Padova porte e ponti: dall'Alicorno al Portello

Questo itinerario, ideale per una passeggiata a piedi o un giro in bicicletta, ti accompagnerà  per le strade di Padova, lungo i corsi d'acqua e sotto i portici, a osservare la varietà  dei luoghi e degli stili architettonici che si sono sovrapposti nella città  in secoli di storia.

Posta tra il fiume Brenta a nord e il fiume Bacchiglione a sud, Padova è stata in passato un punto di riferimento del traffico commerciale grazie alla sua rete di oltre cinquecentonovanta canali scavati nel periodo medievale.
Nel 1209 venne completato il Canale Piovego, il principale corso d'acqua di Padova. Lungo 10 km (da Padova a Strà ) attraversa il centro storico e unisce i principali quartieri della città , convogliando nel Brenta le acque di Padova provenienti dal Bacchiglione e collegando direttamente Padova al Naviglio del Brenta e quindi a Venezia.

L'itinerario segue il corso del Piovego partendo dal Bassanello, dalla rampa del Ponte del Sostegno.
Probabilmente presso questo ponte, ufficialmente chiamato 'Ponte dei Cavai', aveva luogo il cambio dei cavalli, o forse si trovava un abbeveratoio oppure il capolinea del tram a cavalli che qui aveva sede nei primi del '900.


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Il Bastione dell'Alicorno

 


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Prendi il percorso vita di via Goito, che si svolge nel verde lungo la riva sinistra del fiume, fino al Bastione dell'Alicorno, dove inizia la cinta muraria cinquecentesca che corre parallela al nostro percorso.
Il nome 'Alicorno' deriva dal latino 'alius' (altro) e 'cornio' (fiumicello), nel senso di un altro corso d'acqua, diverso dal Bacchiglione: il Piovego. La parola 'bastione' deriva probabilmente dal francese bastillon, diminutivo di bastille che significa "fortezza".
I bastioni erano infatti i principali elementi di una vera e propria fortezza urbana, che a Padova era costituita da una cerchia di mura lunga oltre 11 chilometri, interrotta da 5 porte, 5 ingressi d'acqua e 19 bastioni.

Il Bastione dell'Alicorno è uno dei bastioni più importanti di Padova e uno dei pochi ad essere visitabili (contatta il settore edilizia monumentale del Comune di Padova 049 8205448 per accertarti che sia aperto).

Dopo la sosta riprendi il fiume e osserva poco dopo, sulla destra, il lungo tratto di mura interrotto da un sottile còrdolo in trachite. La trachite (nota a Padova con il nome di 'masegna') è la pietra che proviene dai Colli Euganei, molto usata nell'edilizia del '500. Il tratto di mura termina con il piccolo Bastione della Ghirlanda e il fiume abbandona le mura per lasciare posto alla grande golena, su cui sorge il Giardino Giorgio Perlasca.
La golena è la fascia di terreno compresa fra un fiume e il suo argine.

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La Specola

 


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Superato il ponte Ponte Saracinesca, costruito nel 1961, il fiume taglia le mura cinquecentesche della città  ed entra nel centro storico.
Il percorso vita termina, ma si può riprendere la passeggiata dopo il ponte, sempre a sinistra, percorrendo lo stretto argine che si innalza circa un metro sopra il piano stradale, fino all'arcata di ferro di Ponte Paleocapa.
Il ponte è stato costruito nel 1879 e fa parte dell'operazione di riassetto urbanistico che ha interessato tutta la zona.

Sei entrato in uno dei luoghi più suggestivi della città . Da ponte Paleocapa puoi ammirare la Specola (la duecentesca 'Torlonga'), che dal 1767 ospita l'Osservatorio Astronomico, e dietro ciò che resta di un Castello risalente agli anni successivi all'invasione degli Ungari (899 d.C.).
In questa parte del fiume si trova l'Oasi naturalistica della Specola, dove starnazzano anatrelle e molte altre specie di uccelli acquatici.

Attraversa il ponte e gira a sinistra per riviera Tiso da Camposampiero.
Da qui si può osservare, sull'altra riva appena dopo la Specola, l'abside di una chiesa: la chiesa del carcere, costruita nella prima metà  dell'800 quando il Castello era una prigione. oggi il Castello è parzialmente utilizzato dall'Università  e può essere visitato su prenotazione (+39 049 8293469).
Di fronte è possibile dare un'occhiata all'oratorio di San Michele.

