Aprile Fotografia 2010

Aprile Fotografia 2010

La Fotografia di Cinema

Si rinnova anche quest"€™anno il grande appuntamento con la fotografia d"€™autore che vede protagonista la città  di Padova. Da aprile a maggio torna, infatti, la rassegna internazionale Padova Aprile Fotografia che ha come tema, per questa sesta edizione, La fotografia di cinema.

La rassegna presenta due mostre che ripercorrono alcuni momenti salienti della creazione cinematografica di due grandi cineasti: "€œCarlo Mazzacurati nelle immagini di Lucia Baldini e Giovanni Umicini e Ricordando Krzysztof Kieslowski. Fotografie di Piotr Jaxa.


Il rapporto tra fotografia e cinema sarà  in questa occasione indagato sotto luci e profili diversi, considerate le differenti produzioni e i differenti sguardi dei fotografi che ne hanno osservato le forme, scandagliando le riprese stesse dei set cinematografici.

La fotografa toscana Lucia Baldini racconta attraverso le sue potenti immagini alcuni momenti del film "€œLa giusta distanza"€ di Mazzacurati, indagando gli elementi che costruiscono il film: luoghi, attori, troupe e atmosfere. Elabora secondo la propria sensibilità  vari livelli di lettura, dando la possibilità  ad ogni singolo dettaglio di divenire un tassello del mosaico di immagini in cui si narrano alcune scene del film. La sensazione è quella di entrare in uno specchio e avere contemporaneamente il fuori e il dentro della scena, permettendo in questo modo una lettura più ampia dell'€™intera esposizione. Sarà , inoltre, presente in mostra una sezione di immagini esclusive del nuovo film del regista, "€œLa passione"€, in uscita nelle sale cinematografiche tra qualche mese. Un"€™anteprima inedita come omaggio alla città  di Padova.

Di Giovanni Umicini, fotografo abituato a indagare la normalità  quotidiana della strada ed attento osservatore dell'€™uomo e dell'€™ambiente nel quale vive e articola le proprie attività , sono, invece, le fotografie di scena che raccontano attori, paesaggio, clima e colore dei set di "€œVesna va veloce"€ (1996) e "€œLa lingua del santo"€ (2000).
Sono foto spesso scattate tra un ciak e l"€™altro, con la prontezza a cogliere in un breve secondo una situazione in grado di esprimere l"€™essenza del momento, sia esso parte del film o della fatica, ed il divertimento nel realizzarlo. Il rigoroso bianco e nero di Giovanni Umicini viaggia con l"€™anima del film, emoziona e suggerisce, con rispetto, curiosità  ed interesse, la ricerca espressiva della situazione.
Il fotografo toscano, ma padovano di adozione, entra in sintonia con la pellicola attraverso un minuzioso lavoro di ricerca, di lettura del copione e di presenza durante le riprese del film, riuscendo così a cogliere l"€™anima del lavoro che si sta realizzando sul set, presupposto fondamentale per il documento storico che rimane grazie alle fotografie di scena.

La seconda mostra in programma di Padova Aprile Fotografia, realizzata in collaborazione con Ultreya, dal titolo Ricordando Krzysztof Kieslowski. Fotografie di Piotr Jaxa, si inaugura venerdì 23 aprile 2010 alle ore 18 nel Museo Diocesano (piazza Duomo).

L"€™originale mostra di Piotr Jaxa nasce durante i nove mesi di riprese tra Parigi, Varsavia e Ginevra della trilogia "€œTre colori: blu, bianco e rosso"€, opera del grande regista Krzysztof Kieslowski, che il fotografo polacco ha documentato fotograficamente.
Jaxa - che si affermò in Svizzera ma mantenne i legami con la sua patria natia tanto che Kieslowski lo scelse come fotografo di scena per l"€™intera trilogia - con la mostra sul grande cineasta polacco delinea un ritratto integrale del regista, sia in quanto artista, sia come uomo ed amico.
Il nucleo del lavoro è costituito da trenta immagini tratte dal backstage dei film, già  esposte nel 1993 nella raccolta "€œKieslowski"€™s colours"€, alle quali in questa occasione se ne aggiungono altre che esaltano lo stile, la poetica, la filosofia, l"€™umorismo e la vita stessa del grande regista. Krzysztof Kieslowski nato a Varsavia nel 1941, visse la prima infanzia e l"€™adolescenza nella tragedia dell'€™invasione tedesca e russa e quindi del totalitarismo sovietico. Proseguì i suoi studi, dedicandosi prima al teatro e poi al cinema, nella prestigiosa scuola di film di Lodz, dove conobbe nel 1965 Piotr Jaxa che, oltre collega, gli fu amico fino alla prematura scomparsa.
Nelle sue fotografie, Jaxa, sembra concentrare i dolorosi drammi dei protagonisti delle pellicole nel volto del regista e nella colorata penombra del set in cui Kieslowski mette in scena i tre valori-colori per lui fondamentali dell'€™epoca moderna: il bianco dell'€™uguaglianza, il blu della libertà  e il rosso della fraternità .


