NORAYR KASPER

NORAYR KASPER

Loss of Relevance

Inaugurazione: venerdì 30 maggio, ore 18
Sarà presente l’artista
Presentazione di Carlo Polgrossi
Intervento di Antonia Arslan

Dopo la partecipazione all’ultima Biennale d’Arte di Venezia 2013, dove ha esposto con grande successo le sue opere in un evento collaterale, Norayr Kasper, artista visivo canadese di origine armena, espone a Padova con una personale presentando una selezione di opere dal titolo “Loss of Relevance” curata da Carlo Polgrossi.
La mostra è organizzata dal Comune di Padova e dall’associazione Nairi Onlus, in collaborazione con l’associazione di Ricerca Culturale Casa di Cristallo e l’associazione Italiarmenia, e inserita nell’ambito del format Universi Diversi.
Ispirata ai resti dell’eredità industriale dell’Armenia post sovietica, la mostra cerca di rappresentare la perdita di importanza delle macchine e dell’uomo, sullo sfondo di un’industria ormai in sfacelo, di immense superfici di edifici desolati e abbandonati, mero fantasma di un’epoca interrotta da bruschi e travolgenti eventi geopolitici.
All’interno di questi stabilimenti superstiti, si collocano i ritratti di operai in vecchie uniformi di tela che continuano - sospesi nel tempo - a sorvegliare queste strane macchine. In un flusso di transizione e trasformazione, i macchinari smantellati, decostruiti, ricomposti e ammassati qua e là accennano un racconto effimero e rigenerativo, evocando la memoria della propria storia. L’intenzione di Norayr Kasper non è quella di interpretare la storia, né di documentare il passato, ma è connessa piuttosto con lo stato d’animo, con la perdita del sogno, attraverso gli spazi architettonici e il loro legame con la società odierna.

Norayr Kasper artista visuale canadese di origine armena. L’esperienza emotiva di Kasper, cresciuto a Venezia e ora residente a Toronto, scaturisce da una pluralità di ambiti culturali che ha determinato una formazione artistica ricca e multidisciplinare. Ha studiato fotografia e architettura allo IUAV di Venezia e si è laureato in produzione cinematografica e cinema a Montreal (Concordia University, 1990). La sua opera comprende fotografia artistica, film d’arte, la cura della fotografia di oltre 30 pellicole cinematografiche e televisive che hanno plasmato la sua personale cifra stilistica visuale.

Informazioni
Servizio Mostre - Settore Attività Culturali
Tel. 049/8204501-4502
Associazione Naìri Onlus
info@nairionlus.org
www.nairionlus.org
 

EremitArte

EremitArte

Sei grandi scultori per la nuova piazza Eremitani

Inaugurazione: venerdì 16 maggio 2014, ore 17.30
Saranno presenti il Vice Sindaco e gli scultori

Rinasce piazza Eremitani: dove fino a poco tempo fa c'era un disordinato e chiassoso parcheggio, una passeggiata serena induce ad ammirare una mostra a cielo aperto, con nove capolavori di sei scultori di fama internazionale - Elio Armano, Alberto Biasi, Antonio Ievolella, Angelo Rinaldi, Mauro Staccioli, Thon - chiamati dall'Amministrazione comunale a interpretare con le loro opere lo splendido spazio della piazza.
L'iniziativa viene a concludere l'importante intervento di riqualificazione dell'asse che connette la città moderna al centro storico, anche per chi lascia l'auto nei capienti parcheggi vicini e si avvia piacevolmente a piedi da via Porciglia per arrivare all'area museale, al Centro culturale Altinate San Gaetano e in generale nel cuore antico della città. L'obiettivo è quello di valorizzare una delle più importanti aree monumentali cittadine e sviluppare una vera e propria isola della cultura.
La valorizzazione della zona prosegue con i lavori in atto presso i Musei Civici, il completamento del sito archeologico presso l'Arena romana, la nuova protezione della Cappella degli Scrovegni e dell'area circostante con il ridisegno del giardino romantico.
Un aperitivo sarà gentilmente offerto dagli esercizi commerciali di via Porciglia e piazza Eremitani che hanno aderito all'iniziativa (ristorante-pizzeria Agli Eremitani, Al Bacaro, Boulangerie de Carlotta, Déjà Vu risto-bar, Latteria del Sole, Maison Hand Bistrot, bar Mantegna, YòforYou).

