Rassegna Letteraria

Rassegna Letteraria

Autore su Autore Il Novecento va in scena. Letture, cinema e performance
aprile - maggio 2006


Rileggere, interpretare grandi narratori del Novecento, la loro opera la loro personalità , è il registro che Autore su Autore intende usare per accedere ai territori della letteratura, con curiosa originalità .
Gadda, Proust, Lorca e Neruda, Svevo, Hrabal, Musil, Kafka rivivono nelle letture e nelle interpretazioni di Paolo Mauri, Daria Galateria, Arnoldo FoÍ , Enrico Regazzoni, Giuseppe Dierna, Aldo Giorgio Gargani, Paolo di Paolo accompagnati da proiezioni di film di grandi registri che hanno interpretato opere letterarie, da performance di artisti e musicisti.
Programma:
3 aprile, ore 18:00 - Palazzo Antico Ghetto- via delle Piazze,26
Paolo Mauri :intervento su Carlo Emilio Gadda

Ore 22:00 - MPX Multisala Pio X Proezione del Film
Quel maledetto imbroglio di Pietro Germi
liberamente tratto da Quer pasticciaccio brutto de via Merulana di Carlo Emilio Gadda

Paolo Mauri storico,critico della letteratura, giornalista è autore di studi su Carlo Porta e Luigi Malerba e della raccolta di saggi Corpi estraneiDirige le pagine culturali di Repubblica. Tra le pubblicazioni recenti: l'opera imminente - Diario di un critico, saggio sul futuro della comunicazione e della scrittura.
Carlo Emilio Gadda Milanese , ingegnere, scrittore fra i più tormenti scrittori del Novecento.

Scheda Film: Un maledetto imbroglio 1959
Ciccio Ingravallo, commissario della Squadra Mobile di Roma indaga: il furto avvenuto in un appartamento ha forse qualcosa in comune con l'omicidio della bella Liliana? Liberamente tratto dal Pasticciaccio di Gadda, è uno dei migliori gialli in assoluto del cinema Italiano tutto giocato sul doppio registro comico poliziesco drammatico.


10 aprile, ore 18:00 - Palazzo Antico Ghetto- via delle Piazze,26
Daria Galateria: intervento su Marcel Proust
Musiche di Debussy, Daniela Roi - Marina D'Ambrosio al piano

Ore 22:00 - MPX Multisala Pio X Proezione del Film
Le intermittenze del cuore di Fabio Carpi 2003

Daria Galateria insegna letteratura francese all'Università  di Roma. Tra gli ambiti della sua ricerca le fonti (letterarie, artistiche, filosofiche, storiche) della Rescherche proustiana e la memorialistica femminile del Seicento e Settecento. Ha pubblicato numerosi saggi e importanti edizioni critiche.

Marcel Proust,romanziere, filosofo, esteta, autore feticcio e fonte inesauribile di citazioni e ispirazioni. E' famoso come personaggio almeno quanto lo è come scrittore. Oltre all'opera Rescherche pubblicata dal 1913 al 1927 (sette volumi) è autore di

L'indifferente
, Jean Santeuil, Contro Sainte-Beuve

Scheda film: Le intermittenze del cuore
Un regista sta preparando un film sulla vita di Proust. Mentre il lavoro procede, la memoria involontaria (la grande speculazione proustiana) fa affiorare episodi ed emozioni del passato: l'abbandono della lotta partigiana durante la guerra, un lungo e tormentato amore, la giovinezza rivissuta nel rapporto con il figlio. Una raffinata e intensa riflessione sulla vecchiaia, sul tempo, sulla memoria.


18 aprile, ore 21:00 - Palazzo Antico Ghetto- via delle Piazze,26
Arnoldo FoÍ  - Giorgio Costa omaggio a Garcia Lorca, Pablo Neruda e alla
musica spagnola

Arnaldo FoÍ  - attore, commediografo regista, pittore, scultore, giornalista, romanziere e poeta, artista colto e popolare, ha recitato con tutti i grandi del teatro e ha interpretato oltre 100 film e molti storici sceneggiati TV.
Giorgio Costa - concertista applaudito nelle più prestigiose sale d'Europa. unisce un notevole virtuosismoad una profondo e delicata sensibilità  interpretativa.

Garcia Lorca è considerato il più popolare poeta di lingua spagnola e uno dei principali autori del teatro moderno. La sua poesia affonda le radici nella cultura andalusa, ricca di suggestioni arabe e gitane. Esponente di spicco della cultura del suo tempoviene arrestato dai nazionalisti nel 1936, allo scoppio della guerra civile e fucilato senza processo.

Pablo Nerudacileno, assiste in Spagna alla fucilazione di Lorca. Esiliato per la sua opposizione al dittatore Videla, torna in Cile nel 1973 e muore subito dopo il colpo di stato di Pinochet. Artista squisitamente neoromantico, oppone al puro e freddo formalismo modernista una voce poetica intensamente appasionata. Nobel per la letteratura 1971


3 maggio, ore 21:00 - Centro Porsche - Corso Stati Uniti, 35
Enrico Regazzoni, Lella Costa intervento su Italo Svevo
Musiche di J Strauss a cura della classe di quartetto d'archi del Conservatorio Pollini di Padova

Enrico Regazzoni e Lella Costa propongono di stanare nella voce narrante di Zeno Cosini un timbro segreto, generato dai silenzi delle donna, che hanno incessantamente parlato solo con se stesse. Una provocazione? Forse una restituzione.

Enrico Regazzoni editorialista e giornalista è stato per anni inviato delle pagine culturali di Republica Non ha scritto nessun saggio su La coscienza di Zeno in compenso è riuscito a trasformarla in una personale e affettuosa psicopatologia.

Lella Costa attrice e autrice del teatro cabaret, alterna l'impegno teatrale con rare e raffinate apparizioni televisive e un costante impegno civile, sopratutto per Emergency.

Italo Svevo è certo il più mitteleuropeo dei nostri autori. La coscienza di Zenoè impregnata di suggestioni autobiografiche e psicoanalitiche. Malato di relativismo e di ironia, egocentrico e consapevole della propria irrilevanza, il protagonista Zeno Cosini è il nuovo campione di una modernità  disorientata e nevrotica

8 maggio, ore 21:00 - Palazzo Antico Ghetto- via delle Piazze,26
Giuseppe Dierna intervento su Bohumil Hrabal
Performance teatrale di Sledad Nicolazzi Il campionario non c'è, Mathias da la stradina perduta di B.H.

