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    <title>PdCult - cultura</title>
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    <updated>2010-09-02T16:32:06Z</updated>
    <subtitle>portale di arte, musica, spettacolo e informazione culturale a cura dell&apos;Assessorato alla Cultura del Comune di Padova</subtitle>
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    <title>Spettacolo &quot;I Carraresi e l&apos;ultima ruota del carro&quot;</title>
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    <published>2010-08-19T10:29:55Z</published>
    <updated>2010-08-19T11:25:28Z</updated>
    
    <summary>Parco Città dei Bambini, via Sant&apos;Eufemia 21 agosto e 3 settembre 2010, ore 18...</summary>
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        <name>patrizia</name>
        
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        <![CDATA[<p><strong class="arancione">Parco Città dei Bambini, via Sant'Eufemia<br />
21 agosto e 3 settembre 2010, ore 18</strong></p>]]>
        <![CDATA[<p><a href="http://padovacultura.padovanet.it/homepage-6.0/ICarraresi%20e%20l%27ultima%20ruota%20del%20carro-logo.JPG"><img alt="ICarraresi e l'ultima ruota del carro-logo.JPG" src="http://padovacultura.padovanet.it/homepage-6.0/ICarraresi%20e%20l%27ultima%20ruota%20del%20carro-logo-thumb.JPG" width="120" height="111" /></a>Nello spettacolo vengono presentati con leggerezza ed ironia alcuni dei personaggi della famiglia dei Carraresi che hanno fatto la storia di Padova: Albertino da Carrara e i suoi figli, tra i quali Jacopo, soprannominato dai fratelli Papafava, per la sua passione per le fave (come riporta uno storico padovano). Da Jacopo Papafava discende il ramo della famiglia tutt'ora esistente che porta il nome di Papafava Antonini dei Carraresi.<br />
Incontreremo Francesco il Vecchio, artefice della costruzione del Castello e Taddea che dopo la sconfitta ad opera dei veneziani è riuscita a salvare alcune terre della famiglia. Faremo la conoscenza anche di personaggi famosi che hanno vissuto alla corte dei Carraresi, come il pittore Guariento e il poeta Petrarca, ma li vedremo attraverso gli occhi di un personaggi speciale: la Trudy, l'ultima ruota del carro dei Carraresi.</p>

<p>I CARRARESI E L'ULTIMA RUOTA DEL CARRO<br />
Pomeriggio dedicato ai bambini (adulti solo se accompagnati da minori di 12 anni)</p>

<p>Testo di Olivia Cauzzo<br />
Con: Erika Vianello e Serena Fiorio<br />
Collaborazioni: Michele De Marchi (scenografia); Gian Pietro Pendini (canzone); Gabriella Masiero (costumi)</p>

<p>Vedi anche: <a href="http://padovacultura.padovanet.it/homepage-6.0/2010/08/post_23.html">Notturni d'Arte 2010 Padova Carrarese. Il Trecento padovano tra arte e storia.</a></p>

<p><a href="http://padovacultura.padovanet.it/homepage-6.0/logo%20carrarese%202.jpg"><img alt="logo carrarese 2.jpg" src="http://padovacultura.padovanet.it/homepage-6.0/logo%20carrarese%202-thumb.jpg" width="100" height="100" /></a><strong>Spettacolo inserito in "Padova Estate Carrarese 2010</strong>".</p>

<p><strong>Informazioni</strong><br />
Ass. Culturale I Fantaghirò<br />
Tel + fax 049 627100<br />
Mobile 3482611352<br />
</p>]]>
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    <title>Notturni d&apos;Arte 2010 Padova Carrarese Il Trecento padovano tra arte e storia</title>
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    <published>2010-08-03T11:55:51Z</published>
    <updated>2010-08-03T11:59:38Z</updated>
    
    <summary>Nuova edizione dei Notturni d’Arte dedicata alla storia, all’arte e al costume in epoca medievale, dal libero Comune alla Signoria dei da Carrara. L’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova propone quest’anno il tema Padova carrarese. Il Trecento padovano tra...</summary>
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        <![CDATA[<p><a href="http://padovacultura.padovanet.it/homepage-6.0/fronte%20depliant.jpg"><img alt="fronte depliant.jpg" src="http://padovacultura.padovanet.it/homepage-6.0/fronte%20depliant-thumb.jpg" width="100" height="141" /></a>Nuova edizione dei Notturni d’Arte dedicata alla storia, all’arte e al costume in epoca medievale, dal libero Comune alla Signoria dei da Carrara.</p>

<p>L’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova propone quest’anno il tema Padova carrarese. Il Trecento padovano tra arte e storia, alla riscoperta di testimonianze storico-artistiche del Trecento a Padova e provincia.<br />
Dalla rivoluzionaria eredità artistica degli affreschi di Giotto agli Scrovegni, raccolta e assimilata da Giusto de’ Menabuoi e Altichiero, alle novità introdotte nell’architettura religiosa e in quella civile, con la costruzione di porte e mura difensive e imponenti castelli disseminati in tutta la provincia, a testimonianza della forza politica e militare della Signoria carrarese.</p>

<p><strong class="arancione"> 30 luglio – 4 settembre 2010</strong><br />
<a href="http://padovacultura.padovanet.it/homepage-6.0/depliant.pdf3.pdf">Programma</a></p>]]>
        <![CDATA[<p>Passeggiando lungo vicoli e piazze della città o percorrendo i tratti navigabili dei corsi d’acqua, con un po’ d’immaginazione sarà possibile ricostruire il volto medievale di Padova, seguendo tracce e reperti conosciuti o recentemente riemersi dal passato, come nel caso della Casa della Rampa Carrarese.</p>

<p>I luoghi più importanti della Padova medievale saranno “riscoperti” e sottolineati da visite guidate che sveleranno alcuni tra i più bei gioielli artistici che la nostra città conserva: dal duecentesco Palazzo della Ragione ai monumenti del Trecento. Verranno ad esempio visitati la splendida Abbazia di Santo Stefano a Due Carrare, la Cappella degli Scrovegni, il Battistero, la torre della Specola, il Palazzo vescovile, le chiese degli Eremitani e di San Francesco, gli Oratori di San Giorgio e San Michele; verranno lette le magiche opere del Guariento nella Cappella della Reggia carrarese, ora sede dell’Accademia Galileiana, e quelle conservate presso i Musei Civici, e ancora gli imponenti castelli di Monselice, Valbona e Cervarese, senza dimenticare, tra gli altri, il luogo che più di ogni altro testimonia il mecenatismo illuminato dei Carraresi, la Casa ad Arquà, donata da Francesco I da Carrara al grande poeta Francesco Petrarca.</p>

<p>Un tuffo nella Padova medievale che il pubblico potrà gustare grazie anche a piacevoli conversazioni che sveleranno i segreti del costume della società dell’epoca.</p>

<p> Info: 0498204536/01/02</p>]]>
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    <title>Premio Letterario Galileo 2010. Tutte le immagini</title>
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    <published>2010-07-15T13:32:57Z</published>
    <updated>2010-07-15T13:37:09Z</updated>
    
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    <title>16 Gioielli per Jacopo da Bassano</title>
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    <published>2010-06-21T09:39:32Z</published>
    <updated>2010-06-29T12:10:50Z</updated>
    
    <summary>16 artisti internazionali di Gioiellodentro presentano le loro creazioni ispirate dal genio creativo di Jacopo dal Ponte detto Bassano dalla sua città d&apos;origine. Oratorio San Rocco 6 agosto - 19 settembre...</summary>
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        <![CDATA[<p>16 artisti internazionali di Gioiellodentro presentano le loro creazioni ispirate dal genio creativo di Jacopo dal Ponte detto Bassano dalla sua città d'origine.</p>

<p><strong class="arancione">Oratorio San Rocco<br />
6 agosto - 19 settembre</strong></p>]]>
        
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    <title>Concorso di Pittura</title>
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    <published>2010-06-03T14:29:26Z</published>
    <updated>2010-06-03T14:47:12Z</updated>
    
    <summary>L’Amministrazione Comunale di Padova in collaborazione con l’Associazione Culturale Promo Ars Giotto bandisce il Concorso di Pittura a livello nazionale, tecnica acquerello, dal titolo “CROMATISMI E TRASPARENZE DELLA TERRA VENETA”: la mostra delle opere partecipanti al concorso si terrà presso...</summary>
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        <![CDATA[<p>L’Amministrazione Comunale di Padova in collaborazione con l’Associazione Culturale Promo Ars Giotto bandisce il Concorso di Pittura a livello nazionale, tecnica acquerello, dal titolo “CROMATISMI E TRASPARENZE DELLA TERRA VENETA”:<strong> la mostra </strong>delle opere partecipanti al concorso si terrà presso la sede espositiva<strong> Ex Macello, Via Cornaro, 1, Padova, dal 3 al 15 settembre 2010. </strong></p>

<p><strong>La scadenza per la presentazione delle opere è fissata al 24 Luglio 2010. </strong><br />
Il bando:<a href="http://padovacultura.padovanet.it/homepage-6.0/Concorso%20Acquerello.pdf">Concorso e regolamento</a> <br />
</p>]]>
        <![CDATA[<p>Per informazioni rivolgersi a:<br />
Comune di Padova - Settore Attività Culturali, Via Porciglia, 35, Padova, CAP 35121 <br />
Telefono: 049/8204526 – 4523, 328/7411532<br />
E-mail: spaziomostre@comune.padova.it<br />
pag998@alice.it       <br />
marta.elementi@libero.it <br />
</p>]]>
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    <title>Mauro Staccioli  Lo Spazio Nudo</title>
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    <published>2010-05-27T09:38:42Z</published>
    <updated>2010-05-27T09:53:16Z</updated>
    
