Maurizia Manfredi - Umberto Menin Lo spazio della memoria

Maurizia Manfredi - Umberto Menin Lo spazio della memoria

In mostra l'ultima produzione dei due artisti. una quarantina di opere tra dipinti, sculture e disegni caratterizzate da una ricchezza di effetti materici e coloristici.


La mostra propone un vero e proprio percorso nello "€œspazio della memoria"€, sia personale dei due artisti sia collettiva.
Maurizia e Umberto vantano anni di ricerche e sperimentazioni su tecniche, compiute in vere e proprie "€œbotteghe d"€™arte"€, e una lunga militanza nel campo della grafica e in quello della pittura.

Il loro percorso artistico inizia intorno agli anni Ottanta quando partecipano ai primi concorsi ottenendo premi e pubblici riconoscimenti. Espongono in numerose mostre personali e collettive.
Il 1987 segna l"€™avvio di una nuova fase dedicata ai simposi artistici nazionali e internazionali.
Grazie a queste esperienze si realizzano, nel tempo, progetti espositivi, soprattutto a Parigi.
Diverse le esposizioni padovane: nel 1989 e 1993 presso la galleria d"€™arte "€œIl Sigillo"€; qualche anno più tardi, nella galleria civica di p.zza Cavour; mentre nel 1999 concludono, presso la "€œCattedrale"€ dell'€™ex Macello, il percorso espositivo che insieme ad altri artisti li ha visti impegnati in un progetto europeo.

Più volte la ricerca dei due autori si è intrecciata anche con il teatro, soprattutto quello di Scolari.
Maurizia Manfredi e Umberto Menin sono pittori che hanno incluso l"€™arte nella propria vita e viceversa. Facendo tesoro delle inevitabili contaminazioni che il legame affettivo e professionale ha prodotto, ciascuno si muove nell'€™ambito di una personale ricerca espressiva che per entrambi non può comunque prescindere dalla realtà  che li circonda.

Mauriza ManfrediI
All"€™inizio gli interessi artistici di Maurizia erano rivolti soprattutto alla scoperta della propria città , all'€™indagine dei suoi monumenti medioevali e rinascimentali, alla loro storia e alle relazioni che potevano avere con la sua esistenza.
Già  allora prediligeva le basi materiche che nel corso del tempo diventano gli elementi portanti della sua pittura.
Tra gli anni "€™80 e "€™90 si dedica alla serie "€œMuri e graffiti"€. I muri, con le loro scritte e le loro stratificazioni, da sempre affascinano Maurizia per la potenzialità  comunicativa in essi contenuta, che va al di là  di ciò che appare e diventa testimonianza. Frammenti di figure sembrano uscire dallo spessore di vecchi intonaci dove il vissuto è marcato da segni graffiti, da mozziconi di frasi che celano significati ora palesi ora oscuri. Il muro come palinsesto della storia, come stratificazione di passaggi-messaggi di esistenze.
Talvolta l"€™elemento figurativo scompare per lasciar spazio alle superfici materiche e alle possibili diverse composizioni: è da qui che nasce la serie dei "€œCieli"€, di cui abbiamo alcuni suggestivi esempi in mostra.
Dal 2000 Maurizia è tornata alla figurazione rendendo più manifesto ed esplicito il dialogo personale con la storia dell'€™arte.

Nella serie titolata "€œAntologiche"€, in parte esposte in mostra, Maurizia riprende e rielabora particolari iconografici da quadri di artisti famosi, oppure recupera vecchi dipinti o semplicemente esegue opere di piccolo formato, dei più svariati generi, utilizzando le tecniche tradizionali della pittura. Ne ricava "€œframmenti"€ segnati dal tempo, che colloca in un pannello più ampio, servendosi di alcuni elementi base quali tele, carte, colle, maltine, pigmenti e bitume.
La paziente "€œpesca archeologica"€ diviene il pretesto per affrontare alchimie compositive nello spazio grande e nel contempo piccolo del quadro. Ed ecco che la memoria riconduce al muro che attraverso le sue stratificazioni ci svela i segni del passato.

Umberto Menin
Umberto ha maturato da autodidatta una lunga pratica del mestiere di pittore che continua a svolgere con la stessa, grande passione, ponendo al centro dei suoi interessi il problema della forma. Egli, infatti, concepisce l"€™arte come un fare, un dar forma ad immagini concettuali, a pensieri ed emozioni.
La sua pittura parla dell'€™uomo e del suo contenitore: la città . La sfida che continuamente si pone è quella di conciliare la forma organica con la geometrica, la passione con la razionalità .

Se la città  è il frutto della razionalità  e soggetto ideale per la composizione geometrica, l"€™essere umano, al contrario, è il groviglio delle linee e delle passioni.
Dal 1987 Umberto è entrato in simbiosi con Calvino e l"€™opera le "€œCittà  invisibili"€, poiché ancora oggi, a distanza di tanti anni, esemplificano il suo modo di fare pittura: la città  è un simbolo complesso che offre le maggiori possibilità  di esprimere la tensione tra razionalità  geometrica e groviglio delle esistenze umane.
Alcune analogie le ritroviamo anche nella musica jazz in cui il motivo di partenza, smembrato e ricostruito, diventa qualcos"€™altro.

Ogni qualvolta il percorso artistico di Umberto sfiora l"€™astratto, egli si ferma e, spinto dall'€™inesauribile curiosità , ricomincia la ricerca.

