ITHACA

ITHACA

Contemporary jewellery exhibition

Invito

Inaugurazione: venerdì 19 maggio, ore 18.30

La poesia Itaca di Costantin Kavafis, che a sua volta si rifà ai versi omerici dell’Odissea, ha offerto lo spunto agli Autori riuniti in questa mostra per esprimere, attraverso i concetti del viaggio e del tempo, la loro visione personale, le somiglianze e le differenze, la storia, la cultura, la memoria dei paesi che si affacciano sul mar Mediterraneo. Evocando quello del leggendario Ulisse, in ITHACA il viaggio intende simboleggiare il principio, l’origine, la ragione e al tempo stesso la meta che ogni uomo compie lungo il percorso della vita.

La mostra collettiva, a cura di Mirella Cisotto Nalon, è già stata esposta nelle città di Livorno e Barcellona in Spagna e che dopo Padova sarà ospitata ad Atene. Nata inizialmente con sei artisti, lungo l'itinerario si è aggiunto un altro componente sino ad approdare, a Padova in sette. Tre catalani: Lluís Comín, Maria Diez e Montserrat Lacomba, due greci: Akis Goumas e Despina Pantazopoulou e due italiani: Corrado De Meo e Stefano Rossi si confrontano, traendo spunto dalle comuni radici culturali che contraddistinguono i loro Paesi lambiti dalle acque del Mediterraneo.

Lluis Comin (1958), catalano di Barcellona, sin da bambino giocava a fare l’orafo nel laboratorio del padre. Approda quindi alla Scuola Massana nella sua città. Ama lavorare i metalli, in particolare l’argento, l’oro o il rame e il bronzo, non disdegnando però altri materiali quali legno, pietre, licheni o altro. Essenzialmente utilizza la fusione a cera persa, patine e smalti. Ciò che è caro all’artista è soprattutto il racconto, la costruzione e decostruzione, la storia passata, il mito, l’archeologia, la Natura e il mare. Itaca infatti, non è qui intesa solo quale luogo fisico, ma anche come luogo dell’antichità e della storia. Le opere presentate da Comin s’ispirano al gruppo marmoreo del Laocoonte; l’intera serie è un omaggio allo stile di vita mediterraneo, «una metafora del viaggio della vita, con allusioni costanti al mare come una cornice comune».
Lacoonte è sintetizzato nel torso che viene riprodotto in diverse varianti. Di gioiello in gioiello, il busto dell'eroe greco assume valenze che ci vengono suggerite dal titolo della singola opera.

Corrado De Meo (1949), livornese di origine, sin dall’adolescenza è stato attratto dal “costruire”, dallo “sperimentare” e dal realizzare cose da indossare. Dopo gli studi di Sociologia decide di fare del suo hobby la sua professione e di seguire la sua vocazione artistica.
Le sue opere si caratterizzano per i volumi scultorei che, a dispetto dell’apparenza, celano una leggerezza fisica e materica inaspettata. Tale peculiarità è determinata dalla procedura costruttiva ed esecutiva della lavorazione a cui l’autore è giunto dopo numerose sperimentazioni. La scoperta del polystirene e delle sue caratteristiche ha portato De Meo a risultati di notevole interesse con la copertura del polimero elettroformato con argento e rame o con resine epossidiche.
Con le sue spille, anelli, collane De Meo vede in Ithaca l’occasione per raccontare la storia di un mare, il Mediterraneo, «crocevia di storie e di linguaggi, di arte e cultura», di un mare che oggi restituisce e rigetta, lungo i suoi lidi detriti, resti di un mare oramai violato e in grave pericolo.

