Eugenio Curiel. Il lungo viaggio contro il fascismo

Eugenio Curiel. Il lungo viaggio contro il fascismo

Presentazione libro

Presentazione libro:

EUGENIO CURIEL. Il lungo viaggio contro il fascismo (Ed. Odradek)
di Gianni Fresu
Prefazione: Carlo Smuraglia
Intervengono: Andrea Colasio, Gadi Luzzatto Voghera, Gabriella Platani
In collaborazione con la Comunità Ebraica di Padova

Il libro ricostruisce la biografia di Curiel, leader del Fronte della gioventù e direttore de “l’Unità” clandestina, morto senza aver ancora compiuto 33 anni, lasciando un patrimonio di riflessioni, analisi, proposte ed esperienze politiche, utili per comprendere le origini della nostra democrazia repubblicana.
Sebbene sia alla base della nostra Costituzione repubblicana, poche altre esperienze storiche sono state oggetto di contesa come la lotta partigiana tra il 1943 e il 1945. Già all’indomani della ritrovata democrazia si moltiplicarono i tentativi volti a ridimensionare la funzione della Resistenza nella storia della liberazione nazionale e il peso specifico della sua componente maggioritaria tra le pieghe delle rimozioni forzate, o di affrettate esigenze di riscrivere la storia, sono rimaste esperienze collettive e singole personalità di un certo rilievo ma destinate all’oblio della memoria. Fra esse il giovane intellettuale triestino Eugenio Curiel, una figura poliedrica, per interessi e propensioni intellettuali, che immolò la sua stessa esistenza alla causa della liberazione, come tanti della sua generazione. Morto senza aver ancora compiuto 33 anni, ha lasciato un patrimonio di riflessioni, analisi, proposte ed esperienze politiche concrete, degne di maggior attenzione per comprendere meglio le origini della nostra democrazia repubblicana e il travaglio umano che la generò. Eugenio Curiel si formò e raggiunse l’età adulta negli anni di massima espansione del regime di Mussolini, una fase comunque attraversata da un clima crescente d’inquietudine tra un numero sempre maggiore di giovani, educati nella dottrina del fascismo, ma profondamente insoddisfatti delle sue realizzazioni concrete. Fu interprete e ispiratore della "generazione degli anni difficili", assolvendo un ruolo di cerniera tra le esigenze di quei giovani con quelle dei vecchi protagonisti dell’antifascismo.

Informazioni
Settore Attività Culturali
Tel. 049 8204529
donolatol@comune.padova.it
 

Bruny Sartori

Bruny Sartori

Il tempo tattile

Mostra personale a cura di Bruny Sartori e Resy Amaglio
L'esposizione segna il ritorno a Padova di Bruny Sartori, dopo una lunga assenza. La sua ultima esposizione in città, infatti, si svolse oltre trent'anni fa in una location di prestigio (il Caffè Pedrocchi).

Bruny Sartori nasce in una zona classica della ceramica in Italia – nel triangolo magico Bassano del Grappa, Vicenza, Padova –, dove impara in botteghe locali il mestiere della terracotta e le tecniche grafiche. Ben presto si libera dal passato per approdare in un discorso artistico maturo, stimolato dal cenacolo culturale del Gruppo Arti e Lettere di Cittadella (Padova) intorno al poeta Bino Rebellato, del quale Sartori diventa socio nel 1975. Poesia, letteratura e musica rimangono fino ad oggi la spinta maggiore dello scultore che ama mettere la passione per l’acquaforte e la puntasecca al servizio della parola, mentre le sue sculture paiono uscire dalla terra, creature in stretto rapporto con la materia primaria.
Le sue opere trovano immediata risposta già nel 1984 con una borsa di studio della Fondazione Bevilacqua la Masa, l’acquisto di un’opera per il Museo d’Arte Moderna Ca’ Pesaro, Venezia, e la Medaglia d’Oro del 43° Concorso Internazionale della Ceramica d’Arte di Faenza nel 1985. Seguono mostre, accompagnate da pubblicazioni con frammenti testuali di Ezra Pound, Friedrich Nietzsche, Emily Dickinson, Paul Eluard, Jean Genet, Giacomo Leopardi, Andrea Zanzotto. Citazioni e parole, si amalgamano con le opere di Sartori in una ricerca comune della origine della creazione, dello spazio e del vuoto in un eterno dialogo.
Nella grafica si incontrano luce e ombra, bianco e nero – tra cielo e inferno (detto metaforicamente), stretta tratteggiatura e macchie vuote. Forme non proprio identificabili, che rappresentano sogni, associazioni, vaghe impressioni, angustia e apertura nel groviglio del suo linguaggio informel-gestuale.
Si potrebbe forse dire, che nella scultura-ceramica succede qualcosa molto simile: corpi organici di incerta apparizione, figure e nello stesso tempo forme astratte si spingono nello spazio e rivendicano presenza e significato simbolico. Sembrano testimonianze della genesi, manifestazioni di metamorfosi della sostanza terrestre, come se si fosse fermato il tempo e la materia solidificata. Così la scultura diventa espressione di una memoria collettiva, di un’esperienza fondamentale e basilare.