La Rassegna è promossa dall'€™Assessorato alla Cultura - Centro Nazionale di Fotografia, con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo

Carlo Mazzacurati nelle immagini di
Lucia Baldini e Giovanni Umicini

Mostra promossa dall'€™Assessorato alla Cultura - Centro Nazionale di Fotografia, con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo

Mostra a cura di Enrico Gusella
Direzione della mostra: Alessandra De Lucia

Galleria Cavour (piazza Cavour)
11 aprile "€“ 23 maggio 2010
Inaugurazione sabato 10 aprile 2010, ore 18.00

Ricordando Krzysztof Kieslowski. Fotografie di Piotr Jaxa
Mostra promossa dall'€™Assessorato alla Cultura "€“ Centro Nazionale di Fotografia, in collaborazione con Ultreya, con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

Mostra a cura di Giovanni Chiaramonte e Enrico Gusella
Direzione della mostra: Alessandra De Lucia

Padova, Museo Diocesano
(piazza Duomo, 12)
24 aprile "€“ 30 maggio 2010
Inaugurazione venerdì 23 aprile 2010, ore 18.00


Inaugurazione venerdì 23 aprile 2010, ore 18.00




A Padova si gioca con l'energia Energia e dintorni

A Padova si gioca con l'energia Energia e dintorni

Apre la mostra interattiva di scienze Sperimentando 2010. La mostra di fisica, chimica e scienze rimarrà  aperta dal 19 aprile al 16 maggio 2010. Il visitatore provando e toccando oltre 100 esperimenti esposti, esplorerà  fenomeni famigliari ed effetti particolari. Gli esperimenti proposti illustrano il tema dell'energia nei vari aspetti sottolineando la necessità  di fare dell'energia un uso consapevole evitando gli sprechi e cercando di utilizzare fonti rinnovabili.

Particolare attenzione viene rivolta alla produzione di energia elettrica ma anche agli scambi energetici, all'€™energia termica, all'€™energia luminosa, ai trasferimenti di energia attraverso onde, all'€™energia in relazione con la vita.

Il 2010 è l"€™anno internazionale della biodiversità  e nel settore di scienze viene illustrata la ricchezza della natura, evidenziata prevalentemente come risultato di un processo evolutivo e come adattamento a condizioni estreme.
Le collaborazioni sempre più ricche con Dipartimenti Universitari ed enti di ricerca permettono di avere accanto ad apparati artigianali realizzati da studenti, docenti e tecnici delle scuole, come è nella tradizione di Sperimentando, anche qualche oggetto particolarmente sofisticato e all'€™avanguardia come un microscopio a forza atomica per osservare la natura a livello nanometrico, una bicicletta alimentata a idrogeno e un mellatron per vedere il confinamento di un plasma.
Ma non mancano poi esperimenti per i più piccoli che possono esplorare proprietà  dell'€™aria e dell'€™acqua, sensazioni tattili e trasferimenti di energia nei loro giocattoli.

Grande spazio è riservato ai lavori presentati dagli studenti degli Istituti del Veneto che hanno partecipato ai due concorsi collegati alla mostra: "€œSperimenta anche tu"€, in cui i ragazzi inventano e costruiscono un esperimento da esporre al pubblico, e "€œL"€™Arte sperimenta con la Scienza"€, in cui gli studenti presentano un progetto grafico per la locandina e per la maglietta. La premiazione dei due concorsi, che vedono iscritti 65 esperimenti nel primo e 133 progetti grafici nel secondo, sarà  lunedì 10 maggio alle 16.00 presso la sede della mostra. In questa occasione verranno premiati anche gli studenti che hanno ottenuto i migliori risultati alle gare locali delle Olimpiadi della Fisica.

