Licia Maglietta e Vladimir Denissenkov, Manca solo la domenica.

Licia Maglietta e Vladimir Denissenkov, Manca solo la domenica.

Arti Inferiori stagione teatrale 2008-2009

Esistono amori che non danno la felicità  ma.... se ne possono vivere altri! Andare lontano dalla propria casa, fantasticare una vita di sentimenti amorosi e luttuosi, trasformare tutto fino all'estremo, fino in fondo [...] L'unico cruccio resta la domenica. Sì manca solo la domenica(Licia Maglietta).
Scritto dalla catanese Silvana Grasso e ambientato in una Sicilia senza tempo, Manca solo la domenica è un monologo urticante e ironico, grottesco e visionario. A reggerlo sulle spalle c'è Licia Maglietta che interpreta una Borina di grande profondità , crudeltà  e ironia. Al fianco della Maglietta c'è Vladimir Denissenkov, musicista e grande maestro del bayan, la particolare fisarmonica russa.

MANCA SOLO LA DOMENICA
da "Pazza è la luna" di Silvana Grasso (Einaudi 2007)

adattamento, scene e regia: Licia Maglietta
con: Licia Maglietta, Vladimir Denissenkov

luci: Cesare Accetta
costumi: Katia Esposito
musiche: Vladimir Denissenkov
suono: Daghi Rondanini
direzione tecnica: Lello Becchimanzi

Liboria Serrafalco, detta Borina, è "sicca sicca", fuori dagli schemi della bellezza siciliana, di alta statura e di una magrezza a dir poco sofisticata, quasi mascolina, qualità  che le rende difficile incontrare un uomo. Ma anche a lei non più giovanissima capita di trovare all'improvviso un marito, un tipo più piccolo di lei, rosso di capelli, "un cotogno", come lo definisce. Pochi mesi e il marito parte per l'Australia facendo perdere le sue tracce e senza inviare neanche un soldino alla moglie che lo aspetta a casa. Salvo poi tornare malao e diabetico con un bel sacchetto di "saccarina" australiana con sè, dopo una parentesi durata ben trent'anni.
Borina stessa racconta la sua storia vestita di nero dalla testa ai piedi e la narra con sottile ironia, profondità  e anche crudeltà , percorrendo a ritroso i sentieri del tempo, per poi ritornare al presente, in una visione della propria vita in cui spesso la realtà  si confonde con la fantasia.

Per tutte le informazioni si rinvia a: Arti Inferiori. Stagione Teatrale 2008-2009.


Informazioni
Biglietti e abbonamenti

Abbonamento intero: € 80,00; abbonamento ridotto (studenti): € 60,00
Biglietti per spettacoli di Giorgio Albertazzi, Lunetta Savino e Ascanio Celestini: intero ‚€ 18,00; ridotto studenti: € 16,00
Tutti gli altri spettacoli: Biglietto intero € 12,00; ridotto studenti € 10,00

Prevendita
Il giorno precedente ogni spettacolo per l'MPX Multisala Pio X dalle ore 16.00 alle ore 18.00
Vendita Il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 ad inizio spettacolo

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ASSESSORATO ALLE POLITICHE CULTURALI E SPETTACOLO
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Il futuro di Galileo scienza e tecnica dal Seicento al Terzo Millennio

Il futuro di Galileo scienza e tecnica dal Seicento al Terzo Millennio

Sul finire del 1609 a Padova Galileo punta verso il cielo un cannocchiale, un manufatto da lui trasformato in strumento scientifico, e avvia le prime moderne indagini astronomiche. Una grande mostra a Padova per celebrare il IV centenario del cannochiale, promossa dal Comune di Padova e curata da Giulio Peruzzi e Sofia Talas.
Un affascinante viaggio che, a partire dall'opera stessa di Galileo e attraverso esempi eclatanti dei secoli successivi, si apre sulle nuove prospettive della scienza.
Sette le sezioni in cui si articola la mostra. Decisamente interattiva l'esposizione propone esperimenti, simulazioni multimediali, nonchè preziosi strumenti scientifici antichi e affascinanti strumenti moderni; proponendo diversi livelli di lettura e molteplici modalità  di fruizione.



Prorogata fino al 28 giugno 2009
Nel periodo di proroga, dal 16 al 28 giugno, tutti i cittadini di Padova e provincia potranno usufruire del biglietto di
ingresso ridotto a "‚€ 5,00



Per informazioni e prenotazioni call center: 0492010010
Per saperne di più:http://www.ilfuturodigalileo.it/

Preambolo.
La scienza prima di Galilei
Fino al medioevo, in Europa, la conoscenza della natura è dominata dall'osservazione diretta, gli strumenti scientifici sono relativamente pochi e gli esperimenti limitati: l'attività  scientifica si è via via ridotta a illustrare il sapere contenuto nei libri degli antichi maestri, la cui autorità  non viene messa in discussione. La concezione tolemaica domina incontrastata: si pensa la terra immobile, posta al centro dell'Universo mentre le stelle, il Sole, e i pianeti le ruotano intorno.

Tra il XV e il XVI secolo, nel periodo dell'Umanesimo e del Rinascimento, un nuovo fermento culturale porta alla rifioritura della scienza europea.
Si riscopre e si studia la scienza greca e islamica, l'uomo riacquista fiducia nelle proprie potenzialità  e vengono valorizzate le arti manuali come produttrici di conoscenza. Si ricomincia a costruire strumenti scientifici, essenzialmente di astronomia e matematica, e il cielo viene studiato con apparati come quadranti o astrolabi, che permettono di determinare la posizione degli astri.

