Museo della Padova Ebraica

Ciclo di eventi 2020

attività sospese fino al 1 marzo

Il Museo della Padova Ebraica è dedicato alla tradizione e alla cultura ebraiche, da secoli fortemente connesse con la storia e la vita della città. A volerlo fortemente è stata la Comunità ebraica padovana, con l’obiettivo di valorizzare e rendere fruibile alla cittadinanza e ai turisti un luogo particolarmente significativo e ricco di cultura. Simbolica la scelta della sede: si colloca infatti nel “ghetto” in pieno centro storico, all’interno dell’ex Sinagoga tedesca, bruciata nel 1943 per mano fascista e poi restaurata alla fine degli anni Novanta.
Nel museo sono raccolti oggetti della tradizione ebraica provenienti dalla collezione della Comunità padovana e di donatori privati, esposti a rotazione; tra questi spiccano alcuni contratti matrimoniali, candelabri, porta spezie, corone, testi di preghiera, spartiti musicali e molto altro.

Il Museo della Padova Ebraica è quindi un prezioso nuovo spazio della città a disposizione dei cittadini e dei turisti che qui, oltre ad una serie di oggetti unici e dal grande valore storico e culturale, troveranno soprattutto un omaggio alle personalità più eminenti, la vera ricchezza della comunità ebraica padovana nel corso dei secoli, per mezzo di una proiezione mappata sulla parete.

Il Museo della Padova Ebraica propone visite guidate alla Sinagoga e all’antico cimitero ebraico di via Wiel, oltre ad itinerari ed eventi culturali diversi.

MOSTRE

Dal 19 gennaio al 29 marzo 2020
L'importanza di partecipare
Sport e leggi razziali. Padova 1938

La mostra affronta il tema dell’applicazione delle leggi razziali in ambito sportivo. Per l’esposizione è stato scelto un punto di vista specifico sullo sport e sulla realtà sportiva padovana: documenti, fotografie e oggetti raccontano la storia di alcuni membri della comunità ebraica padovana costretti ad interrompere la loro attività sportiva a causa delle discriminazioni razziali.
Nell’Italia fascista lo sport è all’insegna del motto: “credere, obbedire, combattere”. Nell’ottobre 1922, l’arrivo al potere di Benito Mussolini, fondatore del Partito nazionale fascista (PNF), segna l’avvio di una politica di sviluppo sportivo di massa, che inquadra l’attività fisica sotto l’autorità dello Stato. Grazie ad un’intensa propaganda, le vittorie sportive rappresentano altrettanti successi politici. Sfruttate all’estero per esaltare il regime, tali vittorie hanno lo scopo di rafforzare la coesione sociale attorno ad una coscienza nazionale e di trasformare gli sportivi in eroi civili.

Con la promulgazione delle leggi razziali, dal settembre 1938, il regime fascista avvia una politica persecutoria nei confronti degli ebrei italiani, mettendo in atto un’epurazione da tutti i settori e dalle professioni della società. Lo sport non farà eccezione. Numerose associazioni sportive come il Club Alpino Italiano, ma anche i circoli degli scacchi, pubblicano un regolamento ‘ariano’.
La mostra è patrocinata dal Comune di Padova e dalla Comunità Ebraica di Padova, da CoopCulture e dall’Accademia di Scherma Comini, che ha prestato per l’occasione una maschera e un fioretto dell’epoca da esporre. Alcuni documenti e foto sono stati concessi dall’Archivio della Famiglia Comini. Un importante contributo viene dall’Archivio di Stato, grazie al quale è stato possibile esporre documenti riguardanti una società sportiva padovana e gli elenchi dei beni sequestrati ad alcune famiglie degli sportivi ebrei.

Per tutta la durata dell’esposizione saranno proposte attività didattiche per studenti di scuole di ogni ordine e grado e percorsi di approfondimento per tutti i visitatori.

Informazioni
Tel. 049 661267 in orario apertura museo
Tel. 041 5240119 (dal lunedì al venerdì dalle 9,30 alle 16,00)
padovaebraica@coopculture.it

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