Artisti presenti
Elio Armano
Opera: Ripiditalia (legno dipinto, cm 400x100, 2014, proprietà dell'artista, Padova)
Alberto Biasi
Opere: Smetti di toccare (acciaio corten, cm 99x18, 2006, courtesy Antonietta Fioretto, Padova) - Sospeso fra due (acciaio corten, cm 120x76x26, cm 120x76x26, courtesy Archivio Alberto Biasi, Padova)
Antonio Ievolella
Opera: Geometria di campo (acciaio corten e rame, cm 275x300x60, 2005, courtesy Galleria Melesi, Lecco)
Angelo Rinaldi
Opera: Galaxy (acciaio satinato, cm 220x130x130, 2009, courtesy Galleria La Teca , Padova)
Mauro Staccioli
Opere: Varco (acciaio corten, cm 220x35x45 ciascuno, 2005, courtesy Antonietta Fioretto, Padova) - Segno aperto (acciaio corten, cm 200x576x35, 2003, courtesy Antonietta Fioretto, Padova) - Ellisse (acciaio corten, cm 200x250x12, 2008, courtesy Antonietta Fioretto, Padova)
Thon (Fausto Tonello)
Opera: L'Uovo (acciaio verniciato, cm 100x120, 2009, courtesy Galleria La Teca , Padova)
 

La Notte europea dei Musei 2014

La Notte europea dei Musei 2014

Apertura straordinaria del Museo del Precinema-Collezione Minici Zotti

Sabato 17 maggio il Museo del PRECINEMA seguirà il normale orario di apertura dalle 10 alle 16 e successivamente riaprirà con entrata gratuita dalle ore 20 alle 24.

La Notte Europea dei Musei è arrivata alla decima edizione. Fin dal primo anno il Museo del PRECINEMA ha aderito a questa iniziativa organizzata dal Ministero della Cultura Francese. Il successo di questa proposta culturale si manifesta ogni anno nel grande afflusso di visitatori che aderiscono con passione ed entusiasmo a questo evento.
Tutti i visitatori avranno la possibilità di conoscere il mondo del precinema e di toccare con mano gli strumenti da proiezione antenati del cinema.
La collezione Minici Zotti comprende pezzi unici: una lanterna magica con relativi vetri da proiezione appartenuta ai Granduchi di Lorena, un teatro di ombre indonesiane e vedute ottiche del settecento. Inoltre il museo offre la possibilità di interagire con molti degli strumenti presenti all'interno della collezione e di poter conoscere la storia dell'intrattenimento per immagini, lungo i secoli fino ai nostri giorni.
Sarà possibile infine conoscere “La Storia della Lanterna Magica in Veneto tra '700 e '800, grazie alla collaborazione tra Museo del PRECINEMA, Regione del Veneto e Assessorato alla Cultura del Comune di Padova.

Informazioni
Prato della Valle, 1/A
35123 PADOVA
Tel. 049 8767911 - 049 8763838
Sito ufficiale del museo: http://www.minicizotti.it/
http://www.nuitdesmusees.culture.fr/musee/museo-del-precinema/5396/

 

Filmare la città

Filmare la città

Workshop di Cinema documentario-IIa edizione

Workshop di Cinema Documentario “Filmare la Città” - Seconda Edizione
Teatro, Nuove Tecnologie e trasformazione del tessuto urbano.

