La magia di Giotto. Dagli affreschi alle immagini fotografiche

La magia di Giotto. Dagli affreschi alle immagini fotografiche

Conferenza di Maria Beatrice Autizi

Nell'ambito delle attività di approfondimento sulle tematiche della mostra Lo Scatto di Giotto. La Cappella degli Scrovegni nella fotografia fra '800 e '900, giovedì 4 aprile, alle ore 17.00 la studiosa Maria Beatrice Autizi proporrà al pubblico una riflessione sulla ricerca della rappresentazione della realtà nelle immagini giottesche.

L'Arte di Giotto che ritroviamo in Cappella Scrovegni si muove nel tempo e nello spazio, a partire dalle primissime fotografie fino alla riproduzione in altissima risoluzione che hanno incantato il pubblico qui a Padova quanto quello che ha visitato la mostra presso l’Istituto Italiano di Cultura di New York. - spiega Maria Beatrice Autizi- In occasione dell'incontro andremo alla scoperta delle piante, dei fiori di Giotto e di tutti quei particolari che mantengono viva la sua magia ma anche di tutto ciò che l’artista fiorentino ha insegnato ai pittori che verranno dopo di lui.

Introduce l'incontro Francesca Veronese, direttrice dei Musei Civici di Padova.

Al termine dell'incontro è prevista la visita alla mostra.

Informazioni
L'ingresso è libero fino al raggiungimento del limite di posti disponibili

Assessorato alla Cultura
Tel. 049 8204530
convegno@comune.padova.it

Informazioni sulla Mostra
Museo Eremitani (piazza Eremitani 8)
28 ottobre 2023 - 7 aprile 2024
tutti i giorni 09:00-19:00
prezzo: incluso nel biglietto di ingresso al Museo Eremitani

Impermanenza

Impermanenza

Bipersonale di Fernanda Duso e Chiara Pasqualotto

Inaugurazione a ingresso libero: venerdì’ 8 marzo alle 17:30

Dal 9 marzo al 7 aprile, presso le Scuderie di Palazzo Moroni, sarà allestita la mostra Impermanenza. Bipersonale di Fernanda Duso e Chiara Pasqualotto, due artiste appartenenti a due diverse generazioni, che in questa esposizione, si mettono a confronto, in un equilibrato contrasto.

Fernanda Duso presenta venti opere digitali realizzate quasi tutte nel 2023, e dodici sculture tutto tondo di creta semirefrattaria bianca realizzate tra il 2010 e il 2019. Nelle tele digitali l’artista si avvale di textures ricavate da antiche incisioni e da lei rielaborate su cui colloca forme trasparenti o a volte coprenti realizzate anche con interventi manuali. L'artista predilige come tema “i quattro elementi” che a volte sono l’occasione di un racconto simbolico come in “Esilio, Icaro, Naufragio”.

Anche nel blocco scultoreo permeato di gravità delle piccole sculture, la Duso cerca il movimento o la tensione prima dell’azione. Nella semplificazione delle forme si notano riferimenti ai disegni di Durer (lo schema del corpo umano), al Futurismo, all’opera dello scultore Wotruba. Anche l’aspetto di ruvido cemento delle superfici delle statue è per il linguaggio dell’artista tanto importante quanto la forma, mentre le pose sono tra le più naturali o comuni.

Al centro della ricerca di Chiara Pasqualotto c’è l’albero, sia per ragioni ecologiche-ambientali, sia per aspetti formali: la modularità e la ripetizione di segmenti, l’intreccio dei rami che disegna trame, i tronchi che segnano lo spazio del bosco con linee verticali come una scena di teatro.
Altro tema centrale presente in questa mostra è l’acqua, scelta per la mobilità e la trasparenza e l’adattabilità alle forme che la contengono, ma anche, ancora una volta, per l’importanza fondamentale da un punto di vista ambientale: bene primario da preservare in ogni parte del pianeta come bene collettivo e da garantire a tutti.