Vengono inoltre proposte molte manifestazioni Programma che spaziano dalle conferenze su energia, storia, fonti e utilizzi, a quelle sulla biodiversità , dalla formazione docenti agli spettacoli al planetario, dal Laboratorio di osservazione della fotosfera solare alla visita al Laboratorio del Consorzio RFX per aggiornarsi sulle ricerche sulla fusione nucleare, dall'€™esposizione di bonsai e piante succulente all'€™esibizione di prototipi a energia solare, dall'€™indagine scientifica sulla scena del crimine all'€™esplorazione dei magici effetti che si possono ottenere con le bolle di sapone.


Sperimentando viene promossa dal Comune di Padova, Assessorato alla Cultura e Assessorato alle Politiche Scolastiche ed Educative; dall'€™Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Laboratori Nazionali di Legnaro e dalla Sezione di Padova; dall'€™Università  degli Studi di Padova con la Presidenza della Facoltà  di Scienze MM.FF.NN e i Dipartimenti di Astronomia, Biologia, Fisica, Geoscienze, Ingegneria Elettrica, Territorio e Sistemi Agroforestali e Scienze Chimiche; dal Consiglio Nazionale delle Ricerche; dall'€™Associazione per l"€™Insegnamento della Fisica, Sezione di Padova e dalla Direzione Generale dell'€™Ufficio Scolastico Regionale del Veneto. L"€™iniziativa è inoltre sostenuta dalla Regione del Veneto; dalla Provincia di Padova, Assessorato all'€™Istruzione e Offerta Scolastica; dalla Camera di Commercio di Padova e dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, da alcuni istituti scolastici di Padova oltre a numerosi sponsor privati. Tra i collaboratori Esapolis, il museo vivente degli insetti, il Parco Natura viva di Verona, il Parco Fenice di Padova e alcuni istituti scolastici del Veneto.


Per informazioni sulla mostra e sulle manifestazioni consultare il sito http://sperimentando.lnl.infn.it o inviare una e-mail a sperimentando@lnl.infn.it.
Ariella Metellini - Curatore Mostra Sperimentando - cell. 340/0039073
Chiara Zecchin - Responsabile Segreteria Organizzativa - tel. 049/8068356

Per le scolaresche è possibile prenotare una visita guidata al sito http://sperimentando.lnl.infn.it oppure telefonando alla Sezione INFN di Padova (sig.ra Annarosa Spalla 049/8277204).




"Il Popolo non ha il pane? Diamoglie le brioche"

"Il Popolo non ha il pane? Diamoglie le brioche"

Arti Inferiori VII Edizione 2009-2010

Ultimo appuntamento dell'edizione 2009-2010 di "Arti Inferiori".

FILIPPO TIMI
presenta
IL POPOLO NON HA IL PANE? DIAMOGLI LE BRIOCHE
di Filippo Timi
regia Filippo Timi e Stefania De Santis
e con Paola Fresa, Lucia Mascino, Marina Rocco, Luca Pignagnoli
suoni, luci e scenotecnica di Luca De Marinis
falegname Ezio Grazioli
collaborazione alla produzione:
Nuovo Teatro Nuovo, ArtedanzaE20, Teatro Stabile dell'€™Umbria

Un poveraccio quando esce fuori di testa si sente RE, un RE quando impazzisce che cosa si può mai immaginare di essere?
Un ragazzino viziato... che probabilmente se avesse mai sbirciato nella camera dei genitori, li avrebbe trovati a fare le orge con le fattucchiere di corte e i soldati in divisa... un ragazzino viziato che d'improvviso si sveglia nella notte... inizia a ridere e demolire il mondo... esasperando i meccanismi di potere, desiderio... e brama.... che regolano la natura violenta dell'€™uomo.Lui, il delfino del re, dalla vetta della piramide, come un giullare, pezzo per pezzo, comincia a smontare, mattone su mattone, la piramide stessa... crollando con essa...
"€œEd ecco che una notte un'€™immagine m'€™arriva furente al cuore.
Se io avessi coscienza del mondo... la netta percezione che tutto quello che accade è solo un'eterna ripetizione... mi verrebbe da ridere, amare con la stessa leggerezza di chi calpesta un fiore... uccidere con la stessa frivolezza... violentare con la medesima noncuranza... ma... gli effetti delle azioni si imprimono nella memoria del cuore e nella carne dell'€™anima... ed ecco che l"€™abisso arriva alla gola."€
Di fronte alla realtà , di fronte a certi irrimediabili eventi, la morte, la perdita di un amore... il cuore e il cervello impazziscono, hanno bisogno di trovare fughe e nuove logiche per non soffrire così tanto.
Ridere, è la risposta della coscienza alla tragedia?
Ridere il pianto.
Ridere la morte.
Ridere l'™abbandono.
Ridere il tradimento.
Ridere la follia.
Ogni sentimento ha una bocca, e io voglio far ridere la bocca dei sentimenti!
Ogni vita è lo specchio della vita.
Guardati, disse un giorno Amleto ad Ofelia, guardati in me... come fai a non ridere di te?
Insomma, Una commedia. Tra potere, oblio, frivolezze e pazzia.

