatro (Tortolì), Festival Circumnavigando - Genova Capitale Europea della Cultura 2004 (Genova), Festival Mundus, Bè– Bologna Estate 2005.


BIGLIETTO UNICO: 15 €
Massimo 60 spettatori a replica.
Prenotazione telefonica al numero: 041/5074711

INFORMAZIONI:
Vedi: La Rassegna "Prospettiva Danza Teatro 2006 - Da vicino lo sguardo"

"Conferenza Spettacolosa"-Prospettiva Danza Teatro

28 aprile 2006, ore 10.00
Piccolo Teatro - Padova

La Scuola del BallettO di ToscanA si esibisce in una “Conferenza Spettacolosa” (ovvero ‘Lo sviluppo della Danza nella storia’), ideata e diretta da Cristina Bozzolini. Rivolta a un pubblico scolastico, in una fascia di età dai 10 ai 18 anni, la conferenza sarà condotta da Silvia Poletti.

Guaio-JuniorBdT.JPGIl programma offre una sequenza di brani, danzati dai giovani componenti dell’organico artistico della Compagnia. Questi giovani ballerini mostrano un sintetico ma rappresentativo percorso dello sviluppo della danza nella storia, esibendosi sulla scena nelle più diverse tecniche e stili, tracciano un quadro serrato, ma allo stesso tempo chiaro ed esemplare, del variegato e complesso mondo dell’arte coreografica.
Dalle radici popolari alle forme elitarie della danza di corte, dall'evoluzione tecnica della danza classico-accademica e del repertorio ottocentesco alle profonde innovazioni espressive della modern-dance, dalle forme del neo-classicismo del ‘900 ai linguaggi della danza contemporanea fino alle attuali espressioni della danza urbana e hip-hop... sono questi i binari su cui si muove questa ‘Conferenza Spettacolosa’. In essa i componenti della Scuola del Balletto di Toscana, autentico vivaio di futuri professionisti di talento, conducono con freschezza ed entusiasmo i loro coetanei alla scoperta di un linguaggio teatrale che attrae, ma, allo stesso tempo, rischia di sfuggire nei suoi molteplici riferimenti e simboli.
Al conduttore, che introduce le varie sezioni dello spettacolo, spetta così il compito di offrire agli spettatori alcune chiavi di lettura, semplici ma essenziali, per ‘interpretare’ il linguaggio della danza.


Programma:
Tarantella
coreografia di Cristina Bozzolini, musica popolare di Anonimo

Danza rinascimentale
coreografia di Cristina Bozzolini, musiche rinascimentali

Le Silfidi - variazione
corieografia di M. Fokine, musica di F. Chopin

La Bella Addormentata - variazione da Le Fate
coreografia di M. Petipa, musica di P.Y. Tchaikowsky

Paquita - variazione
coreografia di M. Petipa, musica di L. Minkus

Don Chisciotte - variazione di Kitri dal I Atto
coreografia di M. Petipa, musica di L. Minkus

Il Corsaro - variazione maschile
coreografia di M. Petipa, musica di R. Drigo

Passo a due dal balletto “Barbablù”
coreografia di Fabrizio Monteverde, musica di Marco Schiavoni

Notturno
coreografia di Fabrizio Monteverde, musiche di J.S. Bach

Guaio (a proposito di Adamo ed Eva)
coreografia di Arianna Benedetti, musiche di Massive Attack e G. Sollima

Path
coreografia di Ivan Mattioli, musiche di Rawlife (Foreign Exchange) e DJ Krusch (Pretense)


BIGLIETTI
Biglietto unico: € 4,00
Vendite: al Piccolo Teatro un'ora prima dell'inizio dello spettacolo


INFORMAZIONI:
Vedi: La Rassegna "Prospettiva Danza Teatro 2006 - Da vicino lo sguardo"

11.04.06

Spettacolo "Il futuro della tradizione"

Piccolo Teatro
27 aprile 2006, ore 21.00

La Scuola del BallettO di ToscanA porta a Padova la sua giovinezza e la sua creatività con lo spettacolo "Il futuro della Tradizione", nell'ambito dell'innovativa rassegna "Prospettiva Danza Teatro 2006".

