Storie di jazz...e oltre

Storie di jazz...e oltre

Marzo-Aprile 2014.

Continua anche per marzo-aprile la programmazione di “Storie di Jazz... e oltre” - rassegna promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova e dalla Scuola di Musica “Gershwin” con la direzione artistica di Maurizio Camardi e giunta quest'anno alla tredicesima edizione.
Una stagione iniziata lo scorso ottobre e che in questi primi cinque mesi ha portato in città alcuni grandi nomi della musica jazz e non (da Fabrizio Bosso a Tim Armacost, da Kyle Poole a Ty LeBlanc, da Fat Cat Hackett a Heidi Vogel) grazie al contributo dei partner Q Restaurant Lounge Bar, Lexus Giuriatti Futuro e Hotel Grand'Italia.
Due le location principali dei concerti: il Q Restaurant Lounge Bar di vicolo dei Dotto/Piazza Insurrezioneche proporrà concerti tutti i giovedì sera (con inizio alle 21.30) con la possibilità di cenare e ascoltare musica in perfetto stile Blue Note – e l'Hotel Grand'Italia di corso del Popolo (di fronte alla Stazione ferroviaria) che ospiterà alcuni appuntamenti nel magnifico Salone del Sogno la domenica mattina a partire dalle ore 11.
I concerti al Q Restaurant Bar prevedono l'ingresso con consumazione obbligatoria e la possibilità di cenare con speciali jazz menu à la carte. E' possibile, anzi consigliato, prenotare i posti a sedere, sia per la cena sia per il concerto, presso i numeri telefonici dedicati (049.8751680 e 342.1486878) o via mail all'indirizzo info@storiedijazz.com
Gli appuntamenti al Salone del Sogno dell'Hotel Grand'Italia sono invece ad ingresso gratuito ma con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento dei posti disponibili telefonando al 342.1486878.

Programma

Informazioni
Q Lounge Bar - vicolo dei Dotto, 3 - Padova
Tel. 049/8751680

Hotel Grand'Italia-Salone del Sogno
C.so del Popolo 81
Tel. 049/8761111

Scuola di musica Gershwin
cell. 342 1486878
info@storiedijazz.com
www.storiedijazz.com
 

TIMELINE. La storia e lo sguardo

TIMELINE. La storia e lo sguardo

Sarà Timeline. La storia e lo sguardo il tema conduttore dell'edizione 2014 di Padova Photo-Graphia, ambizioso progetto culturale dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Padova, nato tre anni fa con l'obiettivo di promuovere la fotografia intesa come linguaggio espressivo della contemporaneità, creando un percorso tra la fotografia contemporanea e il passato.
9 mostre, incontri, presentazioni di libri, un concorso e un convegno: è molto ricco il programma della terza edizione della Rassegna, programma che si aprirà il 21 marzo con il grande artista e fotografo americano Matthew Albanese. L’idea di questa edizione nasce da una concomitanza storica che ha coinvolto la città durante la seconda guerra mondiale: 70 anni fa gli affreschi del Mantegna nella Cappella Ovetari vennero irrimediabilmente distrutti. Infatti, l'11 marzo 1944, nel corso del bombardamento della città di Padova, veniva gravemente colpita la chiesa degli Eremitani. Nell'ambito della rassegna, la mostra Foto storiche di Padova. Il bombardamento della Chiesa degli Eremitani (Palazzo Zuckermann 11 aprile-25 maggio) ripercorre le vicende della chiesa, del recupero dell'edificio e del suo patrimonio artistico.
Curata da Maria Beatrice Autizi e Angelo Maggi, la rassegna affronta il tema del tempo cristallizzato per mezzo dell'immagine fotografica. Attraverso la storia e lo sguardo si ripercorrono i passi degli inventori di questo media, proponendo le nuove figure che stanno emergendo nel panorama fotografico contemporaneo e che nella linea del tempo hanno trovato la loro espressione creativa. Timeline è la linea del tempo che attraversa e separa l’oggi da ieri, nella grande storia e nella quotidianità, nei gesti che durano un attimo e nella consequenzialità raccontata attraverso scatti che si avvalgono della fotografia come mezzo privilegiato.

