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PadovaFa Cultura n. 2 (marzo-aprile 2010)

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PadovaFa Cultura n. 4 (novembre-dicembre 2009)

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PADOVAFA. Gennaio-marzo 2009

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Umberto Veronesi - Premio Letterario Galileo

Presidente della Giuria Scientifica del Permio Letterario Galileo per l'anno 2007 il prof. Umberto Veronesi promuove l'atteso evento che pone il suo accento sull'importanza della divulgazione scientifica.



Il Cinema di Pier Paolo Pasolini

foto-2.JPG Gli esordi cinematografici del "poeta" di Casarsa della Delizia datano 1961 con "ACCATTONE" ed è subito eresia. Il film infatti fa subito scandalo, ma nel contempo è pura poesia trasportata nel grande schermo. L'estrema povertà e l'emarginazione delle borgate romane si amplia fino a diventare la metafora del Sud del mondo. Nella degradazione esistenziale, Pasolini vede "qualcosa di sacro".





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Bucarest National Opera Ballet

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Il Balletto Nazionale del Teatro dell’Opera di Bucarest ha preso parte a molti festival e ha svolto tournée in Italia, Cuba, Germania, Spagna, Grecia e URSS, mentre i suoi solisti e primi ballerini sono stati invitati nei più importanti teatri di tutto il mondo.
Alcune stelle del corpo di ballo del Teatro di Bucarest, tra cui Corina Dumitrescu e Ovidiu Matei Iancu, sono vincitori di premi e riconoscimenti nazionali ed internazionali.

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Cochabamba 444

Il Cochabamba 444 Tango Club, nato nel 1997, si propone la diffusione del Tango Argentino come musica e danza, e della sua cultura, così strettamente legata alle radici italiane.Tra le altre iniziative promosse dall´Associazione: Estate in Pra´(1997), Giornata Internazionale del Tango(1998), Carnavalito Tanguero(dal 2000) La Maquina Tanguera (2003).



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Nicky Nicolai e Stefano di Battista Jazz Quartet

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Nicky Nicolai e Stefano di Battista Jazz Quartet
Tour 2005

Nicky Nicolai, vera rivelazione italiana dell'anno, andrà in tour accompagnata dal Jazz Quartet di Stefano di Battista.
Nicky ha amato la musica sin dall'infanzia trascorsa nel paese di Nespolo e, come nella migliore tradizione degli afro americani, ha iniziato ad applicare la sua passione per il canto nel coro della chiesa. Prima della partecipazione al Festival di Sanremo ha fatto la cantante nei locali e in qualche piano bar, studiato canto lirico per molti anni, si è diplomata al conservatorio ha fatto un po' di televisione e la modella per un grande pittore
Fondamentale è l'incontro artistico e di vita tra Nicky e Stefano Di Battista, di recente uniti in matrimonio, con altri tre grandi musicisti della scena jazz italiana ed europea: Dario Rosciglione contrabbassista, Julian Oliver Mazzariella pianista, Amedeo Ariano batterista.
La formazione si è imposta come una delle realtà più importanti del panorama musicale jazz degli ultimi anni affermandosi in una serie di eventi live. Un tour che si preannuncia all'insegna della raffinatezza interpretativa dove protagonisti assoluti saranno la canzone italiana e il jazz.

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La Frontera

La Frontera-Miranda Cortes.JPG Miranda Cortes (fisarmonica - voce)

Fisarmonicista francese, ha collaborato con gli attori teatrali Sandro Buzzati e Emanuele Delello in recital di poesia; lavora per il regista teatrale Giorgio Fabbris e con Ivano Marescotti, atore e regista; ha collaborato in qualità di attrice-musicista nel suo recente lavoro "Babe-lè" (primo progetto teatrale finanziato dalla Comunità Europea).
Ha fondato con la pianista Elena Fattambrini l'Orchestra Artemis per uno spettacolo omaggio a Fabrizio de Andrè "Come una smisurata preghiera" nella proposta di 3 album integrali del cantaurore.
Svolge attività concertistica con la violinista Marianne Wade per uno spettacolo di "tango argentino e musiche tzigane".

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Coro "Serenissima"

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Il Coro “Serenissima” di Vigonza (PD) è nato alla fine del 1974 ed è attualmente diretto dal M° Stefano Zanella.
Fondato come complesso vocale maschile, dal 1996 si è trasformato in “coro misto” con l’inserimento di un gruppo di voci femminili.
Dai tradizionali canti di montagna il “Serenissima” ha progressivamente aperto il suo repertorio ai canti popolari delle regioni italiane e a canzoni folcloristiche di diversi Paesi, eseguendo anche brani di musica contemporanea, d’ispirazione religiosa e della tradizione natalizia.
Dal 1980 il Coro organizza l’annuale “Rassegna Corale Popolare”, un “Concerto di Musica Sacra” ogni autunno (cui partecipano prestigiosi Cori italiani e stranieri) e i tradizionali “Concerti natalizi”, allestiti nel Teatro di Vigonza e nelle frazioni del Comune e nel cui ambito è riservato uno spazio particolare ai cori di Voci Bianche.
Secondo la formula dello scambio culturale, il “Serenissima” ha ospitato a Vigonza numerosi complessi corali stranieri ed è stato a sua volta ospitato in diverse rassegne e concerti in Italia e all’estero.

