Volti di donne. Diamo voce alle lavoratrici di Padova

Volti di donne. Diamo voce alle lavoratrici di Padova

Mostra fotografica

Inaugurazione: 1 marzo 2018, ore 18.00

Invito

La mostra è un’occasione per vedere il mondo del lavoro attraverso gli occhi delle donne e per dar voce a molteplici storie di lavoratrici del nostro territorio.
Essa presenta una sessantina di scatti dei fotografi
Sonia Biasi e Antonio Zanonato, scatti che vedono protagoniste lavoratrici principalmente del comprensorio di Padova, riprese all’interno di imprese, istituzioni e realtà locali. Tra i soggetti coinvolti: Corpo di Polizia locale del Comune di Padova; Liceo Artistico “Pietro Selvatico” Padova; Università degli Studi di Padova; Azienda ULSS 15 Alta Padovana; ETRA “Centro Servizio Idrico Integrato” Cittadella; Antonio Carraro Spa Campodarsego; Bios Line Ponte San Nicolò; Caresà-società cooperativa sociale agricola; Centro Servizi “Antonio Galvan” Pontelongo; Menin Antonio e C. Floricoltura società agricola; Rossi Moda Spa Vigonza; Safilo Spa Santa Maria di Sala; Valbona Spa Lozzo Atestino. Sono state inoltre fotografate le lavoratrici di due presidi permanenti: Azienda Allison – Padova; Azienda Haier – Campodoro.

All’esposizione è collegato l’incontro “Donne e Diritti: a che punto siamo? Riflessioni e proposte delle delegate e pensionate della CGIL di Padova” in programma giovedì 8 marzo alle 9.30 alla Sala della Gran Guardia.

Informazioni
Ingresso libero
Orario: da martedì a domenica, ore 10.00-13.00 e 14.00-19.00

Assessorato alla Cultura
Servizio Mostre
Tel. 049 8204530
biancom@comune.padova.it

Concerto di Primavera dei Solisti Veneti

Concerto di Primavera dei Solisti Veneti

In occasione della Festa della donna 2018

Tradizionale e atteso Concerto di Primavera dei Solisti Veneti di Claudio Scimone, dedicato alla celebrazione della "Festa della donna", attraverso l'opera di donne compositrici e musiciste del passato e del presente. "I Solisti Veneti", diretti dal Maestro Claudio Scimone, eseguiranno le opere vincitrici del Concorso mondiale per una composizione destinata a "I Solisti Veneti" indetta dalla Fondazione Atkins Chiti "Donne in Musica".

Quest’ anno il programma avrà un richiamo eccezionale in quanto  la selezione comprende musiche di compositrici di cinque continenti (molte delle quali saranno a Padova per presentare personalmente le loro musiche) e precisamente Jeanne  Zaidel Rudolph (Sud Africa), Fuhong Shj (Cina), Cassie To (Australia), Rain Worthington (USA), Silvia Bianchera (Italia), Anna Stereopoulou (Grecia)
Alla “chiamata mondiale” rivolta dalla Fondazione a compositrici di tutto il mondo hanno aderito negli anni  centinaia di compositrici di oltre 40 nazioni”) e di queste sono state eseguite 43 opere di compositrici di 20 Paesi.
L’originalità della formula e l’interesse delle opere in programma è tale da garantire il consueto successo di questa manifestazione che ha assunto negli anni importanza mondiale e che verrà registrata per diverse stazioni radio e televisive internazionali.

Da 8 anni Padova , l’8  marzo Padova è la capitale italiana per la promozione delle opere delle donne compositrici: così si è espressa Patricia Adkins, Presidente della Fondazione romana Adkins Chiti”Donne in musica” che, col patrocinio dell’ ONU e dell’UNESCO cura la catalogazione (oltre 20.000 titoli), la diffusione e la produzione delle compositrici viventi di tutto il mondo.

L’attenzione de “I Solisti Veneti” a questa letteratura spesso di altissimo valore e ancora molto trascurata anche se queste compositrici hanno studiato nelle più importanti Università del mondo, sono vincitrici di importantissimi comcorsi internazionali e occupano posizioni di primissimo piano nella vita musicale dei rispettivi Paesi la gran parte di quelle eseguite da “I Solisti” hanno hanno rivelato autentici talenti di profondo spessore, e anche di formulare interessanti ricerche sulle caratteristiche della spiritualità femminile come si rivela nel linguaggio dei suoni.