Chiara Pasqualotto, anche illustratrice e pittrice, dal 2018 sceglie l’incisione come linguaggio centrale per la propria ricerca artistica. Questo interesse è determinato in primo luogo dalla riproducibilità della stampa, la possibilità di moltiplicazione dell’immagine nel numero di copie, la ripetizione infinita del soggetto in una versione simile ma mai identica di esso grazie alle variazioni dalla stampa a mano.

Nelle opere presenti alla mostra, questo processo di iterazione è talvolta intensificato anche dalla sovrapposizione di matrici o stampe diverse, di controstampe e ghost. Anche la forma del quadrato va vista in questi termini, in quanto permette ulteriormente di giocare con la forma della matrice in fase di stampa -con la sua rotazione su un altro lato-, producendo maggiori variazioni. L’artista sceglie l’incisione per la creazione di molteplicità proprio per la materialità del linguaggio calcografico, per la manualità, la fisicità dei materiali e degli strumenti.

Informazioni
Ingresso libero
orario: 09:30-12:30 e 16:00-19:00
chiuso tutti i lunedì non festivi

lunedì 1 aprile la mostra sarà aperta con orario  13:00-20:00

Settore Cultura, Turismo, Musei e Biblioteche
paganinl@comune.padova.it 
Tel. 0498205623

Veneto contemporanea 2024

Veneto contemporanea 2024

IVa edizione "Symphomaniac!"

Dopo l’evento-anteprima in omaggio a Luigi Nono, che ha visto la presenza del filosofo Massimo Cacciari nell’ambito della celebrazione del centenario della nascita del grande compositore veneziano, la Fondazione Orchestra di Padova e del Veneto annuncia la quarta edizione di Veneto Contemporanea, la rassegna OPV dedicata alla musica del presente che si terrà a Padova dal 28 aprile al 5 giugno 2024

Cinque gli appuntamenti tra musica e divulgazione con alcuni tra i più apprezzati interpreti e noti divulgatori musicali negli spazi di Palazzo Liviano e dell’Orto Botanico.
Con il titolo Symphomaniac! – afferma il Direttore artistico e musicale Marco Angius – ho voluto sottolineare una specifica connotazione della musica contemporanea a essere estrema e innovativa rispetto alle tendenze visibili nel panorama musicale odierno.

Ideato dal Direttore artistico e musicale OPV Marco Angius, Veneto Contemporanea vede la collaborazione della Fondazione Musicale Omizzolo Peruzzi di Padova e dell’Archivio Musicale Guido Alberto Fano di Venezia. La rassegna si avvale inoltre del patrocinio del Comune di Padova, del sostegno del Ministero della Cultura e della Fondazione Cariparo.

Il concerto di apertura si terrà domenica 28 aprile negli spazi aperti dell’Orto Botanico di Padova, ripetuto in due turni (alle ore 18.15 e 19.15). Per l’occasione verrà eseguito Oiseaux exotiques, composizione per pianoforte e piccola orchestra che Olivier Messiaen dedicò al canto di alcune tipologie di uccelli provenienti dall’Asia e dalle Americhe. Solista della serata sarà il pianista Ciro Longobardi, mentre l’Orchestra di Padova e del Veneto sarà diretta da Marco Angius.

La quarta dizione di Veneto Contemporanea si chiuderà mercoledi 5 giugnoalle ore 20.45 presso la Sala dei Giganti con un concerto teso a celebrare la figura di Arnold Schönberg, del quale verrà proposta in prima esecuzione nazionale la Kammersymphonie op. 9. Completeranno il programma le musiche di alcuni importanti autori padovani: l’Ouverture a grande orchestra di Guido Alberto Fano, e il Concerto per pianoforte e orchestra di Silvio Omizzolo con Roberto Prosseda solista, mentre OPV sarà diretta da Dario Bisso Sabàdin.

