Federico Rampini - Francesco Peghin

Federico Rampini - Francesco Peghin

16 gennaio 2008 ore 21,00
Teatro Ruzante, Riviera Tito Livio
Futuro
Federico Rampini, Francesco Peghin
Futuro s.m. Quanto, nell'€™ambito della verosimiglianza e della possibilità , dovrà  accadere.

Se c"€™è un luogo dove la speranza è giovane, questo è l"€™India. Una nazione a cui oggi l"€™Occidente guarda con stupore, incredulità , ammirazione. In India sta nascendo una nuova idea della modernità . Federico Rampini, nel suo ultimo libro La speranza indiana. Storie di uomini, città  e denaro dalla più grande democrazia del mondo (Mondadori) attraversa questo straordinario paese e ci mostra come il futuro dell'€™umanità  si giochi in buona parte proprio qui. Modera Sergio Frigo, giornalista del «Gazzettino».

Federico Rampini, corrispondente da Pechino del quotidiano «la Repubblica», è autore di numerosi saggi, tra cui Le paure dell'€™America (2003), Tutti gli uomini del presidente. George W. Bush e la nuova destra americana (2004) e San Francisco - Milano (2004). Per Mondadori ha pubblicato Kosovo (1999, insieme a Massimo D"€™Alema), Il secolo cinese (2005), L"€™impero di Cindia (2006) e L"€™ombra di Mao (2006). Il suo ultimo libro è La speranza indiana. Storie di uomini, città  e denaro dalla più grande democrazia del mondo.

Francesco Peghin è il Presidente di Unindustria Padova.

Anteprima - Lo Scaffale degli Scrittori

Anteprima - Lo Scaffale degli Scrittori


15 gennaio 2008 ore 21,00
Teatro Ruzante, Riviera Tito Livio
Anteprima
Oroscopo
Mario Andrea Rigoni, Umberto Silva

Una serata di inizio 2008 sul nostro rapporto con il futiro, le attese, la magia. Intellettuali ed esperti di magia tra letteratura, profezie, sogni.


Quirino De Giorgio - un futurista protagonista del novecento

Quirino De Giorgio - un futurista protagonista del novecento

La mostra, alla luce di nuovi documenti, ricostruisce i rapporti con Marinetti, Cral, il gruppo futurista di Trieste, il Gruppo Savarè e, soprattutto, il ruolo della città  di Padova nel dialogo culturale dell'€™epoca, con schizzi, disegni, fotografie, lettere e documenti originali.



Nel Centenario della nascita di Quirino De Giorgio la Regione Veneto insieme con il Comune di Padova organizza una mostra su "€œQuirino De Giorgio, un futurista protagonista del novecento"€, presso i Musei Civici agli Eremitani e nell'€™ex Cinema Altino, riaperto per la città  in occasione dell'€™evento. Con questo omaggio all'€™architetto la città  si riappropria di un percorso legato al Futurismo veneto e italiano nel cui ambito De Giorgio non era stato adeguatamente conosciuto e valorizzato.
Alla luce dei documenti e disegni ritrovati si è riannodato un filo biografico e artistico finora piuttosto lacunoso o errato di un autore prolifico con numerosissime opere costruite in tutta Italia. Il baricentro di questo evento è ospitato dal Museo Civico agli Eremitani nelle sale delle esposizioni temporanee.

L"€™esposizione è qui divisa in sezioni che rappresentano la complessità  e le contraddizioni di una produzione estesa ed eclettica.
La sezione dei documenti originali contribuisce a formulare un giudizio di valore storico sulla produzione artistica e sulla figura dell'€™architetto e i suoi assidui rapporti con Marinetti dal 1931 al 1944 e con Carlo Maria Dormal, Gerardo Dottori, Depero e Bruno Sanzin che, con Tullio Crali, fu l"€™elemento di raccordo con il gruppo futurista friulano. Ci sono poi rapporti con il gruppo Savarè.