Giuseppe Dierna, traduttore, amico e compagno di osterie di Hrabal, inscena una ricca conferenza-conversazione-rievocazione che ricostruisce la lunga e travagliata esistenza dello scritttore ceco, i complessi rapporti con le avanguardie storiche, le intense passioni letterarie, le difficoltà  della vita nella Cecoslovacchia comunista. Ha tradotto tra l'altro Kundera per Adelphi e collabora con le pagine di Repubblica

Bohmil Hrabal outsider e uomo dai cento mestieri (tra cui magazziniere, birraio, copista, manovratore, capostazione, telegrafista, assicuratore, commesso viaggiatore, operaio, imballatore, macchinista.........Hrabal mette in scena un mondo quotidiano, anti intellettuale e anti eroico, immerso nel flusso del parlato straordinariamente vario e vivo


15 maggio, ore 21:00 - Palazzo Antico Ghetto- via delle Piazze,26
Aldo Giorgio Gargani intervento su Rober Musil
Aldo Giorgio Gargani, ordinario di estetica a Pisa, ha tenuto corsi e seminari presso prestigiose Università  Europee e ha diretto corsi di formazione presso la RAI, L'Accademia Nazionale di Arte Drammatica, e importanti società  e aziende. E' autore di numerosi saggi critici tradotti in diverse lingue.

Robert Musi esule a causa del nazismo (vivrà  a Vienna e poi a Zurigo e Ginevra dove morirà ) Musil lascia incompiuta la sua opera L'uomo senza qualità  Relativismo, possibilismo paralizzante, imcompiutezza sono nel personaggio e nell'opera, romanzo saggio straripante di divagazioni intelletttuali e monumento letterario alla crisi del secolo

Voce di danza- Musil soul tratto da immagini di Robert Musil di e con Erika Mell, Emanuele Sciannamea , Ambrose Laudani (danza), Carla Stella (voce)


22 maggio, ore 18:00 - Palazzo Antico Ghetto- via delle Piazze,26
Paolo Di Paolo intervento su Franz Kafka
Ore 22:00 - MPX Multisala Pio X Proezione del Film
Il Processo di Orson Welles (1962)

Come divorziare dal mondo. Ciao Kafka! Ciao Modernità ! Siete così lontani.... scrive Sebastiano Vassalli in La morte di Max
Coso ci avvicina ancora all'esperienza letteraria e umana di Fraz Kafka? E che cosa ce ne distanzia? Leggerlo oggi vuol dire fare i conti con chi ha negato, pur vivendo le possibilità  di questa vita.

Paolo Di Paolo giovanissimo (è nato nel 1983) ha già  al suo attivo i racconti Nuovi cieli, nuove carte, finalista al XVI Premio Calvino; Un piccolo grande Novecento, con Antonio De Benedetti; il libro conversazione con Dacia Maraini Ho sognato una stazione. Per il teatro ha curato Il respiro leggero dell'Abruzo. Collabora con numerose testate, fra cui Nuovi Argomenti

Franz Kafka, studiato e venerato, è forse l'autore più cult del '900 Il suo mondo cupo,,onirico e persecutorio, "Kafkiano" si è scolpito per sempre nel nostro immaginario


Il Processo di Orson Welles 1962
Il giovane bancario Josef K è accusato da un misterioso tribunale senza sapere il percè. Visionaria, barocca e geniale versione del romanzo di Kafka, ambiantata ai giorni nostri e girata in Jugoslavia e a Parigi..
Orson Welles


Si ringrazia MPX - Multisala PioX per la ricerca e il reperimento dei Film

Gijs Bakker e il Gioiello

Gijs Bakker e il Gioiello

Rassegna dedicata all'artista-orafo e designer olandese uno dei capiscuola del gioiello contemporaneo





L"€™11 aprile verrà  inaugurata, una importante rassegna dedicata all'€™artista - orafo - designer olandese Gijs Bakker, uno dei capiscuola del gioiello contemporaneo, artista di fama internazionale che ha dato inizio al movimento del rinnovamento del gioiello nordeuropeo.
Negli anni "€™60, rompendo con la tradizione, assieme alla moglie Emmy van Leersum, ha proposto un gioiello d"€™avanguardia, rivoluzionario per dimensione, forma, rapporto col corpo, tematiche, materiali, (alluminio, plastiche, in seguito fotografia, manipolazioni al computer).

Non più arte applicata dunque, ma opera autonoma al pari delle arti propriamente dette, dall'€™astrattismo geometrico dalle forme pure iniziale, passa al concettuale, guardando all'€™attualità , alla cronaca sportiva, con occhio ironico sulle abitudini di massa, all'arte presente e passata, creando oggetti che vanno dall'ironia alla provocazione. Raramente Bakker disegna un singolo gioiello, egli produce quasi sempre una serie di pezzi dove un'idea viene sviluppata in modi diversi.
Si vedano ad esempio i gioielli di alluminio (1967-71), le enormi collane in PVC che riproducono immagini di vario tipo, o quelle che trattengono petali di fiori, o ancora i cosiddetti "€œprofili"€ e le spille impreziosite da oro e gemme, che riproducono ora colorati boquet, ora atleti visti come eroi e idoli di masssa, ora auto di lusso.
Più volte Bakker ha tentato di produrre un gioiello seriale, che potesse venir fruito da un più ampio e giovane pubblico (chiamato dalla stampa "€œgioiello democratico"€); con la collezione "€œChi ha paura... del gioiello contemporaneo?"€ del ´96, (multipli di famosi designers), questo intento è stato raggiunto. Egli infatti da sempre sente l"€™esigenza d creare dei gioielli di buona fattura che siano alla portata di tutti.
La mostra, realizzata dal Museo SM "€˜S"€“Stedelijk di Hertogenbosch, (che conserva la più significativa e copiosa collezione di opere dell'€™artista e che ha curato la pubblicazione di un ricco catalogo), sarà  ospitata a Padova, divenuta ormai una delle sedi più rappresentative per il gioiello contemporaneo, unica città  italiana a presentare questo importante evento che ricostruisce il percorso creativo di Bakker.

La mostra, è distinta in sezioni tematiche, in Italia è curata da Mirella Cisotto Nalon e Marijke Vallanzasca.



Allestimento: Aldo Bakker


Padova Aprile Fotografia - Visioni quotidiane

Padova Aprile Fotografia - Visioni quotidiane

Germanie Martin Photographies; Prima Luce.Fotografie da Edward Weston a Mario Giacomelli; Frank Dituri. Lux Lunae" ; e ancora Calcio lingua universale lo raccontano Cartier-Bresson, Abbas, Parr ed infine Acqua fonte di vita Eliott Erwitt, Francesco Zizola, Bruno Barbey, Jean Gaumy, Peter Marlow..........
Vernice per la stampa Palazzo Moroni Venerdì 7 aprile, ore 12,00

Dall' 8 aprile al 4 giugno


Germaine Martin
Photographies

La rassegna in prima nazionale, propone 150 immagini della fotografa losannese riconosciuta tra i maggiori creatori della modernità  La mostra esplora l'universo del nudo, del ritratto, del reportage e della pubblicità  attraverso lo sguardo affascinante e unico di una donna all'avanguardia nella fotografia svizzera.

