Nove artiste di diversi paesi eropei presentano i loro gioielli: una mostra che si caratterizza per la dimensione internazionale e per la volontà di avvicinare a questa forma d'arte anche un pubblico più ampio.
18 dicembre 2004 - 30 gennaio 2005 21 marzo2005
Oratorio di San Rocco, Via S. Lucia - Padova
Orari: martedì - domenica 9.30 " 12.30, 15.30 " 19.00, lunedì chiuso.
Ingresso libero.
La mostra
Le artiste
Informazioni
La mostra
La mostra riunisce ben nove artiste di fama internazionale che vivono e lavorano in Germania, Olanda, Svizzera, Francia, Spagna. L'Italia è rappresentata da due artiste padovane, che si sono formate nell'ambito della sezione di Oreficeria dell'Istituto d"Arte "Pietro Selvatico".
Ogni artista presenterà dodici opere che permetteranno anche al visitatore meno esperto di conoscere i principali aspetti del loro processo creativo dall'esordio della loro attività ad oggi, osservarne analogie e differenze, coglierne i molteplici aspetti e soprattutto il pensiero e la filosofia che informano le opere esposte.
Il visitatore potrà così conoscere queste singolari artiste, il loro modo di concepire il gioiello e di capire il complesso rapporto tra monile-corpo-persona che è alla base delle loro creazioni: differenti modi espressivi che trasformano il significato del gioiello in opera d"arte, culture da cui ognuna di loro rielabora la tecnica e il gusto dell'utilizzo di materiali diversi.
Per il suo carattere internazionale, la mostra offre l'occasione di mettere a confronto opere nate nello stesso momento ma in differenti contesti culturali, accomunate tutte comunque da originalità , grande perizia nella lavorazione della materia, rilevante capacità tecnica, sempre frutto di forte impegno, dedizione e intelligenza ideativa.
Un nuovo modo quindi di interpretare e godere il gioiello, dialogare con l"opera e con chi l"ha realizzata, farla vivere e diventare unica nell'interpretarla, nell'indossarla.
Per far meglio conoscere ed apprezzare le opere esposte tutti i venerdì di gennaio alle ore 17.00 un esperto sarà a disposizione del pubblico.
La mostra verrà successivamente ospitata a Barcellona e ad Hanau.
La seconda edizione di Pensieri Preziosi è già prevista per il prossimo anno, sempre negli stessi spazi espositivi, riservati alle rassegne dedicate al gioiello e alla scultura contemporanea. L'edizione 2005 vedrà protagoniste giovani orafe, sempre provenienti da diversi paesi europei, le cui opere si caratterizzeranno per il linguaggio innovativo e per la particolare originalità .
La mostra è organizzata dall'Assessorato ai Musei, alle Politiche Culturali e Spettacolo del Comune di Padova, a cura di Mirella Cisotto Nalon.
Contributi di Maria Cristina Bergesio e Alessandra Possamai.
Segreteria organizzativa: Maria Cristina Gennari e Licia Moretti.
Le artiste
ESTHER BRINKMANN
Meditazioni sull"essenza ontologica dell'ornamento appaiono le creazioni di
Esther Brinkmann, scaturite da un"indagine del rapporto fra il gioiello ed il corpo, la sua architettura anatomica e tutte le sue qualità sensoriali, ed anche della dimensione simbolica e rituale dell'atto di ornarsi. La sua ricerca si è particolarmente sviluppato intorno all'anello, la tipologia più visibile e quella maggiormente satura di rimandi simbolici. Gli anelli di Esther Brinkmann non cingono il dito, ma lo contengono, lo custodiscono mettendo in evidenza la forma delle dita "come un singolo fiore in un vaso".
CATHY CHOTARD
La dissoluzione della compattezza del metallo attraverso la sua trasformazione in sottile, minuta e vibratile sostanza con la quale si costruiscono solide strutture, rappresenta la sintesi della ricerca nel gioiello condotta da Cathy Chotard dal 1992. Gli anelli, le spille sono formati da lamelle, lastrine d"oro, d"argento a volte ossidato, saldate l"una sull"altra, fissate l"una dentro l"altra, oppure sovrapposte e inserite in un perno, suggeriscono la forma di strutture naturali, cortecce di alberi, gusci di insetti, filamenti vegetali di una natura come osservata attraverso il microscopio, accompagnato da una amorevole cura nel trattare e combinare minuscoli elementi.
