Celebrazioni Petrarchesche: gli eventi

Celebrazioni Petrarchesche: gli eventi

Celebrazioni Petrarchesche: gli eventi

Durante il periodo della mostra Petrarca e il suo tempo sono previsti incontri, letture, spettacoli, concerti, per conoscere meglio l'opera del grande poeta e quanto questo influì nel suo tempo e fino ai nostri giorni. A Padova e ad ArquÍ  Petrarca.

Calendario



Eventi a Padova

13 maggio, 10 giugno, 1 luglio, 8 luglio
Musei Civici, ore 21:00
A Laura ovvero Francesco Petrarca l"€™uomo e il poeta
con Bel.Teatro

3 Giugno
Musei Civici, ore 21:00
Segni e Suoni per il Canzoniere di Francesco Petrarca
con Tam/Oikos/East Rodeo - regia Michele Sambin

17 giugno
Sala dell'Archivio antico del Bò
Convegno internazionale: Francesco Petrarca: da Padova all'Europa

18 giugno
Accademia Galileiana Di Scienze, Lettere ed Arti
Convegno internazionale: Francesco Petrarca: da Padova all'Europa


Eventi Ad ArquÍ 

5 giugno
Palazzotto consortile "€œOspedale del Forestiero"€, ore 18.00
Biografia per immagini
mostra fotografica permanente su Francesco Petrarca

10 giugno
ArquÍ  Petrarca, Palazzetto Consortile, ore 17.30
Le donne e i luoghi del Petrarca (10 - 29 giugno)
Inaugurazione mostra

19 giugno
ore 11.30
Orazione pubblica del Prof. Carlo Carena promossa dall'€™Ente Nazionale Francesco Petrarca

19 giugno
ore 21.00
Ridiculosi amori del medioevo
Spettacolo condotto dalla compagnia Teatro della Gran Guardia di Padova e Renata Rebeschini

24 giugno
Borgo Medievale
Serata di gala con Laura e Francesco
suggestivo invito a cena nel centro storico di ArquÍ  Petrarca con intrattenimento ed esposizione dei mestieri medievali, con menù ispirato alle rime del sommo Poeta. Prenotazioni entro il 10 giugno 2004.

25 giugno
Chiesa Parrocchiale
concerto del gruppo Nowart Ensamble

30 giugno
Chiare Fresche et Dolci Acque
Consort Veneto. Filippo Crispo nel Canzoniere recitato e musicato

2 - 9 - 16 luglio
Chiesa Parrocchiale
concerto del gruppo Nowart Ensamble

17 luglio
via Roma, ore 21.15
Affreschi nella casa del Poeta. Chitarra ed architettura
recital di Franco Guidetti, in collaborazione con l"€™Assessorato alla Cultura della Città  di ArquÍ  Petrarca

20 luglio
Una festa per il Borgo
Grande Festa per i residenti nel borgo medievale con canti, danze, giochi e cena gratuita all'€™aperto. Acclamazione del Novello Cantore del Petrarca ed elezione Miss Laura.

19 agosto
Abbuffata medievale
Cena nel centro storico del Borgo Medievale di ArquÍ  Petrarca con giullari e cavalieri di corte. Prenotazioni entro il 16 agosto 2004

28 agosto
Piazza Petrarca, ore 21.00
L"€™AfricaPerformance di Teatro e Danza dall'€™opera epica di Francesco Petrarca.
Spettacolo dell'€™Associazione Culturale "€œAbracalam"€, dove si coniugano musica etnica e danza contemporanea.

16 settembre
Buffet di fine estate
Prenotazioni entro il 10 settembre 2004

10 ottobre
Festa delle giuggiole (Il Petrarca e le giuggiole) grande festa e valorizzazione del prodotto tipico del Borgo Medievale con spettacoli con musiche, danze, sbandieratori e figuranti.

8 ottobre
Concerto con il tenore Saltarin

15 ottobre
Petrarca e Rossini: Due diversi testimoni dell'€™amore
rappresentazione musicale a cura del Quintetto di ottoni Rossini di Pesaro

Per informazioni sugli eventi ad ArquÍ :
Città  di ArquÍ  Petrarca
tel. +39 0429 777100

La masseria delle allodole

La masseria delle allodole

29 Aprile 2004, ore 18:00

Antonia Arslan attinge ai ricordi familiari per raccontare la tragedia del popolo armeno in un romanzo sconvolgente.
L'autrice presenta il suo libro.