Programma

28 aprile, ore 18.15 e ore 19.15
Orto Botanico
Oiseaux exotiques. Piume e petali sulle note di Messiaen

OPV-Orchestra di Padova e del Veneto
Marco Angius, Direttore
Ciro Longobardi, Pianoforte

In Messiaen la trascrizione di 47 intonazioni ornitologiche di vari continenti si combina agli antichi ritmi indù e greci in un contesto come quello dell’Orto botanico, ideale per viverne direttamente l’ascolto all’aria aperta.
Marco Angius dirige l’Orchestra di Padova e del Veneto, e insieme a Ciro Longobardi al pianoforte dialogheranno su origini, abitudini e aneddoti di “oiseaux exotiques” con esperti ornitologi e botanici dell’Università di Padova.
In collaborazione con il festival Risvegli dell’Orto botanico 

4 maggio, ore 20.45
Palazzo Liviano-Sala dei Giganti

Psichedelica sonora
OPV-Orchestra di Padova e del Veneto
Marco Angius, Direttore
Chiara Osella, soprano
Luigi Manfrin, relatore
Programma
FAUSTO ROMITELLI: un ritratto in musica
Cupio dissolvi; Lost

15 maggio, ore 20.45
Palazzo Liviano-Sala dei Giganti
Symphomaniac!

OPV-Orchestra di Padova e del Veneto
Daniel Kawka, Direttore
Programma
Luca Antignani - Mundus patete (prima assoluta); Edel-Weiss (prima italiana)

5 giugno, ore 20.45
Palazzo Liviano-Sala dei Giganti
Symphomaniac!

OPV-Orchestra di Padova e del Veneto
Dario Bisso Sabàdin, Direttore
Roberto Prosseda, Pianoforte
Programma: Guido Alberto Fano - Ouverture (prima assoluta); Silvio OmizzoloConcerto per pianoforte; Arnold Schönberg - Kammersymphonie op. 9 (1914, prima italiana)

Info
Biglietti disponibili in prevendita sul portale Vivaticket.com

Fondazione OPV-Orchestra di Padova e del Veneto
Tel. 049 656848-656626
info@opvorchestra.it
www.opvorchestra.it

Evasioni

Evasioni

Mostra collettiva

Inaugurazione: 10 aprile, ore 18.00

Dall'11 al 28 aprile sarà visitabile in Galleria Cavour la mostra collettiva Evasioni, a cura dell'Associazione MoMArt e dell'Assessorato alla Cultura.

Da alcuni anni L’Associazione MoMArt è impegnata in un progetto didattico consistente in corsi di pittura, scultura all’interno del carcere di Padova, nella sezione di alta sicurezza.
E' proprio da questa attività che nasce l'idea di una mostra, in cui l’Arte possa rappresentare un momento di evasione per chi ha perso la libertà. Evasioniè proprio questo: l’arte come evasione, ma, anche l’evasione come soggetto artistico.

Abbiamo tutti la nostra forma di evasione, e tutte le forme di evasione possono venire rappresentate in forma artistica. Un tema ampio, affascinante, reso più concreto dalla partecipazione alla mostra delle opere realizzate all’interno del carcere: opere importanti, ricche di significati, a volte dall’alto contenuto simbolico.
Da sempre l’arte livella le differenze o le estremizza, veicola messaggi, unifica persone e soggetti diversi. E cosa può essere più aggregante di una mostra in cui opere di artisti e di detenuti vengono esposte insieme sotto un’unico cappello comune?

In esposizione opere di:
Alessandra Andreose - Santo Battaglia - Antonio Bellisai - Ignazio Bonaccorsi - Alessia Bortolami - Salvatore Calabrò - ChiTon - Chiara Coltro - Ernesto Cornacchia - Giuseppe D'Agostino - Marina Dogo - Errico - Lorena Filippetto -  Giuseppe Filippi - Luigi Galli - Dave Guccione - Giovanni Leone - Amos Loffreda - Giuseppe Mallia - Elena Marchesini - Gianfranco Morello - Francesco Ottinà - Antonio Papalia - Baerbel Schmidtmann - Filippo Sciara - Elisabetta Sgobbi - Manuel Silvestrin - Ruggero Simonato - Alessandro Stella - Paolo Tagliasacchi - Maurizio Turlon - Monica Vaccari - Silvio Zago - Cristina Zucchi