Dopo aver studiato fotografia a Monaco, presso la scuola dove insegnava Frank Eugéne, uno dei fondatori della Photo Secession di New York e amico stretto di Alfred Stieglitz, Germane Martin, prendendo ispirazione dal pittorialismo, via via con un approccio che non mancherà  di stupire o addirittura di scandalizzare una società  poco incline al modernismo e ancorata ai valori tradizionali, giungerà  con ferma determinazione a rendere il suo laboratorio fotografico uno dei più famosi di Losanna. Durante i suoi trent"€™anni di carriera la fotografa esplora con rigore le molteplici possibilità  offerte dal mezzo fotografico, indagando i generi più differenti della fotografia "€“ ritratto, nudo, reportage, nature morte, pubblicità  "€“ e privilegiando composizioni nello stesso tempo ricercate e scarne, caratterizzate da inquadrature e luci inedite e audaci. (in collaborazione con il Musèe Historique de Lausanne

Prima Luce Fotografie da Edward Weston a Mario Giacomelli

La luce e il suo contrario, l'oscurità , sono presentate come elementi fondatori, polarità  primarie da cui scaturisce il tutto; la mostra fornisce spunti ed analisi sull'arte, sulla scienza e sulla tecnica.
tra gli autori presenti Edward Weston, Minor White, Barbara Morgan, Luigi Veronesi, Giuseppe Cavalli, Paul Caponigro, Mario Giacomelli, Robert Doisneau, Edouard Boubat, Ralph Gibson, e molti altri


Tra i capolavori in mostra: i fotogrammi di Luigi Veronesi, il famosos Mushroom realizzato nel 1931 da Edward Weston; una rarissima immagine di Ferruccio Leiss della fine anni '40; i fotomontaggi di Barbara Morgan; le ricerche sulla luce nella Valle della Morte di Mroczynski; e la prima stampa di Rifabbricarmi il mio mondo, i ricordi di un bambino nato nel 1925 di Mario Giacomelli
Edward Weston



Calcio lingua universale

Il tema centrale della mostra è l'uomo, indipendente dall'età , dalle origini o dalla posizione sociale che occupa, egli cede al fascino del pallone. Il calcio unisce ed entusiasma ovunque nel mondo. Le immagini della mostra ritraggono adulti e bambini, calciatori professionisti e dilettanti che, dall'Europa all'Asia, dall'America all'Africa, negli stadi come nelle città  e nelle campagne, in riva al mare o in montagna, corrono felici giocando a pallone. Foto di grandi maestri come Cartier Bresson, Abbas, Parr e tanti altri. (evento promosso in collaborazione con l'istituto di Cultura Italo- Tedesco)

Acqua fonte di vita

La rassegna, di carattere didattico, è costituita da una ventina di foto in banco e nero di grande formato realizzate da alcuni dei più grandi maestri del ventesimo secolo: Elliot Erwitt, Francesco Zizola, Abbas, John Vink, Chris Steele-Perkins, Harry Gruyaert, Leonard Freed. (rassegna in collaborazione con l'ass.ne Fratelli dell'Uomo - Milano)


Frank Dituri Lux Lunae

Un'accurata selezione di fotografie dell'artista americano Frank Dituri. le opere in mostra sono caraterizzate da un ricco gioco di tonalità  in bianco e nero che creano un effetto estetico unico e uno stile di singolare raffinatezza. L'artista propone la sua personale ricerca sul quotidiano trasformato in immagini in bilico tra reale esurreale, tra esplicito e misterioso.......


Info relative alle esposizioni:
Germaine Martin, Photographies; Prima Luce- Fotografieda Edward Weston a Mario Giacomelli
Orari: 10:00 - 13:00/15:00 - 18:00 chiuso il lunedì
Ingresso: biglietto cumulativo intero "‚€ 3,00 - ridotto "‚€ 2,00

Calcio - Lingua Universale
Orari: 9:00 - 18:00 da lunedì a domenica
Ingresso libero

Acqua - Fonte di vita
Orario: 9:00 - 17:00 da lunedì al venerdì / sabato 9:00 - 13:00 chiuso la domenica
ingresso libero

Frank Dituri
Orario: 11:00 - 13:00/15:00 - 19:00 chiuso la domenica
ingresso libero

Andrea Gregori - Berlino, poesia nascosta di una città 

Andrea Gregori - Berlino, poesia nascosta di una città 

Creazioni Fotografiche
Scuderie di Palazzo Moroni
4 marzo - 2 aprile 2006

Un racconto della città  ricostruito attraverso i frammenti del suo arredo urbano,dei suoi muri la cui immagine è raccolta dall'artista con una sensibilità  questo sembra essere il tratto unificante dei suoi lavori, contrassegnati da un ap proccio multidisciplinare che vede nello scatto fotografico l"€™occasione per un autentico viaggio attraverso le possibilità  espressive dell'€™immagine, che incontra la propria definitiva sintesi nella sua rielaborazione per mezzo del colore, nel gioco delle sue relazioni con i supporti di stampa e le strutture per l"€™esposizione.

I momenti estetici su cui Gregori pone la propria attenzione, quelli che meglio sembrano avere la capacità  di evocare le mille storie dell'€™umanità  a cui la città  fa da scenario, sono soprattutto quelli più inconsapevoli ed involontari: i muri scrostati, vergati da scritte e murales, i manifesti strappati, i coperchi dei bidoni spicciamente ridipinti. Tuttavia, nell'€™ambito della medesima tensione attraverso cui si impone di sviscerare l"€™anima più profonda di ciò che ha colpito il suo sguardo, l"€™artista restituisce sotto aspetti imprevedibili anche elementi noti come sculture e monumenti che arredano le vie di Berlino, città  dove vive e lavora, presentati in forma di proiezione fantastica. Nell"€™atto di elaborare la propria ricerca, in ultima analisi, Gregori sostituisce la volontà  di "€œcogliere l"€™attimo"€, peculiare della fotografia di reportage, con i tempi lunghi della riflessione, dell'€™interiorizzazione del paesaggio.


La mostra, già  ospitata con successo dall'€™Istituto Italiano di Cultura di Berlino, viene curata nella sua edizione padovana da Nicola Galvan. Il catalogo, oltre a un ricco repertorio fotografico, presenta un"€™intervista all'€™artista e gli interventi critici di Italo Zannier ed Andreas Haus.
Mostra a cura dell'Assessorato alle Politiche Culturali e Spettacolo in collaborazione con il Dipartimento di Storia delle Arti Visive e della Musica.
www.gregori-photo.de



Orario:10:00 - 13:00 / 15:30 "€“ 18.30 lunedì chiuso
Ingresso: gratuito
Info: +39 049 8204522

Stephen Hawking a Padova

Stephen Hawking a Padova

Nell"€™ambito delle iniziativa Padova città  delle stelle promossa in collaborazione con l"€™Università  di Padova - Dipartimento di Astronomia e l"€™Osservatorio Astronomico, l"€™Amministrazione Comunale, ha invitato nella nostra città  il prof. Stephen Hawking, ritenuto il maggior astrofisico vivente e cosmologo di fama internazionale

dall'€™8 al 13 maggio 2006

Comunicazione
Informiamo gli utenti che i posti disponibili per la conferenza di Hawking del 9 maggio sono esauriti avendo superato le 4.000 prenotazioni possibili.