Liviano - Sala dei Giganti
giovedì 29 aprile 2004, ore 18:00

Interverranno Boghos Levon Zekiyan dell'Università  di Venezia e Siobhan Nash-Marshall della St. Thomas University (St. Paul, MN).

Intermezzi musicali:
Ettore Scimemi, Gabrielle Shek (violini)
Pietro Scimemi (violoncello)

La masseria delle allodole è la casa, sulle colline dell'Anatolia, dove nel maggio 1915, all'inizio dello sterminio degli armeni da parte dei turchi, vengono trucidati i maschi della famiglia, adulti e bambini, e da dove comincia l'odissea delle donne trascinate fino in Siria attraverso atroci marce forzate e campi di prigionia.
In mezzo alla morte e alla disperazione queste donne coraggiose, spinte da un inesauribile amore per la vita, riescono a tener accesa la fiamma della speranza.
Da Aleppo, dopo crudeli avventure, tre bambine e un maschietto-vestito-da-donna salperanno per l'Italia dove li accoglierà  lo zio Yerwant, nonno dell'autrice, 'colpevole di essere sopravvissuto' perchè emigrato giovanissimo.
Sarà  lui a garantire un futuro più sereno e a custodire le memorie oscure che oggi la nipote ha trasferito in un romanzo dolce e straziante, pieno di struggente nostalgia per una terra e una felicità  perdute.

Dal Carso a Fiume. Memorie di guerra (1917-1918)

Dal Carso a Fiume. Memorie di guerra (1917-1918)

Dai giorni di Caporetto, gli eventi della Grande Guerra attraverso il racconto dell'avvocato Tito Paresi.
Il diario sarà  presentato da Luciano Palla.

Stabilimento Pedrocchi - Sala Rossini
mercoledì 28 aprile, ore 17:30

L'itinerario di guerra di Paresi inizia il 23 maggio 1915, alla vigilia della dichiarazione di guerra dell'Italia all'Austria, quando assunse servizio come ufficiale di complemento con il grado di sergente nel Secondo Squadrone Cavalleggeri Padova, partecipando alle operazioni sulle montagne del Cadore.
Passò quindi nella Seconda Divisione di Cavalleria e nel febbraio 1917 nel Corpo dei Bombardieri. Venne inviato nel Carso, dove rimase fino alla disfatta di Caporetto; poi sul Piave e sull'altopiano di Asiago, infine a Trieste e a Fiume.
La storia di Paresi si conclude con il comando della gestione dei campi di ex-prigionieri italiani e prigionieri austriaci, esperienza che egli reputa tra le più tristi della guerra.

Tito Paresi (morto nel 1931 in un incidente di montagna) è stato una figura di spicco del mondo politico e cultruale padovano. Rettore alla provincia di Padova nel biennio 1929-30 ne divenne il primo presidente nel 1930-31. Fu il primo presidente anche dell'Associazione Nazionale Combattenti di Padova.

Il libro "Dal Carso al Fiume. Memorie di guerra (1917-1918)" è stato pubblicato da Canova Edizioni.
Al Museo del Risorgimento verrà  conservato il manoscritto originale, donato da Canova ai Musei Civici di Padova.

Ombre nel labirinto. Ugo Sissa anni 60-70

Ombre nel labirinto. Ugo Sissa anni 60-70

L'esposizione presenta una raccolta di 30 dipinti realizzati tra gli anni '60 e '70, accompagnata da una selezione significativa di progetti architettonici e di fotografie.

Palazzo del Monte di Pietà , Piazza Duomo.
23 aprile "€“ 13 giugno 2004

Orario: da martedì a domenica 9:30 "€“ 12:30 / 15:30 - 19:00; chiuso il lunedì.
Ingresso gratuito.


La mostra è organizzata dall'Assessorato alla Cultura di Padova e curata da Tudy Sammartini e Laura Hierche.