Informazioni
Tel. 049 8205557 - 8205095
relazioni.esterne@comune.padova.it

OPV e Nicholas Collon, direttore

OPV e Nicholas Collon, direttore

OPV - 48° Stagione Concertistica 2013-2014

Concerto inserito nella "48° Stagione Concertistica 2013-2014".

ORCHESTRA DI PADOVA E DEL VENETO
Nicholas Collon, Direttore
Luca Lucchetta, clarinetto

Programma

Thomas Adès - Three Studies from Couperin
Maurice Ravel - Le Tombeau de Couperin
Ferruccio Busoni - Concertino op. 48 per clarinetto e orchestra
Igor Stravinskij - Danses Concertantes


Nicholas Collon sta guadagnando una reputazione invidiabile come interprete in una gamma eccezionalmente ampia di generi musicali. Come fondatore principale dell’Orchestra Aurora, ha promosso una programmazione che integra un repertorio impegnativo del XX e XXI secolo con capolavori del periodo classico e romantico. Con Aurora ha vinto il premio “Miglior Ensemble” (2011) ai Royal Society Awards Philarmonic.
Oltre al suo lavoro con Aurora, è sempre più richiesto come direttore ospite nel Regno Unito e all’estero.

Informazioni
Orchestra di Padova e del Veneto
Via Marsilio da Padova, 19
35139 PADOVA - Italia
tel. + 39 049 656848 - 656626
fax + 39 049 657130
info@opvorchestra.it
Programmi e informazioni dettagliati sono disponibili su www.opvorchestra.it

Duo violino-clavicembalo F.Fernandez e B.Alard

Duo violino-clavicembalo F.Fernandez e B.Alard

57a Stagione concertistica degli Amici della Musica di Padova

FRANCOIS FERNANDEZ, violino
BENJAMIN ALARD, clavicembalo

Programma

Dario Castello - Sonata I; Sonata II
Girolamo Frescobaldi - Toccata I (Toccate, II libro) per clavicembalo; Aria detta Balletto (Toccate, II libro) per clavicembalo
Francesco Maria Veracini - Sonata Accademica XII op. 2
Heinrich Franz Biber - Passacaglia per violino solo
Georg Friedrich Haendel - Sonata op. 1 n. 3
Johann Sebastian Bach - Sonata n. 3 BWV 1016

Due affermati solisti francesi, di diverse generazioni (Fernandez del 1960, Alard del 1985) ma entrambi legati a S. Kuijken e a La Petite Bande. F. Fernandez insegna oggi violino barocco al Conservatorio Nazionale di Parigi e B. Alard (I Premio al Concorso di Bruges nel 2004) è uno dei più interessanti clavicembalisti e organisti della sua generazione. Ricca la loro discografia individuale: assieme hanno inciso le 6 Sonate per violino e clavicembalo (Flora 2012) di J.S.Bach, con la terza delle quali si chiude il percorso storico dedicato alla sonata per violino che il programma ci offre.

