Blù come un'arancia di Roberto Bondì

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Roberto Bondì
Blu come un’arancia
(Ed. Utet , 2006)

“La metafora scientifica più largamente discussa dell’era dell’ecologia”: così lo storico delle idee Donald Worster ha definito “l’ipotesi di Gaia”, secondo cui la Terra è assimilabile a un organismo vivente. Questa ipotesi, avanzata negli anni Settanta del Novecento dallo scienziato e inventore inglese James Lovelock, è stata ed è tuttora al centro di un dibattito, non soltanto scientifico, che ha assunto dimensioni globali. La Terra sarebbe un sistema, capace di autoregolazione, formato dagli organismi viventi, dalle rocce, dagli oceani e dall’atmosfera. Questo libro ricostruisce la genesi e lo sviluppo dell’idea del pianeta vivente negli scritti di Lovelock e in quelli dell’influente microbiologa americana Lynn Margulis, che si è schierata fin dagli inizi al suo fianco. Dedica ampio spazio al dibattito scientifico su Gaia, al quale hanno preso parte biologi, paleontologi, geochimici, fisici teorici e climatologi di fama internazionale. Prende inoltre in esame la letteratura filosofica e teologica su Gaia e analizza il rilevante e per alcuni versi ambiguo rapporto che intercorre tra Lovelock e l’ambientalismo. Discute, infine, le implicazioni etiche delle idee di Lovelock e di altri autori che si sono ispirati a queste.


Roberto Bondì è nato a Gela nel 1968, consegue la laurea in filosofia con Paolo Rossi nel novembre 1992 presso l’ateneo fiorentino. Tra il 1996 e il 2000 frequenta il dottorato di ricerca all'Università di Perugia, conseguendo il titolo nel gennaio 2001.
Dal febbraio 2002 all'ottobre 2006 è stato ricercatore con incarico di storia del pensiero scientifico all'Università della Calabria.
Dal novembre 2006 è professore associato di storia del pensiero scientifico all'Università della Calabria.
È autore di saggi e monografie su Telesio (1997) e Henry More (2001), e ha curato edizioni del De rerum natura di Telesio (1999) e del De principiis di Bacone (2005).


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