Informazioni
Ingresso libero

Orari:
mercoledì, giovedì, venerdì 15:30 - 19:00
sabato, domenica ore 10:00 - 13:00 / 15:30 - 19:00

chiuso lunedì e martedì

Settore Cultura e Turismo
U.O.C. Mostre, Manifestazioni e Spettacoli
tel (+39) 049 8204529 - 4501
donolatol@comune.padova.it

 
 

Naturalmente dipinti

Naturalmente dipinti

Mostra personale di Paolo Paolucci

Inaugurazione: 4 aprile 2024, ore 17.30

Dal 4 al 28 aprile 2024 è aperta nella Sala della Gran Guardia la mostra Naturalmente dipinti, personale di Paolo Paolucci.
In esposizione una trentina di quadri realizzati dal pittore naturalista con tecniche varie come la tempera grassa, la tempera all’uovo, l’olio e l’acrilico.

Il percorso artistico di Paolo Paolucci è dedicato agli animali. I protagonisti delle sue opere sono infatti: uccelli, mammiferi e farfalle appartenenti alla nostra fauna selvatica, ritratti in primo piano o, più spesso, inseriti nel loro contesto ambientale, creando una sorta di paesaggio animato.
Ecco allora un breve viaggio nella biodiversità delle nostre Regioni, raccontato attraverso la pittura naturalistica.

Paolo Paolucci ha conseguito la maturità artistica nel 1974 presso il Liceo Artistico Statale di Padova e attualmente lavora come Tecnico all'Università di Padova.
Da circa una trentina di anni si dedica alla pittura naturalistica, mentre l’illustrazione scientifica è parte della sua professione. I soggetti delle sue opere pittoriche sono animali, piante e paesaggi rappresentati con stile realista usando tecniche pittoriche e supporti diversi, come l’acrilico, l’olio, l’acquerello e la tempera all’uovo.

Ha realizzato numerose illustrazioni per libri e riviste specializzate e alcuni calendari/cataloghi che riproducono i suoi quadri sono stati pubblicati dal Parco Regionale dei Colli Euganei e dal Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.
Molte opere pittoriche sono presenti in collezioni pubbliche e private in Italia, Francia, Svizzera, Irlanda, Francia, Germania e Ungheria e ha partecipato alle seguenti mostre e concorsi di pittura naturalistica:

Informazioni

Ingresso gratuito
Orari: 9.30-12.30 e 16.00-19.00. Chiuso i lunedì non festivi

U.O.C. Mostre, Manifestazioni, Spettacoli
tel. 0498204529 - 4501
donolatol@comune.padova.it
 

Lina Merlin. Una donna, due guerre, tre regimi

Lina Merlin. Una donna, due guerre, tre regimi

Presentazione del libro di Monica Fioravanzo

 
Martedì 26 marzo 2024 alle ore 17 in sala Paladin a Palazzo Moroni (via del Municipio 1, Padova), si svolgerà la presentazione del libro di Monica FioravanzoLina Merlin. Una donna, due guerre, tre regimi” (Franco Angeli, 2023).
 
Discutono con l’autrice, Patrizia Gabrielli (Università di Siena), Maurizio Degl’Innocenti (Università di Siena).
Presiede Lorenzo Mecchi (Università di Padova).
 