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Ponti dell'epoca romana

 


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Da Ponte Paleocapa si prosegue fino al medievale Ponte di Sant'Agostino. Sulla destra osserva le caratteristiche case a schiera che danno sul fiume. Dal ponte si può vedere la briglia (un piccolo sostegno che serve per mantenere alto il livello dell'acqua a monte del fiume) e a sinistra il ponte successivo, che si chiama Ponte di San Giovanni delle Navi.
Una delle tre arcate di questo ponte è completamente scomparsa sotto le rive, ma ci dà  l'idea di quanto fosse ampio il letto del fiume in epoca romana.
La costruzione attuale risale alla fine del secolo XIII.
Da questo punto i ponti si trovano alla stessa distanza tra loro: San Giovanni delle Navi, Tadi e Passerella San Benedetto distano tra loro 148 metri, pari a 100 passus romani: si tratta infatti di costruzioni di origine romana.

Dopo il ponte di Sant'Agostino gira a sinistra e prosegui per riviera Mussato superando i ponti di San Giovanni delle Navi e dei Tadi (mappa).
Oltre il ponte dei Tadi ha inizio sulla sinistra un tratto di riviera in terra battuta percorribile in bici e a piedi.

Si arriva infine al bel ponte di ferro del 1881 chiamato Passerella di San Benedetto.

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Porta Savonarola

 


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All'incrocio con Corso Milano è necessario attraversare il ponte di San Benedetto girando a sinistra e proseguire per la prima strada a destra, riviera San Benedetto. La strada si incontra con Via Savonarola.

Se vai verso sinistra, arrivi nel grande incrocio dove si trova Porta Savonarola, realizzata nel 1530 da Falconetto nello stile del rinascimento romano, e dedicata ad Andrea Gritti, doge al momento della costruzione.

Torna indietro (scendi dalla bici perché stai prendendo la via contromano!) e percorri Via Savonarola.
Troverai diversi negozi e osterie dove ti consigliamo di fermarti per rifocillarti.
Tieni presente che l'ultimo sabato del mese si svolge la manifestazione “Via Savonarola, via degli artigiani”: una mostra dell'artigianato con spettacoli itineranti (per info +39 049 8750140).

A un certo punto, uscendo dai portici, trovi il Ponte di San Leonardo, che risale alla fine del XV secolo e sorge su un percorso di epoca romana. Il suo nome deriva dalla chiesa che si trovava al posto dell'attuale farmacia.

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Porta e ponte Molino

 


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Alla fine di via Savonarola trovi, sulla destra, Ponte Molino e Porta Molino, una delle due porte medievali che si sono conservate (l'altra è Porta Altinate).
Ponte Molino è un ponte a cinque arcate di origine romana, restaurato e ricostruito nel 1830. Sopra il ponte, un'edicola settecentesca contenente la Statua della Madonna del Carmelo.
Porta e ponte derivano il loro nome dai mulini che si trovavano a valle del ponte fino alla fine dell'800.

La più antica raffigurazione pittorica dei mulini e del ponte (1688) si trova nella Chiesa del Carmine, sul paliotto dell'altare dei Mugnai.
Nonostante le numerose ricostruzioni e rimaneggiamenti subiti nel corso dei secoli, la chiesa mantiene il suo impianto trecentesco.
Dal crollo del 1491 in particolare si salvò la facciata ed il pregevole portale ligneo, il più antico di Padova (1412). Al suo interno sono conservate pregevoli opere di A. Varotari detto il Padovanino, quali la pala e L'Annunciazione.
Orari: 08:00 - 12:00 / 16:30 - 19:30.
Per visitare la scoletta con gli affreschi cinquecenteschi (ciclo della vita di Maria) è necessario fare richiesta telefonando al numero +39 049 8760422.

Dopo il ponte gira a destra per vicolo Ponte Molino e raggiungi la passerella Conciapelli: dopo averla attraversata prosegui per il breve tratto di riviera a destra fino al Ponte dei Carmini.
Qui gira a destra e raggiungi Via del Carmine. Al termine volta a destra: alla tua sinistra hai l'ingresso del Giardino delle Porte Contarine (a ridosso del Ponte di Corso del Popolo, uno dei primi ponti in cemento armato d'Italia, del 1908).
Raggiungi il Ponte Contarini: innestata nelle spalle del ponte è la prima delle coppie di porte che costituiscono la Conca di Porte Contarine.
La conca è una grande vasca in muratura delimitata a monte e a valle da due sostegni a porte, per consentire alle barche di passare da un livello più basso a un livello più alto, e viceversa, di uno stesso fiume.