Maria Diez Serrat (1980), di Barcellona, appassionata di gioielli fin dall’infanzia, dopo aver studiato architettura all’Università e seguito nel contempo corsi di oreficeria, trentenne si iscrive alla Scuola Massana della capitale catalana ove oggi è docente.Il paesaggio, l’ambiente, gli oggetti della quotidianità sono le principali fonti di ispirazione per i suoi lavori in metallo lavorato a cera persa e successivamente trattato con pittura acrilica, pigmenti e resine. La suggestione che la Diez esprime sul tema Ithaca è collegata infatti al paesaggio e all’orografia del territorio, come descritto nel poema omerico: una regione montuosa, soleggiata e arida. Presenta due serie di spille (Journey to Ithaca, e Ithaca) realizzate con la tecnica a cera persa e fusione di ottone o grazie ad una serie di stratificazioni in cui cemento e argento si alternano creando un paesaggio quasi lunare. Ne deriva la riproduzione di rilievi montuosi o collinari, meglio definiti, grazie a un’attenta grafia, da una pittura acrilica. La forma circolare ricorda un atollo, forma circolare voluta dall’artista poiché il cerchio non ha inizio né fine.

Akis Goumas (1952), nato ad Atene, si dedica allo studio dell’oreficeria a partire dagli anni ottanta. Dopo aver studiato gemmologia, prosegue la sua formazione in Germania. Per diciotto anni ha insegnato presso la Chalkis Jewellery School di Atene.
Realizzare gioielli è per l’artista un viaggio nel tempo, attorno e dentro di sé. Il gioiello quindi non è solo espressione creativa ma storia e racconto, sintesi di memoria ed emozioni, concetti e immagini; un insieme di elementi alimentati da ricordi, esperienze e miti.
I principali motivi ispiratori della sua opera sono la Natura circostante da un lato e la storia antica dall’altro. Le opere realizzate per la mostra Ithaca colpiscono per l’uso del color bianco e azzurro, evidente e suggestivo richiamo alle case e al mare del Pelopponneso. Realizzati in argento, fili in cotone, pigmenti, acciaio, osso, pvc, spille, anelli, pendenti, orecchini si presentano come un groviglio di reti, d'informi filamenti, quasi antichi reperti ricoperti da strati di sabbia e alghe, consunti dalla salsedine e riemersi in superficie dai fondali marini.

Montserrat Lacomba (1958), di origine catalana, si diploma in pittura all’Accademia di Belle Arti di Barcellona e si dedica alla gioielleria di ricerca e alla creazione di gioielli dal 2000 dopo aver frequentato la Scuola Massana. L’artista ama sperimentare materiali diversi come argento, rame, smalti, tessuto, resine mentre è l’osservazione della natura e del paesaggio, in particolare il mare, con i suoi colori e le sue forme sempre in movimento, ad essere, assieme alle antiche costruzioni, la fonte primaria di ispirazione per i suoi lavori. Le immagini legate al paesaggio circostante vengono catturate attraverso la fotografia che viene poi materializzata nella creazione dei gioielli.È così che sono nate le dodici spille della mostra Ithaca, ciascuna dedicata ad un mese dell’anno. L’artista iberica fa un racconto per immagini attraverso le sue creazioni, rivelando come la sua passione pittorica sia ancora viva ed attuale.

Despina Pantazopoulou (1943), nasce nel Peloponneso e studia presso la Doxiadis School di Atene. Ha l'opportunità di approfondire lo studio di oreficeria presso la Central School of Art and Design di Londra e ha insegnato alla Stemnitsa School of Jewelry in Arcadia. Ha sperimentato l’utilizzo di materiali preziosi e non preziosi, materiali organici, cuoio, carta... ritenendone ininfluente la preziosità. Le sue opere sono realizzate seguendo linee concettuali che trovano ragione e forma partendo dalla faticosa forgiatura dei metalli e dal rapporto unico e speciale tra artefice e materia. L’artista ama ricordare il mito greco di Efesto, dio della metallurgia. La fatica fisica del lavorare il metallo è fatica anche simbolica che l'artista ha ritrovato nei versi omerici riferiti al navigare e al viaggio, in un mare portatore di doni e di speranze ma anche spesso ostile. Un mare che, con il suo vento a volte minaccioso e a volte amico, è compagno delle barche che l’artista greca in questa sede presenta tra i suoi gioielli.