(Tratto da http: //www.coroserenissima.com)

Coro "Rondinella"

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Il “Rondinella”, coro femminile padovano, è stato fondato nel 1953 sotto la direzione del Maestro Pietro Paperini ed è attualmente diretto dal Maestro Dina Checchetto Morello, allieva di composizione e di direzione di coro dello stesso Paperini.
Il repertorio di questo complesso vocale spazia da pezzi di polifonia sacra e profana, antica e moderna, a canti gregoriani, liturgici, d’origine popolare e al gospel- spiritual. Comprende anche composizioni originali scritte o adattate appositamente per questo Coro.
Le coriste del “Rondinella” hanno partecipato a numerosi Concorsi e Rassegne nazionali e internazionali e svolgono un’intensa attività concertistica sia in Italia sia all’estero, raccogliendo ovunque un largo successo.
In più occasioni il Coro “Rondinella” ha anche collaborato con esperti musicisti per approfondire le problematiche della vocalità.


(Tratto da: http://www.asac-cori.it )

Coro "Lavaredo"

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Più di quarant’anni fa, nel 1964, un gruppo di studenti amanti della montagna ha formato a Padova il Coro maschile “Lavaredo”.
I primi repertori del Coro comprendevano soprattutto “canti di montagna” e il nome del gruppo, infatti, si ispira al complesso dolomitico Le Tre Cime di Lavaredo.
Grazie soprattutto all’iniziativa del direttore artistico, Luigi Zampieri, col tempo il “Coro Lavaredo” amplia sempre più il suo programma, andando a interpretare anche arrangiamenti corali di noti canti popolari e di canzoni contemporanee sia italiane sia straniere. Zampieri, inoltre, compone melodie originali per il “Lavaredo”, sia su suoi testi sia adattando in musica le poesie del padovano Ugo Suman.
I coristi del “Lavaredo” hanno inciso due LP (nel 1983 e nel 1987), una musicassetta (Natale 1989) e due CD (nel 1994 e nel 2004).
Il Coro organizza varie rassegne tra le quali va citata la “Rassegna rubanese di canto corale”, che dal 1982 riunisce i più affermati cori italiani e stranieri e richiama un folto pubblico.
Il gruppo corale “Lavaredo” ha effettuato diverse tournées anche all’estero: in Grecia, Bulgaria, Svizzera, Polonia, Germania, Cecoslovacchia e Francia. Nell’agosto 2004 è stato anche l’unico coro italiano a partecipare al “II Festival Internazionale Corale di San Pietroburgo”, raccogliendo uno straordinario successo di pubblico e di critica.

(Tratto da: http://www.corolavaredo.it)

Spettacoli del Laboratorio Artaud

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Intra moenia.Tra il sacro e il mito, ierofania perduta della tragedia greca

Spettacolo
Antigone Symparanekromenoi

Symparanekromenoi, un’espressione della Lettera agli Ebrei e una citazione del Dialogo dei Morti di Luciano combinano una parola artefatta e lievemente sgrammaticata, che una possibile traduzione renderebbe “fratelli nella morte e compagni nella sepoltura”. La vita nella morte. Un diritto che Antigone si assume e difende; che fa di lei una fuorilegge, un essere fuori dall’ordine del mondo, una pericolosa ragazza in antitesi con l’autorità selettiva rappresentata dallo stato-Creonte. Che reagisce opponendo la legge all’azione individuale. E alla stessa aggiunge la punizione, quando non coincide con la norma razionale.

Spettacolo
Medeia eadem mutata resurgo
(liturgia per 14 spettatori)

L’odissea di una donna. Un’odissea che la conduce al crimine estremo; uccidere i figli, un gesto che equivale a rinnegarsi come madre di figli che appartengono simbolicamente solo al padre. Una donna che non può pensare la sua genìa fuori dalla reciprocità emotiva e sensuale, fuori dalla propria affettività. Maga e straniera, contraddittoria e consapevole, combattuta e responsabile, Medea si definisce soprattutto per disappartenenza e autonomia, e il suo scandalo si lega alla sua devianza individuale. E’ l’espressione di un Io isolato che non appartiene a nessuna storia e sembra appartenere alla nostra, contemporanea, per particolari affinità.


Spettacolo
Atrides_Ànaxandron_E alla luce del lupo ritornano

L’ultima produzione della nostra trilogia greca. La prima parte dell’Orestea di Eschilo. L'indissolubile legame fra la violenza e il tragico nel teatro greco ha sommato in sé dei termini che si sostanziano vicendevolmente, l'uno non potendo esistere senza l'altro. La saga degli Atridi, legata alla città di Micene, è funestata da una catena luttuosa fra le più impressionanti: si tratta, a leggere le vicende in chiave razionalistica, di efferate lotte per il potere, per la sua conquista e il suo ancor più arduo mantenimento; racconto, materia narrativa fatta del ricordo di un'epoca lontana, passata alla leggenda e filtrata infine all'epoca storica ammantata da una violenza inaudita. I nostri giorni.