Il profondo senso della giustizia sociale, l’impegno costante per la salvaguardia dei diritti fondamentali dei cittadini e delle cittadine, l’energica attenzione verso le classi subalterne e l’assidua azione volta alla tutela e al sostegno delle donne e dei «fanciulli», individuati come la parte più debole e trascurata della società italiana del Novecento. Queste le caratteristiche precipue della sfaccettata personalità di Lina Merlin, una donna che ha esercitato un ruolo cruciale nella rinascita dell’Italia, uscita stravolta dalla seconda guerra mondiale. Femminista ante litteram, insegnante appassionata, convinta antifascista e nel dopoguerra eletta nelle file del Psi all’Assemblea costituente e per tre successive legislature al Parlamento, Lina Merlin fu un personaggio scomodo, non ultimo per il rigore e la determinazione che sempre dispiegò nella difesa degli ideali di libertà, eguaglianza e giustizia sociale che hanno costantemente orientato la sua azione pubblica e privata. Aveva aderito al Partito socialista agli inizi del secolo, individuando in esso l’unica forza politica che volesse realizzare un ideale di giustizia sociale che era il suo. Il fermo rifiuto della violenza e dell’esaltazione della guerra (il fratello, caduto ed eroe della Grande guerra, la chiamava scherzosamente «pace fondaia») fu la premessa della sua strenua opposizione al fascismo, al quale scelse di non prestare giuramento, perdendo così il lavoro di insegnante nella scuola pubblica e affrontando il confino. Nata in Polesine, visse a Milano, negli anni Trenta e durante la Resistenza, per poi trasferirsi a Roma dopo l’elezione alla Costituente e al Parlamento. Nondimeno, mantenne sempre intensi legami con il Polesine, cui diede un contributo fondamentale durante la tragica alluvione del 1951. Sensibile ai reali bisogni della parte più umile della società, trasferì con determinazione queste istanze nelle aule parlamentari. Impegnata su più fronti, dalla tutela della donna e del fanciullo alla difesa della Costituzione e dei diritti dei lavoratori, e attiva sulla scena politica fin dal primo dopoguerra, fu però la sua proposta di legge per l’abolizione delle “case chiuse” a conferirle una diffusa notorietà anche a livello internazionale, tanto che tuttora il suo nome è accostato alla legge del 1958, nota appunto come “legge Merlin”. Indubbiamente la proposta di legge, per la tenacia e il coraggio con cui Lina Merlin la sostenne per oltre un decennio, pone in luce un aspetto precipuo del suo impegno per la difesa della dignità della donna, ma non rende ragione della sua ben più complessa dimensione culturale, umana e civile. È appunto la più complessa personalità di Lina Merlin che il presente libro vuole restituire, dalla formazione agli ultimi anni della sua intemerata esistenza.
 
Monica Fioravanzo è professoressa associata di Storia contemporanea presso il Dipartimento di Scienze politiche, giuridiche e Studi internazionali dell'Università di Padova, dove insegna Storia contemporanea e Storia dell'Europa contemporanea. Fra le pubblicazioni: (2022): L’Europa fascista. Dal “primato” italiano all’asservimento al Reich (1932-1943), Franco Angeli, Milano 2022; 1943. Strategie militari, collaborazionismi, Resistenze, (a cura di M. Fioravanzo e C. Fumian), Viella, Roma 2015; Mussolini e Hitler: la Repubblica sociale sotto il Terzo Reich, Donzelli, Roma 2009; Élites e generazioni politiche Democristiani socialisti e comunisti veneti (1945-62), Franco Angeli, Milano 2003; Nel Nuovo Ordine Europeo: documenti sulla Repubblica di Salò sotto il Terzo Reich, Cleup, Padova 2000.
 
 
Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.
 
Informazioni:
Comune di Padova
Settore Cultura e Turismo
U.O.C. Mostre, Manifestazioni e Spettacoli
tel (+39) 049 8204529 | cultura@comune.padova.it

Presentazione del libro di Bruno Bertucci

Presentazione del libro di Bruno Bertucci

Allora ci vedo? Avventure di un non vedente in giro per il mondo

 
Venerdì 22 marzo 2024 alle ore 18:30 in sala Paladin a Palazzo Moroni (via del Municipio 1, Padova), si svolgerà la presentazione del libro di Bruno Bertucci "Allora ci vedo? Avventure di un non vedente in giro per il mondo" (scritto.io casa editrice indipendente).
 
Con Bruno Bertucci interviene Michele Gangemi, autore della prefazione.
 
Quarantaquattro paesi visitati in trentacinque anni di viaggi intorno al mondo: un record che poche persone possono vantare! L'impresa, di per sé straordinaria, diventa pressoché unica se a compierla è una persona "non vedente"... e Bruno Bertucci, classe 1957, lo è dalla nascita. Molti di noi, con un handicap così importante, avrebbero timore di aggirarsi da soli per i vicoli meno noti della propria città. Bruno non ha esitato ad affrontare gli angoli più remoti del globo. Ha girato la metà del mondo col suo bastone bianco. E non si accontenta: vuole girare anche l’altra metà.
 