Inaugurazione


venerdì 23 aprile ore 18:00

Sono previsti interventi critici da parte di:
Nico Stringa docente di storia contemporanea all'Università  di Ca' Foscari- Venezia
Virginia Baradel critico d'arte
Giovanni Battista Lanfranchi docente di Storia del Vicino Oriente all'Università  di Padova






Biografia dell'artista

http://www.ugosissa.com



Architetto, pittore, fotografo, Ugo Sissa (Mantova, 1913 - 1980) appartiene a quella generazione di architetti italiani formati e cresciuti nell'idea di stampo umanistico di una sostanziale unità  tra le arti.

L'architetto
Allievo di Marcello Piacentini, ha potuto pienamente esprimersi nella progettazione globale, dall'urbanistica all'arredo, applicando le sue teorie in un'intensa attività  costruttiva, breve ma concentrata, che ha saputo svincolarsi dai condizionamenti per diventare anti-accademica e innovarsi conservando un'impronta originaria squisitamente italiana e colta.
La ricerca delle motivazioni più profonde della modernità  porta Sissa a scavare nei segni primordiali, arcaici, come nei sigilli affioranti nell'antica terra Mesopotamica che caratterizzano la sua collezione archeologica donata alla Città  di Mantova, e partendo dalla tradizione razionalista, a evolversi nelle sue realizzazioni architettoniche nel segno dell'assolutezza geometrica, di un formalismo che parla un linguaggio astratto.

Il pittore
In parallelo, nell'attività  pittorica Sissa cerca il gesto pregnante, la sigla personale, il ritmo nuovo, sollecitato dalle esperienze dell'arte astratta milanese degli anni Quaranta, e dalle ricerche sul segno elaborate nel dopoguerra in ambiente romano, aderendo con Dorazio e Nino Franchina al gruppo M.a.c. Espace nel 1955. Sissa approda negli anni Sessanta a un originale linguaggio di sintesi astratta, con alcune tangenze informali e spazialiste, che si avvale di una personale elaborazione segnica e iconica. Si interessa anche di architettura spontanea sostando per studio nei monti Taira e in Polonia. Nel1937, infatti, vince, con la giuria di Giuseppe Pagano, i littorali di architettura con il progetto di una chiesa a Gondar in Africa Orientale, accanto ai veri e propri progetti realizzati per Olivelli quali il negozio di via del Tritone a Roma (1942) o le case a Monferrando progettate insieme a Marcelle Nizzoli (1943), e ai progetti pensati per i nuovi quartieri abitativi a Baghdad nei primi anni Sessanta.

Il fotografo
Come fotografo, accompagnato dalla sua fedele Rolleiflex, ha realizzato oltre cinquemila fotogrammi, spaziando dalle architetture ai frammenti archeologici, ai paesaggi esotici e ai ritratti, alcuni dei quali pubblicati su importanti riviste internazionali.

Informazioni



Ufficio Programmazione Culturale
tel. +39 049 8204546
fax +39 049 8204545
email: caporellop@comune.padova.it

La cultura dell'Accoglienza - l'accoglienza della Cultura

La cultura dell'Accoglienza - l'accoglienza della Cultura

Una manifestazione per far conoscere e far interagire le diverse comunità  presenti nel nostro territorio presentando la loro storia, il loro bagaglio culturale, le immagini, i colori, i suoni e i sapori della loro terra.

18 -23 maggio 2004
Centro Giovanile Antonianum
Prato della Valle 56

Mostre, concerti, conferenze, spettacoli teatrali, animazione per bambini: sei giorni di incontro e di dialogo per promuovere la convivenza.
La manifestazione si conclude domenica 23 maggio con la Festa dei Popoli.

Scarica il programma completo in formato rtf.

Organizzazione:
Assessorato alla Cultura, in collaborazione con Unica Terra, Missionari Comboniani, Migrantes, ACLI, Amici dei Popoli, Coop. Soc. Orizzonti, Coop. Nuovo Villaggio, Cittadini Dappertutto e con i Consigli delle Comunità  Straniere e altre associazioni e cooperative che operano nell'ambito dell'accoglienza e dell'intercultura.

Per tutta la durata della manifestazione presso la sala espositiva del Centro Giovanile Antonianum sarà  presente un punto informativo a cura del Settore Comunicazioni al Cittadino - Ufficio Urp

Mercoledì diVERSI

Mercoledì diVERSI

Alla scoperta delle voci della poesia cittadina.
A ogni incontro un poeta presenta una selezione delle sue composizioni, racconta la sua esperienza e parla del suo stile poetico: un'occasione per conoscere la segreta poesia di Padova.