L’osservazione della realtà, sia essa relativa al passato o alla contemporaneità, grazie alla fotografia, oltrepassa il concetto di tempo per indagare la bellezza, la drammaticità, l’uomo e il paesaggio, il senso di pace e la violenza. L’istante brevissimo, fulmineo, dello scatto si appropria del tempo e lo domina. La fotografia è vita, mezzo che sconfigge il tempo e la morte ponendola nell’incessante fluire del divenire. Un "messaggio senza codice", come lo definiva Barthes più di trent’anni fa, che coglie e rappresenta la realtà in modo diretto, anche se sempre da un punto di vista, e che oggi può essere ulteriormente rielaborato in forma artistica autonoma e originale (dalla presentazione di Maria Beatrice Autizi).
"Il tempo cristallizzato attraverso l’emulsione fotografica in riverberi della memoria sono i contenuti dei progetti proposti da Padova Photo-Graphia 2014. La ricerca, condotta spasmodicamente, di percorrere i passi degli inventori di questo media e di affinare in senso enfatico la costruzione ideologica di un’immagine sta facendo emergere, nel panorama fotografico contemporaneo, nuove figure che nella linea del tempo hanno trovato la loro espressione creativa" (dalla presentazione di Angelo Maggi).

Sedi degli eventi
Centro culturale Altinate San Gaetano - via Altinate 71
Galleria Cavour - piazza Cavour
Oratorio di San Rocco - via Santa Lucia
Sottopasso della Stua - Largo Europa
Palazzo Zuckermann - Corso Garibaldi 33
Centro Universitario - via Zabarella 82

Programma

STRANGE WORLDS. Matthew Albanese. Solo Show
Galleria Cavour (22 marzo – 13 maggio)

Inaugurazione: 21 marzo 2014, ore 17.00
La mostra Strange Worlds, a cura di Angelo Maggi, è dedicata al fotografo americano Matthew Albanese. L’artista crea diorami di diverse dimensioni che offrono la rappresentazione di un evento naturale o di un paesaggio idilliaco. Per Albanese Timeline è il tempo di realizzazione della scena con materiali comuni per dare vita ad una sola immagine. La scelta del diorama evoca i primi esperimenti di Louis Jacques Mandé Daguerre, inventore del procedimento fotografico del dagherrotipo, per il quale il diorama fu il pretesto che condusse all'invenzione della fotografia. Per Albanese, invece, il diorama è il luogo della sperimentazione dei materiali elaborati e ricomposti in funzione di una sola immagine da spettacolarizzare.
Ritorna la filosofia di Matrix, la consapevolezza che ci sono interrogativi privi di risposte soddisfacenti e spesso la realtà non è quella che sembra, soprattutto in un mondo che vuole basarsi sulle certezze.
L'artista sarà presente in galleria Cavour a partire dalle ore 17 del 21 marzo, per l'inaugurazione della mostra e per la presentazione del suo volume.

IN-QUIETI SCONFINAMENTI
Centro culturale Altinate San Gaetano (5 aprile – 2 giugno
)

Inaugurazione 4 aprile 2014, ore 17.00
La mostra, curata da Maria Beatrice Autizi, presenta tre affermati fotografi europei, di provenienza e formazione diverse, ma accomunati da una riflessione sul rapporto spazio/tempo.
Christian Tagliavini, italo-svizzero di Lugano, è l’autore di una serie di scatti ispirati ai maestri del Rinascimento che, proponendo volti della contemporaneità, modelle o personaggi, attraversano il tempo e lo spazio immersi in un'atmosfera assoluta. Nella serie 1503, grazie a un complesso sistema di travestimento, nove personaggi attraversano il tempo e lo spazio per posizionarsi in una atmosfera assoluta, totalizzante, fine a se stessa. Sono personaggi che il fotografo, miscellando sapientemente e raffinatamente moda, pittura e fotografia, trasporta nella contemporaneità immergendoli in una dimensione suggestiva, immobile e straniante, dove il tempo si ferma e qualsiasi valenza psicologica, appena accennata, si immerge fluidamente nel costume che, con il volto del personaggio, è il vero protagonista della rappresentazione. Il volto non potrebbe esistere senza l’abito e viceversa.
Rosa Isabel Vazquez è una fotografa spagnola che lavora con Jose Antonio Fernandez. I due artisti, che si firmano con il nome di Rojo Sache, investigano reale e immaginario, proiettando i propri sentimenti e le emozioni indotte da spazi naturali estranianti in una atmosfera fuori dal tempo. Nasce così una fotografia di paesaggio poetica, avvolta in un'atmosfera non di rado da sogno, che sembra emergere da un tempo remoto. Le immagini sono prive di qualsiasi elaborazione digitale. Nasce così una fotografia di paesaggio poetica, altamente suggestiva, immersa in una atmosfera non di rado da sogno, a volte inquietante, che sembra emergere da un tempo remoto. Vedute davanti alle quali si ha l’impressione di confrontarsi con unità elementari di percezione, minimaliste, iconemi che offrono un tassello della visione nel suo insieme.
Xavier Delory, belga, è un fotografo concettuale che concepisce la fotografia come una riflessione sull’architettura e sulle trasformazioni che lo spazio urbano subisce nel tempo. L’architettura, da cui l’uomo sembra sparito, viene minuziosamente decostruita e ri-costruita, per essere indagata e giudicata. Le piccole case del nord Europa, rassicuranti e protettive, diventano inquietanti perché prive di porte e finestre, le forme urbane subiscono mutazioni a cui sembra di assistere in tempo reale, edifici antichi si trasformano in metafisiche facciate, i grattacieli si stagliano piatti contro i cielo. Il mixage digitale, non di rado, diventa quello surreale di Magritte, ma sollecita comunque una serie di considerazioni sul concetto di aggregazione e disgregazione della forma architettonica, di stratificazione temporale e fantastica, di concezione dell’abitare e più in generale del vivere.