Nelle opere dell'€™autore il punto di partenza è un soggetto riconoscibile, spesso ampio e complesso, sul quale compie successivi interventi di semplificazione formale fino alla definizione dell'€™elemento portante.
Umberto non libera la materia-colore dalla forma ora più tesa, come nei primi dipinti, ora più morbida come nella maggior parte delle opere esposte, realizzate negli ultimi due anni. Sebbene il quadro sia sempre sorretto da una solida struttura compositiva, i suoi frammenti sono diventati delle finestre su scorci avvolti in atmosfere evanescenti e silenziose.

Nell"€™ambito della manifestazione è previsto un incontro con i pittori che si terrà  venerdì 16 febbraio alle ore 17.30

Biografie

Maurizia Manfredi
Vive e lavora a Padova. Per dodici anni ha collaborato al Laboratorio d"€™arte Grafica in via Zabarella a Padova. Dal 1988 al 2000 ha tenuto corsi di pittura-disegno presso lo Studio "€œArtemisia"€.

Umberto Manin .
Vive e lavora a Padova: Dal 1980 al 1992 è stato titolare del Laboratorio di Grafica d"€™Arte in via Zabarella. Da 17 anni tiene corsi di pittura e disegno.

Alcune opere dei due artisti fanno parte della collezione del Museo d"€™Arte Moderna di Minsk (Bielorussia) e della Pinacoteca del Comune di Padova. Hanno partecipato a un centinaio di collettive e concorsi, ricevendo premi e riconoscimenti.


Info:+39 049 8204529
Orario: dalle ore 10.00 alle 20.00, il lunedì dalle ore 13.00 alle 20.00, domenica chiuso.
Ingresso gratuito.









Andrea Mantegna e Padova, 1445-1460

Andrea Mantegna e Padova, 1445-1460


Prorogata al 28 gennaio 2007.

Superati i 125.000 visitatori, afflussi record e da sabato 16 dicembre esposta anche la Sant'Eufemia del Museo di Capodimonte.
Un'esposizione certamente di respiro internazionale che ha catturato l'interesse delle testate più rappresentative di stampa radio e tv dei diversi paesi europei ed extraeuropei.
 

Sono molte le ragioni che rendono unico l'evento con cui Padova celebra il V centenario della morte di Andrea Mantegna. Innanzitutto l'eccezionalità  e la qualità  delle opere che saranno esposte nella mostra Mantegna e Padova 1445-1460 .Il lungo studio dei curatori documentato anche nel catalogo che accompagnerà  l'evento permette di riaffermare l'importanza di Padova nella formazione del Mantegna e nella definizione del suo innovativo linguaggio.

Mario Botta, architetto di fama internazionale allestirà  il percorso espositivo.

Un altro evento renderà  davvero eccezionale e unica la celebrazione di Mantegna a Padova, consentendo per la prima volta di "€œrileggere"€ l"€™effetto dirompente che ebbe l"€™arte del maestro nei primi anni della sua attività , riportando in vita il capolavoro assoluto e la sua opera più rivoluzionaria:


Sarà  infatti, possibile ammirare, dopo anni di studi e di indagini, il restauro della Cappella Ovetari - parte integrante del percorso espositivo - con la ricomposizione e la ricollocazione nel luogo d"€™origine di parte degli affreschi, bombardati e ridotti in frammenti (oltre 70.000) nel corso della Seconda Guerra Mondiale, nonché una ricostruzione virtuale del ciclo pittorico, che rivestiva completamente l"€™interno della cappella stessa.

Le scoperte eccezionali per i visitatori della mostra patavina non sono finite.

Farà  per la prima volta la sua apparizione al pubblico - proprio a Padova in occasione delle celebrazioni mantegnesche - un inedito,

Un"€™opera straordinaria di collezione privata, che verrebbe ad integrare come autografo il catalogo del maestro patavino. E"€™ proprio in quest"€™ottica che a Palazzo Zuckermann - parte del complesso museale civico di Padova, e visitabile con il biglietto della mostra "€œMantegna e Padova 1445-1460"€ - dal 29 settembre 2006 sarà  possibile ammirare l"€™inedito dipinto nell'€™ambito di un progetto espositivo nuovissimo, per impostazione metodologica, e affascinante per quanti - studiosi e vasto pubblico - vorranno capire il lungo percorso d"€™indagine storico-documentaria filologica e scientifica che accompagna un"€™attribuzione di tale importanza.

In una Padova totalmente coinvolta nell'€™omaggio al suo grande artista e che per l"€™occasione propone anche numerosi itinerari tematici legati ai tempi del Mantegna, i visitatori avranno infine modo di "€œcuriosare"€ tra i documenti originali, normalmente celati e custoditi negli archivi della città , inerenti l"€™attività  artistica e la vita privata del maestro. Nella Loggia e Odeo Cornaro dal 29 settembre 2006, la mostra Omaggio ad Andrea Mantegna, curata dall'€™Archivio di Stato di Padova, si esporranno atti notarili, contratti autografi, testamenti, atti giudiziari ecc. riferibili al pittore patavino, per ricostruire uno spaccato di vita artistica e sociale della città  del Santo nel Quattrocento.
Itinerari Mantegneschi

La mostra a Padova
sito uficiale:Andrea Mantegna 1445-1460

Sono iniziati percorsi e laboratori didattici per scolaresche all'interno della mostra su Andrea Mantegna.

Nell'ambito del ciclo di conferenze organizzate dall'Associazione Amici dei Musei e Monumenti di Padova e Provincia il giorno 19 luglio Vittorio Sgarbi presenta in anteprima l'evento.
info 049650442 3487735785 ingresso libero fino a esaurimento posti.



