Padova Atelier Internazionale di Architettura

Padova Atelier Internazionale di Architettura

Padova Atelier Internazionale di Architettura

Palazzo della Ragione "€“ Padova
Dal 7 ottobre al 2 novembre 2005
Orari: tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 19.00 chiuso il lunedì
Info: +39 (0)49 8205006
Ingresso alla mostra libero
Ingresso al monumento: intero "‚€4,00 - ridotto "‚€2,00
Inaugurazione: venerdì 7.10.2005 "€“ ore 18.00

Sessantotto tesi di laurea dell'€™Accademia di architettura dell'€™Università  della Svizzera Italiana"€ tavole grafiche, plastici e fotomontaggi. L'evento propone sessantotto progetti archittetonici per il recupero di dieci siti della città  di Padova.

Il mese di ottobre è per la città  di Padova un momento davvero importante; infatti dal 7 ottobre al 2 novembre il Palazzo della Ragione ospita la mostra dal titolo "€œPadova, atélier internazionale di architettura. Sessantotto tesi di laurea dell'€™Accademia di architettura dell'€™Università  della Svizzera Italiana"€. L"€™evento realizzato dal Comune di Padova "€“ Assessorato ai Lavori Pubblici con la collaborazione dell'€™Accademia di architettura di Mendrisio (Svizzera) si propone di presentare 68 progetti architettonici per il recupero di 10 siti della città .


Padova, infatti, è stata oggetto di riflessione e di studio per docenti e studenti dell'€™Accademia di Architettura che hanno realizzato dei progetti di intervento per migliorarne la qualità  architettonica sul tessuto urbano già  esistente. Le tesi risultanti da questo studio approfondito sono l"€™oggetto della mostra che verrà  allestita al Palazzo della Ragione e del dibattito costruttivo che di sicuro ne seguirà .

In mostra: tavole grafiche, plastici e fotomontaggi in cui i tratti di ciascuno dei singoli atélier di progetto sono chiaramente riconoscibili. Ogni atélier ha come referente uno dei docenti dell'€™Accademia, tutti di grandissima fama internazionale:

Manuel e Francisco Aires Mateus: atélier di progetto di un museo d"€™arte contemporanea nella zona dell'€™ex Foro Boario o ex Tribunale;
Valentin Bearth: atélier di progetto di "€œhousing"€ nella zona tra stazione e fiera;
Esteban Bonell: atélier di progetto di una scuola della natura nella zona dei Colli Euganei "€“ Monte Ricco;
Mario Botta: atélier di progetto di auditorium nell'€™area ex Gasometro, area ex Caserma Grandina, Area ex Foro Boario;
Roberto CollovÍ : atélier di progetto di "€œhousing"€ e funzioni integrate nella zona del parco delle mura e nel parco lineare
Valerio Olgiati: atélier di progetto di "€œhighrise"€ nella zona del centro storico;
Luigi Snozzi: atélier di progetto di ridisegno della periferia nella zona Nord/Arcella e di ridisegno dello spazio pubblico nella zona Nord-Est (autostrada "€“ stazione "€“ riviera del Brenta)
Heinz Tesar: atélier di progetto di un nuovo museo della medicina nella zona ex Macello di via Cornaro
Elias Zenghelis: atélier di progetto di ridisegno della periferia nella zona della centuriazione romana (Borgoricco "€“ Camposampiero)
Peter Zumthor: atélier di progetto di nuovi subcentri nella periferia di Padova.


La mostra rappresenta per Padova un evento molto importante, come afferma l'Assessore all'Urbanistica Luisa Boldrin, visto che i progetti in esposizione riuniscono quanto di meglio si possa oggi pensare nell'€™ambito dell'€™architettura internazionale contemporanea.

I dieci siti studiati fanno riferimento a zone in cui effettivamente l"€™amministrazione comunale intende intervenire; il fatto che siano diventati oggetto di uno studio così importante e autorevole ci ha spinto a realizzare questa manifestazione.

L"€™esposizione quindi si pone come punto di riferimento per tutto il settore urbanistico internazionale tanto da essere completata dalla tavola rotonda internazionale che si terrà  nel Ridotto del Teatro Verdi di Padova sabato 29 ottobre dal titolo "€œPensare l"€™Architettura "€“ Dalla rivoluzione del Palazzo della Ragione ai linguaggi dell'€™architettura contemporanea"€ che avrà  come relatori l"€™architetto Mario Botta (che parlerà  del suo progetto del Mart di Rovereto), l"€™architetto Gonͧalo Byrne dell'€™Università  di Coimbra (Portogallo), Jorg Friedrich, professore di progettazione all'Università  di Amburgo e il critico Philippe Daverio.