1967 VIAGGIO IN AFGHANISTAN E IN INDIA. DA PADOVA A NEW DELHI CON LA FIAT 600.
Francesco Carmignoto e Francesco Ghion
Centro culturale Altinate San Gaetano (5 aprile - 2 giugno)
.
Inaugurazione 4 aprile 2014 ore 17.00
Mostra a cura di Maria Beatrice Autizi.
Tra fotografie e narrazione si rivive l’avventura di quattro giovani poco più che ventenni, prossimi alla laurea, che decidono di partire verso l’India, su due piccole "utilitarie" Fiat. Il ’68 è alle porte e sono anni pieni di fermenti. La partenza è da Prato della Valle per arrivare in Pakistan, attraversando mezza Europa, e poi la Persia e il favoloso Afghanistan. 28mila i km percorsi in meno di due mesi, dalle montagne della Turchia, ai deserti persiani, ai passi dell’Hindokush. Le fotografie di Francesco Ghion e i racconti di Francesco Carmignotto narrano una magnifica avventura, l’identità di paesi ospitali, opere d’arte insostituibili andate perdute nel tempo a causa della violenza degli uomini e della guerra. Come è accaduto agli affreschi del Mantegna.

ONGANIA/ROMAGNOSI. Re-Visioning Venice
Oratorio di San Rocco (4 aprile – 4 maggio)
Inaugurazione 3 aprile 2014, ore 18.00

La mostra, a cura di Angelo Maggi, rivisita il lavoro del celebre editore veneziano Ferdinando Ongania (1842-1911). Il fotografo Giampaolo Romagnosi da circa due anni riesamina attentamente i luoghi storici con moderni apparecchi digitali. Il progetto ha dato vita ad una straordinaria raccolta di scatti che si collocano su due punti del Timeline: il passato e il presente.
L'evento è realizzato in collaborazione con Linea d’Acqua di Venezia.

FOTO STORICHE DI PADOVA
Il bombardamento della Chiesa degli Eremitani
Palazzo Zuckermann, corso Garibaldi 33 (11 aprile-25 maggio 2014)

La mostra illustra le vicende della chiesa degli Eremitani e della sua decorazione. È uno degli scrigni più importanti nell’arte padovana, che conserva opere tra gli altri di Guariento, Giusto Menabuoi, Bartolmeo Ammannati. L’11 marzo 1944 la parte artisticamente più rilevante della chiesa fu oggetto di un disastroso bombardamento, che ridusse in polvere gli affreschi della Cappella Ovetari (Mantegna, Pizzolo, Vivarini, Giovanni d’Alemagna, Bono da Ferrara, Girolamo di Giovanni da Camerino), distrusse oltre la metà degli affreschi dell’abside maggiore di Guariento, causò la perdita irrimediabile della decorazione  della Cappella Dotto, dovuta ad Altichiero e danneggiò in modo gravissimo anche i chiostri dell’ex convento. La ricostruzione architettonica fu condotta entro tempi serrati; la complessa ricomposizione degli affreschi, i cui frammenti furono raccolti grazie all’interessamento di Paolo De Poli, si è conclusa solo qualche anno fa con il “Progetto Mantegna”. La mostra con materiali tratti dagli archivi fotografici della Soprintendenza e del Comune ricostruisce queste vicende.
In collaborazione con la Soprintendenza beni architettonici e paesaggistici per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso

Partecipano, come di consueto, le due più importanti associazioni fotografiche cittadine, il Fotoclub Padova - con la mostra I tempi dello sguardo, sempre al Centro Altinate, e il Gruppo Fotografico Antenore - con l'esposizione Pictures of Padua. Lo scorrere del tempo a Padova attraverso la street Photography - allestita nel Centro Universitario Padovano. Entrambe le associazioni trovano nel Timeline l'occasione per esplorare il concetto spazio-temporale a Padova e altrove.
È presente alla manifestazione anche una selezione dei lavori realizzati da quanti hanno partecipato a Spazio Laboratorio 02 per la Fotografia, un progetto coordinato da Moreno Segafredo e Prosdocimo Terrassan, che quest'anno indaga gli spazi cittadini frequentati dagli studenti.
Le fotografie dei giovani formatisi all'Istituto Superiore di Fotografia e Arti Visive (Isfav), invece, indagano il concetto di tempo sui volti di persone di tutte le età, nella mostra Da 10 a 100, di Vanessa e Julia Runggaldier. È una lettura, ricca di sensibilità, sui segni della vita.
La mostra sarà allestita nel Sottopasso della Stua e sarà inaugurata il 10 aprile alle ore 17.30

Informazioni
Servizio Mostre - Settore Attività Culturali
tel. 049 8204529-4501
donolatol@comune.padova.it
Maggiori info: http://padovaphotographia.padovanet.it/

REPETITA IUVANT

REPETITA IUVANT

Il multiplo d'autore nel Novecento

Inaugurazione: 21 marzo 2014, ore 18.00

La mostra Repetita Iuvant. Il multiplo d'autore nel Novecento si propone di indagare un settore della creatività contemporanea di rado preso in considerazione dalle esposizioni pubbliche, ed anche per questo particolarmente interessante da scoprire o riscoprire  Il progetto espositivo è incentrato sulla presentazione di circa 30 lavori firmati da alcuni tra i più importanti artisti contemporanei, scelti tra coloro che nel corso della carriera si sono misurati, in modo non occasionale, con la progettazione di opere destinate alla serializzazione entro preziose edizioni limitate. Gli oggetti esposti, provenienti da gallerie, fondazioni e collezioni private, consentiranno di ripercorrere idealmente una stagione artistica cruciale, compresa tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Ottanta, collimante con la fase di maggiore diffusione del “multiplo d’artista”. Il percorso della mostra contemplerà così lavori riconducibili ai principali ambiti di ricerca del periodo considerato, che va dall’alba delle nuove avanguardie fino al prepotente ritorno dei linguaggi figurativi.
Segno caratterizzante della mostra saranno le numerose opere ispirate alla pratica dell’assemblage di origine dadaista, basata sul recupero di oggetti d’uso comune, esteticamente “innalzati” dall’operazione espressiva che li coinvolge: elementi che la procedura stessa della serializzazione riporta idealmente allo stato di “cose”.
All’opera di Enrico Baj, Lucio Fontana, Arnaldo Pomodoro, Christo, Jannis Kounellis, Michelangelo Pistoletto, Alighiero Boetti, Mimmo Paladino e altri ancora, si aggiungerà quella di Man Ray, esponente delle avanguardie storiche, rappresentato in mostra dalla versione moltiplicata - prodotta per volontà dell’artista durante gli anni Settanta - di un pezzo leggendario come Cadeau, forse il più noto tra i suoi “oggetti d’affezione”.
Artisti in esposizione
: Arman, Enrico Baj, Ben, Alberto Biasi, Alighiero Boetti, Enrico Castellani, Mario Ceroli, Christo, Lucio Del Pezzo, Lucio Fontana, Paul Jenkins, Jannis Kounellis, Man Ray, Giuseppe Maraniello, Bruno Munari, Louise Nevelson, Mario Nigro, Mimmo Paladino, Gianfranco Pardi, Michelangelo Pistoletto, Arnaldo Pomodoro, Joe Tilson.
La mostra è curata da
Mattia Munari e Nicola Galvan con il supporto di Maco Arte.