INFORMAZIONI
Biglietti e abbonamenti
Abbonamento intero: € 80,00; abbonamento ridotto (studenti): € 60,00
(Gli abbonamenti saranno in vendita presso l'MPX-Multisala Pio X tutti i giorni, dalle ore 18 alle ore 20)
Biglietto intero € 12,00; ridotto studenti € 10,00

Prevendita
Il giorno precedente ogni spettacolo per l'MPX Multisala Pio X dalle ore 18.00 alle ore 20.00
Vendita Il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 ad inizio spettacolo

ARTEVEN
Via G. Querini, 10
30172 Mestre (VE)
041 5074711

MPX Multisala Pio X
Via Bonporti, 22 (zona Duomo) - Padova
Tel. 049 8774325
teatrompx@multisalampx.it
www.multisalampx.it

Per ulteriori informazioni si rinvia a: Arti Inferiori. Stagione Teatrale 2009-2010.

Individuarti

Individuarti

L'Assessorato alla Cultura del Comune di Padova propone nello spazio espositivo dell'Ex Macello in via Cornaro una collettiva di opere dell'Associazione degli artisti indipendenti Paolo Capovilla su temi di estrema attualità  quali le relazioni, la diversità  , l'integrazione.

Opere che rappresentano passato, presente e futuro, in un'inedita esperienza del "diverso"; un dibattito aperto che ci porta alle nostre origini dando rilievo all'attualissima questione dei flussi migratori.



Nella mostra allestita all'Ex Macello dal 12 marzo al 5 aprile 2010 dal titolo INDIVIDUARTI "€“ diversità , integrazione, unicità  ventisei artisti si sono messi in gioco con la loro individualità , la loro cultura, il loro stile, trasformando in immagine desideri, emozioni, paure, ossessioni, in un confronto tra individuo e collettività  .
Uno spazio che diviene laboratorio di idee dove il pensiero e le riflessioni sull'identità  dell'individuo sono evidenti e trattate in un'ottica più aperta e preparata al confronto con "€œl'altro"€; le differenze diventano importanti "peculiarità " quando il rispetto del singolo si fa leit motiv del rapporto interculturale; in questo caso, l'arte - senza barriere né confini - funge da veicolo e linguaggio universale per l'approfondimento di una trasformazione sociale come quella che stiamo quotidianamente vivendo.

Gli autori espongono opere di pittura a olio e acrilico, materiche con l'utilizzo di materiali poveri e riciclati, sculture e installazioni, fotomontaggi caraterizzati da stili e lavori molto diversificati.

Idee e pensieri trasformati in realtà  concrete, dove ci si domanda: chi siamo, chi vogliamo essere?
Gli artisti hanno dato delle risposte interpretando l'arte come veicolo di rappresentazione e di comprensione di tematiche sociali come quelle della diversità , dell'integrazione, dell'unicità , che coinvolgono l'intera umanità . Il visitatore è invitato a partecipare, toccare con mano, a sfiorare, a osservare le opere esposte per trarne spunto e giungere a personali riflessioni.

Presidente dell'Associazione artisti Indipendenti Roberto Capovilla
Espongono gli artisti:
Carlo Bettin, Alessandro Bellotto, Maria Pia Camporese, Paolo Camporese, Barbara Codogno e Marcello Mauro, Pietro Dente, Fabio Fobia, Claudio Fornas, Flavio Galletti, Simonetta Giacometti, Franco Giraldo, Lorenza Merlin, Renato Nicolé, Giovanni Omodeo, Daniela Pedrocco, Flavio Pedrocco, Paolo Perego, Claudio Pizzo, Vanilla Ragana, Floriana Rigo, Mara Ruzza, Franco Storti, Sonia Strkul, Grazia Zattarin, Flavio Zerbetto.