Spettacolo: "Dalla Prima all'Ultima"

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A cura di: Teatro Continuo

In scena: Luciana Roma, Erica Taffara, Gianni Bozza, Andrea Barettoni, Iris Bianco
Musiche: Alessandro Gadaleta Ensemble
Installazioni sceniche e luci: Teatrocontinuo
Drammaturgia e regia: Nin Scolari

Abbiamo da poco iniziato a camminare nel terzo millennio e lo scenario mondiale si presenta caratterizzato globalmente dalla presenza diffusa di guerre.
La guerra spiazza, disorienta, sposta le coordinate del vivere sociale e civile: in guerra si può uccidere (colpevoli e innocenti), in guerra si può distruggere (obiettivi pericolosi e innocui), in guerra ci si appropria di cose altrui, si priva l’uomo della libertà, si potenzia il concetto di nemico; in questo modo la guerra snatura l’uomo e legittima ciò che è avverso alla vita.
Abbiamo voluto collocare lo spettacolo nel Bastione Impossibile, conosciuto anche per l’episodio legato ai bombardamenti dell’ultima guerra, e creare una serata unica unendo il tema e la storia del Bastione Impossibile, che verrà raccontata dagli esperti del Comitato Mura con una visita al bastione stesso allestito per l’occasione dall’artista visivo gallese Alan Rogers.
Lo spettacolo Dalla Prima all’Ultima prende in esame gli effetti della guerra dalla prima, la guerra di Troia che ha dato inizio alla civiltà occidentale, all’ultima la guerra dichiarata all’Iraq allo scopo di costruire partecipazione collettiva alla riflessione sulla dicotomia tra la guerra vissuta come realtà virtuale e la sua drammatica realtà.

Spettacolo: "Carrilon Satie"

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A cura di: Teatro la Giudecca

Regia: Gaia Silvestrini
Interpreti: Carla Stella, Gaia Silvestrini, Davide Tardivo
Costumi: Giovanna Fiorentini
Preparazione attori: Carla Stella
Violino: Michela Furin
Realizzazione video: Matteo Murru


Lo spettacolo è un gioco scenico sul teatro e sul linguaggio cinematografico. Costruisce diverse linee sceniche: in primo piano il contrappunto tra la spregiudicatezza di una donna di mondo, la “Donna in Nero”, e l’educazione spigolosa di una “candida” signorina per bene, la “Donna in Bianco”; sullo sfondo le immagini erotiche proiettate dalla Lanterna Magica. Il lanternista è uomo elegante e seduttore, creatore del congegno scenico nel quale si muovono le due figure femminili, che paiono le sue bambole, automi di un gigante “carillon teatrale”. Tra le tre figure azioni, dialoghi e proiezioni tessono ambigue relazioni: accennate, raccontate per allusioni, lasciate aperte a diverse letture di una vicenda che lo spettatore dovrà immaginare e costruire da sé.
Bambole, burattini, metafore dell’attore nella scena dell’Ottocento e al tempo stesso parodia di una società borghese svuotata di valori, che realizza nella propria esteriorità formale i residui di riti e modelli sociali privi di senso. L’ambiente è un salotto borghese, il tè alle cinque, le letture edificanti, …e una lanterna magica che proietta immagini da “Serata Nera”: clandestini ritratti di donne svestite in bianco e nero.

Spettacoli: "Il Teatro delle acque - Le vie d'acqua, la memoria e il Territorio"

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A cura di: Abracalam

Progetto di promozione socio-teatrale


Performance
L’acqua a fuoco

La performance, in collaborazione con l’associazione Amnesia, mescola immagini, corpi e voci, seguendo il corso del fiume Bacchiglione. Dalle risorgive di Dueville a Padova. Ma il Bacchiglione prosegue, e con i canali di Battaglia e di Cagnola costituisce, fin la seconda metà del XII secolo, la via fluviale più frequentata dai mercanti dell’entroterra per raggiungere le lagune e Venezia: dal vasto bacino antistante il ponte del Bassanello partivano i burci per raggiungere Chioggia e il mare…


Performance
Tremila anni di tracce d’acqua

La seconda performance, si svolge in collaborazione con il MAAAP (Museo Archeologico Ambientale delle Acque del Padovano). Scorreranno acque mitologiche e metropolitane, medioevali e moderne, dolci e salate, corrotte e incontaminate, l’azione di voci e corpi evocherà personaggi, amori, paesaggi, episodi che, con l’acqua grande fonte di ispirazione, sono stati descritti da poeti e scrittori di ogni epoca e nazionalità.


Performance
Sora Acqua
(il teatro e le acque)

Regia: Roberto Caruso
Coreografie: Cristina Minoja
Con: Marco Avventi, Amanda Berbellini, Anna Cappotto, Erica Cecchinato, Chiara Minoja, Serenella Pegoraro, Michela Rampazzo, David Remondini
e con le allieve del laboratorio di danza contemporanea della Union Vigonza


Fonte di vita insostituibile, fonte di civiltà, fonte “pretiosa et casta” e simbolo di spiritualità,
Sorella Acqua è oggi tra le vittime più martoriate di un inquinamento progressivo che in molte parti del mondo raggiunge livelli catastrofici.
Sora Acqua e un invito a riflettere sul rispetto dell’ambiente: uno dei nodi cruciali con cui, oggi,
si può misurare il grado di civiltà di una comunità.


In terra veneta, più che in ogni altra, le vie d’acqua costituiscono l’anima del paesaggio e della civiltà … così adacquata da fiumi (…) che niuno villesco borgo s’allontana da essi più di cinque miglia”.(da: Ortelio, Teatro del Mondo, Anversa, 1612).