Nato a Cosenza, romano, padovano e marocchino d’ adozione, cittadino del mondo, Bruno Bertucci parla francese, inglese, spagnolo, portoghese e arabo. Laureato in pedagogia e in O.A.M.S. settore musicale, giornalista, accademico onorario, critico musicale, ha collaborato con diverse testate giornalistiche (tra cui “L’Osservatore Romano”, “L’Opinione” e “Quintessenza”) e con i programmi di Radio Vaticana. Sono apparsi suoi articoli sulle riviste specializzate: “Il Giornale della Musica”, “Strumenti e Musica”, “Piano Time”. Ha pubblicato il libro “Confidenze Musicali”, edito da Lombardo Editore. Ha collaborato al programma musicale “Diapason”; attualmente alla rubrica “Pagine e Fogli” di Radio Vaticana.
 
Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.
 
Informazioni:
Comune di Padova
Settore Cultura e Turismo
U.O.C. Mostre, Manifestazioni e Spettacoli
tel (+39) 049 8204529 | cultura@comune.padova.it

Giotto, la visione e la memoria

Giotto, la visione e la memoria

Conferenza di Giuliano Pisani

Nell'ambito delle attività di approfondimento sulle tematiche della mostra Lo Scatto di Giotto. La Cappella degli Scrovegni nella fotografia fra '800 e '900, mercoledì 20 marzo alle ore 17.00 lo studioso Giuliano Pisani proporrà al pubblico una riflessione sulla complessità delle immagini giottesche, con particolare riferimento alla Cappella degli Scrovegni.

Il senso di un'immagine, anche quando appare semplice e univoca nel suo significato, può celare la complessità di una lettura allegorica, i cui simboli vanno esaminati e interpretati nel loro preciso contesto, particolare e generale, mai separatamente spiega Pisani nel suo saggio pubblicato nel catalogo della mostra, edito da Biblos.

Introduce l'incontro Francesca Veronese, direttrice dei Musei Civici di Padova.

Al termine dell'incontro è prevista la visita alla mostra.

Informazioni
L'ingresso è libero fino al raggiungimento del limite di posti disponibili

Assessorato alla Cultura
Tel. 049 8204530
convegno@comune.padova.it

Informazioni sulla Mostra
Museo Eremitani (piazza Eremitani 8)
28 ottobre 2023 - 7 aprile 2024
tutti i giorni 09:00-19:00
prezzo: incluso nel biglietto di ingresso al Museo Eremitani

Mostra "Siamo parte di un tutto"

Mostra "Siamo parte di un tutto"

Personale di Gianpaolo Cappello

 
Inaugurazione: sabato 16 marzo 2024, ore 17
 
Sabato 23 marzo 2024, ore 17: presentazione del libro "Oltre le onde".
 
Dal 16 al 31 marzo 2024 è allestita presso la Galleria Città di Padova (vicolo Santa Margherita 2), la mostra Siamo parte di un tutto. In mostra 30 dipinti su tela dell’artista Gianpaolo Cappello.
 
Siamo parte di un tutto’ è il titolo della mostra e un monito in quest’epoca di lacerazione e separazione.
 
Ogni opera di Gianpaolo Cappello ci racconta una storia, ci accompagna attraverso stimoli visivi in una realtà ‘altra’, dove ognuno può trovare i propri significati. L’intersercarsi di immagini, suggerimenti e gesti, assieme alla vivacità serena dei colori, ci trasmettono il suo “amor mundi”, mettendo l’osservatore di fronte alla risoluzione del proprio senso di separazione o unità. Questa sua tecnica molto personale lo contraddistingue, rendendo la produzione artistica di Gianpaolo Cappello riconoscibile a colpo d’occhio.
 