Abbiamo fatto:

16 luglio 2006- Museo agli Eremitani Conferenza sull'evento Mantegna presentato da
Vittorio Sgarbi

Secondo ciclo di conferenze organizzato dall'Associazione La Torlonga
vedi programma

Anteprima su Mantegna
Un ciclo di conferenze dedicate ad Andrea Mantegna prepara il grande evento espositivo previsto per settembre in collaborazione con gli Amici dei Musei di Padova.


Andrea Mantegna a Padova. 1445 - 1460.
Alberta De Nicolò Salmazo, Università  degli Studi di Padova


Cappella Ovetari: vicende e recuperi.
Anna Maria Spiazzi, Soprintendente per il Patrimonio Storico Artistico e Etnoantropologico delle province di Venezia Padova Belluno Treviso


Padova e Venezia. La Pala d'altare tra Tardogotico e Rinascimento.
Davide Banzato, Direttore dei Musei Civici di Padova


La Mostra su Mantegna tra scienze,comunicazione e marketing.
Maurizio Cecconi, Amministratore delegato Villaggio Globale International


Info:
+39 049 650442
+39 348 7735785



dalle 9 alle 18, all'€™ingresso dei Musei Civici agli Eremitani sarà  allestito uno sportello postale temporaneo dove sarà  possibile acquistare le cartoline con l"€™immagine della mostra, specificatamente prodotte dalle Poste Italiane in collaborazione con il Comune di Padova, timbrate con lo speciale annullo filatelico dedicato alla mostra Andrea Mantegna e Padova 1445 "€“ 1460, il grande evento patavino che aprirà  il 16 settembre nelle sale dei Musei Civici agli Eremitani.

Serata sentimentale

Serata sentimentale

Maratona notturna di lettura testi da I Nuovi Sentimenti

Lettura integrale dei testi da parte degli autori: Marco Bellotto, Gianfranco Bettin, Romolo Bugaro, Umberto Casadei, Marco Covacich, Alberto fassina, Roberto Ferrucci, Marco Franzoso, Alberto Garlini, Marco Mancassola, Giulio Mozzi, Massimiliano Nuzzolo, Tiziano Scarpa, Vitaliano Trevisan, Gian Maria Villalta.

Pensieri Preziosi 3

Pensieri Preziosi 3

Assemblaggi, geometrie, mito e memoria nei gioielli di R.P.Cuyàs, D.Kruger, R. Peters, G. Visentin

Nuova rassegna di goiielleria contemporanea a partire da dicembre con la rassegna Pensieri Preziosi 3. Quattro artisti di fama internazionale quattro artisti europei,provenienti da Spagna,Germania, Olanda, Italia. Con i loro gioielli esposti circa 30 per artista viene ricostruito il loro percorso creativo.


 

Torna, con la terza edizione, la prestigiosa rassegna di gioielleria contemporanea Pensieri preziosi 3 che quest"€™anno proporrà  le opere di quattro artisti di fama internazionale come Ramon Puig CuyÍ s (Spagna), Daniel Kruger (Germania), Ruudt Peters (Olanda) e Graziano Visintin (Italia).
Attraverso i gioielli esposti, circa una trentina per autore, si potranno chiaramente ricostruire i percorsi creativi di questi grandi orafi che metteranno a confronto e in dialogo il loro ingegno e la loro creatività  . Il visitatore potrà  così scoprire mondi diversi, opere originali e raffinate, che si confronteranno in modalità  realizzative, forme, utilizzo dei materiali più vari e filosofie di pensiero.

In occasione della mostra l'Assessorato organizza una serie di incontri

Presentazione di Mirella Cisotto:


Sono Daniel Kruger (Germania), Ruudt Peters (Olanda), Ramon Puig Cuyàs (Spagna), Graziano Visintin (Italia), i protagonisti di questa terza edizione di Pensieri preziosi che delineerà , attraverso le opere esposte, il percorso creativo di questi grandi artisti, connotandone nettamente il profilo e la maturità  artistica raggiunta. Formatisi presso importanti Scuole che hanno condizionato lo sviluppo artistico del gioiello contemporaneo in Europa, questi sono ora stimatissimi docenti e continuano, con il loro insegnamento, quel processo iniziato negli anni cinquanta, che ha portato ad una nuova concezione del gioiello, visto non più come semplice ornamento, ma come libera e compiuta espressione artistica, come esito di un"€™idea, di un"€™emozione, di un progetto, di sperimentazione e capacità  tecniche non diversamente da una scultura o da un dipinto.


La scelta di artisti così differenti nella loro espressione creativa, docenti in importanti Scuole come l'University of Art and Design a Burg Giebichstein in Halle, la Gerrit Rietveld Academy di Amsterdam, la Massana di Barcellona e l"€™Istituto Pietro Selvatico di Padova, prelude all'€™idea di presentare, nelle prossime manifestazioni, le più importanti Scuole europee di oreficeria per poter tracciare, alla fine, un quadro esauriente e aggiornato dell'€™evoluzione dell'€™oreficeria europea del secondo Novecento.

Estremamente diversi, come si avrà  modo di notare, sono i codici espressivi utilizzati, differenti le tecniche, le soluzioni, la scelta dei materiali; identica invece la valenza data all'€™oggetto gioiello, l"€™impegno progettuale, la sfida al rapporto gioiello"€“corpo, la convinzione che il lavoro in piccola scala non sminuisca l"€™apporto creativo ma richieda un"€™ulteriore attenzione al dettaglio, ai rapporti, alla forma nel richiamo di una relazione più intima tra artista e opera, tra opera e fruitore.