Spettacolo: "Dannati-Inferni paralleli

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A cura di: Teatro Laterale

Inferno, ieri come oggi: dalla bolgia dantesca alla nostra contemporaneità
Viaggio circolare e verticale tra ladri, assassini, guerrafondai, corruttori e anime pie

Direzione: Gianni Conversano
Costumi: Ortu Lieto
Protagonisti: Gianni Conversano, Paolo Caporello, Isabella Vassallo, Marco Bisello, Michele Sivestrin, Antonella Pisano e gli attori partecipanti al laboratorio teatrale organizzato appositamente per Teatri delle Mura dal Teatro Laterale- Centro di Cultura e Sperimentazione Teatrale di Padova in collaborazione con l'Università Roma Tre - Corso di laurea DAMS e l'Associazione Culturale di Roma Rashomon Arte.

Nell’Inferno dantesco l’occhio indagatore del Poeta scende nelle viscere della corruzione umana ad osservare, indagare, condannare. Collera e indignazione lo portano a scagliarsi con disumana virulenza sullo sterminato formicaio del suo tempo: un’umanità caduta, prostrata dal delitto, colpevole d’aver perduto il ben dell’intelletto. Nel viaggio dall’impossibile ritorno, tra la moltitudine sprofondata negli abissi, incontra i personaggi che nulla speranza li conforta mai, i personaggi eternamente imprigionati nella ripetitività del gesto, nella reiterazione della colpa: Francesca, Ugolino, Farinata, Ulisse…
Con Dante e Virgilio ci avventuriamo, oggi, in un viaggio parallelo, lungo un percorso altrettanto malagevole e gravoso, tra una umanità contemporanea, moderna ed evoluta, dove scellerataggine, crimini e misfatti, guerre, violenze, stupri e sopraffazione, perdurano e si consolidano. L’occhio implacabile di una cinepresa si unisce all’acuto sguardo del poeta a scandagliare i meandri di questo inferno, un inferno di carne e di sangue, uno spazio di pena e dolore, restituendoci, insieme ai versi immortali, l’obbrobrio, l’oscenità del male.
Filmati e immagini vengono proiettate addosso agli interpreti - ombre nere stagliate contro un muro - quasi a volerli sporcare o, come peste strisciante, contaminare; immagini nitide, precise, terse, immagini e filmati della dolorosa umanità del nostro tempo, solitudine, abbandono, pazzia e guerre, guerre, guerre senza tregua . E i versi danteschi, saldati alle scomode figure di oggi, sembrano acquistare nuovo sangue, nuovo vigore, si fanno riconoscere e ci suonano sgradevolmente più familiari.

Spettacoli del Teatro Popolare di Ricerca

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Spettacolo
Don Chisciotte della Mancia
di M. de Cervantes

Lo spettacolo nasce dallo studio effettuato dal TPR e dagli allievi del Laboratorio Teatrale in lingua spagnola, in collaborazione con il Dipartimento di Lingue Romanze dell’Università di Padova.
Gli spunti iniziali sono la prima parte del romanzo originale e il testo Morir cuerdo y vivir loco di F. F. Gomez, un’opera teatrale nata per festeggiare i 400 anni dalla prima pubblicazione del Don Chisciotte.
Alternando la lingua spagnola a quella italiana, lo spettacolo rivive e ripercorre le gesta del più grande sognatore di tutti i tempi: il cavaliere dalla Triste Figura don Chisciotte della Mancia.
La messa in scena utilizza linguaggi e segni moderni, grazie ai quali lo spirito comico e grottesco della storia assume aspetti inaspettati…


Spettacolo
I Comici
ovvero storia di avventure e di maschere

Punto di riferimento importante è stata la storia della Compagnia di comici I Gelosi, così come la racconta Vito Pandolci nel suo romanzo Isabella Comica Gelosa, dalla quale sono stati tratti alcuni canovacci di farse originali della Commedia dell’Arte.
Queste brevi rappresentazioni caratterizzano un piano dello spettacolo nel quale, secondo lo schema del teatro nel teatro, si affronta sul palcoscenico il problema della Commedia dell’Arte così come doveva essere, con la sua teatralità a tratti violenta, comica, volgare, ma arguta.
Sul piano che si estende fisicamente per tutto lo spazio non-scenico a disposizione, la drammaturgia si allarga ai comici come artisti e come uomini, con le loro scelte, il loro modo di vivere, i loro rapporti con il pubblico e con il potere, necessariamente visto attraverso i nostri occhi, di comici d’oggi. La forma espressiva non è più quella classica della Commedia, ma è la nostra, quella che si è sedimentata attraverso gli anni di attività del gruppo.

Racconti da: "Le mille e una notte"

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A cura di: Maria Grazia Mandruzzato

Fiabe, leggende, canti e poesie della tradizione orale persiana, araba e indiana
riscoprendo il piacere di ascoltare e di narrare

Voce narrante: Maria Grazia Mandruzzato
Musica persiana e canti: Mohssen Kasirossafar
Collaborazione: Maria Antonia Pingitore


Le mille e una notte è una vasta antologia di racconti di autori ignoti di origine persiana, araba e indiana, redatta nel corso di svariati secoli e composta di fiabe, aneddoti, poesie e leggende di tradizione orale. Inizia come una tragedia, una tragedia di tradimento e vendetta omicida che oppone uomini e donne. Il sultano Shahriyar, scoperta l’infedeltà della moglie, le taglia la testa e decide di prendere ogni sera una nuova sposa e farla uccidere il giorno seguente. Benché conosca le intenzioni del sultano, Shahrazad accetta di sposarlo, decide di sacrificarsi e affrontarlo. Ha un piano che si rivela vincente, dato che sopravvive: intesse, la prima notte, l’incanto di una storia che cattura il re abbastanza da volerne ascoltare un’altra.
Con questo stratagemma, Shahrazad riesce a incatenare l’attenzione di Shahriyar, per mille e una notte.