JOHANNA DAHM
Dopo un percorso di sperimentazione e ricerca nell'ambito di materiali non pregiati da cui scaturiscono forme essenziali rese preziose dal loro interagire con il corpo e con i tessuti su cui poggiano, Johanna Dahm passa alla creazione del "gioiello evento". Così nel 1996 dischi di carta colorata assumono valore e unicità nell'atto individuale ed esclusivo dell' "essere perforati", divenendo originali e particolarissime collane. Si susseguono opere immateriali, soluzioni concettuali mentre la ricerca volge sempre più verso l"obiettivo di dare forma alla luce. Con la luce la Dahm si cimenta, gioca, verifica, crea, arrivando ad esiti che traducono il gioiello negli effetti che fasci luminosi proiettati hanno sul corpo o su parte di esso. Quindi giunge all'oro, l"oro che è luce, luce sciolta e plasmata nel fuoco vero mentre l"esperienza in Ghana la porta a fare propria e a personalizzare la tecnica antica della "cire-perdue" del popolo Ashanti, arrivando all'affascinantissima creazione di anelli che caratterizza la sua più recente produzione.
LUCIA DAVANZO
Dai primi anni "90 Lucia Davanzo elabora gioielli basati sulla modulazione della forma geometrica concepita come aereo disegno nello spazio. Attraverso un paziente lavoro di trafilatura il metallo assume una nuova identità , viene svuotato del suo peso di lastra compatta. Elemento resistente, il filo viene sottoposto ad una tensione e torsione, così la struttura acquista una tridimensionalità giocata sulla trasparenza. Le opere più recenti testimoniano la ricerca per un nuovo equilibrio, che possa associare un impianto costruttivo più solido con il desiderio di recuperare il valore della leggerezza.
MARIA ROSA FRANZIN
Pensare l"oggetto, disegnare il pensiero e poi lasciare del tempo per stimolare la sua trasformazione in forma concreta, rappresentano i momenti che scandiscono il lavoro orafo di Maria Rosa Franzin. L"istinto pittorico è presente nell'elaborazione della forma e nel momento esecutivo quando diventa pennellata, macchia, graffio, maculazione della "pelle" del metallo. Nelle opere più recenti, mentre il linguaggio rimane lo stesso, si registra un notevole cambiamento stilistico e formale. L"ordine serrato e simmetrico viene interessato da una carica esuberante, si nota un impulso a travalicare, ad uscire dai confini per creare un ritmo più sincopato.
PILAR GARRIGOSA
Pilar Garrigosa è figlia della cultura catalana. Ha assimilato e incanalato le esuberanti usanze iberiche nelle influenze della tradizione creativa di Pforzheim, che ha segnato i movimenti avanguardisti del dopoguerra, scegliendo il razionalismo nel gioiello. Il suo minimalismo geometrico si accompagna all'amore per pietre e gemme, di cui è collezionista e grande esperta, che con la loro sensualità contrastano con la purezza del metallo. La sobrietà delle forme segue una grande esperienza e padronanza di tutte le tecniche per un gioiello che non soltanto deve farsi vedere, ma contemplare.
THERESE HILBERT
La profonda sensibilità e l"intimo pensiero di Therese Hilbert si traducono in argentee forme pure che esprimono una continua e rinnovata antinomia fra spazi interni ed esterni, pieni e vuoti, disponibilità e introversione, grazia e aggressività , eleganza e vigore.
Superfici levigate, lisce, satinate, lavorate al punto da suscitare un vivo bisogno di tattilità , vengono ferite da spazi incavati, da fragili bordi acuminati, da fessure e punte che sembrano voler proteggere chi le indossa e chi le ha realizzate.
I "vulcani", i "vasi", metafore predilette nella realizzazione di spille e pendagli della più recente produzione, tornano sul concetto del vuoto che viene riempito da pensieri ed emozioni, ricco di contenuti che solo chi li indossa può vedere o che si rivelano, con ricercata complicità , a chi, con occhio disincantato e curioso, li sa veramente guardare.
NEL LINSSEN
Nel Linssen, sin dall'esame finale all'Accademia delle Belle Arti di Arnhem, nel 1956, si è interessata e ispirata ai ritmi e alle strutture del mondo della botanica, in sintonia con una nascente coscienza ecologica e la volontà di produrre oggetti non convenzionali. A partire dal 1990, l"artista si è cimentata in nuovi tipi di ricerche e sperimentazioni, infatti nel 1994 la collezione di gioielli di carta è risultata la naturale conseguenza di esperimenti con la ceramica durante il periodo di lavoro all'European Ceramics Work Centre di Hertogenbosch, in Olanda.
ANNELIES PLANTEIJDT
Linee, colori, piani, sono gli elementi peculiari dell'opera di Annelies Planteijdt.
Sin dagli esordi vive l"esperienza razionale dell'ambiente olandese, frequentando la Rietveld Academy ad Amsterdam. La sua ricerca artistica si incentra, soprattutto, nella serie delle collane, gioiello che la vede influenzata dalla tradizione storica-artistica del suo paese d"origine e dal neoplasticismo, che sceglie una nuova estetica plastica, auspicando l"eliminazione di ogni forma barocca. L"uso dell'oro, dei pigmenti colorati ma, soprattutto, del tantalio, materiale prezioso e duttile, la porta a creare gioielli in cui rimane ben definita una linea tra piano e tridimensionale.
Informazioni:
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