Nei gioielli esposti, esiti di un severo percorso di sperimentazione e di ricerca, s"€™intravedono da un lato il mito, il mistero, la magia, i riti, il ricordo, la nostalgia di viaggi in terre lontane, il fascino del mare, l"€™eco di antiche tradizioni tribali, dall'€™altro la ricerca della forma armonica e perfetta, di un programmato senso della modularità , e quindi lo stile, l"€™eleganza, l"€™equilibrio ritmico e secco della geometria. I materiali utilizzati sono molteplici ed estremamente vari: sono presenti metalli preziosi come l"€™oro, l"€™argento mescolati a pietre dure e semi preziose, lapislazzuli, crisoprasi, turchesi, ma ancora coralli, cristalli di rocca e materiali alternativi come vetro, plastica, tessuti (lino, seta), metalli poveri (nichel, rame, piombo, bronzo, ottone, stagno, ferro, cromo), legno, sassi, carta, gesso, pietra, osso, acrilici, paraffina, plastiche, stearina e poliestere.

Se Daniel Kruger dichiara di vedere il gioiello come semplice monile, ornamento per il corpo, nel contempo lo assurge a segno significante del momento estetico in cui è stato creato, del modo di essere e di vivere contemporaneo. I gioielli sono oggetti che più di ogni altra creazione artistica partecipano alla vita quotidiana , interagiscono con l"€™uomo, le sue esigenze, le sue pulsioni, i suoi desideri. Molteplici sono le sue fonti di ispirazione, da cose e fatti del passato ai più banali oggetti della quotidianità  che vengono rivisitati e interpretati con un forte senso del colore e della decorazione.

Affascinato dal passato, dalla storia, dall'€™archeologia e dalla geologia, saperi che ci portano alle origini per proiettarci più consapevoli al futuro, dà  ai suoi lavori un impulso del tutto personale e, pur tenendo intatti i canoni principi della tradizione (una collana è una collana, un anello è un anello) si volge a realizzazioni insolite e particolarissime. Queste vedono preziosi tessuti di minute perline fissarsi quali sacchi a parti dorate o argentate, frammenti di meteoriti emulare la classica collana di perle bianche, o ancora fili di seta di vario colore, spesso sfrangiati, far da corona a corpi metallici di chiara suggestione organica. Le sue composizioni rivelano il gusto per tutto ciò che è minuto, prezioso, intimo, una grande abilità  nel creare reti di perle o di pietre e nel contrapporre, con l"€™utilizzo di materiali tanto diversi, il chiaro allo scuro, il fisso al mobile, il morbido al rigido in un insolito gioco di luci e colori.
Ruudt Peters crea gioielli che ad un primo momento sconcertano, stupiscono, che attraggono e respingono, oggetti che non rientrano certo nel gioiello di tradizione e che, anche nella vivace Olanda, sono segno di un"€™inusuale ricerca e di un"€™insolita quanto originale creatività .

Le sue opere, i suoi titoli rivelano un"€™erudizione profonda, un"€™attrazione forte per quanto è simbolo, mito, magia, rito e religione, aspetti che trasudano dai suoi gioielli e ne fanno oggetti unici, ricchi di concetti, racconti, sensazioni. Pietre naturali, cristalli, paraffina, stearite, gesso, plastiche, argento formano oggetti che paiono esiti di procedimenti alchemici, dove pietre vengono polverizzate e ricostituite in altra forma, dove l"€™argento viene occultato da infiniti strati di poliuretano, dove forme plastiche racchiudono il vuoto, dove corpi cavi, concrezioni resinose, diventano bolle trasparenti in cui si innestano minuti frammenti di pietre e protesi d"€™oro. Ogni oggetto, che si può ascrivere ad un particolare gruppo tematico, va osservato, indagato e conosciuto a fondo; ne emergono elementi storici, biblici, letterari, astrologici, scientifici derivati da una profonda cultura fatta di ampie letture ma anche di viaggi, esperienze, conoscenze sempre nuove ed in fieri. Gioielli quindi in cui l"€™estetica non conta, gioielli "€œautonomi"€, non scevri da brio e da senso del colore, liberi di esprimere la mutevolezza e la complessità  della vita, di suscitare domande e, per chi intende scoprirne i significati reconditi, dare risposte.
I gioielli di Ramond Puig Cuyas sono una gioia dell'€™anima.
Realizzati con la tecnica dell'€™assemblaggio e con materiali "€œtrovati"€, per lo più poveri, con qualche concessione all'€™argento, essi diventano documenti, testi su cui leggere una storia, un"€™esperienza, un ricordo, un"€™emozione.


Rivendicando una assoluta libertà  creativa l"€™autore sceglie, fin dagli inizi, di creare un gioiello che poco abbia a che fare con la tradizione e che, nato da parti scartate, buttate, rifiutate, abbia una nuova e inedita preziosità . Sensazioni, emozioni intime, sogni, bisogni, desideri vivono nei suoi gioielli che diventano strumenti per scoprire meglio il proprio io e ciò che ci circonda, rendere visibile l'invisibile, indagare e scoprire nuovi e diversi orizzonti. Esperienze personali legate ai grandi temi dell'€™esistenza umana, proposti quali metafore, sono infatti il filo conduttore delle sue creazioni che possono distinguersi nei gruppi tematici rappresentati in mostra: Il Viaggio quale metafora del cammino, della conoscenza, della ricerca e della crescita spirituale, o Costellazioni, Arcipelaghi che rivelano l"€™interesse per il rapporto scienza e arte, e quindi Circuiti e Jardins Prohibidos, ossia spazi intimi, segreti, affascinanti ma anche pericolosi e dai quali è difficile uscire.


Le sue spille sono assieme pittura e scultura, il gioco cromatico è intenso, dominante, la composizione, che vede insieme i materiali più diversi, è calda, viva, ambiguamente infantile, in realtà  piena di suggestioni, evocazioni, messaggi. Il più forte è il richiamo alla vita, all'€™amore per il mare, per le stelle, per l"€™universo e poi per l"€™uomo, piccolo e grande protagonista dell'€™avventura del vivere.

