Passaggi artistici 17 - "VariAzioni"

Passaggi artistici 17 - "VariAzioni"

L’arte contemporanea nei luoghi storici: Mura, Porte e Bastioni

Passaggi Artistici 2026: “VariAzioni”

La 17ª edizione di Passaggi Artistici, ideata e organizzata dal Teatro Laterale in collaborazione con il Comitato Mura di Padova e con il contributo dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova, si terrà dal 2 al 10 ottobre 2026. La manifestazione coinvolgerà numerose associazioni culturali e una trentina di artisti, trasformando Bastioni, Mura e Porte rinascimentali di Padova in luoghi di incontro tra arte contemporanea e patrimonio storico.
 

Inaugurazione

Venerdì 2 ottobre 2026, ore 17
Giardini dell’Arena, corso Garibaldi
 
L’inaugurazione della 17ª edizione sarà seguita da “Lungo le mura: tra rito e festa! Viaggio alla scoperta del tarantismo e della pizzica”, una performance itinerante che accompagnerà il pubblico dai Giardini dell’Arena a Porta Portello, passando per Viale Perlasca, Parco Tito Livio e il Naviglio. Durante il percorso, musica, danza, teatro e narrazione poetica accompagneranno l’incontro con i cinque artisti e le loro installazioni, raccontando storie e tradizioni del Salento. Il viaggio si concluderà a Porta Portello con un concerto, trasformandosi in un momento di festa e condivisione. A cura di Almakàntica e Maria Francesca Francioso.
 

Tema: “VariAzioni”

“VariAzioni” mette al centro la pluralità dei linguaggi artistici e il dialogo tra i luoghi storici della città e l’arte contemporanea. Il titolo richiama l’idea di movimento, metamorfosi e attraversamento, invitando a osservare Mura, Bastioni e Porte rinascimentali attraverso nuove prospettive e a riflettere sul cambiamento sociale, artistico e umano.

 

Arte contemporanea e installazioni

Il programma prevede cinque installazioni di arte contemporanea lungo il percorso che dai Giardini dell’Arena attraversa il Parco Tito Livio e il Lungargine del Piovego, fino a Porta Portello. Le opere dialogheranno con gli spazi storici e architettonici della città, creando nuove forme di partecipazione e relazione con il territorio.
 

Teatro, musica, danza e poesia

La rassegna propone inoltre azioni sceniche e performance di teatro, musica, danza e poesia, insieme a interventi site-specific pensati per valorizzare le caratteristiche degli spazi urbani e offrire al pubblico nuovi modi di conoscere e vivere questi luoghi.
 

Obiettivo: Creare Rete

Passaggi Artistici vuole rafforzare il legame tra associazioni culturali, artisti e cittadini, promuovendo pratiche inclusive e partecipative. L’obiettivo è accrescere la conoscenza e la consapevolezza del patrimonio cittadino e contribuire alla tutela e valorizzazione del Sistema Bastionato delle Mura di Padova.
Direzione artistica Paolo Caporello.
 

Informazioni

Tutte le iniziative sono a ingresso libero.
tel. 3381633326 | info@teatrolaterale.it

America nuda e cruda. Come si arriva dai Padri Pellegrini a Donald Trump

America nuda e cruda. Come si arriva dai Padri Pellegrini a Donald Trump

presentazione del libro di Giorgio Dell’Arti

Il libro

Raccontare la storia è possibile non solo snocciolando date, battaglie e trattati, ma anche frugando nelle pieghe della vita quotidiana, origliando le battute sfuggite nei salotti, collezionando imbrogli e vendette, inciampi e colpi di genio.
In questo libro Giorgio Dell'Arti ci accompagna in un viaggio sorprendente nell'America di ieri e di oggi: dalla Virginia Company, che sbarcò a Jamestown nel 1606 inseguendo un sogno di tabacco e fortuna, fino alla presidenza di Donald Trump, che ha fatto proprie le tre regole d'oro del suo spietato mentore – «attacca, nega tutto, di' d'aver vinto anche quando hai perso». In mezzo, quattro secoli di un popolo che non ha mai smesso di reinventarsi. Ci sono i Padri Pellegrini, che fondarono una città modello di religiosa purezza – e intanto non esitavano a impiccare i quaccheri. Il presidente Thomas Jefferson, che progettò una macchina per fare i maccheroni ed esportò in America di contrabbando, nella tasca del cappotto, un pugno di riso piemontese. Cornelius Vanderbilt, «bella faccia americana con basettoni bianchi fino al mento», che da commerciante d'ostriche e verdure finì per diventare l'uomo più ricco del continente. E ancora Neil Armstrong, il primo uomo a mettere piede sulla luna semplicemente perché, a differenza di Buzz Aldrin, gli capitò di sedere vicino al portellone. 

saluto dell’Assessore alla Cultura Andrea Colasio
introduce Carlo Federici
dialoga con l’autore Filiberto Tartaglia

Info

mercoledì 16 settembre ore 17:30
Sala del Romanino, Museo Eremitani

 

 
 

Fragili corpi potenziati

Fragili corpi potenziati

Festival di Scuderie dell'arte

Il Festival di Scuderie dell'Arte: Fragili corpi potenziati

L’11, il 12, il 13 e poi il 19 e 20 settembre 2026, Scuderie dell’arte organizza la prima edizione del festival padovano Fragili Corpi Potenziati, cinque giornate per esplorare le condizioni di fragilità e potenza, negli spazi non convenzionali dell’Ippodromo V.S.Breda - Le Padovanelle (con il suo Giardino Estivo) e di Palazzo della Ragione. Ogni giornata sarà ricca di proposte di laboratori per bambini, classi di danza per adolescenti e adulti, conferenze e dialoghi, performance e video installazioni, dj set, aperitivi e pranzi insieme.
All’interno del festival arti e tecniche diverse - dalla danza alla parola, dalla musica al cibo, dall’intelligenza artificiale alla documentazione per immagini - avranno la possibilità di indagare fragilità potenti e potenzialità espanse.
Fragili Corpi Potenziati è ideato e prodotto da Scuderie dell’arte, luogo di ricerca sull’intelligenza del corpo, fondato nel 2025 da Sara Sguotti, Cristiana Stefanelli e Arianna Ulian. Il progetto è finanziato dall'Unione Europea nell'ambito del Programma Regionale PR FESR Veneto 2021-2027, e fa parte della Rete Nazionale Dance Well. Il festival vede il patrocinio del Comune di Padova e la collaborazione del Giardino Padovanelle e della rete This Ability Veneto.

Il programma

Venerdì 11 settembre, dalle ore 18 alle ore 20
Ippodromo V.S.Breda - Le Padovanelle
Il compositore e Cavaliere delle Arti e delle Lettere Jacopo Baboni Schilingi presenta il suo incontro-ascolto dal titolo Generazione algoritmica e creazione artistica: l’etica dello sforzo nell’era dell’IA. A partire dai fondamenti filosofici che hanno reso possibile la nascita dell’IA, passando per le sue principali trasformazioni, dalla Dartmouth Conference fino ai sistemi attuali, il discorso verteì sulle attuali forme di musica generativa, presentando l’intelligenza umana e quella artificiale in un rapporto non gerarchico. La riflessione teorica è accompagnata da ascolti musicali.
L’ingresso è gratuito.

Sabato 12 settembre, ore 10
Palazzo della Ragione
Dance Well, classe di danza aperta alla cittadinanza, pensata soprattutto per chi vive con il Parkinson,o altre malattie motorie e neurodegenerative. La pratica artistica, nata nel 2013 a Bassano del Grappa, promuove la danza in spazi museali, contesti artistici e luoghi di bellezza, in forma completamente gratuita. Gli insegnanti coinvolti sono danzatori e coreografi professionisti che, con stili e tecniche differenti, lavorano per lo sviluppo delle abilità espressive attraverso una metodologia che include strategie riabilitative per migliorare il senso del ritmo, l’equilibrio e il movimento.