Info: tel. 049/8204562,
Orario: tutti i giorni 17,00/20,00, - sabato e domenica 10,30/13,30 - 17,00/20.00 - ingresso libero.


Pino Pin

Pino Pin

Realtà  allo Specchio


Realtà  allo specchio è il titolo della mostra che l"€™Assessorato alla Cultura del Comune di Padova dedica all'€™artista padovano Pino Pin,

.L"€™artista, richiamandosi al concetto dell'€™Arte povera, utilizza materiali semplici e d"€™impiego quotidiano, quali il legno, la carta, la stoffa, il plexiglas, per comporre le sue installazioni alle quali affida messaggi e riflessioni filosofiche, sul ruolo della coscienza individuale e sociale dell'€™uomo, che spesso non riesce a dominare e controllare in sé il germe della violenza e della sopraffazione.



Prorogata fino al 2 giugno 2010

Per capire il messaggio dell'€™artista, dobbiamo risalire alla sua formazione giovanile che affonda le radici negli anni sessanta-settanta, anni di grande fervore intellettuale e di importanti trasformazioni sociali, che si riflettono anche nel campo delle arti visive con la volontà  di azzerare la tradizione, affidando all'€™arte una nuova finalità : quella di interrogarsi su se stessa e sulla possibilità  di esprimersi con strumenti espressivi nuovi, come nell'€™Arte concettuale.

Solo con queste premesse si può entrare nel mondo artistico di Pin e comprendere appieno il significato delle opere che lo rappresentano in questa esposizione: quattro all'€™interno dell'€™Oratorio e due all'€™esterno che fungono da divinità  laiche, poste a delimitare e segnalare l"€™accesso ad una sorta di agorà  ideale, ad uno spazio di riflessione e discussione che avvolge il visitatore all'€™entrata dell'€™Oratorio.

Osservando con attenzione le opere si potrà , cambiando il punto di osservazione, provare come è sottile la linea di demarcazione tra vittima e carnefice, considerazione resa più esplicita dall'€™immagine moltiplicata e ingrandita di un proiettile vagante: il visitatore in base al senso di marcia si troverà  ora dalla parte di chi spara, ora dalla parte del bersaglio. Questa dualità  interpretativa, che ben evidenzia la difficoltà  di poter definire "€œgiusta"€ una guerra, che implica sempre il coinvolgimento anche di innocenti, è accentuata ulteriormente dall'€™utilizzo di specchi inseriti in alcune delle sue opere: lo specchio attrae l"€™artista e lo spettatore all'€™interno dell'€™opera stessa in una sorta di inversione e reinvenzione di ruoli.


Biografia
Nato a Piazzola sul Brenta, si è diplomato all'Accademia di Belle Arti di Venezia sotto la guida del maestro Alberto Viani, ha frequentato i corsi di pittura all'Accademia di Brera a Milano e in special modo i corsi di storia dell'arte di Guido Ballo. Ha insegnato progettazione all'Istituto Statale d'Arte di Padova "€œP. Selvatico"€, formando nel 1976 a Vicenza il gruppo Arti Visive; tiene corsi di lettura dell'opera d'arte. Alcune sue opere sono conservate in collezioni private e pubbliche.


Info:0498753981- 8204528
Orario: 9.30-12.30, 15.30-19.00 lunedì chiuso.
Ingresso libero.

Lo Scaffale degli Scrittori

Lo Scaffale degli Scrittori

Controstoria d’Italia

Lo spirito è quello di guardare alla storia del nostro Paese da prospettive "€œoblique"€, non consuete. Avremo ospiti Pierluigi Battista, firma autorevole del Corriere della Sera, a proposito del suo libro sul conformismo degli intellettuali; poi uno scrittore e uomo di teatro come Marco Baliani, impegnato in un progetto per il 150° dell'€™Unità  d"€™Italia, la serata conclusiva vedrà  protagonista un"€™attrice Maddalena Crippa insieme a Antonio Debenedetti e Gianni Borgna che parleranno sulla cultura italiana dai primi del Novecento alla Dolce Vita di Fellini, di cui cade il 50° anniversario.