Barbablù 1.jpg

Programma:
Shabby- coreografia di Eugenio Scigliano, musiche di Arvo Part
Il brano è firmato da uno dei più interessanti coreografi emergenti: Eugenio Scigliano
Notturno - coreografia di Fabrizio Monteverde, musiche di Savina Yannatou e G.B. Pergolesi
Un quintetto maschile di danzatori solisti balla sulla coreografia di Monteverde, uno dei migliori coreografi italiani, che collabora con il Balletto di Toscana dal 1988.
Duetto inoffensivo- Passo a due dal balletto "Rossini Cards" - coreografia di Mauro Bigonzetti, musiche di G. Rossini
Intenso brano coreografico di Mauro Bigonzetti per un passo a due femminile, su musica di G. Rossini.
Fuggente - coreografia di Arianna Benedetti, musiche di A. Parte, G. Sollima e Murcof
Passo a due dal balletto “Barbablù”- coreografia di Fabrizio Monteverde - musica di Marco Schiavoni
Un brano della coreografia "Barbablù", ideata da Monteverde nel 2000 per il Balletto di Toscana in coproduzione con il Teatro Comunale di Ferrara, su musica originale di Schiavoni.
Guaio (a proposito di Adamo ed Eva) - coreografia di Arianna Benedetti - musiche di Massive Attack e G. Sollima
Breve, quanto dinamico, passo a quattro. Una nuova creazione di Arianna Benedetti, coreografa residente del Balletto di Toscana nonché coordinatrice del Dipartimento Danza modern jazz e contemporanea della Scuola del BdT.
Corsi e ricorsi - coreografia di Walter Matteini, musiche di C. Ives, Vasks, A. Vivaldi - in co-produzione con "I Teatri" di Reggio Emilia
Brano creato per lo ‘Junior BdT’ da parte di Walter Matteini, valente solista dell’Aterballetto ed emergente autore di talento.

Danzano: Daniele Ardillo, Bledi Bejleri, Alexandra Ben Karaa, Camilla Colella, Claudio Costantino, Claudia D'Acquisto, Desirée Di Salvo, Claudio Fabbro, Salvatore La Ferla, Vincenzo Lacassia, Marco Magrino, Alice Marchetti, Anna Petrucci, claudia Piano, Isabella Pirondi, Elsa Sabbatini, Valeria Vellei, Serena Vinzio.

La Compagnia giovanile ‘Junior BallettO di ToscanA’, diretta da Cristina Bozzolini con la collaborazione di Silvia Chirico, costituisce la struttura produttiva di tirocinio professionale della Scuola del Balletto di Toscana.
Riconosciuta e parzialmente sostenuta dalla Regione Toscana e dal Comune di Firenze, rappresenta una qualificata occasione di debutto sulle scene con modalità rigorosamente professionali per un selezionato organico, mediamente di 16/18 elementi. Si tratta di giovani danzatori tra i 16 ed i 20 anni, di promettente talento, espressione dei livelli qualitativi dei Corsi superiori di formazione professionale della Scuola del BdT, a conferma delle eccellenti capacità formative di quella che è una delle migliori e più innovative Scuole italiane di danza.
Con chiarezza propositiva il programma artistico richiama la linea culturale impressa nella danza italiana degli ultimi decenni dalla mitica formazione del BallettO di ToscanA, sempre guidata da Cristina Bozzolini, con l’affermazione del primato della coreografia e della danza pura. Linea culturale che si articola per linee trasversali in una pluralità di linguaggi espressivi (dal neo-classico al contemporaneo, al modern-jazz ed all’hip-hop) ed è sempre valorizzata dalla creatività sia di autori di grande prestigio nazionale ed internazionale, sia di emergenti di sicuro talento.


BIGLIETTI
Intero: € 10,00
Ridotto: € 8,00
Vendite: al Piccolo Teatro un'ora prima dell'inizio dello spettacolo

INFORMAZIONI:
Vedi: La Rassegna "Prospettiva Danza Teatro 2006 - Da vicino lo sguardo"

Il Palcoscenico in classe. Progetto per una cultura della danza

Sala prove Associazione Spaziodanza
24-26-27 aprile 2006
orari diversi

Junior Balletto di Toscana 1.JPG
IL PALCOSCENICO IN CLASSE
a cura di Antonella Schiavon


“Progetto per… una cultura della danza”

Il ”Palcoscenico in classe” è una proposta che vuole avvicinare alunni e studenti delle scuole primarie e secondarie in modo attivo e costruttivo allo “Spettacolo di danza”, vuole fornire mezzi di lettura e interpretazione dello spettacolo stesso, da inoltre la possibilità di approcciarsi agli elementi base della danza contemporanea quali “Spazio”, “Tempo”, “Azione”, “Relazione” attraverso un percorso laboratoriale che permetta non solo di sperimentare nuove forme di linguaggio espressivo ma di elaborare anche brevi sequenze di movimento che avranno come risultato finale l’interpretazione di una breve coreografia.
Con la “danza”il ragazzo impara a conoscere il proprio corpo e ad usare il movimento come mezzo di comunicazione con gli altri, scopre che la qualità del proprio movimento varia a seconda delle emozioni provate ed è in stretta relazione con la musica, il ritmo, lo spazio e non ultimo le persone che lo circondano.