Sabato 12 settembre, ore 15
Ippodromo V.S.Breda - Le Padovanelle
Laboratorio per amplificare l’espressività, guidato dalla pedagogista e compositrice Gaja Maffezzoli per bambine-i e ragazze-i dagli 8 ai 12 anni. A partire dal libro Gran Premio di Marie Dorléans, storia di una corsa di cavalli, i bambini sono invitati ad esplorare lo spazio dell’Ippodromo affinando l’udito e utilizzando voci, oggetti e ambiente circostante per registrare dei suoni ispirati al racconto. Viene poi creata una libreria visiva di forme con fogli, colori, forbici, che vengono fotografati e manipolati tramite sensori, affinché i bambini possano connettere in tempo reale suoni e immagini prodotti, in relazione con il loro gesto. Infine, viene realizzato un video collettivo con tutto il materiale creato.

Sabato 12 settembre, dalle ore 18:30
Ippodromo V.S.Breda - Le Padovanelle
Performance-installazione del collettivo De Anima Movement dal titolo Corpi intermedi. Tre diversi dispositivi spaziali. In ciascuno, un tentativo precario di rinegoziare il rapporto che lega corpi umani, grafici, letterari, materici e alimentari, e che coinvolge anche chi attraversa momentaneamente le stanze. Il rapporto con l’opera non è più univoco, ma si apre alla possibilità di un'azione collettiva condivisa.
A seguire, dalle ore 20:30, i performer dialogano con il pubblico nel contesto del Giardino Padovanelle, con possibilità di consumazione al tavolo. La serata termina con la selezione musicale del collettivo stesso.

Domenica 13 settembre, ore 10
Ippodromo V.S.Breda - Le Padovanelle
Pratiche di assenza condivisa, laboratorio teatrale di Elevator Bunker aperto a tutti, con particolare attenzione a disabilità cognitiva e neurodivergenza. Le proposte si sviluppano a partire dallo spettacolo Where is Olga?, poiché il regista Matteo Maffezzoli e gli interpreti condividono con i partecipanti pratiche, esercizi e materiali coreografici dell’opera, invitandoli a entrare nel processo creativo, ed esplorare l’assenza come spazio attivo di relazione e immaginazione.
A seguire, dalle ore 12 alle ore 14, pranzo conviviale al Giardino Padovanelle.

Domenica 13 settembre, dalle ore 15 alle ore 18
Ippodromo V.S.Breda - Le Padovanelle
Secondo laboratorio per amplificare l’espressività guidato dalla pedagogista e compositrice Gaja Maffezzoli per bambine-i e ragazze-i dagli 8 ai 12 anni.

Sabato 19 settembre, ore 10
Palazzo della Ragione
Dance Well, classe di danza aperta alla cittadinanza, pensata soprattutto per chi vive con il Parkinson,o altre malattie motorie e neurodegenerative.

Sabato 19 settembre, ore 15
Ippodromo V.S.Breda - Le Padovanelle
Il danzatore e coreografo Giuseppe Comuniello propone il laboratorio Lo spazio sensibile, nel quale vengono affrontate diverse pratiche artistiche rivolte all’osservazione dello spazio attraverso punti di vista e sensi diversi. In che modo lo spazio, interno ed esterno, ci contamina? Come noi lo contaminiamo? L’esperienza è aperta a chiunque, con attenzione particolare a persone cieche e ipovedenti.

Sabato 19 settembre, ore 17
Ippodromo V.S.Breda - Le Padovanelle
Talk che vede dialogare gli scrittori Giulio Mozzi, Tiziano Scarpa e Romolo Bugaro sul tema dei Fragili Corpi Potenziati nella/dalla letteratura. Un viaggio letterario attraverso le esperienze di scrittura di ciascuno; un'antologia di voci sul tema dei corpi differenti. Qual è la postura di chi sceglie di comporre un testo come atto di potenziamento tecnologico? Cosa ha a che fare la materialità di un organismo fragile con l'immaginario evocato dalle parole? Modera il talk Arianna Ulian.
A seguire, aperitivo insieme al Giardino Padovanelle.

Sabato 19 settembre, ore 21
Ippodromo V.S.Breda - Le Padovanelle
Spettacolo Crepa con noi. Sara Sguotti e Arianna Ulian rivisitano la loro performance Crepa, ambientando una sua diramazione nella pista da corsa dell'Ippodromo e invitando il danzatore Giuseppe Comuniello
A seguire (dalle 22 a mezzanotte) dj set di Ira, che per l'occasione propone una sperimentazione tra electro house, sonorità africane e sud asiatiche.

Domenica 13 settembre, ore 10
Ippodromo V.S.Breda - Le Padovanelle
Laboratorio Future Moves, condotto e pensato soprattutto per gli adolescenti, invitati a danzare attraverso pratiche di esplorazione corporea e condivisione. Una mattinata aperta alla comunità, pensata per far emergere
immaginari, ascolto reciproco e nuove forme di dialogo attraverso il movimento.
A seguire, visita guidata in Ippodromo e pranzo conclusivo ai Giardini Padovanelle.

Informazioni

Tutte le attività sono gratuite, eccetto il laboratorio per amplificare l’espressività di Gaja Maffezzoli, e il laboratorio di danza di Giuseppe Comuniello.
Per partecipare è necessario prenotarsi tramite il sito Scuderie dell'Arte, oppure contattando Scuderie dell’arte tramite il numero +39 333 439 1948
o l’email scuderiedellarte@gmail.com.
Non sono previsti limiti di età, né sono necessarie capacità
specifiche o esperienze precedenti.

Festival della Consapevolezza 2026

Festival della Consapevolezza 2026

Il potere del fare. Ogni gesto crea evoluzione

Il 18, 19 e il 20 settembre Padova ospita la quinta edizione del Festival della Consapevolezza,che quest'anno sviluppa il tema Il potere del fare - Ogni gesto crea evoluzione. Il Festival della Consapevolezza entra in una nuova dimensione: ampliato, diffuso, pronto a dialogare con chi ama scienza, arte, musica, filosofia e spiritualità, un’occasione d’incontro culturale. Ogni persona, ogni giorno, è davanti a una scelta. Spesso non è la scelta in sé a fare la differenza, ma il livello di presenza con cui la si compie. Da qui nasce l’idea guida del Festival: ogni essere umano è, costantemente, un creatore di realtà. C’è chi crea il “male” e chi il “bene”, non solo nelle grandi decisioni politiche e sociali, ma nei gesti quotidiani, nelle parole, nelle reazioni, nelle abitudini. Per raccontare i tempi complessi odierni, l’idea è mettere a confronto le forze che attraversano il presente: costruzione contro distruzione, consapevolezza contro inconsapevolezza. Non in modo giudicante, ma come osservazione della realtà. In questo senso, il Festival vuole aiutare a vedere cosa si sta già facendo.
Il Festival è realizzato con il contributo dell'assessorato alla Cultura del Comune di Padova e gode del patrocinio del Ministero del Turismo, della Regione del Veneto e della Provincia di Padova.

Programma e ospiti

Venerdì 18 settembre, ore 19:45 – 21:00
Palazzo della Ragione
Anche quest’anno sarà Selene Calloni Williams ad aprire il Festival della Consapevolezza con la meditazione inaugurale. Scrittrice e ricercatrice spirituale, guiderà un’esperienza ispirata agli insegnamenti del Buddha e alla pratica del Satipaṭṭhāna, la via della presenza mentale e della consapevolezza.