    <summary>L’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova e l’Associazione Culturale Fioretto Arte Contemporanea di Padova, nell’ambito di “PadovArte 2010”, appuntamento sul contemporaneo, dedicano al grande scultore Mauro Staccioli una serie di eventi, curati da Antonietta Fioretto e Chiara Vernier: Padova...</summary>
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        <![CDATA[<p><a href="http://padovacultura.padovanet.it/homepage-6.0/Staccioli-Tondo-148.jpg"><img alt="Staccioli-Tondo-148.jpg" src="http://padovacultura.padovanet.it/homepage-6.0/Staccioli-Tondo-148-thumb.jpg" width="100" height="85" /></a>L’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova e l’Associazione Culturale Fioretto Arte Contemporanea di Padova, nell’ambito di “PadovArte 2010”, appuntamento sul contemporaneo, dedicano al grande scultore Mauro Staccioli una serie di eventi, curati da Antonietta Fioretto e Chiara Vernier:<br />
	</p>

<p></p>

<p><strong class="arancione">Padova - Fioretto Arte Contemporanea, riv. A. Mussato, 89/a<br />
27 maggio - 14 novembre 2010</strong></p>]]>
        <![CDATA[<p><a href="http://padovacultura.padovanet.it/homepage-6.0/STACCIOLI-3punte.web.jpg"><img alt="STACCIOLI-3punte.web.jpg" src="http://padovacultura.padovanet.it/homepage-6.0/STACCIOLI-3punte.web-thumb.jpg" width="100" height="68" /></a>un convegno-dibattito con Mauro Staccioli, dal titolo “Un percorso creativo entro la grande scultura”, che si svolgerà giovedì 7 ottobre 2010, alle ore 21.00, nell’Auditorium del Centro Culturale Altinate/S. Gaetano, via Altinate n. 71. Introdurranno Annamaria Sandonà e Guido Bartorelli, docenti di Storia dell’Arte Contemporanea all’Università di Padova;<br />
- 	l’esposizione di una grande scultura e dei disegni di Mauro Staccioli presso l’Oratorio di San Rocco, in via Santa Lucia, che sarà inaugurata venerdì 8 ottobre 2010, alle ore 18.00, e visitabile fino al 12 novembre;<br />
- 	alcune installazioni che verranno collocate all’aperto, in spazi antistanti pregevoli monumenti cittadini, tra cui un’opera appositamente progettata e collocata davanti al Caffè Pedrocchi.</p>

<p><a href="http://padovacultura.padovanet.it/homepage-6.0/disegno_rosso.jpg"><img alt="disegno_rosso.jpg" src="http://padovacultura.padovanet.it/homepage-6.0/disegno_rosso-thumb.jpg" width="100" height="226" /></a></p>

<p>Con l’occasione la Fioretto Arte realizzerà un catalogo (Silvana Editoriale), in uscita a novembre, curato dalla critica d’arte Silvia Pegoraro, che conterrà le testimonianze fotografiche degli eventi, oltre a una documentazione esaustiva dell’opera di Mauro Staccioli.</p>

<p>Il binomio scultura/ambiente è stato fondamentale per Mauro Staccioli sin dagli esordi del suo operare come scultore, nel 1968: la scultura deve essere pensata per un luogo, per interagire con lo spazio fisico della sua destinazione. "Creare scultura significa esistere in un luogo", afferma lo stesso artista. Quest’idea è resa perfettamente già dalle monumentali sculture realizzate nel corso degli anni ’70, nelle quali prende letteralmente corpo il suo linguaggio potente ed essenziale, dove geometrie elementari sono rese ancor più efficaci ed incisive, oltre che dalle grandi dimensioni, dall'uso di materiali “forti”, non appartenenti alla tradizione aulica della scultura, quali il ferro, il cemento o la pietra serena. Staccioli intende affrontare non solo i problemi dello spazio fisico, ma anche quelli dello spazio sociale, dunque condiviso, dunque interattivo, implicante cioè una circolarità di relazioni: non solo tra uomo e ambiente, ma anche tra uomo e uomo, con tutte le complesse implicazioni simbolico-concettuali che tutto ciò comporta.</p>

<p>Le grandi installazioni degli anni ’80 inaugurano una nuova fase della ricerca artistica di Staccioli: mentre viene mitigata una certa aggressività visivo-tattile degli esordi, tende a farsi più audace e complessa la concezione progettuale, che va sempre più a sfidare gli equilibri statici dell'opera e le armonie architettoniche o naturali del contesto, creando effetti stranianti e ri-semantizzanti dello spazio, spazio che viene continuamente messo in discussione. Questo tipo di ricerca si estende e si approfondisce per tutti gli anni ’90, conducendo ad esiti formali sempre più arditi e stimolanti. Con l’inizio del nuovo millennio si apre per Staccioli un'ulteriore fase creativa: pur senza abbandonare le componenti più esplicitamente socio-politiche della sua poetica, l’artista si concentra di più su  temi filosofico-esistenziali, benché sempre collegati al problema della presenza dell'uomo nel mondo e del suo rapporto con l'ambiente e con gli altri uomini.</p>

<p><a href="http://padovacultura.padovanet.it/homepage-6.0/Staccioli%20vela-picc.jpg"><img alt="Staccioli vela-picc.jpg" src="http://padovacultura.padovanet.it/homepage-6.0/Staccioli%20vela-picc-thumb.jpg" width="100" height="119" /></a><br />
 Le sue geometrie elementari non abbandonano il carattere di temerarietà e di sfida all'equilibrio statico sviluppato nei due decenni precedenti, ma si fanno sovente meno “dure”, grazie alla scelta di soluzioni curvilinee (il cerchio, la sfera) che alludono nello stesso tempo alla totalità, al movimento e alla ricorsività, suggerendo il senso di una nuova armonia dell’essere. L'opera abbraccia lo spazio e ne è abbracciata, lo possiede e ne è posseduta, invitandoci a coglierlo al di là delle apparenti ovvietà e dei vari automatismi percettivi: “La scultura non trova più la sua funzione in opere di abbellimento o in quanto forma controllata ed autoreferenziale; essa si presenta invece come l'opportunità di una riflessione critica, ed il suo scopo è di istituire rapporti rivitalizzati fra noi e il mondo”. (Mauro Staccioli).</p>

<p>Staccioli resta fedele al cardine teorico della modernità, quello che soprattutto la contrappone al postmoderno: l’idea di arte come grande utopia, attività vitale ed energica che irrompe nella nostra vita di individui per cambiarla, rendendola cosciente della dimensione collettiva - sia quella urbana che quella degli spazi semplicemente aperti - come il luogo deputato di questo suo operare, che trova appunto il suo fine nella comunità e nella condivisione. Spesso assimilata alle strutture primarie del Minimalismo, l’arte di Staccioli in realtà se ne distacca decisamente, sia per il carattere fortemente fisico e individuale attribuito all’esperienza creativa (in contrapposizione all'atteggiamento impersonale degli artisti minimal), che comporta l’uso di una geometria carica d’intuizione ed emozione, piuttosto che freddamente razionale, sia soprattutto per il rapporto di interazione/interpretazione con l’ambiente circostante, ben lontano da quello di opposizione/aggressione che caratterizza l’arte minimal . Tutto ciò rimane inalterato anche quando  Staccioli abbandona la dimensione monumentale per affrontare le medie o piccole dimensioni della scultura, come possiamo renderci conto osservando le opere in mostra presso la  Fioretto Arte  Contemporanea, in cemento, in cemento e ferro e<br />
in acciaio cortèn, che spaziano dal 1972 al 2008, o i bellissimi smalti su carta del 1990, esempio dell’altissima qualità del “disegno” di Staccioli, della sua sorprendente capacità di “scolpire” anche lo spazio bidimensionale. <br />
Silvia Pegoraro</p>

<p><em>Nota biografica</em><br />
Mauro Staccioli è nato a Volterra, nel 1937, dove si è diplomato presso il locale Istituto Statale d’Arte, nel 1954. La sua attività artistica è sempre stata intrecciata a quella didattica e di intellettuale militante. Partito dalla pittura e dall’incisione, dal 1968 si è concentrato sulla scultura, arrivando a formulare la sua personale concezione ambientale dell’opera, chiamata ad interagire con lo spazio fisico per il quale e nel quale è stata realizzata, come dimostrano le grandi installazioni in ferro e in cemento degli anni ’70: a Milano, Volterrra, Grenoble, Parma, Venezia.<br />
Gli anni ’80 vedono la consacrazione di Staccioli quale artista internazionale. Dopo la realizzazione di una grande installazione in cemento nel parco del collezionista Giuliano Gori a Celle (Pistoia), le sue opere cominciano a suscitare una crescente attenzione anche all’estero: prima in Germania, poi in Gran Bretagna, Israele, Francia, Stati Uniti. </p>

<p>Fra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 l’artista lavora sempre più spesso all’estero, soggiornando a San Diego, che gli dedica la prima personale americana, seguita da un’importante commissione da parte della Djerassi Foundation: nove grandi sculture da collocare nel parco della fondazione a Woodside (California).<br />
Dopo aver operato per lungo tempo negli spazi urbani, è in quest’occasione che apre un dialogo lungo ed intenso con la natura. Nel 1987 è chiamato a Seoul con l’incarico di eseguire una scultura permanente per il parco olimpico, e da qui inizia anche un’attiva frequentazione della Corea del Sud per conferenze nelle università, nuove installazioni, come quella del Contemporary Art Museum di Kwachon-Seoul (1990), e mostre personali (Nine Gallery, 1994). Ma i riconoscimenti arrivano anche in Italia. Sempre nel 1987 il Comune di Milano gli dedica la prima importante personale alla Rotonda della Besana; nello stesso anno realizza la grande scultura curva per il Centro d’Arte Contemporanea “Luigi Pecci” di Prato.<br />
Negli anni ’90 l’artista continua a sperimentare nuove forme: tra le realizzazioni più significative l’installazione per il Symposium Internazionale di Scultura di Andorra, per il quale realizza un cerchio in acciaio rosso alto 12 metri e collocato sul fianco di un monte, a Ordino d’Arcalis, che “risemantizza” il paesaggio; le sfere che appaiono quasi metafisicamente nella piana di Ozieri in Sardegna (1995); due grandi sculture per il rinnovato Contemporary Art Museum di San Diego (1996); il celebre Equilibrio Sospeso al Rond Point de l’Europe a Bruxelles (1998).<br />
Negli ultimi anni sono numerose le grandi installazioni realizzate, sia in Italia che all’estero: a La Jolla (San Diego 2003), a Taiwan (2003), a Puerto Rico (2004), a Voisins-le-Bretonneux (Francia 2008), a Greve in Chianti (2009), a Impruneta (2009), dove per la prima volta l’artista utilizza la terracotta. La mostra “Luoghi d’Esperienza” (Volterra 2009) ha ricevuto una medaglia di riconoscimento da parte del Presidente della Repubblica Italiana.<br />
Il 21 marzo 2010 è stata inaugurata la monumentale Piramide – 38° parallelo (circa 30 metri d’altezza, in acciaio cortèn), nel parco di sculture “Fiumara d’Arte”, a Motta d’Affermo (Messina). <br />
Staccioli ha recentemente vinto il primo premio al concorso di opere per la città di Milano, organizzato dalla Società Permanente. Mentre per l’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles ha realizzato un multiplo, Tondo, che viene conferito come premio alla carriera a personaggi di origine italiana che si sono particolarmente distinti nelle arti e nelle scienze.</p>