L"€™allestimento della mostra sarà  curato dall'€™arch. Gabriele Cappellato, docente dell'€™Accademia di architettura di Mendrisio che sottolinea come "€œciascun progetto presenta delle soluzioni che non soddisfano solo le esigenze funzionali, ma conferiscono anche significato formale e qualità  estetica allo spazio preso in esame"€. Del resto l"€™Accademia di Mendrisio è stata fondata proprio con l"€™obiettivo di formare una nuova figura di architetto in grado di rispondere alla crescente complessità  del mondo contemporaneo.

Il programma interdisciplinare degli studi che comprende insegnamenti culturali, sociali, storico-artistici, tecnici e scientifici, la fama internazionale dei docenti e la posizione geografica che intreccia culture e tradizioni differenti, ne fanno il luogo ideale per preparare gli studenti alla professione di un nuovo architetto, come figura che disegna e trasforma lo spazio di vita dell'€™uomo. Mendrisio è situata nel Canton Ticino, tra Lugano e Como, asse principale tra il Nord Europa e il Mediterraneo; questo incrocio di culture è rappresentato dall'€™eterogeneità  delle nazionalità  presenti nell'€™ateneo tanto che attualmente sono 35 tra docenti e studenti. ͈ proprio questa atmosfera di internazionalità  a fare dell'€™Accademia di Architettura un luogo importante di dibattito rispetto alle poetiche e ai linguaggi architettonici.



La mostra è realizzata dal Comune di Padova e dall'€™Accademia di Architettura di Mendrisio con la collaborazione del Collegio dei Costruttori della Provincia di Padova.


Eventi collaterali:Ridotto del Teatro Verdi - Sabato 29 ottobre 2005 dalle ore 10,00 alle ore 14,00 - Tavola Rotonda Pensare l"€™Architettura "€“ Dalla rivoluzione del Palazzo della Ragione ai linguaggi dell'€™architettura contemporanea "€“


Ufficio Stampa
RDB Comunicazione
tel+39(0)49 7387000
f +39 (0)49 7387029

Wim Wenders - Il mondo delle immagini

Wim Wenders - Il mondo delle immagini


Padova, Scuderie di Palazzo Moroni (Via del Municipio 1)
18 settembre "€“ 30 ottobre 2005

Orario:Orario: da martedì a domenica 9.30-12.30/15.30 "€“ 18.30. Chiuso il lunedì
Ingresso libero

info: +39 (0)49 8722531
Terzo appuntamento dedicato al cinema d'autore. Una quarantina di scatti in bianco e nero che propongono il mondo delle immagini costrito dal celebre regista tedesco.

Oggi mercoledì 26 ore 21,00
IL CIELO SOPRA BERLINO
MULTISALA PIO X - MPX, Via Bonporti 22 (Zona Duomo)
Sala Petrarca. Ingresso "‚€ 2,00

L"€™Assessorato alle Politiche Culturali e Spettacolo "€“ Centro Nazionale di Fotografia, in collaborazione con l"€™Istituto di Cultura Italo-Tedesco di Padova e il Goethe Institut di Roma, presenta il terzo appuntamento del ciclo dedicato al cinema d"€™autore e ad alcuni dei suoi più importanti protagonisti.
La mostra costituita da una quarantina di scatti in bianco e nero propongono allo spettatore il mondo delle immagini costruito dal celebre regista tedesco, testimonianze visive della sua personale concezione della realtà  e della vita. Le fotografie esposte sono state scattate sui set cinematografici dei film girati nella sua lunga carriera, a partire da Alabama: 2000 light years (1968), uno dei suoi primi cortometraggi, fino al più recente Così lontano, così vicino (1992), passando per i celebri Paris, Texas (1983) e Il cielo sopra Berlino (1986).


Uno dei nodi centrali dell'€™immaginifico mondo del cineasta tedesco è quel triste e solitario viandante che attraversa il mondo alla scoperta del suo Io nella speranza che, nel suo vagare senza meta, possa ancora accadere qualcosa capace di mutare la sua vita. Gli eroi wendersiani guidano i film verso i luoghi che vanno a scoprire, denudandone di volta in volta la realtà . Al contempo anche i luoghi raccontano molte cose sui personaggi, svelandone le emozioni più profonde. Spesso i protagonisti delle pellicole di Wenders si rifugiano solo in se stessi, mostrando un"€™aria smarrita: stranieri in un mondo gelido che "€œnon sono in casa né qui, né in città , né in un paese qualsiasi"€.


