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    <title>PdCult - cultura</title>
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    <subtitle>portale di arte, musica, spettacolo e informazione culturale a cura dell&apos;Assessorato alla Cultura del Comune di Padova</subtitle>
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    <title>Il Corpo dello Spirito</title>
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    <published>2010-03-01T11:49:32Z</published>
    <updated>2010-03-01T11:58:14Z</updated>
    
    <summary>La mostra, la cui inaugurazione avrà luogo il 6 Marzo alle 18.00PADOVA, mette in luce il talento di sei medici – scultori Aldino BARBIERO, Paola DRIGO, Riccardo Gabriele FERRETTI, Lodovico MANCUSI, Guido SODERO, Mario ZUCCARO che si sono cimentati nell’interpretazione...</summary>
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        <![CDATA[<p>La  mostra, la cui inaugurazione avrà luogo il 6 Marzo alle 18.00PADOVA,  mette in luce il talento di sei medici – scultori Aldino BARBIERO, Paola DRIGO, Riccardo Gabriele FERRETTI, Lodovico MANCUSI, Guido SODERO, Mario ZUCCARO che si sono cimentati nell’interpretazione di un tema tanto interessante quanto complesso quale: “ IL CORPO DELLO SPIRITO”. </p>

<p><strong class="arancione">Sala samonà - Banca d'Italia<br />
6 - 28 marzo 2010</strong></p>]]>
        <![CDATA[<p>Da alcuni anni l’Ordine dei Medici di Padova, presieduto dal dott. Maurizio Benato, avvalendosi dell’impegno del “Gruppo Culturale” costituito dai dottori Marilisa Andretta, Ferruccio Berto, Roberto Fassina, Giovanni Gazzaneo, Giuliano Lenci, Pia Mauro, Agostino Paoletta, Luisa Pistollato, Massimo Scanarini e coordinato dalla dott.ssa Santa Costanzo, realizza degli eventi culturali che hanno lo scopo di avvicinare il pubblico e le categorie sanitarie stesse, alla riflessione su temi  che toccano la medicina odierna e per questo utilizza il linguaggio artistico come mezzo di espressione. </p>

<p>Teatro, pittura, fotografia, poesia, musica sono stati gli strumenti attraverso i quali si è inteso fare emergere l’aspetto non convenzionale dell’essere medico, quello creativo. In questa occasione il linguaggio è la scultura. </p>

<p>La mostra, curata dalla dott.ssa Sergia Jessi Ferro, critico d’arte, è organizzata con il supporto dell’Assessorato alla Cultura di Padova.  </p>

<p>La stretta relazione esistente fra persona fisica e il suo corrispettivo spirituale ci induce a rilevare che ciò che si offre alla nostra percezione sensoriale con la sua forma, il suo peso, il suo colore e il suo calore non è che il riflesso  di quel quid che appartiene alla categoria del non materico. Il pensiero, il vissuto, l’emozione, la sensibilità, il mondo di ciascun artista sono trasposti nella materia che la creatività individuale ha saputo plasmare. L’affinità dell’atto dello scolpire con quello medico- chirurgico rende questa mostra particolarmente interessante visto che gli scultori che espongono sono tutti medici.</p>

<p>Info: 0498204537<br />
 Orario: dal martedì al venerdì dalle 15.30 alle 19.30, il sabato e la domenica dalle 10.00 alle 19.00, lunedì chiuso. Ingresso libero.</p>]]>
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    <title>Padova Carrarese Formazione</title>
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    <published>2010-02-18T09:15:31Z</published>
    <updated>2010-02-23T15:40:47Z</updated>
    
    <summary>L&apos;Assessorato alla Cultura e Legambiente-Salvalarte propongono un corso di formazione mirato alla conoscenza multidisciplinare della Padova in età Carrarese. Le lezioni serali si svolgono presso la Sala Paladin Palazzo Moroni. Programma Carraresi...</summary>
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        <![CDATA[<p>L'Assessorato alla Cultura e Legambiente-Salvalarte propongono un corso di formazione mirato alla conoscenza multidisciplinare della Padova in età Carrarese.<br />
Le lezioni serali si svolgono presso la Sala Paladin Palazzo Moroni.</p>

<p><a href="http://padovacultura.padovanet.it/homepage-6.0/Programma%20carrarese%20.pdf">Programma Carraresi</a></p>

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    <title>Forum &quot;Ricerca Innovazione Imprenditorialità&quot;. IIIa Edizione</title>
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    <published>2010-02-15T11:08:37Z</published>
    <updated>2010-03-05T09:00:45Z</updated>
    
    <summary>Sedi diverse Dal 12 al 17 marzo 2010...</summary>
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        <name>patrizia</name>
        
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        <![CDATA[<p><strong class="arancione">Sedi diverse<br />
Dal 12 al 17 marzo 2010</strong></p>]]>
        <![CDATA[<p><a href="http://padovacultura.padovanet.it/homepage-6.0/forum_logo2010.jpg"><img alt="forum_logo2010.jpg" src="http://padovacultura.padovanet.it/homepage-6.0/forum_logo2010-thumb.jpg" width="110" height="126" /></a><br />
<strong>Che spazio c’è ancora in Italia per ricerca e nuova imprenditorialità? </strong><br />
È questo il filo conduttore del terzo Forum Ricerca, Innovazione, Imprenditorialità. L'evento internazionale promosso dall’Università degli Studi di Padova e dal Comune di Padova, è caratterizzato da workshop, incontri, dibattiti con l’obiettivo di riaffermare la centralità della ricerca scientifica e l’importanza del suo legame con l’impresa ed il mondo produttivo.</p>

<p>A partire dalle significative esperienze dei Forum 2008 e 2009, il <strong>Forum Ricerca Innovazione Imprenditorialità 2010</strong>, si presenta come un ulteriore passo avanti nella direzione dello studio e del dibattito relativo all’imprenditorialità nei settori più innovativi per lo sviluppo del Paese e si arricchisce di un termine, imprenditorialità, accentuando la sua vocazione di momento di incontro e dibattito, sui temi più rilevanti per le imprese ad alto valore aggiunto ed innovazione.<br />
In occasione di questo evento, è stato creato un panel di imprenditori e top manager rappresentativo di imprese di varie dimensioni e settori, per studiare dell’imprenditorialità, delle nuove imprese e dell’innovazione basata sulla ricerca. Da questo studio, verrà elaborato e discusso un documento che sarà poi presentato durante le giornate del Forum.<br />
Il Forum è un evento internazionale ed è aperto a docenti europei e americani, a scienziati, ricercatori, imprenditori e a giovani di talento.Si terrà infatti tra le altre cose, il primo <strong><em>European Summit on Entrepreneurship Education</em>.</strong> Si tratta di un incontro internazionale di formatori, docenti, professionisti ed imprenditori, che presenteranno e discuteranno nuove idee, progetti ed esperienze relative alla formazione e alla diffusione della cultura imprenditoriale nella società. Il tema centrale del Summit sarà: <em>“Ispirare, Motivare e Sostenere la futura generazione imprenditoriale”</em>.<br />
Inoltre il Forum ospiterà l’Entrepreneurship and innovation research exchange workshop, occasione di incontro e confronto di giovani ricercatori europei. </p>

<p><strong>Programma del Forum</strong><br />
<a href="http://padovacultura.padovanet.it/homepage-6.0/Programma%20Forum.pdf">Scarica il calendario</a></p>

<p><strong>Informazioni</strong></p>

<p>Per partecipare ed iscriversi: <a href="http://www.rieforum.org">www.rieforum.org</a></p>

<p>Università degli Studi di Padova<br />
Dipartimento di Innovazione meccanica e gestionale<br />
Via Venezia, 1 – 35131 Padova<br />
Tel. 049/8276815 – 049/8276711<br />
Fax. 049/8276716<br />
info@rieforum.org	<br />
www.rieforum.org	<br />
</p>]]>
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    <title>Pensando Pittura Gli anni Settanta</title>
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    <published>2010-01-21T14:55:20Z</published>
    <updated>2010-01-28T09:44:23Z</updated>
    
    <summary>Enzo Cacciola, Paolo Cotani, Giorgio Griffa, Carmengloria Morales, Claudio Olivieri,Pino Pinelli, Claudio Verna, Gianfranco Zappettini L’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova, con Anfiteatro Arte e grazie al supporto dell’Archivio Claudio Olivieri e della Fondazione Zappettini, dedica un omaggio a...</summary>
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        <![CDATA[<p><strong>Enzo Cacciola, Paolo Cotani, Giorgio Griffa, Carmengloria Morales, Claudio Olivieri,Pino Pinelli, Claudio Verna, Gianfranco Zappettini</strong><br />
L’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova, con Anfiteatro Arte e grazie al supporto dell’Archivio Claudio Olivieri e della Fondazione Zappettini, dedica un omaggio a un raffinato movimento artistico che ha segnato gli anni Settanta col ritorno della pittura in Italia e nel mondo.</p>

