Angelo Modotto

Angelo Modotto


Venerdì 16 febbraio alle ore 18 sarà  inaugurata, al Museo al Santo, la mostra antologica dedicata ad Angelo Modotto (1900-1968), con un percorso esaustivo che evidenzia l'importanza e l"€™influenza di questo artista nel rinnovamento della pittura friulana ed italiana tra la fine degli anni Venti e Trenta del Novecento e i suoi contatti con i principali movimenti artistici sino agli anni Sessanta.


Influenzato dagli studi fatti a Venezia, all'Accademia di Brera e dagli esordi alla Bevilacqua La Masa, nel 1928 fondò, assieme a Dino, Mirko, Afro Basaldella e Alessandro Filipponi la Scuola Friulana d'Avanguardia, pervaso dallo spirito che animava le manifestazioni anti-Biennali di Ca' Pesaro, per opera principalmente di Arturo Martini e Gino Rossi.

In un clima artistico locale dominato dalle Biennali d'Arte Friulane, iniziate nel 1926, che riproponevano una pittura passatista legata alla "€œ macchia"€, i pittori della Scuola Friulana d'Avanguardia rifiutavano, come rilevò Arturo Manzano, "€œla filologia del colore locale, l'apologia del folclore, del vocabolario e della sintassi dialettale, l'abbandono di soggetti regionali, per affrontare temi filosofici e universali, come avveniva nel resto d'Italia"€.


Le vicende della Scuola Friulana si svolsero tra il 1928-29; già  nel 1930 Modotto si recava a Parigi e veniva in contatto con Prampolini, Severini, Tozzi, De Pisis, Leone Rosenberg, Paul Guillame. Nel 1931 Gino Severini, in occasione di una personale dell'artista alla Galleria Bonaparte, parla di "€œcubismo"€, di "€œfigure squadrate ridotte a forme geometriche"€, senza tuttavia la policromia del cubismo sintetico. Attraverso Severini, che influenzò Modotto anche nella tecnica pittorica divisionista e nel recupero di un Medioevo surreale, l'artista friulano venne a contatto con la filosofia di Jacques Maritain.


Nel cammino formativo di Modotto grande importanza ricoprirono le personalità  artistiche di De Chirico e Savinio, con le loro atmosfere incantate, gli eroi olimpici e i manichini. Nella prima metà  del 1933 Modotto, recatosi a Roma nel periodo di avvio della seconda fase della Scuola Romana, ritrovò Afro e Mirko, i compagni della Scuola Friulana d"€™Avanguardia, e iniziò un"€™intensa attività  espositiva. Nel 1935 Giò Ponti, direttore artistico dell'Esposizione mondiale della Stampa cattolica, lo incaricò di dipingere un Cristo alto circa una decina di metri, per fare da sfondo alla galleria principale dei padiglioni.



Nel 1936 partecipò alla Biennale di Venezia, nel 1935-1939-1943 alle Quadriennali Romane e nel 1947 partì per l'Argentina, dove le sue opere risentirono inevitabilmente dei richiami all'arte degli Indios e degli influssi dei Murales messicani, con una "€œ lingua popolare"€ che rimanda a Diego Rivera. Nel 1950 ritornò a Roma, poi a Udine e ancora a Roma, dove ebbe il sostegno del mecenate Riccardo Gualino che apprezzava molto i suoi dipinti. Tra il 1955 e 1956 l"€™artista recuperò la poetica dei ruderi dipinti, mentre tra il 1959 e il 1960 impresse l'ultima sterzata alla sua pittura, ispirandosi alle radici metafisiche e riproponendo i manichini, eroi scaturiti dalla sua creatività  giovanile. Muore il 25 aprile del 1968 a Udine.
In occasione della mostra verrà  presentato il catalogo a cura di Licio Damiani.


Info: +39 049 8204546
Orario: da martedì a domenica: 10:00 -12:0/15:30 -19:00 - chiuso lunedì
Ingresso libero

Gioiello contemporaneo:qualità , attori, tendenze

Gioiello contemporaneo:qualità , attori, tendenze

Tavola rotonda

Programma:
Mattina ore 10:00

Saluti:
Monica Balbinot Ass.re alle Politiche Culturali e Spettacolo
Maurizio Stagni - Artista Orafo - Segret. Ass. G.C.