L'incontro di San Lazzaro previsto per la mattina del 9 maggio (con inizio alle 10:30) è indirizzato prevalentemente agli studenti. Ad aprire l'incontro sarà  la prima di un nuovo video destinato a far conoscere Padova città  della Scienza con la regia di Giosuè Boetto Cohen e consulenza storica del Prof. Pasquale Tucci. Il video commisionato dalla'Assessorato alle Politiche Culturali, è destinato ad una circuitazione sia in scuole che strutture pubbliche, sia nei circuiti televisivi. Tema dell'incontro Scorrendo all'indietro la storia
Per il successivo incontro venerdì 12 mqggio in Palazzo della Ragione si prevede un grande afflusso di pubblico pertanto sarà  allestita anche una diretta su maxischermo in Aula Magna del Bo Univ. di Padova.

E"€™ nato giusto 300 anni dopo Galileo e non ha mai fatto mistero dell'€™ammirazione per l"€™astronomo italiano. Anche per questo Stephen Hawking ha accettato l"€™invito a venire a Padova che gli ha rivolto il Sindaco della Città  grazie alla collaborazione del dott. Massimo Turatto dell'Osservatorio e del prof. Giuseppe Galletta dell'€™Università ).

Un evento che si differenzia molto dalle "solite" visite di scienziati pur illustri alla Città , non fosse altro per il fatto che Hawking si muove molto difficilmente e altrettanto raramente esce della sua casa-laboratorio all'€™Università  di Cambridge, dove occupa la cattedra che fu di Newton.

Il celebre scienziato, considerato il migliore fisico teorico vivente, è affetto dal morbo di Lou Gehrig, una rara forma di sclerosi che provoca la progressiva paralisi dei muscoli volontari; è da molti anni costretto su una sedia a rotelle ed incapace di qualsiasi movimento.

Nonostante lotti con questo problema da oltre 40 anni, la sua ricerca continua ai massimi livelli. Lo spinge a non mollare la intima certezza che "l"€™umanità  è più vicina che mai a capire i fondamenti dell'€™universo".

Per comunicare fa ricorso ad un computer (che gestisce anche i movimenti della sua sedia a rotelle) e che sintetizza per lui poche parole al minuto. Sufficienti a scrivere pagine nuove sulla storia dell'€™universo.


Il lavoro scientifico di Hawking è incentrato prevalentemente sulla natura della gravità , nel tentativo di pervenire ad una unificazione di questa forza con le altre tre forze fondamentali dell'universo. Questo suo interesse lo ha condotto a uno studio approfondito sui buchi neri, intrapreso, in parte, insieme al fisico Roger Penrose.

Da tale studio sono venute importanti conferme alla teoria del Big Bang sull'origine dell'universo, nel senso che il Big Bang sarebbe il risultato di una singolarità  iniziale dello spazio-tempo e che essa dovrebbe rappresentare una caratteristica comune a ogni modello di universo in espansione.

Un'altra importante teoria, avanzata da Hawking nel 1974, è quella sull'evaporazione dei buchi neri, che viene considerata con grande attenzione dalla comunità  scientifica poiché essa rappresenta la prima e completa teoria che tenta di integrare la relatività  con la meccanica quantistica.
Programma:
9 maggio 2006 Pala-Bernhardsson S. Lazzaro prima conferenza pubblica dal titoloScorrendo all'indietro la storia
12 maggio conferenza pubblica Palazzo della Ragione dal titolol'origine dell'universo a cui seguirà  la consegna della cittadinanza onoraria.

per ulteriori informazioni:hawking.a.padova@gmail.com

Stephen Hawking,
Ufficio Stampa
Studio Esseci
Sergio Campagnolo
tel.+39 049 663499
http://www.studioesseci.net

Il Selvatico, una scuola per l'arte dal 1867 ad oggi

Il Selvatico, una scuola per l'arte dal 1867 ad oggi

Palazzo del Monte di Pietà  "€“ Istituto Statale d"€™Arte "€œP.Selvatico"€
10 febbraio "€“ 12 marzo 2006 prorogata fino al 22 marzo

L"€™Assessorato alle Politiche Culturali e Spettacolo del Comune di Padova e l"€™Istituto Statale d"€™Arte "€œP. Selvatico"€, in collaborazione con l"€™Amministrazione Provinciale di Padova, presentano alla città  la storia di uno dei più antichi Istituti d"€™Arte, attraverso l"€™esposizione dei manufatti creati nei laboratori dell'€™Istituto dagli allievi, molti dei quali divenuti affermati artisti.

La mostra è articolata in due sedi: disegni, manufatti e documenti dei primi cento anni saranno visibili presso il Palazzo del Monte di Pietà , progetti e opere degli ultimi decenni saranno esposti nella sede centrale della scuola, l"€™ex Macello edificato da G. Jappelli.
tessuto anni '60


Il marchese Pietro Selvatico, architetto, storico e critico d"€™arte, ottenne nel 1867 dall'€™Amministrazione Comunale di Padova di istituire una "€œScuola di disegno pratico, di modellazione e di intaglio per la formazione di giovani artigiani"€.
La scuola aveva come scopo l"€™educazione di giovani da inserire nell'€™artigianato, nell'€™intento di elevare la qualità  della produzione. Alla base del metodo didattico era il disegno, poiché Selvatico riteneva che soltanto padroneggiando questa tecnica, mezzo espressivo che unisce l"€™attività  concettuale all'€™abilità  manuale, si potesse riprodurre il modello e poi costruirlo in pietra, metallo o legno. Nei laboratori si imparava l"€™uso degli strumenti adatti alla lavorazione delle varie materie.


Lungo il percorso espositivo si potranno ammirare tavole di disegni di ispirazione naturalistica e di elementi di geometria piana e solida, risalenti agli ultimi decenni dell'€™Ottocento, provenienti dagli archivi della scuola.
I disegni sono di grande qualità  e di interesse storico per comprendere il significato di una scuola che si inseriva nella problematica europea della valorizzazione dell'€™artigianato, a fronte dello scadimento estetico constatato nella produzione su larga scala, negli anni della rivoluzione industriale.
Verranno esposti, inoltre, alcuni disegni provenienti dal corpus "€Le antiche fabbriche padovane"€, di fine "€˜800-inizio "€˜900, eseguito per volontà  di Barnaba Lava, direttore della scuola: si tratta di una sistematica rilevazione di antichi edifici di Padova, importante documentazione del patrimonio artistico cittadino.
Un mobile portadisegni in legno intagliato, premiato alla mostra di Parigi del 1900, modelli di cupole, archi, portali in legno, una elegante sovrapporta in metallo sono i più antichi manufatti di proprietà  della scuola, sopravvissuti a traslochi e vicende belliche. I manufatti degli allievi, d"€™altro canto, venivano prodotti per essere direttamente venduti o offerti all'€™acquisto nelle fiere ed esposizioni nazionali ed internazionali alle quali la scuola partecipava.
Foto d"€™epoca testimoniano le diverse sedi occupate, fino alla sistemazione, nel 1910, nell'€™edificio dell'€™ex Macello dello Jappelli. Altre fotografie documentano l"€™allestimento di aule e laboratori, rendendo visibili manufatti non più rintracciabili.