Sabato 19 settembre, ore 14 – 18
Auditorium Pollini
All’Auditorium Pollini, la scrittrice e giornalista Michaela K. Bellisario condurrà anche quest’anno, un pomeriggio di incontri e dialoghi dedicati al rapporto tra consapevolezza e azione. Ad aprire il programma saranno Riccardo Bertoldi (scrittore), Fabio Salviato (fondatore di Banca Etica e promotore internazionale della finanza etica e sostenibile) e Lama Michel Rinpoche (guida spirituale della tradizione buddhista tibetana), con tre interventi dedicati ai temi della responsabilità, della crescita personale e della trasformazione del nostro quotidiano.
Una delle novità di questa edizione sarà il talk che vedrà per la prima volta i volti storici del Festival riuniti sullo stesso palco in un confronto aperto e multidisciplinare, guidato da Andrea Salvetti: un vero e proprio “summit nel summit”. Protagonisti dell’incontro saranno Giovanni Frajese (medico e neuroendocrinologo), Bernard Rouch (ricercatore spirituale e studioso delle tradizioni iniziatiche), Marcello Foa (giornalista e scrittore), Eugenio Sepe (psicologo e formatore) e un ospite speciale in collegamento dal Sud America: René Mey (filantropo e operatore umanitario).

Sabato 19 settembre, ore 20:45
Palazzo della Ragione
Federico Faggin, il fisico inventore del microprocessore e pioniere dell’innovazione tecnologica, sarà protagonista in una serata dedicata a “Il fare che rivela l’intenzione”, che intreccerà tecnologia, coscienza e futuro. Faggin porterà l’attenzione sul significato più profondo del fare umano, a ciò che origina l’azione e che la distingue dall’automatismo radicandola nella coscienza e nella esperienza. Al centro dell’incontro una domanda essenziale: cosa accade al nostro agire nell’epoca in cui le macchine simulano sempre più da vicino l’intelligenza? E quale spazio resta alla consapevolezza come origine delle nostre scelte e delle nostre creazioni?

Domenica 20 settembre, ore 10 – 13
Centro Culturale San Gaetano – Auditorium
Una mattina dedicata alla lettura al potere delle parole e della scrittura come forme concrete attraverso cui le idee prendono corpo, si trasformano e ci trasformano generando nuove prospettive. Il Book corner sarà condotto dalla scrittrice e giornalista Michaela K. Bellisario e vedrà la partecipazione di Margot Sikabonyi con il libro Lara vuole essere felice, Matteo Righetto con il libro Lo Zen e l’arte di andare a funghi, Marco Franzoso con il libro La madre del mare e Fabio Bacà che presenterà il libro L’era dell’Acquario.

Domenica 20 settembre, ore 13:45 - 19
Centro Culturale San Gaetano – Auditorium
Workshop, un tempo dedicato alla pratica durante la quale il pensiero prende forma attraverso il corpo, la parola e l’ascolto di sé.Quattro percorsi differenti accompagneranno i partecipanti in un’esplorazione concreta della propria interiorità e delle proprie possibilità di azione.
Gli eventi saranno guidati da:
Michela Crivellaro,Successo e realizzazione personale. Un lavoro per sbloccare la forza vitale e aprirsi a una dimensione più ampia di abbondanza e realizzazione.
Ivana Franceschini e Giulia Possamai, Dal sentire all’agire. Un percorso di Teatro della Consapevolezza per trasformare intuizioni ed emozioni in esperienza concreta.
Silvia Montemurro Radici d’inchiostro. La scrittura come pratica di ascolto, immaginazione e conoscenza di sé.
Viviana Passarotti Conosci Te Stesso e la Via del Dharma. La spiritualità come aspetto più concreto dell’esistenza. 

Domenica 20 settembre, ore 20:45
Teatro Verdi
Altra novità è il format musicale e spirituale The Call, che porta sul palco musica dal vivo, storie ed emozioni in un’esperienza fuori dagli schemi. A guidare questo viaggio sarà il conduttore televisivo e radiofonico Daniele Bossari, che accompagnerà ogni artista alla scoperta del momento in cui tutto ha avuto inizio: la propria “chiamata”. Non è un concerto né una semplice intervista, ma un viaggio dentro l’origine delle cose: il momento in cui un’intuizione prende forma, una scelta cambia direzione e un’esperienza personale si trasforma in qualcosa di unico. Protagonista del primo appuntamento sarà Enrico Ruggeri. Tra musica in versione acustica, racconti e momenti di confronto, Ruggeri ripercorrerà le tappe che hanno segnato il suo cammino artistico e personale, condividendo esperienze e svolte che hanno dato forma alla sua musica e alla sua visione del mondo. Ma The Call non parla soltanto di chi è sul palco: parla anche a chi ascolta. Perché dietro ogni canzone si nasconde una domanda che riguarda tutti noi. La musica diventa così uno spazio di ascolto, capace di mettere in contatto le persone con la propria esperienza, le proprie scelte e la propria voce interiore.

Informazioni

Informazioni complete e costi delle esperienze sul sito del Festival.

Autori in città

Autori in città

Festival di illustrazione e narrazione

La settima edizione di autori in città

Dal 10 al 13 settembre 2026 torna a Padova la settima edizione di Autori in Città, con un programma diffuso che coinvolgerà musei, librerie, gallerie, teatri e spazi culturali della città. Oltre quaranta appuntamenti, nove mostre e venti autori e illustratori daranno vita a quattro giorni di incontri, esposizioni, laboratori e spettacoli che confermano il festival come uno dei principali appuntamenti italiani dedicati all'illustrazione contemporanea.
L'importante percorso sviluppato dal Festival edizione dopo edizione è stato riconosciuto a livello europeo con l'assegnazione dell'EFFE Label – Europe for Festivals, Festivals for Europe e della menzione Remarkable Festival, attribuite alle manifestazioni che si distinguono per qualità artistica, innovazione culturale e capacità di generare valore per la comunità.
Fin dalla sua nascita, il festival ha scelto di guardare oltre i confini nazionali, ospitando autori provenienti da tutto il mondo e promuovendo l'illustrazione come una forma d'arte contemporanea capace di dialogare con letteratura, design, teatro, cinema e arti visive. Un linguaggio che parla ai bambini, ai ragazzi e agli adulti, offrendo nuove chiavi di lettura della realtà.

Tra sogno e realtà: tema dell'edizione 2026

L'edizione 2026 si sviluppa attorno al tema "Tra sogno e realtà": un invito a riflettere sul ruolo dell'immaginazione in un tempo attraversato da conflitti, trasformazioni sociali e nuove fragilità. Lontana dall'essere una semplice evasione, l'illustrazione diventa uno strumento capace di interpretare la complessità del presente, raccontare le emozioni, interrogare la memoria e aprire nuovi spazi di dialogo tra culture e generazioni.
Tra sogno e realtà, il festival esplora la capacità delle immagini di generare meraviglia: non come semplice stupore, ma come occasione per interrompere l'abitudine, cambiare prospettiva e guardare il mondo con occhi nuovi. È in questo spazio, sospeso tra immaginazione e quotidianità, che l'illustrazione rivela la sua forza più profonda.
L'edizione 2026 di Autori in Città si svolge con il patrocinio del Comune di Padova, della Provincia di Padova, di IBBY Italia e dell'Associazione Alumni dell'Università degli Studi di Padova.

Illustratori dal mondo: le mostre e gli ospiti internazionali

L'edizione 2026 accoglie autori provenienti da Spagna, Belgio e Portogallo, grazie anche alla collaborazione con il festival portoghese Braga em Risco, insieme a illustratori che vivono e lavorano in Italia ma portano nel proprio percorso esperienze internazionali e radici culturali provenienti da altre parti del mondo.
Tra i protagonisti di quest'anno figurano Gabriel Pacheco, illustratore messicano tra i protagonisti della scena internazionale dell'illustrazione contemporanea, cui il Museo Diocesano di Padova dedicherà una grande mostra personale, e Kaatje Vermeire, artista belga nota per il suo universo visivo ricco di suggestioni simboliche e richiami al mondo naturale, protagonista di un'esposizione negli spazi di Art Studio Gabriela Herma. Saranno inoltre presenti Isidro Ferrer, una delle voci più autorevoli dell'illustrazione iberica contemporanea, capace di intrecciare illustrazione, design e teatro in una ricerca fortemente contemporanea; Victoria Semykina, artista il cui lavoro dialoga con alcune delle più importanti istituzioni culturali internazionali; Raul Guridi, autore e illustratore di oltre sessanta libri premiati a livello internazionale; Margaux Romano, vincitrice del Premio Internazionale di Illustrazione BCB – Fundación SM 2026; Monica Barengo, Cecilia Ferri e numerosi altri illustratori, autori, editori e professionisti italiani e internazionali.

