Recital per Duo violoncelli e pianoforte

Recital per Duo violoncelli e pianoforte

AGIMUS - XX Stagione Concertistica Internazionale 2012-2013

Concerto della XX Stagione Concertistica Internazionale dell'Associazione AGIMUS.

RECITAL PER DUO DI VIOLONCELLI e VIOLONCELLO-PIANOFORTE

KIM JOO EUN - violoncello (Corea del Sud/Nuova Zelanda)
EDITH SALZMAN - violoncello (Nuova Zelanda)
IRENA RISTOVIC - pianoforte (Croazia)
Kim Joe Eun: bambina prodigio di 10 anni, 1° premio assoluto con punti 100/100, 10° Concorso Internazionale Premio Città  di Padova, sezione archi solisti, vincitrice del 44° National Concerto Competition (Nuova Zelanda)

Programma
L. BOCCHERINI - SONATA in do maggiore (per 2 violoncelli)
G. FAURE - ELEGIA (per violoncello e pianoforte)
J. BARRIERE - DUO (per 2 violoncelli)
E. MAHLE - TRE DUO (per 2 violoncelli)
D.POPPER - DANZA DEGLI ELFI
F. FRANCOEUR - SONATA in mi maggiore (per violoncello e pianoforte)

KIM JOO EUN, nata in Corea nel 2002, ha iniziato a suonare il violoncello all'€™età  di 4 anni. A 5 anni si è trasferita con la sua famiglia in Nuova Zelanda dove sta studiando con la prof.ssa Edith Salzmann alla "€œPettman Junior Academy"€ presso l"€™Università  di Canterbury. Ha inoltre frequentato master class con i Maestri Mario de Secondi, Matias de Oliveira e Leo Phillips. Vincitrice ogni anno di borse di studio per il suo straordinario talento, dal 2009 è invitata regolarmente a partecipare all'€™ International Akaroa Summer Festival (Nuova Zelanda). Nel 2011 ha vinto il 44° National Concerto Competition (Nuova Zelanda), nel 2012 le è stato assegnato il punteggio massimo di 100/100, 1° premio assoluto al 10° Concorso Internazionale Premio Città  di Padova nella categoria riservata ai bambini fino ai 10 anni. In Nuova Zelanda tiene frequentemente concerti, nel 2013 terrà  una serie di recital eseguendo il concerto di Vivaldi per 2 violoncelli con la sua insegnante Edith Salzmann, e si esibirà  da solista, in duo e trio all'€™estero in rappresentanza della Pettman Junior Academy.

EDITH SALZMAN è una violoncellista tedesca che vive in Nuova Zelanda e Germania. Ha studiato a Detmold (Germania) e a Bloomington (Stati Uniti) con Irene Gudel e Janos Starker. Come solista e in formazioni di musica da camera si è esibita in tutta Europa, Stati Uniti, Canada, Australia, Nuova Zelanda, in molti stati asiatici, e ha registrato molti CD per l"€™etichetta italiana Stradivarius. è stata partner di importanti musicisti quali Menachem Pressler, Heinz Holliger, Eduard Brunner, Gustav Rivinius, Charles Castleman, Michael Endres, Leo Phillips e molti altri. Edith Salzmann è direttore artistico del "€œMusiktage Merzig Festival"€ che include masterclasses e concerti. Dal 2001 è professore di violoncello all'€™Università  di Canterbury. Regolarmente effettua registrazioni radiofoniche. Nel 2013 terrà  una tournè di concerti e masterclasses in Gran Bretagna, Vietnam, Thailandia, Stati Uniti e Germania.
http://www.music.canterbury.ac.nz/people/salzmann.shtml

Info
Stagione Concertistica
biglietti: euro 6,00
Concerto del 16/2/2013: € 10 intero, € 5 ridotto (riduzioni per ragazzi fino ai 18 anni)
Vendita: a partire dalle ore 15:00 il giorno del concerto (informazioni giorno del concerto: cell. 340 4254870

ASSOCIAZIONE MUSICALE AGIMUS DI PADOVA
Via G, Stampa 34 - 35027 Noventa Padovana
Cell. 340 4254870
agimuspadova@libero.it
www.agimuspadova.com

Mostra evento "Vite Sospese"

Mostra evento "Vite Sospese"

Si inaugura mercoledì 20 febbraio alle ore 18.30 l"€™installazione "€œVite Sospese"€ presso la Galleria Sottopasso della Stua di Padova.
L"€™installazione, curata da Alessio Brugnoli e Donatella Edini, con la collaborazione artistica di Rita Servello, nasce da una riflessione sul senso di indifferenza come risultato del continuo susseguirsi di scenari di guerre più o meno "€œlontane"€.
L'evento si configura come una sorta di interrogazione esistenziale che conduca irrimediabilmente alla centralità  e all'€™essenza della vita stessa e alla riaffermazione di valori che per troppo tempo l'essere umano ha abbandonato.