<p><strong class="arancione">Galleria La Rinascente, piazza Garibaldi; <br />
dal 27 gennaio al 27 febbraio 2010<br />
Galleria Anfiteatro Arte, via Ognissanti 33; <br />
dal 18 febbraio al 24 aprile 2010</strong></p>]]>
        <![CDATA[<p><a href="http://padovacultura.padovanet.it/homepage-6.0/Griffa%20-%20Orizzontale%20obliquo%20-%201970%20-%2035x48.jpg"><img alt="Griffa - Orizzontale obliquo - 1970 - 35x48.jpg" src="http://padovacultura.padovanet.it/homepage-6.0/Griffa%20-%20Orizzontale%20obliquo%20-%201970%20-%2035x48-thumb.jpg" width="100" height="72" /></a><br />
Prima ancora della Transavanguardia, movimento artistico che ha caratterizzato gli anni Ottanta, gli artisti che hanno aderito ai movimenti analitico-pittorici oggetto della mostra hanno avuto il merito di ricondurre l’attenzione della critica, del pubblico e delle gallerie al quadro e alla pittura. L’opera d’arte diviene un punto di arrivo di un lungo processo che non può prescindere dall’analisi, dalla riflessione e dalla riduzione ai minimi termini del processo percettivo-comunicativo attraverso la pittura. “Cavalletto e intelletto” per fornire una concreta alternativa all’Arte Concettuale e all’Arte Povera, mostrando che la pittura può sopravvivere andando oltre alla crisi dell’arte gestuale e informale, rinascendo proprio nell’atto di azzerarsi, grazie all’uso delle svariate declinazioni del  monocromo.<br />
<a href="http://padovacultura.padovanet.it/homepage-6.0/Pinelli%20-%20Pittura%20gialla%20-%201974%20-%2095x95cm.jpg"><img alt="Pinelli - Pittura gialla - 1974 - 95x95cm.jpg" src="http://padovacultura.padovanet.it/homepage-6.0/Pinelli%20-%20Pittura%20gialla%20-%201974%20-%2095x95cm-thumb.jpg" width="100" height="99" /></a></p>

<p>Una mostra su un momento storico più che su un vero e proprio movimento artistico, visto che non c’è mai stato un gruppo firmatario di un manifesto, né un vero e proprio accordo nemmeno sul nome del movimento. Si è parlato principalmente di Pittura Analitica e di Pittura Pittura, ma altre denominazioni sono state comunemente usate come: Nuova Pittura, Fare pittura, Pittura fondamentale, Pittura progettata, Astrazione Analitica, Pittura Radicale, Pittura pura, Pittura di superficie.</p>

<p>Molteplici sono stati gli artisti che hanno partecipato alle mostre collettive del movimento, alcuni occasionalmente, altri dedicando l’intera carriera alle ricerche analitiche. La mostra Pensando Pittura propone alcuni tra i principali esponenti italiani protagonisti di quelle ricerche, tra cui opere di Enzo Cacciola, Paolo Cotani, Giorgio Griffa, Carmengloria Morales, Claudio Olivieri, Pino Pinelli, Claudio Verna, Gianfranco Zappettini. </p>

<p>La rassegna, curata da Alberto Mugnaini e Mattia Munari, è articolata in due momenti e in due spazi espositivi distinti, propone dal 27 gennaio al 27 febbraio 2010 presso la Galleria La Rinascente di Padova una ventina di opere realizzate esclusivamente negli anni Settanta, opere storiche che testimoniano il nascere del movimento analitico, col suo rigore e la sua forza. Dal 18 febbraio al 24 aprile 2010 presso la Galleria Anfiteatro Arte di via Ognissanti 33 in Padova, viene invece proposto uno spaccato del percorso che questi artisti hanno avuto dagli anni Settanta ad oggi, a volte cambiando e a volte riconfermando il loro modo di fare arte. Per la realizzazione di questo progetto la Pubblica Amministrazione di Padova ha scelto di collaborare con una galleria privata avendo in comune l’interesse del cittadino e il miglioramento virtuoso dell’offerta culturale.</p>

<p>Il catalogo della mostra Pensando Pittura, con presentazione a cura di Alberto Mugnaini, sarà disponibile dal 18 febbraio 2010 presso la sede di Anfiteatro Arte in via Ognissanti 33, Padova.</p>

<p><strong>La prima parte della mostra “Pensando Pittura – Gli anni Settanta” resterà aperta al pubblico presso la Galleria La Rinascente di Padova dal 27 gennaio al 27 febbraio 2010. Orari: lunedì lunedì h.13- 20<br />
mart./giov. h.9- 20 - ven./sab. h.9- 21<br />
 Ingresso libero.</strong></p>

<p><br />
Anfiteatro Arte inaugurerà la seconda parte della mostra “Pensando Pittura – Dagli anni Settanta ad oggi” il giorno giovedì<strong> 18 febbraio 2010 dalle ore 18.30, via Ognissanti 33 Padova. Fino al 24 Aprile 2010. Orari: da martedì a sabato 9.30/12.30, 15.30/19.30 chiuso la domenica e il lunedì.</strong><br />
</p>]]>
    </content>
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    <title>Casa Savoia, Padova e l&apos;Unità d&apos;Italia</title>
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    <published>2010-01-19T08:58:51Z</published>
    <updated>2010-02-02T11:21:16Z</updated>
    
    <summary>La mostra Casa Savoia, Padova e l’Unità d’Italia, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova e dall’Associazione Principe di Venezia, pone in evidenza i legami tra la Casa reale che realizzò l’Unità d’Italia e la città del Santo. Un...</summary>
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        <![CDATA[<p>La mostra Casa Savoia, Padova e l’Unità d’Italia, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova e dall’Associazione Principe di Venezia, pone in evidenza i legami tra la Casa reale che realizzò l’Unità d’Italia e la città del Santo. Un percorso espositivo in cui ritroveranno luce oggetti personali dei Re e delle Regine d’Italia, tra cui straordinarie collezioni di quadri, gioielli, porcellane e argenterie, documenti storici. Un’ampia parte della mostra è dedicata a Padova e al suo sviluppo dal 1866 in avanti; in questa sezione troveranno spazio tanti documenti ed oggetti patavini che portano alla memoria questo glorioso passato.</p>

<p><strong class="arancione">Galleria Cavour<br />
13/02/2010 - 28/03/2010</strong></p>]]>
        <![CDATA[<p>Ricordiamo i principali avvenimenti che condussero all’Unità d’Italia.<br />
Il 17 Marzo del 1861 viene proclamato il Regno d’Italia, l’Italia è Unita. Non del tutto in realtà, mancano ancora aree sotto il dominio straniero, come le Venezie, e sotto l’autorità del Papa come lo Stato della Chiesa. Per Padova la nascita del Regno d’Italia significa molto, un traguardo frutto di sforzi notevoli e di perdita di vite umane nelle tante battaglie risorgimentali, culturali e non solo, che hanno preso vita in città. Simbolica è la giornata dell’8 Febbraio 1848 in cui le truppe imperiali fecero fuoco sulla folla di studenti radunati davanti al Caffè Pedrocchi per protestare contro la tirannia austriaca inneggiando all’Unità d’Italia. Ci furono un morto e molti feriti. Anche nei moti del 1820/1821 Padova ebbe un ruolo determinante, grazie a personalità eccellenti come Niccolò Tommaseo, e nei moti del 1848 confermò questa volontà anche grazie al terribile episodio che colpì gli studenti dell’Università. In quel periodo dobbiamo ricordare un padovano illustre, Alberto Cavalletto, che molto fece per la libertà dei veneti. Inizia così il percorso risorgimentale di Padova, un percorso che la rende protagonista del Risorgimento e che culmina con l’ingresso in città delle truppe italiane il 12 Luglio 1866. </p>

<p>Il 1° Agosto del 1866  Re Vittorio Emanuele II entra in Padova da Porta Santa Croce, procede fino a Prato della Valle dove prende dimora in uno dei palazzi nobiliari affacciati sulla piazza che ne ricorda la permanenza con una lapide. A Padova il Re d’Italia volle il suo Quartier Generale e sempre a Padova arrivò lo storico telegramma di Garibaldi: «Obbedisco».<br />
Con il plebiscito del 21 e 22 Ottobre 1866, che sancisce la volontà popolare di adesione al Regno d’Italia, Padova entra ufficialmente nello Stato Unitario. Una lapide in Piazza delle Erbe, affissa alla facciata del Municipio, ricorda quello storico evento:</p>

<p><em>EPOCHE MEMORANDE / 1866 / 12 LUGLIO / PADOVA LIBERATA / 1 AGOSTO / INGRESSO DI VITTORIO EMANUELE II / 21-22 OTTOBRE / PLEBISCITO/ DOPO QUATTORDICI SECOLI / ITALIA UNITA</em></p>

<p>Le Venezie fanno finalmente parte dell’Italia Unita, proclamata con il Regno d’Italia nel Marzo 1861, il giogo straniero è finalmente spezzato.</p>

<p>Una bella lapide su Porta Santa Croce celebra l’ingresso di re Vittorio Emanuele II a Padova.<br />
La cittadinanza volle inoltre erigere una statua al primo Re d’Italia: si trova nell’Esedra di Via Cadorna, poco distante da Prato della Valle, che nel 1867 venne rinominato Piazza Vittorio Emanuele II.<br />
Il rapporto tra Padova e Casa Savoia nasce in questa occasione anche se in realtà sappiamo da documenti storici che risale al lontano XVI secolo, quando il Duca Emanuele Filiberto, detto Testa di Ferro, soggiornò in città lungamente, e si protrae nei secoli con attive collaborazioni.</p>

