La stele funeraria di Ostiala Gallenia

stele funeraria di Ostiala Gallenia
Una biga corre veloce. L’auriga che la sta guidando è proteso in avanti, briglie alla mano, nel gesto di sferzare i cavalli; dietro l’uomo in toga volge lo sguardo verso una donna, ritta al centro, con le mani incrociate sul ventre. Sono marito e moglie e questo è il loro ultimo viaggio: la strada che stanno percorrendo è quella del loro destino.

La stele funeraria di Ostiala Gallenia, testimonianza eccezionale e unica per la commistione di elementi cultuali e figurativi venetici con altri sicuramente romani, reperto tra i più significativi tra quelli conservati presso il Museo Archeologico di Padova nelle sale dei Musei Civici di Piazza Eremitani, non a caso è stata scelta come logo generale del Progetto via Annia.

Rinvenuta in via San Massimo, nell’area della necropoli orientale formatasi - nell’antica Patavium - proprio lungo la via Annia ormai in uscita dal centro urbano, la stele bene rappresenta l’importanza per Roma delle vie di comunicazione, fondamentali strumenti di collegamento e grazie alle quali trasportare uomini, merci, idee e messaggi.
La mescolanza riuscita tra elementi romani - nel carro e nelle toga dell’uomo – con elementi venetici come l’abito e il cognome della donna, è un segno chiaro del processo di romanizzazione dei territori veneti attuato prima di tutto con la creazione di infrastrutture, quali la via Annia, strategiche per il controllo del territorio e l’espansione verso l’Europa.

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