Lo spazio dedicato all'€™architettura degli anni Trenta testimonia il rapporto tra l"€™architettura degiorgiana ed il regime, inteso come committenza, qui sono rappresentate le architetture tipologicamente legate al Fascismo.

La sezione dedicata all'€™architettura per la residenza, organizzata in senso cronologico, affronta una produzione, anche qui, eterogenea. La rassegna inizia con i disegni degli anni venti relativi allo studio di alcune ville, se vogliamo tra lo scolastico e l"€™utopistico, prosegue raccontando le architetture dei borghi rurali di Vigonza e di Candiana, fulgidi esempi della volontà  politica di abolire i casoni, e si conclude con la rappresentazione delle architetture degli anni Sessanta Settanta ed Ottanta.

L"€™architettura per lo spettacolo, dimostra come l"€™evoluzione poetica e stilistica di Quirino si "€œsviluppi"€ e come sia sempre a lui contemporanea, quando addirittura tecnologicamente e tipologicamente all'€™avanguardia. Questa inizia con i documenti riguardanti l periodo degli anni Trenta: l"€™ormai demolito Teatro dei Diecimila, un teatro all'€™aperto di proporzioni e stile monumentali, ed il celeberrimo teatro del Borgo Rurale Fratelli Grinzato di Vigonza. Tra gli oggetti più interessanti del periodo vi è il Cinema San Marco a Mestre.

Nella categoria dell'€™Altro è presente una testimonianza della cultura progettuale del Novecento, una sorta di carrellata di opere slegate ma che trasversalmente delineano come Quirino sia sempre rimasto sull"€™onda della contemporaneità . Questa è la categoria tipologicamente meno omogenea, sono accostati dei disegni eseguiti negli anni Trenta per un ristorante della Moretti ad Udine, opera che denota un netto distacco stilistico rispetto ad antecedenti schizzi in cui evidente è il gusto Decò virando verso toni più espressionisti, ai notevoli bozzetti per lo studio della pubblicità  della ditta Vov; si confrontano i temi dell'€™architettura commerciale, per esempio con il complesso Mantenga a Camisano Vicentino, con i progetti per la Persia e per l"€™Arabia Saudita.

La sezione degli esordi raccoglie una serie di disegni realizzati tra la fine degli anni Venti e l"€™inizio degli anni Trenta, posizionata di fronte alle teche che contengono i documenti originali, è significativa dell'€™intera traiettoria poetica dell'€™artista. si leggono chiaramente riferimenti ed analogie con il Sant"€™Elia, con Mendelsohn, con il futurista Diulgerhoff, con il primo Terragni e con Pagano e Levi Montalcini.

L"€™elaborazione di questa ricerca diverrà  la base di un linguaggio originale e coerentemente eclettico. Nella sezione fotografica dedicata al racconto con "€œgli occhi d"€™oggi"€ dell'€™architettura di De Giorgio sono presenti i contributi di due fotografi padovani: Moreno Segafredo e Prosdocimo Terrassan, che meglio di tutti hanno saputo interpretare ed esprimere l"€™immagine dell'€™architettura di Quirino.

Il cortemetraggio presente in mostra, esordisce con le immagini tratte da un filmato del 1938 che narrano l"€™inaugurazione del Buonservizi, del Cappellozza e del borgo Rurale di Candiana alla presenza del Duce in visita nel Veneto.

A questa progressione veloce segue e si contrappone una repentina regressione, tornando agli schizzi degli esordi, che si tramutano nelle immagini delle opere degli anni Trenta, che terminano indugiando nell'€™avviso del 1946 in cui Quirino è accusato, non erroneamente, di essere stato architetto di regime. Il Cinema Altino ospita l"€™altra sede della mostra, quindi esso è parte integrante della mostra, oltre ad ospitare l"€™esposizione è esso stesso esposizione; l"€™uso di quest"€™opera per la rassegna è stato voluto per far si che la città  possa, culturalmente, riappropriarsi di un manufatto che per molto tempo ha significato molto nei termini del veicolare cultura.