All’interno di “ENTER - Intersezioni di uomini e tecnologie” progetto multidisciplinare di Tam Teatromusica, le associazione Nova Skola e Nuvole in Viaggio propongono la seconda edizione padovana del workshop di cinema documentario “Filmare la città”.
Il workshop è un corso intensivo di cinema documentario della durata complessiva di 29 ore, composto da una parte di lezione frontale di introduzione al cinema documentario, con particolare riguardo al lavoro sulle arti performative e teatrali, e da una prevalente parte di lavoro sul campo, in cui i partecipanti saranno coinvolti e seguiti nella produzione di un film documentario sugli ultimi giorni di preparazione del laboratorio “Dear Audience”, e di altri eventi del festival.
Il metodo di lavoro tenuto sarà quello dell’alternanza dei ruoli richiesti dal lavoro di una troupe cinematografica. Gli studenti si alterneranno nelle varie mansioni richieste dal set (regia, fotografia, suono, messa in serie) verificandone personalmente caratteristiche e problematiche.
Le iscrizioni aperte fino a lunedì 9 giugno, per un massimo di 10 partecipanti.

Date: 13 – 14 – 15 giugno 2014.

Luoghi: Centro Culturale San Gaetano, Padova; Aula 1914/Bastione impossibile, Padova; La casina del Parco Cavalleggeri, Padova.

Per info su ENTER e “Dear Audience”: www.tamtetromusica.it

Programma: Il programma completo del workshop è disponibile all’indirizzo www.nuvoleinviaggio.net/filmare-la-citta-2a-edizione

Informazioni
assonuvoleinviaggio@gmail.com
Tel. 340.4901920 (Luca)
www.nuvoleinviaggio.net

ALBERTO BOLZONELLA

ALBERTO BOLZONELLA

L'inferno dantesco

Inaugurazione mostra: 11 giugno 2014, ore 17.00
Saranno presenti: Sergia Jessi, Raffaella Bettiol, Giuseppe Iori

Alberto Bolzonella ha sempre posto al centro della sua poetica l’uomo nella sua complessità di cuore ed intelletto, di dominio del tempo e dello spazio, di relazione con il prossimo, di tensione fra il divino e il demoniaco. La sua discendenza - padre veneto, madre senese - dà origine ad influenze artistiche diverse: il colorismo veneto e il nitore disegnativo toscano.
L’idea iniziale, da cui l’artista ha tratto l’ispirazione per realizzare i 50 disegni esposti nella mostra "L'Inferno dantesco" , deriva dalle reminiscenze degli studi condotti in età giovanile e dalla forte impressione suscitata dalle narrazioni dei docenti, che descrivevano suggestive e impressionanti scene di condannati in eterno, rivisitate ora con un linguaggio più moderno e con la sensibilità pittorica tipica di questo artista. I disegni, realizzati con pennino e inchiostri di china, sono stati concepiti in sequenza progressiva, seguendo i 34 canti.
La Divina Commedia, in particolare l’Inferno, ha da sempre suscitato, già all’epoca di Dante, un particolare interesse e fascino misto a terrore. Via via che Dante e Virgilio si addentrano e scendono attraverso questo immenso cono nell’abisso sotterraneo, immerso in tenebre perpetue, le immagini si fanno più drammatiche e si accentuano i chiaroscuri nella rappresentazione delle anime condannate in eterno e tormentate da enormi demoni orribili e feroci.
In occasione della mostra verrà presentato il volume di Alberto Bolzonella, edito da Cleup, con testi di Giuseppe Jori e Sergia Jessi Ferro, traduzione in inglese di Adeodato Piazza Nicolai.
A questo nostro tempo che ha concentrato sull’immagine il potere della comunicazione Bolzonella regala un’indimenticabile lettura del capolavoro dantesco (Sergia Jessi)


Informazioni
Servizio Mostre, Settore Attività Culturali
tel. 049 8204528
tedeschif@comune.padova.it