Pittori come Guido Balsamo Stella e Mario Disertori negli anni "€™20, Carlo Dalla Zorza e Antonio Morato negli anni "€™30, Dino Lazzaro negli anni "€™40, scultori come Eugenio Bellotto dal 1910 agli anni "€™20, Servilio Rizzato negli anni "€™30, Nerino Negri e Amleto Sartori dagli anni "€™40 ai "€™60, seguirono come docenti, fra altri, l"€™ ideazione e la realizzazione delle diverse opere presenti in mostra.
La scuola, inizialmente comunale, divenne "€œRegia Scuola Pietro Selvatico per le arti decorative e industriali"€ nel 1909, alle dipendenze del Ministero di agricoltura, industria e commercio. Nel 1924 passò al Ministero della Pubblica Istruzione e nel 1959 assunse il nome e l"€™ordinamento di Istituto d"€™Arte.
Nel tempo si modificarono insegnamenti, laboratori, sezioni. Negli anni "€™60 venne istituita la sezione di tessitura mentre la scuola orafa del prof. Pinton (già  allievo dell'€™Istituto Selvatico) diventò fucina di talenti internazionalmente riconosciuti, giunti ormai alla seconda generazione.


L"€™ultimo indirizzo istituito è quello di Disegno Industriale, nato negli anni "€™90, sotto la presidenza di Giulio Bresciani Alvarez, architetto, storico dell'€™arte, per molti anni anche docente presso la scuola.
L"€™esposizione continua nella sede della scuola per esigenze di spazio e per permettere ai visitatori di apprezzare l"€™edificio jappelliano e la realtà  della scuola: sarà  infatti possibile, in giorni prefissati, visitare anche i laboratori e assistere alle varie fasi della lavorazione dei diversi materiali.
Presso la sede dell'€™Istituto Selvatico si potranno inoltre ammirare alcune opere non trasportabili: ad esempio un bassorilievo in terracotta di gusto naturalistico e ispirazione sociale risalente agli anni "€™30 e uno in pietra con l"€™offerta simbolica della scuola alla Sacra Famiglia. Saranno esposti disegni dal vero e disegni geometrici, progetti grafici, realizzazioni di oreficeria, plastica, decorazione pittorica, tessitura e stampa su tessuto, modelli di architettura e prototipi di disegno industriale eseguiti dagli allievi dagli anni "€™70 ad oggi, sotto la guida di insegnanti che sono spesso anche artisti apprezzati in ambito nazionale e internazionale.


Per l"€™occasione verrà  esposto un pezzo di grande interesse storico-artistico e poco conosciuto: si tratta del modello in legno della Loggia Amulea, di Giuseppe Jappelli, di proprietà  dell'€™Istituto d"€™Arte, restaurato grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

Catalogo edito da Canova Società  Libraria Editrice.

La mostra è stata realizzata anche con il contributo di: Camera di Commercio, Industria, Agricoltura e Artigianato di Padova; Banca Popolare di Vicenza; La Schola; Tesitalia.
Orario 10,00-13,00/ 14,30-18,30 Lunedì chiuso
Ingresso libero
Info: +39 49 8204528

Possibilità  di visite guidate (tel. Istituto St. d"€™Arte "€œP.Selvatico"€ 049/8751084-8900)



Ulteriori informazioni, aggiornamenti e immagini: http://padovacultura.padovanet.

Padova Incontra la Poesia

Padova Incontra la Poesia

Marzo 2006

Rassegna di Poesia
7,14, 22,28 marzo 2006
Sala Rossini Stabilimento Pedrocchi
Otto poeti italiani

Il Comune di Padova -Assessorato alle Politiche Culturali e Spettacolo presenta "€œPadova Incontra la Poesia"€, rassegna a cura di Silvio Ramat, che si svolgerà  nel mese di Marzo presso la Sala Rossini dello Stabilimento Pedrocchi.
Il ciclo 2006, segue la falsa riga collaudata chiamando otto autori di qualità  rappresentativi della poesia italiana d"€™oggi nelle sue varie radici, tendenze intonazioni.
"€œPadova incontra la poesia"€ chiama per il 2006 in città  esponenti di varie generazioni del secolo XX, con prospettive aperte sul XXI.
Introdotti da Silvio Ramat, i poeti ospiti si apriranno al dialogo con il pubblico per trasmettere esperienza di vita e di scrittura, anche grazie alla lettura di una selezione di versi dalle loro opere.
Gli incontri con gli autori avranno luogo alle ore 17,00:
7 marzo :Giorgio BÍ rberi Squarotti /Rosita Copioli;
14 marzo Alessandro Ceni /Alessandra Giappi;
22 marzo "€“ Elisa Biagini/Giovanni Orelli;
28 marzo Roberto Rossi Precerutti/Luciano Troisio.

Per informazioni: Settore Attività  Culturali "€“ Segreteria organizzativa 0498204537, e-mail: infocultura@comune.padova.it































Chi sono gli autori di questa tornata?

In ordine anagrafico, un ticinese, Giovanni Orelli, che fa onore alla linea poetica eletta e arguta sviluppatasi nei decenni di là  dal valico di Chiasso. Il suo illustre cugino, Giorgio, fu ospite alla nostra rassegna nel 1996; nel 2006, ecco Giovanni. Narratore geniale ed estroso, lo seguono (beati loro!) in primo luogo i lettori di "€œAzione"€, il quotidiano luganese dove settimanalmente (beato lui!) Giovanni ha una pagina tutta per sé, da riempire come gli aggrada: citazioni, recensioni, pretesti, memorie... Poeta, ultimamente ha scritto per il nipotino versi "€œda nonno"€, di impareggiabile sapienza e garbo.

Giorgio BÍ rberi Squarotti, ovvero un maestro della critica. Quantità  e qualità  riconosciutegli ad altissimi livelli. Ma a lui si deve anche il pluridecennale coordinamento del Grande Dizionario della Lingua Italiana della UTET, che dal cognome del suo ideatore di usa definire "€œil Battaglia"€ (ma a Salvatore Battaglia, morto fin dal 1971, subentrò appunto BÍ rberi). Poeta di vena larga e continuativa, BÍ rberi è sorretto e caratterizzato, nei versi degli anni recenti, da un eros vitale, non sfibrante né tanto meno tragico.

Luciano Troisio, padovano di precoce adozione, è un outsider per indole e per scelta. Ha speso la parte più visibile della sua esistenza in viaggi e prolungati soggiorni in terre lontane. L"€™esotismo, fra divertito e disagiato, di quelle esperienze s"€™insaporisce con le spezie di un"€™ironia umanistica affatto occidentale. Il titolo che Troisio ha dato alla sua ultima raccolta, Parnaso d"€™Oriente, rispecchia alla perfezione questa originale miscela.

Rosita Copioli è scrittrice di specie rara e sottile. La sua poesia viene solitamente rubricata nell'€™area di un recupero delle ragioni perenni del mito, e in questa luce si spiegano anche i suoi interessi per un grande autore della modernità , l"€™irlandese W. B. Yeats. Ma significativo, a riscontro, è poi il lavoro storiografico della Copioli, rivolto a restituire alla loro verità  integrale personaggi come la mistica benedettina Hildegarde di Bingen o, della sua Romagna, le vicende di alcune gloriose famiglie.