Quattro serate di racconti, di storie diverse e concatenate; ogni serata ha una autonomia di narrazione. Si narra, cantando, suonando, storie di tradimenti, di donne cattive, di streghe, ma anche di donne che si sacrificano, storie d’amore con bellissime poesie e momenti di erotismo; storie per adulti lievi e ironiche in cui identificarsi, vedere, riflettere.

Spettacolo: "L'assedio"

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A cura di: Carichi Sospesi

Pièce teatrale in atto unico ispirata al Deserto dei Tartari di Dino Buzzati

Regia e ideazione: Stefano Razzolini
Interpreti: Carla Vitantonio, Silvio Barbiero
Musiche e azioni sceniche: Paolo Tizianel
Video art: Sm’ArT ViSiOn

La messinscena nasce dall’osservazione del luogo architettonico che la accoglierà. La porta ed il bastione S. Croce si situano come memoria storica contestualizzata nel tessuto urbano di Padova. Pur avendo perso funzione logistica e difensiva/offensiva rimangono un filtro tra diverse aree urbane della città. Sanciscono ancor oggi l’inizio del centro storico. Restano come simulacro e baluardo davanti alla naturale dilatazione della comunità.
Per questo assolvono alla funzione di monumento e in quest’ottica abbiamo pensato di renderli oggetto di un progetto teatrale che ne esalti e rispetti l’antica funzione militare.
Lo spettacolo nasce dall’osservazione dalla struttura a pianta circolare delle porte di Padova, impianto architettonico che ritroviamo nel cortile interno del bastione S. Croce. Da qui l’idea dell’assedio. Assedio della città come organismo permeabile, linea di frontiera. Il romanzo di Buzzati esplicita questo pensiero di assedio vissuto dall’interno della struttura delegata a difendere (La fortezza Bastiani).
Il progetto ruota sull’idea di segnare e far percepire al pubblico la sensazione di isolamento attraverso la “reclusione” all’interno del bastione e all’interno di questa suggestione far cogliere la fragilità di un sistema che tende a conservare piuttosto che scoprire.

Spettacolo: "Omero Odissea. Canto per oggetti e voce"

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A cura di: A. Panzuto e A. Tognon

Figure e macchine: Antonio Panzuto
Voce recitante: Giancarlo Previati
Suoni e regia: Alessandro Tognon

L'Odissea è il poema del viaggio e della nostalgia.
E' la storia di Ulisse, eroe astuto e valoroso, ma enormemente infelice, perché, desideroso di ritornare in patria, è spinto continuamente lontano dall'odio di un Dio. E' costretto ad affrontare avventure affascinanti e pericoli terribili: dai mangiatori di loto, la pianta che fa dimenticare il ritorno, al Ciclope mostruoso, crudele e beffardo, dalla maga Circe, bellissima, che trasforma in porci i compagni di Ulisse, al canto delle Sirene, dal vento di Eolo a Scilla e Cariddi. Omero è inimitabile narratore, pacato e maestoso e dimostra ovunque le sue capacità drammatiche e la virtù trasfigurante della sua poesia, capace di creare, tra continue metafore e similitudini, un mondo fiabesco, irreale, onirico. Come è immediato essere catturati dal racconto, così questa versione dell'Odissea, canto per oggetti e voce, vuole trascinare con se chi guarda, attraverso la continua trasformazione della scena. Sculture plastiche in movimento, e figure, macchine sceniche sofisticate, giocattoli tradizionali, come il Lego e il Meccano, oggetti d'uso quotidiano, ispirati all'iconografia greca, vengono utilizzati per accompagnare il racconto, narrato da una voce quieta che enfatizza i passaggi emotivi, ma che, come un canto fluisce, tranquilla come un sogno. La scena è come il mare che segue e si oppone sempre ad Ulisse, si apre e si chiude, si trasforma per la lotta e si modifica per il viaggio. Così alla parola si oppone il gesto silenzioso, al racconto la forza espressiva degli oggetti, ai silenzi i delicati colori della luce. Parole e immagini si aiutano e si fondono assieme senza mai illustrarsi a vicenda, si seguono e si suggeriscono, correndo su binari espressivi differenti ma paralleli, spinte dal vento della poesia.

Spettacolo: "JetJ"

A cura di: Terra di Bucsi

Tratto da: La signorina Giulia di A.Strindberg

Regia: Gianluca Barbieri
Con: Maria Novella Papafava Dei Carraresi e Giuseppe Savio
La voce di Kristina è di: Paolo Franciosi
Allestimento scenografico: Davide Valvo


"Ho evitato la simmetria matematica del dialogo, ma ho lasciato che i cervelli funzionassero a capriccio." A. S.

Tutto accade in una notte, e tutto è già accaduto quella notte.
In un flusso di pensieri e azioni, lo spettatore nel bastione esplora e rivive le tecniche di attacco e difesa della nostra mente, della nostra straordinaria e intoccabile quotidianità.

Spettacolo: "Il Piatto di Rosalina"

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A cura di: Settima Zona

Attrici: Saida Puppoli, Gianna Casadei, Giuli Kasa, Biancamaria Vallortigara, Maddalena Sbrissa
Musicisti: Riccardo Misto, Max Castlunger
Regia: Carla Stella

Cosa prepara Rosalina per cena? Un piatto di riso e fagioli? O un piatto di parole e poesie?
Ci vogliono sessanta minuti per mescolare il tutto, decantando la quotidianità di una donna sudamericana e dar libero spazio all’essenza della memoria, ai suoi colori.
Rosalina libera la fantasia e la saggezza popolare tra racconti, ricette, detti, aneddoti e medicamenti, ingegnandosi con quello che c’è in cucina e preparando qualcosa in più per chi potrebbe arrivare.