Graziano Visintin è l"€™unico che pare percorra la via ortodossa dell'€™oreficeria, utilizzando l"€™oro e tecniche che rientrano nella tradizione del banco orafo quali battitura, saldatura, fusione, trafilatura, smalto e niello. Egli è un esteta e lavora per la bellezza. Ma la sua è una bellezza senza orpelli, è ricerca di equilibrio, di una forma "€œperfetta"€ data dall'€™uso disinibito di complessi rapporti matematici, di programmati rapporti spaziali, di precisi calcoli modulari, da un processo di smaterializzazione e alleggerimento della materia che lo porterà  ad essere, nella panoramica della produzione artistica padovana, il signore della linea e del minimalismo in oreficeria.


L"€™oro e la linea diventano i suoi privilegiati e straordinari strumenti espressivi; la geometria delle forme si allunga, si svuota, inventa disegni che giocano col corpo e con la luce. Elementi modulari sono aurei ricami alla base del collo, un semplice esagono si trasforma in collana, la studiata incidenza di segmenti dorati su triangoli, quadrati, tetraedri, crea eleganti spille, anelli, orecchini. La sua geometria, che non appare mai rigida, si adatta alla luce e si muove col corpo che la indossa. L"€™uso sempre più pittorico del niello e una spiccata sensibilità  nell'€™usare usare gli smalti lo portano alle forme più libere delle spille di quest"€™ultimo periodo, dove l"€™artista sembra maggiormente cedere all'€™emozione e alla forte seduzione che oro e colore hanno da sempre esercitato.




Info:
Orario: dal martedì alla domenica
9.30 "€“ 12.30 / 15.30 "€“ 19.00
lunedì chiuso
ingresso libero
info 049 8204527

Magdi Allam - Io amo l'Italia ma gli italiani la amano?

Magdi Allam - Io amo l'Italia ma gli italiani la amano?

L'incontro è organizzato dall'Associazione Italia Israele in collaborazione con il Comune di Padova, RotaryPadova Euganea , Rotary club Padova e Soroptimist club Padova.

Magdi Allam vicedirettore del Corriere della Sera ed Editorialista dello stesso giornale e scrittore di numerosi libri.
E"€™ apprezzato per la lucidità  e obbiettività  con cui analizza la situazione Medio-Orientale e per la sua profonda conoscenza del mondo Islamico.
Difensore delle ragioni dello stato d"€™Israele e grande sostenitore della sua sopravvivenza contro chi vorrebbe cancellarlo dalla carta geografica.
Per quanto sopra indicato, l"€™Associazione Italia-Israele di Padova ha ritenuto di invitare nella nostra città  il dott. Allam che gentilmente ha risposto positivamente e con entusiasmo, e di questo gliene siamo ulteriormente grati.

IncontraPadova - arte e storia della città 

IncontraPadova - arte e storia della città 

Ottobre- Dicembre 2006

Un"€™iniziativa promossa dall'€™Assessorato alle Politiche Culturali e Spettacolo per diffondere la conoscenza della storia e dell'€™arte della nostra città . Il progetto, pensato per venire incontro a esigenze e curiosità  di cittadini di età , interessi e provenienze culturali diverse, è articolato in una serie di incontri secondo un programma che prevede appuntamenti e offerte diversificate, sia per contenuto che per fascia oraria.
Passeggiando per Padova

Scoprire, approfondire, conoscere Padova in alcune mattinate domenicali, quasi come visitatori, turisti nella propria città . Passeggiate nelle vie del centro storico e negli angoli più suggestivi alla scoperta di piccoli e grandi tesori di questo nostro patrimonio culturale, spesso poco conosciuto e a volte addirittura inaspettato.
In collaborazione con il Gruppo C.T.G. "€œLa Specola"€.

Domenica 1 ottobre 2006
I pregevoli Palazzi di via Cesarotti e in Ospedale Civile con l"€™Ospedale
Luogo d"€™incontro via Cesarotti, presso cancellata laterale Basilica Sant"€™Antonio
Orario 10.00




Domenica 8 ottobre 2006
L"€™isola carrarese e la scoperta delle tracce ancora presenti della Signoria: la "€œReggia"€ di via Accademia, la chiesa di S. Nicolò
Luogo d"€™incontro Arco Valaresso, Piazza Duomo
Orario 10.00


Dmenica 15 ottobre 2006

Via Altinate: la Porta, i palazzi, le chiese di S. Gaetano e S. Sofia
Luogo d"€™incontro Porta Altinate
Orario 10.00



Pomeriggi d"€™arte

Visite guidate presso alcuni Musei dell'€™Università  degli Studi di Padova, e non solo, per conoscere le collezioni in essi conservati e ancora troppo poco conosciute.

Giovedì 5 ottobre 2006

Museo di Zoologia dell'€™Università  di Padova
Luogo d"€™incontro via Jappelli, 1/a
Orario 16.00

Giovedì 12 ottobre 2006

Fiori, foglie e piante dell'€™erbario dell'€™Orto Botanico
Luogo d"€™incontro via Orto Botanico, 15
Orario 16.00



Incontriamo l"€™Arte contemporanea

Tutti gli incontri avranno luogo in Sala Paladin - Palazzo Moroni ore 18:00


Questa serie di incontri vuole avvicinare il pubblico cittadino all'€™arte contemporanea offrendo l"€™opportunità  di scoprire, grazie all'€™aiuto di esperti docenti, le più importanti correnti artistiche del Novecento. Con la collaborazione del Dipartimento Arti Visive dell'€™Università  di Padova.