Vengono così a crearsi le premesse per la grande Rivoluzione che sta per avviarsi a opera prima di tutto di uno scienziato toscano che lavora sopratutto a Padova e Firenze, Galileo Galilei.


Sezione 1. Dal cannocchiale di Galileo ai telescopi di oggi e di domani.
Osservare - sfogliare il libro della natura
Trasformazione di un manufatto in uno strumento scientifico

Il cannochiale venne inventato in Olanda. Se ne hanno notizie certe a partire dall'ottobre 1608. La notizia della nuova invenzione si diffonde rapidamente in Europa e nel novembre del 1609, Galileo riesce a costruire un cannocchiale capace di ben venti ingrandimenti. Puntando il suo strumento verso il cielo Galileo realizza le sue straordinarie scoperte destinate a rivoluzionare in modo radicale la visione del cosmo.
Nasce così l'astronomia moderna le cui osservazioni diventano nel corso dei secoli sempre più accurate e spettacolari, fino alle straordinarie immagini che ci giungono oggigiorno dai moderni telescopi orbitanti quali il telescopio Hubble.







Sezione 2. Il moto da Galilei a Einstein
Sperimentare - Ipotesi, teorie e fatti per leggere il libro della natura
La Matematizzazione della natura

Tra il 1604 e il 1609, quando si trova a Padova, Galilei ottiene fondamentali risultati sul moto dei corpi introducendo la nozione di accelerazione. Studiando la caduta libera dei corpi ne ricava l"€™espressione matematica, e lo stesso fa con accurati esperimenti sui moti di corpi lanciati come una palla di cannone mostrando che seguono una traiettoria parabolica. Egli inoltre congettura che il moto di corpi in una stanza (Galilei parlava di un locale sottocoperta in una nave, oggi l"€™immagine più comune è quella di uno scompartimento di un treno) segue le stesse leggi sia che la stanza sia ferma sia che si muova di moto rettilineo uniforme: è un primo abbozzo del cosiddetto principio di relatività  galileiano la cui piena formulazione dovrà  aspettare i contributi degli scienziati da Newton fino alla fine dell'€™Ottocento.

͈ importante notare che i lavori sui moti locali di Galilei e dei suoi successori sono fondamentali per l"€™affermarsi del sistema copernicano: da Galilei in poi la fisica e l"€™astronomia sono indissolubilmente legate.
Nella seconda metà  dell'€™Ottocento le scoperte nell'€™ambito dei fenomeni elettromagnetici condurranno a un superamento del principio di relatività  galileiana che si sostanzierà  nel 1905 nella proposta di Einstein della teoria della relatività .



Sezione 3. Scienza dei materiali: da Galileo alle nanotecnologie
Sperimentare - Ipotesi, teoria e fatti per leggere il libro della natura

Nel 1638, alcuni anni dopo essere stato condannato, Galilei pubblica in Olanda la sua ultima opera, i Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze. Una delle due nuove scienze era lo studio dei materiali e della loro resistenza, che Galileo inaugura in modo magistrale.
Senza seguire passo dopo passo la storia di questo settore di ricerca, viene qui ricordato un episodio importante legato alla storia di Padova: Giovanni Poleni, professore presso l"€™Ateneo patavino, svolge a partire dal 1740 sulla scia degli studi galileiani accurate ricerche sulla resistenza dei materiali nell'€™ambito del restauro della Cupola di San Pietro, che lui cura in collaborazione con Luigi Vanvitelli.
Attualmente la scienza dei materiali "€“ con le nanotecnologie in particolare "€“ costituisce uno dei settori di punta della fisica, della chimica, dell'€™elettronica, dell'€™ingegneria aerospaziale con lo sviluppo tra l"€™altro di nuovissimi materiali, altamente resistenti e dalle proprietà  elettriche sorprendenti utilizzati in particolare nella costruzione di satelliti e vettori spaziali e nello sviluppo dei dispositivi elettronici più disparati.




Sezione 4. Dal vuoto seicentesco al vuoto quantistico
Sperimentare "€“ ipotesi, teorie e fatti per leggere il libro della natura
Trasformazione di un manufatto in uno strumento scientifico


Fino alla fine del Cinquecento, si era certi che il vuoto fosse logicamente impossibile e che la natura avesse orrore del vuoto horror vacui.
Con l"€™inizio del Seicento, l"€™osservazione di vari fenomeni porta però a nuove riflessioni, in particolare nella cerchia di Galilei. Perché ad esempio le pompe non riescono a innalzare l"€™acqua oltre un"€™altezza di una decina di metri? Si giunge allora all'€™esperimento, famosissimo, proposto nel 1644 da Evangelista Torricelli, l"€™ultimo allievo di Galilei.



Il vuoto e l"€™azione della pressione atmosferica vengono messi per la prima volta in evidenza. L"€™esperimento di Torricelli segna l"€™invenzione del barometro che comincia ben presto a essere impiegato per le osservazioni meteorologiche e per le ricerche di pneumatica e rivoluziona anche la storia della termometria, portando all'€™invenzione intorno alla metà  del Seicento dei termometri chiusi a liquido, gli antenati degli strumenti tuttora in uso.
Attualmente, qual è la moderna nozione di vuoto? Le odierne teorie sul vuoto aprono scenari inaspettati le cui conseguenze sulle applicazioni tecnologiche sono in larga parte inesplorate.