L’associazione culturale Settima Zona ha come scopo lo studio, la pratica, l’approfondimento, in forma collettiva, la diffusione della cultura italiana e di altri paesi attraverso l’arte teatrale, letteraria, poetica e musicale e visiva.

Spettacoli: "Immagini di donne a confronto dentro le mura di una creatività maschile"

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A cura di: Belteatro

Spettacolo
A Laura, Francesco Petrarca l’Uomo e il Poeta

Composizione drammaturgia e regia: Roberto Innocente
Collaborazione al testo: Claudio Chiancone
Musiche e canzoni tradizionali dell’epoca: a cura di Luisa Giannini e Luca Chiavinato
Coreografie: Gabriella Furlan Malvezzi

Abbiamo immaginato di prendere sotto braccio il Francesco Petrarca, ritiratosi tra i Colli Euganei, e in una lunga camminata con lui tra i suggestivi sentieri autunnali, sentirci raccontare delle storie, sentire la sua poesia, sentir parlare di Laura, per dedicare tutto a lei, a questa figura concreta e reale ma così tanto immaginata, così tanto fantastica da essere un sogno, un sogno universale; sogno di bellezza, di armonia, di quiete.

Spettacolo
La Locandiera

Autore: Carlo Goldoni
Regia: Roberto Innocente

La Locandiera sembra proprio un manifesto che afferma la supremazia della donna in amore. Forse scritta su vicende personali, non è ben chiaro quale morale Goldoni volesse ispirare con questa commedia, a noi piace pensare che il senso ultimo sia che con i sentimenti non si scherza, che tra uomo e donna è necessario un certo equilibrio, che non ci deve essere dominanza ma dialogo, che non valgono massime estreme ma nemmeno l’arma della falsità.

Spettacoli: "Spazio Danza"

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A cura di: Officina Danza

Spettacolo
Caffè… Caffè

Coreografia: Laura Pulin
Regia: Mirko Artuso
Musiche originali e elaborazione musicale: Carlo Carcano
Drammaturgia: Francesco Niccolini
Interpreti: Graziana Boccadoro, Elena Friso, Valentina Cova, Cristina Minora, Margherita Pirotto, Fabrizio Zanutto

Lo spettacolo Caffè…Caffè accompagna lo spettatore nella suggestiva atmosfera di un caffè storico. Si raccontano e si danzano scene di vita quotidiana, passaggi di tempo, incontri furtivi, lunghe discussioni sul vivere e tutto ciò che solitamente si può incrociare in questo magico crocevia che è un caffè.


Spettacolo
Solo – Duo

Con la partecipazione di:

“EDA solo”
Musica: Riccardo Senatore
Coreografia: Ambra Senatore
Interprete: Ambra Senatore
con il sostegno di Danse a Lille, Yunge Hunde – Sosta Palmizi

"VERTU DE FEMME"
Musica: Kancheli
Coreografia: Simona Martoni e Chiara Olivieri
Interpreti: Simona Martoni e Chiara Olivieri

"ESERCIZI"
Tratto da A. Kristof - Trilogia delle città di k
Musica E. Kang
Coreografia Katia Dalla Muta
Interprete Katia Dalla Muta

"LA PARTIE D’OSSELETTES"
Musiche: autori vari
Coreografia: Patrizia Aricò e Francesca Serafini
Interpreti: Simona Bighin e Petra Frizzero
Testi: P. Louys

"SUB – LIMEN"
Musica: E. Morricone
Coreografia: Cristina Minora
Interprete: Cristina Minora

"FREIHEIT"
Musica: Schubert
Coreografia: Laura Pulin
Interprete: Margherita Pirotto


Spettacolo
L’Amour c’est Toujours l’Amour

momenti di Danza fra musica, suoni ed immagini

A cura di: Associazione Spaziodanza
Interpreti: danzatori della Scuola di formazione professionale di balletto

La poesia della danza con la sua forza intrinseca e l’energia dei corpi in movimento guida il nostro percorso nella memoria, nei desideri, nei sogni che si presentano, si dissolvono e si ripresentano costantemente.

Luis Grondona e Mirta Sol

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Luis Grondona è considerato un mito del tango, un maestro di fama internazionale. Grondona insegna tango dal 1956 e già nel 1960 ha compiuto la prima tournée in Giappone ed Europa come ballerino solista dell’Orchestra di Donato Racciatti.
Dal 1960 Luis si è esibito spesso in prestigiosi teatri sia europei sia giapponesi ed è apparso in diversi film, tra i quali “Evita” di Alan Parker. Ha partecipato anche all’opera teatrale “Maratón”, andata in scena al “Teatro Colón” di Buenos Aires. Tra le sue collaborazioni vanno ricordate quelle con l’Orchestra del maestro Mariano Mores e con l’Orquesta Municipal de San Martín, diretta da Pascual Mamone.
Come insegnante di danza Luis ha sviluppato insieme a Mirta Sol, sua partner nel ballo, un metodo originale di “estilo Canyengue”, per mezzo di video trasmessi dal Canale televisivo “Solo Tango”.
Insieme Mirta Sol e Luis Grondona sono definiti “los mas puros exponentes del estilo Canyengue” o “los Reyes del Canyengue” (il canyengue è il primo stile di tango, dal quale derivano sia la milonga sia tutti gli altri stili del tango). Come maestri insegnano, oltre al canyengue, gli stili tango salon, vals e milonga. In coppia sono stati a lungo ballerini dell’Orchestra Racciatti.

