Paolo Capovilla - Momenti di grazia

La mostra rappresenta un"€™occasione ideale per ricordare, approfondire e riscoprire questo artista, che si è dedicato alla pittura e al cinema. Più di cinquanta dipinti, organizzati in un percorso cronologico dagli anni '70 al 1997 anno della sua morte

IGiovedì 6 dicembre alle 18.30 è stata inaugurata, alla Galleria La Rinascente, la mostra che, a dieci anni dalla sua scomparsa, l"€™Amministrazione Comunale di Padova dedica a Paolo Capovilla.
Grazie al paziente lavoro di ricerca di Beatrijs Lauwaert, forse la persona che più a fondo ha conosciuto Paolo e le ragioni profonde del suo fare pittura, artista belga e curatrice della mostra, sono stati raccolti più di cinquanta dipinti, che, organizzati in un percorso cronologico che a partire dagli anni "€™70 arriva al 1997, anno della sua morte.

La disponibilità  a concedere il prestito delle opere da parte di molti collezionisti, soprattutto di Padova, di Bagnoli di Sopra (suo paese natale), di Conselve e di altre località  della provincia, ha consentito alla curatrice di mettere a punto un progetto espositivo che ha destato anche l"€™attenzione di critici come Martina Corgnati, che, con entusiasmo e grande dedizione, si è dedicata ad analizzare la produzione di questo artista, proponendosi di approfondirne ulteriormente lo studio.

Biografia
Paolo Capovilla, terminati gli studi al Liceo Tito Livio, si iscrive all'€™Università  di Padova, Facoltà  di Lettere, quindi dal 1968 frequenta il Centro Sperimentale di Cinematografia, proseguendo l"€™esperienza nel mondo del cinema prima come regista, poi come attore, con Bertolucci e Rossellini.
Nel 1970 decide di chiudere con il cinema per darsi alla pittura, una pittura che si avvale di un linguaggio espressionista e postcubista con l"€™utilizzo di pennellate ampie e veloci e di un colorismo acceso, saturo e ricco di violenti contrasti. In una totale libertà  espressiva Capovilla fissa quindi immagini, volti, cose, paesaggi nei quali l"€™elemento figurativo, primitivo e ingenuo, viene reso forte da un potente e libero senso del colore.
La stravaganza del personaggio, votato all'€™eccesso, soprattutto a causa della malattia che lo porta all'€™alcolismo, convivono, nei ricordi di quanti lo hanno conosciuto, con l"€™ammirazione per la sua intelligenza, sensibilità  e cultura. Colpiscono anche i suoi esordi con la regia del film Tabula rasa, ispirato alle vicende dell'€™eroe greco Filottete, la cui storia di solitudine, disagio, mancanza di accettazione, è così simile alla sua personale situazione esistenziale.
I saggi di Giovanni Castaldi, psichiatra, e Martina Corgnati, critica d"€™arte, ben introducono alla comprensione di questo artista, l"€™uno sondando gli aspetti complessi della sua personalità , l"€™altra delineandone il percorso creativo; costituiscono dunque un importante avvio per approfondire e studiare l"€™opera di Paolo Capovilla, fino ad oggi relegato nell'€™album dei ricordi come personaggio, piuttosto che come artista.


Orario: aperto tutti giorni 10.00-20.00
Ingresso libero
Info: 049 8204544