Informazioni
Settore Attività Culturali
Tel. 049/8204530-4522
biancom@comune.padova.it
 

Cieli possibili

Cieli possibili

Omaggio a A. Calder e a B. Hrabal

Cieli possibili

“Cieli Possibili”. Omaggio a A. Calder e a B. Hrabal
Installazione a cura di A. Brugnoli

Questa installazione è ispirata e dedicata a due grandi artisti del Novecento, Alexander Calder, ingegnere americano passato all’arte per diventarne un mito, e Bohumil Hrabal scrittore boemo che ci ha lasciato romanzi bellissimi tra cui il capolavoro “Una solitudine troppo rumorosa” da cui sono tratte alcune delle citazioni che compongono l’installazione. Lo scrittore è stato insignito nel Maggio del 1996 della Laurea Honoris causa dall’Università di Padova.
Questo il pensiero creativo alla base di questo “lavoro artistico”: l’installazione aerea (Calder) e la poetica delle vite andate perdute nelle guerre che continuano a susseguirsi nel mondo (Hrabal)… Colmando il silenzio di queste vite e parole mancate, vorremmo che questo cielo cittadino, in senso ampio, tornasse ad essere un “Cielo Possibile” alle parole, allo scambio di idee, alla vita! Per questo faremo fluttuare nello spazio garze e stoffe con brandelli di scrittura, preparate dai partecipanti al Laboratorio Artequartiere/Quartierearte.
Al Centro di Sonologia del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Padova il compito di evocare presenze con voci, sussurri, fenomeni atmosferici e inserti musicali.

(…) Una volta a sera tornai a casa, la zingara non mi aspettava, accesi la luce, uscii e riuscii fino al mattino davanti alla casa, ma la zingara non venne, non venne neanche il giorno dopo, non venne mai più…Soltanto dopo venni a sapere che l’aveva presa la Gestapo con altri zingari e l’aveva portata in un lager dal quale non tornò più, la bruciarono da qualche parte a Majdanek o Osvètim nei forni crematori. I cieli non sono umani eppure io quella volta ero ancora umano. (…) I cieli non sono umani, ma c’è qualcosa forse più di questi cieli, la compassione e l’amore di cui mi sono ormai dimenticato e che ho  dimenticato.” (“B. Hrabal. Una solitudine troppo rumorosa. Edizioni E/O”)

Alessio Brugnoli vive e lavora a Padova. Come molti artisti contemporanei si è formato al di fuori dell'istituzione scolastica. Inizialmente ha appreso le tecniche calcografiche e serigrafiche presso la “Scuola Internazionale della Grafica” di Venezia; inoltre ha sperimentato la tecnica dell'acquerello e altre tecniche su carta. Dall'inizio degli anni '90 ha cominciato ad ispirarsi in maniera più ampia alla pittura astratta italiana ed in seguito alle correnti artistiche dell'Astrattismo americano, di cui ha fatto propri il linguaggio e i materiali quali cemento, gesso, colle viniliche, juta, colori e carte industriali. Sulla base di queste esperienze propone e organizza laboratori per bambini e ragazzi, sui temi contemporanei di educazione ambientale, coniugando espressività e creatività in uno scambio continuo di fantasia e conoscenza.
Nelle opere più recenti ha privilegiato la ricerca sul colore, con lavori su tela di grande formato, e installazioni.

Informazioni
Comune di Padova – Settore Attività Culturali
Tel. 049 8204546
caporellop@comune.padova.it
http://www.alessiobrugnoli.it

 