Introduzione di:
Elio Armano - Presidente Acc.mia Belle Arti di venezia
Mirella Cisotto Nalon
Dirigente sevizio Mostre Attività  Culturali - Comune di Padova

Interventi di:
Enrico Crispolti - Docente di Arte Contemporanea - Univ. Siena
Enzo Biffi Genetili - Direttore MIAAO di Torino
Gianpaolo Babetto - Artista orafo designer
Anna Maria Carrain - Collezionista Gallerista

Pomeriggio dalle 14, 30

Alessandra Quattordio - Giornalista di AD
Alba Cappellieri -Docenti Desing G.C: Politecnico di Milano
Ellen Maurer Zilioli- già  Conservatore Die Neue Sammlung Staatliches Museum fur Kunst, Design in der Pinakothek der Moderne di Monaco.

Conclusioni e dibattito ore 16:00

Cordina Alberto Schon - Psicanalista

Info: tel. + 39 049 8204539-4547

vedi Pensieri Preziosi

Premio Letterario Galileo: Opere Finaliste

Premio Letterario Galileo: Opere Finaliste

Premio Letterario Galileo: Opere Finaliste

La giuria presieduta dal Prof. Umberto Veronesi ha decretato, con voto palese le cinque opere finaliste che concorreranno all'assegnazione del Premio Galileo.

Guido Barbujani, L'invenzione delle razze. Capire la biodiversità  umana
Ediz.Bompiani
Roberto Bondì, Blu come un'arancia
Edizioni Utet
Francesco Cavalli Sforza - Luigi Luca Cavalli Sforza, Perchè la scienza?
Mondadori, 2005
Telmo Pievani, Creazione senza Dio
Edizioni Einaudi
Guido Visconti, Clima estremo
Ed. Boroli, 2005


Segnalazioni

Robert Oerter, La teoria del quasi tutto. Il modello standard, il trionfo non celebrato della fisica moderna
Edizioni Codice, 2006

Ora le opere saranno inviate agli studenti delle classi selezionate perchè vengano lette e votate. Il 3 maggio 2007 a Padova grande cerimonia per l'opera vincitrice.

Il Lancio del nano e la Filosofia minima di Armando Massarenti

Il Lancio del nano e la Filosofia minima di Armando Massarenti


Il filosofo dell'€™Università  di Bologna raccoglie in un volume gli esercizi di filosofia minima pubblicati in una rubrica del Il Sole 24 Ore.
Ne parlano con l"€™autore Enrico Berti e Paolo Rossi Monti

Il lancio del nano e altri esercizi di filosofia minima è una raccolta di voci che, tratte da temi, eventi, figure dell'€™esperienza quotidiana più minuta o di singoli fatti politici e declinati in senso morale (a partire dallo strano caso del lancio del nano), sono in grado di comporre un ideale dizionario filosofico a partire dalla realtà  di ogni giorno. Una ridefinizione attenta dei grandi temi morali e sociali (la felicità , la libertà , la ricchezza, la religione), senza dimenticare quelli conoscitivi (la scienza, il senso comune, la superstizione) raccolti in un unico volume per comporre un piccolo ma prezioso manuale per ragionare più lucidamente e vivere un po"€™ meglio.



Armando Massarenti
, è responsabile della pagina «Scienza e filosofia» del supplemento culturale «Il Sole-24 Ore Domenica», dove si occupa, dal 1986, di storia e filosofia della scienza, filosofia morale e politica, etica applicata.
Dal 1999 è professore a contratto presso la Scuola superiore di giornalismo dell'€™Università  di Bologna, dove tiene un corso su «Scienza e cultura» e dal 2001 insegna «Percezione pubblica e comunicazione della scienza» presso il corso di laurea in Biotecnologie dell'€™Università  di Milano. ͈ membro dell'€™Osservatorio di Bioetica della Fondazione Einaudi e direttore della rivista «Etica ed economia».
Nel 1996 ha redatto, insieme a Carlo Flamigni, Maurizio Mori e Angelo M. Petroni, il «Manifesto di bioetica laica», suscitando un ampio dibattito.
Curatore e prefatore di importanti volumi di filosofia, storia della scienza ed economia fra cui «L"€™ingranaggio della libertà Â» di David Friedman (liberilibri, Macerata) la «Storia dell'€™astronomia» di Giacomo Leopardi (La vita felice, Milano), «Rifare la filosofia» di John Dewey (Donzelli, Roma), e la raccolta di saggi «Laicismo indiano» del premio Nobel per l"€™Economia 1998 Amartya Sen (Feltrinelli, Milano).