<p>Padova diviene un punto di riferimento per il Regno d’Italia, non solo per la storica Università, ma soprattutto come luogo privilegiato per la politica liberale sabauda, che sperimenta nuove applicazioni nell’ambito del territorio agricolo delle Venezie, della rete ferroviaria, della rete industriale, delle illuminazioni pubbliche, delle scuole, degli ospedali. Padova in pochi decenni divenne una delle maggiori città del Regno.</p>

<p>Si giunge quindi all’ultimo capitolo della fase risorgimentale, la Prima Guerra Mondiale, che fu per l’Italia anche l’ultima guerra d’indipendenza per unire al Regno d’Italia Trento e Trieste.<br />
Tra la fine del 1916 e la fine del 1918 Padova diviene Capitale d’Italia al Fronte.<br />
Re Vittorio Emanuele III vuole stabilire la sua residenza a Lispida di Monselice nella Villa Corinaldi, ora Castello di Lispida, e in città viene spesso ospitato presso Palazzo Giusti del Giardino in Via San Francesco. Da Padova si sposta quotidianamente al Fronte, sull’Altipiano di Asiago, sul Pasubio, sulle Dolomiti. La Regina Elena attiva numerosi ospedali all’interno dei palazzi del centro storico, si prodiga con i bisognosi, cuce bandiere con le nobildonne padovane. </p>

<p>In quei giorni di guerra fanno visita a re Vittorio Emanuele III e alla regina Elena i Reali del Belgio, Alberto I ed Elisabetta. Con loro c’è la giovane principessa Maria Josè, proveniente da Firenze, che scende alla stazione di Battaglia con il marchese Solaro del Borgo e viene accolta dall’aiutante di campo di Vittorio Emanuele III. Si reca a Lispida dove, nella serata, incontra per la prima volta il suo futuro marito, il giovanissimo Principe di Piemonte Umberto di Savoia. Trascorrono una settimana insieme tra Padova, dove visitano il Santo ed i monumenti della città, Venezia, Cittadella, Monselice, Este. E’ il 1917.</p>

<p>Il 3 novembre del 1918 la guerra viene vinta e finalmente Trento e Trieste sono italiane. A Padova, nelle sale di Villa Giusti, si compie l’ultimo atto dell’Unità d’Italia. <br />
Sono quindi molti i motivi per cui Padova entra di diritto tra le città italiane che celebrano i 150 Anni dell’Unità d’Italia. Un anno di Celebrazioni Ufficiali dal Marzo 2010 al Marzo 2011. </p>

<p>A Padova si può quindi tracciare un percorso dell’Unità d’Italia, in cui sono protagonisti i luoghi della memoria che legano indissolubilmente la città euganea con la storia della Patria Unita:<br />
- lo Stabilimento Pedrocchi: ritrovo dei moti risorgimentali<br />
- Il Museo del Risorgimento e dell’Età Contemporanea: tempio della memoria storica unitaria<br />
- L’Università<br />
- Porta Santa Croce, dove entrò in Padova Re Vittorio Emanuele II nel 1866<br />
- Villa Giusti, dove nel 1918 venne siglato l’Armistizio che sancì l’italianità di Trento e Trieste.</p>

<p>Info:049 8752747<br />
Orario mostra: 10.00-19.00, lunedì chiuso<br />
Biglietto: intero 5 euro, ridotto 3 euro. <strong>Presentando il biglietto della mostra si ha diritto all’entrata ridotta al <a href="http://padovacultura.padovanet.it/homepage-6.0/2004/04/museo_del_risorgimento_e_delle_1.html">Museo del Risorgimento</a> e viceversa. </strong></p>

<p><br />
</p>]]>
    </content>
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    <title>Padova porte e ponti: dall&apos;Alicorno al Portello</title>
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    <published>2004-03-11T13:19:13Z</published>
    <updated>2006-03-26T17:10:58Z</updated>
    
    <summary>Questo itinerario, ideale per una passeggiata a piedi o un giro in bicicletta, ti accompagnerà per le strade di Padova, lungo i corsi d&apos;acqua e sotto i portici, a osservare la varietà dei luoghi e degli stili architettonici che si...</summary>
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    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://padovacultura.padovanet.it/homepage-6.0/">
        <![CDATA[<p><img src="http://padovacultura.padovanet.it/mt/arte/archivio/portello.jpg" width="90" alt="Il Portello" />Questo itinerario, ideale per una passeggiata a piedi o un giro in bicicletta, ti accompagnerà per le strade di Padova, lungo i corsi d'acqua e sotto i portici, a osservare la varietà dei luoghi e degli stili architettonici che si sono sovrapposti nella città in secoli di storia.</p>]]>
        <![CDATA[<p>Posta tra il fiume Brenta a nord e il fiume Bacchiglione a sud, Padova è stata in passato un punto di riferimento del traffico commerciale grazie alla sua rete di oltre cinquecentonovanta canali scavati nel periodo medievale. <br />
Nel 1209 venne completato il Canale Piovego, il principale corso d'acqua di Padova.   Lungo 10 km (da Padova a Strà) attraversa il centro storico e unisce i principali quartieri della città, convogliando nel Brenta le acque di Padova provenienti dal Bacchiglione e collegando direttamente Padova al Naviglio del Brenta e quindi a Venezia.</p>

<p>L'itinerario segue il corso del Piovego partendo dal Bassanello, dalla rampa del <a href="http://213.26.76.134/padova/default.jsp?dataSource=pd2000&request=map&wmtver=1.0.0&layers=isolati,testi2,testi1,strade,acque&styles=default&srs=AUTO:33000&bbox=1724250.0,5029918.0,1724650.0,5030318.0&width=400&height=400&format=gif&bgcolor=0xffffff&transparent=FALSE&exceptions=INIMAGE&info_format=MIME&maplink=yes" target="_blank">Ponte del Sostegno</a>.<br />
Probabilmente presso questo ponte, ufficialmente chiamato 'Ponte dei Cavai', aveva luogo il cambio dei cavalli, o forse si trovava un abbeveratoio oppure il capolinea del tram a cavalli che qui aveva sede nei primi del '900.</p>

<p><a name="indice"></a><br />
Tappe:<ul><br />
<li><a href="#ali">Il Bastione dell'Alicorno</a></li><br />
<li><a href="#specola">La Specola</a></li><br />
<li><a href="#ponti">Ponti di epoca romana</a></li><br />
<li><a href="#savonarola">Porta Savonarola</a></li><br />
<li><a href="#molino">Porta e ponte Molino</a></li><br />
<li><a href="#arena">Giardini dell'Arena e dintorni</a></li><br />
<li><a href="#portello">Porta e ponte Portello</a></li></ul></p>

<p><br />
<a name="ali"></a><br />
<h2>Il Bastione dell'Alicorno</h2></p>

<p><a href="http://213.26.76.134/padova/default.jsp?dataSource=pd2000&request=map&wmtver=1.0.0&layers=isolati,testi2,testi1,strade,acque&styles=default&srs=AUTO:33000&bbox=1724250.0,5030218.0,1724650.0,5030618.0&width=400&height=400&format=gif&bgcolor=0xffffff&transparent=FALSE&exceptions=INIMAGE&info_format=MIME&maplink=yes" target="_blank">mappa</a></p>

<p>Prendi il percorso vita di via Goito, che si svolge nel verde lungo la riva sinistra del fiume, fino al Bastione dell'Alicorno, dove inizia la cinta muraria cinquecentesca che corre parallela al nostro percorso. <br />
Il nome 'Alicorno' deriva dal latino 'alius' (altro) e 'cornio' (fiumicello), nel senso di un altro corso d'acqua, diverso dal Bacchiglione: il Piovego. La parola 'bastione' deriva probabilmente dal francese bastillon, diminutivo di bastille che significa "fortezza". <br />
I bastioni erano infatti i principali elementi di una vera e propria fortezza urbana, che a Padova era costituita da una cerchia di mura lunga oltre 11 chilometri, interrotta da 5 porte, 5 ingressi d'acqua e 19 bastioni. </p>

<p>Il Bastione dell'Alicorno è uno dei bastioni più importanti di Padova e uno dei pochi ad essere visitabili (contatta il settore edilizia monumentale del Comune di Padova 049 8205448 per accertarti che sia aperto).</p>

<p>Dopo la sosta riprendi il fiume e osserva poco dopo, sulla destra, il lungo tratto di mura interrotto da un sottile còrdolo in trachite. La trachite (nota a Padova con il nome di 'masegna') è la pietra che proviene dai Colli Euganei, molto usata nell'edilizia del '500. Il tratto di mura termina con il piccolo Bastione della Ghirlanda e il fiume abbandona le mura per lasciare posto alla grande golena, su cui sorge il Giardino Giorgio Perlasca.<br />
La golena è la fascia di terreno compresa fra un fiume e il suo argine.</p>

<p><a href="#indice">torna all'indice</a></p>

<p><a name="specola"></a><br />
<h2>La Specola</h2></p>

<p><a href="http://213.26.76.134/padova/default.jsp?dataSource=pd2000&request=map&wmtver=1.0.0&layers=isolati,testi2,testi1,strade,acque&styles=default&srs=AUTO:33000&bbox=1724250.0,5031218.0,1724650.0,5031618.0&width=400&height=400&format=gif&bgcolor=0xffffff&transparent=FALSE&exceptions=INIMAGE&info_format=MIME&maplink=yes" target="_blank">mappa</a></p>