Il Progetto si articola in tre momenti:

“L’oggetto danzato” - laboratorio di danza con performance finale
Attraverso un’esperienza laboratoriale gli studenti sperimenteranno gli elementi base della Danza contemporanea e individueranno attraverso il movimento nuove forme di comunicazione ed interpretazione del “vivere quotidiano”. Un paio di scarpe, una sedia e un ombrello creano situazioni e suscitano ricordi: emozioni che verranno elaborate attraverso un percorso dove il movimento libero ed istintivo diventa esperienza di una comunicazione non verbale che solo il nostro corpo sa raccontare. I ragazzi guidati da Antonella Schiavon coreografa e danzaeducatrice, costruiranno sequenze danzate alternate a musica, effetti sonori, “oggetti” scenici che diventeranno una breve coreografia rappresentata il giorno 28 aprile al Piccolo Teatro.

“Conferenza spettacolosa” - Spettacolo ‘Junior BallettO di ToscanA’
I giovani allievi della Scuola del Balletto di Toscana conducono con freschezza ed entusiasmo i loro coetanei alla scoperta di un linguaggio teatrale che attrae ma che allo stesso tempo rischia di sfuggire con i suoi molteplici riferimenti e simboli. Al conduttore, lo storico e critico di danza Silvia Poletti, spetta il compito di offrire ai giovani spettatori alcune chiavi di lettura, semplici ma essenziali, per interpretare il linguaggio della danza indicando le peculiarità di alcune tecniche, le motivazioni stilistiche ed espressive, ed i vari scenari storici e sociali che hanno visto la nascita e lo sviluppo della varie forme di danza prese in esame.

Incontro con i Danzatori
Dopo lo spettacolo i giovani professionisti del ‘Junior BallettO di ToscanA’ incontreranno gli studenti delle scuole e saranno disponibili a creare un dialogo con gli spettatori che prevede un dibattito e uno scambio di esperienze e riflessioni per poter condividere insieme il momento conclusivo della giornata.

Per informazioni sul progetto:

Associazione SpazioDanza
Via Padova, 20 - Tencarola di Selvazzano
Tel. 049 624943 - 349 8749693 - 339 6032674

INFORMAZIONI GENERALI

ARTEVEN
tel. 041 5074711- Cell. 349 8749693 - 339 6032674
E-mail: danza@arteven.it
Web: www.arteven.it

Comune di Padova - Settore Attività Culturali - Servizio Manifestazioni e Spettacoli
vicolo Pedrocchi n°11 - 35122 Padova
Tel: 049 8205619 -5611-5607
comunepadovamanifestazioni@comune.padova.it

Vedi anche: Prospettiva Danza Teatro 2006. Da vicino lo sguardo.

07.04.06

Retrospettiva Eric Rohmer. La ragione e il sentimento

Locandina.jpgRetrospettiva dedicata alle prime opere del grande regista francese Eric Rohmer. La realizzazione della Rassegna è resa possibile dalla preziosa collaborazione con l'Associazione Culturale Francois Truffaut di Firenze e il Dipartimento di Discipline Linguistiche, Comunicative e dello Spettacolo dell'Università di Padova del Prof. Giorgio Tinazzi.

Multisala Pio X- via Bonporti, 22
Dal 29 marzo al 27 aprile 2006
Tutti gli spettacoli si terranno alle ore 21.00

Rohmer 1.JPG
Con la retrospettiva dedicata a Rohmer il recupero del cinema classico proposto alla città si qualifica ulteriormente. Si tratta di un raro momento per osservare il costruirsi della poetica di un maestro del cinema europeo, uno degli innovatori del linguaggio cinematografico all'epoca della nouvelle vague e un grande artista capace ancora oggi di realizzare film importanti.
Per Rohmer il cinema è l’analisi della realtà e delle sue insite contraddizioni. Per questo indaga i sentimenti e gli aspetti più banali della vita quotidiana, i rapporti interpersonali, spaziando dalla solitudine all’amore in tutte le sue declinazioni e già il suo primo lungometraggio (Il segno del leone - 1959), presenta la caratteristica che ha reso originale l’intera sua opera: mostrare il sentire delle persone attraverso il loro sguardo sulle cose.