Info: o498204529
Orario: dalle10,00 - 19.00 chiuso il lunedì
Ingresso: intero "‚€ 8,00 ridotto speciale "‚€ 5,00 (biglietto comulativo mostra e musei)

Ultimo Appuntamento con lo Scaffale degli scrittori

Ultimo Appuntamento con lo Scaffale degli scrittori

Gran finale per il 2007 della rassegna Lo Scaffale degli scrittori, organizzata dall'Assessorato alle Politiche Culturali. Dopo il grande successo degli incontri con Severgnini, Mazzucco, Rasy, Lizzani, l'ultima serata dell'anno è dedicata al tema dell'amicizia. E di amici celebri parleranno l'attrice Piera Degli Esposti, uno dei volti più noti e amati del cinema e del teatro italiano (ha lavorato con Ferreri, Tornatore, Bellocchio, Dacia Maraini), lo scrittore Antonio Debenedetti, il fotografo Lorenzo Capellini, il giovane scrittore Mario Desiati e il curatore della rassegna Paolo Di Paolo. Amicizia declinata in vari modi e sfumature: anche e soprattutto nel ricordo, a cento anni dalla nascita, di Alberto Moravia, ora in libreria col romanzo inedito dal titolo "I due amici" (Bompiani). Sarà  invece assente Alain Elkann, per indisposizione, ma ha già  assicurato la sua presenza a Padova per il 2008. Lo Scaffale infatti ripartirà  a gennaio con nomi di grande prestigio: da Federico Rampini a Paola Mastrocola, da Andrea De Carlo a Vincenzo Cerami, da Fabio Volo a Edmondo Berselli a Natalino Balasso.



Mercoledì 12 dicembre 2007 ore 21
AMICIZIA

Alain Elkann e Piera degli Esposti

Amicizia s.f. 1 Reciproco affetto, costante e operoso, tra persona e persona, nato da una scelta che tiene conto della conformità  dei voleri o dei caratteri e da una prolungata consuetudine.

Essere amici significa abitare il mondo. Creare una rete di relazioni. Addomesticarsi e addomesticare, come sapeva Il Piccolo Principe di de Saint-Exupéry. Alain Elkann, scrittore e viaggiatore, conosce e coltiva il valore dell'€™amicizia. Ha raccontato nei suoi libri l"€™importanza di questo sentimento. Ha raccontato le amicizie di una vita nei suoi molti libri. Da Indro Montanelli ad Alberto Moravia, di cui quest"€™anno si festeggia il centenario della nascita e l"€™uscita di un inedito dal titolo, guarda caso, I due amici (Bompiani). Elkann dialogherà  anche con Mario Andreose, direttore letterario Rcs Libri, e Mario Desiati, giovane scrittore e redattore di «Nuovi Argomenti».
Nella seconda parte della serata, protagonista una grandissima attrice italiana, Piera Degli Esposti. Evocherà  le sue amicizie tenere e luminose. Con Moravia stesso, con Marco Ferreri, Dacia Maraini. Con i tanti personaggi che ha interpretato al teatro e al cinema. E con le parole, soprattutto.

Alain Elkann ha origini francesi e americane. ͈ nato a New York nel 1950. Collabora a «La Stampa» ed è un volto di «La7». Bompiani ha pubblicato, tra gli altri: Vita di Moravia (1990, tradotto in oltre quindici lingue e appena riedito), Rotocalco (romanzo, 1991), Delitto a Capri (romanzo, 1992), Vendita all'asta (racconti, 1993), Cambiare il cuore, con Carlo Maria Martini (1993, nuova edizione accresciuta 1997), Essere ebreo, con Elio Toaff (1994, Premio Internazionale Fregene 1995), Emma, intervista a una bambina di undici anni (1995), I soldi devono restare in famiglia (romanzo, 1996), Diario verosimile (1997), Il padre francese (romanzo, 1999), MoMo (2003), MitzvÍ  (2004), Giorno dopo giorno (2005), L"€™invidia (2006).