Programma
Auditorium Centro CuklturaleAltinate/San Gaetano via Altinate,71
martedì 30 marzo ore 21

PIERLUIGI BATTISTA
con Ugo Savoia Corriere del Veneto

L"€™estinzione degli intellettuali d"€™Italia


Mercoledì 14 aprile ore 18

MARCO BALIANI

Raccontare (l"€™Italia)


Mercoledì 21 aprile ore 18

MADDALENA CRIPPA

con GIANNI BORGNA e ANTONIO DEBENEDETTI

Addio Dolce Vita

Curatore e moderatore degli incontri Paolo Di Paolo

Info 0498204537/01
Ingresso libero
L'accesso sarà  consentito fino a esaurimento dei posti a sedere

Guido Sgaravatti Antologica

Guido Sgaravatti Antologica

Dalla raffigurazione all'arte - terapia


La mostra, presenta la multiforme attività  degli ultimi quarant"€™anni, dal campo della pittura a quello della scultura e della grafica, evidenzia l"€™originalità  degli esiti formali e la libertà  espressiva delle opere, il loro stretto rapporto con gli studi che per molti anni l"€™artista ha condotto sulla psiche umana e sulle connessioni tra la cultura orientale e quella occidentale.
 

Il percorso espositivo si sviluppa in diverse sezioni tematiche: la prima rappresentata dal bronzo che ritrae la posizione yoga de L"€™arco, e prosegue nella seconda sala con opere di pittura e scultura che considerano le diverse implicazioni di tipo sensoriale, psicologico e relazionale, legate alla rappresentazione della "€œfigura umana"€.


Segue poi la sezione relativa all'€™"€œarte-terapia"€ che propone un gruppo di dipinti in cui, a partire dagli anni settanta, l"€™artista indaga e mette in luce con un linguaggio fortemente espressivo le problematiche che agitano la psiche che, emergendo dall'€™inconscio, possono avere efficacia vitale e terapeutica.


L"€™"€œarte sacra"€ che presenta alcune sculture in bronzo realizzate alla fine degli anni ottanta, schizzi disegni di particolari e bozzetti tridimensionali che illustrano il metodo usato dall'€™artista nel progettare la decorazione per le porte di alcuni edifici sacri come il duomo di Belluno, la cattedrale e la basilica di Santa Giustina a Padova o la chiesa dell'€™Abbazia di Praglia. Un"€™altra sezione, dedicata ad "€œaltri soggetti"€, documenta come l"€™interesse artistico di Sgaravatti si sia rivolto all'€™osservazione dell'€™ambiente che circonda l"€™uomo e alle differenti forme del mondo vegetale e animale, considerate quali manifestazioni di una realtà  cosmica ricca di energia vitale. Segue poi la "€œritrattistica"€, in cui sono esposte un gruppo di teste caratterizzate da una forte espressività  che rivela l"€™artista quale fine conoscitore dell'€™animo umano.

L"€™ultima sezione propone "€œi monotipi"€, un gruppo di raffinate incisioni dai suggestivi effetti pittorici, ottenuti dall'€™artista con una personale tecnica.


Particolare attenzione, infine, è stata riservata in questa antologica anche alla forza espressiva dei disegni a inchiostro e tecnica mista, che, presenti in varie sale a fianco di dipinti e sculture, documentano nel tratto veloce e costruttivo la capacità  di sintesi delle forme e di definizione dei volumi nello spazio, con sensibilità  non soltanto plastica ma poetica.

Biografia
Nato ad Abano Terme nel 1925, l"€™artista si è formato in ambito umanistico conseguendo la laurea in giurisprudenza presso l"€™Ateneo patavino. Attratto fin da ragazzo dal mondo dall'€™arte ha coltivato questo suo vivo interesse applicandosi all'€™apprendimento di tecniche diverse. Negli anni del secondo dopoguerra ha frequentato gli studi di artisti padovani e poi l"€™Accademia di Belle Arti di Venezia; è passato successivamente all'€™Accademia di Napoli e ha studiato a Roma tecnica del marmo. Alla conoscenza della cultura classica, ha affiancato gli studi condotti per molti anni sulla psiche umana e la psicologia del profondo, sulla filosofia, le religioni orientali, lo yoga.