Stefano Rossi (1965), padovano di nascita, sin da giovane frequenta la bottega orafa del padre ove apprende le tecniche classiche di lavorazione da banco. Con il tempo sente impellente la necessità di esplorare nuove tecniche e di sperimentare nuove leghe approdando alla metallurgia giapponese ( shibuichi, mokume gane). Sono queste ultime le tecniche prevalentemente usate per dare vita ai gioielli della “sua” Ithaca: una serie di spille intitolata Mare nostrum, dalla voluta forma circolare quale richiamo all’Odissea di Omero come «mito dell’eterno ritorno, dove la fine coincide con l’inizio del viaggio: un racconto circolare che parla di naufragi e ricerche, di terre natìe, di lidi stranieri e patrie adottive». La superficie delle spille si presenta ora scabra e mossa, come un mare in continuo cambiamento, che nella sua profondità cela segreti. Incastonata vi è sempre la riproduzione di un frammento di scafo, volutamente nero, a simboleggiare il viaggio verso l’ignoto, verso promesse spesso non mantenute, simbolo di migrazioni, scambi che nel passato come oggi non sono mai stati facili.

L'artista Stefano Rossi, sarà a disposizione per accompagnare il pubblico lungo il percorso espositivo secondo il seguente calendario: tutti i mercoledì dalle 15.30 alle 16.30, sabato 27 ma ggio e 24 giugno dalle 15.30 alle 16.30, domenica 21 maggio e 11 giugno dalle 17.30 fino all'orario di chiusura.

Durante l'inauguraziione, reading della poesia Ithaca di Kavafis con voce  narrante di Silvia Rossini e accompagnamento musicale della chitarrista Ella Nagy.

Informazioni

Ingresso libero
Orario 9.30 – 12.30, 15.30 – 19.00; Chiuso: i lunedì non festivi

Settore Cultura Turismo Musei e Biblioteche
tel. 049 8204563, 049 8753981
serviziomostre@comune.padova.it
 

Corpo e mente: medicina e psichiatria

Corpo e mente: medicina e psichiatria

Tavola rotonda

Venerdì 9 giugno 2017, alle ore 17:30 presso l’Auditorium del Centro culturale San Gaetano, via Altinate 71 a Padova, la O.N.L.U.S MINERVA Associazione per la lotta contro la depressione bipolare organizza, con il patrocinio del Comune di Padova e dell'Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Padova una tavola rotonda sul tema: “corpo e mente: medicina e psichiatria” con il seguente programma:
 
Saluti:
Presidente di Minerva avv. Ferruccio Pezzangora
Presidente Ordine dei Medici, chirurghi e odontoiatri di Padova
prof. Paolo Simioni
 
Introduce:
Massimo Cacciari
 
Relatori:
Antonio Pagnan
già prof. Ordinario di Clinica Medica, Università di Padova
Formazione psichiatrica in medicina generale
 
Enrico Smeraldi
prof. Emerito di Psichiatria, medicina San Raffaele Milano
Psichiatria: la rivoluzione dei farmaci
 
Paolo Santonastaso
prof. Ordinario di Psichiatria Università di Padova
Mente-corpo rapporti fra salute fisica e mentale
 
Coordina:
Franco Garonna
Direttore sanitario Casa di Cura Neuropsichiatrica Park Villa Napoleon Treviso
 
Dibattito
 
Coordina:
Andrea Semplicini
già prof. Associato Medicina Interna Università di Padova
 
Informazioni:
MINERVA Associazione O.N.L.U.S.
Sede di Padova: Via Ponte Molino n. 3 - tel. 348 7656698 - fax 049650805 - r-mail dalpalu@tin.it
Sede di Venezia: S. Polo 1116 - tel. e fax 041 2412589