<p>E’ membro associato dell’Académie Royale des Sciences, des Lettres et des Beaux-arts de Belgique e Accademico Nazionale di San Luca.<br />
Attualmente vive e lavora tra Milano e Volterra.</p>

<p><br />
Info: Orario: da martedì a sabato 15.30 – 19.30; domenica e lunedì su appuntamento.<br />
Informazioni Associazione Culturale Fioretto Arte Contemporanea, tel. + 39 0498758625 – fax +39 049 9940987 Chiara Vernier 349 6566636, Antonietta Fioretto 346 7285590 info@fiorettoarte.com – www.fiorettoarte.com</p>

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    <title>Premio Letterario Galileo 2010</title>
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    <published>2010-05-05T18:35:33Z</published>
    <updated>2010-07-15T13:27:08Z</updated>
    
    <summary>Con il libro I vaccini dell&apos;era globale -Zanichelli 2009, Rino Rappuoli e Lisa Vozza si sono aggiudicati l&apos;edizione 2010 del &quot;Premio Letterario Galileo per la divulgazione scientifica&quot;: Un volume agile e veloce quello scritto da Rino Rappuoli e Lisa Vozza...</summary>
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            <category term="scienza" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://padovacultura.padovanet.it/homepage-6.0/">
        <![CDATA[<p><a href="http://padovacultura.padovanet.it/homepage-6.0/Premiazione%20Lisa%20Vozza-web.jpg"><img alt="Premiazione Lisa Vozza-web.jpg" src="http://padovacultura.padovanet.it/homepage-6.0/Premiazione%20Lisa%20Vozza-web-thumb.jpg" width="110" height="90" /></a>Con il libro <strong> I vaccini dell'era globale -Zanichelli 2009</strong>, Rino Rappuoli e Lisa Vozza si sono aggiudicati l'edizione 2010 del <em>"Premio Letterario Galileo per la divulgazione scientifica":</em><br />
Un volume agile e veloce quello scritto da <em>Rino Rappuoli</em> e <em>Lisa Vozza </em>che si è conteso all’ultimo voto la quarta edizione del Premio: 33 voti contro i 32 voti del volume di Leonard Susskind "La Guerra dei buchi neri, Adelphi editore", giunto al secondo posto. </p>

<p><a href="http://padovacultura.padovanet.it/homepage-6.0/Verbale_finale-4.pdf">Verbale finale</a><br />
<a href="http://padovacultura.padovanet.it/homepage-6.0/Comunicato%20Stampa%20vincitore%202010.doc">Comunicato stampa</a><br />
Tutte le<a href="http://padovacultura.padovanet.it/homepage-6.0/2010/01/premio_letterario_galileo_2010_2.html"> informazioni</a> sull'edizione 2010 del Premio<br />
</p>]]>
        <![CDATA[<p>Questa la <strong>classifica finale</strong>:</p>

<p>1 - <em>Rino Rappuoli-Lisa Vozza</em><br />
<strong>I vaccini dell'era globale</strong><br />
Zanichelli 2009</p>

<p>2 - <em>Leonard Susskind</em><br />
<strong>La guerra dei buchi neri</strong><br />
Adelphi 2009</p>

<p>3 - <em>Gabriele Milanesi</em><br />
<strong>I Geni altruisti. Come il DNA può essere usato per migliorare la nostra vita</strong><br />
Mondadori 2009</p>

<p>4 - <em>Keith Devlin</em><br />
<strong>La lettera di Pascal. Storia dell'equazione che ha fondato la teoria della probabilità</strong><br />
Rizzoli 2008</p>

<p>5 - <strong>Antonio Ambrosetti</strong><br />
<em>Il Fascino della matematica. Un viaggio attraverso i teoremi</em><br />
Bollati Boringhieri 2009</p>]]>
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    <title>Premio Letterario Galileo. Le edizioni 2009-2008-2007</title>
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    <published>2010-05-04T13:24:58Z</published>
    <updated>2010-07-15T13:32:05Z</updated>
    
    <summary> Premio Letterario Galileo 2009 Premio Letterario Galileo 2008 Premio Letterario Galileo 2007...</summary>
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            <category term="scienza" />
    
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        <![CDATA[<p><a href="http://padovacultura.padovanet.it/homepage-6.0/Premio%20Galileo%202010-logo.JPG"><img alt="Premio Galileo 2010-logo.JPG" src="http://padovacultura.padovanet.it/homepage-6.0/Premio%20Galileo%202010-logo-thumb.JPG" width="100" height="72" /></a><br />
<a href="http://padovacultura.padovanet.it/homepage-6.0/2009/05/premio_letterario_galileo_per_2.html">Premio Letterario Galileo 2009</a><br />
<a href="http://padovacultura.padovanet.it/homepage-6.0/2007/11/premio_letterario_galileo_2008_1.html">Premio Letterario Galileo 2008</a><br />
<a href="http://padovacultura.padovanet.it/homepage-6.0/2007/06/premio_letterario_galileo_2007.html">Premio Letterario Galileo 2007</a><br />
</p>]]>
        
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    <title>Padova Carrarese Formazione</title>
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    <published>2010-02-18T09:15:31Z</published>
    <updated>2010-02-23T15:40:47Z</updated>
    
    <summary>L&apos;Assessorato alla Cultura e Legambiente-Salvalarte propongono un corso di formazione mirato alla conoscenza multidisciplinare della Padova in età Carrarese. Le lezioni serali si svolgono presso la Sala Paladin Palazzo Moroni. Programma Carraresi...</summary>
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    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://padovacultura.padovanet.it/homepage-6.0/">
        <![CDATA[<p>L'Assessorato alla Cultura e Legambiente-Salvalarte propongono un corso di formazione mirato alla conoscenza multidisciplinare della Padova in età Carrarese.<br />
Le lezioni serali si svolgono presso la Sala Paladin Palazzo Moroni.</p>

<p><a href="http://padovacultura.padovanet.it/homepage-6.0/Programma%20carrarese%20.pdf">Programma Carraresi</a></p>

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    <title>Padova porte e ponti: dall&apos;Alicorno al Portello</title>
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    <published>2004-03-11T13:19:13Z</published>
    <updated>2006-03-26T17:10:58Z</updated>
    
    <summary>Questo itinerario, ideale per una passeggiata a piedi o un giro in bicicletta, ti accompagnerà per le strade di Padova, lungo i corsi d&apos;acqua e sotto i portici, a osservare la varietà dei luoghi e degli stili architettonici che si...</summary>
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        <![CDATA[<p><img src="http://padovacultura.padovanet.it/mt/arte/archivio/portello.jpg" width="90" alt="Il Portello" />Questo itinerario, ideale per una passeggiata a piedi o un giro in bicicletta, ti accompagnerà per le strade di Padova, lungo i corsi d'acqua e sotto i portici, a osservare la varietà dei luoghi e degli stili architettonici che si sono sovrapposti nella città in secoli di storia.</p>]]>
        <![CDATA[<p>Posta tra il fiume Brenta a nord e il fiume Bacchiglione a sud, Padova è stata in passato un punto di riferimento del traffico commerciale grazie alla sua rete di oltre cinquecentonovanta canali scavati nel periodo medievale. <br />
Nel 1209 venne completato il Canale Piovego, il principale corso d'acqua di Padova.   Lungo 10 km (da Padova a Strà) attraversa il centro storico e unisce i principali quartieri della città, convogliando nel Brenta le acque di Padova provenienti dal Bacchiglione e collegando direttamente Padova al Naviglio del Brenta e quindi a Venezia.</p>

<p>L'itinerario segue il corso del Piovego partendo dal Bassanello, dalla rampa del <a href="http://213.26.76.134/padova/default.jsp?dataSource=pd2000&request=map&wmtver=1.0.0&layers=isolati,testi2,testi1,strade,acque&styles=default&srs=AUTO:33000&bbox=1724250.0,5029918.0,1724650.0,5030318.0&width=400&height=400&format=gif&bgcolor=0xffffff&transparent=FALSE&exceptions=INIMAGE&info_format=MIME&maplink=yes" target="_blank">Ponte del Sostegno</a>.<br />
Probabilmente presso questo ponte, ufficialmente chiamato 'Ponte dei Cavai', aveva luogo il cambio dei cavalli, o forse si trovava un abbeveratoio oppure il capolinea del tram a cavalli che qui aveva sede nei primi del '900.</p>

<p><a name="indice"></a><br />
Tappe:<ul><br />
<li><a href="#ali">Il Bastione dell'Alicorno</a></li><br />
<li><a href="#specola">La Specola</a></li><br />
<li><a href="#ponti">Ponti di epoca romana</a></li><br />
<li><a href="#savonarola">Porta Savonarola</a></li><br />
<li><a href="#molino">Porta e ponte Molino</a></li><br />
<li><a href="#arena">Giardini dell'Arena e dintorni</a></li><br />
<li><a href="#portello">Porta e ponte Portello</a></li></ul></p>