Le visioni di Wim Wenders si raffigurano anche nelle immagini che alcuni suoi eroi realizzano da sé: foto polaroid (Alice nelle città ), pubblicitarie (Il corso del tempo), realizzate con l"€™autoscatto (L"€™amico americano), inquadrature tratte dai film (Lo stato delle cose) o dai video (Appunti di viaggio su moda e città ), immagini oniriche (Fino alla fine del mondo).
Proprio in questo senso il regista tedesco si rivela non solo un profondo conoscitore della realtà  ma, soprattutto, un attento osservatore del mondo. Lo stesso che, filmato e filtrato, risulta essere, dalle sue pellicole, l"€™espressione di uno sguardo meditativo e contemplativo, a volte sognante, ma sempre e comunque colto nei "€œmomenti di verità "€, quei momenti decisivi in cui vengono tratti i bilanci dell'€™esistenza. Nel cinema di Wenders l"€™uomo davanti alla cinepresa diventa, così, punto di partenza per riflessioni sull"€™umanità  più varia e sulla civiltà  moderna.


Biografia

Wim Wenders nasce a Düsseldorf il 14 agosto 1945. A quattro anni lascia il luogo natio e si trasferisce con la famiglia a Oberhausen. A sei anni avviene il primo contatto con il cinema: "€œi miei genitori mi diedero un vecchio proiettore a mano e alcuni vecchi film che possedeva mio padre di Chaplin e Keaton. In dieci anni vidi lo stesso film mille volte, come gli operatori."€ Una volta diplomatosi, si iscrive prima a Medicina e poi a Filosofia, con scarso successo. In seguito il suo amore per la pittura lo porta a Parigi, dove si ferma per un anno, studiando l"€™arte del dipingere e lavorando come incisore in un atelier di Montmartre. Successivamente tenta di superare l'esame di ammissione alla rinomata scuola di cinematografia IDHEC, ma senza successo. Così nel 1967 rientra in Germania, dove frattanto il cinema ha conosciuto una ripresa di interesse, e si trasferisce a Monaco di Baviera per iscriversi ai corsi della HFF (Accademia di Cinema e Televisione). Tra il 1967 e il 1970 inizia a scrivere come critico cinematografico, collaborando a Filmkritik e al quotidiano Süddeutsche Zeitung. Dopo aver realizzato i primi lungometraggi, Summer in the City, Prima del calcio di rigore e La lettera scarlatta, Wenders si cimenta, a partire dal 1973, con la tematica del viaggio, che lo porta a realizzare la "€˜Trilogia della strada"€™. Iniziatore, nel 1971, della cooperativa di produzione e distribuzione Filmverlag der autoren, fonda nel 1974 la Wim Wenders Produktion a Monaco. Nel 1979 costituisce la società  di produzione Road Movies Produktion, con sede a Berlino. In seguito tenta la strada dell'emigrazione negli USA, cedendo anche alle continue richieste del regista americano Francis Ford Coppola che lo invita a realizzare un film sulla vita del detective-scrittore Dashiell Hammett. Rientrato provvisoriamente in Europa, Wenders vince nel 1982 il Leone d'Oro alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, con il film Lo stato delle cose, a cui ha fatto seguito un altro prestigioso premio, la Palma d'Oro, ricevuta al Festival di Cannes per il film Paris, Texas (1984). Nel 1989 gli conferiscono la laurea ad honorem all'€™Università  La Sorbonne di Parigi. Dagli esordi fino ad oggi, Wenders ha esplorato tutti gli aspetti delle tecniche cinematografiche che la moderna tecnologia gli ha messo a disposizione, come in Fino alla fine del mondo (1991), nel quale ha compiuto esperimenti nel campo dell'alta definizione. Nel 1997 gira a Los Angeles Crimini invisibili, con musiche curate da Bono, il cantante degli U2. Esprime il suo amore per la musica anche nel documentario Buena Vista Social Club, girato nel 1998 a Cuba. La sua ventesima pellicola, The Million Dollar Hotel, vince l"€™Orso d"€™argento speciale della giuria alla 50ª edizione della Berlinale. Con La terra dell'€™abbondanza (2004) Wenders riflette sui cocci del sogno americano dopo l"€™attacco alle Torri Gemelle. E l"€™America, con i suoi vasti cieli azzurri, i brandelli di nuvole candide e le pianure polverose, torna anche in Non bussare alla mia porta (2005), che vede la partecipazione del cineasta tedesco all'€™ultima edizione del Festival di Cannes.