Alex Cantarelli e Mimma Mercurio

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Alex Cantarelli

Ballerino e coreografo di Tango Argentino, ha studiato con i ballerini della Compagnia "Tango x 2" diretta da Miguel Angel Zotto e, a Buenos Aires, con Raul Bravo e Roberto Reis. In Italia ha tenuto stages di Tango a Roma, Cagliari, Catania, Messina, Fabriano, Potenza, Milano, Lamezia, Palermo, Bari, Vicenza, Padova, Parma, Teramo, Giulianova, Lecce, L’Aquila e Pescara. Ha collaborato con Hector Ulyses Passarella, interprete delle musiche del film “Il postino”, premiate con l'Oscar, e lavora dal 1997 anche con l'Orchestra del Festival Valconca.
Nel gennaio del 1998 ha scritto, diretto ed interpretato lo spettacolo “Tango per un anno solo. Le stagioni di Astor Piazzolla” rappresentato in varie repliche presso il Teatro “Furio Camillo” di Roma.
Nel giugno 1998 si è esibito a Pavia con l'Orchestra del Festival Valconca in uno spettacolo patrocinato dall'Accademia Musicale di Pavia. A luglio dello stesso anno ha proposto il suo “Piazzolla Memorial” nell'ambito delle rassegne internazionali “SIPARIO DUCALE” e “Festival Internazionale Valconca”.
Nel giugno 1999 è stato invitato, attraverso l’Istituto Luce, da Francis Ford Coppola a danzare Tango in un happening privato a Roma.
Nel luglio del 1999 si è esibito con il “Gruppo Aedòn” ad Ancona per il Festival d'Estate.
Alex Cantarelli ha realizzato la coreografia delle scene di Tango per il film di Gabriele Salvatores "Denti", presentato a Venezia 2000.


Mimma Mercurio

Attrice professionista dal 1985, ha lavorato con Ermanno Olmi, Pino Micol, Roberta Torre, Giulio Bosetti, Luca Ronconi.
Ha studiato danza presso “Dance Workshop” con Lindsay Kemp, “Teatrodanza” con D. Dupuy e “Biomeccanica” con N. Karpov. Ha approfondito la sua preparazione in danza contemporanea con E. Majnoni, F. Scavetta, A. Bacalov, P. Rampone. Si è avvicinata al Tango studiando con Gabriel & Natalia, Claudia & Esteban.

Alex Cantarelli e Mimma Mercurio hanno fondato insieme nel 1999 la “Compañia Meditango” (poi MDTC) con la quale rappresentano esibizioni e spettacoli a Lugano, Milano e Parma. Sotto il marchio di “Meditango” propongono la creazione di nuovi repertori fra teatro, Tango e sperimentazione di linguaggi, danze, corpi, gesti, parole.
Come insegnanti di Tango Alex & Mimma lavorano prevalentemente a Roma e in Abruzzo.
Nell'estate 2000 hanno diretto e rappresentato lo spettacolo "Tango Variationen", ospite al Festival di Salonicco, in Sicilia, e al Teatro Filarmonico di Verona.
Nel 2001 hanno realizzato con la collaborazione artistica di Manuela Ventura lo spettacolo “Tango Niuru”, spettacolo di Tango danza e prosa, per il Comune di Siracusa e di Acireale ed in replica a Roma, Lecce, Catania, Gela.
Nel 2002 sono intervenuti come ballerini ospiti allo spettacolo “La Poesia del Tango”, diretto da Geppy Gleyeses e prodotto dal Teatro Stabile di Calabria.
Hanno partecipato come insegnanti e ballerini all’”International Tango Festival Sardinia” nel 2002 e nel 2003. Sempre tra il 2002 e il 2003 hanno tenuto stages e show a Firenze, Belluno e Padova.
Nel 2003 si sono esibiti in tour in Italia con lo spettacolo “Tablao Tango”, con il quale hanno aperto il Teramo Tango Festival nel giugno 2003.
Recentemente, tra l’aprile e il giugno del 2004, hanno girato l’Italia con lo spettacolo "Tango Blu". “Tango Blu” è stata la prima parte della “Saga dei Tres Colores”, seguita nell’ottobre 2004 dalla seconda parte , “Tango Blanco”, presentata in prima assoluta al Teramo Tango Festival e portata dai due ballerini in tournée in tutta Italia a partire dalla primavera 2005.

Antonino Compostrini e Alejandra Vina

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Antonino Iván Campostrini

Ha iniziato a studiare danza con la maestra Marilina Galván nel 1998. Nel 2000 ha partecipato ai Torneos Juveniles Bonaerenses ottenendo una Menzione Speciale nella gara di Tango Tradizionale. Nel 2001 e 2002 ha vinto la medaglia d'oro nella sezione Tango Tradizionale e Non Tradizionale, Categoria "A". Nel 2003 ha vinto la medaglia d'argento in Tango Non Tradizionale, Categoria "B" e medaglia di bronzo nella gara di Tango Non Tradizionale. Dal 2003 si esibisce presso le milonghe Salón Canning e La Catedral.