<p><br />
<a name="ali"></a><br />
<h2>Il Bastione dell'Alicorno</h2></p>

<p><a href="http://213.26.76.134/padova/default.jsp?dataSource=pd2000&request=map&wmtver=1.0.0&layers=isolati,testi2,testi1,strade,acque&styles=default&srs=AUTO:33000&bbox=1724250.0,5030218.0,1724650.0,5030618.0&width=400&height=400&format=gif&bgcolor=0xffffff&transparent=FALSE&exceptions=INIMAGE&info_format=MIME&maplink=yes" target="_blank">mappa</a></p>

<p>Prendi il percorso vita di via Goito, che si svolge nel verde lungo la riva sinistra del fiume, fino al Bastione dell'Alicorno, dove inizia la cinta muraria cinquecentesca che corre parallela al nostro percorso. <br />
Il nome 'Alicorno' deriva dal latino 'alius' (altro) e 'cornio' (fiumicello), nel senso di un altro corso d'acqua, diverso dal Bacchiglione: il Piovego. La parola 'bastione' deriva probabilmente dal francese bastillon, diminutivo di bastille che significa "fortezza". <br />
I bastioni erano infatti i principali elementi di una vera e propria fortezza urbana, che a Padova era costituita da una cerchia di mura lunga oltre 11 chilometri, interrotta da 5 porte, 5 ingressi d'acqua e 19 bastioni. </p>

<p>Il Bastione dell'Alicorno è uno dei bastioni più importanti di Padova e uno dei pochi ad essere visitabili (contatta il settore edilizia monumentale del Comune di Padova 049 8205448 per accertarti che sia aperto).</p>

<p>Dopo la sosta riprendi il fiume e osserva poco dopo, sulla destra, il lungo tratto di mura interrotto da un sottile còrdolo in trachite. La trachite (nota a Padova con il nome di 'masegna') è la pietra che proviene dai Colli Euganei, molto usata nell'edilizia del '500. Il tratto di mura termina con il piccolo Bastione della Ghirlanda e il fiume abbandona le mura per lasciare posto alla grande golena, su cui sorge il Giardino Giorgio Perlasca.<br />
La golena è la fascia di terreno compresa fra un fiume e il suo argine.</p>

<p><a href="#indice">torna all'indice</a></p>

<p><a name="specola"></a><br />
<h2>La Specola</h2></p>

<p><a href="http://213.26.76.134/padova/default.jsp?dataSource=pd2000&request=map&wmtver=1.0.0&layers=isolati,testi2,testi1,strade,acque&styles=default&srs=AUTO:33000&bbox=1724250.0,5031218.0,1724650.0,5031618.0&width=400&height=400&format=gif&bgcolor=0xffffff&transparent=FALSE&exceptions=INIMAGE&info_format=MIME&maplink=yes" target="_blank">mappa</a></p>

<p>Superato il ponte Ponte Saracinesca, costruito nel 1961, il fiume taglia le mura cinquecentesche della città ed entra nel centro storico. <br />
Il percorso vita termina, ma si può riprendere la passeggiata dopo il ponte, sempre a sinistra, percorrendo lo stretto argine che si innalza circa un metro sopra il piano stradale, fino all'arcata di ferro di <b>Ponte Paleocapa</b>. <br />
Il ponte è stato costruito nel 1879 e fa parte dell'operazione di riassetto urbanistico che ha interessato tutta la zona.</p>

<p>Sei entrato in uno dei luoghi più suggestivi della città. Da ponte Paleocapa puoi ammirare la Specola (la duecentesca 'Torlonga'), che dal 1767 ospita l'Osservatorio Astronomico, e dietro ciò che resta di un Castello risalente agli anni successivi all'invasione degli Ungari (899 d.C.). <br />
In questa parte del fiume si trova l'Oasi naturalistica della Specola, dove starnazzano anatrelle e molte altre specie di uccelli acquatici.</p>

<p>Attraversa il ponte e gira a sinistra per riviera Tiso da Camposampiero. <br />
Da qui si può osservare, sull'altra riva appena dopo la Specola, l'abside di una chiesa: la chiesa del carcere, costruita nella prima metà dell'800 quando il Castello era una prigione. oggi il Castello è parzialmente utilizzato dall'Università e può essere visitato su prenotazione (+39 049 8293469). <br />
Di fronte è possibile dare un'occhiata all'oratorio di San Michele.</p>

<p><a href="#indice">torna all'indice</a></p>

<p><a name="ponti"></a><br />
<h2>Ponti dell'epoca romana</h2></p>

<p><a href="http://213.26.76.134/padova/default.jsp?dataSource=pd2000&request=map&wmtver=1.0.0&layers=isolati,testi2,testi1,strade,acque&styles=default&srs=AUTO:33000&bbox=1724350.0,5031518.0,1724750.0,5031918.0&width=400&height=400&format=gif&bgcolor=0xffffff&transparent=FALSE&exceptions=INIMAGE&info_format=MIME&maplink=yes" target="_blank">mappa</a></p>

<p>Da Ponte Paleocapa si prosegue fino al medievale <b>Ponte di Sant'Agostino</b>. Sulla destra osserva le caratteristiche case a schiera che danno sul fiume. Dal ponte si può vedere la briglia (un piccolo sostegno che serve per mantenere alto il livello dell'acqua a monte del fiume) e a sinistra il ponte successivo, che si chiama <b>Ponte di San Giovanni delle Navi</b>. <br />
Una delle tre arcate di questo ponte è completamente scomparsa sotto le rive, ma ci dà l'idea di quanto fosse ampio il letto del fiume in epoca romana. <br />
La costruzione attuale risale alla fine del secolo XIII. <br />
Da questo punto i ponti si trovano alla stessa distanza tra loro: San Giovanni delle Navi, Tadi e Passerella San Benedetto distano tra loro 148 metri, pari a 100 passus romani: si tratta infatti di costruzioni di origine romana.</p>

<p>Dopo il ponte di Sant'Agostino gira a sinistra e prosegui per riviera Mussato superando i ponti di San Giovanni delle Navi e dei Tadi (<a href="http://213.26.76.134/padova/default.jsp?dataSource=pd2000&request=map&wmtver=1.0.0&layers=isolati,testi2,testi1,strade,acque&styles=default&srs=AUTO:33000&bbox=1724350.0,5031818.0,1724750.0,5032218.0&width=400&height=400&format=gif&bgcolor=0xffffff&transparent=FALSE&exceptions=INIMAGE&info_format=MIME&maplink=yes" target="_blank">mappa</a>).<br />
Oltre il <b>ponte dei Tadi</b> ha inizio sulla sinistra un tratto di riviera in terra battuta percorribile in bici e a piedi.</p>

<p>Si arriva infine al bel ponte di ferro del 1881 chiamato <b>Passerella di San Benedetto</b>.</p>

<p><a href="#indice">torna all'indice</a></p>

<p><a name="savonarola"></a><br />
<h2>Porta Savonarola</h2></p>

<p><img src="http://padovacultura.padovanet.it/mt/arte/archivio/savonarola.jpg" width="268" alt="Porta Savonarola" /><a href="http://213.26.76.134/padova/default.jsp?dataSource=pd2000&request=map&wmtver=1.0.0&layers=isolati,testi2,testi1,strade,acque&styles=default&srs=AUTO:33000&bbox=1724450.0,5032418.0,1724850.0,5032818.0&width=400&height=400&format=gif&bgcolor=0xffffff&transparent=FALSE&exceptions=INIMAGE&info_format=MIME&maplink=yes" target="_blank">mappa</a></p>

<p>All'incrocio con Corso Milano è necessario attraversare il ponte di San Benedetto girando a sinistra e proseguire per la prima strada a destra, riviera San Benedetto. La strada si incontra con Via Savonarola.</p>

<p>Se vai verso sinistra, arrivi nel grande incrocio dove si trova Porta Savonarola, realizzata nel 1530 da Falconetto nello stile del rinascimento romano, e dedicata ad Andrea Gritti, doge al momento della costruzione.</p>

<p>Torna indietro (scendi dalla bici perché stai prendendo la via contromano!) e percorri Via Savonarola. <br />
Troverai diversi negozi e osterie dove ti consigliamo di fermarti per rifocillarti. <br />
Tieni presente che l'ultimo sabato del mese si svolge la manifestazione &#8220;Via Savonarola, via degli artigiani&#8221;: una mostra dell'artigianato con spettacoli itineranti (per info +39 049 8750140).</p>

<p>A un certo punto, uscendo dai portici, trovi il <b>Ponte di San Leonardo</b>, che risale alla fine del XV secolo e sorge su un percorso di epoca romana. Il suo nome deriva dalla chiesa che si trovava al posto dell'attuale farmacia.</p>

<p><a href="#indice">torna all'indice</a></p>

<p><a name="molino"></a><br />
<h2>Porta e ponte Molino</h2></p>

<p><a href="http://213.26.76.134/padova/default.jsp?dataSource=pd2000&request=map&wmtver=1.0.0&layers=isolati,testi2,testi1,strade,acque&styles=default&srs=AUTO:33000&bbox=1724650.0,5032518.0,1725050.0,5032918.0&width=400&height=400&format=gif&bgcolor=0xffffff&transparent=FALSE&exceptions=INIMAGE&info_format=MIME&maplink=yes" target="_blank">mappa</a></p>

<p>Alla fine di via Savonarola trovi, sulla destra, Ponte Molino e Porta Molino, una delle due porte medievali che si sono conservate (l'altra è Porta Altinate). <br />
Ponte Molino è un ponte a cinque arcate di origine romana, restaurato e ricostruito nel 1830. Sopra il ponte, un'edicola settecentesca contenente la Statua della Madonna del Carmelo. <br />
Porta e ponte derivano il loro nome dai mulini che si trovavano a valle del ponte fino alla fine dell'800. </p>