Sezione 5. La luce da Galileo ad oggi, una finestra sul cosmo
Sperimentare "€“ ipotesi, teorie e fatti per leggere il libro della natura


Nei Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze Galilei propone le sue riflessioni e le esperienze da lui condotte sulla luce, cercando tra l"€™altro di dimostrare che questa ha una velocità  finita. Dopo di lui Ole R͸mer, nel 1675, misura la velocità  della luce attraverso l"€™osservazione dei satelliti di Giove, scoperti nel 1610 dallo stesso Galilei.

Ma cosa si sa della luce nel Seicento? ͈ un"€™onda come sostiene Huyghens o un corpuscolo come dicono i newtoniani? La questione sembrerà  risolversi decisamente a favore del modello ondulatorio alla metà  del XIX secolo con le misure di Foucault e Fizeau che stabiliscono che la velocità  della luce diminuisce nel passaggio dall'€™aria all'€™acqua. Ma è davvero l"€™ultima parola sulla natura della luce? Oggi sappiamo che a seconda dell'€™ambito sperimentale la luce si comporta come un"€™onda o come un corpuscolo.

All"€™origine dell'€™attuale concezione della luce stanno le ricerche sui colori emessi o assorbiti dai vari elementi chimici. L"€™analisi di questi spettri di colori, una sorta di carta d"€™identità  dei vari elementi, sarà  un ausilio essenziale per lo studio delle stelle dall'€™Ottocento fino ai nostri giorni. Di colori si era occupato anche Galilei, ma all'€™epoca non poteva pensare a quanto importanti sarebbero diventati per capire l"€™infinitamente piccolo e l"€™infinitamente grande.

Sezione 6. Dal microscopio di Galileo agli acceleratori di particelle
Osservare "€“ Sfogliare il libro della Natura
Trasformazione di un manufatto in uno strumento scientifico


͈ Galilei che, pur senza usarlo per scopi scientifici, rende note le potenzialità  del microscopio o occhialino nell'€™ambito della comunità  scientifica. Inventato nei primissimi anni del XVII secolo, questo strumento rivoluziona non solo il mondo della fisica, ma tutte le ricerche nel campo delle cosidette scienze della vita, dalla botanica alla medicina. Grazie a microscopi sempre più sofisticati, si studiano oggigiorno molteplici aspetti dei fenomeni naturali, e in particolare con l"€™osservazione dei geni e del DNA si sono fatti progressi enormi nella comprensione del fenomeno vita.

Ma il viaggio nell'€™infinitamente piccolo della scienza moderna va ancora oltre le dimensioni delle molecole organiche: con gli acceleratori di particelle, si possono attualmente studiare componenti della materia almeno cento milioni di volte più piccoli degli atomi.

Sezione 7. Il sogno di Galileo? Il microscopio incontra il cannocchiale: dai quark ai misteri del cosmo
Osservare "€“ Sfogliare il libro della Natura
Sperimentare "€“ ipotesi, teorie e fatti per leggere il libro della natura


Nel Saggiatore Galilei riconduceva al moto di atomi realmente indivisibili le sensazioni "€“ come il caldo e il freddo, di grato o in grato odore, di luce o di tenebra, di colore "€“ che ci portano informazioni sui corpi macroscopici.

Gli sviluppi della scienza nel XIX e XX secolo hanno in realtà  permesso ben altre convergenze tra l"€™infinitamente piccolo e l"€™infinitamente grande. L"€™osservazione dell'€™Universo e le teorie sulla sua evoluzione sono oggi riassunte nel cosiddetto Modello Standard dell'€™Universo, altrimenti noto come modello del Big Bang.

L"€™Universo, secondo questo modello, è nato circa 15 miliardi di anni fa. Allora un"€™energia enormemente alta si trovava concentrata in uno spazio piccolissimo che ha cominciato a espandersi. Nelle varie fasi dell'€™espansione si sono via via generati gli atomi, le molecole, le stelle, le galassie e finalmente, 12 miliardi di anni dopo il Big Bang, la vita. I moderni acceleratori di particelle, lavorando a energie sempre più alte, hanno permesso di riprodurre in laboratorio situazioni simili a quelle che si pensa dovessero essere proprie dell'€™Universo nelle prime frazioni di secondo dopo il Big Bang. Tuttavia, fino a pochi anni fa si era convinti che l"€™espansione dell'€™Universo dovesse rallentare. Oggi, invece, nuovi clamorosi risultati delle osservazioni astronomiche hanno dimostrato che l"€™espansione dell'€™Universo è accelerata. Deve esistere una qualche energia ancora ignota e per questo chiamata energia oscura responsabile di questa accelerazione. Nuovi scenari si aprono alla ricerca scientifica.

info e prenotazioni
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Lo scaffale degli scrittori 2009 - Primi appuntamenti

Lo scaffale degli scrittori 2009 - Primi appuntamenti

Lo Scaffale degli Scrittori 2009
Il futuro ha un cuore antico
(Carlo Levi)

Una nuova tappa dello Scaffale degli Scrittori, ormai appuntamento fisso della vita culturale a Padova. La rassegna promossa dall'€™Assessorato alle Politiche Culturali e curata da Paolo Di Paolo offre nuovi incontri, con temi e spunti di riflessione che ruoteranno attorno alla frase di Carlo Levi Il futuro ha un cuore antico.