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Giardini dell'Arena e dintorni

 


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Entra nella pista ciclabile Giardini dell'Arena.
Qui puoi fermarti per una pausa e fare un giretto.
A destra, i resti dell'Arena romana e la Cappella degli Scrovegni.
A sinistra, il Bastione dell'Arena. Di fronte al bastione trovi ciò che resta del molo del Vecchio Gasometro, che accoglieva i barconi carichi di carbone provenienti da Venezia per destinarli alla produzione del gas. Ai piedi del bastione si trova la golena che ospita il parco giochi.

Uscito dai giardini gira a sinistra e prosegui per il Ponte Porcilia, che risale al 1933 ed è detto anche 'Ponte della Crisi', perché è stato edificato dopo la famosa crisi del 1929.
Attraversa la strada al semaforo pedonale e prosegui per Via Vecchio Gasometro, che è costeggiata da un muro decorato da murales.
Il barcone abbandonato che vedi sulla riva destra è il Barcone Berto. Questo vecchio barcone per il trasporto del carbone era stato restaurato da un imprenditore padovano che lo voleva trasformare in un ristorante e fino al 1997 si trovava ormeggiato di fronte al Vecchio Gasometro. Lacci burocratici hanno impedito la realizzazione del progetto. Si cercò di trasportare il barcone, danneggiato da un incendio, in un cantiere lagunare, ma a causa di una manovra errata il barcone è stato abbandonato qui.

Proseguendo per questa via pedonale e ciclabile ci addentriamo nella zona degli istituti universitari. Dopo la Passerella dell'Università , costruita nel 1997 e risultato di anni di dibattiti (la passerella poggia infatti sulle mura cinquecentesche e non ne rispetta la visibilità ), comincia un viale alberato.
Ci avviciniamo al Portello.

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Porta e ponte Portello

 


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Il Portello è il simbolo più eloquente della presenza veneziana sulla terraferma padovana: questo complesso aveva la funzione di accesso sicuro e protetto alla città .
Qui si trovava il porto civile e commerciale e la sede di una fraglia (corporazione medievale) di barcari. E soprattutto è qui che Venezia diede inizio alla Riviera del Brenta, a partire dalla Scalinata cinquecentesca in pietra d'Istria.
Questa zona, dove si riunivano "barcaroli", "cavallanti" e "beccai", noti per le loro risse con gli studenti, era una delle più popolari ed animate di Padova, e mantiene la sua vivacità  per la sua vicinanza con gli istituti dell'Università .

Ammiriamo Porta Portello, la più bella porta della città , ornata da particolari ricercati e fregi che giungono al pelo dell'acqua fino a immergersi.
Attraverso questa porta passava la strada di collegamento di Padova con Venezia.
Il Ponte di Porta Portello è stato costruito in due tempi: i piloni risalgono allo stesso periodo della porta (1518), le arcate invece alla fine del'700.

In questa zona l'ultimo sabato del mese si può curiosare per il mercatino 'Portello Cartastorie' (per informazioni +39 347 2509596).

La Scalinata era il punto di inizio e di imbarco della Riviera del Brenta.
Da qui partiva il celebre 'Burchiello' ricordato da Goldoni.
Scomparsa sotto un metro di terra, è stata riportata alla luce dall'associazione "Amissi del Piovego" e restaurata nel 1993. Sul muro sotto il capitello (1790) a uno degli estremi della Scalinata è murata la lapide che ne ricorda la costruzione (1534) e sotto la lapide è posta la piccola statua della Madonna dei Barcari del Portello.

Dalla Scalinata partono escursioni turistiche in barca lungo la Riviera del Brenta. Per informazioni:
Ufficio Informazioni Turistiche
Galleria Pedrocchi
tel. +39 049 8767927
orario: 09:00 - 13:30 / 15:00 - 19:00
chiusura: domenica

Dietro alla Scalinata puoi goderti un aperitivo.
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Commenti

SALVE! che magnifica inziativa! Mi piacerebbe sapere se verrà riproposta! Grazie!