Novità al Museo Archeologico
Nella Sala dei Mosaici sono esposti per la prima volta i bellissimi materiali rinvenuti nel corso di scavi realizzati alla fine dell’800 nella zona della Stazione Ferroviaria, area interessata dalla presenza di un’estesa necropoli, ancora oggi non nota nella sua articolazione complessiva.
In occasione di lavori di ampliamento del lato nord della Stazione un archeologo padovano, Luigi Busato, realizzò tra il 1877 e il 1879 una serie di scavi, recuperando alcuni monumenti funerari e una serie di corredi.
Accanto ai tradizionali oggetti ceramici - piatti, coppe, brocche e bicchieri utili comunque a comprendere le abitudini dei cittadini dell’antica Patavium tra I e II secolo d.C. - si trovano materiali legati alla vita quotidiana come pedine da gioco in vetro, serrature e chiavi in metallo, ma anche numerosi oggetti del mondo femminileper la cura della persona: balsamari per profumi, specchi, le pinzette, spatoline.
Numerose anche le fibule, piccole fibbie per fermare le vesti, che, assieme alle perle vitree delle collane, parlano di quella che era la moda del tempo.
Infine, particolarmente significativa per gli studiosi è un’erma in calcare raffigurante il dio Hermes nella sua qualità di Psicopompo, ovvero di accompagnatore delle anime nel mondo dell’aldilà. Si tratta di uno dei rari esempi in Italia settentrionale di questa raffigurazione in un contesto funerario.
Sempre la Sala dei Mosaici ospita, temporaneamente, fino al prossimo giugno, l’esposizione di uno straordinario corredo funerario proveniente dalla necropoli romana ad oriente della città. Uno scavo realizzato nel 1997 dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto tra le Vie Gattamelata e Giustiniani portò infatti al rinvenimento di una tomba.
Tra gli oggetti spicca una magnifica bottiglia di vetro decorata con una tecnica detta a “rete di serpente”: pezzo unico in Italia, trova confronti solo con alcuni materiali rinvenuti a Begram, in Afganistan, in una delle stanze della residenza dei re indo-sciti Kushana. Uno di loro, nel corso di un’invasione iranica, provvide a murare due stanze della dimora per salvare un eccezionale tesoro, che comprendeva anche dei vasi di vetro decorati simili a quello esposto. Dove fossero prodotti questi vasi, non è certo: gli studiosi ipotizzano ad Alessandria d’Egitto o in area siro-palestinese.
Info:
Musei Civici agli Eremitani, piazza Eremitani 8
tel. +39 049 82045450 - 51
fax +39 049 8204585
orario: tutto l'anno 09.00 - 19.00
chiusura: tutti i lunedì non festivi, Natale, S.Stefano, Capodanno, I Maggio
biglietti: intero euro 10.00, ridotto euro 8.00, ridotto speciale euro 5.00, gratuito bambini fino ai 6 anni, disabili
Direzione Musei Civici, via Porciglia 35
tel. +39 049 8204513
fax +39 049 8204566