Per ulteriori informazioni si rinvia a Amici della Musica di Padova. 57a Stagione concertistica 2013-2014

Uno sguardo sulla cultura dei paesi ex-post jugoslavi

Uno sguardo sulla cultura dei paesi ex-post jugoslavi

Ciclo di incontri

Tre incontri a cura di Aleksandra Ivic per far conoscere i paesi, i popoli, le culture, le tradizioni e le tendenze dei Balcani orientali.

Programma
giovedì 3 aprile, ore 18.00
Padova, Libreria Pangea, via SS. Martino e Solferino 106
Storie lungo il Danubio paesaggi, luoghi e genti sconosciute
Intervengono: Eugenio Berra e Leonardo Barattin, Associazione Viaggiare i Balcani.
Il Danubio attraversa gran parte dell’Europa centrale, orientale e sud-orientale: il medio e basso corso danubiano coprono una vasta area che arriva sino alla foce del fiume sul Mar Nero, nel bacino del delta del Danubio. L’intero bacino del Danubio è primo al mondo per numero di Stati - ben 18 - coinvolti. Terre di confine e frontiera, nei secoli passati poste all’interno di grandi imperi come quello Austro-Ungarico o quello Ottomano, queste nazioni conservano ancor oggi uno straordinario coacervo di lingue, culture, etnie e religioni differenti, spesso sconosciute ai cittadini dell’Europa occidentale. Questi paesi hanno inoltre mantenuto un più alto livello di diversità biologica, grazie alla conservazione di estese aree di habitat naturali. Il basso corso danubiano e il suo delta - dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco - rappresentano un universo di differenti habitat sia terrestri che acquatici con un impressionante numero di specie.

venerdì 16 maggio, ore 18.00
Padova, Libreria Pangea, via SS. Martino e Solferino 106
Al di là dei confini
Interviene: Matteo Zadra, Zandonai Editore.
La Casa editrice Zandonai presenta nuovi titoli e nuove voci della letteratura contemporanea post-jugoslava. Animata dall´idea di “sconfinamento” e attenta a coniugare culture e discipline differenti, la casa editrice attraversa ed esplora con passione nuovi territori e antichi saperi. Lo scopo è quello di comporre un catalogo dove letteratura e filosofia, architettura e sociologia, storia e politica si intreccino fra loro e disegnino inedite mappe interpretative. Libri capaci di tessere una rete che afferri ed ospiti le nuove e complesse manifestazioni della realtà che ci circonda. La collana «I Piccoli Fuochi», dedicata alla narrativa contemporanea, è nata dal progetto di portare alla luce alcune stimolanti declinazioni della nozione di “confine” (confine geografico così come confine interiore) che emergono da letterature spesso lasciate ai margini. Particolare attenzione è rivolta alla scena letteraria mitteleuropea e alle voci della nuova Europa che si sta delineando al di là della frontiera orientale, soprattutto nei Paesi della ex Jugoslavia, ricca di scrittori di primo rango a cui è toccato il compito di narrare, tra l’altro, la scomparsa di un’intera nazione e ai quali l’editoria italiana ha sinora riservato spazi limitati e senza dubbio inadeguati al loro autentico  valore letterario.

giovedì 5 giugno, ore 18.00
Padova, Galleria Cavour

L’attentato di Sarajevo un secolo dopo
Interviene: Egidio Ivetic, ricercatore e docente di Storia dell’Europa orientale dell’Università degli Studi di Padova.
Il 28 giugno 1914 a Sarajevo lo studente bosniaco Gavrilo Princip assassinò l’arciduca d’Austria Francesco Ferdinando, durante una visita al paese da poco annesso all’Impero Austro-Ungarico. Questo attentato è considerato la causa scatenante della prima guerra mondiale, un conflitto che ha cambiato radicalmente i rapporti di forza tra gli Stati nel mondo. Perché quest’attentato scatenò una reazione a catena e costituì la scintilla da cui divampò l’immenso incendio che riguardò il mondo intero? La situazione, allora, era sfuggita al controllo della diplomazia e il risultato fu che sulle ceneri dei quattro vecchi Imperi nacquero nuove nazioni: era il trionfo del nazionalismo, che avrebbe insanguinato l’Europa fino al 1945. Cent’anni dopo, dov’è l’Europa? Quali sono gli aspetti e gli assetti politici sul Vecchio Continente, la cui diplomazia cerca di abbattere le mura tra gli stati, ma che ancora deve combattere insuperabili nazionalismi tra le nazioni che ne fanno parte?
E Gavrilo Princip, come viene considerato oggi a Sarajevo, a Belgrado e nell’Europa occidentale? Un terrorista o un eroe che lottava per gli ideali?