<p>Superato il ponte Ponte Saracinesca, costruito nel 1961, il fiume taglia le mura cinquecentesche della città ed entra nel centro storico. <br />
Il percorso vita termina, ma si può riprendere la passeggiata dopo il ponte, sempre a sinistra, percorrendo lo stretto argine che si innalza circa un metro sopra il piano stradale, fino all'arcata di ferro di <b>Ponte Paleocapa</b>. <br />
Il ponte è stato costruito nel 1879 e fa parte dell'operazione di riassetto urbanistico che ha interessato tutta la zona.</p>

<p>Sei entrato in uno dei luoghi più suggestivi della città. Da ponte Paleocapa puoi ammirare la Specola (la duecentesca 'Torlonga'), che dal 1767 ospita l'Osservatorio Astronomico, e dietro ciò che resta di un Castello risalente agli anni successivi all'invasione degli Ungari (899 d.C.). <br />
In questa parte del fiume si trova l'Oasi naturalistica della Specola, dove starnazzano anatrelle e molte altre specie di uccelli acquatici.</p>

<p>Attraversa il ponte e gira a sinistra per riviera Tiso da Camposampiero. <br />
Da qui si può osservare, sull'altra riva appena dopo la Specola, l'abside di una chiesa: la chiesa del carcere, costruita nella prima metà dell'800 quando il Castello era una prigione. oggi il Castello è parzialmente utilizzato dall'Università e può essere visitato su prenotazione (+39 049 8293469). <br />
Di fronte è possibile dare un'occhiata all'oratorio di San Michele.</p>

<p><a href="#indice">torna all'indice</a></p>

<p><a name="ponti"></a><br />
<h2>Ponti dell'epoca romana</h2></p>

<p><a href="http://213.26.76.134/padova/default.jsp?dataSource=pd2000&request=map&wmtver=1.0.0&layers=isolati,testi2,testi1,strade,acque&styles=default&srs=AUTO:33000&bbox=1724350.0,5031518.0,1724750.0,5031918.0&width=400&height=400&format=gif&bgcolor=0xffffff&transparent=FALSE&exceptions=INIMAGE&info_format=MIME&maplink=yes" target="_blank">mappa</a></p>

<p>Da Ponte Paleocapa si prosegue fino al medievale <b>Ponte di Sant'Agostino</b>. Sulla destra osserva le caratteristiche case a schiera che danno sul fiume. Dal ponte si può vedere la briglia (un piccolo sostegno che serve per mantenere alto il livello dell'acqua a monte del fiume) e a sinistra il ponte successivo, che si chiama <b>Ponte di San Giovanni delle Navi</b>. <br />
Una delle tre arcate di questo ponte è completamente scomparsa sotto le rive, ma ci dà l'idea di quanto fosse ampio il letto del fiume in epoca romana. <br />
La costruzione attuale risale alla fine del secolo XIII. <br />
Da questo punto i ponti si trovano alla stessa distanza tra loro: San Giovanni delle Navi, Tadi e Passerella San Benedetto distano tra loro 148 metri, pari a 100 passus romani: si tratta infatti di costruzioni di origine romana.</p>

<p>Dopo il ponte di Sant'Agostino gira a sinistra e prosegui per riviera Mussato superando i ponti di San Giovanni delle Navi e dei Tadi (<a href="http://213.26.76.134/padova/default.jsp?dataSource=pd2000&request=map&wmtver=1.0.0&layers=isolati,testi2,testi1,strade,acque&styles=default&srs=AUTO:33000&bbox=1724350.0,5031818.0,1724750.0,5032218.0&width=400&height=400&format=gif&bgcolor=0xffffff&transparent=FALSE&exceptions=INIMAGE&info_format=MIME&maplink=yes" target="_blank">mappa</a>).<br />
Oltre il <b>ponte dei Tadi</b> ha inizio sulla sinistra un tratto di riviera in terra battuta percorribile in bici e a piedi.</p>

<p>Si arriva infine al bel ponte di ferro del 1881 chiamato <b>Passerella di San Benedetto</b>.</p>

<p><a href="#indice">torna all'indice</a></p>

<p><a name="savonarola"></a><br />
<h2>Porta Savonarola</h2></p>

<p><img src="http://padovacultura.padovanet.it/mt/arte/archivio/savonarola.jpg" width="268" alt="Porta Savonarola" /><a href="http://213.26.76.134/padova/default.jsp?dataSource=pd2000&request=map&wmtver=1.0.0&layers=isolati,testi2,testi1,strade,acque&styles=default&srs=AUTO:33000&bbox=1724450.0,5032418.0,1724850.0,5032818.0&width=400&height=400&format=gif&bgcolor=0xffffff&transparent=FALSE&exceptions=INIMAGE&info_format=MIME&maplink=yes" target="_blank">mappa</a></p>

<p>All'incrocio con Corso Milano è necessario attraversare il ponte di San Benedetto girando a sinistra e proseguire per la prima strada a destra, riviera San Benedetto. La strada si incontra con Via Savonarola.</p>

<p>Se vai verso sinistra, arrivi nel grande incrocio dove si trova Porta Savonarola, realizzata nel 1530 da Falconetto nello stile del rinascimento romano, e dedicata ad Andrea Gritti, doge al momento della costruzione.</p>

<p>Torna indietro (scendi dalla bici perché stai prendendo la via contromano!) e percorri Via Savonarola. <br />
Troverai diversi negozi e osterie dove ti consigliamo di fermarti per rifocillarti. <br />
Tieni presente che l'ultimo sabato del mese si svolge la manifestazione &#8220;Via Savonarola, via degli artigiani&#8221;: una mostra dell'artigianato con spettacoli itineranti (per info +39 049 8750140).</p>

<p>A un certo punto, uscendo dai portici, trovi il <b>Ponte di San Leonardo</b>, che risale alla fine del XV secolo e sorge su un percorso di epoca romana. Il suo nome deriva dalla chiesa che si trovava al posto dell'attuale farmacia.</p>

<p><a href="#indice">torna all'indice</a></p>

<p><a name="molino"></a><br />
<h2>Porta e ponte Molino</h2></p>

<p><a href="http://213.26.76.134/padova/default.jsp?dataSource=pd2000&request=map&wmtver=1.0.0&layers=isolati,testi2,testi1,strade,acque&styles=default&srs=AUTO:33000&bbox=1724650.0,5032518.0,1725050.0,5032918.0&width=400&height=400&format=gif&bgcolor=0xffffff&transparent=FALSE&exceptions=INIMAGE&info_format=MIME&maplink=yes" target="_blank">mappa</a></p>

<p>Alla fine di via Savonarola trovi, sulla destra, Ponte Molino e Porta Molino, una delle due porte medievali che si sono conservate (l'altra è Porta Altinate). <br />
Ponte Molino è un ponte a cinque arcate di origine romana, restaurato e ricostruito nel 1830. Sopra il ponte, un'edicola settecentesca contenente la Statua della Madonna del Carmelo. <br />
Porta e ponte derivano il loro nome dai mulini che si trovavano a valle del ponte fino alla fine dell'800. </p>

<p>La più antica raffigurazione pittorica dei mulini e del ponte (1688) si trova nella <b>Chiesa del Carmine</b>, sul paliotto dell'altare dei Mugnai. <br />
Nonostante le numerose ricostruzioni e rimaneggiamenti subiti nel corso dei secoli, la chiesa mantiene il suo impianto trecentesco. <br />
Dal crollo del 1491 in particolare si salvò la facciata ed il pregevole portale ligneo, il più antico di Padova (1412). Al suo interno sono conservate pregevoli opere di A. Varotari detto il Padovanino, quali la pala e L'Annunciazione. <br />
Orari: 08:00 - 12:00 / 16:30 - 19:30. <br />
Per visitare la scoletta con gli affreschi cinquecenteschi (ciclo della vita di Maria) è necessario fare richiesta telefonando al numero +39 049 8760422.</p>

<p>Dopo il ponte gira a destra per vicolo Ponte Molino e raggiungi la <b>passerella Conciapelli</b>: dopo averla attraversata prosegui per il breve tratto di riviera a destra fino al <b>Ponte dei Carmini</b>. <br />
Qui gira a destra e raggiungi Via del Carmine. Al termine volta a destra: alla tua sinistra hai l'ingresso del <b>Giardino delle Porte Contarine</b> (a ridosso del Ponte di Corso del Popolo, uno dei primi ponti in cemento armato d'Italia, del 1908). <br />
Raggiungi il Ponte Contarini: innestata nelle spalle del ponte è la prima delle coppie di porte che costituiscono la <b>Conca di Porte Contarine</b>. <br />
La conca è una grande vasca in muratura delimitata a monte e a valle da due sostegni a porte, per consentire alle barche di passare da un livello più basso a un livello più alto, e viceversa, di uno stesso fiume.</p>

<p><a href="#indice">torna all'indice</a></p>

<p><a name="arena"></a><br />
<h2>Giardini dell'Arena e dintorni</h2></p>

<p><a href="http://213.26.76.134/padova/default.jsp?dataSource=pd2000&request=map&wmtver=1.0.0&layers=isolati,testi2,testi1,strade,acque&styles=default&srs=AUTO:33000&bbox=1724950.0,5032618.0,1725350.0,5033018.0&width=400&height=400&format=gif&bgcolor=0xffffff&transparent=FALSE&exceptions=INIMAGE&info_format=MIME&maplink=yes" target="_blank">mappa</a></p>