Una città che diventa festival

Autori in Città si costruisce insieme alla città. Le mostre dialogano con musei e gallerie, gli incontri animano librerie, teatri e altri spazi culturali: il festival non occupa Padova, ma la attraversa, creando connessioni tra istituzioni, professionisti, pubblico e territorio.
L'edizione 2026 amplia ulteriormente la propria rete di collaborazioni coinvolgendo, accanto ai partner storici, il Museo Diocesano, Art Studio Gabriela Herma, Barco Teatro, il Teatro Verdi, la Biblioteca Civica di Padova, l'Istituto di Cultura Italo-Tedesco e numerose realtà culturali cittadine.
La dimensione internazionale del festival è sostenuta anche dalla collaborazione con Flanders Literature, Acción Cultural Española e il festival portoghese Braga em Risco, che contribuiscono alla presenza di autori e progetti provenienti dal panorama europeo.

Le novità dell'edizione 2026

Tra le novità dell'edizione entra nel programma Barco Teatro, che ospiterà workshop professionali, incontri di formazione e alcuni degli appuntamenti dedicati agli operatori culturali. Si amplia inoltre la rete delle sedi con Ex Foro Boario, il Museo Diocesano, Art Studio Gabriela Herma e altri luoghi simbolo della città. Inizia inoltre la collaborazione con l'Orchestra di Padova e del Veneto Opv e il Teatro Verdi, che ospiteranno Inseguendo Degas, spettacolo che intreccia musica, narrazione e illustrazione dal vivo, offrendo al pubblico un'esperienza capace di unire linguaggi artistici differenti.
Tra le esposizioni dell'edizione 2026 trova spazio anche la mostra Ospiti inattesi dedicata ad Alice Bonora, realizzata in collaborazione con il Comune di Selvazzano Dentro, a conferma della volontà del festival di sviluppare progetti culturali in dialogo con il territorio.
Per la prima volta entranoltre nel programma Spazio Traduttori, una tavola rotonda dedicata alla traduzione editoriale, con particolare attenzione agli albi illustrati, pensata come occasione di confronto tra traduttori, editori e professionisti del settore.
Tra le principali novità del 2026 figura il Premio Meridiani, promosso da Union Jack in collaborazione con l'Associazione Autori di Immagini e dedicato agli illustratori emergenti, che ntende valorizzare nuovi talenti dell'illustrazione contemporanea.
L'edizione 2026 introduce inoltre letture inclusive con interprete LIS, realizzate in collaborazione con l'Ente Nazionale Sordi – Sezione Veneto, e una visita guidata dedicata alle persone anziane nell'ambito del progetto Sempreverdi, curata da Anna Cascone, ampliando ulteriormente l'attenzione del festival verso l'accessibilità e l'inclusione.
Accanto alle mostre e agli incontri con gli autori, Autori in Città conferma la propria attenzione alla dimensione educativa e sociale attraverso due percorsi che rappresentano oggi una parte fondamentale della sua identità. Focus Scuola raccoglie le attività dedicate a insegnanti, educatori e bibliotecari, proponendo seminari, laboratori e occasioni di approfondimento sul ruolo dell'albo illustrato nei percorsi educativi contemporanei. L'obiettivo è offrire strumenti concreti per promuovere la lettura, l'educazione all'immagine e il dialogo interdisciplinare all'interno della scuola. L'Altro Illustrato esplora invece il rapporto tra illustrazione, benessere e cura attraverso incontri rivolti a psicologi, psicoterapeuti, educatori e operatori sociosanitari. 

La mostra mercato

Accanto a questi percorsi, il festival continua a dedicare uno spazio importante alla grande mostra mercato dell'editoria illustrata in piazza Eremitani. Case editrici indipendenti, librerie e professionisti del settore si incontrano in uno spazio aperto alla città, favorendo il dialogo tra chi i libri li realizza e chi li legge e offrendo al pubblico l'opportunità di conoscere da vicino la ricchezza dell'editoria illustrata contemporanea.

Informazioni

Gran parte del programma di Autori in città è a ingresso libero: mostre, inaugurazioni e firmacopie si seguono senza biglietto. Prevedono una quota di iscrizione workshop e seminari, con quota agevolata per chi si iscrive in anticipo. Tutte le info e il calendario completo qui.

 

L’officina del Gesto di Massimo Zanetti

L’officina del Gesto di Massimo Zanetti

Il gesto pittorico tra luce, colore e sentimento

La mostra

L’officina del Gesto di Massimo Zanetti.
 

Inaugurazione

Sabato 19 settembre, ore 18. La mostra sarà inaugurata presso le Scuderie di Palazzo Moroni.
 

Il Progetto Espositivo

In esposizione venticinque opere di grandi dimensioni, realizzate con tecniche miste: olio, acrilico, inchiostro e pastelli.
L’officina del Gesto nasce da un pensiero che parte da lontano, dal 2020, durante il periodo della pandemia, quando l’intreccio tra tempo di lavoro e solitudine forzata ha dato origine all’idea e a molti dei lavori presentati in mostra.
L’officina è da sempre il luogo in cui mani sapienti e laboriose organizzano, sistemano, creano e aggiustano, sporcandosi le mani. Il gesto, nella dimensione pittorica, rappresenta il portato sensibile del fare, dove il colore assume un ruolo fondamentale, unendo il bagaglio individuale e sensibile alla fantasia e al sentimento.
Le opere sono ancorate al visto, che viene puntualmente trasfigurato sovrapponendo al pigmento colorato una stratificazione emotiva. In alcuni casi il quadro sembra nascere “senza che io lo tocchi”. Non c’è tuttavia nulla di automatico: il pigmento, spesso ridotto in polvere, viene cosparso sulla tela bianca attraverso un setaccio e, a contatto con la superficie, si fissa e si rapprende.
Si ottengono così sfumature e qualità della luce difficilmente raggiungibili con il pennello. Il senso della mostra si può riassumere nel desiderio di raccontare il sentimento della vita attraverso il colore, le forme e le linee di costruzione del dipinto, trasformando i suggerimenti esterni in una rappresentazione personale.
L’officina del Gesto è, in qualche misura, una forma di spazialità: una solitaria interrogazione sul luogo in cui siamo, una costruzione emotiva degli eventi, con le sue domande celate e irrisolte.
La mostra prova, attraverso la luce, il colore e lo spazio, a raccontare i fatti della fantasia e del sentimento dell’artista.
 

Informazioni

La mostra sarà aperta dal 19 settembre alle 12:30 del 25 ottobre 2026.
Orario: dal martedì alla domenica, ore 9:30 - 12:30 / 16 - 19, chiuso il lunedì: ingresso libero.

Storie a merenda 2026

Storie a merenda 2026

Letture animate per bambini

Storie a merenda

Rassegna di storie, racconti e letture per bambine e bambini e le loro famiglie; momenti di ascolto, meraviglia e condivisione di emozioni a foyer del Teatro Verdi di Padova.
Una serie di appuntamenti, per diverse fasce di età a partire dai 3 anni, che vede l’alternarsi di fiabe della tradizione classica a racconti di autori contemporanei della letteratura per l’infanzia, storie della tradizione popolare ad albi illustrati e silent books, libri senza parole.
Alcuni incontri saranno accompagnati dalla musica dal vivo ed altri saranno dedicati alla lingua inglese, con giochi sonori tra inglese e italiano. Questi incontri sono tenuti da attori e attrici, che da anni lavorano con il giovane pubblico, tra teatro, storie e passione per la letteratura per l’infanzia.
Merenda in collaborazione con Campagna Amica.