Martedì 3 ottobre 2006

Avanguardie russe: l"€™utopia sociale nell'€™arte (Giovanni Bianchi, Storico di arte ontemporanea)

Martedì 10 ottobre 2006

La realtà  sospesa della metafisica
intervento: Anna Maria SandonÍ , "€™Univ. di Padova


Martedì 17 ottobre 2006

Duchamp: provocazione e riflessione
intervento:lena Gagno, Storica di Arte Contemporanea


Martedì 24 ottobre 2006

Dadaismo: la contraddizione nell'€™arte
intervento :Livio Billo, Univ. di Padova


martedì 31 ottobre 2006

Mondrian: astrazione come geometria
intervento :Giovanni Bianchi, Storico di arte Contemporanea


Martedì 7 novembre 2006

Surrealismo, un viaggio tra sogno e realtà 
intervento :Guido Bartorelli, Università  di Padova)



Padova e i suoi personaggi
tutti gli incontri avranno luogo li sabato ore 17.00 luoghi diversi

Visite a luoghi della città  collegati a personaggi famosi, in collaborazione con l"€™Associazione Elena Cornaro Piscopia.


Sabato 7 ottobre 2006

Alvise Cornaro umanista e mecenate e la sua splendida dimora rinascimentale
Luogo d"€™incontro Loggia e Odeo Cornaro, via Cesarotti 37


Sabato 14 ottobre 2006

Elena Lucrezia Cornaro Piscopia. L"€™Università : la prima donna laureata del mondo "€“ Visita guidata allo storico Palazzo del Bo Luogo d"€™incontro Palazzo del Bo, via VIII Febbraio 2


Sabato 21 ottobre 2006

Andrea Memmo e Prato della Valle "€“ La più grande piazza d"€™Europa con le sue statue di illustri padovani
Luogo d"€™incontro Angolo via Luca Belludi


Sabato 28 ottobre 2006

I luoghi del Boito "€“ Dal Museo al Santo al Palazzo delle Debite
Luogo d"€™incontro Sagrato Basilica del Santo

Info per Incontri sopra indicati:
Tel.: +39 049/8204547-4562


Biglietto (costo o ingresso libero):
visite guidate, laboratori, corsi: "‚€ 2,00 adulti; "‚€ 1,00 studenti e bambini
conferenze: ingresso libero
Acquisto tickets: mart. e giov. 12.00-14.00; mart. 15.00-18.00 Silvano Mazucato (049/8204523) mazzucatos@comune.padova.it
L'acquisto di 10 tickets prevede un biglietto omaggio
e-mail: serviziomostre@comune.padova.it



Arte in Famiglia

La creatività  è forse l"€™espressione più profonda dell'€™essere umano, è un valore positivo che stimola i rapporti di comunicazione con gli altri simili. Nel banìmbino la creatività  è un vero e proprio linguaggio visivo per esprimere il proprio mondo interiore, le emozioni e le sensazioni provate.
Attraverso questi brevi incontri i bambini verranno guidati nel mondo dei colori e partendo dallo studio degli elementi della natura e di antiche arti decorativer, realizzeranno degli elaborati attraverso la sperimentazione e l"€™utilizzo di alcune tecniche pittoriche.

Il calendario degli incontri :
5 novembre 2006
Esprimere con il colore le proprie emozioni (bambini dai 5 agli 8 anni)


12 novembre 2006
Rappresentare la natura con il colore: la terra, l'acqua, il fuoco e l'aria (bambini dai 6 ai 10 anni)

19 novembre 2006
Lo Stencil: antica rete decorativa per la riproduzione di decori per mezzo di uno stampino
(per adulti e bambini)

26 novembre 2006
La marmorizzazione: tecnica di decorazione su carta (adulti e ragazzi)

3 dicembre 2006
Realizziamo un calendario
(per gli iscritti domenica 10 dicembre visita guidata: ciclo pittorico con i segni zodiacali a Palazzo della ragione)

Prenotazioni obbligatorie te. 348/9158752 "€“ 049/687327 da lunedì al venerdì ore 18.00-20.00 Minimo 10 partecipanti
Biglietto: "‚€ 6,00















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In attesa della grande mostra del Mantegna

In attesa della grande mostra del Mantegna

Conferenze perori in attesa della Grande Mostra del Mantegna

Abbiamo fatto:

16 luglio 2006- Museo agli Eremitani Conferenza sull'evento Mantegna presentato da
Vittorio Sgarbi

Secondo ciclo di conferenze organizzato dall'Associazione La Torlonga
vedi programma

Anteprima su Mantegna
Un ciclo di conferenze dedicate ad Andrea Mantegna prepara il grande evento espositivo previsto per settembre in collaborazione con gli Amici dei Musei di Padova.


Andrea Mantegna a Padova. 1445 - 1460.
Alberta De Nicolò Salmazo, Università  degli Studi di Padova


Cappella Ovetari: vicende e recuperi.
Anna Maria Spiazzi, Soprintendente per il Patrimonio Storico Artistico e Etnoantropologico delle province di Venezia Padova Belluno Treviso


Padova e Venezia. La Pala d'altare tra Tardogotico e Rinascimento.
Davide Banzato, Direttore dei Musei Civici di Padova


La Mostra su Mantegna tra scienze,comunicazione e marketing.
Maurizio Cecconi, Amministratore delegato Villaggio Globale International


Info:
+39 049 650442
+39 348 7735785



dalle 9 alle 18, all'€™ingresso dei Musei Civici agli Eremitani sarà  allestito uno sportello postale temporaneo dove sarà  possibile acquistare le cartoline con l"€™immagine della mostra, specificatamente prodotte dalle Poste Italiane in collaborazione con il Comune di Padova, timbrate con lo speciale annullo filatelico dedicato alla mostra Andrea Mantegna e Padova 1445 "€“ 1460, il grande evento patavino che aprirà  il 16 settembre nelle sale dei Musei Civici agli Eremitani.