Le Inutili vergogne di E. Savarese

Le Inutili vergogne di E. Savarese

Presentazione libro

introduzione a cura di Marilù Oliva

Sesso e mistica della carne. Perversioni private e famiglia. Corpi ambigui e apparizioni angeliche. Occasioni mancate e cattoliche penitenze. Nel diagramma confuso di questi contrasti, Eduardo Savarese, dopo “Non Passare per il sangue”, affronta i difficili percorsi dell’identità declinando le diversità dell'amore.
I molteplici punti di osservazione dei personaggi scandagliano vite che apparentemente hanno fallito perché hanno perduto l’amore; l’immagine della durezza del cuore, che si oppone a un cuore che arde e si scioglie perché ama, segna la traccia di queste pagine. La dolorosa separazione tra sesso e amore, tra corpi maschili e femminili, tra amore di uomini e amore con Dio cerca di ricomporsi in un senso più profondo e misterioso di libertà dove, intaccato, rimane un margine di vittoria.
Eduardo Savarese, magistrato e scrittore, nel 2010 è staot finalista al Premio Italo Calvino segnalato dalla giuria con il suo romanzo “L'amore assente”. Il precedente romanzo “Non passare per il sangue” ha ricevuto numerose recensioni.
“Con questo romanzo l’autore napoletano scava nell’uomo e nelle sue battaglie interiori, così come nell’amore e nelle sue infinite sfumature. Il tutto con notevoli capacità narrative e di costruzione delle immagini…” Andrea Bressa – Panorama.it

Premio Letterario Galileo 2014

Premio Letterario Galileo 2014

Il vincitore

Con il libro "Il bonobo e l'ateo. In cerca di umanità fra i primati", (traduzione Libero Sosio) - Raffaello Cortina 2013, Frans De Waal si è aggiudicato l'edizione 2014 del Premio Letterario Galileo.
La cerimonia finale, si è tenuta nell’Agorà del Centro Culturale Altinate San Gaetano di Padova. Durante lo spoglio delle schede pervenute dalle classi coinvolte nella Giuria Popolare, Moreno Morello, conduttore dell'evento e dal Presidente dell'Accademia della Crusca Nicoletta Maraschio, Presidente della Giuria scientifica hanno, con le loro domande, aiutato gli autori a illustrare ai ragazzi le opere.
Frans de Waal, ha vinto ottenendo 27 voti su 68. Etologo, primatologo e saggista di fama internazionale in questo volume, sondando l'origine della morale,  propone un umanesimo non religioso, anche se non antireligioso. Dopo Padova, Frans de Waal, giunto in Italia da Atlanta, sarà al Salone del libro di Torino sabato 10 maggio a presentare il libro insieme a Telmo Pievani, già finalista del Premio Galileo.

Tutte le informazioni sull'edizione 2014 del Premio: QUI
Libro vincitore
Frans De Waal - Il bonobo e l'ateo. In cerca di umanità fra i primati - (Trad. Libero Sosio) Ed. Raffaello Cortina 2013

Che cosa direbbe un bonobo, un mammifero appartenente all'ordine dei primati, a un ateo?
Per l'autore lo esorterebbe anzitutto a smettere di darsi tanto da fare per dimostrare l’assenza di un dio. La legge morale dentro di noi è nata ben prima delle religioni, che svolgono la funzione non di produrla, ma soltanto di sostenerla. Con il rigore scientifico e la prosa accattivante che gli sono soliti, ci mostra come i comportamenti morali dell’uomo, siano il frutto dell’evoluzione naturale e derivino da modi di agire e di sentire già presenti in altri mammiferi.
L’etica, insomma, è nata dal basso e si è evoluta nel mondo animale da forme embrionali di socialità.

Secondo classificato Nicola Nosengo, I robot ci guardano. Aerei senza pilota, chirurghi a distanza e automi solidali, Zanichelli,  2013 con 17 voti; terzo classificato Adriano Zecchina, Alchimie nell'arte. La chimica e l’evoluzione della pittura, Zanichelli 2012 con 12 voti; quarto classificato Marco Ciardi, Terra. Storia di un'idea, 2013 Laterza con 7 voti; quinto classificato  Vincenzo Barone, L'ordine del mondo. Le simmetrie in fisica da Aristotele a Higgs, Bollati Boringhieri, 2013
Una Menzione speciale quest'anno è stata dedicata dalla Giuria Scientifica a Paolo Bianco, Elena Cattaneo, Gilberto Corbellini e Michele De Luca per aver difeso efficacemente e con competenza le ragioni della scienza contro le "corbellerie" diffuse sul metodo stamina. Per i tre scienziati ha presenziato Paolo Bianco.