<p>La più antica raffigurazione pittorica dei mulini e del ponte (1688) si trova nella <b>Chiesa del Carmine</b>, sul paliotto dell'altare dei Mugnai. <br />
Nonostante le numerose ricostruzioni e rimaneggiamenti subiti nel corso dei secoli, la chiesa mantiene il suo impianto trecentesco. <br />
Dal crollo del 1491 in particolare si salvò la facciata ed il pregevole portale ligneo, il più antico di Padova (1412). Al suo interno sono conservate pregevoli opere di A. Varotari detto il Padovanino, quali la pala e L'Annunciazione. <br />
Orari: 08:00 - 12:00 / 16:30 - 19:30. <br />
Per visitare la scoletta con gli affreschi cinquecenteschi (ciclo della vita di Maria) è necessario fare richiesta telefonando al numero +39 049 8760422.</p>

<p>Dopo il ponte gira a destra per vicolo Ponte Molino e raggiungi la <b>passerella Conciapelli</b>: dopo averla attraversata prosegui per il breve tratto di riviera a destra fino al <b>Ponte dei Carmini</b>. <br />
Qui gira a destra e raggiungi Via del Carmine. Al termine volta a destra: alla tua sinistra hai l'ingresso del <b>Giardino delle Porte Contarine</b> (a ridosso del Ponte di Corso del Popolo, uno dei primi ponti in cemento armato d'Italia, del 1908). <br />
Raggiungi il Ponte Contarini: innestata nelle spalle del ponte è la prima delle coppie di porte che costituiscono la <b>Conca di Porte Contarine</b>. <br />
La conca è una grande vasca in muratura delimitata a monte e a valle da due sostegni a porte, per consentire alle barche di passare da un livello più basso a un livello più alto, e viceversa, di uno stesso fiume.</p>

<p><a href="#indice">torna all'indice</a></p>

<p><a name="arena"></a><br />
<h2>Giardini dell'Arena e dintorni</h2></p>

<p><a href="http://213.26.76.134/padova/default.jsp?dataSource=pd2000&request=map&wmtver=1.0.0&layers=isolati,testi2,testi1,strade,acque&styles=default&srs=AUTO:33000&bbox=1724950.0,5032618.0,1725350.0,5033018.0&width=400&height=400&format=gif&bgcolor=0xffffff&transparent=FALSE&exceptions=INIMAGE&info_format=MIME&maplink=yes" target="_blank">mappa</a></p>

<p>Entra nella pista ciclabile Giardini dell'Arena. <br />
Qui puoi fermarti per una pausa e fare un giretto. <br />
A destra, i resti dell'Arena romana e la Cappella degli Scrovegni. <br />
A sinistra, il Bastione dell'Arena. Di fronte al bastione trovi ciò che resta del molo del <b>Vecchio Gasometro</b>, che accoglieva i barconi carichi di carbone provenienti da Venezia per destinarli alla produzione del gas. Ai piedi del bastione si trova la golena che ospita il parco giochi.</p>

<p>Uscito dai giardini gira a sinistra e prosegui per il <b>Ponte Porcilia</b>, che risale al 1933 ed è detto anche 'Ponte della Crisi', perché è stato edificato dopo la famosa crisi del 1929. <br />
Attraversa la strada al semaforo pedonale e prosegui per <a href="http://213.26.76.134/padova/default.jsp?dataSource=pd2000&request=map&wmtver=1.0.0&layers=isolati,testi2,testi1,strade,acque&styles=default&srs=AUTO:33000&bbox=1725250.0,5032618.0,1725650.0,5033018.0&width=400&height=400&format=gif&bgcolor=0xffffff&transparent=FALSE&exceptions=INIMAGE&info_format=MIME&maplink=yes" target="_blank">Via Vecchio Gasometro</a>, che è costeggiata da un muro decorato da murales. <br />
Il barcone abbandonato che vedi sulla riva destra è il <b>Barcone Berto</b>. Questo vecchio barcone per il trasporto del carbone era stato restaurato da un imprenditore padovano che lo voleva trasformare in un ristorante e fino al 1997 si trovava ormeggiato di fronte al Vecchio Gasometro. Lacci burocratici hanno impedito la realizzazione del progetto. Si cercò di trasportare il barcone, danneggiato da un incendio, in un cantiere lagunare, ma a causa di una manovra errata il barcone è stato abbandonato qui.</p>

<p>Proseguendo per questa via pedonale e ciclabile ci addentriamo nella zona degli istituti universitari. Dopo la <b>Passerella dell'Università</b>, costruita nel 1997 e risultato di anni di dibattiti (la passerella poggia infatti sulle mura cinquecentesche e non ne rispetta la visibilità), comincia un viale alberato. <br />
Ci avviciniamo al Portello.</p>

<p><a href="#indice">torna all'indice</a></p>

<p><a name="portello"></a><br />
<h2>Porta e ponte Portello</h2></p>

<p><a href="http://213.26.76.134/padova/default.jsp?dataSource=pd2000&request=map&wmtver=1.0.0&layers=isolati,testi2,testi1,strade,acque&styles=default&srs=AUTO:33000&bbox=1726006.0,5032362.0,1726406.0,5032762.0&width=400&height=400&format=gif&bgcolor=0xffffff&transparent=FALSE&exceptions=INIMAGE&info_format=MIME&maplink=yes" target="_blank">mappa</a></p>

<p>Il Portello è il simbolo più eloquente della presenza veneziana sulla terraferma padovana: questo complesso aveva la funzione di accesso sicuro e protetto alla città. <br />
Qui si trovava il porto civile e commerciale e la sede di una fraglia (corporazione medievale) di barcari. E soprattutto è qui che Venezia diede inizio alla Riviera del Brenta, a partire dalla Scalinata cinquecentesca in pietra d'Istria. <br />
Questa zona, dove si riunivano "barcaroli", "cavallanti" e "beccai", noti per le loro risse con gli studenti, era una delle più popolari ed animate di Padova, e mantiene la sua vivacità per la sua vicinanza con gli istituti dell'Università.</p>

<p>Ammiriamo Porta Portello, la più bella porta della città, ornata da particolari ricercati e fregi che giungono al pelo dell'acqua fino a immergersi. <br />
Attraverso questa porta passava la strada di collegamento di Padova con Venezia. <br />
Il Ponte di Porta Portello è stato costruito in due tempi: i piloni risalgono allo stesso periodo della porta (1518), le arcate invece alla fine del'700. </p>

<p>In questa zona l'ultimo sabato del mese si può curiosare per il mercatino 'Portello Cartastorie' (per informazioni +39 347 2509596).</p>

<p>La <b>Scalinata</b> era il punto di inizio e di imbarco della Riviera del Brenta. <br />
Da qui partiva il celebre 'Burchiello' ricordato da Goldoni. <br />
Scomparsa sotto un metro di terra, è stata riportata alla luce dall'associazione "Amissi del Piovego" e restaurata nel 1993. Sul muro sotto il capitello (1790) a uno degli estremi della Scalinata è murata la lapide che ne ricorda la costruzione (1534) e sotto la lapide è posta la piccola statua della Madonna dei Barcari del Portello.</p>

<p>Dalla Scalinata partono escursioni turistiche in barca lungo la Riviera del Brenta. Per informazioni:<br />
Ufficio Informazioni Turistiche<br />
Galleria Pedrocchi<br />
tel. +39 049 8767927<br />
orario: 09:00 - 13:30 / 15:00 - 19:00<br />
chiusura: domenica</p>

<p>Dietro alla Scalinata puoi goderti un aperitivo.<br />
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    </content>
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    <title>Padova in un giorno</title>
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    <id>tag:padovacultura.padovanet.it,2004:/homepage-6.0//5.683</id>
    
    <published>2004-03-08T11:03:36Z</published>
    <updated>2006-03-26T17:04:39Z</updated>
    
    <summary>Un percorso guidato alla scoperta di Padova: l&apos;itinerario, pensato per chi vuole godersi la visita delle zone di interesse artistico e culturale senza rinunciare a fare una capatina nel cuore della vita patavina, è adatto anche ai padovani che vogliono...</summary>
    <author>
        <name>serviziomostre</name>
        
    </author>
            <category term="archivio cultura" />
            <category term="cultura" />
            <category term="itinerari" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://padovacultura.padovanet.it/homepage-6.0/">
        <![CDATA[<p><img src="http://padovacultura.padovanet.it/mt/arte/archivio/prato.jpg" width="90" alt="foto Prato della Valle" />Un percorso guidato alla scoperta di Padova: l'itinerario, pensato per chi vuole godersi la visita delle zone di interesse artistico e culturale senza rinunciare a fare una capatina nel cuore della vita patavina, è adatto anche ai padovani che vogliono ri-scoprire i luoghi della loro citt&agrave;.</p>]]>
        <![CDATA[<p>&Egrave; stato costruito osservando gli orari di apertura dei luoghi da vedere, ma si presta ad essere usato in modo flessibile, aperto alle deviazioni.</p>

<p>Per chi arriva in treno: dalla stazione si arriva comodamente in centro a piedi.</p>

<p>Per chi arriva in auto: consigliamo di lasciare la macchina nel parcheggio di <a href="http://213.26.76.134/padova/default.jsp?dataSource=pd2000&request=map&wmtver=1.0.0&layers=isolati,testi2,testi1,strade,acque&styles=default&srs=AUTO:33000&bbox=1725501.0,5032591.0,1725901.0,5032991.0&width=400&height=400&format=gif&bgcolor=0xffffff&transparent=FALSE&exceptions=INIMAGE&info_format=MIME&maplink=yes" target="_blank">Via Trieste</a>, a due passi dalla Cappella degli Scrovegni, oppure in quello di <a href="http://213.26.76.134/padova/default.jsp?dataSource=pd2000&request=map&wmtver=1.0.0&layers=isolati,testi2,testi1,strade,acque&styles=default&srs=AUTO:33000&bbox=1725131.0,5033150.0,1725531.0,5033550.0&width=400&height=400&format=gif&bgcolor=0xffffff&transparent=FALSE&exceptions=INIMAGE&info_format=MIME&maplink=yes" target="_blank">Piazzale Stazione</a>, da cui comincia il nostro percorso.<a name="indice"></a></p>