Paolo Rossi


Enrico Berti

L'antica Napada (2500 a.c.)

L'antica Napada (2500 a.c.)

Giornata di studio

Le origini della cultura urbana nella Siria nord-orientale: Tell Beydar a metà  del terzo millenio a.c.
Presiede Yacub Aslo, presidente di Amis - Ass.ne di Amicizia Italia Siria
Relatore Lucio Milano Univ. Ca Foscari Dipartimento Scienze dell'Antichità 
Interventi di Talal Bakdounes - Pres. Comunità  Araba Siriana ed Elias Salloum Ass.ne Benessere e società  Onlus

Zachor - Ricorda

Zachor - Ricorda

Zachor è una parola ebraica che significa ricorda. E con questa mostra si vuole appunto ricordare e testimoniare la Shoah con immagini dal forte impatto.
Una galleria di oltre cento foto ripercorre gli anni più bui della nostra storia dall'ascesa del nazionalsocialismo alla guerra e alla soluzione finale. La mostra si avvale di reperti fotografici del Museo Yad Vashem di Gerusalemme e dell' Holocaust Memorial Museum di Washington.

Zachor, in ebraico significa "€Ricorda"€. Ricordare è uno dei massimi precetti biblici. L"€™ebraismo stesso si fonda su questo precetto e sul tramandarsi i ricordi di padre in figlio.
A sessant"€™anni dalla Shoah è dovere di ciascun uomo mantenere viva la memoria di quegli orrori e tramandarli alle future generazione affinché non si ripetano
.
La parte centrale della mostra é costituita da sette pannelli disposti in modo da formare una "€œMenorah"€ : i pannelli costituiscono le candele, le corda i bracci di questa.
L"€™uso della simbologia della Menorah, oltre ad un richiamo alla storia e alla cultura ebraica, vuole anche ricordare i sette milioni di uomini, donne, bambini che la barbarie nazista ha sterminato nel lucido tentativo di cancellare dal mondo ebrei, zingari, disabili, Testimoni di Geova, oppositori politici....
In questa sezione una selezione di fotografie di persone, di sguardi innocenti di bambini, di oggetti, di immagini dal forte impatto vuole parlare direttamente a colui che osserva. Dietro ogni immagine si nasconde un mondo, la cui scoperta é lasciata alla sensibilità  del visitatore.
La parte restante della mostra é costituita da sezioni che ripercorrono la storia della Shoah, delle persecuzioni, dei massacri e del genocidio.
La mostra è organizzata dal Comune di Padova Assessorato alle Politiche Culturali e Spettacolo in collaborazione con l'Ass.ne Shalom - promozione Cultura Ebraica di Firenze.

Le sezioni sono:

1 Ascesa dei fascismi;
2 Discriminazione e Leggi Razziali;
3 I Ghetti;
4 Le Deportazioni ;
5 I Campi;
6 La Liberazione;

Per rendere più esaustivi i pannelli sono inoltre presenti delle mini-brochure esplicative posizionate su supporti posti in prossimità  dei pannelli.

L"€™utilizzo dei materialiI

La mostra, in contrasto con l"€™argomento trattato utilizza materiali poveri e leggeri (stoffe, corde, cuscini). Le foto sono applicate sui pannelli per mezzo di corde sottili come il legame che ci unisce alla vita e alla memoria, ma allo stesso tempo robuste come il coraggio degli eroi che si sono battuti per la libertà , forti come la fede con cui gli ebrei affrontavano la morte.

Colori e simboli

I colori predominanti della Mostra sono il nero che sottolinea la gravità  dell'€™argomento trattato mettendo in risalto le immagini, ma anche il bianco e l"€™azzurro simboli del popolo d"€™Israele.
Oltre al già  citato simbolo della Menorah, la mostra usa frequentemente la forma della Stella di David, anche questa presa a prestito dalla simbologia ebraica, ma che rappresenta anche un richiamo alla tristemente famosa stella gialla, imposta agli ebrei come segno distintivo della loro inferiorità  sociale.
Il numero delle foto e la loro disposizione sui pannelli richiama infine simboli e numeri della Kabbalah (la mistica ebraica).