Liceo Tito Livio - Aula Magna
21 aprile - 19 maggio 2004, ore 16:30

Calendario

21 aprile
Nella bianca laguna...
Raffaella Bettiol

28 aprile
Ricordo... dunque sono
Vincenzo Leggieri

5 maggio
Volevo risalire alla sorgente, ma
Adeodato Piazza Nicolai

12 maggio
Amo le pagine bianche e le parole
Mara Marcantoni

19 maggio
... Dio creò il cavallo col vento...
Amelia Burlon Siliotti
Omaggio musicale ad Amelia Burlon Siliotti: Cristina Miatello, Maddalena Altieri, Quartetto Petrarca, Dario Bisso
Prima esecuzione assoluta di "Due liriche per Soprano ed Archi" e "Ninna Nanna per Voci e Archi"

Concentus Musicus Patavinus

Concentus Musicus Patavinus

Con il nome di Concentus Musicus Patavinus si esibiscono il Coro da Camera, il Coro Grande e l'Orchestra dell'Università  di Padova, la cui attività  è organizzata nell'omonimo Centro di Studi, Ricerche e Formazione Musicale, costituito nel 1984 e diretto dalla Dottoressa Elisa Grossato. Le iniziative gestite da questo Centro sono molteplici e spaziano dai corsi di alfabetizzazione musicale ai seminari di interpretazione.

Il Concentus Musicus Patavinus include anche un gruppo di Musica Etnica, un gruppo Jazz e la compagnia di danza contemporanea "The Simple Company". Alle attività  del Concentus partecipano annualmente circa duecento tra studenti, docenti e personale tecnico, i quali dopo il lavoro e lo studio presso le rispettive facoltà , condividono l'interesse per la musica d'insieme. Tutte le formazioni hanno al loro attivo esibizioni in numerose città  e prestigiose sedi universitarie italiane ed estere presentando anche prime esecuzioni di compositori contemporanei e opere di particolare interesse storico.

Il Coro da Camera del Concentus Musicus Patavinus è nato nel 1979 con lo scopo di promuovere la ricerca scientifica, la pratica e la diffusione soprattutto della musica di tradizione veneta. Partendo dalle più antiche forme della polifonia veneta fra Medioevo e Rinascimento, il gruppo ha poi studiato e proposto opere di autori del primo ‘400 italiano attivi nel Veneto o legati alla cultura musicale veneta. La crescita numerica e musicale del gruppo e la collaborazione con il gruppo di strumenti antichi del Concentus hanno permesso di estendere il repertorio al secolo XVI, con brani vocali e strumentali di Marchetto Cara, Francesco Patavino, Adrian Willaert, Giorgio Mainerio, Andrea e Giovanni Gabrieli. Con l’intento di valorizzare il patrimonio di musica rinascimentale inedita o poco conosciuta, il coro si è dedicato allo studio della lauda polifonica di tradizione veneta, di salmi ed altre composizioni di Salomone Rossi, destinate al culto sinagogale della comunità  ebraica di Venezia, di una messa inedita di Andrea Gabrieli. Nella musica profana sono stati affrontati vari temi: dai mottetti e madrigali celebrativi alle canzoni di Andrea Gabrieli, ai testi del Ruzante elaborati polifonicamente da Adrian Willaert, a quelli scritti utilizzando linguaggi inventati, oltre ad un programma dedicato alle citazioni musicali nell’opera poetica di Teofilo Folengo, fino ai madrigali su testi del Tasso. Nel 1997 è stato approntato un programma che ha presentato lo sviluppo del madrigale italiano cinquecentesco attraverso i testi da Petrarca a Tasso. Nel 2002 è stata incisa la messa inedita “Tu es Pastor Ovium” di G. Belli, per l’etichetta discografica “Tactus”; l’esecuzione, in versione filologica, ha ottenuto ottimi riscontri dalla critica specializzata. Nel corso del 2000 è stato allestito il ciclo di cantate barocche “Membra Jesu Nostri” di D. Buxtehude, presentato in versione filologica, con la collaborazione del gruppo strumentale “L’Arte dell’Arco”, in tre concerti tenutisi a Padova, Roma e alla Basilica di S. Francesco ad Assisi. Da quest’ultimo concerto è stato ricavato un CD pubblicato dalla rivista Audiophile Sound nel 2003. Dal 1996 il coro si è dedicato allo studio di alcune opere rappresentative della cultura musicale romantica e novecentesca. Il Coro da camera partecipa regolarmente a concerti e rassegne musicali presso le più importanti sedi universitarie italiane e straniere, ma è impegnato anche a diffondere la conoscenza del proprio repertorio presso il vasto pubblico e nelle scuole. Dal 1996 la direzione è stata affidata al M° Fabio Framba, con la collaborazione della Prof. Antonietta Piovan per la preparazione vocale.