<p>Entra nella pista ciclabile Giardini dell'Arena. <br />
Qui puoi fermarti per una pausa e fare un giretto. <br />
A destra, i resti dell'Arena romana e la Cappella degli Scrovegni. <br />
A sinistra, il Bastione dell'Arena. Di fronte al bastione trovi ciò che resta del molo del <b>Vecchio Gasometro</b>, che accoglieva i barconi carichi di carbone provenienti da Venezia per destinarli alla produzione del gas. Ai piedi del bastione si trova la golena che ospita il parco giochi.</p>

<p>Uscito dai giardini gira a sinistra e prosegui per il <b>Ponte Porcilia</b>, che risale al 1933 ed è detto anche 'Ponte della Crisi', perché è stato edificato dopo la famosa crisi del 1929. <br />
Attraversa la strada al semaforo pedonale e prosegui per <a href="http://213.26.76.134/padova/default.jsp?dataSource=pd2000&request=map&wmtver=1.0.0&layers=isolati,testi2,testi1,strade,acque&styles=default&srs=AUTO:33000&bbox=1725250.0,5032618.0,1725650.0,5033018.0&width=400&height=400&format=gif&bgcolor=0xffffff&transparent=FALSE&exceptions=INIMAGE&info_format=MIME&maplink=yes" target="_blank">Via Vecchio Gasometro</a>, che è costeggiata da un muro decorato da murales. <br />
Il barcone abbandonato che vedi sulla riva destra è il <b>Barcone Berto</b>. Questo vecchio barcone per il trasporto del carbone era stato restaurato da un imprenditore padovano che lo voleva trasformare in un ristorante e fino al 1997 si trovava ormeggiato di fronte al Vecchio Gasometro. Lacci burocratici hanno impedito la realizzazione del progetto. Si cercò di trasportare il barcone, danneggiato da un incendio, in un cantiere lagunare, ma a causa di una manovra errata il barcone è stato abbandonato qui.</p>

<p>Proseguendo per questa via pedonale e ciclabile ci addentriamo nella zona degli istituti universitari. Dopo la <b>Passerella dell'Università</b>, costruita nel 1997 e risultato di anni di dibattiti (la passerella poggia infatti sulle mura cinquecentesche e non ne rispetta la visibilità), comincia un viale alberato. <br />
Ci avviciniamo al Portello.</p>

<p><a href="#indice">torna all'indice</a></p>

<p><a name="portello"></a><br />
<h2>Porta e ponte Portello</h2></p>

<p><a href="http://213.26.76.134/padova/default.jsp?dataSource=pd2000&request=map&wmtver=1.0.0&layers=isolati,testi2,testi1,strade,acque&styles=default&srs=AUTO:33000&bbox=1726006.0,5032362.0,1726406.0,5032762.0&width=400&height=400&format=gif&bgcolor=0xffffff&transparent=FALSE&exceptions=INIMAGE&info_format=MIME&maplink=yes" target="_blank">mappa</a></p>

<p>Il Portello è il simbolo più eloquente della presenza veneziana sulla terraferma padovana: questo complesso aveva la funzione di accesso sicuro e protetto alla città. <br />
Qui si trovava il porto civile e commerciale e la sede di una fraglia (corporazione medievale) di barcari. E soprattutto è qui che Venezia diede inizio alla Riviera del Brenta, a partire dalla Scalinata cinquecentesca in pietra d'Istria. <br />
Questa zona, dove si riunivano "barcaroli", "cavallanti" e "beccai", noti per le loro risse con gli studenti, era una delle più popolari ed animate di Padova, e mantiene la sua vivacità per la sua vicinanza con gli istituti dell'Università.</p>

<p>Ammiriamo Porta Portello, la più bella porta della città, ornata da particolari ricercati e fregi che giungono al pelo dell'acqua fino a immergersi. <br />
Attraverso questa porta passava la strada di collegamento di Padova con Venezia. <br />
Il Ponte di Porta Portello è stato costruito in due tempi: i piloni risalgono allo stesso periodo della porta (1518), le arcate invece alla fine del'700. </p>

<p>In questa zona l'ultimo sabato del mese si può curiosare per il mercatino 'Portello Cartastorie' (per informazioni +39 347 2509596).</p>

<p>La <b>Scalinata</b> era il punto di inizio e di imbarco della Riviera del Brenta. <br />
Da qui partiva il celebre 'Burchiello' ricordato da Goldoni. <br />
Scomparsa sotto un metro di terra, è stata riportata alla luce dall'associazione "Amissi del Piovego" e restaurata nel 1993. Sul muro sotto il capitello (1790) a uno degli estremi della Scalinata è murata la lapide che ne ricorda la costruzione (1534) e sotto la lapide è posta la piccola statua della Madonna dei Barcari del Portello.</p>

<p>Dalla Scalinata partono escursioni turistiche in barca lungo la Riviera del Brenta. Per informazioni:<br />
Ufficio Informazioni Turistiche<br />
Galleria Pedrocchi<br />
tel. +39 049 8767927<br />
orario: 09:00 - 13:30 / 15:00 - 19:00<br />
chiusura: domenica</p>

<p>Dietro alla Scalinata puoi goderti un aperitivo.<br />
<a href="#indice">torna all'indice</a></p>]]>
    </content>
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    <title>Padova in un giorno</title>
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    <published>2004-03-08T11:03:36Z</published>
    <updated>2006-03-26T17:04:39Z</updated>
    
    <summary>Un percorso guidato alla scoperta di Padova: l&apos;itinerario, pensato per chi vuole godersi la visita delle zone di interesse artistico e culturale senza rinunciare a fare una capatina nel cuore della vita patavina, è adatto anche ai padovani che vogliono...</summary>
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    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://padovacultura.padovanet.it/homepage-6.0/">
        <![CDATA[<p><img src="http://padovacultura.padovanet.it/mt/arte/archivio/prato.jpg" width="90" alt="foto Prato della Valle" />Un percorso guidato alla scoperta di Padova: l'itinerario, pensato per chi vuole godersi la visita delle zone di interesse artistico e culturale senza rinunciare a fare una capatina nel cuore della vita patavina, è adatto anche ai padovani che vogliono ri-scoprire i luoghi della loro citt&agrave;.</p>]]>
        <![CDATA[<p>&Egrave; stato costruito osservando gli orari di apertura dei luoghi da vedere, ma si presta ad essere usato in modo flessibile, aperto alle deviazioni.</p>

<p>Per chi arriva in treno: dalla stazione si arriva comodamente in centro a piedi.</p>

<p>Per chi arriva in auto: consigliamo di lasciare la macchina nel parcheggio di <a href="http://213.26.76.134/padova/default.jsp?dataSource=pd2000&request=map&wmtver=1.0.0&layers=isolati,testi2,testi1,strade,acque&styles=default&srs=AUTO:33000&bbox=1725501.0,5032591.0,1725901.0,5032991.0&width=400&height=400&format=gif&bgcolor=0xffffff&transparent=FALSE&exceptions=INIMAGE&info_format=MIME&maplink=yes" target="_blank">Via Trieste</a>, a due passi dalla Cappella degli Scrovegni, oppure in quello di <a href="http://213.26.76.134/padova/default.jsp?dataSource=pd2000&request=map&wmtver=1.0.0&layers=isolati,testi2,testi1,strade,acque&styles=default&srs=AUTO:33000&bbox=1725131.0,5033150.0,1725531.0,5033550.0&width=400&height=400&format=gif&bgcolor=0xffffff&transparent=FALSE&exceptions=INIMAGE&info_format=MIME&maplink=yes" target="_blank">Piazzale Stazione</a>, da cui comincia il nostro percorso.<a name="indice"></a></p>

<p>Le tappe dell'itinerario sono:<br />
<ul><br />
<li><a href="#scrovegni">Cappella degli Scrovegni</a></li><br />
<li><a href="#pedrocchi">Caff&egrave; Pedrocchi</a></li><br />
<li><a href="#universita">Universit&agrave;</a></li><br />
<li><a href="#valle">Prato della Valle</a></li><br />
<li><a href="#santo">Sant'Antonio</a></li><br />
<li><a href="#tomba">Tomba di Antenore</a></li><br />
<li><a href="#piazze">Piazze e Salone</a></li><br />
<li><a href="#signori">Piazza dei Signori</a></li><br />
<li><a href="#duomo">Duomo e Battistero</a></li><br />
<li><a href="#ghetto">Ghetto ebraico</a></li><br />
</ul><br />
<h2><a name="scrovegni"></a>Cappella degli Scrovegni</h2></p>

<p><img src="http://padovacultura.padovanet.it/mt/cultura/archivio/scrovegni.gif" alt="Cappella degli Scrovegni"><a href="http://213.26.76.134/padova/default.jsp?dataSource=pd2000&request=map&wmtver=1.0.0&layers=isolati,testi2,testi1,strade,acque&styles=default&srs=AUTO:33000&bbox=1725131.0,5032950.0,1725531.0,5033350.0&width=400&height=400&format=gif&bgcolor=0xffffff&transparent=FALSE&exceptions=INIMAGE&info_format=MIME&maplink=yes" target="_blank">mappa</a></p>