Piera Degli Esposti è nata a Bologna. Ha recitato con Gigi Proietti e Antonio Calenda per la compagnia del Teatro Centouno ed è stata prima attrice dello Stabile dell'€™Aquila, mentre nel cinema ha esordito nel 1967, interpretando Questi fantasmi di Renato Castellani e Trio di Gianfranco Minozzi, premiato al festival di Cannes. Ha recitato per Paolo e Vittorio Taviani in Sotto il segno dello scorpione (1969), per Nanni Moretti in Sogni d"€™oro (1981), mentre Lina Wertmüller l"€™ha diretta in Scherzo del destino in agguato dietro l"€™angolo come un brigante da strada (1983) e poi in Metalmeccanico e parrucchiera in un turbine di sesso e politica (1996). Ha interpretato nel 2001 Hotel Dajti di Carmine Fornari e L"€™ora di religione di Marco Bellocchio, conquistando un premio David di Donatello come migliore attrice non protagonista. A teatro è stata applaudita in numerosissimi ruoli. Con Dacia Maraini ha scritto Storia di Piera (da cui il film di Marco Ferreri) e Piera e gli assassini. Tra i film più recenti, La sconosciuta di Giuseppe Tornatore. ͈ impegnata sul set de Il Divo di Paolo Sorrentino, ispirato alla vita di Giulio Andreotti.

Alain Elkann e Piera degli Esposti

Alain Elkann e Piera degli Esposti


Mercoledì 12 dicembre 2007 ore 21
AMICIZIA

Alain Elkann e Piera degli Esposti

Amicizia s.f. 1 Reciproco affetto, costante e operoso, tra persona e persona, nato da una scelta che tiene conto della conformità  dei voleri o dei caratteri e da una prolungata consuetudine.

Essere amici significa abitare il mondo. Creare una rete di relazioni. Addomesticarsi e addomesticare, come sapeva Il Piccolo Principe di de Saint-Exupéry. Alain Elkann, scrittore e viaggiatore, conosce e coltiva il valore dell'€™amicizia. Ha raccontato nei suoi libri l"€™importanza di questo sentimento. Ha raccontato le amicizie di una vita nei suoi molti libri. Da Indro Montanelli ad Alberto Moravia, di cui quest"€™anno si festeggia il centenario della nascita e l"€™uscita di un inedito dal titolo, guarda caso, I due amici (Bompiani). Elkann dialogherà  anche con Mario Andreose, direttore letterario Rcs Libri, e Mario Desiati, giovane scrittore e redattore di «Nuovi Argomenti».
Nella seconda parte della serata, protagonista una grandissima attrice italiana, Piera Degli Esposti. Evocherà  le sue amicizie tenere e luminose. Con Moravia stesso, con Marco Ferreri, Dacia Maraini. Con i tanti personaggi che ha interpretato al teatro e al cinema. E con le parole, soprattutto.

Alain Elkann ha origini francesi e americane. ͈ nato a New York nel 1950. Collabora a «La Stampa» ed è un volto di «La7». Bompiani ha pubblicato, tra gli altri: Vita di Moravia (1990, tradotto in oltre quindici lingue e appena riedito), Rotocalco (romanzo, 1991), Delitto a Capri (romanzo, 1992), Vendita all'asta (racconti, 1993), Cambiare il cuore, con Carlo Maria Martini (1993, nuova edizione accresciuta 1997), Essere ebreo, con Elio Toaff (1994, Premio Internazionale Fregene 1995), Emma, intervista a una bambina di undici anni (1995), I soldi devono restare in famiglia (romanzo, 1996), Diario verosimile (1997), Il padre francese (romanzo, 1999), MoMo (2003), MitzvÍ  (2004), Giorno dopo giorno (2005), L"€™invidia (2006).