Orario: aperta tutti i giorni dalle10:00 alle 19:00
Ingresso libero
Info: +390498204537 - 4546

Il Giorno della Memoria - 2007

Il Giorno della Memoria - 2007

In occasione del Giorno della Memoria 2007 il Comune di Padova propone una serie di iniziative che convolgeranno il pubblico e le scuole di Padova e Provincia.

Mostre, dibattiti, performance teatrali, cinema, letture.

La storia del genere umano ha conosciuto innumerevoli eccidi e stermini. Quello attuato in Europa nel Novecento contro gli ebrei differisce dagli altri per le sue caratteristiche di radicalità  e scientificità . Mai era accaduto, ad esempio, che persone abitanti nell'€™isola di Rodi o in Norvegia venissero arrestate per essere deportate in un luogo (Auschwitz) appositamente destinato ad assassinarle con modalità  tecnologicamente evolute. Per questo si parla di "€œunicità "€ della Shoah; definizione che pertanto costituisce il risultato di una comparazione storica, e non un pregiudiziale rifiuto di essa.


Calendario delle iniziative


vedi mostra Zachor

Premio Letterario Galileo per la divulgazione scientifica

Premio Letterario Galileo per la divulgazione scientifica

Premio Letterario Galileo per la divulgazione scientifica

Sulla scia della grande tradizione scientifica che da sempre la connota, la città  di Padova ha avviato, in questi ultimi anni, una serie di iniziative e di eventi volti a valorizzare e a diffondere il sapere scientifico e le attività  ad esso collegate e si appresta a celebrare l"€™atteso anniversario galileiano del 2009, dichiarato dalle Nazioni Unite, su proposta dell'€™Unesco, Anno Internazionale dell'€™Astronomia.

E"€™ in questo contesto che s"€™inserisce anche l"€™importante premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica - quest"€™anno alla sua prima edizione - che vanta una giuria scientifica di altissimo livello, composta da studiosi di ambiti disciplinari diversi, giornalisti di settore, critici, cultori e presieduta dal prof. Umberto Veronesi, sensibile e attento alla promozione e diffusione di una mentalità  scientifica consapevole e positiva, anche attraverso l"€™attività  della Fondazione che porta il suo nome.

Promossa dal Comune di Padova, in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività  Culturali e il Ministero della Pubblica Istruzione, l"€™Università  degli Studi di Padova, la Regione del Veneto, la Provincia di Padova, l"€™Anci, l"€™Upi e Turismo Padova Terme Euganee, l"€™ambiziosa manifestazione segue nella strutturazione la formula del Premio Campiello e si avvale del patrocinio della Fondazione Il Campiello e dell'€™Accademia Galileiana di Scienze, Lettere ed Arti in Padova e del sostegno del Consorzio Venezia Nuova e di Banca Amro Antonveneta.


Accanto alla giuria scientifica che seleziona i 5 finalisti, ci sarà  quindi una giuria popolare, formata da 103 classi IV di Licei e Istituti Superiori rappresentative di tutte le province italiane, cui spetterà  il compito di votare il libro vincitore.


L"€™opera premiata sarà  dunque selezionata, alla fine, da circa 3000 studenti.

La sfida della divulgazione scientifica è divenuta in questi anni questione fondamentale per lo sviluppo della società  e per una partecipazione consapevole alle scelte sul futuro del pianeta e dell'€™umanità .
E Padova, città  che da sempre svolge un ruolo di primo piano sia nella ricerca che nella formazione - dove proprio con Galileo Galilei (che insegnò nell'€™ateneo patavino per 18 anni) nasce la scienza moderna - sente con crescente convinzione l"€™esigenza di contribuire ad un"€™ampia diffusione della conoscenza, in tutti i campi del sapere scientifico e tecnologico.


I libri segnalati, tra i quali selezionare la rosa dei finalisti, dovevano essere dunque opere di divulgazione, centrate sia sull"€™attualità  sia sulla ricostruzione storica, dirette a diffondere tra un vasto pubblico i portati della scienza moderna e delle sue molteplici applicazioni; libri pubblicati in lingua italiana per la prima volta tra l"€™1 settembre del 2005 e il 30 settembre del 2006 e regolarmente in commercio, i cui autori risultino viventi alla data della riunione di selezione. (leggi il regolamento)

L"€™incontro della giuria scientifica per la selezione delle cinque opere finaliste sarà  pubblico e si terrà  a Padova, presso la Sala Paladin di Palazzo Moroni, il 9 febbraio 2007. ( i risultati saranno visibili il giorno 10 febbraio)
Nel corso della seduta, verranno espresse le scelte, con l"€™enunciazione delle motivazioni, da parte di ciascun giurato e dunque si assisterà  alle votazioni finali.