In un tempo come il nostro, di incertezze, di crisi forse non solo economica, che cosa tiene legati il passato e una possibile idea di futuro? Il presente sta in mezzo, a volte così caotico o incandescente, da non riuscire a definirne senso e confini. Giornalisti, scrittori, storici, politici, personaggi del mondo dello spettacolo si confronteranno con ilpubblico di Padova in un nuovo ciclo di serate da febbraio a inizio aprile 2009. Con una due giorni tematica il 28 e 29 marzo: Lo Scaffale incontra la città  "€“ Scrivere al tempo della crisi.

I primi appuntamenti

MERCOLED͌ 11 FEBBRAIO 2009 "€“ ORE 21
Auditorium Centro Culturale Altinate, via Altinate 71


Giuseppe Ayala

CHI HA PAURA MUORE OGNI GIORNO. I miei anni con Falcone e Borsellino (Mondadori)


LOTTA ALLA MAFIA: IL PASSATO, IL FUTURO


Introduce Nicolò Menniti Ippolito ll Mattino di Padova


Giuseppe Ayala, magistrato, è oggi presidente della prima sezione di Corte d"€™appello del tribunale dell'€™Aquila. Ha fatto parte per tutti gli anni Ottanta del pool antimafia ed è stato in Parlamento per tre legislature. ͈ autore di CHI HA PAURA MUORE OGNI GIORNO. I miei anni con Falcone e Borsellino (Mondadori).



SABATO 14 febbraio 2009 "€“ ore 19
Auditorium Centro Culturale Altinate, via Altinate 71


Umberto Galimberti

L'OSPITE INQUIETANTE. I giovani e il nichilismo (Feltrinelli)

GIOVANI SENZA FUTURO

Introduce Sergio Frigo Il Gazzettino


Umberto Galimberti è uno dei più noti filosofi italiani.



DOMENICA 15 FEBBRAIO 2009 "€“ ORE 19
Auditorium Centro Culturale Altinate, via Altinate 71


Ettore Mo
MA NEMMENO MALINCONIA (Rizzoli)

GiIORNALISMO DI IERI DI OGGI

Intervengono: Antonio De BenedettiI, Carlo Fumian e Paolo di Paolo


Ettore Mo è uno dei più famosi giornalisti italiani. Da decenni inviato di punta e firma storica del Corriere della Sera. ͈ autore di MA NEMMENO MALINCONIA. Storia di una vita randagia (Rizzoli).

Incontro letterario Presentazione libro Maria Novella dei Carraresi

Incontro letterario Presentazione libro Maria Novella dei Carraresi

Dopo di te il diluvio

"Quando il tempo dimentica e confonde ciò che viene prima con ciò che viene dopo, allora si ha almeno la certezza che sta per accadere esattamente quello che ci si aspettava, per non dire che la verità  ci precede di gran lunga"


Maria Novella Papafava dei Carraresi vive a Venezia. Terminati gli studi, si è trasferita per circa un decennio negli Stati Uniti dedicandosi alla danza e al teatro di ricerca.
Tornata in Italia ha avviato un attività  di organizzazione degli eventi culturali e artistici. Recentemente ha interpretato con successo pièce teatrali ed è stata la protagonista di un lungometraggio televisivo girato per conto della Regione Calabria.
Appasionata di musica, è autrice di un'antologia di canzoni d'autore. Attualmente sta seguendo la progettazione e la sceneggiatura di quattro lungometraggi televisivi.

Marco Baliani "La notte delle lucciole"

Marco Baliani "La notte delle lucciole"

Arti Inferiori stagione teatrale 2008-2009

In una notte illuminata dalle lucciole della ragione, Leonardo Sciascia e Pierpaolo Pasolini - voci diverse per stile e personalità  ma accomunate dalla stessa passione civile e dal lucido sguardo con cui hanno osservato il loro tempo - si incontrano idealmente per parlare dell'€™esistenza e dei suoi segreti ingranaggi. Questa l'ambientazione dell'atto unico di Roberto Andò che ancora una volta attraverso il teatro, come già  in passato ha fatto col cinema, interroga la Sicilia e uno dei suoi più emblematici testimoni, Leonardo Sciascia, qui interpretato da uno dei massimi esponenti del teatro di narrazione, Marco Baliani.

LA NOTTE DELLE LUCCIOLE
di Roberto Andò e Marco Baliani
da Leonardo Sciascia e Pier Paolo Pasolini

con Marco Baliani
drammaturgia e regia Roberto Andò
scene, costumi e luci Gianni Carluccio
musica Marco Betta
produzione Nuovo Teatro
durata dello spettacolo: 70"€™ senza intervallo