I precedenti
2007 " Perché la Scienza? di Luigi Luca e Francesco Cavalli Sforza (Mondadori);
2008 - Se l"uomo avesse le ali di Andrea Frova (ed. RCS libri " BUR);
2009 - Energia per l'astronave terra di Nicola Armaroli e Vincenzo Balzani (ed. Zanichelli);
2010 - I vaccini dell'era globale di Rino Ruppoli e Lisa Vozza (Zanichelli);
2011 - C"è spazio per tutti. Il grande racconto della geometria di Piergiorgio Odifreddi (Mondadori)
2012 - Il meraviglioso mondo dei numeri di Alex Bellos
2013 -  Il DNA incontra facebook - viaggio nel supermarket della genetica di Sergio Pistoi (Ed. Marsilio)

Il Premio Galileo ha il sostegno della Fondazione Antonveneta. Sponsor: Consorzio Venezia Nuova, APS Holding,  MAAP.
Con la collaborazione di: Auriga, Hotel Galileo, Morellato - Gioielli da vivere,  Consorzio Promozione Turistica Padova, Noleggiami.eu, Promovies, Radio Company, Planetario Padova.  
Media sponsor: Rai Radio3, Radio Bue.it, Focus, Mattino di Padova, la Tribuna di Treviso, la Nuova di Venezia e Mestre, Corriere delle Alpi, Coelum Astronomia, il Bo, Vivi Padova.

Informazioni
ASSESSORATO ALLA CULTURA
Palazzo Zuckermann
Tel. ++39 49 8205626-5611
Fax. ++39 49 8205605

Ufficio Stampa
Studio Lavia
P.tta San Michele 5/1 - 35122 Padova
Tel. 049 8364188 - Fax 049 659378
info@studiolavia.it - www.studiolavia.it

Daniel Augschöll

Daniel Augschöll

FAR WELL FANY STIX

Inaugurazione mostra 23 maggio 2014, ore 18.30

Un luogo che è esistito per tanti anni e rischia di sparire è un luogo che va raccontato.
Il progetto Far Well Fany Stix parte dalle storie di questi luoghi, parla della loro trasformazione e, così facendo, suggerisce nuove considerazioni, significati e riflessioni. E' un progetto fotografico che nasce dalla necessità di analizzare una parte specifica del territorio altoatesino e delle sue caratteristiche. Si tratta di un luogo di confine, tra l’Italia e l’Austria, che ha subito nel tempo numerosi cambiamenti, e che proprio a causa di questi, rischia di scomparire nel suo vero significato, nella sua dimensione attiva.
Durante l’inaugurazione verrà presentata anche una speciale pubblicazione, frutto della collaborazione tra l’artista e lo studio grafico, edita in 20 esemplari numerati e autenticati.

Far Well Fany Stix è tante storie, tanti piccoli frammenti. È uno sguardo verso questi luoghi di passaggio (passaggio doganale, commerciale, turistico, passaggio “umano”), che segnano un confine ancora esistente, il quale però sembra avere assunto un diverso valore. Luoghi come vecchie stazioni doganali, autostrade, strade statali, stazioni di servizio e di sosta per camion e mezzi di trasporto sono ormai un ricordo, poiché il vero confine fra le due nazioni è stato abolito, è diventato un’idea, un concetto “virtuale” (nel senso filosofico di “potenziale”). Uno dei principali obiettivi del fotografo è stato quello di definire e cercare di capire il limite in cui questo confine, questi luoghi di sosta e passaggio sono reali o “potenziali”. Quasi invisibili agli occhi degli abitanti del territorio in cui si trovano, questi luoghi vengono vissuti  come estranei e in modo del tutto differente rispetto a chi li vive da “passante”. La fotografia ha reso possibile la narrazione di questi luoghi così complessi, ricchi di stratificazioni e pensieri, dando la possibilità di indagare qualcosa che prima era stato del tutto ignorato.