Inaugurazione: 20 febbraio, ore 18.30
Comunicato stampa

INSTALLAZIONE a cura di:
Alessio Brugnoli e Donatella Edini
con la collaborazione artistica di Rita Servello
"€œAFTER-WARS"€ foto e videoproiezione di Bruno Maran

"€œNoi siamo la guerra, noi portiamo nell'€™intimo la possibilità  di questa malattia mortale che ci sta riducendo a ciò che non avremmo mai creduto possibile.....Noi rendiamo possibile la guerra, noi la permettiamo....Non esistono fatti e verità  tutte in bianco o in nero. Esiste soltanto un "€œnoi"€-sì, noi siamo responsabili l"€™uno dell'€™altro...."€
Tratto dal libro "€œBalkan Express"€ della scrittrice Slavenka Drakulić edito da "€œIl Saggiatore"€ 1993
L"€™installazione nasce da una riflessione sul senso di indifferenza che il quotidiano susseguirsi di scenari di guerre più o meno "€œlontane"€ ci evoca e rende necessaria una sorta di interrogazione esistenziale sulla centralità  e sull"€™essenza della vita stessa.
I curatori dell'installazione hanno immaginato popoli e genti abituate a vivere in paesaggi ed epoche estreme, polverizzate o ridotte a brandelli da missili intelligenti lanciati da civiltà  evolute ed indifferenti.
Sono proprio questi scenari primordiali che ispirano la scelta dei materiali che compongono l"€™opera: legno solarizzato recuperato, stracci tinti e infine l"€™inserimento poetico delle velature di carta e delle luci (realizzati da Donatella Edini), che creano un leggero barlume proprio come senso metaforico di barlume di speranza.
Nella trasparenza infatti "€œla luce è narrante"€; evoca interni familiari, ma assume anche il significato di speranza: la speranza che altri orizzonti di pensiero siano possibili, anzi, dovuti, attraverso una sincera riflessione che renda consapevoli dell'€™importanza di condividere un impegno di pace.
Per ampliare ancora di più questo concetto espressivo, le foto e le videoproiezioni di Bruno Maran, fotoreporter di guerra: immagini, scatti dall'€™"€™ex Jugoslavia, appena oltre l"€™Adriatico. Altra guerra "€œumanitaria"€ dimenticata e risolta solo apparentemente.

Informazioni
Ingresso libero
La mostra rimarrà  aperta fino al 10 marzo 2013
Orario: 15.30 "€“ 18.30 , chiuso domenica

Settore Attività  Culturali "€“ Servizio Mostre
tel. 049 8204547 "€“ bertolinl@comune.padova.it
http:// padovacultura.padovanet.it

Ciclo di incontri "I Nostri miti tra religione e vita quotidiana"

Ciclo di incontri "I Nostri miti tra religione e vita quotidiana"

Incontri con gli autori sul tema:
I NOSTRI MITI TRA RELIGIONE E VITA QUOTIDIANA
A cura di Paolo Scarpi, Università  di Padova


La mitologia non è un semplice raccontare, ma è invece un raccontare che conferisce senso all'€™esistenza dell'€™uomo, sia dal punto di vista dei fatti religiosi, antichi come contemporanei, sia da quello della vita quotidiana di tutti i giorni. I miti ci appartengono e ci collocano sempre in un contesto che è quello della nostra appartenenza. Ci dicono chi siamo, dove siamo e ci uniscono a tutti coloro che con noi li condividono. Talora ne siamo vittime, da quei miti condizionati inconsapevolmente, talaltra ne siamo gli artefici e con essi ci identifichiamo, ci riconosciamo, talaltra ancora li esaminiamo criticamente, ma mai sono privi di un senso. ͈ questo un breve percorso per ritrovare il senso dei miti attraverso alcuni libri, discutendone con gli autori.

