Nelle sale dedicate alla pittura cinquecentesca ci troviamo di fronte ad una significativa documentazione degli sviluppi della pittura in area padovana, dove la scuola locale si intreccia con diverse tradizioni culturali. Questo ricco panorama risente del colorismo tizianesco, importato dal pittore nel 1511, del forte realismo derivante dall'arte nordica e dalla concezione prospettica lombarda.
Queste carattersitiche, unite al gusto locale, le possiamo ammirare nella grande
Pala di Santa Giustina (
versione braille) del bresciano
Girolamo da Romano detto il
Romanino (1485/86 c.-1562). La messa a punto di un linguagggio locale in termini di vera scuola si lega alla figura di Domenico Campagnola (1500?-1564), personalitā aggiornata sula pittura di Tiziano e carica di energia.
Tra i tanti capolavori appartenenti a questo secolo possiamo ammirare la
Crocifissione di
Jacopo Robusti detto il
Tintoretto (1519-1594), dove lo spazio č dilatato attraverso i tagli diagonali impostati dai personaggi e la scena č trattata con esiti fortemente narrativi.