Daniel Augschöll è nato nel 1985 a Vipiteno (BZ). Dopo essersi laureato in Arti Visive allo IUAV di Venezia si è trasferito a Berlino, dove ha studiato fotografia alla Ostkreuzschule für Fotografie. Ha all’attivo numerose pubblicazioni cartacee e online.
Recentemente ha partecipato al SI FEST 2013 nella rassegna Global Photography, dedicata ai fotografi emergenti a livello internazionale. Ha inoltre partecipato alla residenza fotografica LNM10 a Castelfranco Veneto ed esibito il suo ultimo lavoro nella mostra collettiva Sieben, che si è tenuta a Berlino lo scorso autunno. Nel 2008 ha fondato, insieme ad Anya Jasbar, la pubblicazione online dedicata alla fotografia contemporanea Ahorn Magazine.
Attualmente vive e lavora a Berlino.

Informazioni
Multiplo (Via G. Bruno 24B - Padova)
Giovanni Morandina
Cell. +39 392 2161116
hello@multiplo.biz
www.multiplo.biz

Kalelov (camminando)

Kalelov (camminando)

Antonia Arslan e Massimo Carlotto

KALELOV (CAMMINANDO)
Testo spettacolo di Antonia Arslan e Massimo Carlotto

di e con
Antonia Arslan – voce narrante
Massimo Carlotto – voce narrante
Maurizio Camardi – sassofoni, duduk, flauti
Mauro Palmas – liuto cantabile
Maurizio Redegoso Kharitian – viola
Alessandro Foresti – organo portativo

Musiche tradizionali armene e composizioni originali di Maurizio Camardi e Mauro Palmas
Una co-produzione GERSHWIN SPETTACOLI e NAIRI ONLUS
In collaborazione con l'Associazione di ricerca culturale Casa di Cristallo
Si ringraziano l'Associazione Italiarmenia e il Centro Studi e Documentazione della Cultura Armena

Un viaggio tra parole e musica da Marsiglia alle coste della Sardegna, da Venezia ai paesaggi dell'Armenia anatolica, lungo le rotte del Mediterraneo e oltre. Un viaggio nel tempo tra passato, presente e futuro che ci racconta storie di donne, uomini, luoghi reali ed immaginari. In scena due scrittori e quattro musicisti con in comune la passione del racconto e l'amore per la cultura della propria terra. Ognuno di loro infatti ha segnato il proprio percorso artistico e la personale ricerca espressiva cercando tra le pieghe della propria appartenenza.
Se da un lato i racconti di Antonia Arslan hanno contribuito in maniera determinante in questi anni a farci conoscere la cultura armena e la poesia del suo popolo, dall'altro lato Carlotto ci ha incantato e a volte indignato con le sue storie noir ambientate tra Marsiglia, il Veneto e la Sardegna. E poi ancora suoni, sapori e colori del Mediterraneo, sapientemente orchestrati per i sassofoni e il duduk di Maurizio Camardi e il liuto cantabile di Mauro Palmas sono stati la "colonna sonora" di tante storie di palcoscenico. E non da ultimo l'attenzione alla musica sacra di Maurizio Redegoso Kharitian e Alessandro Foresti costruiscono rotte sonore di rara spiritualità.
Kalelov (camminando), declinato nelle lingue dei luoghi che sono protagonisti di questa inedita produzione italo-armena, narra due storie che si intrecciano, con gli scrittori in scena e le musiche a fare a volte da collante alle parole, altre a raccontare a loro volta. Camminando proprio perchè non c'è nessun luogo dove arrivare, l'importante è appunto... camminare.