Padova Street Show 2017

Padova Street Show 2017

Festival Internazionale di circo contemporaneo e artisti di strada

Programma

Compagnie di circo e artisti provenienti da ogni parte d'Italia ed Europa ritorneranno ad animare il Centro storico di Padova dall'8 all'11 giugno 2017 per la terza edizione del Padova Street Show. Per quattro giorni le vie e le piazze del centro storico di Padova si trasformeranno in un teatro a cielo aperto, offrendo così uno scambio culturale tra artisti e visitatori; un incontro di festa non solo per famiglie e bambini ma per un pubblico di tutte le età. Guest Star del Circo e laboratori faranno da cornice alla Kermesse che ha tutte le “carte in strada” per accogliere spettacoli di tanti generi: acrobati, mimi, comici, cabarettisti, clown, trapezisti, giocolieri che il generoso pubblico potrà apprezzare contribuendo all’antico rito del passaggio del cappello.
Imperdibile il Gran Galà Finale che si svolgerà l'11 giugno, ore 21.30 nella suggestiva cornice dei Giardini dell’Arena romana dove tutti gli artisti di questa edizione si esibiranno con sketch da lasciare tutti a bocca aperta.

Il Festival è diretto da Antonio Carnemolla per l'Associazione Culturale Street Film e realizzato da Comune di Padova -Settore Cultura,Turismo, Musei e Biblioteche, patrocinato dalla Provincia di Padova, Main Sponsor: Birra Antoniana, Sponsor: Desparnordest

Informazioni
In caso di pioggia, la manifestazione si sposterà sotto i portici.

Settore Cultura Turismo Musei e Biblioteche
Tel. 049 8205627 - 5611 -5623
manifestazioni@comune.padova.it
www.padovastreetshow.com
info@padovastreetshow.com
 

 

La Biblioteca svelata

La Biblioteca svelata

Nella biblioteca dell’architetto: il fondo Giulio Brunetta

conversazione e visita con esposizione di originali
a cura di Vincenza Cinzia Donvito e Mariella Magliani

Continua il viaggio a ritroso nel tempo fra le preziose e bellissime testimonianze del passato che la Biblioteca Civica di Padova custodisce per i cittadini e svela in periodici incontri. Si potranno ammirare pergamene, codici miniati, eleganti libri a stampa, album di suggestive incisioni, piante e carte antiche della città e del territorio. Nuove spigolature dal vasto e inaspettato patrimonio della Biblioteca, alla scoperta della memoria della città e di temi culturali curiosi e stimolanti.
Ammireremo preziosi esemplari della Biblioteca Civica per compiere in poco tempo il percorso nei secoli che, dal Medioevo all'età moderna, attraverso cambiamenti e adattamenti, innovazioni tecnologiche, intuizioni ergonomiche e strategie commerciali ha prodotto un capolavoro della meccanica e dell'intelligenza umana: il libro, destinato ad accogliere e trasmettere il pensiero dell'uomo. 

Durante la conversazione del 16 maggio si potrà ammirare una selezione di libri dalla biblioteca personale dell’ingegnere Giulio Brunetta, depositata dagli eredi presso la Biblioteca Civica di Padova, dove è a disposizione dei cittadini e degli studiosi.
Ricca di circa 3.000 ‘pezzi’ tra monografie e periodici, la collezione si distingue per la presenza di volumi di antiquariato e talora di vere e proprie rarità bibliografiche. I libri sono lo specchio del profilo culturale e professionale dell’ingegner Brunetta che, in particolare nel dopoguerra, ha prodotto interventi talora decisivi per la costituzione del nuovo volto urbano di Padova.
Nella biblioteca antico e moderno, classici dell’architettura e informazione sulle sue più recenti e diversificate espressioni sono presenti con pari ruolo. Dai trattati antichi con splendide immagini a Casabella.