La notte delle lucciole, atto unico di Roberto Andò e Marco Baliani, non è solo il titolo di uno spettacolo, ma un luogo metaforico emblematico, raro e prezioso allo stesso tempo dove due voci mai abbastanza rimpiante della nostra cultura come Pier Paolo Pasolini e Leonardo Sciascia sono posti idealmente l'uno di fronte all'altro in un confronto di pensieri e di riflessioni.
Lo spazio è quello di un'€™aula scolastica, memoria degli anni in cui Sciascia fece il maestro elementare a Racalmuto, e dalla cui esperienza nacque il suo romanzo d'€™esordio, "€œLe Parrocchie di Regalpetra"€. Uno spazio che di volta in volta assume, attraverso la parola e l'€™azione, le sembianze dolenti e allucinate della zolfara, o del Parlamento, o l'€™oscurità  fantasmatica di un luogo squarciato dai lampi di un pensiero intriso di pena, ma inesorabile nel suo ragionare per l'€™uomo.
In questo spazio metamorfico dell'€™aula, oltre al narratore- Baliani, un vecchio e sei bambini giocano il gioco eterno e immutato del boia e della vittima, del servo e del padrone, del candore e della follia. Ma è Sciascia, attraverso il racconto in prima persona, attraverso la parola testimoniale, a muovere in forma di veglia questa fuga su Pasolini (visto come un fratello), dando alle sue parole il carattere di una estrema riflessione sulla morte, sulla scrittura come inesorabile contestazione del potere della morte, del suo prestigio, formulando la più limpida intonazione dell'€™impegno, laicamente inteso.
Teatro dove la parola serve a stanare il pensiero nascosto e la menzogna, senza rinunziare all'€™interrogazione (pirandelliana) sul mistero esistenziale.

Per tutte le informazioni si rinvia a: Arti Inferiori. Stagione Teatrale 2008-2009.
 
Informazioni
Biglietti e abbonamenti

Abbonamento intero: € 80,00; abbonamento ridotto (studenti): € 60,00
Biglietti per spettacoli di Giorgio Albertazzi, Lunetta Savino e Ascanio Celestini: intero ‚€ 18,00; ridotto studenti: € 16,00
Tutti gli altri spettacoli: Biglietto intero € 12,00; ridotto studenti € 10,00

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Vendita Il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 ad inizio spettacolo

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Donolato Le case dei poeti

Donolato Le case dei poeti

Si è inaugurata in Galleria Samonà  la mostra Donolato Le case dei poeti .Un percorso che passo dopo passo porta alla scoperta di particolari, tracce che l"€™artista dissemina e che necessitano di un tempo lungo, il tempo della meditazione e della riflessione ragionata. La grande allegoria della serie Le case dei poeti fa parte di un più ampio progetto che vuole catturare chi guarda e fargli vivere un"€™esperienza di distacco dalla realtà  e di ingresso in una dimensione superiore all'€™interno della quale trovare determinati codici e rileggerli in una forma nuova.


La serie de Le case dei poeti è dedicata all'€™importanza della conoscenza nella costruzione dell'€™anima umana. L"€™opera di Donolato, ad una prima visione ingenua e di ambientazione fiabesca per la scelta ragionata delle tonalità  pastello, è fortemente simbolica in quanto ci ricorda quali sono le basi per la costruzione della nostra personalità , fin dall'€™infanzia: è attraverso la conoscenza che conquistiamo la nostra unicità . I libri sono case, sono i tasselli della nostra individualità  che noi formiamo inconsciamente; le fiabe, i racconti, i libri letti o ascoltati sedimentano fino a costruire un mondo unico, quello della nostra immaginazione, delle nostre inclinazioni. Il mondo di Donolato è un mondo in cui abitano fiori e piccole grandi anime, in cui si sviluppa un senso diffuso di vita che si percepisce nonostante l"€™assenza ricorrente di presenze umane. Nell"€™accostamento continuo di forme e codici antitetici "€“ rocce/fiori, instabilità /equilibrio "€“ si costruisce il racconto surreale con cui comunica l"€™artista.

Egli ci parla anche e soprattutto attraverso il colore, la pelle dell'€™opera che cattura il nostro primo impatto percettivo e che, come una soglia, dobbiamo attraversare per entrare in un mondo in cui la cromia non è solo un riempitivo della forma, ma è un generatore di contenuti. Il colore è quindi simbolico, in grado di stimolare pensieri, e come tale l"€™artista ne sfrutta la capacità  di trasmettere un senso di caldo o di freddo, di sospensione o di pesantezza con note dominanti di giallo e di rosso. La scelta delle tonalità  pastello come quella di un disegno semplice, dalla prospettiva leggermente alterata, accentuano il richiamo all'€™infanzia come luogo del sogno e della poesia. Poesia che salva il mondo tramite la riscoperta gioiosa della bellezza archetipica del Sé infantile e la saggezza acquisita frequentando le vie della conoscenza. Conjuctio oppositorum...

Silvio Marchetto - Realtà  Emotive

Silvio Marchetto - Realtà  Emotive

L"€™Assessorato alle Politiche Culturali dedica una mostra all'€™artista padovano Silvio Marchetto Nella sua produzione artistica, a carattere naturalistico, l'autore rivela tutta la magia e la suggestione della campagna veneta e della Riviera del Brenta, esaltando le atmosfere con tinte calde e accese, o utilizzando colori freddi ma sempre caricati e fortemente contrastati.



Quando poi nel tempo trasforma piano piano il suo linguaggio espressivo preferendo composizioni astratte o decisamente informali, trasferisce sulla tela lo stesso segno vibrante e luministico, servendosi sempre di colori acrilici ma aggiungendo la tecnica del collage con l"€™inserimento di segni, forme e immagini, simboli del mondo reale.
Stratificazioni di colore "€“ talvolta liquido, talvolta più compatto "€“ creano sulla tela giochi di linee labirintiche, solchi ampi come alvei di torrenti o sottili come graffiti di un linguaggio sconosciuto, mentre l"€™esplosione cromatica rivela un mondo di gioia, attutito solo dai neri di contrasto, che esaltano ancor più i toni luminosi di fondo.