Programma

“OMAGGIO ALLA DONNA”
Jules MASSENET - “Méditation” dall’ Opera “Thaïs” (1842-1912)        

OPERE DI COMPOSITRICI VIVENTI
Cassie TO - “Orcinus Orca” per orchestra d’archi  (Sydney-Australia 1994)
Rain WORTHINGTON - “In Passages” per violino e archi (Houston – USA , 1949) - (solista : Chiara  PARRINI)
Jeanne ZAIDEL-RUDOLPH  - "MASADA” per fagotto e archi (Pretoria – Sud Africa , 1948) - (solista : Giulia GINESTRINI, fagotto)
Silvia BIANCHERA - “Ad Anna F.” per oboe, tromba e archi (Roma , 1943) - (solisti : Paolo GRAZIA , oboe; Roberto RIGO, tromba)
Fuhong SHI - “The Mountain Spirit” per mandolino e archi (Shenyang-Cina,1976) - (solista : Ugo ORLANDI, mandolino
Anna STEREOPOULOU - “Alpha” per clarinetto, corno e archi (Atene, 1980)  - (solisti : Lorenzo GUZZONI, clarinetto; Stefano PIGNATELLI , corno )

Informazioni
Tel  049 666128
http://www.solistiveneti.it/
direzione@solistiveneti.it

Concorso Calegaro 1921

Concorso Calegaro 1921

Mostra-Concorso di gioielli

Inaugurazione e premiazione: 17 febbraio 2018, ore 17.00

A partire da sabato 17 febbraio saranno esposte all’Oratorio di San Rocco in via Santa Lucia le opere degli studenti dei licei artistici P. Selvatico di Padova, M. Guggenheim di Venezia e A. Vittoria di Trento, che hanno partecipato al concorso di gioielleria contemporanea Premio Calegaro 1921.

Le scuole sono state chiamate a elaborare e realizzare gioielli sul tema scelto in occasione della giornata nazionale degli alberi “L’albero: forme e dimensioni, colori e diverse strutture, significati e simboli che si racchiudono nelle diverse specie e territori, fiabe e figure che vi convivono raccontate in leggende della tradizione culturale in cui si uniscono uomo e natura, salvaguardia dell’ambiente e del territorio”.
Il lavoro degli allievi, iniziato nell’anno scolastico 2016/2017, è stato seguito dai docenti delle materie di progettazione orafa e tecniche di laboratorio.

Il concorso è stato promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova insieme alla  storica Argenteria Calegaro 1921, con il patrocinio di AGC-Associazione Gioiello Contemporaneo nell'ambito delle attività di promozione e valorizzazione della gioielleria contemporanea, con l’obiettivo di incoraggiare ed incentivare la relazione tra il mondo della scuola e quello del lavoro, in particolare focalizzando l’attenzione sulla progettualità di un oggetto di oreficeria e sulla sua concreta realizzazione.
La giuria ha selezionato i partecipanti ed assegnerà i premi e le menzioni all’Oratorio di San Rocco in occasione dell’inaugurazione.

Giuria
Francesco Calegaro Presidente Fratelli Calegaro srl.
Flaminia Giorda  Direttore Tecnico  Miur - Ministero Istruzione Università  e Ricerca
Mirella Cisotto Nalon Critica del Gioiello Contemporaneo, già Capo Settore Cultura, Turismo, Musei e Biblioteche Padova
Luisa Molino già Dirigente Scolastico Liceo Artistico P.Selvatico, membro del Comitato tecnico scientifico di RENALIArt (Rete Nazionale Licei Artistici Italiani)
Gigi Mariani artista orafo

Informazioni
Ingresso libero
Orario: 9.30 – 12.30, 15.30 – 19.00, chiuso i lunedì non festivi

Settore Cultura Turismo Musei e Biblioteche
tel. 049 8204563
Tel. 049 8753981 (Oratorio di San Rocco)
serviziomostre@comune.padova.it
 

IMPRONTE METROPOLITANE

IMPRONTE METROPOLITANE

Azione e installazione artistica di Mara Ruzza per "M'illumino di Meno 2018"

In occasione dell’edizione 2018 di M'illumino di Meno, la campagna sul risparmio energetico lanciata da Rai Radio2 e Caterpillar con il motto Con i piedi per Terra, venerdì 23 febbraio alle ore 17.00 alla “Cattedrale” ex Macello in via Cornaro 1 sarà inaugurata con azione performativa l’istallazione site-specific Impronte metropolitane, a cura di Mara Ruzza.
L’iniziativa è promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova su proposta dall'associazione culturale ADAMA, con l’obiettivo di sensibilizzare al rispetto dell’ambiente attraverso l’arte.