Informazioni
Ingresso libero

Biblioteca Civica, Sezione Storica
biblioteca.civica@comune.padova.it
Tel. 049 8204811

ROBERTO FLOREANI Ricordare Boccioni

ROBERTO FLOREANI Ricordare Boccioni

Incontri con l’artista

L’artista Roberto Floreani incontrerà il pubblico e lo accompagnerà alla scoperta della sua personale allestita in Galleria Cavour, Roberto Floreani. Ricordare Boccioni. Parlerà del suo lavoro, collegato al Futurismo e a Boccioni in particolare, affrontando  anche il tema del rapporto tra arte e mercato.
Gli incontri si terranno nei giorni: 6, 13 e 20 maggio 2017, alle ore 18.00.
Inoltre, sabato 3 giugno alle ore 10.30-13 e 15.30-18 si terrà il finissage della mostra,  in occasione del quale sarà proiettato il video sull’artista prodotto da Video GIART, presentato al Festival Europeo della fotografia di Reggio Emilia nel 2011.
Per gruppi superiori alle 15 persone, l’artista si rende disponibile a concordare appuntamenti in date diverse da quelle sopra indicate.
Al progetto, promosso dal Comune di Padova – Settore Cultura, Turismo, Musei e Biblioteche, con il supporto dell’Associazione La Centrale,  è stato concesso  il logo ufficiale della Presidenza del Consiglio dei Ministri per le Commemorazioni del Centenario della prima guerra mondiale, il logo del Comitato Regionale Veneto per il Centenario della Grande Guerra e il logo del Comitato d’Ateneo dell’Università di Padova per il Centenario della Grande Guerra.   

Informazioni
Orario 10.30-13 / 15.30-20, lunedì chiuso. Ingresso libero
Galleria Civica Cavour tel. 049 8206730

Settore Cultura, Turismo, Musei e Biblioteche – Servizio Mostre
tedeschif@comune.padova.it
padovacultura.it
lacentraleassociazione@gmail.com

 

La parabola del Veneto

La parabola del Veneto

Presentazione libro di Giorgio Bido

Introduce Maristella Mazzocca.
Conduce Raffaella Bettiol.
Presentazione di Francesco Iori.
Sarà presente l'autore.
 
Un tentativo di comprendere quello che è avvenuto in mezzo secolo nel Veneto, passato, in pochi lustri, dalla modestia di una pur dignitosa povertà ad uno sfavillante benessere, poggiante tuttavia su un’illusoria ricchezza.
 
Gli eventi che si sono venuti determinando in Italia e segnatamente nel Veneto negli anni dal 2008 in avanti sono ancora tutti confusamente percepiti come un qualcosa di “critico”, come la fatalistica sommatoria di una pluralità di vicende finanziarie, economiche, po­litiche che hanno sconvolto non solo gli abituali equi­libri della vita economica, ma anche lo sperimentato e illusoriamente consolidato assetto sociale di numerosi cittadini, di interi nuclei familiari, così come di una quantità impressionante di soggetti imprenditoriali.
Ciò che più sorprende, in tutto questo metamorfico processo, è il fatto che nessuno si sia levato ad azzardare una qualche convincente e rassicurante interpretazione di quanto accaduto e, soprattutto, ad annunciare dei ragionevoli rimedi da mettere in atto.
Nessuno che abbia convincentemente provato ad of­frire una spiegazione storica degli eventi che si sono succeduti, e men che meno ad ipotizzare delle soluzio­ni, attraverso le quali far ritornare il Veneto alla pristi­na condizione di regione emblematica di uno sviluppo equilibrato, di una società operosa e di un assetto so­ciale di larga e condivisa coesione.
L’analisi sviluppata vuole lanciare una fiduciosa proposta di futuro, che faccia principalmente leva su quel patrimonio di storia, di cultura, di conoscenza, di operosità che rappresenta il connotato più apprezzabile di questa regione.
 
Giorgio Bido, già dirigente del mondo associativo artigiano, è autore dalla solida cultura storico-letteraria e dalla singolare capacità di analisi socio-economica.