19 febbraio 2013 ore 17.30
Ernesto de Martino on Religion. The Crisis and the Presence

di Fabrizio Ferrari (Equinox Publishing, Sheffield - Bristol)
Marcello Massenzio, Università  di Roma Tor Vergata
Paolo Scarpi, Università  di Padova
discutono con
Fabrizio Ferrari, Department of Theology and Religious Studies University of Chester- UK

23 aprile 2013 ore 17.30
Musei Civici Eremitani, Sala del Romanino
Miti d"€™oggi

di Marino Niola (Bompiani, Milano)
Alberto Folin e Paolo Scarpi discutono con l"€™autore Marino Niola

9 maggio 2013 ore 17.30
Musei Civici Eremitani, Sala del Romanino
Opere di Angelo Brelich

(Editori Riuniti University Press)
Presupposti del sacrificio umano (prefazione di M. Massenzio), Il Politeismo (prefazione di M. Augé), Le Iniziazioni (prefazione di D. Fabre), Teatri di guerra agoni culti nella Grecia antica (prefazione di M. G. Bonanno), Tre variazioni romane sul tema delle origini (prefazione di E. Montanari), Paides e parthenoi (prefazione di P. Scarpi)
Presentano la collana
Marcello Massenzio, Università  di Roma Tor Vergata
Paolo Scarpi, Università  di Padova

Informazioni
Ingresso libero
Servizio Mostre - Settore Attività  Culturali
tel. 049 8204529 - http://padovacultura.padovanet.it

RICCARDO GALUPPO

RICCARDO GALUPPO

Una vita per la pittura Antologica

L"€™Amministrazione Comunale, con questa mostra antologica, rende un doveroso e sentito omaggio alla lunga ed intensa attività  artistica di Riccardo Galuppo. Non vi è, forse, argomento che non sia rientrato prima o poi negli interessi artistici del Maestro padovano e la carellata sulla sua attività , grafica e colororistica, porta ormai ad enumerare le diverse opere in misura di migliaia e migliaia, realizzate nell'€™arco di mezzo secolo.
Lungi dall'essere esaustiva, la mostra antologica che si inaugurerà  il 10 febbraio 2013 presso la Galleria Cavour, presenterà  un un centinaio di opere, alcune delle quali particolarmente significative ed intense perchè dedicate alla tragedia del Vajont, con le quali Galuppo ha inteso rendere omaggio alle duemila vittime di una catastrofe tutta umana.
Le opere esposte delineano la figura di un artista, come Riccardo Galuppo, che ha dato un segno alla storia dell'€™arte dei nostri giorni.


Inaugurazione: 10 febbraio, ore 10.45
Pieghevole invito

Riccardo Galuppo vive forti sensazioni ed emozioni che gli attraversano il corpo e lo spirito.
Egli ha con la natura e la realtà  che lo circonda un rapporto oltre il "€œreligioso "€œ. Tutto, dal ceppo d"€™albero che i flutti hanno restituito alla spiaggia , ai gabbiani che si librano in volo, tutto si trasforma in Spirito e tutto assume un movimento soprannaturale, etereo. A volte perfino inquietante. Nei suoi quadri quasi mai compare la figura umana eppure ogni argomento è metafora dell'€™uomo.
Di lui, lo scomparso critico d'arte Giorgio Segato, dice: "...Riccardo vive ancora forti sensazioni ed emozioni che gli attraversano il corpo e lo rendono partecipe della natura. Il suo dipingere è rimasto fedele a ciò che alla mente arriva dalla vista, dal tatto, dall'€™udito, dall'€™olfatto, dal gusto, e sa trasformarlo in emblemi araldici di pregnante qualità  sensoriale; è rimasto fedele all'€™ "€œumore"€, o meglio all'€™ "€œumidore"€ della nostra terra veneta tra monti e mare (tra il Friuli e l"€™Adriatico, luoghi delle sue origini e dei suoi più frequenti ritorni)" (Giorgio Segato)
Riccardo Galuppo Ha partecipato alle maggiori mostre nazionali : Quadriennale Romana, Premio San Fedele, Biennale Triveneta , Premio Titano ( San Marino). Ha conseguito numerosi premi, ha allestito mostre personali a Milano, Venezia, Gorizia, Padova, Verona, Vicenza, Treviso, Trento, Bassano, Pieve di Cadore, Auronzo.
I suoi quadri sono nei musei di Bassano, Treviso, Venezia (Galleria CÍ  Pesaro ) e Padova.
Di lui hanno scritto numerosi critici come Sergio Segato, Paolo Rizzi, Paolo Tieto, Sergia Jessi Ferro ecc.