Ernst Gamperl - Un giro + del cerchio- L'Arte del Legno di

Ernst Gamperl - Un giro + del cerchio- L'Arte del Legno di


Vasi, ciotole, contenitori che ricordano arcaici manufatti, orientaleggianti, forme pure che derivano dalla magistrale trasformazione del legno. L"€™arte del legno di Ernest Gamperl dà  vita ad oggetti che offrono il senso dell'€™antico e della tradizione con quello della più assoluta contemporaneità . Questa esposizione ci riporta alla materia prima, il legno, sapientemente usato dall'uomo fin dai tempi più antichi, a forme arcaiche, primordiali.

Evidenziare il "cuore dell'albero, cogliere singolari venature, nodi e fibre, ascoltare le vibrazioni del legno e delle sue de-formazioni, giocare sapientemente col tornio: questo fa Gamperl un'artista unico nel suo genere.

Rapide rotazioni del tornio e magistrali spostamento dello scalpello danno vita a queste forme pure, oneste e tuli.
Lo svuotamento , l'azione del togliere e dello scavare rappresentano per Ernst Gamperl la più alta manifestazione di piacere derivata dal lavorare con il tornio. Vasi, ciotole, contenitori prendono vita quando sono liberate dal surplus del materiale ossia svincolate dal "blocco" cilindrico del tronco.

Ernst Gamperl è attento studioso della natura (egli utilizza solo alberi che devono essere abbattuti e tale vocazione, affinata negli anni, gli consente di avvertire il momento propizio per incminciare l'intaglio.
Egli sa afferare la simbiosi tra la natura dell'elemento con cui è realizzata l'opera, il legno, e gli elementi della natura quali aria, acqua, fuoco, terra
L'inaugurazione che avverrà  il 19 ottobre 2006 alle ore 18:00 sarà  accompagnata dallo spettacolo

Orbis in orbe
L'intero universo, dagli atomi alle stelle, si basa sui moti dell'espansione, la contrazione e la rotazione, i medesimi ritmi che dominno il cerchio dalla nascita e della morte, quel vortice perpetuo delle metamorfosi che incanta coloro alla ricerca dellla verità  nella perfezione dell'Uno.

Contemplando la tradizione della confraternita sufi dei Dervisci tornianti, Joachim Alaudin Grieger e Monika Fravarti
aspirano al ricongiugimento con il divino tramite meditazione, tolleranza fra culture, e sopratutto la danza, una danza che sappia evocare la rivoluzione attorno al sole dei pianeti, immersi nelle impercettibili vibrazioni del cosmo.


L'armonia tra Yang maschile e Yin femminile è modulata, inoltre dalle calde note dell'oud di Roman Bunka e dalla direzione artistica di Grace Yoon:
il primo musicista di spicco nella storia della musica contemporanea tedesca, che seppe influenzare jazz e roch d'avanguardia con la sua passione per il liuto e la musica popolare araba, la seconda , geniale autrice coreana (ma germanica di adozione), promoter di performance artistiche sia radiofoniche che multimediali, capaci di spaziare dalla razionalità  accademica occidentale alla sensibilità  poliedrica del mondo orientale.

Similmente alle usanze sufi, l'artista bavarese Ernst Gamperl raggiunge attimi di estasi nella contemplazione del cerchio, il suo simbolo prediletto, la forma perfetta e bilanciata in tutti i suoi punti, che rimanda all'infinito la proezione di un'energia impetuosa e costante.

Le mani dell'artigiano si muovono come ispirate da un ritmo ultrasensoriale, accompagnate dal suono iterato degli strumenti che intagliano il legno, e dalla perenne rotazione del tornio che ipnotizza il maestro, in empatia con l'opera stessa. Il cuore di Gamperl batte al ritmo delle vibrazioni del ceppo, ma batte anche all'unisono con la dolce musica degli alberi e della natura che avvolge la Baviera e che contamina piacevolmente il suo modo di vivere.


comunicato stampa


Info:
Orario: da martedì a domenica 9.30-12.30/15.30 "€“ 18.30. Chiuso il lunedì
Ingresso: libero
Tel: +39 049 820 4539

Leo Borghi - testimone del tempo: tra storia e arte

Leo Borghi - testimone del tempo: tra storia e arte

Leo Borghi - testimone del tempo: tra storia e arte


La pittura dell'artista consiste nelle reminiscenze e nel racconto di particolari episodi della storia della città , personaggi, eventi, atmosferericomponendoli in un gesto pittorico libero e leggero senza troppe insistenze sceniche.Una scelta stilistica, che in parte si allaccia alla sua prima pittura paesistica di origine, tutta d'atmosfera e di matrice post impressionista...


Con questa esposizione l"€™Assessorato alle Politiche Culturali e Spettacolo del Comune di Padova prosegue nella documentazione e valorizzazione degli artisti del territorio, e, alla "€œRinascente"€, all'€™ultimo piano dei grandi magazzini della centrale piazza Garibaldi, accanto alla frequentatissima caffetteria panoramica, propone fino a gennaio una preziosa mostra di Leo Borghi, l"€™artista che meglio ha saputo e sa interpretare Padova nella sua identità  storica, culturale, architettonica, culla del preumanesimo europeo con Giotto e Petrarca, che porteranno poi al Rinascimento maturo di Donatello in scultura e di Mantegna in pittura, al Tiziano giovane dei tre affreschi della Scuola del Santo e alla nuova scienza galileiana.
Saranno esposte 36 opere di piccole, medie e grandi dimensioni.