La maggior parte dei suoi lavori successivi possono essere suddivisi in 3 Sezioni:
- Racconti morali, sei titoli tra cui La collezionista (1967), premiato con l’Orso d’Argento al Festival di Berlino, La mia notte con Maud (1969), e Il ginocchio di Claire (1970) e L'amore nel pomeriggio (1972)
-Commedie e proverbi, sette titoli degli anni '80 tra cui Le notti di luna piena (1984) e Il raggio verde (1986), premiato con la Palma d'oro al Festival di Venezia
- Racconti delle quattro stagioni inaugurati con Racconto di primavera (1990) e conclusi con Racconto d'autunno (1999).
Tra i "racconti morali" e "commedie e proverbi" Rohmer inserice due film in costume: La marchesa von O (1976) che vince il premio speciale della giuria a Cannes e Perceval (1978) tratto dal romanzo cavalleresco di Chrétien de Troyes.

La rassegna, ospitata dall'MPX, è stata realizzata su iniziativa del professor Giorgio Tinazzi ( Dipartimento di Discipline Linguistiche, Comunicative e dello Spettacolo dell'Università di Padova). Gode inoltre della collaborazione del Centro Padovano della Comunicazione Sociale, Centro Espressioni, Cinematografiche di Udine,FICE, Circolo Effetto Cinema-ANCCI, ACEC, Europa Cinemas.

Le pellicole saranno proiettate in lingua originale con sottotitoli in italiano.
La retrospettiva sarà accompagnata da una pubblicazione di approfondimenti e recensioni sui film e da inconti con critici e studiosi di cinema. Tra tutti vanno segnalati due eventi speciali. Il primo sarà la presentazione della riedizione del testo di Rohmer "L'organizzazione dello spazio nel Faust di Murnau", con la partecipazione del prof. Antonio Costa e la proiezione del film "Faust" di F.W. Murnau. Il secondo, a cura di Aldo Tassone (direttore del Festival France Cinéma), è il confronto tra le opere di Rohmer, Bunuel e Truffaut.

CALENDARIO PROSSIMI SPETTACOLI:

Mercoledì 19 aprile 2006
LA MIA NOTTE CON MAUD - Ma nuit chez Maud
Francia, 1969 (Durata: 110’)

Giovedì 20 aprile 2006
IL GINOCCHIO DI CLAIRE - Le genou de Claire
Francia,1970 (Durata: 110’)

Mercoledì 26 aprile 2006
L’AMORE NEL POMERIGGIO - L’amour l’après-midi
Francia, 1972 (Durata: 97’)

Giovedì 27 aprile 2006
LA MARCHESA VON…- La marquise d’O
Francia,1976 (Durata: 110’)

BIGLIETTI:
Biglietto unico: 4 €
Abbonamento per l'intera retrospettiva: 25 €

INFORMAZIONI
Multisala Pio X - MPX
via Bonporti n° 22 (zona Duomo)
Telefono: 049 8774325
e-mail: mpx@diweb.it
sito web: www.dicinema.it

Retrospettiva Rohmer. La Marchesa von....

Padova, MPX-Multisala Pio X
Giovedì 27 aprile 2006, ore 21.00

marquise_o.JPG
TITOLO ORIGINALE: La marquise d'O...
Regia e sceneggiatura: Eric Rohmer
Soggetto tratto da "Die Marquise von O..." di Heinrich von Kleist
Fotografia: Nestor Almendros
Montaggio: Cécil Decugis
Scenografia: Roger von Möllendorff
Costumi: Moidel Bickel
Suono: Jean Pierre Ruh
Produzione:Les Film du Losange, Gaumont, Janus Film, Artemis, United Artists
Provenienza: Francia
Anno: 1976
Durata: 107'
Interpreti: Edith Clever, Bruno Ganz, Edda Seipel, Peter Luhr, Otto Sander, Eduard Linkers, Ruth Drexel.
Premio speciale della giuria al Festival di Cannes del 1976.

Tratto da una novella del 1808 di Heinrich von Kleist, il film narra un episodio ambientato in Lombardia nel 1799. Una giovane vedova rischia, in un assedio, di essere violentata dalla soldataglia russa ma viene soccorsa da un giovane conte. Questi, però, approfitta di lei mentre è priva di conoscenza. La donna rimane incinta ma rifiuta l'evidenza. Il modo in cui, sul filo di un'ironia ora cinica ora tragica, Rohmer ha tradotto in immagini quasi parola per parola von Kleist ha del miracoloso. Per la ricostruzione dell'epoca neoclassica, l'impassibilità con cui registra il comportamento dei personaggi, la direzione degli attori...

Informazioni generali: RETROSPETTIVA ENRIC ROHMER: LA RAGIONE E IL SENTIMENTO

Retrospettiva Rohmer. L'amore il pomeriggio.

Padova, MPX-Multisala Pio X
Mercoledì 26 aprile 2006, ore 21.00

L'amour l'après midi.JPG
Sesto e ultimo dei racconti morali di Rohmer. Qui Rohmer si fa più ironico nei confronti del suo protagonista piccolo-borghese che sogna evasioni impossibili.