L’installazione si sviluppa per 40 metri: da due orme organiche non identificate composte di  frammenti, reperti di impronte/scritture metropolitane come testimonianza della nostra epoca nella collezione di un museo antropologico del futuro, si muovono tanti passi in argilla cruda e in terracotta, nell'alternanza di vuoto e pieno. Il procedere di passi delinea un cammino da una terra calpestata ad un futuro di maggior responsabilità e consapevolezza, con una finestra sul paesaggio esterno, che i visitatori potranno attraversare, collegando il messaggio artistico alla natura e alla vita reale, parte integrante dell'opera.
L’installazione è realizzata in materiali naturali come argilla, terracotta, e fotografia; è visibile solo nelle ore di luce naturale e non fa uso di illuminazione artificiale.
L'artista sarà presente durante gli orari di apertura.

Informazioni
Ingresso libero

L’installazione è aperta al pubblico nei fine settimana 24 e 25 febbraio e 3 e 4 marzo dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.

Assessorato alla Cultura
Servizio Mostre
Tel. 049 8204553

ghiraldinir@cultura.padova.it

Mara Ruzza - www.mararuzza.it
 

FASHION TWINS

FASHION TWINS

Fotografie di Ioan Pilat

Inaugurazione: venerdì 15 febbraio ore 18.00

Organizzata dall'Assessorato alla Cultura con il supporto dell’Associazione di Promozione Sociale Kinima, la mostra personale di Ioan Pilat apre il ciclo di esposizioni fotografiche del 2018 al Sottopasso della Stua.
In Fashion Twins Ioan Pilat racconta, attraverso una serie di scatti inediti, quella relazione speciale che solo i gemelli sanno incarnare.

Nella ricerca di Ioan Pilat colpisce la capacità di proiettarsi in avventure di scambi, mai univoci, con chi fotografa. Incorpora nelle immagini ciò che prima ha studiato a fondo, niente è lasciato al caso nelle sue foto nemmeno il momento in cui cattura quello sguardo, quell’espressione che già prima aveva pensato o intuito.
Pilat si addentra con la sua macchina fotografica in un mondo affascinante proprio perché sconosciuto a chi un gemello non ha. E per lo spettatore diventa seducente penetrare in quegli sguardi, in quel vedere la propria immagine proiettata in un essere umano identico a te, che ti conosce come nessun altro, ma da cui sai che dovrai distinguerti.

Come racconta lo stesso Ioan Pilat, i gemelli vivono una continua definizione (e ridefinizione) dell’identità personale e dell’identità di coppia, all’interno di un’affascinante altalena tra uguaglianza e diversità: sono uguale a te ma non sono te, sono diverso da te, ma sono anche parte di te. Affascinato da questa magica relazione, ho ritratto varie coppie di gemelli in una chiave fashion, quasi a voler “congelare” in uno scatto fuori dal tempo il rapporto gemellare, così speciale e controverso.

Mostra a cura di Enrica Feltracco

Ioan Pilat
Ioan Pilat nasce nel 1981 a Suceava, capitale della regione Bucovina, "terra dei duemila monasteri", sviluppando fin da giovane l’interesse per il cinema e la fotografia.
Sin dall'inizio trova nel ritratto la sua forma espressiva, che diviene il suo punto di forza. Jeanloup Sieff, Richard Avedon, Helmut Newton, Giovanni Gastel, Giampaolo Barbieri, non sono che alcuni dei punti di riferimento nella sua formazione.
Nel 2012 tiene la sua prima personale a Padova, 'Visioni Oniriche', una selezione di alcuni degli scatti più suggestivi di questi primi anni di ricerca.
Da settembre 2017 è Docente di fotografia di ritratto presso l’IDP (Istituto Design Palladio)  di Verona.
Vive e lavora a Padova.

Associazione KINIMA
L'associazione KINIMA non ha scopo di lucro, è laica, apartitica e apolitica. E' un centro di sperimentazione e di formazione di altissima qualità e di grande attualità nell'ambito dell'immagine e della sua interpretazione nella società contemporanea, opera attraverso una serie di attività: corsi di fotografia, uscite fotografiche, visite guidate, camera oscura, prestito attrezzatura fotografica, prestito libri, progetti di stop motion, di time lapse, workshop, concorsi fotografici, performances, esposizioni, incontri con autori e altro ancora. KINIMA si avvale di personaggi di spicco nella cultura delle immagini, professionisti nel campo e teorici di rilievo. Promuove lo sviluppo creativo della persona, la cultura informatica, con particolare attenzione al mondo Open Source. Con il nuovo ciclo di Mostre che inaugura le attività del 2017, KINIMA coinvolge giovani talentuosi curatori e giovani artisti emergenti, per sottolineare lo spirito di autentica ricerca e innovazione che ha definito, in questi ultimi anni, il Sottopasso della Stua come polo di sperimentazione culturale e KINIMA come una solida scommessa di ricerca sulla fotografia per la città di Padova.