<p>Le tappe dell'itinerario sono:<br />
<ul><br />
<li><a href="#scrovegni">Cappella degli Scrovegni</a></li><br />
<li><a href="#pedrocchi">Caff&egrave; Pedrocchi</a></li><br />
<li><a href="#universita">Universit&agrave;</a></li><br />
<li><a href="#valle">Prato della Valle</a></li><br />
<li><a href="#santo">Sant'Antonio</a></li><br />
<li><a href="#tomba">Tomba di Antenore</a></li><br />
<li><a href="#piazze">Piazze e Salone</a></li><br />
<li><a href="#signori">Piazza dei Signori</a></li><br />
<li><a href="#duomo">Duomo e Battistero</a></li><br />
<li><a href="#ghetto">Ghetto ebraico</a></li><br />
</ul><br />
<h2><a name="scrovegni"></a>Cappella degli Scrovegni</h2></p>

<p><img src="http://padovacultura.padovanet.it/mt/cultura/archivio/scrovegni.gif" alt="Cappella degli Scrovegni"><a href="http://213.26.76.134/padova/default.jsp?dataSource=pd2000&request=map&wmtver=1.0.0&layers=isolati,testi2,testi1,strade,acque&styles=default&srs=AUTO:33000&bbox=1725131.0,5032950.0,1725531.0,5033350.0&width=400&height=400&format=gif&bgcolor=0xffffff&transparent=FALSE&exceptions=INIMAGE&info_format=MIME&maplink=yes" target="_blank">mappa</a></p>

<p>Uscito dalla stazione, prendi Corso del Popolo: dopo il ponte, sulla sinistra, trovi i Giardini dell'Arena e, pi&ugrave; avanti, l'entrata del <a href0"http://padovacultura.padovanet.it/mt/musei/archivio/000046.html">Museo civico degli Eremitani</a>.<br />
Il biglietto per il Museo comprende anche l'ingresso alla <a href="http://padovacultura.padovanet.it/mt/musei/archivio/000071.html">Cappella degli Scrovegni</a>, imperdibile per il ciclo di affreschi che &egrave; stato eseguito intorno al 1300 da Giotto e che ha avuto effetti rivoluzionari nella storia dell'arte europea, forse perch&eacute; ha tentato, dal punto di vista espressivo e prospettico, di riflettere la realt&agrave;.</p>

<p>Per visitare la Cappella &egrave; obbligatoria la prenotazione, da fare almeno 48 ore prima, telefonando al call center (+39 049 2010020) o anche <a href="http://www.cappelladegliscrovegni.it" target="_blank">on-line</a>.<br />
Il biglietto va ritirato un'ora prima della visita&#8230; nel frattempo puoi:</p>

<ul>
<li>visitare il museo, che comprende una sezione archeologica e una sezione di arte visiva dove si possono ammirare opere di Giotto, Veronese, Tintoretto, Giorgione, Tiziano;</li>

<p><li>fare una passeggiata nei giardini, dove resta un piccolo tratto di arena romana e d'estate viene organizzato il cinema all'aperto</li></p>

<p><li>dare un'occhiata alla vicina Chiesa degli Eremitani del XIII secolo, distrutta dal bombardamento dell'11 marzo 1944 e quasi totalmente ricostruita: si salvarono solo due affreschi di Mantegna</li></ul></p>

<p><a href="#indice">torna all'indice</a></p>

<h2><a name="pedrocchi"></a>Caff&egrave; Pedrocchi</h2>

<p><img src="http://padovacultura.padovanet.it/mt/arte/archivio/pedrocchi.jpg" width="274" alt="Caffè Pedrocchi"><a href="http://213.26.76.134/padova/default.jsp?dataSource=pd2000&request=map&wmtver=1.0.0&layers=isolati,testi2,testi1,strade,acque&styles=default&srs=AUTO:33000&bbox=1725026.0,5032240.0,1725426.0,5032640.0&width=400&height=400&format=gif&bgcolor=0xffffff&transparent=FALSE&exceptions=INIMAGE&info_format=MIME&maplink=yes" target="_blank"><br />
mappa</a></p>

<p>Riprendendo Corso del Popolo si arriva in Piazza Garibaldi, dove comincia la zona pedonale del List&ograve;n, uno dei luoghi pi&ugrave; affollati al sabato pomeriggio. <br />
Prosegui sempre dritto per via Cavour e troverai, alla tua destra, i leoni del Caff&egrave; Pedrocchi, realizzato nel primo '800 e passato alla storia per la sua vivacit&agrave; (era aperto 24 ore su 24, e di qui il nome "senza porte"). Qui l'8 febbraio 1948 &egrave; scoccata la scintilla dell'insurrezione studentesca contro gli austriaci. </p>

<p>E' il momento di <br />
<ul><br />
<li>prendere un caff&egrave; nella famosa sala rossa</li><br />
<li>fare un viaggio nel tempo e nello spazio nelle sale superiori che mimano stili diversi (etrusco, greco, romano). Si accede da piazzetta Pedrocchi ma attenzione: <br />
l'orario di apertura &egrave; 9:30 - 12:30 e 15:30 - 18:00 ed &egrave; chiuso di luned&igrave;</li><br />
<li>visitare il <a href="http://padovacultura.padovanet.it/mt/musei/archivio/000045.html">Museo del Risorgimento e dell'Et&agrave; Contemporanea</a>, da poco inaugurato </ul><br />
Al Pedrocchi si svolgono periodicamente concerti, soprattutto di musica jazz, incontri letterali, reading poetici&#8230;<br />
Per informazioni puoi rivolgerti all'Ufficio Informazioni Turistiche l&igrave; vicino:<br />
Galleria Pedrocchi<br />
tel. +39 049 8767927<br />
orario: 09:00 - 13:30 / 15:00 - 19:00<br />
chiusura: domenica</p>

<p><a href="#indice">torna all'indice</a></p>

<p><br />
<h2><a name="universita"></a>Universit&agrave;</h2></p>

<p><img src="http://padovacultura.padovanet.it/mt/arte/archivio/teatro-anatomico.jpg" with="177" alt="Teatro Anatomico" /><a href="http://213.26.76.134/padova/default.jsp?dataSource=pd2000&request=map&wmtver=1.0.0&layers=isolati,testi2,testi1,strade,acque&styles=default&srs=AUTO:33000&bbox=1725008.0,5032000.5,1725408.0,5032400.5&width=400&height=400&format=gif&bgcolor=0xffffff&transparent=FALSE&exceptions=INIMAGE&info_format=MIME&maplink=yes" target="_blank">mappa</a></p>

<p>Poco pi&ugrave; avanti sulla sinistra, di fronte al municipio, troviamo l'edificio principale dell'ateneo patavino: il Palazzo del Bo, il cui nome deriva dall'Albergo del Bue, che sorgeva qui prima di ospitare la sede delle scuole di giurisprudenza nel '500. </p>

<p>Dai un'occhiata all'ammirevole cortile cinquecentesco: nel periodo delle discussioni delle tesi (febbraio-marzo, giugno-luglio e settembre-ottobre) qui e un po' ovunque in centro si pu&ograve; assistere alle chiassose feste di laurea. <br />
Il neolaureato viene mascherato, immerso nella fontana della vicina Piazza delle Erbe e costretto a leggere il papiro.</p>

<p>Per ammirare altri luoghi 'storici' di Palazzo Bo (in particolare il Teatro Anatomico e la cattedra di Galileo) puoi partecipare alla visita guidata che si svolge di marted&igrave;, gioved&igrave; e sabato alle 10:15 e alle 11:15; di luned&igrave;, mercoled&igrave; e venerd&igrave; alle 15:15 e alle 16:15.<br />
Per informazioni rivolgiti all'Ufficio Informazioni Turistiche<br />
Galleria Pedrocchi<br />
tel. +39 049 8767927<br />
orario: 09:00 - 13:30 / 15:00 - 19:00<br />
chiusura: domenica</li><br />
</ul></p>

<p><a href="#indice">torna all'indice</a></p>

<p><br />
<h2><a name="valle"></a>Prato della Valle</h2></p>

<p><img src="http://padovacultura.padovanet.it/mt/arte/archivio/santa-giustina.jpg" width="295" alt="S. Giustina e Prato della Valle" /><a href="http://213.26.76.134/padova/default.jsp?dataSource=pd2000&request=map&wmtver=1.0.0&layers=isolati,testi2,testi1,strade,acque&styles=default&srs=AUTO:33000&bbox=1724961.0,5031842.5,1725361.0,5032242.5&width=400&height=400&format=gif&bgcolor=0xffffff&transparent=FALSE&exceptions=INIMAGE&info_format=MIME&maplink=yes" target="_blank">mappa</a></p>

<p>Da Palazzo del Bo prendi via Roma e prosegui dritto in via Umberto I. Al termine della via troverai il Prato della Valle, "la pi&ugrave; grande piazza d'Europa" (88620 mq).</p>

<p>La sua origine risale al 1775, quando il procuratore veneziano Andrea Memmo decise di creare un nuovo centro commerciale cittadino, uno spazio adatto per fiere e manifestazioni. Cos&igrave; fece bonificare la zona, a quell'epoca paludosa.<br />
La parte centrale, nota anche come Isola Memmia, &egrave; oggi un immenso prato verde, circondato da 78 statue di celebri personaggi del passato. Qui nelle giornate di sole turisti e padovani si fermano a riposare. <br />
Soprattutto di sera l'anello esterno all'Isola Memmia diventa una pista per i pattinatori e d'estate il prato &egrave; un luogo di ritrovo per i giovani.</p></p>