In occasione della mostra avrà  luogo un"€™interessante rassegna cinematografica dedicata all'€™opera di Wim Wenders, nel corso della quale verranno riproposti al pubblico quattro capolavori del regista tedesco. Le proiezioni si svolgeranno presso la Multisala Pio X "€“ MPX (Via Bonporti 22, zona Duomo), alle ore 21.00 (ingresso 2 euro), nei seguenti giorni: mercoledì 5 ottobre "€œFalso Movimento"€; mercoledì 12 ottobre "€œL"€™Amico americano"€; mercoledì 19 ottobre "€œTokyo Ga"€; mercoledì 26 ottobre "€œIl Cielo sopra Berlino"€.




Mostra a cura di Enrico Gusella. Direzione della mostra: Alessandra De Lucia.

http://cnf.padovanet.it


Bambini in Pace Bambini in Guerra - Paure, desideri e speranze di bambini palestinesi e italiani -

Bambini in Pace Bambini in Guerra - Paure, desideri e speranze di bambini palestinesi e italiani -

Bambini in Pace Bambini in Guerra - Paure, desideri e speranze di bambini palestinesi e italiani -

Padova, Palazzo del Municipio "€“ Cortile Pensile
24 settembre 2005 - 16 ottobre 2005
Orario: dalle 9.00 alle 19,00
Ingresso: gratuito, h.9.00/19.00
visite guidate gratuite previo prenotazione
Info:"€“ tel.++39 49 8204541

Una mostra con 110 disegni eseguiti da bambini italiani e bambini palestinesi di età  che vanno dai sette ai tredici anni. L'interpretazione della realtà  quotidiana: speranze, desideri, bisogni, sogni,emozioni e sofferenze.

II disegni esposti, sono stati eseguiti da bambini che frequentano alcune scuole della città  e della provincia e da bambini palestinesi dei territori occupati di Cisgiordania (Hebron, Campo profughi Al Fawwar, Birzeit).
Di grande impatto emotivo, il confronto tra i disegni di bambini che vivono in Pace e bambini che vivono in Guerra, induce a riflettere sui profondi e diversi ordini di valori a cui questi bambini fanno riferimento quando: "€œdesiderano, sperano, hanno paura..."€
Il tempo dell'€™infanzia è quello in cui si costruisce il futuro, individuale ma anche sociale.
Quale futuro attende questi bambini così diversi nelle condizioni di vita ma così uguali nei loro bisogni primari di sicurezza, di salute, di educazione?
L"€™invito a visitare la mostra è rivolto in particolare a tutte le scolaresche di ogni ordine e grado ma anche a un pubblico adulto proprio per il tema della Pace e della Guerra filo conduttore dell'€™esposizione.


Curatrici della mostra Prof.ssa Adele Cavedon (Psicologa, Psicoterapeuta)) e Dott.ssa Angela Antonino( Psicologa e Psicoterapeuta)
con la collaborazione
di Barbara Dardi e Alessandra Frassi (laureate Università  di Padova)

Mostra organizzata dall'Assessorato alle Politiche Culturali e dall'Università  di Padova.

Tra cielo e terra - Camerun - La piccola grande Africa

Tra cielo e terra - Camerun - La piccola grande Africa

Dice un proverbio nesuna carovana ha mai raggiunto il suo miraggio, ma i miraggi hanno fatto muovere molte carovane. Con l'augurio che emozione di fronte alla diversità , maggiore conoscenza dei simboli espressivi, solidarietà  nei confronti di orrizonti altri siano i nostri miraggi
Circa 40 opere di giovani artisti del Camerun e una documentazione fotografica sul contesto paesaggistico e culturale del paese di origine.

Galleria La Rinascente
Dal 28 settembre al 22 ottobre 2005
Orario: lunedì 13,00 - 21,00 dal martedì al sabato 9,00 - 21,00 domenica chiuso dal 22 ottobre aperto anche la domenica
Ingresso libero

La mostra, curata dalla professoressa Donatella Schmidt, docente di Etnologia, presso la Facoltà  di Lettere e Filosofia dell'€™Università  di Padova, sarà  corredata da un apparato fotografico che illustrerà  il contesto paesaggistico e culturale del paese di origine degli artisti presenti in mostra.