UNIVERSI DIVERSI 2014

UNIVERSI DIVERSI 2014

Il programma completo degli eventi

Libretto completo

Anche quest’anno la primavera padovana si apre all’insegna di UNIVERSI DIVERSI, il format giunto alla quarta edizione che racconta, attraverso la produzione culturale, l’identità profonda di Padova, riunendo gli eventi da marzo a giugno intorno ai temi del sacro e del profano, le due dimensioni che più connotano la nostra città.
Questo contenitore culturale è nato dalla constatazione che Padova è famosa nel mondo per il suo santo, Antonio e per la sua tradizione scientifica, con un’università tra le più antiche del mondo in cui hanno insegnato docenti prestigiosi, primo tra tutti Galileo Galilei.
In una città così ricca di proposte culturali come la nostra è importante riuscire a coordinare e legare al territorio gli eventi.
Ancora una volta l’abbiamo fatto mettendo insieme e valorizzando le diverse energie culturali presenti: artisti, studiosi, associazioni, compagnie, istituzioni culturali ci hanno aiutato a creare un originalissimo programma, con oltre un centinaio di eventi tra incontri, rassegne, conferenze, mostre, spettacoli.
Tra i grandi eventi che caratterizzeranno questa quarta edizione ci sarà la mostra Patavina Libertas. I papiri dell’Università di Padova, a ripercorrere quella tradizione cittadina iniziata nel Seicento e conosciuta in tutto il mondo. Padova diventerà poi palcoscenico di spettacoli innovativi e sperimentali con la quarta edizione della rassegna musicale SacreArmonie, che vedrà protagonisti di grande richiamo e prime assolute per il Nord- Est. Ad arricchire il programma musicale saranno anche l’Orchestra di Padova e del Veneto, i Solisti Veneti e l’Orchestra Giovanile del Veneto, Gli Amici della Musica di Venezia e Gli Amici della Musica di Padova. Anche la sezione danza presenta appuntamenti di primo piano, come la rassegna Prospettiva danza. Tra le proposte della sezione teatro-cinema spiccano gli appuntamenti della Stagione di prosa del Teatro Verdi, a cura del Teatro Stabile del Veneto, con grandi autori e interpreti come Marco Paolini e Toni Servillo.
Grande attesa, inoltre, per la cerimonia finale di proclamazione del vincitore dell’VIII edizione del Premio letterario per la divulgazione scientifica Galileo, iniziativa di promozione e valorizzazione di Padova come città della scienza, che ha un ampio seguito sul territorio nazionale.

Ecco la versione sfogliabile del libretto:

 

Informazioni

Settore Attività Culturali e Settore Musei e Biblioteche
Via Porciglia 35
Tel. ++39 49 8204502-4502 (Attività Culturali)
Tel. ++39 49 8204551-4508 (Musei e Biblioteche)

E-mail: cultura@comune.padova.it - musei@comune.padova.it

PORTO D’ARTE giornata artistica

PORTO D’ARTE giornata artistica

A cura dell'Ass. Altra Lettura

Una lettura di un testo, di un racconto, di un accadimento che non stia nel luogo comune per non accontentarci, per non stare solo a ciò che si vede, né ai pregiudizi o al già saputo. Quel che colpisce e si ricorda è la novità, questo il viaggio al quale ciascuno è invitato a partecipare. Evento a cura dell'Ass. Altra Lettura, in collaborazione con l'Ass. Culturale Xearte.
L'appuntamento è a Porta San Giovanni il 16 marzo,  con il seguente programma:

Domenica 16 marzo 2014
dal mattino  fino a sera
esposizione “ingenui abbozzi” opere di Roberta Coletti
ore 16.00
Dreaming of the Moonkiss Fairy: presentazione animata del testo con Maria Cristina Ferrara e Linda Baldon
ore 17.15
Astralia Side Project: loop ed improvvisazioni di Astralia con esposizioni opere frattali di Elia Lazzarin
ore 18.00
Belletta: reading poetico musicale di Anna Garbo con musiche di Riccardo Loriggiola
ore 18.30
Damien McFly: performance ed elaborazioni musicali

Informazioni
Ass. Altra Lettura
altralettura@gmail.com
Roberta Coletti cell. 347/4555504

Storia dell'Architettura dei secoli XX e XXI a Padova

Storia dell'Architettura dei secoli XX e XXI a Padova

Ciclo di conferenze a cura di Italia Nostra-Padova

Storia dell'Architettura dei secoli XX e XXI a Padova

Italia Nostra, la prima associazione del paese per la tutela dei beni storici, artistici, naturali e paesaggistici della nazione, è  nata il 29 ottobre 1955 ed è stata riconosciuta con Decreto del Presidente della Repubblica 22 agosto 1958.Gli obiettivi dell'Associazione sono quelli di:
- suscitare la consapevolezza dei gravi pericoli che minacciano il nostro patrimonio culturale e naturale
- controllare e dibattere le scelte che le pubbliche amministrazioni operano sul territorio
- stimolare gli interventi delle pubbliche amministrazioni affinchè siano applicate le norme di legge in materia
- sollecitare con proposte il miglioramento della normativa vigente.

