Tra gli oggetti che testimoniano il nostro passato, le armi rappresentano senza dubbio gli strumenti che più hanno inciso sulla sopravvivenza, sull'evoluzione e sull'organizzazione socio-politica dei gruppi umani. La mostra allestita presso le sale del
Museo Archeologico
intende illustrare, attraverso una selezione di reperti dello stesso Museo e con l'ausilio di numerosi poster didascalici, l’origine e lo sviluppo nel mondo antico, dalla preistoria all’alto-medioevo, di alcuni strumenti di difesa, offesa e venatori, seguendo un itinerario didattico che possa essere fruito sia dai giovani sia dagli adulti.
Museo Archeologico - Musei Civici
La scelta dei materiali è stata operata in particolare tra quelli provenienti da Padova e dal suo territorio, alcuni dei quali già in esposizione nelle sale, altri invece conservati in depo-sito e solo in parte conosciuti dal pubblico.
Così possiamo ammirare un interessante repertorio di selci del Neolitico, soprattutto cuspidi di freccia e pugnali, provenienti per lo più dall'area dei Colli Euganei, o, spostandoci all'età del Bronzo, la notevole spada a codolo piegato ritrovata presso il Bacchiglione a Voltabrusegana, come pure le punte di lancia e le asce in lega di rame e in bronzo, alcune delle quali del tipo di quella – ormai famosissima – rinvenuta presso l'Uomo del Similaun. Il percorso espositivo continua con oggetti di epoca romana, tra cui le curiose ghiande-missili in piombo, cioè i proiettili usati dai frombolieri, e alcuni reperti collegati al mondo dei gladiatori. La rassegna si chiude con esemplari di armi longobarde, quali gli scramasax, pesanti coltellacci da combattimento tipici dei popoli franco-germanici nell'alto medioevo.
Accanto alla descrizione delle tipologie delle armi più diffuse nel mondo antico, vengono evidenziati alcuni aspetti, che si riferiscono all'uso non soltanto bellico o venatorio di questi oggetti, ma anche alle loro valenze simboliche e rituali. Così, ad esempio, attraverso la presentazione di corredi tombali e di testimonianze iconografiche, viene illustrata la prassi di defunzionalizzare le armi per trasformarle in status symbol del possessore (in vita o defunto) o per dedicarle alle divinità, aspetto molto importante nell’antichità e forse oggi poco noto ai non addetti ai lavori. Si tratta di rituali la cui traccia si tramanda nella tarda antichità fino ai miti bretoni e medioevali, come quello – a noi tutti familiare – della leggendaria spada Excalibur, estratta dalla roccia da Artù e, dopo la sua morte, gettata nel lago.
Una integrazione delle tipologie di armi documentate in mostra viene fornita dal ricco repertorio iconografico relativo a questo tema, ampiamente attestato da stele, sarcofagi, fregi architettonici, monete presenti nelle raccolte del Museo, i cui particolari attinenti all'argomento risultano evidenziati nei pannelli illustrativi.
Parallelamente alla mostra vengono organizzate delle visite guidate, destinate in particolare alle scolaresche, come ulteriore supporto esplicativo dei vari argomenti trattati, con approfondimenti mirati a seconda delle fasce di età dei visitatori.
la presentazione è essenziale ma esaustiva (così come dev'essere una presentazione, altrimenti nessuno si fermerebbe a leggerla), ed è abbastanza contenuto anche l'utilizzo di termini tecnici (necessario sì, ma da mantenere entro i limiti di guardia in quanto non comprensibile ai non addetti ai lavori)
Pubblicato da: paola '80 at 03.09.04 19:33