Botti di luce con il riverbero ora del rubino e ora del topazio, a volte di scintillante smeraldo e altre volte ancora dello zaffiro, disposti a guisa di fantasiose tarsie nell'€™impaginazione di innovative idee, di oniriche visioni. Un linguaggio piuttosto di decisa rottura con la tradizione, in netto contrasto con quello già  adottato in secoli lontani e universalmente praticato fino a qualche decennio fa; un eloquio impostato su perentorie sintesi, su espressioni fatte di assiomi e di contrappunti, in perfetta sintonia con le istanze di rinnovata, attuale espressività .

Marchetto, nel configurare le proprie creazioni pittoriche, procede costantemente attenendosi a due fondamentali presupposti: quello della rigorosa e precisa trattazione di un determinato tema e quello della esaltazione del colore e del bello.
Un modo di operare, di certo, quale esige ogni lavoro frutto di grande passione, di trasporto dell'€™essere intimo, osservando e annotando le diverse realtà  circostanti.
La mostra è curata da Paolo Tieto.


BIOGRAFIA
Silvio Marchetto nasce a Padova nel 1945.
Al Liceo Scientifico Ippolito Nievo la Prof.ssa A. Antoniazzi, docente di Storia dell'€™Arte sensibile ed innovativa, riconosce per prima le qualità  artistiche di Marchetto e lo incita a coltivare le Arti Figurative. Negli anni sessanta realizza vari documentari in 16 mm di tipo educativo. Negli stessi anni si iscrive alla FEDIC (Federazione Italiana dei Cineamatori) e frequenta un corso di Cinematografia sperimentale a Montecatini Terme. Negli anni sessanta quale Film Maker indipendente realizza vari film a soggetto con i quali ottiene lusinghieri riconoscimenti in Italia e all'€™estero. In quegli anni conosce Beppe Siccardi, pittore di origine piemontese, paesaggista di grandi capacità  tecniche e dipinge i primi paesaggi. Nel 1972 si laurea in Medicina e Chirurgia Presso l"€™Università  degli Studi di Padova. Nel 1975 si trasferisce a Mira. Sono gli anni dell'€™amore per la medicina: è medico di Famiglia a Mira ma anche Responsabile dell'€™area formativa Della Scuola Veneta di Medicina Generale nonché Responsabile del Registro Tumori dei Medici di Famiglia.
L"€™incontro con Guido Zilio, docente di Scienze pittoriche presso il Liceo Artistico Modigliani di Padova, e con Mario Rossi, paesaggista mirese di intensa forza espressiva, lo spinge dapprima verso lo studio e successivamente verso la pratica di quell"€™arte che lo aveva affascinato fin da giovane.
Approfondisce la conoscenza della pittura del primo Novecento, soprattutto quella veneziana e veneta, ma è anche affascinato dall'€™innovazione dell'€™arte americana della metà  del secolo, dall'€™Action Painting di Jackson Pollock, di W. De Kooning e di F. Kline.
Il contatto con l"€™arte di Alberto Burri e di Afro Basaldella lo spingeranno a modificare decisamente il suo linguaggio pittorico: Marchetto sente di non aver più bisogno di rappresentare il reale, il colore si spoglia di ogni costrizione, ha il sopravvento sulla forma e dà  vita ad un affascinante gioco di equilibri cromatici.

L"€™artista sarà  presente in mostra tutti i venerdì e sabato pomeriggio.

Info:
Orario: 10.00-20.00, lunedì 13.00-20.00, domenica chiuso
Per informazioni: Servizio Mostre tel. 049 8204528

Luciano Testa - Cancellazioni

Luciano Testa - Cancellazioni

Luciano Testa - Cancellazioni

Oli, tempere, e tecniche miste di un artista raffinato e composito, giustamente definito nomade dalla critica , sia per ragioni biografiche, che per l'avventurosa erranza della sua ricerca.




Luciano Testa ha lavorato come ingegnere, come architetto e come docente universitario a Roma e a Venezia, per poi stabilirsi in una località  marittima della Sardegna non lontana da Sassari.

Ha sempre coltivato il piacere della pittura, ma solo negli ultimi dieci anni ne ha fatto il suo principale campo di applicazione e ha aperto il suo parco e calcolatissimo catalogo al giudizio della critica e del pubblico. La sua produzione, dopo una fase di orientamento sulle grandi tematiche degli anni Sessanta, ha scoperto le sue vere radici di articolazione formale e di senso nelle regole auree della geometria generativa che ha fatto da sfondo alle esperienze del Bauhaus.
Un"€™attenta valutazione dello spazio lo ha portato alla delineazione di percorsi e tracciati di straordinaria leggerezza, ma di grande tenacia costruttiva, mappe dei pensieri, dei sentimenti e degli attraversamenti conoscitivi. Un po"€™ alla volta l"€™esplorazione dello spazio nelle classiche due dimensioni si è trasformata in una complessa analisi della profondità  del dipinto, costituito da stratificazioni sempre più numerose e sempre meno leggibili e intuibili. Nelle opere recenti gli strati costituiscono in più casi vere e proprie cancellazioni, la cui entità  è controllabile solo ricorrendo a mezzi di indagine tecnologica.