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Alejandra Viña

Ha iniziato a studiare danza nel 1998 con la maestra Marilina Galván. Nel 2000 ha partecipato ai Torneos Juveniles Bonaerenses ottenendo una Menzione Speciale nella gara di Tango Tradizionale. Nel 2001 e 2002 ha vinto la medaglia d'oro nella sezione Tango Tradizionale e Non Tradizionale, Categoria "A". Nel 2003 ha vinto la medaglia d'argento in Tango Non Tradizionale, Categoria "B" e medaglia di bronzo nella gara di Tango Non Tradizionale. A partire dal 2003 si esibisce nel Salón Canning e ne La Catedral.

Oscar Gauna e Cecilia Diaz

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Oscar D. Gauna
Ha studiato tecnica delle danze tradizionali argentine alla “Escuela de Música, Danza y Teatro” di Paraná, ha tenuto un corso di perfezionamento per ballerini professionisti presso il “Ballet Brandsen” ed è Professore Nazionale di Folklore presso l’”Instituto Universitario Nacional de Arte”

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Cecilia Díaz
Ha studiato tecnica delle danze tradizionali argentine alla “Escuela de Música, Danza y Teatro” di Paraná, ha tenuto un corso di perfezionamento per ballerini professionisti presso il “Ballet Brandsen” ed è iscritta al corso di laurea in Danze Folcloristiche e Tango all’”Instituto Universitario Nacional de Arte”.

Cecilia e Oscar, che fanno coppia sia nella danza che nella vita, si sono formati lavorando con diversi maestri di Tango quali Antonio Todaro, Nelson Ávila, Roberto Herrera, Rodolfo Dinzel, Oscar Coelho, Domingo Pugliese, Gachi Fernández e Francisco Santapá. Continuano inoltre a perfezionarsi in tecniche da palcoscenico e danza.
Sono stati ballerini del “Paraná Ballet” dal 1988 al 1995 e sono fondatori del “Ballet Brandsen”, in cui hanno ballato per una decina d’anni.
A giugno e a luglio del 2003 hanno accompagnato l’Orchestra di Beba Pugliese nel “Japan Tour Beba Pugliese”, sotto la direzione coreografica di Roberto Herrera.
Sempre nel 2003, tra agosto e settembre, sono stati in tournée nelle maggiori città del Brasile insieme all’Orchestra di Leonardo Marconi, sotto la direzione della coreografa Nélida Rodríguez.
Dal 2002 sono ballerini della Compañía “Tango Nuevo” di Roberto Herrera e dal febbraio del 2004 ne fanno parte anche come assistenti di coreografia. Con la compagnia di Herrera hanno portato in scena, tra l’altro, lo spettacolo “Tango Nuevo” a Salta e Jujuy, in Argentina, e presso il “Teatro Nacional Cervantes” di Buenos Aires.
Si sono esibiti in Case di Tango come “Bidou de las Luces” e la “Esquina Homero Manzi” e nelle milonghe “La Marshall”, “Rouge”, “El Cachafaz”, “Salón Don Carlos”, “Salón Canning”, anche con la “Compañía Tango Nuevo”.
Hanno lavorato inoltre per la televisione, apparendo in programmi come “Dicho y hecho” di Cable Visión e “Folclorisimo” di ATC, e da marzo a giugno del 2003 hanno tenuto corsi di folklore per il Canal de la Música “CM”.
Nel 2004 hanno partecipato al “Tango Festival di Stoccolma” e sono stati in tournée in Cile con l’Orchestra “Sexteto Tango” e il cantante Abel Córdoba.

Matteo Panero e Patricia Hilliges

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Ballano insieme dal 1998. Insegnano in molte città italiane (Bologna, Reggio Emilia, Firenze) ed europee e hanno partecipato ad alcuni tra i più importanti festival a livello nazionale ed europeo: il Festival di Tango di Verona, il Festival Internazionale “FivizzanoTangoWorld”, il Festival di Tango di Ferrara, il “Milonga del Buskersgarden”, il “Tangomania Winter Festival” di Bologna… Hanno anche organizzato il primo Firenze Tango Festival, nel maggio 2003.
A Buenos Aires hanno ballato in alcune tra le più famose milonghe: Salon Cunning, Sunderland, Viejo Correo, LaTrastienda, Club Espanol.
Dal 1998 al 2000 si sono esibiti con il quartetto musicale "Trenzas" nello spettacolo "Tango Bar". Inoltre hanno partecipato a diversi eventi in tutta Italia e hanno ballato e insegnato al Teatro Alfieri Torino, al Teatro Piccolo Orologio Reggio Emilia, nello spettacolo ”Letras de Tango” con l’Orchestra Quintettango, nello show di tango a “LaTrastienda” con Geraldine Rojas e Javier Rodriguez, Marita “la turca” e Jorge Dispari.

Matteo Panero

Dopo essersi dedicato al teatro dal 1995 studia tango con i migliori maestri in Italia, in Europa e in Argentina, A Buenos Aires. Nel 1998 ha partecipato alle riprese del film “Milonga” con Giancarlo Giannini.
Del tango argentino Matteo Panero dice che è una danza intensa “fatta soprattutto di musica, cultura, storia di un popolo che è lontano da noi in termini chilometrici, ma non culturali ed emozionali”.

Patricia Hilliges

proveniente da una formazione di danza classica, dal 1994 si dedica al tango argentino studiando con i migliori maestri in Europa e a Buenos Aires.