Informazioni
Ingresso libero

Orario: dal lunedì al venerdì 10-18, sabato e domenica 15–18
Settore Cultura Turismo Musei e Biblioteche
ferrettimp@cultura.padova.it
Tel. 049 8204522

Laboratori teorico-pratico di Feng Shui

Laboratori teorico-pratico di Feng Shui

A cura della Sezione di Padova dell'Istituto Nazionale di Bioarchitettura

La Sezione di Padova dell'Istituto Nazionale di Bioarchitettura propone due laboratori teorico-pratico di Feng Shui per far conoscere non solo agli operatori del settore (architetti, geometri, ingegneri, arredatori, ecc.) ma anche a tutti gli interessati come migliorare i propri luoghi di vita con questa antica disciplina orientale.
 
Il Feng Shui è una tecnica complessa ed articolata che studia il territorio e le interazioni energetiche con l'uomo e gli ambienti di vita.
 
Gli architetti Lucia Bucchi e Silvia Tomè in questi incontri, grazie alla loro pluriennale esperienza nel settore, spiegheranno in modo semplice ed efficace questa disciplina orientale con immagini, schemi ed esempi ma anche attraverso un laboratorio pratico prendendo come caso studio, per chi lo volesse, la piantina della propria abitazione.
 
Il corso permetterà di acquisire i concetti base del Feng Shui ed arrivare a poterne fare una pratica applicazione nei luoghi di vita e lavoro. I temi che verranno trattati durante il corso saranno: Origini del Feng Shui, il Qi nel paesaggio e nella casa; I principi base (il baricentro, il sito ideale, i 5 elementi) e loro applicazione; le 3 scuole del Feng Shui (la Scuola della Forma, la Scuola della Bussola e la Scuola Intuitiva) con approfondimenti sull’uso della Scuola della Forma, esempi ed applicazioni.
 
Il corso si terrà il 3 e 10 marzo 2018 dalle ore 15 alle ore 19 in Galleria Cavour in piazza Cavour a Padova.
 
Lucia Bucchi, è laureata in architettura. Specializzata in ristrutturazioni edilizie, Bioarchitettura, Cromoambiente, Feng-Shui. Consulente della Accademia Italiana di Architettura Feng Shui di Verona. Presidente della Sezione di Padova dell'Istituto Nazionale di Bioarchitettura. Membro delle Commissioni Eventi e Pianificazione dell’Istituto Nazionale di Bioarchitettura e referente al Tavolo per la rigenerazione urbana Urbanmeta presso l’Ordine di Padova. Componente del Consiglio di Disciplina dell’Ordine degli Architetti e PPC di Padova.
 
Silvia Tomè. Libero Professionista. Si occupa di progettazione architettonica, sia nel campo delle nuove costruzioni che delle ristrutturazioni, Direzione lavori, Sicurezza cantieri ed Interior Design. Si interessa particolarmente alle tematiche di sostenibilità ambientale, attraverso corsi e seminari specifici, la Bioarchitettura, la Bioedilizia ed i temi del risparmio energetico. Si occupa di Feng Shui ed Architettura Olistica, che gli permette di coniugare, nei suoi progetti, gli aspetti della Bioarchitettura con quelli più specifici e profondi del Feng Shui, dando forma ad ambienti che offrono un maggior benessere e confort, a partire da una visione a scala urbanistica, fino ad arrivare al progetto di arredo.
 
Per informazioni ed iscrizioni:
Istituto Nazionale Bioarchitettura
Sezione Provinciale di Padova
Silvia +39347 9809651
Lucia +39347 9603676

Premio Letterario Galileo 2018

Premio Letterario Galileo 2018

Ecco la cinquina finalista

Il 9 febbraio 2018 presso la Sala Paladin di Palazzo Moroni, la Giuria Scientifica presieduta dalla prof.ssa SANDRA SAVAGLIO, docente di Astrofisica dell'Università della Calabria, ha selezionato la cinquina delle opere finaliste del Premio che saranno votate nei prossimi mesi dalla Giuria popolare.

Queste le opere finaliste:

Gabriella Greison, Sei donne che hanno cambiato il mondo. Le grandi scienziate della fisica del XX secolo, Bollati Boringhieri editore
Marco Malvaldi, L'architetto dell'invisibile. Ovvero come pensa un chimico, Raffaello Cortina Editore
Stefano Mancuso, Plant revolution. Le piante hanno già inventato il nostro futuro, Giunti editore
Piero Martin e Alessandra Viola, Trash. Tutto quello che dovreste sapere sui rifiuti, Codice edizioni
Anna Meldolesi, E l'uomo creò l'uomo. CRISPR e la rivoluzione dell'editing genomico, Bollati Boringhieri editore

Per tutte le informazioni sull'edizione 2018 si rinvia a Premio Letterario Galileo 2018.

Ecco la cinquina nel dettaglio:

Gabriella Greison, Sei donne che hanno cambiato il mondo. Le grandi scienziate della fisica del XX secolo, Bollati Boringhieri editore
I sei brevi romanzi in cui perdersi in questo libro sono quelli di Marie Curie (1867-1934), Lise Meitner (1878-1968), Emmy Noether (1882-1935), Rosalind Franklin (1920-1958), Hedy Lamarr (1914-2000) e Mileva Marić (1875-1948).
Per molti saranno nomi sconosciuti, eppure queste sei donne sono state delle pioniere. Sono nate tutte nell’arco di cinquant’anni e hanno operato negli anni cruciali e ruggenti del Novecento, che sono stati anni di guerre terribili, ma anche di avanzamenti scientifici epocali. Le sei eroine raccontate da Gabriella Greison non sono certo le sole donne della scienza, ma sono quelle che forse hanno aperto la strada alle altre, con la loro volontà, la loro abilità, il talento e la protervia, in un mondo apertamente ostile, fatto di soli uomini. Sono quelle che hanno dato alla scienza e a tutti noi i risultati eclatanti delle loro ricerche e insieme la consapevolezza che era possibile – era necessario – dare accesso alle donne all’impresa scientifica. Non averlo fatto per così tanto tempo è un delitto che è stato pagato a caro prezzo dalla società umana.
Sono sei storie magnifiche. Non sempre sono storie allegre e non sempre sono a lieto fine, perché sono racconti veri, di successi e di fallimenti. Ma è grazie a queste icone della scienza novecentesca e al loro esempio che abbiamo avuto poi altre donne, che hanno fatto un po’ meno fatica a farsi largo e ci hanno regalato i frutti del loro sapere e della loro immaginazione.
Dietro di loro sempre più donne si appassionano alla scienza, e un domani, in numero sempre maggiore, saranno libere di regalarci il frutto delle loro brillanti intelligenze.

Marco Malvaldi, L'architetto dell'invisibile. Ovvero come pensa un chimico, Raffaello Cortina Editore
Che differenza c’è tra calore e temperatura? Provate a mettere una mano nel forno a 180 gradi, o una mano sulla padella, sempre a 180 gradi, e vi sarà chiaro immediatamente. E perché è possibile leggere un giornale, se la combustione della carta è una reazione energeticamente favorita? Perché, pur essendo noto il destino, la velocità della reazione a temperature ordinarie è moooolto lenta.
Benvenuti nel fantastico mondo della chimica, dove, accompagnati da un formidabile narratore come Marco Malvaldi, vi divertirete a scoprire che cosa è una molecola, come cambiano le proprietà degli atomi in una molecola e come cambiano le proprietà della molecola in un ambiente, attraverso similitudini tratte dall’economia e dalla letteratura.
La chimica è questo, è il livello di descrizione più efficace per capire come si comporta la natura intorno a noi. Perché, dunque, un chimico si definisce un architetto? Perché deve considerare sia proprietà che sono prettamente fisiche (cariche e masse) sia qualità che hanno un significato estetico (simmetria, colore). Un chimico pensa in termini numerici, ma anche in termini di bellezza.

Stefano Mancuso, Plant revolution. Le piante hanno già inventato il nostro futuro, Giunti editore
"Plant Revolution. Le piante hanno già inventato il nostro futuro" è il saggio di Stefano Mancuso, scienziato di fama mondiale che ci spiega come per migliorare la nostra vita non possiamo fare a meno di ispirarci alle piante. Perché le piante sono organismi sociali sofisticati ed evoluti che offrono la soluzione a molti problemi tecnologici, e sono anche molto più resistenti degli animali.
E' un libro che esplora il mondo vegetale per immaginare il futuro dell'umanità.
Le piante hanno straordinarie capacità di adattamento, possono vivere in ambienti estremi, si mimetizzano per sfuggire ai predatori, si muovono senza consumare energia, producono molecole chimiche con cui manipolare il comportamento degli animali (e degli umani). Vere e proprie reti viventi, le piante sono organismi costruiti su un modello totalmente diverso dal nostro.

Piero Martin e Alessandra Viola, Trash. Tutto quello che dovreste sapere sui rifiuti, Codice edizioni
Questo libro è un viaggio, divertente e scientificamente rigoroso, alla scoperta dei rifiuti fuori e dentro di noi. Curiosità e tanti dati, tecnologie di punta e antiche tradizioni, arte e persino ricette gourmet per ricostruire la storia di un’idea – quella del rifiuto – che nei secoli si è trasformata moltissime volte. Dalle nostre case all’intero pianeta, tante storie per scoprire cosa e quanto sprechiamo, quanto vale quello che finisce nel cestino, nelle fogne o in discarica e cosa ci si potrebbe fare (o già ci si fa). Perché dall’arte all’industria, dalla tecnologia all’ambiente i rifiuti sono un problema che può mettere a repentaglio lo sviluppo sostenibile, ma possono essere una soluzione.
Re Mida trasformava in oro tutto quello che toccava. Noi, più modestamente, lo trasformiamo in rifiuti. Ma se fossero preziosi anche quelli? Abbiamo lasciato palline da golf sulla Luna e modificato il clima con le emissioni dei nostri motori e delle nostre industrie. Sepolto scorie chimiche vicino alle cascate del Niagara, dispero migliaia di rottami nello spazio intorno alla Terra e trasformato quartieri e intere città in discariche. Persino sull’Everest i rifiuti sono un problema. Due miliardi di persone non hanno ancora accesso a servizi igienici dignitosi e gli oceani sono invasi dalla plastica.
I rifiuti parlano di noi e della civiltà che abbiamo sviluppato, eppure ne sappiamo ancora pochissimo. Li produciamo da duecentomila anni e stiamo appena iniziando a capire che sono un enorme problema, ma anche un’opportunità.

Anna Meldolesi, E l'uomo creò l'uomo. CRISPR e la rivoluzione dell'editing genomico, Bollati Boringhieri editore
Ritoccare, cesellare, correggere il DNA lettera per lettera. È possibile farlo contemporaneamente in decine di siti prescelti, o in un unico punto, senza lasciare traccia. La nuova tecnica che sta cambiando il volto della biologia è gentile e potente. Maneggevole e a buon mercato come una lama affilata, precisa come un laser. Consente di modificare a piacimento gli organismi viventi prendendo attentamente la mira. Non li bombarda di mutazioni casuali, non si accontenta nemmeno di tagliare e cucire il DNA in modo artigianale, come si faceva una volta. Trasformerà la medicina, l’agricoltura, il mondo come lo conosciamo? Entusiasmo e timori si rincorrono, e questo è il primo libro capace di spiegare la rivoluzione che stiamo vivendo. Benvenuti nell’era di CRISPR. In origine era un sistema inventato dai batteri per difendersi dai virus, ed è studiando i microbi che l’abbiamo scoperto, quasi per caso. Dietro al nome oscuro si nasconde un processo biologico sorprendentemente semplice. La creatività dei ricercatori lo ha trasformato in uno strumento al nostro servizio. È l’equivalente del comando «trova e sostituisci» di un programma di videoscrittura, per eliminare i refusi dal libro della vita. Per questo si chiama «editing del genoma». La tecnologia non è ancora così efficiente da poter realizzare tutti i desideri, e qualche sfida potrebbe non essere mai alla nostra portata, come spiega Anna Meldolesi in questo libro. Ma se terrà fede anche solo a una piccola parte delle promesse, l’editing genomico renderà possibile un’infinità di esperimenti, regalandoci conoscenze, farmaci, prodotti capaci di migliorare la qualità della vita. I problemi sollevati da CRISPR, tuttavia, non sono una questione da poco. Quando sapremo cambiare i geni a piacimento, come faremo a impedire che questa tecnica cada nelle mani sbagliate? I primi esperimenti su embrioni umani sono già stati effettuati e il dibattito è appena iniziato.
Esiste il pericolo che vengano progettati «bambini su misura»?
Sarebbe un sogno o un incubo se l’uomo creasse l’uomo?

I cinque libri verranno presentati in alcuni INCONTRI pubblici che si svolgeranno il 17 maggio 2018 a Padova (Centro culturale Altinate San Gaetano) e soprattutto cominceranno a essere letti e discussi dalla giuria composta studenti di universitari provenienti da tutta Italia e da studenti delle scuole superiori delle province di Padova e Rovigo. Sarà questa giuria a scegliere il libro che il prossimo 18 maggio riceverà il Premio Galileo 2018 in una cerimonia presso il l'Aula Magna dell'Università di Padova.
Durante gli incontri con gli autori, giovani studenti e cittadini avranno l’opportunità di conoscere da vicino i cinque scrittori selezionati lungo cinque giornate dedicate ognuna a un’opera.