Nello stesso percorso, non solo l"€™artista ha gradualmente trasformato la predilezione per la levità  trasparente dell'€™acquarello in un"€™appassionata sontuosità  materica, ma ha più volte convocato le grandi immagini della cultura visiva del passato a testimoniare della sua formazione e del suo gusto.

Approfondimenti

Info: 049 +39 8204529
Orario: 10.00 "€“ 19.00
Chiuso il lunedì
Ingresso libero

Pensieri Preziosi 4 Gioielli Natura Dorothea Prà¼hl

Pensieri Preziosi 4 Gioielli Natura Dorothea Prà¼hl

Per la prima volta in Italia viene presentata l"€™opera di Dorothea Prà¼hl e altri sei artisti che si sono formati presso la Scuola Superiore di Halle, dove la Prà¼hl è stata prima insegnante e poi, dal 1991 direttrice della sezione di oreficeria dopo la grande Renate Heintze. Questi gli artisti: Antjie Braürer, Kathleen Fink, Beate Klockmann, Rudolf Kocéa, Christiane Matthias, Vera Siemund.







Furono proprio Renate Heinze e Dorothea Prà¼hl a dare, dagli anni settanta in poi (nel 1969 la creazione di gioielli era stata riconosciuta come disciplina autonoma) uno straordinario impulso a questo settore puntando sul pezzo unico e sul valore artistico del manufatto. Esse riuscirono, pur trovando inizialmente un ambiente poco ricettivo e conservatore (negli anni cinquanta e sessanta, infatti la Scuola si era orientata verso la produzione industriale,dando vita a lavori ripetitivi, freddi e impersonali) a portare una ventata di entusiasmo e di novità  e, con un"€™inconsueta energia e risoluta determinazione, giunsero a dare una svolta significativa al modo di concepire il gioiello e di realizzarlo. Il gioiello diventa così oggetto artistico, esito di un progetto, sviluppo di un"€™idea che spesso trova nella natura circostante la principale fonte di ispirazione.


Tale fonte resta narrativa; vi è la tendenza ad accentuarne la qualità  plastica e ad interpretarla salvaguardando la figura anche se, talora, una avvertita esigenza di passare all'€™astrazione, ne viene a restituire il concetto senza riproporne la forma oggetiva. Al gioiello resta il suo carattere funzionale mentre il progetto di un pezzo unico o di piccola serie non rinuncia a soddisfare un"€™esigenza sociale di autovalutazione e autorappresentazione, di esprimere emozioni e suscitarne altre, di rappresentare il fascino del piccolo formato, di diventare ponte fra chi ha creato e chi lo fa proprio.


Enorme importanza riveste lo studio e la scelta del materiale che diventa strumento basilare e imprescindibile per sviluppare il progetto artistico a cui resta intimamente legato condizionandone, fin dall'€™inizio, processo, sviluppo ed esito finale. Le superfici dei metalli vengono trattate in maniera inedita e non si teme l"€™irregolarità  e l"€™imperfezione, la materia viene spesso lasciata grezza per rafforzare il suo intrinseco potere espressivo, le dimensioni diventano importanti.

Vengono scelti materiali inusuali all'€™oreficeria tradizionale quali alluminio, rame, zinco, ferro, acciaio, titanio, corno, osso, legno, corda, spago, stoffa, porcellana, plastica... in sintonia con quanto sta accadendo nelle altre importanti scuole orafe europee, che, diversamente da Halle, sono però proiettate, fin dagli albori, verso il concettualismo e l"€™astrazione. La fonte prima di ispirazione resta qui invece la realtà  naturale, organica, fenomenica, di cui si intende tradurre sia l"€™aspetto narrativo, sia quello simbolico.

L"€™importanza della Scuola di Halle, così poco conosciuta in Italia, e il percorso di questo Istituto d"€™Arte, così affine, nei motivi informatori e nella metodologia didattica, a quello dell'€™Istituto padovano fondato nel 1866 dal marchese Pietro Estense Selvatico, ci hanno convinto dell'€™importanza di presentare in questa quarta edizione di Pensieri preziosi proprio Dorothea Prà¼l e altri sei artisti di singolare eccellenza, che si sono formati al Castello seguendone le linee e rivelando, pur nei numerosi aspetti comuni, differenze di esiti, spiccata personalità , autonoma capacità  espressiva, straordinaria bravura.


Analizzando il percorso creativo di ciascuno è possibile constatare come l"€™insegnamento magistrale della Prà¼hl e le linee date dalla Scuola siano fortemente vive e presenti nella loro opera, che tuttavia mostra quanto questi abbiano saputo interpretare, in maniera singolare e del tutto personale, le indicazioni ricevute. Essi restano fedeli all'€™amore per il racconto e saldamente attratti da quanto ci circonda, dalla natura come dalla quotidianità , che vengono narrate secondo schemi esplicitamente figurativi, anche in momenti in cui la linea generale appare tendenzialmente opposta, o che talora, soprattutto nei tempi più recenti, volge alla semplificazione dei tratti, puntando all'€™essenzialità  fino a raggiungere l"€™astrazione. Mondi interiori che si connettono con una propria visione della realtà  in un indagare pronto a sorprendere e a farsi sorprendere, a giocare con la memoria, a concentrare sensazioni, ricordi, emozioni, nel microcosmo gioiello.