Piera Degli Esposti è nata a Bologna. Ha recitato con Gigi Proietti e Antonio Calenda per la compagnia del Teatro Centouno ed è stata prima attrice dello Stabile dell'€™Aquila, mentre nel cinema ha esordito nel 1967, interpretando Questi fantasmi di Renato Castellani e Trio di Gianfranco Minozzi, premiato al festival di Cannes. Ha recitato per Paolo e Vittorio Taviani in Sotto il segno dello scorpione (1969), per Nanni Moretti in Sogni d"€™oro (1981), mentre Lina Wertmüller l"€™ha diretta in Scherzo del destino in agguato dietro l"€™angolo come un brigante da strada (1983) e poi in Metalmeccanico e parrucchiera in un turbine di sesso e politica (1996). Ha interpretato nel 2001 Hotel Dajti di Carmine Fornari e L"€™ora di religione di Marco Bellocchio, conquistando un premio David di Donatello come migliore attrice non protagonista. A teatro è stata applaudita in numerosissimi ruoli. Con Dacia Maraini ha scritto Storia di Piera (da cui il film di Marco Ferreri) e Piera e gli assassini. Tra i film più recenti, La sconosciuta di Giuseppe Tornatore. ͈ impegnata sul set de Il Divo di Paolo Sorrentino, ispirato alla vita di Giulio Andreotti.

Carlo Lizzani Antonio Debenedetti e Gian Piero Brunetta

Carlo Lizzani Antonio Debenedetti e Gian Piero Brunetta


CINEMA
CARLO LIZZANI
con ANTONIO DEBENEDETTI
intervento di Gian Piero Brunetta

Cinema s.m. 1 Il complesso delle attività  che concorrono alla realizzazione dello spettacolo cinematografico. 2 Locale attrezzato per spettacoli cinematografici.

Il cinema è una rivoluzione dello sguardo. Gli occhi che ci chiamano dallo schermo sono anche i nostri: hanno guardato e ripensato il mondo per noi. Dai Lumière a Fellini, da Lang a Lynch, da Hitchcock ad Antonioni: quante storie, quante emozioni su quello schermo bianco. Carlo Lizzani è un maestro di cinema e ha vissuto quest"€™arte con una estrema coerenza e profondità . «Allievo» di Roberto Rossellini, Lizzani ha compiuto attraverso il cinema un «lungo viaggio nel secolo breve». Quello che racconta in un libro bello e intenso, pubblicato da Einaudi. Sollecitato dalle domande di un altro testimone privilegiato d"€™un bel tratto di Novecento, Antonio Debenedetti, Lizzani racconterà  la sua vita «al servizio del cinema».


Carlo Lizzani è nato a Roma nel 1922. ͈ uno dei registi e intellettuali militanti più importanti del cinema italiano. Tra i suoi film più noti, ci sono: Achtung! Banditi! (1951), Cronache di poveri amanti (1954), Il processo di Verona (1962), La vita agra (1964), Fontamara (1980), Celluloide (1996). La muraglia cinese (1958) è il primo lungometraggio girato in Cina. ͈ stato direttore del Festival di Venezia dal 1979 al 1983; ha scritto una Storia del cinema italiano pubblicata in molti paesi. ͈ uscita recentemente, presso Einaudi, una sua autobiografia intellettuale intitolata Il mio lungo viaggio nel secolo breve. Il suo film più recente, accolto con entusiasmo al Festival di Venezia 2007, è Hotel Meina.

L'ingresso a Teatro ore dalle20:30 Fino a esaurimento posti a sedere



Raffaella Surian la danza del segno

Raffaella Surian la danza del segno

In mostra circa 30 opere incisioni su carta. La danza del segno e il colore come espressione umorale che si accompagna all'€™animazione e fermentazione dello spazio, sono gli elementi costitutivi essenziali del lavoro di Raffaella Surian, padovana di origine, milanese di adozione e di scuola. E' pittrice e grafica creativa, autenticamente innamorata delle tecniche calcografiche nell'€™arte, il che significa possedere originalità  immaginifica e poetica, mestiere" scrive il critico Giorgio Segato.