Roberto Rossi Precerutti è fra i più convinti e (convincenti) sperimentatori delle "€œforme chiuse"€, in particolare del sonetto. Ma se questo lo colloca nell'€™Í mbito oggi abbastanza frequentato dei nuovi formalisti, la vita delle sue liriche si affida a una materia umana di forte, radicale passionalità , capace di presa diretta come poche altre in questi anni: un doloroso, limpidissimo discorso del cuore
Alessandro Ceni, ch"€™è anche pittore ed eccellente traduttore, prosegue una linea "€œfiorentina"€ che ha dato lustro al Novecento italiano. Non stupisce che a lui guardasse con simpatia e attenzione "€“ colpito dal ritmo intensamente speculativo della sua pagina - un poeta di rango, che Padova ospitò nell'€™edizione 1995 della nostra rassegna, Piero Bigongiari. Perché Bigongiari caldeggiava e sperimentava in prima persona una poesia che "€œpensa"€: e "€œpensante"€ è davvero anche la poesia di Ceni.
Alessandra Giappi, bresciana, a Padova si è laureata. La sua poesia può definirsi lirica senz"€™altro, in un"€™orbita misurata e lieve, di gusto schiettamente lombardo; al fondo la soccorre forse una memoria del giovane Sereni, epifanie e delicati paesaggi; ma non meno utile si avverte, rielaborato con umiltà  ed eleganza, il modello di interrogazione assidua, esistenziale, offerto dal Luzi maturo: con esiti di indubbio effetto comunicativo.
Elisa Biagini, la più giovane degli otto invitati, nel raggio della cosiddetta "€œnuova poesia"€, è una delle voci più apprezzate e meglio intonate. Volentieri il suo occhio, e quasi diremmo il suo orecchio, va alla poesia americana della stagione recente (di cui d"€™altronde la Biagini è studiosa e traduttrice). Lo stile è brusco, drammatico, "€œeconomico"€: alla poesia non spetta un ruolo consolatorio o di risarcimento, ma l"€™emozione rimane palpabile, non si maschera per timidezza o per arroganza.




Introdotti da Silvio Ramat, i poeti ospiti si apriranno al dialogo con il pubblico per trasmettere esperienza di vita e di scrittura, anche grazie alla lettura di una selezione di versi dalle loro opere.
Gli incontri con gli autori avranno luogo alle ore 17,00: 7 marzo :Giorgio BÍ rberi Squarotti /Rosita Copioli; 14 marzo Alessandro Ceni /Alessandra Giappi; 22 marzo "€“ Elisa Biagini/Giovanni Orelli; Roberto Rossi Precerutti/Luciano Troisio.

PADOVA INCONTRA LA POESIA. Padova, Sala Rossini Stbilimento Pedrocchi. 7,14,22,28 marzo 2006. Orario17,00: Per informazioni: Settore Attività  Culturali "€“ Segreteria organizzativa 0498204537, e-mail: infocultura@comune.padova.it





































 

Biennale d'Arte della Saccisica 11° Edizione

Biennale d'Arte della Saccisica 11° Edizione

Padova Galleria La Rinascente- Piazza Garibaldi
4 Febbraio - 5 marzo 2006
Orario: tutti i giorni dalle ore 9,00 alle21,00 - lunedì dalle 13,00 alle 21,00 chiuso la domenica.
Ingresso: gratuito
Info: + 39 049 8204523

Vi partecipano artisti del "€œGruppo Artisti della Saccisica"€ provenienti da varie parti del Veneto.
Come è ormai tradizione, nella mostra sono inseriti "€œOmaggi"€ ad artisti scomparsi nell'€™ultimo biennio: quattro, purtroppo, in questa edizione. Si tratta di Armando Franchin, Giovanni Martini, Carlo Preti, Laura Ronca e di una poetessa, Elisabetta Seravalli Carta, che nei tempi passati sono stati soci del Gruppo o ad esso vicini.
La Biennale Arte della Saccisica è il momento più alto dell'€™attività  del Gruppo, momento di sintesi e di confronto, strumento importante per favorire l"€™incontro tra artisti e pubblico.


Il Gruppo Artisti della Saccisica è nato nel 1984 a Piove di Sacco per iniziativa di sette Piovesi amanti dell'€™arte. Nel corso degli anni si è allargato oltre il territorio della Saccisica fino a diventare una realtà  veneta. Annovera tra i propri iscritti artisti di arte visiva, poeti, musicisti. Attualmente conta oltre sessanta soci.
Nei ventidue anni di attività  ha organizzato circa 500 manifestazioni in Italia e all'€™estero: mostre, dibattiti, conferenze, incontri con l"€™autore.
Tra le sue manifestazioni periodiche: la Biennale Arte della Saccisica, il Premio Paola e Lucia Molin, la Rassegna Nazionale del Piccolo Formato.

Accompagna la mostra un catalogo edito da Art&Print in cui, oltre alle opere degli artisti, sono presenti componimenti di 17 poeti della Sezione Letteraria del Gruppo.
Il catalogo sarà  distribuito gratuitamente in Galleria a chi ne farà  richiesta.
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Mostra promossa e organizzata dall'€™Assessorato alle Politiche Culturali e Spettacolo del Comune di Padova in collaborazione con il Gruppo Artisti della Saccisica.

Pensieri Preziosi 2

Pensieri Preziosi 2

Gioielli senza confini 2005/06

Padova, Oratorio di San Rocco
16 Dicembre 2005 - 28 Febbraio 2006


Pensieri Preziosi 2: Gioielli senza confini - Gioelleria Contemporanea
Seconda edizione di Pensieri Preziosi - Rassegna dedicata al gioiello contemporaneo
In mostra otto artiste provenienti dall'Europa, dall'Australia e dal Giappone.

martedì 24 gennaio 2006 ore 18,00 Sala Paladin - Palazzo Moroni -
presentazione del Dizionario del Gioiello Italiano Ed. U. Allemandi

Il forte riscontro ottenuto lo scorso anno e l"€™importanza che la città  di Padova, grazie alle qualificate rassegne che da anni propone, sta assumendo nell'€™ambito della gioielleria contemporanea, ha fatto sì che l"€™iniziativa venisse ripetuta, diventando un vero e proprio appuntamento e un importante momento di incontro per gli appassionati del settore e per gli addetti ai lavori.

All"€™apertura della mostra ci sarà  la straordinaria presenza di Bruno Martinazzi, artista torinese di fama internazionale che il 17 maggio 2005 alle ore 10,45 presso la Sala Conferenze -Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo via VIII Febbraio, 22 racconterà  se stesso e i suoi quarant'anni di percorso creativo :l'oro e la pietra, Bruno Martinazzi 1965 - 2005

Ancora una volta quindi la mostra proporrà  il gioiello quale opera d'€™arte, esito di un particolare processo creativo, espressione di un pensiero, di uno stile, di un sentimento, di un modo di vedere e concepire l"€™arte e il mondo in cui viviamo.