Programma

Martedì 1 settembre, ore 17:30
Storie per ridere
Con Pippo Gentile
Un attore legge e racconta attraverso vari linguaggi (canto, musica, gesto, teatro…) storie comiche e divertenti, alternando fiabe classiche con testi di letteratura contemporanea. Attraverso il sorriso, e perché no anche con una risata, il progetto ha l’intento di avvicinare il bambino alla lettura di un libro e motivarlo alla ricerca dello stesso piacere frequentando biblioteche e librerie.
Per bambini/e dai 3-5 anni.

Mercoledì 2 settembre, ore 17:30
Mr Wolf's pancakes (I pancakes del Signor Lupo)

Con Betty Andriolo, Susi Danesin
Storie in lingua inglese e italiana per bambini e bambine che parlano inglese e anche per chi ha voglia di divertirsi ascoltando i suoni di una lingua non ancora conosciuta accompagnati dalle illustrazioni degli albi illustrati e dall'espressività delle raccontastorie.
Per bambini/e dai 5 anni.

Giovedì 3 settembre, ore 17:30
Storie senza parole ma molto rumorose

Con Susi Danesin
La lettrice usa la sue capacità mimiche e vocali per creare i personaggi, ognuno col proprio ritmo e la propria fisicità utilizzando un linguaggio immaginario fatto di suoni, silenzi e gesti, con la musicalità della voce crea poi le atmosfere sonore dei paesaggi e gli ambienti. I silent books sono libri capaci di superare le barriere linguistiche e di favorire l’incontro e lo scambio tra culture diverse.
Per bambini/e dai 4 anni.

Venerdì 4 settembre, ore 17:30
Il principe con le orecchie d'asino

Con Martina Pittarello
Una fiaba classica, che proviene dalla tradizione portoghese, dove si racconta di fate, di un principe molto saggio, di un barbiere di corte dalla lingua lunga e di un segreto molto difficile da mantenere...
Per bambini/e dai 5 anni.

Martedì 8 settembre, ore 17:30
La principessa drago

Con Pippo Gentile
È un racconto fantastico che unisce elementi tipici delle fiabe, come principesse, castelli e creature straordinarie, ma lo fa in modo originale e sorprendente. La protagonista non è la classica principessa indifesa: è un personaggio forte, coraggioso e diverso dagli stereotipi. Il racconto affronta temi importanti come l’identità, il coraggio di essere se stessi e il superamento delle apparenze.
Per bambini/e dai 5 anni.

Mercoledì 9 settembre, ore 17:30
Ssh! we have a plan (Shh! Abbiamo un piano)

Con Betty Andriolo, Susi Danesin
Storie in lingua inglese e italiana per bambini e bambine che parlano inglese e anche per chi ha voglia di divertirsi ascoltando i suoni di una lingua non ancora conosciuta accompagnati dalle illustrazioni degli albi illustrati e dall'espressività delle raccontastorie.

Per bambini/e dai 7 anni.

Biglietti

Bambini: 5 euro
Adulti: 3 euro
I bambini devono essere accompagnati da una persona adulta (entrambi devono essere in possesso di biglietto).

Informazioni

Altre informazioni sul sito del Teatro Stabile del Veneto

Festival internazionale La Sfera Danza

Festival internazionale La Sfera Danza

XXIII edizione

Da sabato 19 settembre a domenica 22 novembre 2026 torna a Padova il Festival Internazionale La Sfera Danza, giunto alla XXIII edizione. La manifestazione di quest'anno si distingue per la capacità di attivare e valorizzare un’ampia rete di luoghi della città e del territorio, trasformandoli in scenari performativi capaci di accogliere linguaggi artistici contemporanei. La programmazione si sviluppa infatti attraverso una pluralità di spazi – storici, monumentali, naturali e teatrali – che testimoniano la volontà del Festival di creare un dialogo dinamico tra danza, architettura e comunità.

Il Festival ospita e coinvolge artisti e compagnie di danza di comprovata eccellenza professionale, includendo formazioni italiane e internazionali, danzatori solisti e gruppi.

Il Festival diffuso, organizzato da La Sfera Danza e che gode del patricionio del Comune di Padova, da sempre tesse rapporti con il territorio, attivando convenzioni e collaborazioni con l’Università di Padova e con il Conservatorio Cesare Pollini, e promuovendo un concorso artistico, che coinvolge gli istituti e le scuole d’arte di città e provincia, chiamate a dare un contributo per creare ogni anno la nuova immagine che accompagna la comunicazione del Festival. 

Programma

Sabato 19 settembre, ore 21:15
IDD Industria Del Design spa, via Julia, 59 - Vigonza (Padova)
La misura del meraviglioso - Un rito contemporaneo ispirato ai quattro elementi Resextensa Dance Company
Prima assoluta: creazione site-specific ideata e realizzata in esclusiva per l’inaugurazione del Padova Festival Internazionale La Sfera Danza
Guidati dalla voce di Madre Natura, gli spettatori intraprendono un viaggio immersivo attraverso i quattro elementi primordiali, dove acqua, aria, terra e fuoco diventano materia viva della scena. Danza tra acqua e fuoco, musica e immagini si intrecciano in una drammaturgia che invita alla meraviglia, risveglia l’immaginazione e riconnette l’essere umano alla forza originaria della natura, ricordandoci che, prima di ogni storia, siamo acqua, aria, terra e fuoco.
Concepita appositamente per questo luogo, l’opera nasce dall’incontro tra architettura, natura e presenza umana: dialoga con le geometrie, la materia e la vocazione creativa degli spazi, trasformandole in parte viva della scrittura scenica. Un’esperienza unica e irripetibile.

Sabato 26 settembre, ore 20:45
Teatro Verdi, via dei Livello 32 - Padova
Ballet Junior on tour Ballet Junior de Genève
Tre coinvolgenti coreografie contemporanee. Il programma offre un viaggio attraverso tre mondi artistici distinti, ognuno dei quali rivela una prospettiva unica sulla danza contemporanea.
Con Revoada, Yuval Pick crea vortici dinamici di movimento, mettendo in risalto le singolarità individuali attraverso un linguaggio fisico e intenso.
Jérémy Alberge, ex allievo del Ballet Junior, ed Evelien Jansen presentano Home, un’opera ricca di sfumature in cui slancio e precisione si intrecciano, plasmata da echi di memoria.
Con Untitled Black, Sharon Eyal e Gai Behar offrono un pezzo iconico e ipnotico: un impegnativo tour de force tecnico che immerge il pubblico in un universo potente e magnetico.
All’interno della serata talk con i danzatori e i direttori Dorothée Delabie e Franck Laizet. Conduce Carmelo Antonio Zapparrata, giornalista e critico di danza.

Sabato 3 ottobre, ore 10.30 - 12 - 16 - 18
Loggia nord Palazzo della Ragione, Padova
Architetture del vivente Padova Danza Project
Spettacolo di danza contemporanea concepito per il Palazzo della Ragione, luogo simbolo della storia civile e giuridica. Il progetto mette in relazione corpo, architettura e suono, attivando lo spazio storico attraverso un intervento performativo che ne valorizza le caratteristiche fisiche, acustiche e simboliche. I danzatori attraversano l’ambiente come presenze sensibili, dialogando con le proporzioni dello spazio, le sue ombre e le sue risonanze, trasformando l’ambiente storico in un organismo vivo e pulsante.

Domenica 4 ottobre, ore 17
Chiostro Albini del Museo Eremitani, piazza Eremitani 8 - Padova
We are our roots Roberto Tedesco
Prima regionale. Accompagnato dal suono ipnotico dell’handpan, lo spettacolo esplora il viaggio dell’interprete tra partenze, arrivi e ritorni, percorrendo linee invisibili tracciate dallo spazio e dal corpo. Al centro, il tema delle radici: ciò che ci è stato tramandato dalla famiglia e dalle esperienze. Selezionare ciò che è utile al nostro cammino diventa un atto di consapevolezza riconoscendo che ciò che siamo dipende da ciò che abbiamo ricevuto e da come lo trasformiamo.
*In caso di maltempo lo spetacolo si terra nella Sala dei Mosaici all'interno del Museo Eremitani.
Domenica 4 ottobre acquistando il biglietto dello spettacolo, sarà possibile visitare il Museo Eremitani alla tariffa agevolata di 5 Euro.