<p>Uscito dalla stazione, prendi Corso del Popolo: dopo il ponte, sulla sinistra, trovi i Giardini dell'Arena e, pi&ugrave; avanti, l'entrata del <a href0"http://padovacultura.padovanet.it/mt/musei/archivio/000046.html">Museo civico degli Eremitani</a>.<br />
Il biglietto per il Museo comprende anche l'ingresso alla <a href="http://padovacultura.padovanet.it/mt/musei/archivio/000071.html">Cappella degli Scrovegni</a>, imperdibile per il ciclo di affreschi che &egrave; stato eseguito intorno al 1300 da Giotto e che ha avuto effetti rivoluzionari nella storia dell'arte europea, forse perch&eacute; ha tentato, dal punto di vista espressivo e prospettico, di riflettere la realt&agrave;.</p>

<p>Per visitare la Cappella &egrave; obbligatoria la prenotazione, da fare almeno 48 ore prima, telefonando al call center (+39 049 2010020) o anche <a href="http://www.cappelladegliscrovegni.it" target="_blank">on-line</a>.<br />
Il biglietto va ritirato un'ora prima della visita&#8230; nel frattempo puoi:</p>

<ul>
<li>visitare il museo, che comprende una sezione archeologica e una sezione di arte visiva dove si possono ammirare opere di Giotto, Veronese, Tintoretto, Giorgione, Tiziano;</li>

<p><li>fare una passeggiata nei giardini, dove resta un piccolo tratto di arena romana e d'estate viene organizzato il cinema all'aperto</li></p>

<p><li>dare un'occhiata alla vicina Chiesa degli Eremitani del XIII secolo, distrutta dal bombardamento dell'11 marzo 1944 e quasi totalmente ricostruita: si salvarono solo due affreschi di Mantegna</li></ul></p>

<p><a href="#indice">torna all'indice</a></p>

<h2><a name="pedrocchi"></a>Caff&egrave; Pedrocchi</h2>

<p><img src="http://padovacultura.padovanet.it/mt/arte/archivio/pedrocchi.jpg" width="274" alt="Caffè Pedrocchi"><a href="http://213.26.76.134/padova/default.jsp?dataSource=pd2000&request=map&wmtver=1.0.0&layers=isolati,testi2,testi1,strade,acque&styles=default&srs=AUTO:33000&bbox=1725026.0,5032240.0,1725426.0,5032640.0&width=400&height=400&format=gif&bgcolor=0xffffff&transparent=FALSE&exceptions=INIMAGE&info_format=MIME&maplink=yes" target="_blank"><br />
mappa</a></p>

<p>Riprendendo Corso del Popolo si arriva in Piazza Garibaldi, dove comincia la zona pedonale del List&ograve;n, uno dei luoghi pi&ugrave; affollati al sabato pomeriggio. <br />
Prosegui sempre dritto per via Cavour e troverai, alla tua destra, i leoni del Caff&egrave; Pedrocchi, realizzato nel primo '800 e passato alla storia per la sua vivacit&agrave; (era aperto 24 ore su 24, e di qui il nome "senza porte"). Qui l'8 febbraio 1948 &egrave; scoccata la scintilla dell'insurrezione studentesca contro gli austriaci. </p>

<p>E' il momento di <br />
<ul><br />
<li>prendere un caff&egrave; nella famosa sala rossa</li><br />
<li>fare un viaggio nel tempo e nello spazio nelle sale superiori che mimano stili diversi (etrusco, greco, romano). Si accede da piazzetta Pedrocchi ma attenzione: <br />
l'orario di apertura &egrave; 9:30 - 12:30 e 15:30 - 18:00 ed &egrave; chiuso di luned&igrave;</li><br />
<li>visitare il <a href="http://padovacultura.padovanet.it/mt/musei/archivio/000045.html">Museo del Risorgimento e dell'Et&agrave; Contemporanea</a>, da poco inaugurato </ul><br />
Al Pedrocchi si svolgono periodicamente concerti, soprattutto di musica jazz, incontri letterali, reading poetici&#8230;<br />
Per informazioni puoi rivolgerti all'Ufficio Informazioni Turistiche l&igrave; vicino:<br />
Galleria Pedrocchi<br />
tel. +39 049 8767927<br />
orario: 09:00 - 13:30 / 15:00 - 19:00<br />
chiusura: domenica</p>

<p><a href="#indice">torna all'indice</a></p>

<p><br />
<h2><a name="universita"></a>Universit&agrave;</h2></p>

<p><img src="http://padovacultura.padovanet.it/mt/arte/archivio/teatro-anatomico.jpg" with="177" alt="Teatro Anatomico" /><a href="http://213.26.76.134/padova/default.jsp?dataSource=pd2000&request=map&wmtver=1.0.0&layers=isolati,testi2,testi1,strade,acque&styles=default&srs=AUTO:33000&bbox=1725008.0,5032000.5,1725408.0,5032400.5&width=400&height=400&format=gif&bgcolor=0xffffff&transparent=FALSE&exceptions=INIMAGE&info_format=MIME&maplink=yes" target="_blank">mappa</a></p>

<p>Poco pi&ugrave; avanti sulla sinistra, di fronte al municipio, troviamo l'edificio principale dell'ateneo patavino: il Palazzo del Bo, il cui nome deriva dall'Albergo del Bue, che sorgeva qui prima di ospitare la sede delle scuole di giurisprudenza nel '500. </p>

<p>Dai un'occhiata all'ammirevole cortile cinquecentesco: nel periodo delle discussioni delle tesi (febbraio-marzo, giugno-luglio e settembre-ottobre) qui e un po' ovunque in centro si pu&ograve; assistere alle chiassose feste di laurea. <br />
Il neolaureato viene mascherato, immerso nella fontana della vicina Piazza delle Erbe e costretto a leggere il papiro.</p>

<p>Per ammirare altri luoghi 'storici' di Palazzo Bo (in particolare il Teatro Anatomico e la cattedra di Galileo) puoi partecipare alla visita guidata che si svolge di marted&igrave;, gioved&igrave; e sabato alle 10:15 e alle 11:15; di luned&igrave;, mercoled&igrave; e venerd&igrave; alle 15:15 e alle 16:15.<br />
Per informazioni rivolgiti all'Ufficio Informazioni Turistiche<br />
Galleria Pedrocchi<br />
tel. +39 049 8767927<br />
orario: 09:00 - 13:30 / 15:00 - 19:00<br />
chiusura: domenica</li><br />
</ul></p>

<p><a href="#indice">torna all'indice</a></p>

<p><br />
<h2><a name="valle"></a>Prato della Valle</h2></p>

<p><img src="http://padovacultura.padovanet.it/mt/arte/archivio/santa-giustina.jpg" width="295" alt="S. Giustina e Prato della Valle" /><a href="http://213.26.76.134/padova/default.jsp?dataSource=pd2000&request=map&wmtver=1.0.0&layers=isolati,testi2,testi1,strade,acque&styles=default&srs=AUTO:33000&bbox=1724961.0,5031842.5,1725361.0,5032242.5&width=400&height=400&format=gif&bgcolor=0xffffff&transparent=FALSE&exceptions=INIMAGE&info_format=MIME&maplink=yes" target="_blank">mappa</a></p>

<p>Da Palazzo del Bo prendi via Roma e prosegui dritto in via Umberto I. Al termine della via troverai il Prato della Valle, "la pi&ugrave; grande piazza d'Europa" (88620 mq).</p>

<p>La sua origine risale al 1775, quando il procuratore veneziano Andrea Memmo decise di creare un nuovo centro commerciale cittadino, uno spazio adatto per fiere e manifestazioni. Cos&igrave; fece bonificare la zona, a quell'epoca paludosa.<br />
La parte centrale, nota anche come Isola Memmia, &egrave; oggi un immenso prato verde, circondato da 78 statue di celebri personaggi del passato. Qui nelle giornate di sole turisti e padovani si fermano a riposare. <br />
Soprattutto di sera l'anello esterno all'Isola Memmia diventa una pista per i pattinatori e d'estate il prato &egrave; un luogo di ritrovo per i giovani.</p></p>

<p>In questa tappa dell'itinerario puoi:<br />
<ul><br />
<li>dare un'occhiata alla Chiesa dei Servi (via Roma) e al suo bel portico del '500, e alla piccola Chiesa di San Daniele (via Umberto I), entrambe sulla strada di Prato della Valle</li><br />
<li>fare una sosta per il pranzo: ci sono molti baretti lungo via Roma.</li><br />
<li>visitare la "collezione Minici Zotti un museo di magiche visioni", dedicata al precinema.<br />
Si trova a Palazzo Angeli, orari: 10:00 - 16:00, chiuso di marted&igrave;. Per informazioni: + 39 049 8763838</li><br />
<li>visitare Santa Giustina (orari 08:00 - 10:00 / 15:00 - 18:00), la chiesa pi&ugrave; grande della citt&agrave; (e all'undicesimo posto nel mondo), caratteristica per il campanile, le otto cupole e la facciata mai terminata.<br />
Dalle origini nel V secolo fino alla ricostruzione dopo il terremoto del 1117 e alla demolizione per dar posto al colosso cinquecentesco, questa basilica benedettina ha cambiato aspetto pi&ugrave; volte. Le sue navate dagli enormi pilastri offrono refrigerio nelle afose giornate estive. <br />
Da vedere la pala del Veronese (Martirio della Santa Titolare, 1575). <br />
Per vedere il Coro Vecchio e l'architrave del portale romanico bisogna chiedere alla portineria del monastero (+39 049 8751628), di cui si possono visitare i chiostri</li><br />
</ul><br />
Attenzione: se vuoi ammirare Prato della Valle in tutta la sua grandezza, evita di andarci di sabato, giorno del mercato. <br />
Il mercato locale (vestiti, fiori e oggetti) ingombra la piazza, ma pu&ograve; essere carino fare un giretto per trovare delle occasioni.<br />
Invece se sei alla ricerca di "robe vecie" vai la terza domenica del mese, quando la piazza ospita il mercatino dell'antiquariato.</p>