Si tratta di giovani artiste emergenti, di diverse provenienze e culture: Australia (Hellen Britton), Danimarca (Karen Pontopiddan), Germania (Christiane Förster), Giappone (Mari Ishikawa), Gran Bretagna (Susan Cross), Italia (Roberta Bernabei, Alessia Semeraro, Annamaria Zanella), che daranno l'€™occasione, attraverso lavori veramente alternativi e di avanguardia, di comprendere qualisono gli orientamenti più attuali del settore e come il gioiello possa vivere di vita propria e di una forte valenza espressiva al di là  della preziosità  dei materiali e dell'€™ossequio alla tradizione.

Oro, argento, perle, pietre ma anche ferro, acciaio, plastica, smalti, silicone, vetro, carta, tessuti, sassi, materiali organici (legno, pelle...), "€œobject trouvé"€ sono i materiali con cui vengono costruiti questi gioielli che prendono la forma ora di piccole sculture, ora di fiori o di colorati e poetici assemblaggi, di supporti su cui vengono tracciati segni, trasmessi messaggi attraverso molteplici e personalissimi codici comunicativi.

Oggetti veramente alternativi, che possono stupire, incuriosire, meravigliare, affascinare ma anche essere non compresi o rifiutati, che comunque sono eloquente espressione del modo di sentire e di operare della nuova generazione.

La rassegna è curata, come lo scorso anno, da Mirella Cisotto Nalon dell'€™Assessorato alla Cultura della Città  di Padova, con contributi di Luisa Bazzanella Dal Piaz, Ellen Maurer Zilioli, Alessandra Possamai Vita.

Biografia delle artiste
 
Roberta Bernabei

Senza titolo: anello argento , citrino naturale
Assolutamente fuori dagli schemi le opere di Roberta Bernabei indagano e riflettono microcosmi che divengono ardite chiavi di lettura delle problematiche relative all'€™uomo, al suo essere e divenire nel tempo e nello spazio. Dagli "€œobjets trouvés"€, alle imponenti "€œgriffes"€ che dapprima trattengono le "€œpietre"€ e poi invece ne indicano il castone lasciato volutamente vuoto, ai cosiddetti "€œspazi della memoria"€ intrappolati in perle di silicone, all'€™uso di materiali deperibili come il ghiaccio e il cioccolato, l'artista crea gioielli che, ben lungi dall'€™essere semplici ornamenti per il corpo, divengono vere proiezioni di idee, complesse elaborazioni plastiche capaci di stupire e conquistare chiunque voglia coglierne il particolare valore.

Hellen Britton

Giardino d'acqua: spilla, plastica, vetro, argento, vernice
Nata a Lithgow (Australia) studia non solo in terra australiana, ma si apre anche all'€™Europa (Germania, Olanda) e agli Stati Uniti d"€™America acquisendo così modi di vedere, di porsi tra loro molto diversi per origine. Tale ecletticità  viene poi trasportata dall'€™artista stessa nei suoi gioielli esito di un percorso di ricerca ove l"€™assemblaggio inconsueto dei materiali dà  vita a ad una nuova natura in competizione con la realtà  che sottende "€œpiccole macchine e paesaggi da portare addosso"€ come afferma la stessa Britton.

Susan Cross

Groviglio: spilla, oro giallo e argento ossidato
Susan Cross lavora sul decoro, quasi esplorando i legami tra la tecnica tessile e la gioielleria. Dopo un"€™iniziale interesse per i materiali poveri, sceglie l"€™argento ma, soprattutto l"€™oro. Realizza gioie coinvolgenti nel ritmo, linea, forma e textura, che ripensano il corpo femminile in modo nuovo, e diventano catalizzatori della bellezza della figura, dal linguaggio sotterraneo di scansioni romantico-espressioniste, di pura emozione.
Il gioielli sottintendono idee, svelano strutture e materiali che svelano le fascinazioni materiche dell'€™artista.

Christiane Forster

Senza Titolo: spilla, argento, vetro, plastica
Nata a Lubecca (Germania), studia e si forma in territorio tedesco, in Germania ove tuttora vive e lavora.
Granulazione e smalto, assieme alla lavorazione a maglia di fili d"€™argento, sono le tecniche che utilizza per la realizzazione dei suoi gioielli. Un disegno essenziale, creato e ottenuto da materiali differenti quali argento, smalto, madreperla, plastica, perle e pietre di diversa natura. Elementi, tutti questi, diversi tra loro che però assemblati con particolare maestria tecnica e estetica danno vita a opere colorate da cui emergono il bianco madreperla, il nero e i colori pastello.

Mari Ishikawa

Vento di primavera: collana argento, perle, lacca giapponese, Kozzo, carta di gelso giapponese
E"€™ dalla natura e dagli oggetti della tradizione giapponese che Mari Ishikawa trae ispirazione per il suo lavoro che gioca e trova denominatore comune nel tema della "€œrelazione"€ (En): relazione tra forma e materia, tra soggetto realizzato e poesia, tra pensiero individuale e mondo circostante, tra emozione, sentimento e le opere realizzate. Numerosi e vari sono i materiali da lei usati ma i veri protagonisti della sua ricerca sono la carta di gelso giapponese (kozo) e l"€™argento, che vengono esibiti in nodi, fili, ricami e maglie sottili. Il suo linguaggio, nuovo, attuale, provocatorio, è singolare voce delle conquiste e soluzioni offerte dalla gioielleria contemporanea europea ma la sensibilità  e la poesia che informano il suo operare sono totalmente orientali e tradiscono il forte eco delle tradizioni e della cultura del Paese del Sol levante.

Karen Pontopiddan

Senza titolo: spilla 1997
Una casa, un paio di occhiali, una scarpa da bambino, un ferro da stiro, un"€™illustrazione anatomica, un fiore; questi sono gli elementi che appaiono nei delicati schizzi, in opachi, luccicanti o anneriti lavori in argento dell'€™orafa Karen Pontappidan.
Una semantica, un vocabolario una raccolta di disegni che affiorano come fantasmi decorano gli anelli e le spille, un"€™ironica e umoristica allusione ai nostri bisogni fondamentali dopo gli ovvi attacchi ed etichette nonché un commento critico sul tema dei gioielli.

Alessia Semeraro

Anello 2 cubi: legno bruciato
Alessia Semeraro nel suo percorso creativo, si sente attratta dalle possibilità  fisiche, chimiche e biologiche della natura e cerca di utilizzare i materiali poveri; legno vecchio, bruciato, cedro, faggio, ferro usato, lastre prima utilizzate per trasformatori elettrici. E quindi spoglia, depura le superfici, regalandoci oggetti di una raffinata luminosità . Ferro dolce, argento e oro puro le permettono di misurarsi con la materia, scontrandosi sulla base del colore, della malleabilità , delle differente "€œpreziosità "€.