Domenica 4 ottobre, ore 18
Chiostro Albini del Museo Eremitani, piazza Eremitani 8 - Padova
In Amore Federica Dalla Pozza e Isabel Paladin | Base 9
Performance che intreccia danza e musica, esplorando l’attesa, la trasformazione e la relazione tra corpo, materia e tempo. Le danzautrici di BASE 9, Federica Dalla Pozza e Isabel Paladin e la sound designer/musicista Federica Furlani, hanno approfondito l’antica arte della ceramica, patrimonio identitario di Nove (Vicenza), ascoltando le testimonianze degli artigiani che da generazioni custodiscono e tramandano questa preziosa tradizione. La ceramica “va in amore” quando risponde al mondo: muta con l’umidità, la temperatura, il tempo. È a questa espressione che si ispira la performance. L’argilla, in apparenza inerte, in realtà si muove, cambia, ascolta. Non si domina, ma si incontra. Come il suono, come il corpo.
*In caso di maltempo lo spettacolo si terra nella Sala dei Mosaici all'interno del Museo Eremitani.
Domenica 4 ottobre acquistando il biglietto dello spettacolo, sarà possibile visitare il Museo Eremitani alla tariffa agevolata di 5 Euro.

Giovedì 8 ottobre, dalle ore 18 alle  ore 19:30 (repliche in loop)
Torre Archimede – Dipartimento di Matematica, via Trieste, 63 - Padova
Manifesto for a Damaged Soul Toni Flego
Prima Nazionale. Un corpo enigmatico si muove in uno spazio non convenzionale, cercando la massima possibilità di poesia nella frattura. In costante dialogo con la macchina e con il suono futuristico, la performance interroga il presente: dove sta andando la tecnologia, come il suono plasma il corpo, e cosa resta dell’umano nell’era della sorveglianza. Ispirato all’estetica di Stalker di Andrej Tarkovsky e all’ombra totalizzante del Big Brother di George Orwell, l’opera si colloca in un’estetica post-apocalittica e new wave, dove il corpo diventa interferenza, resistenza o è semplicemente manifesto di un’anima danneggiata, ibridizzata da ciò che sta ancora per avvenire.
Il pubblico è libero di accedere in qualsiasi momento durante lo spettacolo.

Sabato 10 ottobre, ore 19
Loggia e Odeo Cornaro, via Cesarotti, 37 - Padova
Soggetto perduto Luca Veggetti Projects
Prima nazionale. Il progetto, concepito espressamente per la rinascimentale Loggia Cornaro, si articola sulla rete di possibili relazioni che questa architettura teatrale, specchio di un ideale di possibili proporzioni tra uomo e mondo naturale, continua a offrirci. Soggetto perduto parte da schemi coreografici archetipali per arrivare gradualmente a un dialogo tra linguaggi, forme e immagini: un teatro dell’invisibile che esplora le potenzialità espressive di un luogo e le correnti di energia che lo attraversano. Le marionette e le maschere animali e antropomorfe di Moe Yoshida, vera estensione del corpo del danzatore, introducono in questa favola fantastica la proiezione poetica di ciò che può esistere tra mondi di natura differente.
A seguire incontro del regista/coreografo con il pubblico. 
*In caso di maltempo lo spettacolo verrà posticipato a sabato 17 ottobre 2026.

Domenica 11 ottobre, ore 11
Giardino di Cristallo, Parco d’Europa - Padova
Ommanipadmehum EurAsia Dance Company
OM-MANI-PADME-HUM, che in sanscrito significa letteralmente “onorare il gioiello di loto”, si concentra sulla storia e sui rituali dei buddisti tibetani dell’Ordine dei Cappelli Gialli, con particolare attenzione al loro antico legame con i monaci Shaolin. Lo studio delle loro pratiche e cerimonie è alla base della coreografia diretta da Stefano Fardelli che ha debuttato a Calcutta in India nel 2023, e che ancora oggi, dopo tre anni, è in tournée in tutti e cinque i continenti. Quando la campana inizia a suonare, musica originale di Francesco Ziello, il rito ha inizio ed i danzatori della E.D.C. – EurAsia Dance Company entrano in quello che potrebbe essere un tempio, e ci conducono in un’altra dimensione. Cappelli e mantelli si muovono accompagnati dalla musica d’archi o orchestrale che crea contrasti tra immagini orientali e suoni occidentali. Per concludere, un cast multiculturale che traduce i movimenti dei monaci Shaolin con sfumature diverse e che rivelano non solo le origini dei danzatori della compagnia ma anche una qualità di movimento legata alle danze tradizionali degli interpreti che influenzano e danno carattere all’intera opera.

Domenica 11 ottobre, ore 16
Giardino di Cristallo, Parco d’Europa - Padova
Svarupa & Vyakta EurAsia Dance Company
Prima nazionale. Opera storica del repertorio di Stefano Fardelli, un assolo di grande successo che ha girato il mondo tra il 2014 e il 2019, interpretato dallo stesso Stefano Fardelli, e che viene ora riproposto in versione duetto con due componenti della EurAsia Dance Company, con il nuovo titolo «Svarupa & Vyakta». Il pezzo originale è un assolo ispirato a un viaggio in India e significa “Sé” in sanscrito in due modi diversi, così come saranno diverse le dialettiche create tra i danzatori ed i cinque palloncini, che rappresentano la proiezione del “Sé” in un’altra dimensione.

Domenica 25 ottobre, ore 19
Teatro Quirino De Giorgio, piazza Zanella 29 - Vigonza (Padova)
- Prima performance
A Prisoner’s Dream Federica Esposito
Prima regionale. Il solo è ispirato alla poesia di Eugenio Montale “Il sogno del prigioniero”. Si tratta di un'allegoria ricca di riferimenti ai crimini delle guerre e delle dittature totalitarie del Novecento, a cui si contrappongono, come strenua difesa, i valori umani dell’amore e della poesia. La reclusione rappresenta la libertà di essere vivi, ma è anche una condizione di costrizione, di limite. Sognare è l’unico mezzo per evadere dalla realtà, per sentirsi vicini alle persone care, per ricordare i sapori della vita, della terra, per difendersi, per sperare. È l’unico modo per salvare il nostro bambino interiore.

- Seconda performance
La dolce vita Compagnia Bellanda
Il duetto si avvale della verità del corpo a scapito dell’eloquenza, in un’atmosfera tra veglia e allucinazione, lasciando che il dubbio scivoli sul loro confine. I personaggi sono privati di molte parole, ma dotati di un’aggressività a fior di pelle, vicina all’afasia, la cui rivolta sorda respira dal corpo e la verità del ruolo proviene necessariamente dall’interno. Due corpi recettori di passioni e un’ossessione per l’amore, o meglio, la determinazione di uno dei due personaggi a far capire all’altro la natura profonda dell’amore e di convincerlo a cedere incondizionatamente. Ogni gesto è un rito, una danza dell’amore e del controllo. La morale della fiaba? In amore non v’è saggezza.

- Terza performance
Romantic Gun Irene Scalabrino – Rambert School
La coreografia esplora la natura autodistruttiva del conflitto attraverso l’uso del corpo come arma e bersaglio simultaneamente. Sulle note iconiche di Bang Bang, la danzatrice non si limita a interpretare il testo, ma incarna la meccanica stessa della violenza e le sue conseguenze emotive.