<p><a href="#indice">torna all'indice</a></p>

<p><br />
<h2><a name="santo"></a>Sant'Antonio</h2></p>

<p><img src="http://padovacultura.padovanet.it/mt/arte/archivio/santo.jpg" width="204" alt="Basilica di Sant'Antonio" /><a href="http://213.26.76.134/padova/default.jsp?dataSource=pd2000&request=map&wmtver=1.0.0&layers=isolati,testi2,testi1,strade,acque&styles=default&srs=AUTO:33000&bbox=1725061.0,5031342.5,1725461.0,5031742.5&width=400&height=400&format=gif&bgcolor=0xffffff&transparent=FALSE&exceptions=INIMAGE&info_format=MIME&maplink=yes" target="_blank">mappa</a></p>

<p>Da Prato della Valle per via Belludi si raggiunge piazza del Santo.<br />
Tra le bancarelle che vendono candele, immagini sacre e souvenir svetta il monumento al Gattamelata. Nel 1447 la Repubblica di Venezia celebr&ograve; i servizi resi in guerra da questo capitano di ventura (il cui vero nome era Erasmo da Narni) commissionando a Donatello un monumento equestre in bronzo. </p>

<p>La Basilica di Sant'Antonio &egrave; il centro religioso pi&ugrave; importante della citt&agrave;, meta di migliaia di pellegrini ogni anno. In particolare il 13 giugno, festa del Santo, la citt&agrave; &egrave; invasa dai fedeli per la famosa processione.<br />
L'esterno &egrave; caratteristico per la facciata romanico-lombarda con mattoni a vista e soprattutto per le 8 cupole in stile bizantino. Al suo interno concentra moltissimi capolavori. Tra questi, i bronzi dell'altare maggiore e la Deposizione in pietra, di Donatello; i reliquiari (uno dei quali contiene la lingua del Santo); la cappella del beato Luca Belludi, con affreschi di Giusto de' Menabuoi.<br />
Ora puoi:<br />
<ul><br />
<li>fermarti in uno dei tre magnifici chiostri del Santo</li><br />
<li>ammirare gli affreschi del primo '500 presso la Scuola del Santo (orari: 09:30 - 12:30 /14:30 - 17:00, in estate fino alle 19:00 info +39 049 8755235) a destra della Basilica. Alcune scene si devono al Tiziano. <br />
Qui si trova anche il Museo Civico Al Santo, sede di mostre temporanee.<br />
Per informazioni: +39 049 8751105</li><br />
<li>fare un giro tra le piante rare dell'Orto Botanico pi&ugrave; antico del mondo (via Orto Botanico 15, orari: 09:00 - 13:00, d'estate anche 15:00 - 18:00; tel. +39 049 8272119)</li><br />
</ul></p>

<p><a href="#indice">torna all'indice</a></p>

<p></p>

<h2><a name="tomba"></a>Tomba di Antenore</h2>

<p><img src="http://padovacultura.padovanet.it/mt/arte/archivio/antenore.jpg" width="191" alt="Tomba di Antenore" /><a href="http://213.26.76.134/padova/default.jsp?dataSource=pd2000&request=map&wmtver=1.0.0&layers=isolati,testi2,testi1,strade,acque&styles=default&srs=AUTO:33000&bbox=1725077.0,5031770.5,1725477.0,5032170.5&width=400&height=400&format=gif&bgcolor=0xffffff&transparent=FALSE&exceptions=INIMAGE&info_format=MIME&maplink=yes" target="_blank">mappa</a></p>

<p>Prendi via del Santo e prosegui fino ad arrivare all'incrocio con via S. Francesco. Qui gira a sinistra. <br />
Davanti al palazzo della prefettura, sulla sinistra, trovi la Tomba di Antenore, un'urna che dal 1283 custodisce le spoglie di un armigero (II &#8211; IV secolo d.C.), poi attribuite al leggendario troiano fondatore della citt&agrave; e capostipite dei Paleoveneti.<br />
Da queste parti trovi:<br />
<ul><br />
<li>numerosi negozi caratteristici, di vestiti, oggetti, souvenir sacri e profani, e di dolci tipici lungo tutta via del Santo. In particolare puoi comprare il Dolce del Santo o Dolce Santantonio, che la Regione Veneto ha inserito nell'elenco dei Prodotti Agroalimentari<br />
tradizionali</li><br />
<li>Palazzo Zabarella, in via S. Francesco allo sbocco di via del Santo, sede di importanti mostre temporanee (per informazioni: +39 049 8756063)</li><br />
</ul></p>

<p><a href="#indice">torna all'indice</a></p>

<p><br />
<h2><a name="piazze"></a>Piazze e Salone</h2></p>

<p><img src="http://padovacultura.padovanet.it/mt/arte/archivio/salone.jpg" width="348" alt="Palazzo della Ragione" /><a href="http://213.26.76.134/padova/default.jsp?dataSource=pd2000&request=map&wmtver=1.0.0&layers=isolati,testi2,testi1,strade,acque&styles=default&srs=AUTO:33000&bbox=1724977.0,5031970.5,1725377.0,5032370.5&width=400&height=400&format=gif&bgcolor=0xffffff&transparent=FALSE&exceptions=INIMAGE&info_format=MIME&maplink=yes" target="_blank">mappa</a></p>

<p>Proseguendo per via S. Francesco arrivi nelle piazze. <br />
Tra piazza delle Erbe e piazza della Frutta c'&egrave; il <a href="http://padovacultura.padovanet.it/mt/musei/archivio/000082.html">Palazzo della Ragione</a>, chiamato dai padovani "il Salone" per la grande sala al primo piano. E' stato usato come tribunale (e di qui il nome 'ragione' nel senso di 'giustizia') fino al 1797, quando cadde la Repubblica di Venezia. Il nucleo originario del palazzo risale al 1218; venne poi ricostruito dopo l'incendio del 1420 e la tromba d'aria del 1756, mantenendo per&ograve; la struttura originaria.</p>

<p>Il piano terra ospita da quasi 800 anni il mercato coperto di Padova. Il tipo di merci vendute &egrave; cambiato nel tempo: in epoca comunale panni pregiati e pellicce; poi salumieri e casolini. E sotto i portici delle case intorno, venditori di cinture, guanti e seta. I generi alimentari erano venduti nelle piazze: vino e granaglie in quella a sud (piazza delle Erbe), verdura, frutta, carne e pesce in quella a nord (piazza della Frutta).</p>

<p>Ora sotto il salone ci sono diversi negozi che vendono pane, formaggio, carne e affettati; vino e specialit&agrave; dolci; e qualche merceria. <br />
In piazza della Frutta trovano posto soprattutto banchi di abbigliamento (anche etnico), e due grandi banchi di frutta secca, spezie e prodotti naturali, che in autunno preparano le caldarroste.<br />
Il vero mercato dei frutaroi si svolge ogni mattina (di sabato tutto il giorno) in piazza delle Erbe, in un trionfo di profumi e colori. <br />
Le bancarelle in legno sono portate in piazza ogni giorno e occupano un posto assegnato a rotazione, perch&eacute; nessuno mantenga una posizione favorita. <br />
Oltre alla frutta e alla verdura si vendono granaglie (cereali e legumi secchi) e fiori, vicino alla fontana.</p>

<p>Il Salone deve il suo nome all'enorme sala al livello superiore, con ingresso dal Municipio (via VIII febbraio). La sala presenta uno dei pi&ugrave; vasti cicli astrologici esistenti, con i mesi e i segni zodiacali: un grandioso calendario realizzato dopo il 1420, quando il precedente ciclo dipinto da Giotto, comprendente anche la volta con stelle e pianeti, &egrave; stato distrutto dall'incendio. Caratteristico anche l'enorme cavallo di legno. La sala ospita mostre temporanee. <br />
Per informazioni +39 049 8205006</p>

<p><br />
Piazza delle Erbe si trasforma, dal tardo pomeriggio in poi, in un affollatissimo luogo di ritrovo per i giovani e gli studenti dell'Universit&agrave; di Padova, che bevono nei bicchieri di plastica lo 'spritz', preso in uno dei baretti sotto il Salone, sotto i portici o nelle osterie del ghetto.</p>

<p>Lo spritz &egrave; l'aperitivo pi&ugrave; amato nel nord-est: composto originariamente da vino bianco e acqua (o selz), ora la ricetta &egrave; affidata alla creativit&agrave; del barista, che aggiunge in proporzioni variabili diversi liquori. <br />
I pi&ugrave; bevuti sono lo spritz all'aperol e lo spritz al campari. Una variante pi&ugrave; leggera ed economica &egrave; il 'bianco macchiato': prosecco con un goccio di aperol o di campari. </p>

<p>Il nostro itinerario finisce proprio nelle osterie nel ghetto, ma se vuoi gi&agrave; gustare uno spritz fermati in uno dei bar sotto il Salone.<br />
<a href="#indice">torna all'indice</a></p>