Informazioni
Ingresso libero
Servizio Mostre - Settore Attività Culturali
tel. 049 8204529
donolatol@comune.padova.it
 

"L'eredità del grande eretico" di Renzo Paccagnella

"L'eredità del grande eretico" di Renzo Paccagnella

Presentazione volume

Intervengono: Giovanni Ponchio, Carlo Santi
Letture: Simonetta Pollazzi

Non è un caso che il romanzo sia ambientato nel secolo di Dante, a ridosso della morte avvenuta a Ravenna nel settembre del 1321, stesso periodo in cui è collocato il Nome della Rosa di Umberto Eco. È epoca densa di avvenimenti e di trasformazioni economico-sociali, un vero e proprio pre-rinascimento: si sviluppano i commerci, la circolazione monetaria, le banche. Emergono le passioni politiche che vedono contrapporsi i partiti del papato (guelfi) e dell’impero (ghibellini) nel governo delle città. Il protagonista del romanzo, Pietro d’Abano junior, come Ruggero Bacone e altri, è precursore plausibile ancorché immaginario di Galileo. Egli è stretto tra i giochi di potere di famiglie che guerreggiano per il governo della città di Padova e le grinfie della Santa Inquisizione. La stessa che tormentò il suo insigne padre. Dovrà, infatti, affrontare l’accusa di divulgare dottrine eretiche, che in realtà sono ipotesi generate da un abbozzato metodo scientifico.

Poco prima di acclamarlo signore a vita del territorio padovano, il Maggior Consiglio affidò a Giacomo da Carrara il compito di salvare la città dall’assedio scaligero. L’accordo di pace, faticosamente raggiunto nel febbraio 1318, comprendeva una clausola segreta che lo impegnava a dare in sposa la figlia Taddea a Mastino, nipote prediletto di Cangrande della Scala, signore di Verona, nonché acerrimo nemico della città guelfa. A complicare le cose, sbocciò l’amore impossibile della giovane promessa sposa per Pietro, secondogenito di Pietro d’Abano, medico, astrologo e astronomo, morto in circostanze misteriose prima della conclusione del terzo processo che lo vedeva accusato di eresia. Dopo una serie di incredibili vicissitudini, Pietro junior incappò a sua volta nelle maglie dell’Inquisizione e venne condannato al rogo per aver tentato di realizzare uno strumento ottico in grado di ingrandire l’immagine dei pianeti. Sette secoli dopo il suo teschio e il frutto delle sue ricerche riemergeranno dalle nebbie del passato, consentendo a un gruppo di amici di scoprire i moventi del suo assassinio e i retroscena della sua sfortunata storia d’amore.

Informazioni
ingresso libero
Servizio Mostre - Settore Attività Culturali
tel. 049 8204529
donolatol@comune.padova.it
 

Vasco Mirandola, "Il Guardiano delle parole"

Vasco Mirandola, "Il Guardiano delle parole"

Prospettiva Danza Teatro 2014

Spettacolo inserito nel cartellone 2014 di Prospettiva Danza Teatro.

Vasco Mirandola

presenta
IL GUARDIANO DELLE PAROLE

È lui, è lui
La poesia è lui
Il poeta, è anche lui


Luci soffuse, notturne, quasi a lume di candela: nella stanza un personaggio senza tempo legge qualche poesia. Poi lascia al pubblico qualcosa, parole, piume, piccoli pesci colorati…
Quanti ricordi evocano le stanze di un teatro, quante persone, vite, pianti, risa, amori, litigi, distacchi. Quante parole lievi, adirate, sussurrate, cantate hanno attraversato i corridoi del tempio della parola, e se ci fosse qualcuno che le raccogliesse, un guardiano notturno, un collezionista?
Si potrebbe incontrarlo solo nel dopo, quando la magia dello spettacolo è finita, si spengono tutti i rumori e il teatro ritorna al suo silenzio d’attesa. Dicono che le parole lui le ha prese così come venivano ma poi le ha ammaestrate e gli basta un cenno per farle danzare.