- Quarta performance
Orfeo e Euridice – Melancholia Balletto di Sardegna – Cinqueminuti
Orfeo e Euridice / Melancholia, trae linfa dalla potenza fisica dei corpi in scena, dalla decodifica in musica di stati emotivi e dal ritmo percussivo dell’azione. L’opera nasce dalla rielaborazione dal mito narrato da Virgilio nel libro IV delle Georgiche e da Ovidio nelle Metamorfosi, ma ancor più dall’omonimo film di Lars Von Trier, che interpreta il tema della disforia associando l’impatto emotivo che tale stato suscita nell’individuo alla collisione tra pianeti. Questo riferimento fa seguito ad una ricerca che si ispira alla forte espressività narrativa cinematografica. L’universo coreografico di Orfeo e Euridice / Melancholia è ricco di corpi possenti, di movimenti tellurici, di immagini sospese tra il reale e l’irreale, di distorsioni e leitmotiv. L’architettura dei corpi nasce dalla codifica di personali paure, tensioni, limiti, trasposti in un’opera dalla forza comunicativa emotivamente complessa, potentemente significativa e teatralmente emozionante.

Domenica 8 novembre, ore 20:45
Teatro Verdi, via dei Livello 32 - Padova
Stelle di Oggi e Stelle di Domani Il Balletto di Venezia
Spettacolo di danza classica e contemporanea, nasce come un progetto unico dedicato al talento in movimento, pensato per accompagnare le nuove generazioni di danzatori nel delicato passaggio tra la formazione accademica e l’ingresso nel mondo professionale. Un ponte concreto tra studio e palcoscenico, che offre ai giovani artisti l’opportunità di confrontarsi con l’eccellenza della danza internazionale.
Sul palco si alternano talenti under 21 provenienti dalle più prestigiose accademie del mondo e danzatori già affermati nelle principali compagnie internazionali. Un dialogo artistico che valorizza il talento emergente attraverso un programma capace di unire il grande repertorio classico alle espressioni più innovative della danza contemporanea.
A coronamento della serata consegna del Premio Riccardo Drigo – Musica per l’Arte della Danza – V Edizione.

Sabato 14 novembre, ore 20:45
Centro Culturale Altinate/San Gaetano, via Altinate, 71 - Padova
Semperiana Otradanza
Prima nazionale. Creazione pensata per spazi non convenzionali e ambienti urbani, in cui la danza si fonde con l’architettura e dialoga con il luogo. Pièce site-specific che trae origine da Sempere, spettacolo premiato come miglior produzione di danza ai Premi delle Arti Sceniche della Generalitat Valenciana 2024 e Premio Gira Escena Premiada, selezionato inoltre nel circuito Danza a Escena.

Domenica 22 novembre, ore 19
Teatro ai Colli, via Monte Lozzo 16 - Padova
Vetrina di danza contemporanea Direzione generale Gabriella Furlan Malvezzi
Performance 
- WoMEN Fabula Saltica
Una parola che racchiude un’intera storia. Il plurale di woman, donna, che porta in sé men, uomini. Un gioco linguistico che diventa specchio di una realtà complessa: il mondo femminile intrecciato a quello maschile, la forza della donna che si misura, si scontra e si afferma. La coreografia esplora il viaggio della donna attraverso le sfide che la vita le impone. Un percorso di resistenza e rinascita, in cui ogni movimento racconta una conquista. Perché ogni donna, alla fine, deve essere forte, più forte, sempre.

- UNA TERRA_Pratiche di coesistenza Accademia Nazionale di Danza di Roma – AFAM
Prima nazionale. Si muove lungo il sottile confine tra umano e naturale, chiedendosi se, in fondo, uomo e natura non abbiano il medesimo corpo. Abitando il mondo, l’essere umano coesiste con la natura e, talvolta, impara da essa pratiche di relazione e ascolto. I corpi in scena si fanno materia viva, elementi di un paesaggio umano che si aggrega, si sfalda e si sostiene, come una micro-comunità colta nel suo farsi. Attraverso una pratica rituale, scandita da un ritmo comune che va costruendosi, la danza si fonde con la musica, eco vibrante di un pianeta che pulsa insieme a noi.

- Le Crisalidi Compagnia Danza Estemporada
La coreografia vede la danzatrice abitare un involucro di plastica come una casa e ricercarne all’interno la voglia di rinascere e di coesistere.

- Epitaffio alla tristezza Roman Riabych
Prima nazionale. Ispirandosi al dipinto “Il mondo di Cristina” di Andrew Wyeth, il solo mette in scena il rituale intimo della liberazione e rinascita. Il corpo prima costretto a terra conquista lentamente la verticalità ed esegue un funerale simbolico della propria afflizione. Il ballerino in scena rappresenta la perseveranza silenziosa e faticosa di fronte a un paesaggio vuoto che riflette un’epoca segnata dalla perdita e avversità. Si tratta di un invito a non rifugiarsi nel passato per fuggire la tristezza poiché la negazione della tristezza è negazione della vita stessa. La coreografia affronta temi come la resilienza, la nostalgia e la rinascita.

- Intercettazioni Mandala Dance Company
Produzione frutto della residenza per il Festival FIND di Cagliari 2025: un percorso di creazione finalizzato al debutto della performance site specific negli spazi simbolici e architettonici del Bastione Saint Remy.
Attraverso pratiche di danza contemporanea, improvvisazione e composizione istantanea, i danzatori sono stati guidati in un processo di esplorazione sensibile dello spazio urbano, inteso non solo come scenario, ma come organismo vivo da ascoltare, attraversare e attivare, dando vita ad una performance potente e allo stesso tempo poetica.

- MagmaCloud Daniele Bianco
Prima regionale. Si pone l’obiettivo di indagare il momento prima della nascita. Il movimento diventa il mezzo della scoperta di un linguaggio universale, una presa di coraggio lasciandosi il passato alle spalle. Ne rimangono tracce, ombre che ci caratterizzano ma non ci limitano. Come lava che fuoriesce dalle viscere della terra così questa creatura diventa umana. Fuoriesce liquida, incontra l’ambiente esterno e inizia la sua metamorfosi, una solidificazione. Diventa magmatica e assume una forma rocciosa, si posiziona nel mondo, subisce un cambiamento. Così l’essere umano nasce con la leggerezza di una nuvola per diventare concretezza nel quotidiano.

- L’intrigo A.B. Danza
Prima nazionale. L’intrigo è una creazione coreografica che esplora le zone più oscure e fragili dell’animo umano – gelosia, tradimento, passione e follia. Liberamente ispirato all’“Otello” shakespeariano, il lavoro rielabora i suoi nuclei drammatici in un racconto emotivo non lineare, dove le relazioni tra i corpi diventano il cuore della scena. La fusione tra danza neoclassica e contemporanea dà vita a un linguaggio elegante e incisivo, capace di unire rigore tecnico e intensità espressiva in una potente esperienza visiva.

Informazioni

Costi e biglietti qui.

Associazione La Sfera Danza
Tel. 340.8418144
festivalsferadanza@gmail.com
lasferadanzafestival.i

Sul futuro del corpo

Sul futuro del corpo

Mostra collettiva

La mostra "Sul futuro del corpo" 

Dal 5 settembre al 4 ottobre 2026, la Galleria Civica Cavour di Padova ospita la mostra Sul futuro del corpo curata da Barbara Codogno, realizzata in collaborazione con l'assessorato alla Cultura del Comune di Padova e la partecipazione della Fondazione Alberto Peruzzo e della Fondazione Coppola.
L'esposizione riunisce diciassette protagonisti della nuova figurazione internazionale che, attraverso cinquantacinque opere, interrogano il corpo tra identità, memoria, controllo e trasformazione.