Galuppo Riccardo( Padova, 1932). Pittore e grafico. Autodidatta. Esordisce nel 1951 con una personale alla Galleria Coccodrillo di Padova. L"€™attività  espositiva proseguirà  intensamente per tutti i decenni successivi; tra le numerosissime personali, si ricordano quella di Verona, Galleria Ghelfi, 1963; Milano, Galleria Gianferrari, 1969; Piazzola sul Brenta, Villa Contarini, 1986; Pieve di Cadore, Sala Consiliare, 1997. Dagli anni Cinquanta partecipa inoltre a mostre collettive e vari premi nazionali. Nel 1987 viene pubblicata una rilevante monografia sulla sua opera, a cura di Paolo Tieto. Temi preferiti all'€™inizio della sua attività  sono le case della periferia e le ambientazioni campestri, insieme agli oggetti della povera vita quotidiana, rappresentati secondo stilemi vicini al realismo. Si volge poi al soggetto floreale dei girasoli e dei cardi e continua a rappresentare oggetti scarni carichi di memorie. Dall'€™inizio degli anni Sessanta entrano nella sua pittura i gabbiani, intensamente interpretati, insieme ai paesaggi del delta padano, in cui il colore prevale sul segno. Nuovo motivo iconografico sono poi gli specchi, trattati con sapienza tecnica e coloristica; ma dall'€™inizio degli anni Ottanta, ritornano i motivi naturali di piante e fiori, accanto a drammatiche marine e alla serie dei panni al vento. Degli anni Novanta è la serie delle maschere. Bibl.: Riccardo Galuppo. Il mare, a c. di P. Tieto, Padova, 1987; Riccardo Galuppo. Le maschere, Padova, 1991-1997, 2 voll.

Informazioni
La mostra rimarrà  aperta dal 10 febbraio / 17 marzo 2013
orario: da martedì a venerdì 15.30/18.30 - sabato e domenica 10.00/12.00 -15.30/18.30 (lunedì chiuso)
tel. 049 8752747
caporellop@comune.padova.it
 

MADAGASCAR. Une belle vie, une belle mort

MADAGASCAR. Une belle vie, une belle mort

Fotografie di Massimo Branca

In Madagascar esiste un detto: "insieme viviamo da vivi nelle case, insieme viviamo da morti nelle tombe". Per i malgasci il legame tra la vita e la morte costituisce una parte essenziale della religione e della vita sociale, ed il corpo riveste un ruolo fondamentale.
Massimo Branca e Riccardo Bononi sono andati fino al cuore rurale del Madagascar per raccontare il rituale del Famadihana, il rapporto con la morte di un popolo, la commistione temporanea tra vivi e morti, con un"€™attenzione all'€™alterità  che si riflette anche nelle immagini, tra movimenti di massa, terra rossa, band musicali e sacrifici di zebù.
Mostra a cura di a cura di Riccardo Bononi e Barbara Codogno