Queste opere, dove il torchio preme dalle lastre incise un favoloso mondo di pure immagini spaziali, rappresentano una decisa presa di posizione poetica, quella che impropriamente si diceva Astrattista, ma che superata ormai la vecchia antitesi tra pittura astratta e pittura figurativa, oggi si preferisce definire come una poetica della figuralità , dove il termine figura significa precisamente un mondo di pure immagini non legate a nessun tipo di atteggiamento descrittivo o discorsivo delle esterne realtà  delle cose" dice di Raffaella Surian l'esteta professor emerito dell'Università  di Milano Dino Formaggio, tra i più illustri critici di arte contemporanea del secolo scorso, che aggiunge "...questo libero e favoloso gioco dinamico dei segni e delle immagini è quanto di più artisticamente godibile ci offrono le impronte di un lungo e pazientissimo lavoro, come l'incisione richiede... "

Biografia
Raffaella Surian è nata a Padova nel 1960. Allieva dei maestri Emilio Tadini, Luigi Veronesi, Emilio Isgrò e Walter Valentini, si diploma nel 1983 alla nuova Accademia di belle arti di Milano. Lavora come assistente al corso di tecniche dell'€™incisione nella stessa accademia con Walter Valentini, Mario Benedetti ed Enrico Della Torre.

Inizia una promettente attività  artistica partecipando ad alcune collettive e allestendo alcune mostre personali, ottenendo premi e lusinghieri riconoscimenti. Dopo un periodo di sosta ha ripreso la sua attività  artistica dedicandosi nuovamente all'€™incisione, pubblicando anche piccole edizioni d"€™arte con poesie ed acqueforti, esposte alla libreria specializzata Pecorini di Milano. Suoi lavori sono proposti attualmente dal mercante di stampe di Foro Bonaparte a Milano e da Buzzanca a Padova, luoghi deputati del collezionismo di grafica d"€™arte.


Info: +39 049 8205210
Orario: 9.30-12.30 / 15.00-19.00, lunedì chiuso
ingresso gratuito

Paolo Capovilla - Momenti di grazia

Paolo Capovilla - Momenti di grazia

La mostra rappresenta un"€™occasione ideale per ricordare, approfondire e riscoprire questo artista, che si è dedicato alla pittura e al cinema. Più di cinquanta dipinti, organizzati in un percorso cronologico dagli anni '70 al 1997 anno della sua morte

IGiovedì 6 dicembre alle 18.30 è stata inaugurata, alla Galleria La Rinascente, la mostra che, a dieci anni dalla sua scomparsa, l"€™Amministrazione Comunale di Padova dedica a Paolo Capovilla.
Grazie al paziente lavoro di ricerca di Beatrijs Lauwaert, forse la persona che più a fondo ha conosciuto Paolo e le ragioni profonde del suo fare pittura, artista belga e curatrice della mostra, sono stati raccolti più di cinquanta dipinti, che, organizzati in un percorso cronologico che a partire dagli anni "€™70 arriva al 1997, anno della sua morte.

La disponibilità  a concedere il prestito delle opere da parte di molti collezionisti, soprattutto di Padova, di Bagnoli di Sopra (suo paese natale), di Conselve e di altre località  della provincia, ha consentito alla curatrice di mettere a punto un progetto espositivo che ha destato anche l"€™attenzione di critici come Martina Corgnati, che, con entusiasmo e grande dedizione, si è dedicata ad analizzare la produzione di questo artista, proponendosi di approfondirne ulteriormente lo studio.