Le opere che otterranno il maggior numero di voti e, in ogni caso, almeno i voti della metà  dei giudici più uno, saranno dunque inviate agli studenti delle classi selezionate (sono le Amministrazioni Provinciali ad indicare alla segreteria del Premio, ogni anno, una IV classe da inserire nella giuria), perché vengano lette e votate.
E nel maggio 2007, a Padova, grande cerimonia finale di premiazione dell'€™opera vincitrice, alla quale parteciperanno almeno un migliaio degli studenti che hanno preso parte alle votazioni.

Info:+39 0498205626-5627-5630

Marzia Gallinaro - Le ragazze sono asine Girls are Asses

Marzia Gallinaro - Le ragazze sono asine Girls are Asses

Un progetto ispirato dall'opera shakespeariana Sogno di una notte di mezza estate si compone in due parti: una espositiva delle opere pittoriche e una performativa dal titolo L'asina S-posa

Il progetto nasce dal fascino esercitato sull"€™artista da una celebre scena del shakespeariano Sogno di una notte di mezz"€™estate - quella in cui Titania, regina delle fate, risvegliandosi dall'€™incantesimo si innamora di Bottom, trasformato in asino.

Nel cedere a Titania il significato simbolico della figura di Bottom, Marzia non compie una semplice operazione di scambio dei ruoli, ma propone una percezione dell'€™universo femminile rendendola collettiva.
Caratteristica delle "€œAsine"€ è di essere immediate nel richiamo all'€™identità  di ognuna. Opere al femminile che si rivolgono indistintamente ad entrambi i sessi. Le Asine seducono chi sta di fronte a loro grazie a un appeal immediato, per il quale ritroviamo in ogni rappresentazione una declinazione dell'€™essere femminile che ci appartiene.


E"€™ la loro doppiezza costitutiva e intrinseca a innescare un movimento di attrazione e repulsione, che ci coinvolge perché fa diretto riferimento a quell"€™intimo che siamo ma che non riconosciamo. D"€™altra parte l"€™ibrido si presta ad un confronto-scontro con la natura del nostro essere. Le ragazze Asine mettono in scacco i nostri timori, dicendoci amorevolmente chi siamo e con quanto piacere potrebbero esistere nel nostro percepito.


L"€™artista gioca ironicamente con i significanti partendo dall'€™incantamento e dalla seduzione, attraverso un percorso che tenta di costruire un"€™architettura tra emozione e cognizione, che vuole ricomporre uno spazio emozionale e ideale (di idee), di riflessioni e rappresentazioni.
Così l'autrice descrive e imposta il progetto che anima la mostra: "€œIl lavoro si sviluppa su due versanti che si intrecciano continuamente in un gioco di rimandi a sfondo sessuale e politico (in senso ampio). Privato, ovvero autoironico, intimo, di riconoscimento/disconoscimento. Di confronto con l"€™immagine ancestrale della donna animale. La forza sensuale/sessuale della rappresentazione del corpo-animale. L"€™accettazione del lato "€œoscuro"€ della banalità  oggettiva. La ricerca/espressione di una diversa realtà  di soggetto.


Pubblico, ovvero ludico-comunicativo. L"€™identificazione o il rifiuto dei modelli dell'€™immaginario collettivo. La rappresentazione del gruppo. Sentirsi parte di una visione accomunante o confrontarsi politicamente e ironicamente con la rappresentazione dell'€™ovvio culturale"€.

Nell"€™esposizione padovana il progetto si sviluppa attraverso due forme: l"€™iconografia, come primo livello di riconoscimento simbolico-mediatico, e la performazione, come secondo livello di coinvolgimento rituale, esistenziale, pubblico.

Sul piano iconografico lo spazio espositivo è animato da venti grandi lavori di uguali dimensioni, leggeri e luminosi, realizzati su carta da pacchi con smalti e colori acrilici particolarmente brillanti. Uguali eppure diversi nel raccontarci un travestimento/metamorfosi che coglie, con esatta e perfida allegria, il lato cangiante dei comportamenti.
Nei lavori di Marzia Gallinaro l"€™ambiguità , la voglia di ibridazione, di trasformazione, molto spesso soffocata per ragioni sociali o di convenienza, esplode con una libertà  ludica e per nulla ripetitiva, anzi in mille sfumature.