I suoi colori, caldi, le sue composizioni di lacerti armoniosi, ora di citazione naturalistica pompeiana o romana, ora di sintesi architettonica e narrativa medievale, lo distinguono nettamente nel panorama veneto ed italiano della pittura figurativa, come personalità  altamente originale e professionale. Si ripresenta al pubblico padovano con una splendida sequenza di opere, oli e ceramiche, frutto della sua recente produzione artistica.


Leo Borghi, montagnanese di origine (1937) ma dal 1950 a Padova è molto conosciuto e apprezzato nel nostro territorio e a livello nazionale: utilizza la tecnica della pittura a olio in un modo originalissimo, che nel tempo è divenuto cifra identificativa del suo operare. Alla materia pittorica, infatti, toglie la lucentezza tipica della materia grassa e, con la maestria di un alchimista, riesce a trasformarla fino a conferirle un effetto ruvido, quasi granuloso.
Questa scelta stilistica, che produce un effetto molto simile alla pittura ad affresco, non è certo casuale, visto che ben si adatta al periodo storico a cui si ispirano le opere di Borghi: l"€™arte romana e medievale, epoche in cui la tecnica dell'€™affresco era ampiamente utilizzata.


Anche la struttura compositiva utilizzata da Borghi, che dissemina sulla tela immagini frammentarie su fondi a colori saturi e caldi, anche a forte contrasto (interrompendo la scena con campiture grigie, come se il colore fosse caduto col tempo), corrisponde al modo in cui la storia ci consegna le testimonianze artistiche del passato, di cui a volte rimangono solo lacerti di affreschi, con stacchi di intonaco e immagini frammentarie.
Alcune regioni italiane affascinano più di altre l"€™immaginario dell'€™artista: la terra campana, con il Vesuvio, i mosaici e gli encausti delle case pompeiane; la terra toscana, che assume le sembianze di una giovane donna sdraiata, simile alle antiche effigi dei sarcofagi etruschi. Ma il soggetto privilegiato dell'€™artista è l"€™amata terra veneta, e Padova in particolare, rivisitata attraverso le antiche vestigia del passato, con citazioni dell'€™antica civiltà  veneta, di epoca romana e soprattutto di epoca medievale e carrarese, con inserimenti di motivi decorativi tratti da stemmi e motivi ornamentali ora presenti nelle collezioni museali.



In occasione della mostra viene pubblicato un catalogo monografico, a cura di Giorgio Segato.

Tre incontri animeranno la manifestazione nella sala espositiva:

Giovedì 23 novembre 2006 ore 17.30 incontro con Leo Borghi: Tecnica e mondo poetico
Giovedì 30 novembre 2006 ore 17.30 incontro con Giorgio Segato: Il sentimento della storia nell'€™arte di Leo Borghi
Giovedì 7 dicembre 2006 ore 17.30 incontro con alcuni poeti padovani, a cura di Alessandro Cabianca: Il lamento della sposa padovana e letture da componimenti del Duecento e di epoca carrarese


Biografia
Leo Borghi è nato a Montagnana nel 1937. Dal 1950 vive a Padova.
Nel periodo tra gli anni "€™60 e "€™80 partecipa a numerose mostre, tra le quali segnaliamo:
Biennale Nazionale di Verona, Biennale di Triveneta di Padova, premio Città  di Imperia, premio Suzzara, Quadriennale Naz. D"€™Arte di Roma, Premio Bassano, Premio "€œGiorgione"€ a Castelfranco Veneto, premio "€œSironi"€ a Napoli, Mostra Internaz. d"€™Arte Antoniana Basilica del Santo a Padova, Premio Città  di Thiene, Mostra Internaz. d"€™Arte Mariana ad Assisi, Premio delle Industrie Modenesi, Premio Naz. "€œPettenon"€ a S. Martino di Lupari, Premio "€œIl Lavoro Artigiano"€ a Taranto, "€œTrent"€™Anni di Pittura Veneta"€ ad Arzignano e Lonigo, "€œPittori Veneti"€ a Piazzola-Villa Simes, Biennale Naz. Dell"€™Acquerello ad Albignasego, "€œArtisti Italiani Contemporanei"€ a Montebelluna.
Dal 1961 sono un centinaio le mostre personali allestite in gallerie pubbliche e private di varie città  italiane, tra le quali: Padova, Bassano del Grappa, Mestre, Verona, Como, Mantova, Oderzo, San Bonifacio, Este, Pordenone, Milano, Venezia, Firenze, Genova, Belluno, Trento, Udine, Ferrara.
Dal 1990 è inoltre presente con mostre personali ad Artefiera di Padova, Bologna, Vicenza, Forlì e, con alcune opere a MilanoArte e a ExpoArte di Bari.
Sue opere si trovano presso: il Nuovo Tribunale di Padova, la Cassa di Risparmio di Verona, la Banca di Sicilia, la Banca del Friuli, la Cassa Rurale di Sant"€™Elena, la nave "€œMediterranea"€ della Costa Crociere, il Comune di Montagnana, la Provincia di Padova.
Dipinti murali sono: nella Chiesa di Santa Maria Assunta di Piove di Sacco, nella Chiesa di Santa Rita a Padova, nella Chiesa di San Giuseppe a Padova, nei Sottoportici di Piove di Sacco.

Info:
Orario: tutti i giorni, ore 10.00-.21.00 - ingresso libero.
tel +39 049 8204528 "€“ fax 049 8204503,

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