L'AMORE IL POMERIGGIO - Anno 1972
Titolo originale: L'AMOUR L'APRES-MIDI
Altri titoli: SIX CONTES MORAUX 6
Durata: 105
Origine: FRANCIA
Colore: C
Genere: ROMANTICO
Formato: 35 MM, EASTMANCOLOR
Produzione: PIERRE COTTRELL PER LES FILMS DU LOSANGE
Distribuzione: NUMBER ONE VIDEO
Regia: ERIC ROHMER
Attori: Bernard Verley (Frederic); Zouzou (Chloè); Francoise Verley (Helene); Daniel Ceccaldi (Gerard); Malvina Penne (Fabienne); Babette Ferrier (Martine); Tina Michelino (ragazza in autobus); Jean-Louis Livi (amico); Pierre Nunzi (il commesso); Irene Skobline (la commessa); Frederique Hednder (signora M.); Claude-Jean Philippe (Signor M.); Silvia Badescu (la studentessa); Claude Bertrand (lo studente); Sylvaine Charlet (affittuaria); Daniele Malat (la cliente); Suze Randall (la bambinaia).
Soggetto: ERIC ROHMER
Sceneggiatura: ERIC ROHMER
Fotografia: NESTOR ALMENDROS
Musiche: ARIE' DZIERLATKA
Montaggio: CECILE DECUGIS
Scenografia: NICOLE RACHLINE
Costumi: DANIEL HECHTER-VOG

Trama
Frédèric, trentenne di successo, sposato con Hélène, una professoressa. I due hanno un bambino e ne aspettano un altro. Vivono in un bel appartamento circondato dal verde nella periferia parigina e Frédèric trascorre le sue giornate tra la famiglia e l'ufficio. È un uomo a cui piace guardare le belle donne: di solito fa la pausa pranzo piuttosto tardi, nel primo pomeriggio, e ne approfitta per sedersi a un tavolino di un caffè e, nella più totale tranquillità, osservare le donne che passano immaginando di riuscire a parlare con loro, conquistarle, possederle. Frédèric è vittima del fascino della conquista e vorrebbe una vita fatta di primi amori. Un giorno nel suo studio arriva Chloé, una vecchia conoscenza di Frédèric, in quanto è stata fidanzata con Bruno, un suo amico. Chloé è una ragazza istintiva e volubile, il cui fascino deriva dal suo essere sfuggente e saper conquistare un uomo per poi lasciarlo con noncuranza. Poiché lavora in un bar a Saint-Germain, Chloè ha il pomeriggio libero e prende l'abitudine di presentarsi nello studio di Frédèric, uscire con lui, confidarsi. All'inizio Frédèric si sente a disagio, ma poi pian piano accetta la compagnia di Chloé, arrivando persino ad accompagnarla quando va a riprendersi le sue cose a casa di un amante. Però un giorno Chloé diserta un appuntamento e scompare per settimane. Al suo posto arriva una cartolina da Sorrento, dove è fuggita per seguire un italiano, un altro che ha sedotto per poi abbandonarlo. Nel frattempo Frédèric viene risucchiato dal ménage familiare che, con la nascita del secondo figlio, sembra costringerlo sempre più. Mentre Hélène sembra più fredda e distante, l'arrivo di una governante rende più difficile a loro intimità e Frédèric si sente perso. Dovrebbe credere a Chloé che è tornata dicendo di amarlo e di volere un figlio da lui che ha tutte le qualità necessarie: è intelligente, bello, ha gli occhi azzurri sposato e?

Informazioni generali: RETROSPETTIVA ENRIC ROHMER: LA RAGIONE E IL SENTIMENTO

Retrospettiva Rohmer. Il ginocchio di Claire.

MPX-Multisala Pio X
Giovedì 20 aprile 2006
ore 21.00

Le genou de Claire.JPGQuinto Racconto morale di Eric Rohmer, redattore dei "Cahiers du Cinèma" dai tempi di Godard, Truffaut, Rivette e Chabrol.
Nello splendore calmo di un'estate lacustre, esaltato dalla fotografia di Nestor Almendros, i personaggi, lontani da ogni contingenza materiale, hanno la possibilità di ascoltare, ascoltarsi e analizzare i propri sentimenti.