CERIMONIA DI PREMIAZIONE VINCITORE EDIZIONE 2018: 18 maggio 2018 (Padova, Aula Magna dell'Università di Padova)

Le edizioni precedenti:
Premio Letterario Galileo 2017
Premio Letterario Galileo 2016
Premio Letterario Galileo 2015
Premio Letterario Galileo 2014
Premio Letterario Galileo 2013
Premio Letterario Galileo 2012
Premio Letterario Galileo 2011
Premio Letterario Galileo 2010
Premio Letterario Galileo 2009
Premio Letterario Galileo 2008
Premio Letterario Galileo 2007

Informazioni

Assessorato alla Cultura
Palazzo Moroni
Tel. ++39 49 8205626-5623-5611
premiogalileo@comune.padova.it

#premiogalileo2018

 

L’eccidio della Divisione Acqui tra storia e memoria

L’eccidio della Divisione Acqui tra storia e memoria

1943-2018

Inaugurazione: 15 febbraio, ore 17.30

Invito

L’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova, con il supporto della sezione di Padova e Venezia dell’Associazione Nazionale Divisione Acqui e con la consulenza scientifica dell’Istituto veneziano per la storia della Resistenza e di Filippo Focardi, docente di Storia contemporanea dell'Università di Padova, presenta la mostra L’eccidio della Divisione Acqui tra storia e memoria – 1943-2018. Il racconto si snoda attraverso le testimonianze dei reduci e dei familiari dei caduti della Divisione Acqui di Padova, con dati e immagini nuove raccolte  nel tempo, che aggiornano e integrano quanto presentato in occasione di una analoga iniziativa promossa dal Comune di Padova nel 2013.
La filmografia e la storiografia si sono occupati più volte della tragica vicenda storica che ha visto le  truppe italiane soccombere nelle isole greche alla ferocia nazista dopo l’Armistizio dell’8 settembre 1943.
Per onorare e ricordare le vittime dell’eccidio dei militari italiani da parte delle truppe tedesche a Cefalonia e Corfù è sorta nel 1945 l’Associazione Nazionale Divisione Acqui, per impedire che l'oblio scenda su quegli eventi e per trasmetterne alle nuove generazioni la memoria, grazie anche alle testimonianze dei superstiti dell’eccidio.

In occasione della mostra, il 22 febbraio alle ore 17 in Sala Rossini è previsto un incontro pubblico con la partecipazione di Marco Borghi, Direttore IVESER, Carlo Bolpin Presidente sezione Padova e Venezia Associazione Divisione Acqui, Filippo Focardi dell’Università di Padova e Isabella Insolvibile, storica (Istituto Parri di Roma). Verrà proiettato il documentario Cefalonia e Corfù testimoni della Acqui tra storia e memoria.

Informazioni

Ingresso libero
Orario: ore 9.00-19.00; chiuso i lunedì non festivi

Assessorato alla Cultura
Servizio Mostre
Tel. 049 8204528
tedeschif@comune.padova.it

Associazione Nazionale Divisione Acqui - Sezione di Padova
www.associazioneacqui.it

MANUELA BEDESCHI

MANUELA BEDESCHI

Da dove

Inaugurazione: 9 febbraio 2018, ore 18.00

"MANUELA BEDESCHI. Da dove" è un compendio di opere della storia dell'artista sensibile ai nuovi linguaggi contemporanei tra pensiero concettuale e materico, tra luce e idee che vivono nei suoi lavori.

Nella totalità della ricerca affrontata da Manuela Bedeschi non è mai tralasciata né la tecnica né i materiali: dalla pittura alla scultura, dalle installazioni agli interventi site specific, alle sperimentazioni video le sue intuizioni si rafforzano ulteriormente con i lavori nei quali lo spettatore è costantemente coinvolto visivamente ed in maniera emozionale. Gli spazi per l'artista sono spesso rilevati dall'intervento fatto di segni di luce attraverso il neon, inizialmente aggiunto ad altri materiali, diventato poi mezzo espressivo principale dotato di una propria forza espressiva.
Il titolo scelto per la mostra di Galleria Cavour sta ad indicare il viaggio artistico compiuto dall'artista: da dove si è partiti con lo studio artistico e dove si è arrivati oggi, in una costante osservazione del tempo fatto di memoria storica, concetti e materiali (ora di recupero, ora ex novi) a sottolineare il luogo "da dove" nascono le idee che nel tempo evolvono e si concretizzano nelle opere esposte in mostra.
"Da dove" è il punto di una partenza mai di un arrivo, una sosta per rivedere il passato sedimentato e costruito con esperienze, viaggi, immagini e colori che hanno preso forma nelle luci e nei materiali e, in un rapporto di empatia continua, diventa un itinerario nell'anima di ognuno attraverso la memoria e i ricordi che prende vita nelle visioni-installazioni di Manuela Bedeschi. 
Mostra a cura di Massimiliano Sabbion