Nel programma del I semestre 2014 sono previste alcune conferenze sulla Storia dell'Architettura dei secoli XX e XXI a Padova, presso la Galleria Cavour.

sabato 22 marzo, ore 17.30
Dall’edilizia popolare all’edilizia sociale
A cura di Lino Scalco
Per rispondere alle esigenze abitative dei ceti popolari furono promossi fra Ottocento e Novecento vari interventi edilizi dentro e fuori le mura, in particolare dopo la Legge Luzzatti del 1903 che concedeva crediti a cooperative ed enti pubblici e privati.

sabato 12 aprile, ore 17.30
Il Foro Boario in Prato della Valle
A cura di Renzo Fontana
Alla vigilia della I guerra mondiale il Comune affidava all’ing. Alessandro Peretti il progetto per il Foro Boario, grazie al quale trovò definizione architettonica il lato sud del Prato della Valle, nell’area prima occupata dal monastero della Misericordia.

sabato 17 maggio, ore 17.30
Le scuole all’aperto lungo la cinta bastionata
A cura di Vittorio Dal Piaz
Nell’ambito della lotta contro la tubercolosi all’inizio del Novecento si realizzano strutture edilizie - padiglioni ospedalieri, ricreatori, aule e scuole all’aperto - sulle mura veneziane, in particolare sui bastioni Impossibile, Santa Croce, Venier e Cornaro.

sabato 7 giugno, ore 17.30
L’architettura religiosa a Padova fra le due guerre
A cura di Giancarlo Vivianetti
Le espansioni urbane realizzate fuori le mura fra le due guerre furono accompagnate dalla costruzione di nuove chiese parrocchiali, elementi di forte connotazione monumentale dei recenti quartieri.

Informazioni
Italia Nostra Onlus, vicolo Ponte Molino 5
tel. 049 8710001
www.padovanet.it/italianostrapadova
padova@italianostra.org

ROBERTO GROSSI

ROBERTO GROSSI

I cinquant'anni di lavoro artistico

sabato 5 aprile 2014, ore 17.30

Uomo della Terra, radicato fisicamente e spiritualmente nella dimensione euganea, Roberto Grossi allo scadere del suo mezzo secolo di lavoro artistico vuole riflettere - e far riflettere - su quanto ad oggi realizzato, con una mostra che per l’ubicazione - in città - si diversifica dalle ambientazioni precedenti, di singolare dimensione simbolica (il Montirone ad Abano, il Catajo a Battaglia, per fare due esempi), per trovare la simbiosi tra opera e spazio e riportare così la materia (il legno e la pietra) alla dimensione originaria, lo spazio appunto, che per la scultura è come l’aria per gli uccelli e l’acqua per i pesci.
Questa è una occasione diversa: si tratta oggi di guardarsi alle spalle e riflettere sulle vie fino a ora seguite: magari percepire nuovi percorsi che potranno rinvigorire il linguaggio plastico e i contenuti da esso veicolati.
Lo dice sempre Grossi: le sue opere devono instaurare un dialogo con chi le guarda in modo che il processo del significato sia il frutto del rapporto tra spettatore e opera stessa; l’artista sta dietro, provoca questo corto circuito semantico. Va da sé che il pensiero corra a Michelangelo e al suo concetto di scultura e questo Grossi non lo nasconde, anzi lo enfatizza ricorrendo proprio al non finito come tecnica evocativa e comunicativa: non è necessaria una forma lucida e polita (non ama particolarmente Canova) quando è sufficiente un’immagine semplicemente sbozzata nella materia grezza per ottenere l’effetto ricercato (Pierluigi Fantelli).
Il passato lavora per il futuro: la storia, nonostante gli sforzi della contemporaneità per negarlo, sta alla base del domani e alla base della storia stanno le idee, i contenuti, i valori: quelli che da cinquant’anni l’artista ritrova nel legno e nella pietra, la materia nella quale e con la quale è nato e cresciuto.
Mostra a cura di Pierluigi Fantelli

Informazioni
orario da martedì a venerdì ore 15 - 19; sabato e domenica 10 - 13 / 15 - 19, lunedì chiuso
ingresso libero
Servizio Mostre - Settore Attività Culturali
tel 049 8204523
tagliettie@comune.padova.it

 

Trascrizioni d'opera

Trascrizioni d'opera

XXI Stagione concertistica AGIMUS Padova 2013-2014

Concerto inserito nella "XXI Stagione Concertistica Internazionale 2013-2014" dell'Agimus di Padova.