 

Francky Criquet

Francky Criquet

Le mie visioni

Inaugurazione mostra: giovedì 22 maggio 2014, ore 18.00
Presenta: Massimo Donà

Il tema principale che pervade tutta l’opera di Francky Criquet, artista a cui viene dedicata una Mostra personale allestita in Galleria Cavour (dal 23 maggio al 29 giugno 2014), è la relazione tra l’uomo e Dio, inteso come entità sovrannaturale. Di grande forza emozionale, le tele di Criquet sono scenografie tragiche e al contempo evocative; i suoi soggetti – tori, minotauri, pegasi, centauri -, provengono dalla mitologia classica e dalla cultura pagana arcaica e simbolica come creature che affiorano dalla terra dell’inconscio ancestrale dell’Artista. Uomini e animali sono in una perenne trasformazione, gli uni negli altri e viceversa, in una continua metamorfosi tra le specie e tra i generi, frutto di unìunica natura che si rappresenta sotto più forme, che può assumere diverse sembianze, ma che non perde se stessa, che non trascende.
Nei suoi impianti figurativi si ritrova Picasso e nei suoi paesaggi appare l’evanescente Chagall.
I suoi quadri riempiono lo spazio con la loro presenza forte, intensa, d'impatto e non lasciano mai indifferenti. Criquet è infatti un artista sanguigno, un alchimista del colore, che sa coniugare armonicamente cromatismi intensi e apparentemente antitetici sovrapponendoli magistralmente sulla tela così da esaltare la violenza espressiva dei colori alla maniera dei grandi esponenti dell’Espressionismo: i rossi sangue; i blu oceano; i gialli scintillanti. Il risultato è una pittura “ancestrale”, che non guarda solo alla grande tradizione novecentesca e al primitivismo modernista, ma ha qualcosa che ricorda le pitture rupestri. Ottiene questi colori primordiali impastando pigmenti puri di polveri calcaree a pulviscoli di cristalli di rocca, quasi a trasferire nelle sue creature la memoria primigenia della terra.
Mostra a cura di Silvia Prelz

Francky Criquet  nasce il 19 settembre 1968, a La Fleche, dipartimento de La Sarthe e proviene da umili origini: Il nonno e il padre commerciavano in rottami metallici ed oggetti usati e per lui avevano previsto altre occupazioni. Ma il Criquet dimostrò fin da piccolo un grande interesse per il disegno e la pittura: infatti a 8 anni ebbe il primo riconoscimento del suo talento vincendo il primo premio in un concorso per giovani pittori organizzato dal municipio di Le Mans.
Negli anni seguenti, parecchi suoi dipinti vennero esposti presso la Town Hall della sua città natale ed eseguì diversi interventi “murali” nelle scuole da lui frequentate.
I suoi colori decisi, quasi improbabili nel pensarli insieme, sono frutto di un’anima sgombra da condizionamenti e da “conformismi” non solo cromatici, libera nell’espressione, coraggiosa nel segno, forte nel sentimento, visionaria nell’ immagine, tesa ad una spiritualità cosmica che anima il mondo e che nella mitologia era rappresentata come soffio di vita degli dei. Per questo lo si può perfino definire "artista shamano".
Le mie tele sono un pretesto per parlare della creazione – spiega l’artista – e infatti anche la maternità è un altro tema fondamentale per me, poiché è un momento in cui si dà la vita, ma inevitabilmente anche la morte, una delle cose più importanti nella nostra esistenza. Non dico questo però con un’accezione negativa, ma solo come stimolo a cogliere l’attimo. La pittura per me non è una terapia, ma solo un’occasione per esprimermi che ho preso in prestito dai grandi del passato, come altri hanno fatto prima di me.

Durante la mostra sono programmate alcune conferenze a cura di ARTissima in collaborazione con Filosofia di Vita.

Inizio conferenze: ore 18.00

30 Maggio 2014
La bellezza e la bruttezza nell'arte contemporanea
conferenza con Guido Bartorelli, Alberto Giacomelli, Marcello Barison
11 Giugno 2014
La bellezza e dintorni
conferenza con Umberto Curi e Silvia Capodivacca
20 Giugno 2014
Shamanesimo e Metamorfismo
conferenza con Adone Brandalise

Informazioni
Servizio Mostre-Settore Attività Culturali
Tel. 049/8204529
donolatol@comune.padova.it

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