Fabio Framba è nato a Milano nel 1968. Agli studi umanistici ha affiancato la frequentazione del conservatorio, diplomandosi in “Organo e Composizione Organistica” con il massimo dei voti. Ha seguito inoltre i corsi di “Composizione Principale” e “Direzione di Coro”, iniziando un’attività  concertistica internazionale che lo ha visto suonare per importanti manifestazioni e su prestigiosi organi storici. Dal 1991 ha collaborato alla preparazione del “Concentus Musicus Patavinus”, coro polifonico dell’Università  di Padova, e dal 1996 dirige il “Coro da Camera” dell’Ateneo Patavino, con il quale si è esibito in numerosi atenei in tutta Europa. Per oltre un decennio è stato Direttore Artistico della Rassegna Organistica Nazionale “O. Ravanello” di Padova, rassegna che ha per fine la presentazione e la valorizzazione dei migliori neo-diplomati dei conservatori italiani. Dal 1988 è organista titolare del Santuario di S. Antonio d’Arcella a Padova, e dal 1998 è organista collaboratore della Basilica di S. Francesco ad Assisi. Nel febbraio del 2000 è stato invitato presso la basilica di S. Pietro a Roma per suonare alla celebrazione papale del “Giubileo degli Artisti”. Ha recentemente inciso un CD di musiche romantiche sul prestigioso organo del duomo di Schio (VI), per l’etichetta “Sicut Sol”, e con il Coro da Camera dell’Università  di Padova una messa inedita di G. Belli per la casa discografica “Tactus“. Nel 2003 è stato pubblicato dalla rivista “Audiophile Sound” un CD con le cantate “Membra Iesu Nostri” per Soli, Coro e Ensemble barocco, registrato dal vivo presso la basilica di S. Francesco ad Assisi. In possesso di qualifiche professionali di “Ingegnere del Suono” (1992-1994), e di “Tecnico di Montaggio ed edizione per i sistemi AVID e MEDIA 100” (1998), dal 1993 lavora nell’industria discografica, curando la direzione artistica delle incisioni di musica classica per le migliori case discografiche italiane e estere (Deutsche Grammophone, Amadeus, Opus 111, JVC Japan, Dynamic, Tactus, Bongiovanni, Stradivarius, Arts, Chandos, Glossa, etc), oltre che per la RAI e per la TV di Stato russa. E’ titolare di due studi di Post-Produzione Audio, specializzati nell’editing e nel remastering di incisioni di particolare pregio storico e artistico. E’ impegnato come responsabile tecnico del laboratorio di restauro audio “MIRAGE” dell’Università  di Udine (sede di Gorizia), presso la quale tiene il corso di "Laboratorio di restauro del suono” per gli studenti del corso di laurea in DAMS. Tiene inoltre corsi presso l’Università  di Padova e il Conservatorio di Vicenza.

I polacchi e Padova

I polacchi e Padova

I polacchi e Padova

Il 3 maggio 1791 il Grande Sejm proclamò la Costituzione del Tre Maggio - la prima Costituzione in Europa e la seconda al mondo, dopo quella americana. Il documento, tra l'altro aboliva il "liberum veto" introducendo come regola il voto di maggioranza e garantiva la libertà  personale a tutti. Il nuovo atto politico polacco fu molto apprezzato e applaudito dagli Stati Uniti e dalla Francia ma contemporaneamente considerato come una grande minaccia dalla Prussia e Austria e provocò una furiosa reazione dell'Imperatrice Russa, Caterina II, che invio le truppe in Polonia.