<p>In questa tappa dell'itinerario puoi:<br />
<ul><br />
<li>dare un'occhiata alla Chiesa dei Servi (via Roma) e al suo bel portico del '500, e alla piccola Chiesa di San Daniele (via Umberto I), entrambe sulla strada di Prato della Valle</li><br />
<li>fare una sosta per il pranzo: ci sono molti baretti lungo via Roma.</li><br />
<li>visitare la "collezione Minici Zotti un museo di magiche visioni", dedicata al precinema.<br />
Si trova a Palazzo Angeli, orari: 10:00 - 16:00, chiuso di marted&igrave;. Per informazioni: + 39 049 8763838</li><br />
<li>visitare Santa Giustina (orari 08:00 - 10:00 / 15:00 - 18:00), la chiesa pi&ugrave; grande della citt&agrave; (e all'undicesimo posto nel mondo), caratteristica per il campanile, le otto cupole e la facciata mai terminata.<br />
Dalle origini nel V secolo fino alla ricostruzione dopo il terremoto del 1117 e alla demolizione per dar posto al colosso cinquecentesco, questa basilica benedettina ha cambiato aspetto pi&ugrave; volte. Le sue navate dagli enormi pilastri offrono refrigerio nelle afose giornate estive. <br />
Da vedere la pala del Veronese (Martirio della Santa Titolare, 1575). <br />
Per vedere il Coro Vecchio e l'architrave del portale romanico bisogna chiedere alla portineria del monastero (+39 049 8751628), di cui si possono visitare i chiostri</li><br />
</ul><br />
Attenzione: se vuoi ammirare Prato della Valle in tutta la sua grandezza, evita di andarci di sabato, giorno del mercato. <br />
Il mercato locale (vestiti, fiori e oggetti) ingombra la piazza, ma pu&ograve; essere carino fare un giretto per trovare delle occasioni.<br />
Invece se sei alla ricerca di "robe vecie" vai la terza domenica del mese, quando la piazza ospita il mercatino dell'antiquariato.</p>

<p><a href="#indice">torna all'indice</a></p>

<p><br />
<h2><a name="santo"></a>Sant'Antonio</h2></p>

<p><img src="http://padovacultura.padovanet.it/mt/arte/archivio/santo.jpg" width="204" alt="Basilica di Sant'Antonio" /><a href="http://213.26.76.134/padova/default.jsp?dataSource=pd2000&request=map&wmtver=1.0.0&layers=isolati,testi2,testi1,strade,acque&styles=default&srs=AUTO:33000&bbox=1725061.0,5031342.5,1725461.0,5031742.5&width=400&height=400&format=gif&bgcolor=0xffffff&transparent=FALSE&exceptions=INIMAGE&info_format=MIME&maplink=yes" target="_blank">mappa</a></p>

<p>Da Prato della Valle per via Belludi si raggiunge piazza del Santo.<br />
Tra le bancarelle che vendono candele, immagini sacre e souvenir svetta il monumento al Gattamelata. Nel 1447 la Repubblica di Venezia celebr&ograve; i servizi resi in guerra da questo capitano di ventura (il cui vero nome era Erasmo da Narni) commissionando a Donatello un monumento equestre in bronzo. </p>

<p>La Basilica di Sant'Antonio &egrave; il centro religioso pi&ugrave; importante della citt&agrave;, meta di migliaia di pellegrini ogni anno. In particolare il 13 giugno, festa del Santo, la citt&agrave; &egrave; invasa dai fedeli per la famosa processione.<br />
L'esterno &egrave; caratteristico per la facciata romanico-lombarda con mattoni a vista e soprattutto per le 8 cupole in stile bizantino. Al suo interno concentra moltissimi capolavori. Tra questi, i bronzi dell'altare maggiore e la Deposizione in pietra, di Donatello; i reliquiari (uno dei quali contiene la lingua del Santo); la cappella del beato Luca Belludi, con affreschi di Giusto de' Menabuoi.<br />
Ora puoi:<br />
<ul><br />
<li>fermarti in uno dei tre magnifici chiostri del Santo</li><br />
<li>ammirare gli affreschi del primo '500 presso la Scuola del Santo (orari: 09:30 - 12:30 /14:30 - 17:00, in estate fino alle 19:00 info +39 049 8755235) a destra della Basilica. Alcune scene si devono al Tiziano. <br />
Qui si trova anche il Museo Civico Al Santo, sede di mostre temporanee.<br />
Per informazioni: +39 049 8751105</li><br />
<li>fare un giro tra le piante rare dell'Orto Botanico pi&ugrave; antico del mondo (via Orto Botanico 15, orari: 09:00 - 13:00, d'estate anche 15:00 - 18:00; tel. +39 049 8272119)</li><br />
</ul></p>

<p><a href="#indice">torna all'indice</a></p>

<p></p>

<h2><a name="tomba"></a>Tomba di Antenore</h2>

<p><img src="http://padovacultura.padovanet.it/mt/arte/archivio/antenore.jpg" width="191" alt="Tomba di Antenore" /><a href="http://213.26.76.134/padova/default.jsp?dataSource=pd2000&request=map&wmtver=1.0.0&layers=isolati,testi2,testi1,strade,acque&styles=default&srs=AUTO:33000&bbox=1725077.0,5031770.5,1725477.0,5032170.5&width=400&height=400&format=gif&bgcolor=0xffffff&transparent=FALSE&exceptions=INIMAGE&info_format=MIME&maplink=yes" target="_blank">mappa</a></p>

<p>Prendi via del Santo e prosegui fino ad arrivare all'incrocio con via S. Francesco. Qui gira a sinistra. <br />
Davanti al palazzo della prefettura, sulla sinistra, trovi la Tomba di Antenore, un'urna che dal 1283 custodisce le spoglie di un armigero (II &#8211; IV secolo d.C.), poi attribuite al leggendario troiano fondatore della citt&agrave; e capostipite dei Paleoveneti.<br />
Da queste parti trovi:<br />
<ul><br />
<li>numerosi negozi caratteristici, di vestiti, oggetti, souvenir sacri e profani, e di dolci tipici lungo tutta via del Santo. In particolare puoi comprare il Dolce del Santo o Dolce Santantonio, che la Regione Veneto ha inserito nell'elenco dei Prodotti Agroalimentari<br />
tradizionali</li><br />
<li>Palazzo Zabarella, in via S. Francesco allo sbocco di via del Santo, sede di importanti mostre temporanee (per informazioni: +39 049 8756063)</li><br />
</ul></p>

<p><a href="#indice">torna all'indice</a></p>

<p><br />
<h2><a name="piazze"></a>Piazze e Salone</h2></p>

<p><img src="http://padovacultura.padovanet.it/mt/arte/archivio/salone.jpg" width="348" alt="Palazzo della Ragione" /><a href="http://213.26.76.134/padova/default.jsp?dataSource=pd2000&request=map&wmtver=1.0.0&layers=isolati,testi2,testi1,strade,acque&styles=default&srs=AUTO:33000&bbox=1724977.0,5031970.5,1725377.0,5032370.5&width=400&height=400&format=gif&bgcolor=0xffffff&transparent=FALSE&exceptions=INIMAGE&info_format=MIME&maplink=yes" target="_blank">mappa</a></p>

<p>Proseguendo per via S. Francesco arrivi nelle piazze. <br />
Tra piazza delle Erbe e piazza della Frutta c'&egrave; il <a href="http://padovacultura.padovanet.it/mt/musei/archivio/000082.html">Palazzo della Ragione</a>, chiamato dai padovani "il Salone" per la grande sala al primo piano. E' stato usato come tribunale (e di qui il nome 'ragione' nel senso di 'giustizia') fino al 1797, quando cadde la Repubblica di Venezia. Il nucleo originario del palazzo risale al 1218; venne poi ricostruito dopo l'incendio del 1420 e la tromba d'aria del 1756, mantenendo per&ograve; la struttura originaria.</p>

<p>Il piano terra ospita da quasi 800 anni il mercato coperto di Padova. Il tipo di merci vendute &egrave; cambiato nel tempo: in epoca comunale panni pregiati e pellicce; poi salumieri e casolini. E sotto i portici delle case intorno, venditori di cinture, guanti e seta. I generi alimentari erano venduti nelle piazze: vino e granaglie in quella a sud (piazza delle Erbe), verdura, frutta, carne e pesce in quella a nord (piazza della Frutta).</p>

<p>Ora sotto il salone ci sono diversi negozi che vendono pane, formaggio, carne e affettati; vino e specialit&agrave; dolci; e qualche merceria. <br />
In piazza della Frutta trovano posto soprattutto banchi di abbigliamento (anche etnico), e due grandi banchi di frutta secca, spezie e prodotti naturali, che in autunno preparano le caldarroste.<br />
Il vero mercato dei frutaroi si svolge ogni mattina (di sabato tutto il giorno) in piazza delle Erbe, in un trionfo di profumi e colori. <br />
Le bancarelle in legno sono portate in piazza ogni giorno e occupano un posto assegnato a rotazione, perch&eacute; nessuno mantenga una posizione favorita. <br />
Oltre alla frutta e alla verdura si vendono granaglie (cereali e legumi secchi) e fiori, vicino alla fontana.</p>

<p>Il Salone deve il suo nome all'enorme sala al livello superiore, con ingresso dal Municipio (via VIII febbraio). La sala presenta uno dei pi&ugrave; vasti cicli astrologici esistenti, con i mesi e i segni zodiacali: un grandioso calendario realizzato dopo il 1420, quando il precedente ciclo dipinto da Giotto, comprendente anche la volta con stelle e pianeti, &egrave; stato distrutto dall'incendio. Caratteristico anche l'enorme cavallo di legno. La sala ospita mostre temporanee. <br />
Per informazioni +39 049 8205006</p>

<p><br />
Piazza delle Erbe si trasforma, dal tardo pomeriggio in poi, in un affollatissimo luogo di ritrovo per i giovani e gli studenti dell'Universit&agrave; di Padova, che bevono nei bicchieri di plastica lo 'spritz', preso in uno dei baretti sotto il Salone, sotto i portici o nelle osterie del ghetto.</p>