Inaugurazione: venerdì 11 gennaio 2013, ore 17.30

Nel rituale "€œFamadihana"€ ogni tre anni le famiglie si riuniscono attorno alle tombe, riesumano gli antenati e per tre giorni e tre notti ballano con loro, bevono insieme rum artigianale, mangiano a sazietà , parlano con loro e li aggiornano su quanto è successo al villaggio dopo la loro dipartita.
I corpi vengono fatti danzare sopra le teste degli invitati al ritmo giocoso e incalzante della banda, disordinata ed estatica colonna sonora di un rituale che concentra simbolicamente tutto il caos della vita in poche ore, così che ai morti possa bastare il ricordo per qualche anno ancora.
I morti hanno provato ancora la gioia dei legami familiari, e così sarà  ancora al prossimo Famadihana.
La vita continua.
E' un momento di comunione col defunto, ma rappresenta anche un'occasione per rafforzare il legame familiare sullo sfondo della propria terra natale.
La cerimonia rappresenta una spesa consistente a cui ogni familiare contribuisce con un offerta in denaro: le spese comprenderanno, tra le altre, abbondanti banchetti con carne di zebù (sacrificati per l'occasione) e l'ingaggio di una banda di musicisti. Il rito si svolge nel giorno che l'astrologo locale stabilisce seguendo conteggi basati sulle fasi lunari. Dopo una festosa processione fino alla tomba, questa viene aperta e i cadaveri estratti (in numero variabile) vengono adagiati su alcune stuoie attorno alle quali si dispongono i cari vicini al defunto. Alcuni piangono e accarezzano i corpi fasciati. Gli oratori più abili ricordano il defunto ad alta voce.
Ad un certo punto tutti i lamenti cessano: i presenti si caricano i cadaveri sulle spalle e comincia un ballo euforico. I pianti si convertono in risa: i partecipanti, ebbri di birra e rum artigianale, danzano per ore, finché i corpi, avvolti in nuove lenzuola di seta, non saranno posti nuovamente nel loro sepolcro.
Davanti all'€™obiettivo di Massimo Branca il Madagascar ha svelato tanto la sua quotidianità  bucolica, quanto i suoi aspetti peculiari più curiosi come il particolare rapporto che il suo popolo intrattiene con la morte, considerata come una semplice tappa dello sviluppo umano, simile al passaggio tra due differenti età  della vita. Questa particolare concezione della morte è in Madagascar molto più che simbolica: gli antenati continuano a provare bisogni fisici ed emozioni: la fame, la sete, la curiosità , la noia.

Riccardo Bononi, pscicobiologo, antropologo e documentarista è dal 2010 il direttore dell'Istituto di Ricerca e Formazione nelle Scienze Sociali (Irfoss) di Padova. Già  allievo di Antonio Marazzi e David e Judith MacDougall, si occupa di antropologia visuale in diverse zone del globo unendo la sua grande passione per i media visivi e la ricerca sul campo. Dal 2006 il suo interesse è approdato in Madagascar, dove è cominciata una proficua collaborazione con il fotografo Massimo Branca.
Massimo Branca, fotografo e antropologo, ha testimoniato con la sua fotocamera la diversità  culturale in tre diversi continenti, dai coltivatori dell'Ecuador ai rituali funebri dell'Africa australe. Il suo approccio è sempre stato rivolto all'uso della macchina fotografica come mezzo per entrare in contatto con "l'Altro". La grammatica del vedere è, nella sua pratica fotografica, una koinè linguistica capace di superare i confini invisibili tra nazioni, popoli e culture.

La mostra è inserita nel Format RAM Padova 2012, terza edizione dell'ambizioso contenitore culturale di eventi e manifestazioni che si svolgeranno nelle diverse sedi espositive e negli spazi pubblici della città , da ottobre 2012 a gennaio 2013.

Informazioni
ingresso libero, orario 11-13; 15.30 -18.30, domenica chiuso
Servizio Mostre - Settore Attività  Culturali
http://padovacultura.padovanet.it

Quattro protagonisti della "Nuova creatività italiana" (Officina Italia 2)

Quattro protagonisti della "Nuova creatività italiana" (Officina Italia 2)

Alex Bellan, Eloise Ghioni, Antonio Guiotto, Diego Soldà

Quattro protagonisti della "Nuova creatività  italiana" (Officina Italia 2) Alex Bellan - Eloise Ghioni - Antonio Guiotto - Diego Soldà  esporranno le loro opere dal 23 febbraio al 24 marzo presso l'€™ex-Macello di via Cornaro.
I quattro artisti hanno già  partecipato alla mostra collettiva "€œNuova creatività  italiana"€, svoltasi nello stesso spazio esattamente un anno fa.
Mostra a cura di Renato Barilli, Guido Bartorelli e Guido Molinari.