Quello taciturno, nell’ombra, è lui
Quello che abita la notte
come un vestito
Quello leggero
come salici al vento
come profumo errante
come mano leggera che tocca, è lui
Quello che annota
stira il sogno da strette fessure
e incolla nuove e vecchie ferite
Quello che apre cieli azzurri in lingua enigmatica
sulle braccia appollaiati nuvole e uccelli
Quello eroico, sublime, fragile, piccolo, è lui

 

"Atomos" di Wayne McGregor-Random Dance

"Atomos" di Wayne McGregor-Random Dance

Prospettiva Danza Teatro 2014

Spettacolo di esordio dell'edizione 2014 di Prospettiva Danza Teatro.

ATOMOS
Wayne McGregor | Random Dance (GB)

Coreografia Wayne McGregor in collaborazione con i danzatori
Atomizzare corpi, movimento, immagini video, audio e luci in frammenti miniaturizzati d’intensa emozione, Atomos è la nuova creazione dell’innovativo coreografo contemporaneo Wayne McGregor. Conosciuto per il suo unico tenace interrogarsi sull’interfaccia che attraversa arte e scienza, corpo e mente. McGregor negli ultimi venti anni è rimasto all’avanguardia delle arti contemporanee. Dieci incredibili danzatori ne eseguono il singolare stile scultoreo, rigoroso, stridente, d’indimenticabile bellezza.

Atomos è co-prodotto da Sadler’s Wells,London; Montclair State University;New Jersey, USA; Movimentos Festwochen der Autostadt in Wolfsburg,Germania; Festival Montpellier Dance 2014.
Atomos è co-commissionato da Fondazione I Teatri, Reggio Emilia; Trinity Laban Conservatoire of Music and Dance, Londra.
Atomos riceve il sostegno dell’Idlewild Trust.

Wayne McGregor | Random Dance
Wayne McGregor | Random Dance è compagnia Residente al Sadler's Wells, London. Wayne McGregor è Coreografo Residente del Royal Ballet. Nel gennaio 2011 è stato insignito del titolo di CBE (Commander of the Order of the British Empire), per la sua dedizione alla danza.
Wayne McGregor | Random Dance, nel 2013 ne cade il XX anniversario della fondazione, continua ad essere il motore creativo centrale per sviluppare i progetti sperimentali di McGregor. Esploratore del movimento ed innovatore dello stile, le caratteristiche del suo linguaggio permeano i suoi lavori ed influenzano intensamente molti coreografi. La collaborazione tra artisti è al centro della sua filosofia, tra queste ricordiamo i visual artists Shirazeh Houshiary, John Pawson, Julian Opie, Random International, Tatsuo Miyajima, compositori quali Scanner, Plaid,Joby Talbot, John Hopkins, The White Stripes ,Ben Frost, Kauja Saariaho, film-makers quali Jane e Louise Wilson, Ravi Deepres e Frederick Wiseman.

Wayne McGregor è coreografo residente del Royal Ballet, Covent Garden dal 2006.
Nel gennaio 2011 è stato insignito del titolo di CBE (Commander of the Order of the British Empire). I suoi lavori sono nel repertorio delle più importanti compagnie di danza del mondo compresi il Royal Ballet di Londra, il Ballet National de l’Opera de Paris, The Stuttgart Ballet, San Francisco Ballet, The Australian Ballet, New York City Ballet, Balletto del Teatro Bolshoi di Mosca.
 

Apart Together

Apart Together

Proiezione documentario

“Apart together” è una filastrocca che alcuni bambini di Kampala ripetono mentre fanno un gioco molto simile al nostro “giro giro tondo ...”.