IL GINOCCHIO DI CLAIRE -Anno 1970
Titolo originale: LE GENOU DE CLAIRE
Altri titoli: SIX CONTES MORAUX 5, CLAIRE'S KNEE
Durata: 105
Origine: FRANCIA
Colore: C
Genere: DRAMMATICO
Formato: 35 MM, EASTMANCOLOR
Produzione: LES FILMS DU LOSANGE
Distribuzione: NUMBER ONE VIDEO
Regia: ERIC ROHMER
Attori: Jean-Claude Brialy (Jerome), Aurora Cornu (Aurora), Beatrice Romand (Laura), Laurence De Monaghan (Claire), Michele Montel (M.me Walter), Gerard Falconetti (Gilles), Fabrice Luchini (Vincent)
Soggetto: ERIC ROHMER
Sceneggiatura: ERIC ROHMER
Fotografia: NESTOR ALMENDROS
Montaggio: CECILE DECUGIS

Trama
Jérôme, un diplomatico trentacinquenne, sta per sposarsi con Lucinda, la ragazza con cui è fidanzato da qualche anno. Benché lei fisicamente non sia il suo ideale di donna, Jérôme ha deciso di sposarla perché tra loro si è instaurato un rapporto di cui lui non si è mai stancato. Mentre trascorre le vacanze nella sua casa sulla riva del lago di Annecy, Jérôme incontra Aurora, una scrittrice rumena che ha conosciuto a Bucarest anni prima. Aurora ha affittato una stanza nella pensione di Madame Walter, una vedova con la quale Jérôme ha trascorso l'infanzia e che ha due figlie, nate da diversi matrimoni: Laura e Claire. Vedendo l'interessamento con cui la piccola Laura si rivolge a Jérôme, Aurora stuzzica l'amico e lo spinge a corteggiarla, volendo sperimentare quanto la vicinanza a un'adolescente possa sconvolgere la vita di un uomo anche maturo. Jérôme inizia ad interessarsi a Laura e la ragazza lo lascia fare, incuriosita e rassicurata dal fatto che il diplomatico stia per sposarsi. Quando però Jérôme le dà un bacio sulle labbra, la ragazza si ritrae spaventata e lui deve fingere di averlo fatto per gioco. Nascondendosi dietro la sfida, Jérôme è sempre più coinvolto nel gioco e l'arrivo della seconda figlia di Madame Walter, Claire, lo sconvolge ancora di più. Esile e minuta, Claire è il suo tipo di donna e poi, vedere una mano del suo fidanzato Gilles sfiorare quasi involontariamente quel ginocchio dall'ossatura perfetta, lo turba. Davanti ad Aurora decide che anche lui toccherà quel ginocchio scultoreo, nello stesso modo. Del resto perché una ragazza che potrebbe avere chiunque ai suoi piedi, ha un ragazzo che le mente?

Informazioni generali: RETROSPETTIVA ENRIC ROHMER: LA RAGIONE E IL SENTIMENTO

Retrospettiva Rohmer. La mia notte con Maud.

MPX-Multisala Pio X
Mercoledì 19 aprile 2006,
ore 21.00

Ma nuit chez Maud.JPGTerzo dei "racconti morali" di Rohmer, fa perno su un dilemma morale, fondato sulla fedeltà alla scelta più che alla persona.

LA MIA NOTTE CON MAUD - Anno 1969
Titolo originale: MA NUIT CHEZ MAUD
Altri titoli: SIX CONTES MORAUX 3, MY NIGHT AT MAUD'S, MY NIGHT WITH MAUD
Durata: 110
Origine: FRANCIA
Colore: B/N
Genere: DRAMMATICO
Formato: 35 MM
Produzione: PIERRE COTTRELL, LES FILMS DU LOSANGE, RENN PROD., PRODUCTIONS DE LA GUEVILLE, SFP, LES FILMS DU CAROSSE, LES FILMS DES DEUX MONDES, FILMS DE PLEIADE, SIMAR FILMS
Interpreti: Jean-Louis Trintignant (il narratore, Io), Françoise Fabian (Maud), Marie-Christine Barrault (Françoise), Antoine Vitez (Vidal), Léonide Kogan (il violoncellista del concerto), Anne Dubot (l'amica bionda), R.P. Guy Léger (il predicatore), Marie Becker (Maria, figlia di Maud), Marie-Claude Rauzier (la studentessa)

Trama
Michel, un giovane ingegnere, dopo esser vissuto dieci anni in America, trascorre ora la sua serena esistenza a Clermont Ferrand. Una sola persona lo interessa, Françoise, una ragazza di cui egli è sicuro d'essere innamorato anche se gli riesce difficile fare la sua conoscenza perché essa percorre la città su di un motociclo e riesce a vederla solo durante la messa festiva. Frattanto egli ritrova un vecchio compagno di scuola, Vidal, ora professore di filosofia, il quale lo conduce una sera da un'amica, Maud. Costei, giovane, divorziata e affascinante, partecipa vivacemente alla discussione che l'aggressivo e ironico Vidal ha provocato sull'amore e sui rapporti tra uomini e donne. Una volta partito Vidal, durante la notte lo scambio di idee continua e, alle confessioni del giovane, Maud risponde rivelando le ragioni del suo divorzio: la passione del marito per una studentessa e la morte tragica del suo amante. Il giorno dopo Michel rivede Françoise e riesce a fermarla ottenendo un appuntamento. La sera successiva i due si rivedono: ma la ragazza, pur innamorata di lui, sembra riluttante ad accettare il suo amore. La sincerità reciproca riesce però a fugare gli ultimi dubbi e a togliere corpo all'ombra di un amante nella vita di Françoise. Alcuni anni più tardi, mentre conducono il loro bimbo al mare, Michel e Françoise incontrano Maud che li saluta. Dal fatto che le due donne si conoscano Michel comprende che il marito di Maud fu l'amante della moglie. Fugato l'ultimo segreto, Michel e Françoise riprendono la loro vita tranquilla.

Informazioni generali: RETROSPETTIVA ENRIC ROHMER: LA RAGIONE E IL SENTIMENTO

Concerto di Gala dell'International Music Meeting 2006

Padova, Auditorium Conservatorio "C.Pollini"
23 aprile 2006, ore 18.00

CONCERTO DI GALA
THE SOUND OF... THE MUSICAL

Hallo Dolly - The Phantom of the opera - My Fair Lady Cabaret - McNeill's Rangers...

ORCHESTRA GIOVANILE DEL VENETO
grande organico sinfonico
Fabrizio Castanìa - Direttore

Questo concerto è dedicato a Medici senza Frontiere
l'Accademia Internazionale della Cultura e delle Arti
consegnerà un riconoscimento per la carriera a un Ospite d'Onore

Vedi anche: International Music Meeting 2006. XVI edizione.


INGRESSO CON INVITI
che saranno in distribuzione a partire da martedì 18 aprile presso:
RENATO ELINDRO Strumenti musicali e liuteria classica
Riviera San Benedetto, 18 - 35139 Padova - Tel. 049 8725251
MUSICA MUSICA Libreria musicale Via Altinate, 20 - 35121 Padova -Tel. 049 8761545

Concerto "Steve Bernstein Diaspora Hollywood"

Auditorium "C. Pollini"
21 aprile 2006,
ore 21.00

Appuntamento con i Concerti del Centro d'Arte degli Studenti dell'Università di Padova, stagione 2006.

Spettacolo "Souvenir Satie" (jeu théatral musical)

Ridotto Teatro Verdi
20 aprile 2006
ore 21.00

Ultimo appuntamento della Rassegna di Teatro Musicale "Divertissement '900".

20 Aprile 2006 (ore 21.00)
SOUVENIR SATIE - jeu théatral musical
Serata dedicata al “musicista di velluto”: Erik Satie.
In scena Matteo Gobbo, straordinaria voce da contro-tenore nei panni di una dama parigina, la Dive de l'Empire. Accanto a “lei” Davide Tardivo, partner ironico della “donna con fascino” nei panni del Patron du Café, e il pianista Ugo Moro. I tre, come in un piccolo caffè chantant, divertiranno il pubblico tra facezie, canzoni e danze.
Musiche: Erik Satie
Testi tratti da "Erik Satie, quaderni di un mammifero" di Ornella Volta.
Consulenza alla regia di Gaia Silvestrini

BIGLIETTI
Ridotto: 7 €
Intero: 9 €
La biglietteria apre alle ore 20.15

INFORMAZIONI

Associazione LA GIUDECCA
Tel. (++39) 049 656519
Cell. (++39) 349 2211323
e-mail:giudecca_teatro@yahoo.it

ASSESSORATO ALLE POLITICHE CULTURALI E SPETTACOLO
SERVIZIO MANIFESTAZIONI E SPETTACOLI

Vicolo Pedrocchi, 11 – Padova
Tel. ++39 49 8205626
E-mail: comunepadovamanifestazioni@comune.padova.it
Internet: http://padovacultura.padovanet.i

06.04.06

Padova e Scienza

Il valore della Cultura Scientifica
Con poche, chiare parole Galileo indicò nei diciotto anni trascorsi a Padova il................

periodo più bello della sua vita. Giunse in città nel 1592, e vi soggiornò fino al 1610. Negli anni in cui tenne la cattedra di matematica all'Università fece scoperte rivoluzionarie per le conoscenze scientifiche dell'epoca. Nel 1609 puntò per la prima volta un cannochiale verso il cielo, provocando, una svolta non solo nell'astro-nomia, ma nella stessa cultura umana.

Di quel primato cittadino nelle scienze, molto è rimasto nella nostra identità: nelle eccellenze della ricerca e in quelle mediche, fino ad una sensibilità spiccata verso il pensiero razionale, così vicino ad una cultura civile tollerante, rispettosa, aperta verso il diverso e il nuovo, e libera nel pensiero. Il 2009, a quattrocento anni da quelle prime osservazioni, anche a Padova sarà un anno dedicato con speciale attenzione all'astronomia, e molte sono le iniziative in corso, non solo in preparazione di quell'anniversario.

Con il premio internazionale "Padova città delle stelle", ad esempio, già oggi riconosciamo l'attività di scienziati che hanno contribuito in modo sostanziale al progresso della ricerca astronomica. Stiamo organizzando il Premio Campiello per la divulgazione scientifica. Abbiamo installato in Salone, in queste settimane un pendolo di Foucault in collaborazione con l'Università. Stiamo lavorando per realizzare un nuovo planetario. Ma l'appuntamento di maggiore interesse e prestigio sarà la visita a maggio di Stephen Hawking, il più grande fisico vivente, titolare a Cambridge della cattedra che fu di Isaac Newton: parlerà agli studenti e poi al pubblico, in occasione dell'attribuzione della cittadinanza onoraria.

Il suo viaggio a Padova, così complesso, straordinario date le sue difficili condizioni di salute, è un importante segno di stima per la città di Galileo. Sarà seguito l'anno prossimo, dall'incontro con John Barrow, grandissimo matematico e divulgatore, L'impegno, dunque, è forte. Di fronte a spinte irrazionali, a tendenze esoteriche, promuovere la cultura scientifica sopratutto tra i giovani mi sembra abbia un valore educativo ampio, che trascende le singole discipline. Può contribuire a far crescere un attegiamento rispettoso, fondamentale nella costruzione di una comunità capace di un dialogo e di un confronto solidali e sereni.
Flavio Zanonato
Sindaco di Padova


Tono 1906-2006

RITRATTO DI DONNA 1939.jpg Una grande mostra per celebrare il centenario della nascita del grande pittore e disegnatore Tono Zancanaro
Odeo Cornaro - Via Cesarotti, 37
7giugno – 31 ottobre 2006

Concerto dell'Orchestra "Arcata Stuttgart"

7 maggio 2006, ore 21
Padova - Auditorium Pollini

Il Comune di Padova - Assessorato alle Politiche Culturali e Spettacolo, la Fondazione Helga Drews Stoccarda e l'Istituto di Cultura Italo-tedesco di Padova presentano l'Orchestra da Camera "Arcata Stuttgart" in concerto.
arcata stuttgart.JPG Direttore: Patrick Strub
Violino solista: Maya Katharina Koch
La Kammerorchester "Arcata Stuttgart" viene fondata nel 1984 da Patrick Strub insieme a diciannove giovani professionisti di strumenti ad arco. Il suo repertorio va dal primo Barocco alla musica contemporanea. accanto ad un'intensa attività concertistica in Germania effettua torunées in europa, Asia e Australia. Prene inoltre parte a numerose rassegna internazionali ed è regolarmente ospite dell'emittente radiofonica Suddeutscher Rundfunk Stuttgart. Apprezzata per la flessibilità, la precisione tecnica e il timbro trasparente, l'"Arcata Stuttgart" rappresenta uno dei principali punti di riferimento nella vita musicale di Stoccarda e del Baden-Wurttemberg.

Programma:
- Wolfgang Amadeus Mozart: "Divertimento in Fa maggiore" KV 138 (Allegro, Andante, Presto)
- Johann Sebastian Bach: "Concerto per violino nr.2 in Mi maggiore" BWV 1042 (Allegro, Adagio, Allegro assai)
Solista: Maya Katharina Koch, violino
- Franz Schubert: quartetto per archi in Re minore op. posth "La morte e la fanciulla" - versione per orchestra d'archi di G. Mahler (I Allegro, II Andante con moto, III Scherzo allegro molto - Trio, IV Presto)


Biglietto: € 10
Il ricavato del concerto andrà a favore del Centro Leucemie Infantili della Regione Veneto - Università di Padova


INFORMAZIONI:
Conservatorio di musica "Cesare Pollini"

Via Eremitani n° 18 - Padova
Telefono: 049/8750648
e-mail: eventi@conservatoriopollini.it
sito web: www.conservatoriopollini.it

Comune di Padova - Servizo Manifestazioni e Spettacoli
vicolo Pedrocchi n°11- Padova
e-mail: comunepadovamanifestazioni@comune.padova.it
sito Internet: http://padovacultura.padovanet.it