Gioiello che resta, per tutti gli artisti di Halle, specchio concreto di un"€™esperienza percettiva fisica, diretta, interpretata e tradotta, luogo di ricerca, sintesi di esigenze razionali ed affettive, oggetto unico e "€œprezioso"€ non per il valore materiale ma soprattutto per quanto esprime e racconta.

Info mostra: +39 0498204527/39 - 8753981
Orari: 9:30 - 12:30 / 15:30 - 19:00 chiuso il lunedì . Natale Capodanno
Ingresso gratuito

Per le famiglie e i bambini dai 6 ai 12 anni è previsto un laboratorio pomeridiano che si terrà 
ogni sabato dal 17 gennaio al 28 febbraio 2009
dalle 16.00 alle 17.30.


E"€™ obbligatoria la prenotazione
L'ingresso alla mostra e le attività  previste sono gratuiti
Per informazioni e prenotazioni chiamare Associazione Fantalica
al numero 0492104096 (lun.-ven. 9.00-13.00), cell. 3483502269











Ascanio Celestini in "Scemo di Guerra"

Ascanio Celestini in "Scemo di Guerra"

Arti Inferiori stagione teatrale 2008-2009

SCEMO DI GUERRA
Roma, 4 giugno 1944


Uno spettacolo di Ascanio Celestini

Lo spettacolo ha debuttato l'1 e il 2 ottobre 2004 a La Biennale di Venezia
La casa editrice Einaudi ha pubblicato il romanzo Storie di uno scemo di guerra nel 2005, nella collana Arcipelago.

"Mio padre raccontava una storia di guerra. Una storia di quando lui era ragazzino. L'€™ho sentita raccontare per trent'anni. E' la storia del 4 giugno del 1944, il giorno della Liberazione di Roma. Per tanto tempo questa è stata per me l'unica storia concreta sulla guerra. Era concreta perché conoscevo le strade di cui parlava. (...) Ogni volta che raccontava faceva delle digressioni, allungava o accorciava il discorso inserendo episodi nuovi o eliminando parti che in quel momento considerava poco importanti. Così quando ho incominciato a fare ricerca ho deciso di registrarlo e provare a lavorare sulle sue storie. Da queste storie nasce Scemo di guerra. Nello spettacolo si ritrovano alcuni avvenimenti molto conosciuti come il bombardamento di San Lorenzo o il rastrellamento del Quadraro con più di mille persone deportate. Alcuni fatti sono veramente accaduti a lui come quando ha rischiato di farsi ammazzare mentre raccoglieva una cipolla. Alcuni sono altrettanto veri, ma li ho ascoltati da altre persone come la storia del soldato seppellito vivo all'€™Appio Claudio. Certe cose me le sono inventate io (...). Adesso credo che questa sua storia per me sia diventata il modo per mantenere un duplice legame sentimentale: quello politico con la mia città  e quello umano con mio padre".

Lo spettacolo è preceduto alle ore 17 dall'appuntamento con la 4ª edizione della vetrina PALCOSCENICO CINEMA!
Ascanio Celestini incontrerà  il pubblico per presentare il suo spettacolo di scena poi la sera; a seguire vi sarà  la proiezione del documentario firmato dallo stesso Celestini ed intitolato PAROLE SANTE. Sottotitolo: "Storie di autogestione e di precarietà  nel più grande call center italiano".
Un viaggio intorno all'€™Atesia, il più grande call center d'Italia, l'ottavo al mondo, 4.000 lavoratori solo nella sede di Cinecittà , simbolo/icona della nuova sotto-classe sociale in continua espansione: i lavoratori precari. Tra i tanti, ci sono alcuni che hanno provato a denunciare la loro condizione. Hanno scioperato, organizzato manifestazioni, scritto ai giornali perché si interessassero alle loro condizioni di lavoro. Hanno tentato di sconfiggere il sistema ma sono stati schiacciati: li hanno licenziati. La loro risposta: un collettivo auto-organizzato. Presentato alla 2° edizione di "€œCinema "€“ Festa Internazionale di Roma"€ (2007) nella sezione "€œExtra"€.

Per incontro e proiezione ingresso libero fino ad esaurimento dei posti.
Per tutte le informazioni si rinvia a: Arti Inferiori. Stagione Teatrale 2008-2009.

Informazioni
Biglietti e abbonamenti

Abbonamento intero: € 80,00; abbonamento ridotto (studenti): € 60,00
Biglietti per spettacoli di Giorgio Albertazzi, Lunetta Savino e Ascanio Celestini: intero ‚€ 18,00; ridotto studenti: € 16,00
Tutti gli altri spettacoli: Biglietto intero € 12,00; ridotto studenti € 10,00

Prevendita
Il giorno precedente ogni spettacolo per l'MPX Multisala Pio X dalle ore 16.00 alle ore 18.00
Vendita Il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 ad inizio spettacolo

ARTEVEN
Via G. Querini, 10
30172 Mestre (VE)
Tel. +39 41 5074711 - Fax +39 41 974120
Web: www.arteven.it
e-mail: info@arteven.it

ASSESSORATO ALLE POLITICHE CULTURALI E SPETTACOLO
SERVIZIO MANIFESTAZIONI E SPETTACOLI
Vicolo Pedrocchi, 11  Padova
E-mail: comunepadovamanifestazioni@comune.padova.it

MPX MULTISALA PIO X
via Bomporti, 22 - (zona Duomo) - Padova
telefono 049 8774325
e-mail teatrompx@diweb.it
sito www.dicinema.it

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