 

Informazioni:
Ingresso libero
 
Settore Cultura, Turismo, Musei e Biblioteche
tel. 049 8204529 - donolatol@comune.padova.it
 
Marcianum Press

Padova Architettura 2017

Padova Architettura 2017

Eventi diversi

Programma completo

Padova Architettura 2017 è il programma annuale progettato tra il Settore Urbanistica e Servizi Catastali del Comune di Padova, l’associazione culturale Di Architettura e l’Ordine degli Architetti Ppec della Provincia di Padova. Si tratta in sostanza di un articolato progetto per promuovere e valorizzare la partecipazione attiva ad eventi informativi sul mondo dell'architettura, la formazione e la consapevolezza di ciò che è il lavoro del “progettare oggi” all’interno di sistemi complessi come le città; una forma di continuità con il lavoro svolto negli ultimi 4 anni.
Padova è da sempre un’area urbana “laboratorio” e una delle città più interessanti e rappresentative del Veneto. In essa sono visibili le stratificazioni storiche e le trasformazioni, che hanno costituito la forma attuale della città. Dallo studio di città come Padova, sono nate molte delle idee che formano il sapere delle discipline dell’urbanistica e dell’architettura: con questo bagaglio di conoscenze e con le loro teorie, è possibile oggi progettare e realizzare città migliori.
L'edizione 2017 del programma vedrà alternarsi momenti di ricerca e studio ad altri di lavoro e partecipazione: un Convegno, 2 Mostre monografiche e il terzo Workshop Internazionale.

II° CONVEGNO INTERNAZIONALE
LA CITTA’: PROGETTI URBANI
Padova, Sala Carmeli
4 maggio, ore 9.00 - 18.30
5 maggio, ore 9.00 - 18.00

Il convegno si propone di affrontare il tema della città, del suo studio e della sua progettazione, riunendo nella città di Padova un cospicuo numero di architetti di fama internazionale, con lo scopo di discutere i loro progetti,  di architettura e trarre delle conclusioni comuni, da cui distillare un programma che verrà pubblicato in un volume conclusivo.
Le tematiche urbane, dinamiche e in continua evoluzione, rimangano oggetto di grande interesse nell’insegnamento, nello studio, nella progettazione.Oggi è necessario ridefinire molti spazi privi di identità e qualità urbana, spesso derivanti da espansioni fuori controllo; analogamente esistono città che hanno dovuto affrontare importanti ricostruzioni di aree centrali. Il convegno può rappresentare una occasione per esporre progetti di città e quindi le idee che hanno guidato i loro creatori: si parlerà delle permanenze storiche, che caratterizzano la forma stessa delle città, ovvero i monumenti, le mura, le strade e le piazze, sia come presenze fisse nell’immaginario collettivo sia come elementi che, con il loro continuo cambiamento e rinnovamento, suggeriscono nuovi usi e possibilità del vivere; si parlerà delle aree periferiche, con le loro criticità e il difficile e precario rapporto tra uso privato e collettivo degli spazi, il degrado degli edifici e il loro recupero, il rapporto con il centro storico.
Il convegno vedrà come relatori 18 architetti. Oltre a coloro che hanno già partecipato al 1° Convegno, se ne aggiungeranno altri 8: in tal modo si favorirà una continuità e una ripresa dei concetti già esposti, ma, al contempo, si amplierà il dibattito ad altri esponenti del panorama architettonico europe contemporaneo. Ogni partecipante avrà a disposizione 35 minuti per esporre le proprie teorie sulla città e parlare di un proprio progetto inerente al tema del convegno. Seguirà, al termine di ogni giornata, una tavola rotonda conclusiva.
Ai partecipanti al Convegno sarà garantito un servizio di traduzione simultanea.

L'atto conclusivo del II° Convegno sarà la pubblicazione del volume che conterrà tutte e 36 le tavole della mostra e gli atti del convegno. I testi saranno redatti in italiano ed inglese. Il volume sarà realizzato in collaborazione con la casa editrice Aiòn Edizioni.

MOSTRA INTERNAZIONALE DI ARCHITETTURA
LA CITTA'. PROGETTI URBANI
Dal 5 maggio all'1 giugno
Palazzo Papafava dei Carraresi

Inaugurazione: 5 maggio 2017, ore 19.00
Ad ogni architetto verrà chiesto di inviare un progetto da esporre in una tavola formato verticale 100x70. In una seconda tavola, di formato libero, è richiesto un disegno, una serie di disegni, una composizione a collage, che riassuma il proprio metodo di progetto, il personale mondo teorico e il proprio immaginario. L’obiettivo è di riassumere in un unico disegno il proprio mondo fantastico e ideale sul tema della città europea presa a riferimento, un mondo di memorie, luoghi, analogie e riferimenti culturali.
Le 36 tavole totali, 2 per ogni architetto, verranno esposte in una mostra.

