Palazzo Zuckermann

facciata di Palazzo Zuckermann Nella sede museale di Palazzo Zuckermann trovano sistemazione adeguata il Museo Bottacin, tra i più ricchi al mondo per le raccolte di monete e medaglie, e le straordinarie raccolte di arti applicate e decorative, patrimonio dei Musei Civici padovani.


Palazzo Zuckermann
Corso Garibaldi 33

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Cappella degli Scrovegni

veduta aerea della Cappella degli Scrovegni
Per diffondere nell'immaginario collettivo una considerazione assolutamente positiva di se, il ricco banchiere padovano Enrico Scrovegni nel 1300 acquista la zona dell'Arena Romana, per costruire il suo palazzo e una cappella dedicata alla Beata Vergine in suffragio dell'anima sua e di suo padre Reginaldo, l'usuraio ricordato da Dante nel Canto XVII dell'Inferno.

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Museo Bottacin

veduta d'insieme del nuovo allestimento del Medgliere nell'attuale percorso espositivo a Palazzo Zuckermann Nella sede del Museo Bottacin a Palazzo Zuckermann trova allestimento l'intera collezione di Nicola Bottacin, il facoltoso commerciante che nel 1865 legò alla città l'intero suo patrimonio d'arte e monete, riunito per lo più a Trieste intorno alla metà dell'Ottocento.
Dopo la presentazione della figura di Nicola Bottacin, attraverso il busto dello scultore Cameroni e il ritratto di Caratti, gli acquerelli della sua villa di san Giovanni in Guardiela del Rieger e alcuni diplomi di onorificenze conferitegli dalla città di Padova, l'esposizione si articola in due itinerari, uno dedicato alle opere d'arte, l'altro alla parte strettamente numismatica.

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Museo di Arti applicate e decorative

brocca in ceramica Nel Museo di Arti Applicate a Palazzo Zuckermann trovano sistemazione oltre duemila oggetti appartenenti alle raccolte del civico Museo d'Arte Medioevale e Moderna: vetri, intagli, ceramiche, argenti, avori, gioielli, tessili, mobilio.
Lungo il percorso espositivo viene presentata una selezione mirata di dipinti e pezzi lapidei, tra cui alcuni frammenti architettonici (secoli IX-X) provenienti dalla demolita chiesa di San Martino, stemmi di importanti famiglie venete e un elegante fregio di camino quattrocentesco dei Minello.

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Museo del Risorgimento
e dell'Età Contemporanea

Modellino di cannone A fianco del prestigioso Piano Nobile dello Stabilimento Pedrocchi si trova il Museo del Risorgimento e dell'Età Contemporanea, che documenta fatti e protagonisti di un secolo e mezzo di storia padovana e nazionale, dalla caduta della Repubblica Veneta (1797) alla promulgazione della Costituzione Italiana (1948).

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Palazzo della Ragione

veduta di Palazzo della Ragione da piazza della Frutta

Con i suoi 82 metri di lunghezza e i 27 di larghezza il Salòn o Palazzo della Ragione, l'antica sede dei tribunali cittadini di Padova, è una delle più ampie aule sospese in Europa. Riconosciuto come uno dei più celebri monumenti civili eretti in Europa all'epoca dei Comuni, l'edificio fu innalzato a partire dal 1218.

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Oratorio di S. Rocco

interno dell'oratorio di san rocco

Situato in una delle più antiche zone della città, l'Oratorio sorge sull'area destinata alle sepolture, antistante la chiesa di S. Lucia, che era stata donata alla fraglia dei SS. Rocco e Lucia. Nel 1476 la Confraternita di S. Rocco acquisì un fabbricato per le riunioni del capitolo. Nel 1525 ebbe inizio le realizzazione dell'attuale edificio; i lavori terminarono nel 1542, anno in cui il vescovo benedì l'Oratorio.

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Oratorio di San Michele

veduta della cappella dell'oratorio di san michele L'edificio che vediamo oggi è quanto rimane dell'antica chiesa dedicata a San Michele e ai Santi Arcangeli, che ospitava anche altri affreschi di Jacopo da Verona. La Cappella di Santa Maria fu eretta a seguito di un incendio, avvenuto durante l'assedio del vicino Castelvecchio nel corso della riconquista di Padova ai Visconti da parte dell'ultimo Signore, Francesco II Novello da Carrara.

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Anfiteatro romano

veduta delle mura dell’anfiteatro
A fianco dell'ex convento degli Eremitani sono ancora visibili le rovine dell'anfiteatro romano di Padova: l'edificio, che ospitava principalmente ludi gladiatori, venne costruito tra la fine dell'età repubblicana e l'inizio dell'imperiale. Nel Medioevo subì una quasi totale demolizione finalizzata al reimpiego dei materiali.

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Casa del Petrarca

facciata della casa del petrarca ad arquà L'edificio, che risale al Duecento, mantiene ancora oggi gran parte delle sue originarie strutture trecentesche, nonostante i numerosi restauri e rimaneggiamenti e la cinquecentesca aggiunta della loggia. Sempre nel XVI secolo furono affrescate le stanze con un ciclo ispirato alle opere più famose del Petrarca, il Canzoniere e l'Africa.


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Piano Nobile dello Stabilimento Pedrocchi

veduta esterna dello Stabilimento Pedrocchi Il Piano Nobile si trova sopra il celebre Caffè Pedrocchi, costruito tra il 1826 e il 1842 da Giuseppe Jappelli. La struttura è composta da una successione di stanze, ciascuna arredata e decorata in modo da ricreare l'ambientazione tipica di un determinato periodo storico. Questa realizzazione è in linea con l'eclettismo ottocentesco, il gusto e l'interesse per gli stili passati.


Visite al Caffè Pedrocchi

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Loggia e Odeo Cornaro

veduta d'insieme dell'Oedo  e della Lggia Il complesso Cornaro è una delle espressioni artistiche tra le più importanti del Cinquecento padovano. Giunto nel 1968 in legato testamentario al Comune di Padova dalla contessa Giulia Giusti del Giardino, nata Bianchini d'Alberigo, fa parte del sistema museale civico.

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Museo d'Arte Medioevale e Moderna

sala romanino
Tra le collezioni del Museo d'Arte Medievale e Moderna, che si trova al primo piano del Museo Eremitani, la Pinacoteca occupa un posto certamente rilevante. Le opere, provenienti da istituzioni religiose e cittadine e da doni di privati, sono circa 3000, con tavole di Giorgione e Tiziano e un'ampia panoramica della pittura veneta dal '300 al '700.

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Museo Archeologico

sala preromana
...Basti ricordare che lì accanto sorge la Cappella giottesca degli Scrovegni, di proprietà comunale e dall'altro lato la chiesa degli Eremitani con la cappella mantegnesca degli Ovetari, per intuire quale mirabile centro artistico si verrebbe a creare in quel luogo e di quanta attrazione dei visitatori e degli studiosi. Con queste parole nel settembre del 1937 Andrea Moschetti, direttore del Museo Civico dal 1895, parla al Podestà circa l'idea di trasferire la collezione archeologica patavina dove si trova oggi.

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