Biografia
Paolo Capovilla, terminati gli studi al Liceo Tito Livio, si iscrive all'€™Università  di Padova, Facoltà  di Lettere, quindi dal 1968 frequenta il Centro Sperimentale di Cinematografia, proseguendo l"€™esperienza nel mondo del cinema prima come regista, poi come attore, con Bertolucci e Rossellini.
Nel 1970 decide di chiudere con il cinema per darsi alla pittura, una pittura che si avvale di un linguaggio espressionista e postcubista con l"€™utilizzo di pennellate ampie e veloci e di un colorismo acceso, saturo e ricco di violenti contrasti. In una totale libertà  espressiva Capovilla fissa quindi immagini, volti, cose, paesaggi nei quali l"€™elemento figurativo, primitivo e ingenuo, viene reso forte da un potente e libero senso del colore.
La stravaganza del personaggio, votato all'€™eccesso, soprattutto a causa della malattia che lo porta all'€™alcolismo, convivono, nei ricordi di quanti lo hanno conosciuto, con l"€™ammirazione per la sua intelligenza, sensibilità  e cultura. Colpiscono anche i suoi esordi con la regia del film Tabula rasa, ispirato alle vicende dell'€™eroe greco Filottete, la cui storia di solitudine, disagio, mancanza di accettazione, è così simile alla sua personale situazione esistenziale.
I saggi di Giovanni Castaldi, psichiatra, e Martina Corgnati, critica d"€™arte, ben introducono alla comprensione di questo artista, l"€™uno sondando gli aspetti complessi della sua personalità , l"€™altra delineandone il percorso creativo; costituiscono dunque un importante avvio per approfondire e studiare l"€™opera di Paolo Capovilla, fino ad oggi relegato nell'€™album dei ricordi come personaggio, piuttosto che come artista.


Orario: aperto tutti giorni 10.00-20.00
Ingresso libero
Info: 049 8204544

Pericle Fazzini - La cartella ritrovata 1930 - 1931

Pericle Fazzini - La cartella ritrovata 1930 - 1931

Disegni e Sculture dal Museo Civico Città  di Ripatransone
La mostra riunisce non solo la cartella dei disegni inediti della giovinezza di Pericle Fazzini (tutti datati 1930/1931) collezione privata della Famiglia Boccabianca di Patay ma anche alcune sculture e un acquarello provenienti dal Museo Civico Città  di Ripatransone (Ascoli Piceno).

Tutte le opere non sono prima d"€™ora mai uscite da quell"€™angolo d"€™Italia chiamato Piceno, dove era nato il grande "€œScultore del vento"€, il 4 maggio 1913. Ed è pertanto totalmente inedito quello che Padova offre per la prima volta al pubblico

Pericle Fazzini giovanissimo, inizia a lavorare nella falegnameria di famiglia, accanto ai numerosi fratelli, apprendendo a intagliare il legno e dedicandosi alla scultura nei momenti liberi. Intorno al 1929 Mario Rivosecchi, compaesano di Pericle e amico di famiglia, convince il padre a assecondarne il precoce talento, inviandolo a studiare a Roma. E"€™ in questo periodo che alloggia spesso a casa Boccabianca, in via Treviso, 33 e dona i disegni che possiamo ammirare in questa mostra nonché il busto in gesso "€œPatay"€, probabilmente del 1932.

Nel gennaio 1933 in una mostra presso la galleria di Dario Sabatello ottiene un bel riscontro sia di pubblico che di critica: viene paragonata , per impatto, a quella di Scipione e Mafai tenutasi alla Galleria Bardi di Roma tre anni prima. Gli anni tra il 1935 il 1938 sono piuttosto difficili. Con il denaro del premio vinto alla quadriennale lo scultore prende in affitto lo studio di via Margutta dove lavora per il resto della sua vita. Si isola dall'ambiente artistico romano, realizzando alcuni dei suoi massimi capolavori, come il Ritratto di Ungaretti e la Danzatrice. Nel 1946 Fazzini espone alla Galleria del Secolo di Roma accanto a A. Corpora, R. Guttuso, S.Monachesi, G. Turcato, con opere realizzate dieci anni prima: è il segno di un volontario ricongiungimento a quelle esperienze nel segno della sintesi formale con cui aveva iniziato il suo cammino. Allo stesso modo va intesa la vittoria al Premio Torino del 1947 con una scultura del 1939, Anita in piedi, e infine la partecipazione alla prima "Mostra del fronte nuovo delle arti" (giugno I947, Milano, Galleria della Spiga) accanto a quegli artisti (Leoncillo, N. Franchina, A. Corpora , E. Vedova, ecc.) che allora proponevano una ricerca linguistica basata sulla sintassi cubista.