A partire dagli anni sessanta ha allestito numerose personali in Italia, Europa e Australia. Nella sua attività  ha progettato e realizzato anche opere di carattere monumentale e molti suoi lavori si trovano in importanti collezioni pubbliche e private.
La mostra è curata da Laura Sesler.


Info: 0498204539/47
Orario mostra: 10:00 - 19:00, lunedì chiuso, ingresso libero.

"Aspettando Godot"

"Aspettando Godot"

Arti Inferiori VII Edizione 2009-2010

Ottavo appuntamento dell'edizione 2009-2010 di "Arti Inferiori. Stagione teatrale".

Gigio ALBERTI, Mario SALA
Teatro Out Off Teatro Stabile di Innovazione
presentano

ASPETTANDO GODOT di Samuel Beckett
Traduzione: Carlo Fruttero
Regia: Lorenzo Loris
Con: Giorgio Minneci, Alessandro Tedeschi, Davide Giacometti

Due uomini vestiti come vagabondi, Estragone e Vladimiro, si trovano sotto un albero in una strada di campagna. Un certo Godot ha dato loro appuntamento ma senza precisare il luogo e l'orario. I due non sanno neanche esattamente chi sia questo Godot, ma credono di poter rimediare qualcosa di caldo da mangiare e un letto dove dormire all'€™asciutto. Mentre attendono passa sulla stessa strada una strana coppia di personaggi: Pozzo, un proprietario terriero, e il suo servitore, Lucky, tenuto al guinzaglio dal primo.
Estragone e Vladimiro sono incuriositi dall'€™istrionismo del padrone e spaventati dalla miseria della condizione del servo. Pozzo e Lucky riprendono il loro cammino. Intanto è calata la sera e Godot non si è fatto vivo. Arriva però un ragazzo che riferisce loro che il signor Godot non può venire. Arriverà  sicuramente domani. E così nelle sere a seguire.
Dopo mezzo secolo dalla celebre pièce di Samuel Beckett, nelle nostre metropoli multietniche Aspettando Godot
può oggi rappresentare l'€™emblema di una società  in cui l'uomo vive una dimensione spersonalizzante e raggiunge il paradosso di sentirsi solo in mezzo alla moltitudine"€. (Lorenzo Loris, dalle note di regia)

INFORMAZIONI

Biglietti e abbonamenti
Abbonamento intero: € 80,00; abbonamento ridotto (studenti): € 60,00
(Gli abbonamenti saranno in vendita presso l'MPX-Multisala Pio X tutti i giorni, dalle ore 18 alle ore 20)
Biglietto intero € 12,00; ridotto studenti € 10,00

Prevendita
Il giorno precedente ogni spettacolo per l'MPX Multisala Pio X dalle ore 18.00 alle ore 20.00
Vendita Il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 ad inizio spettacolo

ARTEVEN
Via G. Querini, 10
30172 Mestre (VE)
041 5074711

MPX Multisala Pio X
Via Bonporti, 22 (zona Duomo) - Padova
Tel. 049 8774325
teatrompx@multisalampx.it
www.multisalampx.it

Per ulteriori informazioni si rinvia a: Arti Inferiori. Stagione Teatrale 2009-2010.

Oscar Niemeyer

Oscar Niemeyer

Un progetto per Padova

In questa esposizione viene esposto per la prima volta il corpus di disegni originali che Niemeyer stese nel 1988 in collaborazione con l"€™architetto vicentino Federico Motterle per progettare il Palazzo dei Congressi di Padova: questo evento rappresenta un"€™importante tappa all'€™interno di una serie di iniziative culturali che negli ultimi due anni hanno voluto celebrare il lavoro in Italia del grande architetto di Rio de Janeiro.

La mostra, promossa dal Comune di Padova "€“ Assessorato alla Cultura, è curata dall'€™architetto vicentino Luca Biancoviso, presidente dell'€™Associazione Culturale IEC "€“ Independent Event Center con la quale nell'€™ultimo anno ha condotto un lavoro di ricerca intorno alla figura di Oscar Niemeyer realizzando le esposizioni Oscar Niemeyer: Architettura, Città  e Paesaggio (Vicenza 2008), 101% Oscar Niemeyer: l"€™arte di progettare (Vicenza, Benevento e Venezia 2009) e Oscar Niemeyer: Architetture Italiane (Ravello 2010 "€“ mostra d"€™inaugurazione del nuovo Auditorium di Ravello, quarta opera di Niemeyer in Italia).