Nel 1763 il partito dei Czartoryski, che governava allora in Polonia, concordò con la Russia la candidatura al trono reale di Stanislao Augusto Poniatowski (1764-1795).
I primi anni del suo regno furono dedicati alle riforme scolastiche, militari e finanziarie; ciò riscontrava però una forte obiezione da parte della zarina Caterina II, senza il consenso della quale non era possibile una riforma efficace dello Stato.
La brutalità  dell'intervento politico e militare russo provocò una resistenza armata dei nobili sotto forma di combattimenti di carattere partigiano che durarono 4 anni. La confederazione di Bar (1768-1772), in cui si manifestò la prima insurrezione polacca, fu soffocata, e, per la prima volta nella storia, migliaia di polacchi furono deportati in Siberia. Tra coloro che riuscirono a fuggire ci fu il generale Kazimierz Pulaski, comandante della Confederazione. Pulaski emigrò in America dove svolse un ruolo importante nella guerra per l'indipendenza come comandante generale della cavalleria americana. Ancora oggi "Pulaski Day" è una grande festa negli Stati Uniti.
L'accordo delle tre potenze: Russia, Prussia ed Austria a scapito dell'indifesa Repubblica Polacca, venne raggiunto nel 1772.Nella prima spartizione la Polonia perdette 211 mila kmq e 4,5 milioni di abitanti, rispetto ai 733 mila kmq e 14 milioni di abitanti che vi risiedevano prima della spartizione.
Nonostante la prima spartizione, la Polonia riuscì a perseguire la via delle riforme e di una ripresa nazionale, grazie agli sforzi dei patrioti e del Re, Stanislaw August Poniatowski. Il primo passo fu la creazione del Comitato Nazionale per l'Istruzione (Komisja Edukacji Narodowej), il primo ministero della pubblica istruzione in Europa. Furono fondate inoltre centinaia di scuole e il livello di istruzione crebbe notevolmente. Numerosi scrittori, poeti, artisti e studiosi furono incoraggiati e finanziati dal Re che in questo modo metteva in pratica le idee diffuse dall'Illuminismo. Questo fu il momento di Adam Naruszewicz, storico, Ignacy Krasicki, poeta e satirico, Wojciech Boguslawski, il "padre" del teatro polacco e di Franciszek Karpinski, compositore i cui inni sono cantati in Polonia ancora oggi.
Approfittando del coinvolgimento della Russia nella guerra contro la Turchia, Stanislaw August Poniatowski lanciò un nuovo programma di riforme affidandone l'attuazione al Sejm, noto nella storia come la "Grande Dieta" o la "Dieta dei Quattro Anni" (1788-1792). Il 3 maggio 1791 il Grande Sejm proclamò la Costituzione del Tre Maggio - la prima Costituzione in Europa e la seconda al mondo, dopo quella americana. Il documento, tra l'altro aboliva il "liberum veto" introducendo come regola il voto di maggioranza e garantiva la libertà  personale a tutti. Il nuovo atto politico polacco fu molto apprezzato e applaudito dagli Stati Uniti e dalla Francia ma contemporaneamente considerato come una grande minaccia dalla Prussia e Austria e provocò una furiosa reazione dell'Imperatrice Russa, Caterina II, che invio le truppe in Polonia.
La guerra del 1792 si concluse con la sconfitta,con l'abolizione della Costituzione e con la seconda spartizione della Polonia (1793), alla quale parteciparono la Russia e la Prussia. Il rimanente territorio polacco - circa 200 mila kmq con 4 milioni di abitanti, si venne a trovare sotto il protettorato della Russia.
Nel 1794, sotto la guida di Tadeusz Kosciuszko scoppiò un'insurrezione per tentare di sovvertire la spartizione della Polonia. Anch’essa si concluse con una sconfitta, con l'entrata delle truppe russe a Varsavia e con la terza spartizione del Paese (1795) fra la Russia, la Prussia e l'Austria. La Polonia fu cancellata dalla mappa dell’Europa. Soltanto 123 anni dopo, nel 1918, la Res Pubblica di Polonia rinacque come uno stato indipendente.
1997- Polonia entra nella NATO
1 maggio 2004 – entrata della Polonia nella Comunità  Europea.