Inaugurazione: venerdì 22 febbraio ore 18

La mostra dello scorso anno si poneva nel solco delle Officine organizzate dalla stessa équipe, a partire proprio da una precedente Officina Italia del 1997, cui hanno fatto seguito Officina Europa nel 1999, Officina America nel 2002, Officina Asia nel 2004, tutte realizzate con ampio concorso della Regione Emilia-Romagna, integrato da contributi delle amministrazioni locali ospitanti i vari settori del progetto, il quale infatti si è sempre caratterizzato per una natura policentrica, irraggiandosi dal capoluogo, Bologna, verso altre città  dell'€™Est della regione.
Tra i partecipanti, sono emersi quattro artisti che proporranno le loro opere nell'esposizione collettiva all'Ex Macello.
Alex Bellan è tra gli artisti padovani distintosi nella collettiva dell'€™anno scorso. Spesso il suo lavoro consiste nell'€™utilizzo anomalo di dispositivi meccanici, normalmente reperibili sul mercato, i quali sono fatti funzionare in cortocircuito senza più alcuna finalità  pratica. Come un ragazzino intraprendente e spericolato, Bellan compie miracoli nel "€œtruccare"€ i motori, procurando in noi il piacere di contemplare gli ingegnosi risultati di tale bricolage impazzito.
Eloise Ghioni fa ricorso a un linguaggio in apparenza intonato a un corretto ma freddo astrattismo geometrico, sennonché le superfici in genere sono di stoffa, incrostata di piume, e dunque i tracciati geometrici diventano come i segni cabalistici ispirati a qualche culto misterioso, oppure viene da pensare ai solchi impressi sui campi da presenze provenienti da altri mondi. Ci sono anche sculture simili a meteoriti piovuti dal cielo, anche questi oggetti sacri a qualche religione primordiale.
L"€™altro padovano che qui gode di una meritata personale è Antonio Guiotto. Capace di esprimersi tramite vari mezzi "€“ installazione, video, fotografia, scultura e perfino scrittura "€“ la sua firma va riconosciuta, a monte, nell'€™attitudine al gioco concettuale, ironico e narrativo, dove non mancano allusioni autobiografiche che lo vedono nella parte del giovane artista, caparbio e un po"€™ sconsiderato nell'€™inseguire la sua ambizione, malgrado le difficoltà  e la pressione di chi lo vorrebbe volto verso un avvenire più sicuro.
Diego Soldà  presenta dei corpi verticali, molto simili a dei tronchi d"€™albero, che poi va a resecare con ampi tagli orizzontali, mettendo a nudo un interno fatto di cerchi concentrici, stratificati, iridescenti, di un pittoricismo acceso e coinvolgente. Oppure le sue superfici si cospargono di granuli, come di ovuli in attesa di dischiudersi e, quando questo succede, ne esce fuori un intenso cromatismo, un inno alla vitalità  che è propria di tutte le esistenze organiche.

Informazioni
Ingresso libero
La mostra rimarrà  aperta fino al 24 marzo 2013
Orario: 15 "€“ 19, lunedì chiuso

Settore Attività  Culturali "€“ Servizio Mostre
tel. 049 8204547 "€“ bertolinl@comune.padova.it
http:// padovacultura.padovanet.it

Tintoretto ritrovato

Tintoretto ritrovato

La tecnologia contemporanea e il restauro dei dipinti

Tintoretto ritrovato

Nel marzo 2012 i Laboratori di Restauro del Centro Conservazione e Restauro "€œLa Venaria Reale"€, diretti da Pinin Brambilla Barcilon, hanno accolto uno dei capolavori della Pinacoteca del Museo d"€™Arte padovano, la Crocifissione di Jacopo Robusti detto il Tintoretto.

L"€™intervento di restauro è stato preceduto da un"€™ampia campagna diagnostica non invasiva che, utilizzando avanzate strumentazioni come la radiografia digitale, ha fornito inedite informazioni sull"€™opera. A conclusione di questa importante operazione, che ha restituito al dipinto la vivacità  degli accostamenti cromatici, dal 4 luglio al 14 ottobre la Crocifissione è stata esposta nella Sacrestia della Chiesa di Sant"€™Uberto presso la Reggia di Venaria Reale.
Al suo rientro in Museo, dal 19 ottobre al 18 novembre, le sarà  dedicato uno spazio allestitivo corredato da un aggiornato apparato di comunicazione con approfondimenti sull"€™artista, sull"€™opera, sugli esiti delle indagini e sull"€™intervento di restauro. Al termine di questo periodo, la Crocifissione tornerà  nella sala del Romanino, dove ritroverà  la sua adeguata collocazione cronologica all'€™interno del percorso della Pinacoteca.