Il concept della mostra

In un tempo in cui il corpo è continuamente esposto, misurato, corretto, colonizzato e omologato, la mostra torna a interrogarlo nella sua dimensione più concreta e insieme più enigmatica: come luogo dell'identità e della memoria. Ogni giorno affidiamo l’immagine del nostro corpo ad algoritmi e dispositivi che lo registrano, lo interpretano, lo archiviano e lo rendono infinitamente riproducibile. Mai come oggi il corpo è stato così visibile e, paradossalmente, così distante dall'esperienza vissuta. La rappresentazione tende a sostituire la presenza, mentre l'immagine rischia di prevalere sull'esperienza. In questa frattura risuona il richiamo di “Magnifica Humanitas”, l’enciclica di Papa Leone XIV sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale, che invita a rimettere al centro la dignità irriducibile dell’umano. Un pensiero che attraversa anche la mostra, là dove il corpo non è immagine da consumare né dato da ottimizzare, ma presenza viva, vulnerabile e relazionale. È dentro questa frattura che nasce Sul futuro del corpo: una riflessione sul destino dell’umano nell'epoca della sua progressiva smaterializzazione. Lontana dalle retoriche della tecnologia e dalle narrazioni post-umane, la mostra assume il corpo come archivio vivente, spazio simbolico e politico, luogo in cui continuano a inscriversi memoria, desiderio, trasformazione e rapporti di potere.

Attraverso pittura e scultura, gli autori mostrano come il corpo sia tornato al centro della ricerca artistica non come semplice soggetto iconografico, ma come luogo critico attraverso cui leggere le trasformazioni culturali e sociali del presente. «La pittura e la scultura diventano così strumenti di resistenza – spiega Barbara Codogno –. La materia, il gesto, il tempo dell'esecuzione e persino l'errore restituiscono al corpo la sua irriducibile presenza. Le opere condividono la stessa condizione della carne: la sua fragilità, la sua impermanenza, la sua capacità di trasformarsi. Pur nella diversità dei linguaggi, gli artisti condividono una medesima consapevolezza: il corpo è il luogo in cui si manifestano le grandi tensioni del nostro tempo. Identità, controllo, memoria, desiderio, appartenenza, tecnologia, sacro diventano dimensioni inseparabili di una riflessione che attraversa l'intero percorso espositivo».

Sul futuro del corpo è domanda aperta. Quale spazio resta all'esperienza incarnata quando l'identità tende a coincidere sempre più con la sua rappresentazione?
La mostra suggerisce che proprio la pittura e la scultura possano ancora proporre uno dei luoghi più fertili da cui osservare queste trasformazioni. Per restare umani.

Gli artisti e le opere

Gli artisti: Radu Belcin, Enrica Berselli, Luca Bidoli, Greta Bisandola, Angelo Brugnera, Chiara Calore, Fabbio Copercini, Chandra Fanti, Angelo Giordano, Alfio Giurato, Maurizio L'Altrella, Julio Larraz, Nunzio Paci, Flavia Pitiș, Stefano Reolon, Nicola Samorì, Markus Schinwald.

Alcuni artisti interrogano la dissoluzione dell'identità e la sopravvivenza delle immagini. Nelle opere di Radu Belcin, Flavia Pitiș, Alfio Giurato e Nicola Samorì la figura emerge e insieme si consuma, lasciando affiorare il tempo e la memoria oltre la superficie dell'apparenza.
Altri riconducono il corpo a una dimensione naturale, dove il confine tra umano e vivente si fa mobile, poroso, instabile. Le ricerche di Angelo Brugnera, Nunzio Paci, Enrica Berselli e Chiara Calore immaginano organismi permeabili, attraversati da continue contaminazioni, nei quali anatomia e natura tornano a riconoscersi come parti di uno stesso sistema vivente. Un ulteriore nucleo affronta il rapporto tra corpo, mito e spiritualità. Stefano Reolon, Maurizio L'Altrella, Chandra Fanti e Luca Bidoli rileggono archetipi, simboli religiosi e iconografie della tradizione occidentale per mostrare come il corpo continui a essere il luogo in cui materia e trascendenza si incontrano.
Infine, il corpo torna a essere territorio politico. Markus Schinwald rende visibili quei dispositivi invisibili che disciplinano identità e comportamento; Julio Larraz riflette sulle ferite dell'esilio e della geopolitica; Fabbio Copercini trasforma il corpo di Pier Paolo Pasolini in una meditazione sul sacrificio e sulla violenza; Greta Bisandola guarda al corpo come archivio genetico ereditario.
A questo dialogo si aggiunge la ricerca di Angelo Giordano, che rimette al centro il limite e la vulnerabilità della condizione umana contro il mito contemporaneo della perfezione e dell'efficienza dell’Homo Deus.

L'inaugurazione

Il vernissage della mostra Sul futuro del corpo è in programma venerdì 4 settembre alle ore 18 alla Galleria Civica Cavour, in piazza Cavour a Padova.

Informazioni

5 settembre - 4 ottobre 2026
Galleria Civica Cavour
Orari: giovedì 15:30-19:30; venerdì, sabato e domenica 10-13 e 15:30-19:30
Ingresso libero

Terre Euganee

Terre Euganee

Mostra fotografica di Francesco Munaro

La mostra "Terre Euganee" 

Dal 24 luglio al 13 settembre la Sala della Gran Guardia di Padova ospita l’eposizione Terre Euganee, di Francesco Munaro. «Con questa mostra – spiega l’autore - vorrei porre al centro dell’attenzione un territorio che, anche se fortemente antropizzato, ad un attento osservatore può riservare continue sorprese». Il tema scelto dall’artista prende ispirazione dalla proclamazione dei Colli Eugani, avvenuta il 5 luglio 2024, a Patrimonio MAB UNESCO – L’uomo e la biosfera.
«È un riconoscimento al territorio nel suo complesso storico e naturalistico, ma specialmente alla gestione dello stesso – continua Munaro –. Nel contempo pone una sfida rivolta al futuro, per uno sviluppo sostenibile che ne esalti le peculiarità ed allo stesso tempo lo preservi».

Le fotografie in mostra

Nel racconto fotografico di Francesco Munaro, l’uomo non compare direttamene, ma attraverso le tracce che lascia nei luoghi che abita. Spiega l'artista: «Sono attratto dal divenire della luce, dal suo continuo mutare in ombra e viceversa, dal loro alternarsi e, specialmente, da quella zona grigia in continua trasformazione, quella soglia mutevole tra luce e ombra dove il tempo e lo spazio si fondono. L’utilizzo del bianco e nero mi ha permesso di creare suggestioni oniriche che possono essere più affini alle emozioni che hanno generato lo scatto. Sono “fotografie aperte” dove mi piacerebbe che ognuno trovasse il proprio, personale “Incanto”».

Francesco Munaro

Inizia la sua attività fotografica negli anni 90, seguendo numerosi corsi e workshop sulla tecnica, sulla storia e sul linguaggio fotografico, acquisendo in camera oscura le tecniche tradizionali del bianco e nero.
Nel 2009 inizia la sperimentazione della fotografia all'infrarosso, scoprendo un nuovo linguaggio espressivo che svilupperà in special modo nelle indagini sul territorio: Colli Euganei, campagna e Laguna Veneta, luoghi di interesse storico-artistico e luoghi abbandonati, in cui la natura lentamente si sta riprendendo spazi perduti. Temi che da alcuni anni, nel proprio percorso espressivo, sono diventati predominanti.
Negli ultimi tempi è ritornato al colore e recentemente sta sperimentando la “Fotografia istantanea” (Polaroid) e la tecnica del “Pinhole” o “Foro Stenopeico”.
Alla conclusione dei suoi lavori spesso con le immagini crea dei video multimediali. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti in concorsi fotografici, fra cui il Premio Speciale Fulvio Roiter nel 2009, nell'ambito del V^ Concorso Europeo EBT, il primo premio nella sezione “Persone”, nel concorso del 2017 della rivista “National Geographic”, il “Portfolio Award” ed il “Silver Award” nel San Francisco Bay International Photo Awards nel 2020.
Nel 2018 ha conseguito il diploma di "Master di fotografia di reportage" presso l'Accademia di Fotografia John Kaverdash di Milano.
Ha partecipato a numerose mostre sia personali che collettive.

Inaugurazione

L'inaugurazione è in programma giovedì 23 luglio alle ore 18.

Informazioni

Sala della Gran Guardia, piazza dei Signori - Padova
Orario: 09:30- 12:30 / 16:00-19:00
Chiuso il lunedì
Ingresso libero

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