WORKSHOP INTERNAZIONALE DI ARCHITETTURA
Sala della Gran Guardia
18 settembre - 31 ottobre 2017

Architetti affermati sono invitati a Padova per lavorare ad un progetto da collocarsi in alcune aree della città. Il programma prevede una prima settimana (18-23 Settembre) durante la quale gli architetti, coadiuvati da un gruppo di sei persone (un tutor e quattro studenti/neolaureati o architetti collaboratori) finalizzeranno i progetti, e terranno, in orario serale una lezione quotidiana ciascuno.
L’attività di progettazione si svolgerà ogni giorno a Palazzo della Gran Guardia e sarà aperta al pubblico.
I progetti verranno esposti in una mostra che verrà inaugurata sabato 23 Settembre e che presenterà anche il plastico della città di Padova aggiornato e ampliato con le nuove aree e tutti i progetti in diversa scala con relativi modelli.
Anche quest’anno l’associazione culturale DiArchitettura ha creato collaborazioni con gli istituti superiori per coinvolgere gli studenti della città nell’attività del workshop.
Quest’anno saranno assegnati ad affermati architetti questi temi progettuali, da collocare in alcune aree della città di Padova:  1. Abitazione; 2. Cultura; 3. Rapporto con l’antico; 4. Istruzione; 5. Territorio

Informazioni

Ordine degli Architetti Ppec della Provincia di Padova
www.ordinearchitetti.pd.it

Associazione Culturale Di Architettura
telefono +39 049 9818992
info@diarchitettura.org
www.diarchitettura.org

Frammenti di poesia amorosa dell’età augustea

Frammenti di poesia amorosa dell’età augustea

Omaggio a Tito Livio in ricorrenza del bimillenario della morte

Les Ètoiles Errantes, compagnia di giovanissimi appassionati di arte e cultura classica, vi presentano un itinerario fra i poeti di età augustea, creato sul fil rouge dell’amore visto nei suoi aspetti più passionali e inaspettati.
Attraverso brevi medaglioni introduttivi e letture, avrete modo di scoprire di più sull’epoca d’oro della letteratura latina.

Lo spettacolo è stato creato nell’ambito delle celebrazioni per il bimillenario della morte dell’illustre storico patavino Tito Livio.
Durante la rappresentazione ascolterete la lettura di passi tratti dalle opere di: Properzio, Tibullo, Ovidio, Orazio, Virgilio.

Interpreti:
Giacomo Battaglia, Vitalie Bitca, Federica Boldrin, Manuela Dall’Ara, Tommaso Mantoan, Chiara Mazzocco, Caterina Montin, Lavinia Noto, Luigi Pavan, Elisabetta Piazza, Giulio Putrino, Silvia Sabbadin, Tommaso Sato, Leonardo Soldan, Ilenia Uriani, Mariasole Zagnoni, Virginia Zecchin, Jessica Zuccon
Regia: Daniela Mazzon

Informazioni

Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili

Settore Cultura Turismo Musei e Biblioteche
Tel. 049 8204529
donolatol@comune.padova.it

Sensazioni Visive

Sensazioni Visive

Raffaella Corradini e Gianfranco Coccia

Inaugurazione: sabato 6 maggio, ore 18:00
Presentazione di Barbara Ammanati

La mostra rientra nel programma degli eventi primavera-estate 2017 per la ricorrenza del Quarantennale della fondazione dell'Associazione Città di Padova.
Tra gli eventi collaterali giovedì 18 maggio si segnala il 4° incontro con il prof. Gabriele Righetto su “ Il pensiero del pittore” Incontri/worshop per indagare la pittura da parte di pittori.