Il restauro della Crocifissione del Tintoretto

Info
Orario: da martedì a domenica, 09:00 19:00; chiuso tutti i lunedì non festivi
Biglietto comprensivo della visita dei Musei Civici agli Eremitani e Palazzo Zuckermann
Intero euro10,00; ridotto euro 8,00; ridotto speciale euro 6,00 convenzionati; ridotto scuole euro 5.
Gratuito per bambini fino a 5 anni, possessori di biglietto intero Cappella degli Scrovegni, Padovacard, Cartafamiglia, Musei Tutto l"€™Anno
Tel. +39 049 8204551
musei@comune.padova.it

Mostra "Il viaggio dell'anima"

Mostra "Il viaggio dell'anima"

Un delicato viaggio nell'€™anima di Francesca, donna sensibile e gentile, che, attraverso le sue opere, ci conduce in praterie di amore e di dolore. I sentimenti e le emozioni prendono consistenza nelle sculture di corpi di donna fragili e sinuosi, o in opere echeggianti maternità  desiderate, maschere tristi... o, ancora, in dipinti di sereni paesaggi agresti, pioppi leggeri o volti sofferti...Un mondo prezioso, un cuore grande d"€™artista che, fino all'€™ultimo gesto, offre la sua opera in favore di un"€™associazione che si occupa di adozioni a distanza, a sottolineare il profondo legame con il mondo dell'€™infanzia, e con la simbologia della maternità  così presenti in tutte le sue opere.


Inaugurazione il 6 febbraio alle ore 18,30

Sensibile e attenta alle valenze formali, Francesca Martinelli plasmava l"€™argilla cercando di far emergere la fluidità  delle linee e un modellato che accentui il valore affettivo della composizione.
Allieva di Dolores Grigolon, una delle protagoniste della pittura padovana del Novecento, si è dedicata alla scultura realizzando statue in argilla refrattaria, attraverso le quali tendeva ad esprimere i sentimenti, le gioie, le emozioni più intime e il mondo interiore della donna.
Soggetti prediletti sono le maternità  e i nudi femminili, interpretati in chiave classica. Una sorta di creatività  in cui i materiali primari e il fuoco diventano simbolo di una volontà  che cerca nel presente le radici del passato più antico (Beatrice Rigobello Autizi, Associazione Arte Incontro).
Opere di scultura e di pittura di Francesca Martinelli e degli artisti delle Associazioni Arte Incontro e Xearte donate a sostegno dell'€™iniziativa benefica a favore dell'€™Associazione di Adozione a Distanza Una Strada onlus.

Informazioni
Ingresso libero

Settore Attività  Culturali - Servizio Mostre
tel. 049 8204528 - tedeschif@comune.padova.it
http://padovacultura.padovanet.it

Associazione Xearte
Cell. 348 3708079 - tel/fax 049 654263
Xearte-info@xearte.net www.xearte.net

NADER

NADER

Opere 1973-2013

Si inaugura l'8 febbraio, ore 18.00 presso il Centro Culturale Altinate San Gaetano, la mostra dedicata all'artista iraniano Nader Khaleghpour. Questa importante antologica (a dodici anni dall'€™ultima sua mostra a Padova) raccoglie i momenti più significativi di un percorso artistico cominciato quarant"€™anni fa, per giungere oggi, nel pieno della sua maturità .
Mostra a cura di Stefano Annibaletto

9 febbraio "€“ 7 aprile 2013
Centro culturale Altinate San Gaetano "€“ via Altinate 71