Nella performance una giovane ragazza vestita da sposa, bianca, con la testa di asina dai lunghi capelli neri, si muove in una sorta di danza propiziatoria sulla musica della classica marcia nuziale, portata al massimo stravolgimento.
L"€™aspetto ritmico è stato lungamente elaborato per crescere, creando un climax intenso nella zona centrale della composizione, alternando bit ossessivi e rituali, anche asincroni, per destabilizzare in maniera attiva l"€™ascoltatore. Tutto questo disegna un"€™ipnotica spirale sonora che si avvolge su se stessa e poi si dipana tornando all'€™origine.

Biografia

Marzia Gallinaro vive e lavora a Padova dove ha frequentato l"€™Istituto d"€™Arte "€œPietro Selvatico"€, prima di iscriversi all'€™Accademia di Belle Arti di Brera e diplomarsi in Scenografia.
La sua attività  artistica si è sviluppata nell'€™ambito cinematografico - come scenografa e assistente scenografa in produzioni nazionali e internazionali, e in campo teatrale. Ha realizzato allestimenti scenici per locali ed eventi culturali e si è occupata di progettazione grafica, di illustrazione e di interior decoration, tutte cose che continua a fare. La sua ricerca si avvale dell'€™utilizzo di pittura, video, performance e senza timori sperimenta le diverse possibilità  di "€œcomunicazione"€. Per lei l"€™idea, il percetto in sé contiene il suo linguaggio più intrinseco. E"€™ attraverso la cura di questa sensibilità  nel cogliere che l"€™artista tenta di dar corpo e sostanza a ciò che si definisce astrattamente realtà : tempo/spazio, corpo/ pensiero.
Tra le varie mostre personali citiamo le più recenti: "€œQualcosa di personale"€ Donna Irene, 2005; Ovosodo,Vicenza 2005; Em"€™arte 2006 Livorno, 2° Premio a cura di R.M.Sateriale, Ecomuseo dell'Alabastro, Castellina M. Pisa, 2006; Saturarte, 11° rassegna d'arte contemporanea a cura di M.Napoli e M.Pepe, Genova 2006; Saturarte Premio Giovani 2006, Genova; Galleria A regolad'arte Mantova 2006; Segnalata (catalogo) Premio Celeste 2006. Presente nell'€™archivio virtuale "€œProgetto Maionese"€ di Galleria Civica En Plein Air, Pinerolo, Torino. Galleria Artlifefortheworld, Venezia, 2007.

(*) La performance verrà  ripetuta il 9 e 29 marzo 2007 alle ore 17.30

L"€™evento, organizzato dall'€™Assessorato alle Politiche Culturali e Spettacolo del Comune di Padova e introdotto da Elio Armano e da Simonetta Gorreri, direttore artistico del Centro culturale "€œArtlife for the world"€ di Venezia, prevede l"€™esposizione di venti stazioni pittoriche e la presentazione in tre date della performance intitolata l"€™Asina in s-posa


Info: +39 049 8204529 4563
Orario : 10.00 "€“ 13.00 / 15.30 "€“ 18.30, lunedì chiuso. Ingresso gratuito.












































































































































































Info:
Orario: dal martedì alla domenica 10:00-13:00/15:00-18:00- chiuso lunedì
Ingresso: libero
Tel. +39 0498204529

Forma e colore - Fidapa

Forma e colore - Fidapa

Forma e colore - Fidapa


Prima mostra collettiva di pittura , grafica e fotografia delle artiste Fidapa del distretto del Nord Est, tesa a mettere in risalto il valore culturale di questa Associazione che sostiene il ruolo della donna nella società .

La mostra è un originale offerta di voci, proposte, figure che coinvolgono il pubblico in una comune riflessione: il bisogno di visibilità  della donna, peraltro giustificato dal fatto che il nostro è il tempo del visibile, non è vacuo palcoscenico dell'apparire, ma piuttosto necessità  di interrogarsi sul cambiamento. Un cercare istintivo e innato di dare senso alle cose, un saper fondere insieme esperienze diverse.
Info:
Orario: dal martedì al sabato 10:00 - 21:00 - lunedì 13:00 - 21:00
ingresso libero
tel. +39 049 8204522

Pagine

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