L"€™esposizione, fortemente voluta dall'€™Assessore alla Cultura del Comune di Padova Andrea Colasio, è stata realizzata grazie anche al diretto interessamento del Presidente dell'€™Accademia Galileiana prof. Oddone Longo, del prof. Elio Fanzin e del prof. Lionelli Puppi, all'€™epoca uno tra i sostenitori del progetto per il Palazzo dei Congressi di Padova, che nei piani dei progettisti si sarebbe dovuto collocare nell'€™area retrostante l"€™ex Macello attiguo al Prato della Valle.

Oscar Niemeyer: un progetto per Padova non vuole essere una mostra tecnica dedicata esclusivamente ad architetti e progettisti, ma un"€™esposizione rivolta a tutta la cittadinanza, che permetta al pubblico di riscoprire un progetto molto importante nel contesto della produzione italiana di Oscar Niemeyer, ancora poco studiato e poco conosciuto.



Orario: 10.00 "€“ 19.00 lunedì chiuso. Ingresso libero.
Informazioni: 049 8204546;

Cinema invisibile 2010

Cinema invisibile 2010

"Ricomincia da oggi"

Terzo appuntamento della Rassegna Cinema Invisibile 2010 e del suo "Fronte del Banco".

Proiezione del film:
RICOMINCIA DA OGGI (Ca commence aujourd'hui)
Di Bertrand Tavernier
Francia 1999, 1h 52'
Regia: Bertrand Tavernier
Sceneggiatura: Dominique Sampiero, Tiffany Tavernier e Bertrand Tavernier
Fotografia: Alain Choquart
Scenografia: Thierry Franͧois
Costumi: Marpessa Djian
Musica: Louise Clavis
Montaggio: Sophie Brunet
Prodotto da: Alain Sarde & Frederic Bourboulon
(Francia, 1999)
Cast:
Daniel: Philippe Torreton
Valeria: Maria Pitarresi
Samia: Nadia Kaci
Signora Delacourt: Franͧoise Bette

Il livello di civiltà  di una società  è misurato dallo spazio e importanza dati ai bambini.
Partiamo proprio da qui. La pellicola di Bertrand Tavernier è il diario appassionato di un direttore d'asilo a Hernaing e della sua lotta quotidiana nel cuore di una delle regioni più povere di Francia. L'uomo si prende cura di due bambine abbandonate dalla madre alcolizzata. Il gesto diventerà  un caso nazionale.
Daniel, quaranta anni, è insegnante e direttore di un asilo a Hernaing, cittadina di settemila abitanti con una disoccupazione al 30%.
Sensibile e appassionato al lavoro, Daniel tocca con mano ogni giorno le gravi difficoltà  di sussistenza delle famiglie e vorrebbe fare qualcosa per ridare fiato e speranza ad una zona di minatori un tempo ricca e tranquilla. La signora Henry, madre dell'alunna Letizia, sviene ubriaca nel giardino della scuola. Quando si rialza, fugge via, dimenticando Letizia e l'altro bambino più piccolo. Daniel decide di riportarli a casa e così verifica le spaventose condizioni di vita di quel nucleo familiare. Cerca allora di mobilitare gli assistenti sociali e altri organismi, ma poco dopo arriva all'asilo un ispettore per verificare il lavoro che sta svolgendo. In seguito Daniel, molto nervoso anche per i rapporti con i genitori e con la donna con cui vive, respinge la signora Henry, la quale si uccide con i figli. Daniel non va ai funerali, ma da quel momento lui e Valeria, la fidanzata, riescono a scalfire il muro di paura della cittadina. Genitori a lui riconoscenti cominciano a prendere posizione. All'asilo si prepara una grande festa. Daniel chiede a Valeria di sposarlo. Sui volti dei bambini, la voce fuori campo dice: "Ci sono cose che non verranno mai cancellate".
Per realizzare il film, il cineasta francese ha incontrato realmente alcuni insegnanti che quotidianamente si danno da fare, anche se Tavernier rivendica il soggetto come completamente di fantasia, pur di risparmiare ai veri protagonisti la vergogna di dovere rappresentare ancora una volta i drammi della propria esistenza di fronte alla cinepresa.

Per ulteriori informazioni sulla Rassegna, si rinvia a: Fronte del Banco. Cinema Invisibile 2010.
 

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