Inaugurazione: venerdì 8 febbraio, ore 18.00
Pieghevole invito

Nato in Iran nel 1947, Nader Khaleghpour ha trascorso la sua infanzia vicino al Mar Caspio a contatto con la natura e le intatte tradizioni rurali. Fin da ragazzo comincia a interessarsi alla pittura e presto si trasferisce a Tehran dove, dopo una breve esperienza cinematografica, decide di dedicarsi completamente alla pittura. Nel 1973 allestisce la prima mostra personale in Iran, a Tehran, presso la galleria Sullivan.
Sempre nello stesso anno, spinto da una forte esigenza di ampliare i suoi orizzonti artistici e culturali, si trasferisce in Italia. Dal 1973 al 1977 frequenta l"€™Accademia di Belle Arti a Venezia, diplomandosi con Carmelo Zotti. Dopo la rivoluzione del 1979 in Iran, rientra nel suo paese e insegna alla facoltà  di Belle Arti dell'€™Università  di Tehran, allacciando molti contatti con artisti e intellettuali. In seguito lascia l"€™Iran e si trasferisce definitivamente in Italia. Nel 1974, con la sua prima personale italiana a Padova, è apprezzato fra i primi da Ettore Luccini che sarà  poi il tramite dell'€™incontro con Tono Zancanaro. Tra i due nascerà  una salda amicizia. Importanti le mostre ideate, curate e presentate da Mario De Micheli: la prima nel 1986 a Milano presso la Fondazione Corrente, la seconda nel 1987 a Ferrara a Palazzo dei Diamanti. Da allora la sua pittura è cresciuta in direzioni diverse, sempre nel segno di una forte personalità  e dell'€™incontro tra due differenti culture: il lontano e favoloso oriente e l"€™industrializzato occidente.
E'ˆ stato invitato a Biennali italiane e internazionali come quelle di Lubiana (1987, 1989, 1995), Krakow (1991, 2003), Belgrado (1996), Biella (1996), Cremona, Uzice, Namur, Vienna, Bitola, Tuzla, Portland, ...
Nel 1997 una sua opera, dopo una mostra itinerante negli Stati Uniti, è acquistata dal Portland Art Museum.
Le sue acqueforti sono esposte anche in permanenza nelle sedi più qualificate del mondo. La città  di Padova gli ha dedicato nel 1992 una mostra personale nella Civica Galleria dei Magazzini del Sale e nel 2001 una grande mostra nelle Ex Scuderie di Palazzo Moroni.
Le mostre personali di Nader sono state oltre cinquanta e quelle collettive più di duecento.

Informazioni
Ingresso libero
10.00-19.00, lunedì chiuso
Tel. 049 8205557 - 8205095
relazioni.esterne@comune.padova.it

Recital pianistico HIROMI ARASAKI (Giappone)

Recital pianistico HIROMI ARASAKI (Giappone)

XX Stagione Concertistica Internazionale 2012-2013

Concerto della XX Stagione Concertistica Internazionale dell'Associazione AGIMUS.

PAGINE PIANISTICHE

RECITAL PIANISTICO
HIROMI ARASAKI (Giappone)

1° premio "€œConcours International de Musique Léopold Bellan"€ di Parigi, 1° premio "€œBreast Piano Competition"€ di Parigi, 1° premio 10° Concorso Internazionale Città  di Padova, sezione pianoforte solista

Programma
J.S. BACH - PARTITA n. 2 in do min. BWV.826 (Sinfonia, Allemanda, Rondò, Capriccio)
M. RAVEL -JEUX D'EAU
M. RAVEL -SONATINA
F. CHOPIN - NOTTURNO op.9 n.1
C. VINE - PIANO SONATA
S. RACHMANINOFF - MOMENTO MUSICALE op. 16 n. 3 e 4

HIROMI ARASAKI, nata a Okinawa in Giappone nel 1987, ha iniziato lo sudio del pianoforte all'€™età  di 3 anni. Ha compiuto gli studi musicali nella sua città  natale dove si è laureata col massimo dei voti alla Facoltà  di Musica della "€œOkinawa University of Arts"€, sotto la guida del prof. Setsuko Iwasaki. Si è poi trasferita in Francia dove si è perfezionata al Conservatorio di Parigi ottenendo il "€œDiplome d'Etudes Musicales Supérieures"€ in pianoforte e musica
da camera col massimo dei voti. Vincitrice del primo premio al "€œConcours International de Musique Léopold Bellan di Parigi"€, al "€œBreast Piano Competition"€ di Parigi (in duo con la sorella Narumi Arasaki), ha ottenuto inoltre il primo premio al 10° Concorso Internazionale di Esecuzione Musicale Premio Città  di Padova, sezione pianoforte solista. Si è esibita in Giappone, Francia, Italia.

Info
Stagione Concertistica
biglietti: euro 6,00
Concerto del 16/2/2013: € 10 intero, ‚€ 5 ridotto (riduzioni per ragazzi fino ai 18 anni)
Vendita: a partire dalle ore 15:00 il giorno del concerto (informazioni giorno del concerto: cell. 340 4254870

ASSOCIAZIONE MUSICALE AGIMUS DI PADOVA
Via G, Stampa 34 - 35027 Noventa Padovana
Cell. 340 4254870
agimuspadova@libero.it
www.agimuspadova.com

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