<p>Lo spritz &egrave; l'aperitivo pi&ugrave; amato nel nord-est: composto originariamente da vino bianco e acqua (o selz), ora la ricetta &egrave; affidata alla creativit&agrave; del barista, che aggiunge in proporzioni variabili diversi liquori. <br />
I pi&ugrave; bevuti sono lo spritz all'aperol e lo spritz al campari. Una variante pi&ugrave; leggera ed economica &egrave; il 'bianco macchiato': prosecco con un goccio di aperol o di campari. </p>

<p>Il nostro itinerario finisce proprio nelle osterie nel ghetto, ma se vuoi gi&agrave; gustare uno spritz fermati in uno dei bar sotto il Salone.<br />
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<h2><a name="signori"></a>Piazza dei Signori</h2>

<p><a href="http://213.26.76.134/padova/default.jsp?dataSource=pd2000&request=map&wmtver=1.0.0&layers=isolati,testi2,testi1,strade,acque&styles=default&srs=AUTO:33000&bbox=1724677.0,5032070.5,1725077.0,5032470.5&width=400&height=400&format=gif&bgcolor=0xffffff&transparent=FALSE&exceptions=INIMAGE&info_format=MIME&maplink=yes" target="_blank">mappa</a></p>

<p>Proprio vicino agli antichi centri del potere comunale si trova il luogo dove nel'300 sorgeva la reggia dei Carraresi: Piazza dei Signori, che &egrave; caratterizzata dalla Loggia del Consiglio (detta della Gran Guardia), l'edificio cinquecentesco dove si riuniva il Maggior Consiglio cittadino, dalla Chiesa di S. Clemente e soprattutto dalla Torre dell'Orologio. Questa fa parte dell'arco trionfale del cinquecentesco palazzo del Capitanio (un'autorit&agrave; governativa veneziana); l'orologio &egrave; pi&ugrave; antico e ricalca quello installato da Giovanni Dondi nel 1344, primo meccanismo di questo tipo costruito nel nostro paese.</p>

<p>In questa piazza ha luogo ogni mattina (tranne che al luned&igrave;) un mercato di abbigliamento.</p>

<p>Qui ti consigliamo di:<br />
<ul><br />
<li>fare una capatina alla vicina piazza Capitaniato, dove si trova il palazzo Liviano, sede della facolt&agrave; di Lettere e Filosofia. <br />
Qui, nei pomeriggi estivi, in un clima piacevolmente rilassato, gli studenti bevono il caff&egrave; ai tavolini dei due piccoli bar della piazza. <br />
Attraverso lo scalone del'600 si accede alla Sala dei Giganti, dove si svolgono concerti di musica classica e jazz e altri eventi culturali. Per sapere se c'è qualcosa in programma puoi consultare questo sito: <a href="http://www.unipd.it/comunicazioni/iniziative/agenda/agenda.htm" target="_blank">http://www.unipd.it/comunicazioni/iniziative/agenda/agenda.htm</a></li><br />
<li>farti avvolgere dalla romantica atmosfera della piazzetta di S. Nicol&ograve;. La chiesa, un piccolo gioiello di aspetto medievale (ma soggetta a successivi rifacimenti), &egrave; richiestissima per la celebrazione di matrimoni&#8230;</li><br />
<li>mangiare un gelato in Piazza dei Signori</li><br />
</ul></p>

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<h2><a name="duomo"></a>Duomo e Battistero</h2>

<p><img src="http://padovacultura.padovanet.it/mt/arte/archivio/ghetto.jpg" alt="Duomo" /><a href="http://213.26.76.134/padova/default.jsp?dataSource=pd2000&request=map&wmtver=1.0.0&layers=isolati,testi2,testi1,strade,acque&styles=default&srs=AUTO:33000&bbox=1724677.0,5031970.5,1725077.0,5032370.5&width=400&height=400&format=gif&bgcolor=0xffffff&transparent=FALSE&exceptions=INIMAGE&info_format=MIME&maplink=yes" target="_blank">mappa</a></p>

<p>Da Piazza dei Signori puoi raggiungere in un attimo la bellissima Piazza Duomo. <br />
Le dimensioni attuali della piazza e del sagrato sono diverse da quelle sedimentate nei secoli, fino all'allargamento e al collegamento viario con l'attuale via Gregorio Barbarigo operato all'inizio del Novecento. <br />
Tutto l'angolo sud-est era occupato da fabbricati, in continuazione del fronte meridionale di via dei Soncin, che impedivano la veduta frontale della facciata della Cattedrale dallo sbocco della via nella piazza.</p>

<p>Il Duomo sorge sul luogo di precedenti chiese cattedrali, la prima forse paleocristiana, risalente al 300 d.c. Ricostruita diverse volte, fu consacrata nel 1075 con la traslazione del corpo di San Daniele. La realizzazione dell'attuale Duomo, al cui progetto partecip&ograve; Michelangelo, fu compiuta tra il XVI ed il XVIII secolo, su progetto di Andrea da Valle. Nel 1754 viene consacrato a Santa Maria Assunta. Il nuovo Presbiterio, inaugurato nel 1997, &egrave; abbellito da statue dell'artista toscano Giuliano Vangi.</p>

<p>Collegato alla Cattedrale &egrave; il Battistero intitolato a san Giovanni Battista.<br />
L'edificio risale alla fine del XII secolo; ha pianta quadrata con alto tamburo circolare e cupola e un'absidiola con cupoletta. L'interno fu interamente affrescato da Giusto de' Menabuoi nel 1375-78 con storie della Genesi, dell'Apocalisse e di san Giovanni Battista. <br />
Il ciclo di affreschi, in tutto un centinaio di scene, rappresenta ancora oggi uno dei cicli pittorici pi&ugrave; mirabili e spettacolari del Trecento.</p>

<p>Orario: tutti i giorni 10:00 - 18:00. Gruppi su prenotazione.<br />
Per informazioni: tel. +39 049 656914</p>

<p>Dopo le visite al Duomo e al Battistero hai diverse possibilit&agrave;: <br />
<ul><br />
<li>proseguire la tua visita d'arte al Museo Diocesano, che raccoglie numerosi tesori d'arte sacra, tra cui codici miniati, antichi reliquiari, dipinti di famosi artisti tra cui Giusto de' Menabuoi, Jacopo da Montagnana, Giambattista e Giandomenico Tiepolo, e ancora paramenti sacri ed ex voto (per informazioni: tel. +39 049 8761924)</li><br />
<li>dare un'occhiata all'Arco Valaresso, costruito nel Seicento in memoria di Alvise Valaresso, capitano e provveditore di sanit&agrave; nel periodo in cui Padova fu colpita dalla peste</li><br />
<li>sederti sui muretti del porticato a goderti il sole, come fanno gli studenti della vicina facolt&agrave; di Lettere e Filosofia</li><br />
<li>visitare una delle mostre di pittura o fotografia che periodicamente vengono ospitate al Palazzo Monte di Piet&agrave; </li><br />
</ul></p>

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<h2><a name="ghetto"></a>Ghetto ebraico</h2>

<p><img src="http://padovacultura.padovanet.it/mt/arte/archivio/ghetto.jpg" alt="case nel ghetto ebraico" /><a href="http://213.26.76.134/padova/default.jsp?dataSource=pd2000&request=map&wmtver=1.0.0&layers=isolati,testi2,testi1,strade,acque&styles=default&srs=AUTO:33000&bbox=1724777.0,5031870.5,1725177.0,5032270.5&width=400&height=400&format=gif&bgcolor=0xffffff&transparent=FALSE&exceptions=INIMAGE&info_format=MIME&maplink=yes" target="_blank">mappa</a></p>

<p>A sud della Piazza delle Erbe si trova la zona del ghetto ebraico, operante dal 1603 e abolito nel 1797. Era chiuso di notte da quattro porte: quella settentrionale in via delle Piazze, poco a sud di San Canziano; quella orientale in via San Martino e Solferino, vicino allo sbocco in via Roma; quella occidentale nella stessa strada, prima dell'incontro con via dei Fabbri; quella meridionale in via dell'Arco, dove confluisce in via Marsala. </p>

<p>La prima grande Sinagoga di Padova fu quella di rito tedesco, inaugurata nel 1683 in via delle Piazze. Era collegata a sud con la sinagoga di rito spagnolo che aveva di fronte quella di rito italiano, l'unica tuttora funzionante. Fu trasformata nel 1892 per accogliervi anche i fedeli di rito italiano e spagnolo. Nel 1943 fu devastata da un incendio doloso. Il restauro &egrave; stato completato nel 1998.</p>

<p>Nonostante le trasformazioni e i rifacimenti il Ghetto conserva la sua impronta con le caratteristiche case alte, eterogenee e spesso ricche di elementi di recupero, come le quattro colonne con capitelli tutti diversi in via San Martino e Solferino, di fronte all'imbocco di via dell'Arco.</p>

<p>Oggi in questa zona si concentrano molte enoteche e localini tipici. Per questo il momento migliore per passeggiare nel ghetto e viverne in pieno l'atmosfera &egrave; il tardo pomeriggio, quando le osterie e i locali della zona si riempiono di giovani che si ritrovano per "un'ombra" e "quatro ciacoe".</p>

<p>Ce n'&egrave; un po' per tutti i gusti: i locali frequentati dagli studenti, chiassosi ma "alla mano", piccole enoteche dall'atmosfera romantica e tranquilla, wine bar molto alla moda... fai un giro nel ghetto e scegli quello che ti si addice di pi&ugrave;!<br />
Attenzione per&ograve;: di domenica &egrave; molto difficile trovare un locale aperto&#8230;</p>

<p>Trovi una selezione dei bar, dei ristoranti e dei club di Padova sul sito <a href="http://www.2night.it/2night/padova/index.html" target="_blank">http://www.2night.it</a>. Qui puoi cercare il locale che preferisci con un motore di ricerca.</p>

<p>Se ti piace la cucina etnica, trovi alcune proposte sul sito <a href="http://www.padovando.com/alberghi_BandB_ristoranti_agriturismi/x01etniche.asp" target="_blank">http://www.padovando.it</a>. </p>

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