Giuseppe Aliprandi - Sabati in libertà
Ventidue scatti del fotografo padovano Giuseppe Aliprandi, che documenta una realtà molto lontana, e di cui poco si parla e spesso si ignora. Attraverso i suoi scatti si possono così conoscere gli angoli oscuri del carcere femminile di Rebibbia dove vivono i bambini al di sotto dei tre anni che ovviamente non hanno commesso alcun crimine se non quello di essere figli di madri condannate.
La rassegna, promossa dall'Assessorato alle Politiche Culturali e Spettacolo " Centro Nazionale di Fotografia " in collaborazione con il Liceo Classico Tito Livio, presenta una serie di 22 scatti del fotografo padovano Giuseppe Aliprandi, che documenta una realtà molto lontana, e di cui poco si parla e spesso si ignora. Attraverso i suoi scatti si possono così conoscere gli angoli oscuri del carcere femminile di Rebibbia dove vivono i bambini al di sotto dei tre anni che ovviamente non hanno commesso alcun crimine se non quello di essere figli di madri condannate. Occhi teneri di bimbi innocenti abbracciati e intrappolati allo stesso tempo dalle proprie madri. Un intenso bianco e nero che copre i colori di un magico mondo infantile.
Questa drammatica realtà è il frutto di una legge italiana " Legge n. 663 del 1986 (legge Gozzini) - che, affrontando il problema della maternità delle detenute, traccia un difficile compromesso tra la necessità della pena carceraria ed il diritto del bambino o della bambina di crescere in libertà con la propria madre.
La ricerca fotografica nasce dall'incontro, nel Maggio del 2004, tra il fotografo ed i volontari dell'associazione "A Roma, insieme" che da 12 anni si impegnano a "liberare" i bambini ogni sabato dell'anno, per una giornata diversa: una giornata di libertà ! Il fotografo padovano "cattura" quegli istanti liberi, quando i bambini hanno la possibilità di trascorrere ore piacevoli dedicate al gioco, alle visite al bioparco e alle feste, assaporando la tranquillità di una vita il più "normale" possibile. Un appuntamento settimanale ormai diventato un"abitudine e che i bambini, col tempo, riconoscono e aspettano con gioia. Giornate che consentono loro di stare in spazi aperti, o in una casa, di giocare, muoversi, osservare e di relazionarsi.
Per oltre due anni Giuseppe Aliprandi ha seguito l"iniziativa dei volontari con l'ambizioso obiettivo di raccontare il tema dell'amore in una realtà di disagio e di sofferenza. Le fotografie esposte riflettono istanti di intensa umanità , il rapporto di queste madri con i loro figli, la speranza e la forza di ogni sorriso. Il vero protagonista di queste fotografie che ci percuotono con la loro severa, a tratti sorprendente poetica essenzialità , è il carcere. Sfilano volti imbronciati, sorrisi stentati, occhi velati dalla profondità di un rimpianto antico. Volti che probabilmente non vorrebbero essere catturati nuovamente, anche dallo stesso obiettivo.
Le immagini di Aliprandi feriscono l"osservatore perché l"occhio del fotografo è riuscito a cogliere quell"altrove che, per loro, ha davvero un senso: la libertà .
info.CNF:+39 049 8204518-4525
e-mail: cnf@comune.padova.it
Segreteria Liceo Tito Livio 049 8757324 " 049 8752095
Orario: da lunedì a venerdì 9:00/17:00; sabato 09:00/13:00
Chiuso la domenica.
Sabato 3 marzo 2007: convegno sul tema madri e bambini, ore 10.00, aula Magna Liceo Classico Tito Livio
Biografia
Giuseppe Aliprandi, nato a Padova il 4 giugno 1970 e si è laureato in economia all'Università degli Studi di Bologna.
Ha operato nel campo della comunicazione fin dal 1998, prima all'estero, a Londra, poi in Italia, a Roma dove attualmente vive.
Ha lavorato nel campo della comunicazione aziendale fino al 2004, anno in cui opera anche in campo sociale e culturale, utilizzando le conoscenze sviluppate come consulente aziendale maturate dalla sua passione per la fotografia.
Ha frequentato dal 2002 al 2004 un corso di reportage fotografico presso la scuola Romana di Fotografia.
Collabora in maniera continuativa con Messagerie Italia, con la quale ha realizzato una serie di fotografie di scrittori internazionali, tra cui la fotografia di Jonathan Safran Foer stampata sul retro di copertina del famoso romanzo "Molto forte, incredibilmente vicino".
Ha contribuito alla realizzazione dell'evento "Padova per i diritti umani", promosso dalla Regione Veneto nell'autunno del 2005, progettando il sito web ed eseguendo la copertura fotografica.
Svolge attività di consulenza sul tema delle pari opportunità per il Ministero del Lavoro.
Il progetto "Bambini e madri nelle carceri italiane" è stato da lui ideato in collaborazione con varie associazioni di volontariato italiane ed estere.
Ha seguito per circa un anno le diverse attività del carcere di Rebibbia raccontando attraverso le sue fotografie situazioni e dinamiche interne allo stesso carcere.
La rassegna "Sabati di libertà " è stata presentata per la prima volta nel gennaio 2006 a Palazzo Valentini di Roma.
Ha promosso e organizzato numerosi convegni in relazione al rapporto tra madri condannate e i propri figli, proprio nell'ottica di dare maggiore forza al progetto da lui condotto nel carcere di Rebibbia.