Anna Maria Zanella

Il giorno e la notte: anello, oro
Nei lavori di Anna Maria Zanella prendono corpo i pensieri, i ricordi, le conoscenze, le esperienze e le associazioni dell'artista, la quale, attraverso i gioielli, sviluppa un complesso discorso intorno ai problemi centrali dell'invenzione estetica che, fin dai tempi antichi, muovono l'arte ed oggi conoscono una trasformazione e un'attualizzazione nelle mani dell'orafa. Si tratta di fattori elementari ma fondamentali: forma, materiale, contenuti. La "Materia povera", accompagnata dall'oro e dall'argento, si trasforma in figure costruttive, intessute imbevute di bellezza poetica ed energia dinamica.

Mirella Cisotto Nalon

Introduzione

Attività  Collaterali

martedì 24 gennaio 2006- Sala Paladin Palazzo Moroni
presentazione del Dizionario del Gioiello Italiana
a cura di Maria Cristina Bergesio e Lia Lenti
presenti le autrici
Il Dizionario del Goiello Italiano esamina l'arco di tempo che va dal 1800 al 2004 attraverso più di 300 voci relative a orafi, designer, scuole, materiali, concorsi, tecniche, aree geografiche e produttive, collezioni private, musei,fotografia e pubblicità , aziende e marchi.

Informazioni

Orario:9.30-12.30, 15.30-19.00, chiuso il lunedì e il 25/26 dicembre 2005 e il 1 gennaio 2006.
Ingresso: libero
Info:+39 49 8753981

 

 

 

 

 

 

Il Rigore del Nero - Shilouttes e teatri d'ombre

Il Rigore del Nero - Shilouttes e teatri d'ombre

Museo Civico al Santo
2 Febbraio - 26 Marzo 2006


Oltre ottocento i pezzi, provenienti dalla Collezione Minici Zotti - Museo del Precinema. In mostra dalle preziose miniature, alle prime silhouettes nere dipinte su carta o su vetro, ad altre ritagliate, o ricamate, a quelle impresse come decorazione su piatti, vasellame, gioielli, libri d"€™epoca, ecc. oltre alle molte raffigurate su cartoline postali oppure incollate su cartoncino, come souvenirs eseguiti dai "€œsilhouettisti"€



"€œIL RIGORE DEL NERO: silhouettes e teatri d"€™ombre"€ è il titolo della mostra che Il Museo del PRECINEMA"€“ Collezione Minici Zotti, in collaborazione con il Comune di Padova, ha ideato tra le iniziative in programma, per il 2006.

Il Museo del PRECINEMA - Collezione Minici Zotti, in Padova, sempre alla ricerca di testimonianze relative all'€™Archeologia del Cinema, ha raccolto un vasto repertorio di silhouettes che, nel Settecento e Ottocento costituivano il mezzo più economico per realizzare ritratti; solo a partire dal 1840, verranno gradatamente sostituite dalle immagini fotografiche.

Personaggi, già  ben noti all'€™epoca, come Kant, Mozart, Goethe, la Regina Vittoria e il presidente G. Washington, solo per citarne alcuni, venivano effigiati in silhouette e lo scrittore C. Andersen si dilettava nel ritagliare figure di carta, mentre raccontava le sue favole.

Il Museo del Precinema, nell'€™intento di far conoscere a un vasto Pubblico, anche questo aspetto poco noto della visione propone questa espsosizione di silhouettes e teatri d"€™ombre che, a partire da un vaso della Magna Grecia, si suppone, infatti, che le silhouettes abbiano avuto origine dall'€™antica usanza di decorare i prodotti in ceramica con figure nere, percorrerà  il "€˜700 e l"€™800 esponendo le più varie tipologie di quest"€™arte.

Circa 800 i pezzi esposti a cominciare dalle preziose miniature, alle prime silhouettes nere dipinte su carta o su vetro, ad altre ritagliate, o ricamate, a quelle impresse come decorazione su piatti, vasellame, gioielli, libri d"€™epoca, ecc. oltre alle molte raffigurate su cartoline postali oppure incollate su cartoncino, come souvenirs eseguiti dai "€œsilhouettisti"€ che si potevano incontrare fino al 1940 in Piazza del Santo a Padova, sulla riva degli Schiavoni a Venezia e ancora nelle varie sedi termali sparse in tutta Europa.

In mostra anche la speciale sedia, riprodotta, utilizzata per disegnare le silhouettes dallo scrittore e teologo svizzero, Johann Kaspar Lavater, famoso per i suoi studi fisiognomici. Si trattava di una sedia dove, su un lato, veniva fissato un pannello di vetro sul quale era teso un foglio di carta. La persona sedeva sulla sedia con un lato del volto appoggiato al vetro e l"€™artista, che stava dall'€™altra parte, ne disegnava il profilo sulla carta.
In occasione dell'€™inaugurazione la sedia verrà  usata per tracciare le silhouettes degli intervenuti, proprio come all'€™epoca.

Altro aspetto interessante della storia del Precinema che il Museo ha approfondito è quello dei teatri d"€™ombre, da considerarsi come i primi spettacoli della storia del Cinema.
Verranno ricostruiti tre teatri d"€™ombre: Giavanese, Cinese, Turco e, mediante videoproiezioni, sarà  possibile mostrare veri spettacoli di ombre in movimento.

Per il cinema di Animazione: Le avventure del Principe Achmed di Lotte Reiniger realizzato con ombre ritagliate.

L"€™intento di ogni Esposizione è quello di informare il Pubblico su gli aspetti sconosciuto di ogni forma d"€™arte, anche quando si tratta di arte minore, ma non per questo priva di fascino e che racconta del tempo passato.

Il mondo delle silhouettes, non sarà  visto come una mera esposizione di figure nere appese alle pareti, ma un"€™esperienza unica nel suo genere che permetterà , attraverso i vari oggetti esposti, di apprezzare e riscoprire un"€™arte ormai perduta.

Per la difficoltà  di reperire il materiale, raramente vengono proposte mostre su l"€™argomento, la più recente a Londra , alla Portrait Gallery nel 2004.

Un aspetto della cultura del passato, che il Museo del PRECINEMA, ripropone ancora oggi, perché di questo periodo, non si perda la memoria.

Laboratori
Le Scuole di ogni ordine e grado che ne faranno richiesta, dietro prenotazione, potranno avere a disposizione una Esperta del settore, per visite guidate alla Mostra e per laboratori nella sede delle rispettive Scuole.


Orario:tutti i giorni 10 - 13/ 15 - 18 chiuso il lunedì
Ingresso: intero "‚€ 5,00 - ridotto "‚€ 3,00
gratuito per le scolaresche
Info:+39 49 8763838 - +39 49 8751105

Informazioni presso il Museo del PRECINEMA
049 8763838 Fax 049 8780280
info@minicizotti.it www.minicizotti.it

Curatore della Mostra e direttrice Museo del PRECINEMA: Laura Minici Zotti
Catalogo a cura di Laura Minici Zotti con saggi di autori vari

Le opere appartengono esclusivamente alla collezione Minici Zotti che, per esigenze di spazio, non vengono normalmente esposte nel MUSEO del PRECINEMA.


Saggi




Tutte le immagini Collezione Minici Zotti, pertanto è vietata qualsiasi utilizzo se non specificatamente richiesto e autorizzato dalla Collezione stessa

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