TRASCRIZIONI D'OPERA

DUO CLARINETTO-PIANOFORTE
Giuseppe Recchia, clarinetto (Italia)
Daniela Filosa, piano (Italia)
1° premio 10° Concorso Internazionale Città di Padova, sezione Musica da Camera

Giuseppe Recchia - Si diploma brillantemente in clarinetto al Conservatorio di Cosenza, prosegue gli studi di perfezionamento sotto la guida di musicisti quali F. Meloni, C. Giuffredi, C. Palermo, R. Crocilla, W. Fuchs, G. Varga, D. Zanchetta, J.M. Volta, P.N. Masi e B. Mezzena. Tutto ciò presso le più prestigiose strutture formative italiane nel campo della musica, come l’Accademia del Teatro alla Scala, l’Accademia Pescarese, l’Accademia Diesis di Roma, l’AMA Calabria di Lamezia Terme. Inoltre viene ammesso a frequentare la prestigiosa accademia orchestrale IJOA, in baviera, sotto la guida di musicisti importanti quali Hermann Klemeyer (già primo flauto della Bayerischen Staatsoper) e Henrik Hochschild (konzertmeister Gewandhaus Orchestra di Lipsia).
Daniela Filosa - Si diploma brillantemente in pianoforte nel 2001 al Conservatorio di Napoli “San Pietro a Majella” sotto la guida della prof.ssa Maria Luisa Carretta, dove segue anche i corsi di musica da camera del M. Valeria Lambiase. Approfondisce lo studio del pianoforte in duo e da solista con il M. B. Mezzena presso l’Accademia Musicale Pescarese e consegue il diploma triennale di alto perfezionamento pianistico. Parallelamente studia composizione e nel 2006 si diploma in Strumentazione per banda nel Conservatorio di Napoli. Segue diversi master con maestri come Carlo Bruno, Bruno Mezzena, Giacomo Manzoni e frequenta il corso di musica da camera con il M. Piernarciso Masi presso l’Accademia Diesis a Roma. Attualmente è iscritta al biennio di musica da camera presso il Conservatorio G. Verdi di Milano con il M. Emanuela Piemonti.

Programma
C.M. Weber - Gran duo concertante
Verdi/Bassi - Divertimento sul trovatore
F. Poulenc - Sonata per clarinetto e pianoforte
Verdi/bass - Fantasia sul rigoletto

TRIO Wanderer

TRIO Wanderer

57a Stagione concertistica degli Amici della Musica di Padova

TRIO WANDERER (archi e pianoforte)
Jean-Marc Philips-Varjabédian, violino
Raphaël Pidoux, violoncello
Vincent Coq, pianoforte

Programma

F. de la Tombelle - Trio op. 55
E. Chausson - Trio op. 3
F. Schubert - Trio op. 99

Nuova collaborazione con il Palazzetto Bru Zane di Venezia e nuova occasione di presentare rari repertori della musica romantica francese nella interpretazione dei migliori gruppi d’oltralpe. È il caso del concerto del Trio Wanderer, che accanto al trio di Chausson (1881), esegue il Trio op. 35 (1895) di Ferdinand de La Tombelle (1854-1928), una eclettica e originale figura di compositore e virtuoso oggi del tutto dimenticata: allievo di Dubois (composizione) e di Guilmant (organo ), dopo l’esperienza della Schola Cantorum (1894/5), si avvicinò poi a Saint-Saëns e alla sua estetica antiwagneriana.

Il Trio Wanderer ha festeggiato nel 2012 i 25 anni di attività. Composto da musicisti usciti dal Conservatoire National Supérieur de Musique de Paris, i membri del Trio hanno scelto il "viaggio" come emblema. Quello interiore, che li lega strettamente a Schubert e al romanticismo tedesco, e quello, aperto e curioso, che esplora il repertorio da Haydn alla musica dei giorni nostri. Celebrato dalla stampa internazionale per la loro straordinaria sensibilità, una complicità quasi telepatica ed una perfetta padronanza strumentale, il Trio Wanderer è attualmente una delle migliori formazioni di musica da camera al mondo.

Per ulteriori informazioni si rinvia a Amici della Musica di Padova. 57a Stagione concertistica 2013-2014

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