Presenza dei polacchi a Padova
La morte di S. Antonio nel 1231 e la sua sepoltura nella nuovo costruita basilica ha attirato a Padova molti pellegrini da tutta l’Europa. Fra questi non mancavano i pellegrini polacchi, che andando a Roma si fermavano a Padova per visitare la tomba di S. Antonio.
Anche la fondazione dell’Università  patavina nel 1222, che subito divenne famosa per la sua struttura libera e per la qualità  dell’insegnamento, attrasse molti studenti polacchi, che arrivavano a Padova in massa per studiare la legge o scienze artistiche (filosofia, medicina o teologia). L’istituzione della cattedra della medicina ha reso Padova subito famosa nel mondo ( primo teatro anatomico). Proprio per studiare la medicina, nell’autunno del 1501, arrivò a Padova Niccolò Copernico, che probabilmente frequentò i corsi del Pietro Tripolina, professore di medicina e contemporaneamente eccellente matematico e filosofo. L’insegnamento della filosofia aristotelica e del metodo comparato che metteva a confronto diverse scienze ( matematica, filosofia e medicina) sicuramente ha avuto un enorme influenza sulla formazione del giovane scienziato. Copernico infatti ha frequentato i corsi del famoso docente Pietro Pompanazzi che analizzava le opere di Aristotele Phisica e De cielo et mundi, opere che senza dubbio potevano ispirare alcuni concetti della nuova teoria, che maturavano nella mente di Copernico. Il corpo docente patavino, essendo di formazione aristotelica e quindi non accettante il movimento della Terra, non poteva influenzare in modo diretto la cosmologia ed astronomia copernicana, però gli ha indubbiamente fatto conoscere la ricchezza della filosofia classica. Quanto l’Università  di Bologna, dove prima studiò Copernico, e in particolare l’insegnamento di Domenico Maria Novarra, costituiva per lo scienziato una scuola pratica di osservazione del cielo, tanto l’esperienza patavina gli ha offerto i mezzi logici e razionali per contrapporsi alle dottrine tradizionali del pensiero.E’ stato proprio Pompanazzi ha dire: “ per poter cercare la verità , il filosofo deve essere l’eretico”.
All’Universita di Padova Copernico imparò anche il greco, che gli servì per operare liberamente la terminologia greca nella stesura della rivoluzionaria teoria eliocentrica “De Rivoluzionibus orbium coelestium”
Niccolo Copernico ha vissuto in Italia sette anni e tutto quello che imparò nelle università  italiane ha consolidato la sua istruzione. Possiamo allora affermare che la figura di questo geniale scienziato occupa il primo posto nella storia delle relazioni italo-polacche.

Durante il soggiorno patavino di Copernico, l’università  di Padova ha frequentato anche un altro scienziato polacco – Josef Strus ( o Struthius), autore dell’opera Ars sphygmica e fondatore della sfigmologia, misurazione della pressione arteriosa.

Nel XVI secolo l’Università  di Padova hanno finito migliaia di studenti polacchi. Negli anni 1542-1687 la memoria di quelli più famosi è stata perpetuata nelle iscrizioni e sui stemmi sulle mura delle aule e corridoi.

Gallileo Gallilei che insegnò a Padova per 18 anni divenne un amico di molti Polacchi, che spesso venivano a casa sua. Quando nel 1592 prese la cattedra dell’astronomia ed astrologia, all’università  si formò ufficialmente la Confraternita Polacca, il membro della quale divenne Jan Kochanowski, il padre della letteratura polacca, che raggruppava i confratelli nella biblioteca accademica o nella chiesa degli Eremitani ( attualmente si sta portando al termine il progetto di una tabella commemorativa nell’atrio della Chiesa).
Molti studenti polacchi sono stati raffigurati sulle mura della sala Dei Quaranta: Vitello (Ciolek), Copernico, Janicki, Kochanowski, Batory ( re polacco o suo zio). Nella Aula Magna si trovano i busti di marmo di Copernico e Zamoyski, invece le statue di Batory e Sobieski si trovano nel cerchio dei grandi al Prato della Valle.

Il legame dell’Università  di Padova con la Polonia esiste ancora, anche se in maniera meno importante. In occasione della visita del pontefice a Padova, sono stati restaurati i stemmi delle famiglie polacche e preparato un loro album, come regalo per Giovanni Paolo II.
Nel 1994 è ritornata anche la cattedra della lingua e letteratura polacca, che dal 1996 è diretta dall’eccellente polonista dell’Università  di Varsavia, prof. Jan Slaski.