Gianpaolo Cappello nasce il 1° luglio 1954 ad Arzergrande (Padova). Dopo aver trascorso l’infanzia nella campagna padovana, si trasferisce con la famiglia in città. L’allontanamento dal contatto quotidiano con la natura e dalla libertà della vita rurale genera in lui una nostalgia che sopirà soltanto con l’arte. Durante gli studi si interessa a tutte le forme d’arte, dalla letteratura al cinema, alla musica. Attraverso l’espressione pittorica, Gianpaolo Cappello comunicherà negli anni l’amore e l’energia che l’ambiente naturale ci offre. Non mancano nella sua arte richiami storici e architettonici. Nelle sue creazioni ha inoltre affrontato criticamente temi sociali ed esistenziali. Il malessere dei giovani, la mancanza di valori, l’inquinamento e lo sfruttamento del pianeta sono temi che trovano spazio nelle sue opere. Ha compiuto gli studi artistici e si è diplomato Maestro d’Arte all’Istituto Selvatico di Padova. Da molti anni è attivamente presente nella vita artistica nazionale e internazionale con mostre personali e su invito a rassegne e premi di pittura.
 
Informazioni
Orario di apertura: da lunedì a sabato 16-19:15, chiuso i festivi; ingresso libero.
Galleria Città di Padova
cell. +39 340 3230490
assartepadova@gmail.com
www.assartepadova.it
Comune di Padova - Assessorato alla Cultura

"In questa notte afgana" di Pamela Ferlin

"In questa notte afgana" di Pamela Ferlin

Presentazione e reading del romanzo

 
Martedì 19 marzo 2024 alle ore 18 in sala Paladin a Palazzo Moroni (via del Municipio 1, Padova), si svolgerà la presentazione e reading del romanzo "In questa notte afgana" (Piemme Edizioni) di Pamela Ferlin.
 
Andrea Colasio assessore alla Cultura del Comune di Padova dialoga con l'autrice Pamela Ferlin.
 
Letture a cura dell'attrice Maria Vittoria Casarotti Todeschini.
 
Sima ha vent'anni e frequenta l'università a Kabul, il sogno che ha fin da quando era bambina e che, grazie a un'associazione italiana, è diventato realtà. All'arrivo dei talebani in città, il 15 agosto 2021, il suo sogno, però, si infrange e Sima comprende che l'unica cosa che può fare è nascondersi, sperando che nessuno sveli il suo passato. Come lei, anche la sua amica Aziza è terrorizzata. A un passo dalla laurea in giurisprudenza e dall'obiettivo di diventare avvocato, sa che i diritti che il nuovo governo ha deciso di mantenere per le donne si reggono su un filo molto sottile e che manca poco perché si torni alle limitazioni e alle atrocità dei racconti di sua madre. Queste due ragazze hanno una sola speranza, Vittoria, una giornalista italiana che per le donne afgane ha fatto molto e molto vorrebbe ancora fare, ma ha le mani legate. Nessuno può più andarsene da Kabul e anche solo essere in contatto con lei per le ragazze potrebbe costituire un pericolo. È così che, attraverso brevi messaggi, fotografie rubate, articoli di giornale, tentativi di fuga alla frontiera si dipana questa vicenda, tratta da una storia vera. Ed è dall'incontro e a volte anche lo scontro di culture che ci accorgiamo di quanto la nostra promessa di occidentali a quel paese, e alle sue donne in particolare non sia stata rispettata. Abbiamo detto loro di studiare, perché lo studio è affermazione, è costruzione dell'identità, è libertà perché chi studia non potrà più essere schiavo. E poi ce ne siamo andati, abbandonandole in un mondo in cui una donna non sposata, una donna istruita è considerata una fuorilegge. Ma forse c'è una luce in fondo a questa buia notte afgana.
 
Pamela Ferlin. È nata a Padova dove si è laureata in sociologia. Collabora con il «Corriere della Sera», racconta per mestiere le storie delle aziende e per passione le vite degli altri. In questa notte afgana è il suo primo romanzo.
 
Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.
 
Informazioni:
Comune di Padova
Settore Cultura e Turismo
U.O.C. Mostre, Manifestazioni e Spettacoli
tel (+39) 049 8204529 | cultura@comune.padova.it

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