Fazzini, ben preparato a queste ricerche fin dalla sua giovanile adesione al clima del razionalismo architettonico e da una innata propensione alla sintesi della forma, ne trae utili insegnamenti giungendo con la Sibilla (vincitrice nel I949 del Premio Saint Vincent) e con il Profeta a esiti di alta qualità . Nel 1950-51 riprende il rapporto con l'architettura realizzando grandi figure di angeli per la cappella di Santa Francesca Cabrini (Roma , S.Eugenio), nell'aprile del 1951 la Fondazione Premi Roma ospita una vasta antologica, introdotta in catalogo dagli scritti degli amici R. Lucchese e G. Ungaretti. Lo stesso anno l'Accademia di San Luca gli conferisce il Premio Einaudi. E"€™ del 1952 una personale a New York . Nel 1954 partecipa alla Biennale di Venezia e ottiene il primo premio per la scultura l"€™anno dopo e fino al 1958 insegnerà  all'€™accademia di Belle Arti di Firenze e poi proseguirà  dal "€™58 al 1980 all'€™Accademia delle Belle Arti di Roma. Del 1964-65 è il Monumento alla Resistenza in Ancona.

Nel 1970 inizia l'avventura della Resurrezione, la grande scultura per la Sala delle Udienze in Vaticano, che per la sua portata storica può essere considerata come il punto di approdo di tutta la sua ricerca. Due grandi antologiche ripropongono al pubblico la sua lunga carriera: la prima ad Avezzano nel I983, la seconda, nel dicembre 1984 alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, ancora una volta accanto ad Alberto Ziveri. Tra le fonti di ispirazione principali negli ultimi anni ritroviamo gli spazi aperti dell'Adriatico, suggeriti ora in una serie di pastelli che aggiungono alla ricerca formale la suggestione del colore, in una estrema sintesi figurativa.
Muore a Roma nel1987.

Info:
Tel +39 049 8204537 /.+ 39 049 8753981(sede)
Orario: 9:30- 12:30 / 15:30 - 19:00 tutti i giorni lunedì chiuso
ingresso gratuito

Elisabetta Rasy e Carla Stella

Elisabetta Rasy e Carla Stella

Mercoledì 28 novembre 2007 ore 21
MADRE
ELISABETTA RASY
con CARLA STELLA

e la presenza della D.ssa Antonella Agnello -

Madre s.f. 1 La donna che ha concepito e partorito, in rapporto alla prole, simbolo di dedizione e di affetto incondizionato.

Madre, mamma è la prima parola e forse anche l"€™ultima. Elisabetta Rasy ha scritto un libro bellissimo, L"€™estranea (Rizzoli), sull"€™intenso legame tra una figlia e una madre. In un racconto incalzante in cui il passato diventa presente, c"€™è tutta la storia di una vita, la giovinezza tempestosa, gli amori, il fascino e le battaglie di quella donna, la madre, quando comincia ad allontanarsi dal paesaggio della vita. Le suggestioni poetiche proposte da Carla Stella, da Montale a Caproni, scandiranno le tappe di un percorso nello straordinario, vitale segreto della maternità .

Elisabetta Rasy è tra le scrittrici italiane più amate da pubblico e critica. ͈ autrice di vari saggi di argomento letterario, molti dei quali dedicati alla scrittura femminile (La lingua della nutrice, 1978; Le donne e la letteratura, 1984). Ha esordito nella narrativa nel 1985 con il romanzo La prima estasi. Vincitrice di numerosi premi letterari, le sue opere sono state tradotte in molti paesi. Con Rizzoli ha pubblicato Ritratti di signora (1995), Posillipo (1997), L"€™ombra della luna (1999), Tra noi due (2002), La scienza degli addii (2005). Collabora con l"€™inserto domenicale del «Sole 24 Ore».

Carla Stella, attrice professionista, regista e performer, è da sempre interessata alla poesia e alla letteratura, e porta avanti una sua visione cercando di creare un percorso continuo nel fare artistico, avvalendosi della collaborazione di musicisti, artisti, danzatori, video-film makers. Ha preso parte a importanti produzioni teatrali, cinematografiche e televisive.

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