Manuela Bedeschi è nata a Vicenza, vive e lavora tra Verona e Bagnolo di Lonigo (Vicenza).
È diplomata in Scultura presso l'Accademia di Belle Arti G.B. Cignaroli di Verona, dove in seguito consegue anche il Diploma in Pittura
È docente presso l’Università dell’Educazione Permanente di Verona con Laboratori di Pittura e Corsi di Storia dell’Arte.
Come artista da lungo tempo opera nel campo della scultura e della pittura, esponendo in mostre nazionali e internazionali.

Informazioni
Ingresso libero
Orario 10.00-13.00 e 15.00-19.00, lunedì chiuso

Assessorato alla Cultura
Tel. 049 8204522
ferrettimp@comune.padova.it

Il sabato dei racconti

Il sabato dei racconti

Teatro a Palazzo Nalin

Tre appuntamenti teatrali il sabato pomeriggio alle 17,30 a cura dell'Associazione Abracalam. L'azione scenica esplora altri ambienti dove il racconto può definire nuovi spazi da attraversare e nei quali perdersi nella dolcezza dell'infinito mare delle suggestioni, dei rimandi, delle citazioni.
L'originale calendario si apre sabato 24 febbraio con Giuseppina, una donna del sud, drammaturgia di Matteo De Simone e Pierluigi Tortora, in anteprima per Padova, monologo di Pierluigi Tortora, della Bottega del Teatro di Caserta, attore casertano che caratterizza il suo lavoro tra sperimentazione e tradizione. Nei panni di Giuseppina, Tortora intreccia racconti, ricordi, storie di uomini e donne stupiti e innamorati della vita.
Una prima assoluta sarà il Frankenst’ Hamlet che il Laboratorio teatrale di Abracalam porta in scena sabato 24 marzo: ispirandosi al Frankenstein di Mary Shelley, ne incrocia le atmosfere con scene tratte dalle maggiori opere di William Shakespeare.
Chiude sabato 21 aprile il lavoro Mirror Melody, elaborazione sonora e “sdrammatizzata” dal Riccardo II di William Shakespeare, a cura di Cristina Minoja e Roberto Caruso.

Programma
Inizio spettacoli: ore 17.30

24 febbraio 2018
GIUSEPPINA, UNA DONNA DEL SUD

con Pierluigi Tortora (La Bottega del Teatro, Caserta)
drammaturgia Matteo De Simone e Pierluigi Tortora
Giuseppina intreccia racconti e ricordi, mentre intorno il mondo cambia, storie di donne e di uomini stupiti e innamorati della vita.
Lo spettacolo diretto ed interpretato da Pierluigi Tortora racconta una storia comune, la storia di Giuseppina, detta Peppenella perché bellella e peccerella, che è la nonna dell’attore ma potrebbe essere la nonna di tanti di noi. Tortora, in questo monologo, vestendo i panni della nonna Giuseppina, e raccontando le numerose storie della sua famiglia, le storie della sua vita quasi centenaria, ha messo in scena una cronaca dal passato mentre tutto intorno il mondo cambia.

24 marzo 2018
FRANKENST’HAMLET - workshop of filthy creation

Anteprima a cura del Laboratorio teatrale Abracalam
Lo studio teatrale, ispirato alla celebre favola fantascientifica, accoglie gli echi letterari che si ritrovano nella scrittura di Mary Shelley. Da Shakespeare a Coleridge, a citazioni dalla sostanziosa cinematografia sul tema, l’azione si struttura come una sorta di collage di brani letterari e sonori e sembra ripercorrere gli esperimenti di montaggio/assemblaggio compiuti nel laboratorio del Doctor Frankenstein. 

21 aprile 2018
MIRROR MELODY, dal King Richard II di W. Shakespeare

Rielaborazione di Roberto Caruso e Cristina Minoja
Riccardo si scopre anti-eroe e scopre la sua vera vocazione: raccontare/raccontarsi storie...
In fondo cos'è una corona? Un cerchio che contorna un buco.

Informazioni
Biglietto unico 10€, per il servizio a favore della conservazione e della tutela del patrimonio culturale e artistico

info e prenotazioni: bluezadig@gmail.com - Cell. 3474296109
abracalam@gmail.com - Cell. 3480372214

 

 

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