<h2><a name="signori"></a>Piazza dei Signori</h2>

<p><a href="http://213.26.76.134/padova/default.jsp?dataSource=pd2000&request=map&wmtver=1.0.0&layers=isolati,testi2,testi1,strade,acque&styles=default&srs=AUTO:33000&bbox=1724677.0,5032070.5,1725077.0,5032470.5&width=400&height=400&format=gif&bgcolor=0xffffff&transparent=FALSE&exceptions=INIMAGE&info_format=MIME&maplink=yes" target="_blank">mappa</a></p>

<p>Proprio vicino agli antichi centri del potere comunale si trova il luogo dove nel'300 sorgeva la reggia dei Carraresi: Piazza dei Signori, che &egrave; caratterizzata dalla Loggia del Consiglio (detta della Gran Guardia), l'edificio cinquecentesco dove si riuniva il Maggior Consiglio cittadino, dalla Chiesa di S. Clemente e soprattutto dalla Torre dell'Orologio. Questa fa parte dell'arco trionfale del cinquecentesco palazzo del Capitanio (un'autorit&agrave; governativa veneziana); l'orologio &egrave; pi&ugrave; antico e ricalca quello installato da Giovanni Dondi nel 1344, primo meccanismo di questo tipo costruito nel nostro paese.</p>

<p>In questa piazza ha luogo ogni mattina (tranne che al luned&igrave;) un mercato di abbigliamento.</p>

<p>Qui ti consigliamo di:<br />
<ul><br />
<li>fare una capatina alla vicina piazza Capitaniato, dove si trova il palazzo Liviano, sede della facolt&agrave; di Lettere e Filosofia. <br />
Qui, nei pomeriggi estivi, in un clima piacevolmente rilassato, gli studenti bevono il caff&egrave; ai tavolini dei due piccoli bar della piazza. <br />
Attraverso lo scalone del'600 si accede alla Sala dei Giganti, dove si svolgono concerti di musica classica e jazz e altri eventi culturali. Per sapere se c'è qualcosa in programma puoi consultare questo sito: <a href="http://www.unipd.it/comunicazioni/iniziative/agenda/agenda.htm" target="_blank">http://www.unipd.it/comunicazioni/iniziative/agenda/agenda.htm</a></li><br />
<li>farti avvolgere dalla romantica atmosfera della piazzetta di S. Nicol&ograve;. La chiesa, un piccolo gioiello di aspetto medievale (ma soggetta a successivi rifacimenti), &egrave; richiestissima per la celebrazione di matrimoni&#8230;</li><br />
<li>mangiare un gelato in Piazza dei Signori</li><br />
</ul></p>

<p><a href="#indice">torna all'indice</a></p>

<h2><a name="duomo"></a>Duomo e Battistero</h2>

<p><img src="http://padovacultura.padovanet.it/mt/arte/archivio/ghetto.jpg" alt="Duomo" /><a href="http://213.26.76.134/padova/default.jsp?dataSource=pd2000&request=map&wmtver=1.0.0&layers=isolati,testi2,testi1,strade,acque&styles=default&srs=AUTO:33000&bbox=1724677.0,5031970.5,1725077.0,5032370.5&width=400&height=400&format=gif&bgcolor=0xffffff&transparent=FALSE&exceptions=INIMAGE&info_format=MIME&maplink=yes" target="_blank">mappa</a></p>

<p>Da Piazza dei Signori puoi raggiungere in un attimo la bellissima Piazza Duomo. <br />
Le dimensioni attuali della piazza e del sagrato sono diverse da quelle sedimentate nei secoli, fino all'allargamento e al collegamento viario con l'attuale via Gregorio Barbarigo operato all'inizio del Novecento. <br />
Tutto l'angolo sud-est era occupato da fabbricati, in continuazione del fronte meridionale di via dei Soncin, che impedivano la veduta frontale della facciata della Cattedrale dallo sbocco della via nella piazza.</p>

<p>Il Duomo sorge sul luogo di precedenti chiese cattedrali, la prima forse paleocristiana, risalente al 300 d.c. Ricostruita diverse volte, fu consacrata nel 1075 con la traslazione del corpo di San Daniele. La realizzazione dell'attuale Duomo, al cui progetto partecip&ograve; Michelangelo, fu compiuta tra il XVI ed il XVIII secolo, su progetto di Andrea da Valle. Nel 1754 viene consacrato a Santa Maria Assunta. Il nuovo Presbiterio, inaugurato nel 1997, &egrave; abbellito da statue dell'artista toscano Giuliano Vangi.</p>

<p>Collegato alla Cattedrale &egrave; il Battistero intitolato a san Giovanni Battista.<br />
L'edificio risale alla fine del XII secolo; ha pianta quadrata con alto tamburo circolare e cupola e un'absidiola con cupoletta. L'interno fu interamente affrescato da Giusto de' Menabuoi nel 1375-78 con storie della Genesi, dell'Apocalisse e di san Giovanni Battista. <br />
Il ciclo di affreschi, in tutto un centinaio di scene, rappresenta ancora oggi uno dei cicli pittorici pi&ugrave; mirabili e spettacolari del Trecento.</p>

<p>Orario: tutti i giorni 10:00 - 18:00. Gruppi su prenotazione.<br />
Per informazioni: tel. +39 049 656914</p>

<p>Dopo le visite al Duomo e al Battistero hai diverse possibilit&agrave;: <br />
<ul><br />
<li>proseguire la tua visita d'arte al Museo Diocesano, che raccoglie numerosi tesori d'arte sacra, tra cui codici miniati, antichi reliquiari, dipinti di famosi artisti tra cui Giusto de' Menabuoi, Jacopo da Montagnana, Giambattista e Giandomenico Tiepolo, e ancora paramenti sacri ed ex voto (per informazioni: tel. +39 049 8761924)</li><br />
<li>dare un'occhiata all'Arco Valaresso, costruito nel Seicento in memoria di Alvise Valaresso, capitano e provveditore di sanit&agrave; nel periodo in cui Padova fu colpita dalla peste</li><br />
<li>sederti sui muretti del porticato a goderti il sole, come fanno gli studenti della vicina facolt&agrave; di Lettere e Filosofia</li><br />
<li>visitare una delle mostre di pittura o fotografia che periodicamente vengono ospitate al Palazzo Monte di Piet&agrave; </li><br />
</ul></p>

<p><a href="#indice">torna all'indice</a></p>

<h2><a name="ghetto"></a>Ghetto ebraico</h2>

<p><img src="http://padovacultura.padovanet.it/mt/arte/archivio/ghetto.jpg" alt="case nel ghetto ebraico" /><a href="http://213.26.76.134/padova/default.jsp?dataSource=pd2000&request=map&wmtver=1.0.0&layers=isolati,testi2,testi1,strade,acque&styles=default&srs=AUTO:33000&bbox=1724777.0,5031870.5,1725177.0,5032270.5&width=400&height=400&format=gif&bgcolor=0xffffff&transparent=FALSE&exceptions=INIMAGE&info_format=MIME&maplink=yes" target="_blank">mappa</a></p>

<p>A sud della Piazza delle Erbe si trova la zona del ghetto ebraico, operante dal 1603 e abolito nel 1797. Era chiuso di notte da quattro porte: quella settentrionale in via delle Piazze, poco a sud di San Canziano; quella orientale in via San Martino e Solferino, vicino allo sbocco in via Roma; quella occidentale nella stessa strada, prima dell'incontro con via dei Fabbri; quella meridionale in via dell'Arco, dove confluisce in via Marsala. </p>

<p>La prima grande Sinagoga di Padova fu quella di rito tedesco, inaugurata nel 1683 in via delle Piazze. Era collegata a sud con la sinagoga di rito spagnolo che aveva di fronte quella di rito italiano, l'unica tuttora funzionante. Fu trasformata nel 1892 per accogliervi anche i fedeli di rito italiano e spagnolo. Nel 1943 fu devastata da un incendio doloso. Il restauro &egrave; stato completato nel 1998.</p>

<p>Nonostante le trasformazioni e i rifacimenti il Ghetto conserva la sua impronta con le caratteristiche case alte, eterogenee e spesso ricche di elementi di recupero, come le quattro colonne con capitelli tutti diversi in via San Martino e Solferino, di fronte all'imbocco di via dell'Arco.</p>

<p>Oggi in questa zona si concentrano molte enoteche e localini tipici. Per questo il momento migliore per passeggiare nel ghetto e viverne in pieno l'atmosfera &egrave; il tardo pomeriggio, quando le osterie e i locali della zona si riempiono di giovani che si ritrovano per "un'ombra" e "quatro ciacoe".</p>

<p>Ce n'&egrave; un po' per tutti i gusti: i locali frequentati dagli studenti, chiassosi ma "alla mano", piccole enoteche dall'atmosfera romantica e tranquilla, wine bar molto alla moda... fai un giro nel ghetto e scegli quello che ti si addice di pi&ugrave;!<br />
Attenzione per&ograve;: di domenica &egrave; molto difficile trovare un locale aperto&#8230;</p>

<p>Trovi una selezione dei bar, dei ristoranti e dei club di Padova sul sito <a href="http://www.2night.it/2night/padova/index.html" target="_blank">http://www.2night.it</a>. Qui puoi cercare il locale che preferisci con un motore di ricerca.</p>

<p>Se ti piace la cucina etnica, trovi alcune proposte sul sito <a href="http://www.padovando.com/alberghi_BandB_ristoranti_agriturismi/x01etniche.asp" target="_blank">http://www.padovando.it</a>. </p>

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