La regia del documentario è di Gianni Ferraretto
La produzione è della “Casa Accoglienza Alla Vita Padre Angelo” di Trento


Quando abbiamo registrato le immagini di alcuni bambini che la cantavano giocando ci è sembrato il titolo ideale per il nostro documentario: in italiano lo possiamo tradurre “da soli e insieme”. Ed è così che alcuni bambini nati sieropositivi possono farcela nella vita: col proprio impegno, da soli, ma anche con l’aiuto degli altri, insieme.
Il documentario è stato realizzato in due fasi, a distanza di quattro anni l’una dall’altra, e racconta brevemente cinque storie di altrettanti bambini facendone vedere l’evoluzione negli anni. Sono bambini e bambine, ora ragazzi e adolescenti, nati sieropositivi che vengono seguiti da medici e assistenti sociali che li aiutano a curarsi con i farmaci anti-retrovirali, fondamentali per la loro salute e sopravvivenza. Sono farmaci che devono essere assunti con continuità ogni giorno, regolarmente agli stessi orari. Già questo fatto rappresenta un grande ostacolo nella cura, sia per oggettive difficoltà logistiche che per una certa mentalità africana poco incline alla disciplina che una terapia del genere impone. Ma Dauphine, Lidia, Daniel, Philippe e Ssesanga ce l’hanno fatta: li avevamo lasciati disorientati, in precarie condizioni di salute o impauriti e li
ritroviamo, quattro anni dopo, ragazzi in salute, pieni di vita e con grandi aspettative nei confronti della vita. Cinque storie semplici, cinque storie di speranza.

Informazioni
Settore Attività Culturali
Tel 049/8204529
donolatol@comune.padova.it

"Passo dopo passo" di Carla Fracci

"Passo dopo passo" di Carla Fracci

Presentazione volume

Carla Fracci prima ballerina e Carla Fracci donna, moglie e madre, per la prima volta si racconta. I primi passi di danza sulla pista da ballo del dopo lavoro dell’Atm dove accompagnava il papà tranviere; la scuola di danza della Scala, le sue interpretazioni indimenticabili nei principali teatri del mondo; la missione di tutta una vita: portare la danza classica nelle piazze. Questo e molto altro in un’autobiografia memorabile: la vita di un’étoile.

Carla Fracci - PASSO DOPO PASSO (edizioni Mondadori)
Saranno presenti:
l’Autrice Carla Fracci
il Maestro Beppe Menegatti
il curatore del libro Enrico Rotelli

Carla Fracci iniziò giovanissima i corsi di danza al teatro alla Scala, dove ebbe come maestre Edda Martignoni, Vera Volkova ed Esmee Bulnes. Nel 1956 fu nominata
ballerina solista, nel 1958 prima ballerina. Nello stesso anno John Cranko creò per lei il “Romeo e Giulietta”, portandola all’attenzione internazionale. Nel 1962, a fianco di Erik Bruhn, debuttò in “La Sylphide”, cui seguì, sempre in coppia con Bruhn, “Giselle”. Nel 1968 ricevette il “Dance Magazine Award”, il massimo riconoscimento per un danzatore. Nel 1975 inizia la sua collaborazione con Baryshnikov, con il quale interpreta un mirabile passo a due in “Medea”. Il suo repertorio include il balletto classico, dove ha rinverdito i fasti di Margot Fonteyn, ma anche il balletto moderno. Partner dei più famosi ballerini delle ultime generazioni, da Nureyev a Bocca, la Fracci fu definita nel 1991 dal New York Times “Il mostro sacro della danza internazionale, al di là di ogni limite di interpretazione”.

Informazioni
Assessorato alla Cultura
Tel. 049/8205542-5543
cultura@comune.padova.it

 

Pagine

L M M G V S D
 
 
 
 
 
1
 
2
 
3
 
4
 
5
 
6
 
7
 
8
 
9
 
10
 
11
 
12
 
13
 
14
 
15
 
16
 
17
 
18
 
19
 
20
 
21
 
22
 
23
 
24
 
25
 
26
 
27
 
28
 
29
 
30
 
31
 
 
 
 
 
 
 

Condividi su: