PENSIERI PREZIOSI-Monografie

PENSIERI PREZIOSI-Monografie

Graziano Visintin. I giorni e le opere

ATTENZIONE - Mostra prorogata fino al 15 marzo 2015

Graziano Visintin, uno dei maestri riconosciuti della Scuola orafa padovana, è protagonista della mostra monografica organizzata in occasione del decennale di “Pensieri preziosi”.
All’Oratorio di San Rocco saranno esposti oltre cento gioielli che ripercorrono una quarantennale ricerca tesa a un’eleganza geometrica ed essenziale che ha spesso fatto parlare di minimalismo. Il pubblico potrà non solo vedere la genesi e l'evoluzione del percorso di quarant'anni di produzione artistica, ma anche osservare bozzetti, disegni preparatori che hanno accompagnato l'artista nelle fasi di ideazione, progettazione e realizzazione dei gioielli. Sarà possibile ammirare anche opere inedite, avendo così l'opportunità di apprezzare l'approccio di Visintin alla scultura di piccole dimensioni a cui si è dedicato specialmente negli ultimi anni.
Visintin è celebre anche per un uso straordinariamente personale dell’antica tecnica del niello, un amalgama ottenuto dalla fusione di rame, argento, piombo e zolfo, piegato a una decorazione che spesso raggiunge effetti pittorici. L'origine della decorazione a niello è attribuita agli Egizi, ma essa ebbe molta fortuna anche nel Medioevo ed è usata tutt'oggi. Il termine deriva dal latino nigellum ("nerastro"), diminutivo di niger ("nero").
Con le sue opere Visintin disegna uno spazio fisico raffinatissimo e lo fa attraverso l'adozione di un linguaggio essenziale, basato sui codici primari della geometria. Il suo stile richiama una leggerezza ottenuta da un ricercato svuotamento dei volumi e dalla rinuncia ad ogni aspetto decorativo: quadrati, cerchi, rettangoli, triangoli, cubi, tetraedri, allineati, intersecati o sovrapposti, che divengono spille, anelli, bracciali e collane in cui la lucentezza dell'oro si esalta con la compattezza di superfici in ebano, avorio o con la bruna cromia del niello il cui utlizzo è una cifra e firma riconoscibile nell'arco di tutta la sua produzione.
Nelle prime opere alterna ritmicamente pieni e vuoti, sino agli anni ottanta, quando le forme diventano più allungate, i volumi si alleggeriscono e si smaterializzano; in seguito con gli anni novanta Visintin aggiunge al suo operare, di cui mantiene intatto il linguaggio puro dell'essenzialità, un forte accento pittorico dato da un ormai consumato uso della niellatura che funge da colore dalle più svariate sfumature tonali.
Nei gioielli più recenti le forme invece, pur rimanendo geometricamente definite, appaiono più irregolari, mosse, talora slabbrate: lamine battute di diversa forma, ora piane, ora incurvate a creare planimetrie di antiche chiese romane. La geometria resta ma è insicura, instabile, adattata. Piccoli cubi saldati con l’inserimento sul piano di cerchi o parallelepipedi danno vita a piccole sculture in cui è il colore a dominare: smalti trattati con perizia e accortezza dalla cromia ricca di sfumature, illuminate spesso da riflessi d’oro che rimane il principe indiscusso nelle opere dell'artista.
Oggi i gioielli di Visintin sono presenti nei più importanti musei e collezioni del mondo e numerosi sono i premi conseguiti dal maestro nel campo del gioiello d'autore.
In occasione della mostra, curata da Mirella Cisotto Nalon, viene pubblicato un catalogo con saggi di Mirella Cisotto Nalon, Elio Armano, Luisa Bazzanella, Paolo Pavan, Alessandra Possamai Vita, Alberto Schöen.

Informazioni
Ingresso libero
Orario: 9:30-12:30 / 15:30-19; chiuso tutti i lunedì, 25, 26 dicembre e 1 gennaio.

Servizio Mostre - Settore Attività Culturali
tel. 049 8204563 – 4539
serviziomostre@comune.padova.it
Oratorio di San Rocco tel. 049 8753981

MASSACRITICA. Il totalitarismo nell'era di Facebook

MASSACRITICA. Il totalitarismo nell'era di Facebook

Stagione di Prosa 2014-2015 al Teatro Verdi

Terzo spettacolo in cartellone per la Stagione di Prosa 2014-2015 al Teatro Verdi di Padova.

Teatro Stabile del Veneto
presenta

MASSACRITICA
Il totalitarismo nell'era di Facebook

di Giorgio Sangati
regia: Giorgio Sangati
con (in ordine alfabetico): Giulia Briata, Massimo Scola, Francesco Wolf, Marco Zoppello

“Non sfugge al passato chi dimentica il passato”

Massacritica prende spunto da un episodio realmente accaduto in un college americano alla fine degli anni 60 ed è la storia di un esperimento: un giovane professore propone a un gruppo di studenti di utilizzare il tempo del breve incontro settimanale di approfondimento di storia per ricostruire in classe le dinamiche di un gruppo totalitario e sperimentare un nuovo metodo didattico. Col passare delle lezioni i ragazzi, nonostante le premesse democratiche, rivivono in prima persona l'evoluzione dei principali regimi del novecento, dall’entusiasmo del cambiamento, alla costruzione di una nuova identità uniformante, fino ad arrivare alla denigrazione del diverso, di chi non si adegua. L'esperimento arriva a un punto di non ritorno e rischia di avere gravi conseguenze perché il gruppo raggiunge attraverso facebook una popolarità inaspettata e fuori controllo. Massacritica mette in scena l’importanza della storia e del suo insegnamento, la responsabilità della scuola nella formazione delle nuove generazioni in un mondo contrassegnato da una diffusione di informazioni sempre più rapida e accessibile ma anche confusa e manipolabile, un mondo in cui, attraverso l’anonimato autistico garantito dai social, si ritorna inevitabilmente branco sfogando impulsi violenti, distruttivi. Massacritica racconta quanto sia difficile essere giovani e trovarsi davanti il vuoto di un futuro tutto da (ri)costruire e quanto la democrazia sia perennemente a rischio, soprattutto in momenti di crisi economica come quelli che stiamo attraversando. In scena quattro giovani e talentuosi attori a dare corpo e voce ai ragazzi di oggi, agli adulti di domani.

Nella prima settimana di aprile del 1967 il professore di storia Ron Jones della Cubberley High School di Palo Alto decise di coinvolgere i suoi studenti in un esperimento per dimostrare loro l'attrattiva del nazismo. Inventò un movimento chiamato "La Terza Onda" e convinse i ragazzi che la democrazia andava eliminata. Dopo appena quattro giorni, però, decise di porre fine all’esperimento perché ne stava perdendo il controllo. L’episodio ha ispirato lo special TV "The Wave" del 1981, l’omonimo il libro del 1988 e il film “Die Welle” del 2008.

Informazioni
Biglietti e informazioni: QUI
Teatro Verdi - Teatro Stabile del Veneto
via dei Livello, 32 - 35139 Padova
telefono 049 8777011 - biglietteria 049 87770213
fax 049 8763751
info@teatrostabileveneto.it - www.teatrostabileveneto.it

"7 minuti" di Stefano Massini

"7 minuti" di Stefano Massini

Stagione di Prosa 2014-2015 al Teatro Verdi

Secondo spettacolo in cartellone per la Stagione di Prosa 2014-2015 al Teatro Verdi di Padova.

Produzione Teatro Stabile dell'Umbria
presenta

7 MINUTI
di Stefano Massini
uno spettacolo di Alessandro Gassmann
con: Ottavia Piccolo e Paola Di Meglio, Silvia Piovan, Olga Rossi, Balkissa Maiga , Stefania Ugomari Di Blas, Cecilia Di Giuli, Eleonora Bolla, Vittoria Corallo, Arianna Ancarani, Stella Piccioni
scenografia: Gianluca Amodio
costumi: Lauretta Salvagnin
light designer: Marco Palmieri
musiche originali: Pivio&Aldo de Scalzi
videografie: Marco Schiavoni
una produzione Teatro Stabile dell’Umbria, Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro Stabile del Veneto

Lo spettacolo è  basato su un episodio realmente accaduto in una fabbrica francese: parla di lavoro, di donne, di diritti, dando voce ed anima a undici operaie che raccontano le paure per il nostro futuro e per quello dei nostri figli, le rabbie inconsulte che situazioni di precarietà̀ lavorative possono scatenare, le angosce che il mondo del lavoro dipendente vive in questo momento.
 Il linguaggio di Massini è vero, asciutto, credibile, coinvolgente, molto attento e preciso nel descrivere i rapporti ed i percorsi di vita di undici donne, madri, figlie, tutte diverse tra loro, ma capaci di raccontarci un’umanità̀ che tenta disperatamente di reagire all’incertezza del futuro. Ottavia Piccolo, Blanche, rappresenterà̀, tra questi undici caratteri, la possibilità̀ di resistenza, il tentativo di far prevalere nel caos la logica, la giustizia, una sorta di “madre coraggiosa” che tenta di indicare una via alternativa. Il teatro è luogo di denuncia di emozioni e di speranza.

Note dell'autore
Ci sono storie che ti vengono a cercare. Sembra che facciano davvero di tutto per essere raccontate, per essere scritte. Una di queste ha raggiunto e conquistato me, e ha a che fare con le operaie tessili di Yssingeaux, nell'Alta Loira. Il fatto di cronaca risale al gennaio 2012, e ha riempito i giornali d'Oltralpe: d'altra parte poteva passare inosservato quel braccio di ferro così spietato fra le dipendenti – tutte donne – di uno dei massimi colossi industriali francesi e i nuovi dirigenti subentrati al controllo? La storia delle operaie di Yssingeaux mi ha dato la caccia per vari mesi. Non potevo aprire un quotidiano o cliccare su una web-page senza trovarmi di nuovo davanti quei visi femminili, assortiti di ogni età̀, impegnate in una difesa epica – antica eppure modernissima – della propria dignità̀ di lavoratrici. Ma in quale modo raccontare in teatro tutto questo? Il pretesto me l'ha fornito, come sempre, non il filone principale bensì uno dei tanti aneddoti di cui è costellata la drammatica trattativa di quei giorni: la lunga riunione del consiglio di fabbrica che doveva decidere se accettare o meno una rinuncia ai propri diritti acquisiti. Su quella riunione ho costruito tutto. E con grande passione, perché́ mi sembrava straordinario ritrarre in scena il mosaico estremo di quel conclave tutto di donne, chiamate a votare “sì o no” non solo alla propria sorte, ma anche a quella di chissà̀ quante altre fabbriche nell'Europa della grande crisi. Come in tante occasioni – di cui la Storia è piena – si ha davvero la sensazione che nel piccolo di quella riunione a Yssingeaux si sia realizzato il modello in miniatura del più tremendo dramma del nostro tempo: il dibattito fra quelle undici donne, diversissime, è in fondo il sismografo di un inizio secolo iper-contraddittorio in cui la bussola del lavoro sbanda impazzita, tirando nel vortice la stessa identità̀ del cittadino europeo moderno. Ecco perché́ ho ceduto alla pressante preghiera di quelle donne, che dalle foto dei giornali mi chiedevano di essere raccontate: la loro storia è una radiografia del presente, in ognuna di loro – nelle storie di ognuna di loro – c'è il paradigma di qualcosa che ci riguarda, ci tocca, e merita di comporre il mosaico di una narrazione contemporanea. E se nell'immediato dopoguerra, Reginald Rose utilizzò l'espediente geniale di una composita giuria per scandagliare i fondali limacciosi della società̀ americana, io sono convinto che un consiglio di fabbrica possa quanto mai servire, oggi, per indagare i movimenti tellurici dell'Europa dilaniata dagli spread. (Stefano Massini)

Informazioni
Biglietti e informazioni: QUI
Teatro Verdi - Teatro Stabile del Veneto
via dei Livello, 32 - 35139 Padova
telefono 049 8777011 - biglietteria 049 87770213
fax 049 8763751
info@teatrostabileveneto.it - www.teatrostabileveneto.it

Artidiscarti-Laboratori Didattici

Artidiscarti-Laboratori Didattici

Sabati ad Arte

Cosa fare durante il sabato pomeriggio? Ecco una proposta divertente ed educativa per i bambini dai 6 ai 10 anni oramai arrivata al suo quinto anno di attivazione: i percorsi di educazione artistica e ambientale sviluppati dall’artista Cristina Masiero e dall’Associazione Fantalica.

Il filo conduttore di quest'anno è il riciclaggio. Il laboratorio intitolato "Mi rifiuto di buttare: adesso creo un animale" vuole accompagnare i bambini in un persorso di osservazione di tutti quei materiali che generalmente finiscono nei nostri cestini, ma che con un po' di fantasia posso trasformarsi e diventare qualcosa di sorprendente.

A conclusione delle attività verrà realizzata una mostra con quanto realizzato durante l'anno.
Il laboratorio può accogliere un massimo di 20 bambini: se vuoi essere sicuro della partecipazione non dimenticarti di prenotare.
 
Le date del Laboratorio:
Novembre 2014: 8; 15; 22; 29.
Dicembre 2014: 6; 13.
Gennaio 2015: 10; 17; 24; 31.
Febbraio 2015: 7; 14; 21; 28.
Marzo 2015: 7; 14; 21; 28.
Aprile 2015: 11;18.
 
Informazioni:
Associazione Culturale Fantalica
0492104096; 3483502269
fantalica@fantalica.com; didattica@fantalica.com
www.fantalica.it


 

Domeniche in Famiglia al Teatro Verdi 2014-2015

Domeniche in Famiglia al Teatro Verdi 2014-2015

Rassegna di spettacoli

Rassegna teatrale rivolta alle famiglie. Saranno quattro gli appuntamenti in cartellone. Apertura il 23 novembre con lo spettacolo "Il giro del mondo 80 giorni" della Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani.

23 novembre 2014
Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani
Il giro del mondo in 80 giorni
liberamente ispirato al romanzo di Jules Verne
regia di Luigina Dagostino
con Claudio Dughera, Daniel Lascar, Claudia Martore
Fascia d'età 5 - 11 anni

“Un buon inglese non scherza mai, quando si tratta di una cosa seria come una scommessa” (J. Verne)

Il giro del mondo in 80 giorni è un romanzo avventuroso pubblicato per la prima volta nel 1873. Il londinese Phileas Fogg ed il suo cameriere francese Passepartout tentano di circumnavigare il globo terrestre in soli 80 giorni, utilizzando ogni mezzo di trasporto, antico e moderno, per vincere una scommessa di 20.000 sterline fatta con i compagni del Reform Club.
Uno spettacolo dinamico, ricco di suggestioni gestuali e musicali, provenienti da vari continenti. Gli spettatori verranno coinvolti in una grande favola moderna: Phileas Fogg e Passepartout accompagneranno grandi e piccini attraverso terre lontane e luoghi misteriosi. Ma non sarà un viaggio tranquillo... chissà quali trabocchetti studierà l'ispettore Fix per ostacolare l'incredibile impresa!
Gli spettatori saranno accolti in teatro dai personaggi dello spettacolo e, prima ancora dell'ingresso in sala, ogni bambino riceverà il proprio personale passaporto, utile a muoversi con disinvoltura nel corso del viaggio.

7 dicembre 2014
Centro Teatrale Animazione e Figura (Gorizia)
Cenerentola all'opera
regia di Antonella Caruzzi
con Serena Di Biasio
Fascia d'età 6 - 11 anni
Liberamente tratto da “La Cenerentola” di Giacchino Rossini, libretto di Jacopo Ferretti

L’opera viene proposta non solo raccontando la storia di Cenerentola, ma anche tentando di spiegare questo genere di teatro, e il mondo che gli ruota intorno: dati storici, ma anche manie, mode, aneddoti divertenti che hanno accompagnato il successo dell’opera.
 Entriamo nella sartoria di un teatro d’opera. Da qualche parte si sta provando “La Cenerentola” di Rossini, e Angela, mentre lavora ai costumi per i cantanti, ascolta... L’opera le piace, le piace immensamente... E Angela, presa dall’entusiasmo, ce la racconta lei, mettendola in scena sul suo tavolo di lavoro, con quello che ha a disposizione: manichini, stoffe, scatole, bozzetti, modelli.
 Angela la conosce bene l’opera... ha sentito tutte le prove... la sa praticamente a memoria... E sembra conoscere bene anche questo genere di spettacolo, e la sua storia... Così, a modo suo, ce la introduce.
 E ce la fa “leggere” attraverso il gioco leggero, divertente e divertito, di un raccontare per i bambini così come fanno i bambini, utilizzando le cose con le quali hanno un rapporto quotidiano e che conoscono bene. E qui si racconta il gioco comico e gioioso, e insieme struggente, di arie, duetti, quintetti, recitativi, cavatine...

11 gennaio 2015
Teatro Gioco Vita
Il cielo degli orsi
Dall’opera di Dolf Verroen & Wolf Erlbruch
regia di Fabrizio Montecchi
con Deniz Azhar Azari, Andrea Coppone
Fascia d'età 3 - 7 anni
 
Il cielo degli orsi si compone di due storie. La prima ci racconta di un orso che svegliatosi da un lungo letargo, e soddisfatta la fame, si mette a pensare a come sarebbe bello essere un papà. Così, con tutto il coraggio di cui è capace, si mette a gridare in direzione del bosco: “Qualcuno sa dirmi come si fa ad avere un cucciolo?” Dopo un lungo cercare sembra che la soluzione stia in cielo… La seconda ci racconta invece di un orsetto, che è molto triste per la morte del nonno. Quando la mamma gli spiega che il nonno era molto stanco ed ora è felice nel cielo degli orsi, dice: “Ci voglio andare anch’io”. E parte per il mondo alla sua ricerca...
Il cielo degli orsi affronta temi delicati e profondi con leggerezza e tatto e una grande capacità di sintesi. La presenza di animali come protagonisti permette di dosare l’impatto emotivo, che rimane comunque forte perché ci restituisce, con semplice e disarmante chiarezza, le difficoltà che tutti noi incontriamo, a maggior ragione i bambini, quando cerchiamo risposte alle grandi domande della vita. Difficoltà che nascono dalla complessità e varietà delle relazioni umane e dall’indifferenza che il mondo sembra riservare ai nostri piccoli o grandi dolori. L’unico percorso possibile è sempre quello esperienziale e non razionale e l’unica risposta, anche se non è “la risposta”, è spesso la più vicina a noi, se non già dentro di noi.

22 febbraio 2015
I fratelli Caproni
L'omino del pane e l'omino della mela
con Alessandro Larocco, Andrea Ruberti
Fascia d'età 3 - 10 anni

Due buffi personaggi, mezzi cuochi e mezzi clown, creatori di storie fantasiose e di ricette, hanno deciso di preparare un lauto pranzetto a tutti i bambini e di spiegare loro i segreti dei cibi più buoni e della loro realizzazione.
Ma uno dei due, molto sbadato, ha comprato solo una pagnotta e una mela… come faranno i nostri cuochi a preparare un pasto per tutti?
Così, tra una ricetta un po’ speciale e divertentissimi numeri di clownerie, i due iniziano un viaggio fantasioso all’interno dei cibi, fino ad entrare nel pane dove incontrano un buffo omino - l’Omino del pane appunto - che abita nella pagnotta e che non vuole saperne di farsi affettare.
Tra gag e pantomime, musiche divertenti e interazioni con il piccolo pubblico, i due cuochi-clown scoprono che questi magici omini abitano anche nelle mele, nelle banane, in tutti i frutti, in tutti i cibi più strani e accompagnano i bambini nel mondo del cibo alla scoperta dei mille segreti contenuti in tutti gli alimenti.
Uno spettacolo delicato e divertente, pensato e creato per i piccoli spettatori alla scoperta del mondo e alle prese con i primi “pasti fuori casa” tra le mura della scuola materna, per insegnare loro ad apprezzare i pasti sani, i cibi genuini e le ricette di una volta… come il pane con la marmellata!

15 marzo 2015
Teatro d’Aosta
Pippi Calzelunghe amica libertà
regia di Livio Viano
con Stefania Ventura
Fascia d'età 5 - 11 anni
Liberamente ispirato al romanzo di Astrid Lindgren

Pippi non si nasconde. Non è un'eroina dalla doppia vita, bimbetta carina e delicata di giorno, mostriciattolo lentigginoso e agitato di sera. Lei è sempre così; non nasconde la sua forza, la sua magia, così come non nasconde la sua ignoranza. Non nasconde il suo difficile rapporto con le autorità, la sua immensa libertà e indipendenza. Questa sua trasparenza spesso non le rende la vita facile: le suddette “autorità” vogliono imbrigliarla perchè non possono ammettere l'esistenza di un individuo che non ha bisogno di strutture sociali per vivere, e vivere bene per giunta. Pippi, in barba a tutti quanti, se la cava sempre e comunque, anzi è sempre pronta ad aiutare, seguendo un codice comportamentale tutto suo che di certo non la trasformerà mai in un avvocato o una commessa, ma nemmeno una poco di buono. Perchè la libertà in Pippi porta sempre alla generosità.
Non c'è solo l'emozione dell'azione, non c'è solo la risata: Pippi passa da una cosa all'altra saltando a modo suo, e così noi, ma dentro di lei c'è sempre un filo logico che unisce tutto perchè come tutti i bambini ha una unità logica-razionale-emotiva che riassume tutto quanto vive. E lo esprime in tanti modi : cantando, danzando, giocando, recitando, interagendo con i personaggi animati. La sfida del pubblico è ... riuscire a starle dietro.

Informazioni
Teatro Verdi - Teatro Stabile del Veneto
via dei Livello, 32 - 35139 Padova
telefono 049 8777011 - biglietteria 049 87770213
email info@teatrostabileveneto.it
sito www.teatrostabileveneto.it

Letteratura come terapia 2014

Letteratura come terapia 2014

Ciclo di incontri a cura dell'Ass. italiana di Cultura Classica

L’Associazione Italiana di Cultura Classica -  Delegazione di Padova organizza il terzo ciclo di Letteratura come terapia, un format ideato da Giuliano Pisani e curato da Marisa Boschi
Cinque incontri con letterati e studiosi che propongono al pubblico letture su cui riflettere assieme. I testi saranno messi a disposizione in fotocopia. Cinque martedì consecutivi, dall’11 novembre al 9 dicembre, alle ore 18 nell’Aula Magna del Liceo Tito Livio.
 
Programma
11 novembre 2014
Filippo Maria Pontani

Continuare l'Odissea
F. Pontani legge Kavafis
 
18 novembre 2014
Paolo Mantovanelli
A mali estremi estremi rimedi
Seneca: L'Edipo e il Tieste
 
25 novembre 2014
Lorenzo Braccesi
Leopardi, le Termopili e il re codardo
 
2 dicembre 2014
Alessandra Coppola
Erodoto, per una terapia contro la tirannide
 
9 dicembre 2014
Attilio Motta
Scriverò, scriverò sempre, per la semplice ragione che ho il sangue caldo nel cuore
La letteratura di Ippolito Nievo
 
Informazioni
Ingresso libero
Liceo Classico Statale Tito Livio - Riviera Tito Livio, 9 - 35123 Padova
Tel. 049 875 7324
 

Il Vangelo secondo Matteo di P. P. Pasolini

Il Vangelo secondo Matteo di P. P. Pasolini

Proiezione film

Proiezione del film "Il Vangelo Secondo Matteo" scritto e diretto da Pier Paolo Pasolini.

Il film è una riproposizione molto fedele del Vangelo secondo Matteo. Si ripercorrono quindi le tappe della vita di Gesù Cristo: la nascita, Erode, il battesimo di Giovan Battista fino ad arrivare alla morte e alla resurrezione. Non vi sono variazioni nella storia, né cambiamenti anche testuali apportati dal regista alla versione di san Matteo.

Informazioni
Ingresso: 5 Euro
www.promovies.it
tel. 049-8718617 -  info@promovies.it
 
 

Mostra "SCRAPout#2"

Mostra "SCRAPout#2"

Upcycling EXPO 2014

Saranno dieci gli espositori e tre i makers, come previsto dal bando, gli artisti che parteciperanno alla seconda edizione della collettiva di SCRAPout - l'expo dell'Upcycling.

ReFuture nasce con l'obiettivo di affermare la necessità di valorizzare le qualità del presente per costruire ora un percorso rivolto al futuro che vogliamo, mantenendo come focus l'applicazione del pensiero creativo e delle tecniche artigianali alla produzione di beni utili, in particolare per l'arredo, attraverso il riuso. Il percorso consiste in una serie di workshop, un'expo e la realizzazione di un video documentario.
L'idea principe che muove l'intera filosofia dell'evento è che il futuro dev'essere perseguito attraverso la valorizzazione del presente, la sostenibilità delle risorse, la creatività capace di reinventare, riutilizzare, riciclare. Punto di partenza l'utilizzo, ovviamente, di materiali di scarto, a basso impatto ambientale, e quindi il non uso e consumo di materie prime.

Venerdì 12 dicembre all'ex Macello: Finissage
o
re 20 Proiezione Re_Play, Video Documentario a cura di Kinocchio regia Marco Fantacuzzi
ore 21 Performance Musicale TwoMonkey a cura dell'ass. Khorakanè (Psych-electro-experimental-pop-no wave-flux-dada-fuckfolk)

Info
ingresso libero

Servizio Mostre - Settore Attività Culturali
tel. 049 8204523
tagliettie@comune.padova.it
cell.328 9489478 / 328 4729050
progettoscrap@gmail.com - www.lamentecomune.it

OPV-Families & Kids 2014

OPV-Families & Kids 2014

La grande musica in famiglia

L'OPV-Orchestra di Padova e del Veneto presenta due nuovi programmi dedicati alle famiglie e ai bambini. Un format che avrà un maggior peso nella programmazione 2015 dell'OPV e del nuovo Direttore Artistico, Clive Britton.
Con la collaborazione di Associazione Amici dell’OPV, Libreria Pel di Carota e SGULP – La città del Gioco.

Sabato 15 novembre 2014, ore 17.30
Auditorium C. Pollini
LA SERENATA PER ARCHI di A. Dvořák

Orchestra di Padova e del Veneto
Romolo Gessi, direttore

L’OPV si aprirà, in senso letterale, a bambini e ragazzi. Per la prima volta, infatti, il pubblico dei più giovani potrà seguire tutte le fasi di una prova d’orchestra dal suo interno, affiancando gomito a gomito i musicisti dell’OPV nel loro lavoro insieme al direttore d’orchestra, il M° Romolo Gessi, nello studio della Serenata op. 22 di Dvořák, una delle più belle pagine dell’Ottocento musicale.
Informazioni: sul palcoscenico saranno disponibili 100 posti (in gruppi da 20) per bambini dai 6 anni in su, da prenotare telefonicamente o via e-mail ai recapiti dell’OPV dopo aver effettuato l’acquisto dei biglietti.

Sabato 6 dicembre 2014, ore 17.30
Auditorium C. Pollini
LO SCHIACCIANOCI di P.I. Tchaikovsky/A.N. Tarkmann


I Fiati dell'Orchestra di Padova e del Veneto
Gabriele Dal Santo, direttore


Elisabetta Garilli, musicista
Giulia Carli, danzatrice
Serena Abagnato, illustratrice e coreografa


E' nuovo anche l’allestimento di questo spettacolo.
La vigilia di Natale, a mezzanotte, uno schiaccianoci a forma di soldatino improvvisamente prende vita. Sarà il protagonista di cruente battaglie contro il Re Topo e i suoi eserciti e si trasformerà in Principe, attraversando il favoloso Regno dei dolci guidato dalla Fata confetto, a ritmo di valzer, tarantelle e danze esotiche. Il balletto più celebre di Tchaikovsky diventerà un appassionante racconto fatto di parole, musica e danza, grazie alla partecipazione di Elisabetta Garilli, della danzatrice Giulia Carli e dell’illustratrice e coreografa Serena Abagnato.

Informazioni
Biglietti interi €5, bambini e ragazzi (fino a 12 anni) 3€
In vendita presso la libreria Pel di Carota (via Boccalerie 29, tel. 049 2956066) a partire dal sabato che precede ciascun appuntamento e al botteghino dell’Auditorium il giorno stesso a partire dalle ore 16.30.

Fondazione Orchestra di Padova e del Veneto
Tel. 049 656848 - 656626
info@opvorchestra.it

RENATO MAMBOR

RENATO MAMBOR

Pensieri Nativi

Inaugurazione mostra: sabato 22 novembre, ore 18.00

La mostra "Renato Mambor. Pensieri Nativi", allestita presso il Centro culturale Altinate San Gaetano, è una grande antologica di circa 70 opere che ripercorrerà le fasi salienti della produzione del Maestro romano fin dagli esordi.
Il progetto espositivo presentato da MV Eventi e Enrica Feltracco vuole essere un omaggio al grande artista Renato Mambor che, protagonista fin dagli anni cinquanta della ricerca nelle arti visive, ha vissuto appieno la stagione di rinnovamento culturale e artistico degli anni sessanta e settanta, dedicandosi non solo alla pittura ma anche al cinema e al teatro. Nato a Roma nel 1936, fu compagno di strada e amico di Schifano, Angeli, Festa, Pascali, Ceroli e Kounellis, ancor più di Lombardo e Tacchi, fece parte dell’ormai famosa Scuola di Piazza del Popolo ed esordì nel ’59 assieme a Tacchi e Schifano alla galleria Appia Antica fondata da Emilio Villa.
Per Mambor il principio della serialità è il cardine della propria esperienza artistica, i suoi segni sono ripresi dal mondo massmediatico, sono sagome ridotte ai minimi termini, l’immagine di un’immagine che va appiattendosi in forma di traccia.
Mambor, considerato il caposcuola della cosiddetta “neofigurazione concettuale” ha esposto in numerose gallerie d’arte private in Italia e all’estero e sono state allestite mostre personali presso prestigiose istituzioni quali Palazzo Reale a Milano, la Galleria d’Arte Moderna a Roma e Palazzo Tè a Mantova. Alcuni tra i più importanti musei d’arte contemporanea espongono sue opere e di lui hanno autorevoli critici d’arte, a cominciare da Achille Bonito Oliva.

Occorre dare atto a Mambor – affermava il critico d’arte Filiberto Menna già nel lontano 1968 – della sua lucidità critica, della sua capacità di condurre una doppia riflessione sulla pittura, una affidata alla pittura stessa, mediante un esercizio raffreddato dei mezzi della rappresentazione che stacca nettamente il segno dal referente, l’altra a un esercizio teorico, a un diario critico che non esiterei a considerare uno dei più lucidi testi di artisti sulla propria opera, e sui processi che presiedono alla costituzione dell’opera stessa.

Informazioni
Ingresso libero
Servizio Mostre e Attività Culturali
tel. 0498204522
ferrettimp@comune.padova.it

 

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