Raffaella Corradini vive e lavora a Padova dove esercita la professione di medico oculista. Non avendo mai dimenticato la passione giovanile per la pittura, la Corradini ama farsi contaminare dai colori del mare che da sempre è parte integrante di se stessa.  E, così, ci stupisce rilevando un inedito aspetto del suo carattere, formale e pignolo nell'attività medica quanto informale ed esplosivo nelle sue tele. Ha recentemente esposto a Milano nell'ambito della rassegna internazionale " FuoriSalone " In viaggio tra Arte e Design", dove ha riscosso significativi apprezzamenti.
Gianfranco Coccia
, nato a Conegliano, vive e lavora a Padova dove svolge la sua attività di economista d'impresa. Nella sua creatività, sia pittorica che scultorea, si sente da sempre libero di muoversi verso sperimentazioni che lo portano dal figurativo al puro astrattismo. Ha esposto in varie rassegne collettive, sia in Italia che all'estero, riscuotendo positivi riconoscimenti.

Informazioni
La mostra rimarrà aperta sino al 20 maggio con orario d'apertura 16:00 -19:00, esclusi i giorni festivi.

tel. 389 8949505, orario galleria
www.assartepadova.it

 

COLTRAIMA in Sinergie

COLTRAIMA in Sinergie

Tino Brugnotto-Alberto Zampieri-Luca Pegoraro

Invito

Inaugurazione: 6 maggio, ore 17.30 (Presentazione di Ilaria Girardello)

Tino Brugnotto, Alberto Zampieri e Luca Pegoraro presentanto la collettiva COLTRAIMA in Sinergie. In esposizione oltre un centinaio di opere dei tre artisti padovani, che hanno deciso di lavorare insieme e far convivere le loro diverse espressioni artistiche, dopo aver già sperimentato una proficua collaborazione nella collettiva “Colore Trasformazione Immagine” del 2016 con buon successo e critica.
Da questa “sinergia”, nasce un percorso espositivo che, dall’inizio alla fine, è un intreccio di tratti, colori, chiaro-scuri, immagini che si intersecano e che amalgamano tre differenti anime e sensibilità artistiche, accomunate tuttavia da un medesimo amore per l’arte e per la propria città.

Valentino Brugnotto nasce a Treviso nel 1954, vive e lavora a Padova, la sua città, soggetto ricorrente nella maggior parte dei suoi quadri ove la raffigura con ricco e fantasioso cromatismo: una metamorfosi onirica del reale che tuttavia conserva una ordinata compostezza alle figure. All’attivo, dai primi anni ottanta ad oggi, l’artista ha numerose mostre personali e collettive.

Luca Pegoraro nasce a Padova nel 1966 ove vive e lavora. La passione per il disegno si concretizza dagli anni novanta ad oggi con opere astratte che di seguito si evolvono e trasformano, su supporti diversi. In esse l’artista esprime tutto cio’ che l’immaginazione trasmette alla mano che, tramite il “rapido” o il pennarello, a volte con unico tratto, realizza e sviluppa.
I materiali utilizzati sono pvc, tessuti, plexiglas, ottone, argento e vetro di murano; ma la ricerca di nuovi supporti è sempre viva. All’attivo, l’artista ha alcune partecipazioni a varie manifestazioni espositive.

Alberto Zampieri nasce a Milano nel 1957, vive e lavora a Padova ove fin dagli anni novanta si dedica con con profonda passione alla fotografia.
Il suo percorso fotografico, prima con attrezzatura in analogico e poi in digitale, ultimamente si focalizza su attimi, particolari, volti di personaggi e strumenti legati al mondo della musica e dello spettacolo. All’attivo, l’artista ha numerose esposizioni all’interno di alcuni locali cittadini.

Informazioni
Ingresso libero
orario: ore 9.30 - 12.30/14.00 - 19.00, chiuso i lunedi non festivi

Settore Cultura Turismo Musei e Biblioteche
Tel. 049 8204526
paganinl@comune.padova.it

 

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