Nella Basilica del Santo si trova anche la cappella polacca.

Diritto di vivere e di morire: eutanasia, accanimento terapeutico, etica morale

Diritto di vivere e di morire: eutanasia, accanimento terapeutico, etica morale

Una conferenza per riflettere su un argomento delicato e attuale, che fa discutere la scienza, la Chiesa, l'opinione pubblica.

Caffè Pedrocchi - Sala Rossini
27 aprile ore 17:30

Intervengono:
Prof. Giampiero Giron - Università  di Padova
Prof. Giorgio Nalon - Università  Gregoriana di Roma

Ingresso libero

Con il termine eutanasia (dal greco antico, letteralmente, "buona morte") si definisce oggi l'intervento medico volto ad abbreviare l'agonia di un malato terminale. Nella legislazione italiana non esistono normative sull'eutanasia attiva, nè sul suicidio assistito: a confronto le posizioni mediche e quelle della Chiesa Cattolica, secondo la quale solo Dio può disporre della vita dell'uomo.

L'appuntamento rientra nel programma dei "Martedì del Pedrocchi" :
ogni settimana presso la Sala Rossini del Caffè Pedrocchi un appuntamento culturale ad ingresso libero.
In una piacevole atmosfera si alterneranno presentazioni di libri, conferenze, reading, incontri con l'autore e con la poesia, con la possibilità  di conversare e confrontarsi con esponenti e personalità  del mondo della cultura.

La manifestazione è organizzata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Padova e Gli Amici del Pedrocchi.

Informazioni
tel. + 39 049 8205007 - 8204537

Dimensione Spirituale - oli 1994-2004

Dimensione Spirituale - oli 1994-2004



Domenica 18 aprile apre la mostra personale di pittura di Gelindo Baron, promossa dall'Assessorato alla Cultura.
I 35 dipinti ad olio che testimoniano gli ultimi dieci anni di attività  dell'artista delineano gli orizzonti di una campagna veneta densa di suggestioni, fra i suoi sfondi collinari e lagunari.

Ex Scuderie di Palazzo Moroni
18.04.04 - 09.05.04

Orari: tutti i giorni 9:30 - 12:30 / 15:30 - 19:00; chiuso il lunedì
Ingresso libero


Nato e ancora residente a Cona Veneta, Baron si è interessato alla pittura sin da giovanissimo. I punti di riferimento iniziali sono venuti alla sua arte dalle lezioni del colorismo veneto e dell'€™impressionismo francese, subito assunte con personale originalità .

Le tele di Baron esprimono autenticità  di immagine pittorica, interpretazioni, tocchi cromatici, che denotano il viaggio pittorico idealmente compiuto dall'€™artista lungo i decenni di adesione all'€™arte, mentre affondano nel terreno del vissuto in senso di partecipazione e di esplorazione di umanità  e spiritualità .

L"€™artista si sente figlio della sua terra e difende in modo strenuo la cultura e la moralità  del mondo reale che l"€™ambiente propone (religiosità , maternità , valori naturalistici).

Baron, pur evocando qua e là  influssi di varie correnti (dalle impressioniste alle astratte) dà  alla sua rielaborazione un"€™impronta originale, unica e certamente veneta, non per banale coincidenza geografica, ma per naturale cooptazione di un"€™esigenza profondamente umana. Nei quadri si notano linguaggio, sensibilità  e cultura personali.

L"€™impegno dell'€™artista vede esercitato il pittore in una continua ricerca specialmente sul colore, nell'€™intento di sperimentare forme e presentare situazioni nuove. Per lui è fondamentale che l"€™arte intervenga decisamente là  dove forma e strutture sono animate da quella che Baron chiama "€œsensualità  del dipingere"€: quasi una percezione fisica della propria devozione alla pittura. Un"€™arte prevalentemente lirica con tratti di intensa suggestione. Dopo ogni analisi, questa pittura si compone in maniere personali che ne rendono consolante il messaggio e incantevole la poesia.

Più che mai impegnato ad un lavoro senza sosta, l"€™artista è presente attualmente nelle migliori gallerie d"€™arte italiane ed estere.

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