Eclisse di sole

Eclisse di sole


Un nuovo appuntamento con l'Astronomia. Il Gruppo astrofili di Padova organizza una serie di conferenze per gli appasionati del cielo stellato.

Da ottobre a giugno, ogni 1° e 3° venerdì del mese
Planetario di Padova - via Cornaro 1 b

Le Serate di Astronomia iniziano alle ore 21:00 L'osservazione al telescopio avverrà  tempo permettendo alle ore 22.
Serate pubbliche programma:


Il giorno 3 ottobre 2005 si verificherà  un interessante fenomeno astronomico, una Eclisse di Sole, visibile a Padova dalle ore 9:30 alle ore 12:30.
Il Gruppo Astrofili organizza una osservazione guidata del fenomeno in Prato della Valle (Isola Memmia). Cinque telescopi ed altrettanti Astrofili esperti saranno a disposizione del pubblico e in particolare delle Scuole. Alcuni cartelli illustreranno il fenomeno. Partecipazione libera e gratuita.

Motivi di importanza: : Una eclisse con questo grado di copertura e in orario così comodo è abbastanza rara, ne avremo altre nel 2006 - 2011 - 2015. (Per la prossima eclisse totale di sole visibile da Padova bisognerà  invece attendere il 16 maggio 2227). L'eclisse in oggetto è una occasione per presentare i moti del sole e della luna, per indicare le precauzioni necessarie per osservare l'evento in sicurezza, per mostrare le protuberanze del bordo solare con un apposito telescopio solare, per discutere sui metodi di previsione delle eclissi.

Padova racconta: I luoghi del governo, della storia, della cultura

Padova racconta: I luoghi del governo, della storia, della cultura


dal 2 Agosto al 6 Settembre
L'edizione di quest'anno dei Notturni d'arte è dedicata alle Istituzioni della città , all'€™approfondimento, quindi, dei luoghi del governo, della storia e della cultura particolarmente significativi. Visite guidate, conferenze, musica, teatro.
Info: +39 049 8204501-02



Il racconto sarà  il filo conduttore del tema di quest"€™anno, che intende ripercorrere la storia della città  sia attraverso i documenti storici ufficiali sia attraverso i racconti e le memorie pubbliche e private di personaggi famosi e viaggiatori illustri che hanno soggiornato nella nostra città , quali Galileo, Stendhal, Casanova, Goethe.
Verrà  ripercorsa la storia dei luoghi simbolo della città  dal Duecento ai tempi odierni, a partire dal Palazzo della Ragione, procedendo sulle tracce della signoria ezzeliniana e di quella carrarese, per passare poi ai palazzi e alle fortificazioni espressione dell'€™egemonia della Serenissima, fino a inoltrarci nell'€™attualità  del governo comunale, provinciale e prefettizio.
Saranno oggetto di approfondimento la storia e il ruolo sociale e culturale dell'€™Università , del Caffè Pedrocchi, l"€™istituzione e lo sviluppo progressivo delle raccolte museali civiche e dell'€™Archivio di Stato, la nascita di quelle istituzioni pubbliche e private volte anche alla tutela delle fasce più deboli.
Le viste guidate ai monumenti saranno accompagnate da conferenze, spettacoli musicali e teatrali.
Scarica il programma:
notturni
I luoghi:
Il calendario degli spettacoli è suscettibile di eventuali variazioni.

Remo Bianco . la metamorfosi della materia. Dal geometrico al nucleare, dai collages all'arte elementare

Remo Bianco . la metamorfosi della materia. Dal geometrico al nucleare, dai collages all'arte elementare


SPN 75 Spaziale 1955
Questa ampia retrospettiva presenta più di una centinaia di opere dell'artista milanese, uno dei protagonisti dell'arte italiana tra gli anni Sessanta e Settanta e ripercorre alcune delle tappe più importanti del suo lavoro. E tra i primi artisti italiani a vedere dal vivo le opere di Pollock, a conoscere Tobey, a misurarsi con un panorama artistico così stimolante.
Versatile, imprevedibile, sperimentatore, grande affabulatore della materia, Bianco ha sempre concepito l'arte e la materia con una grande libertà  lucida e espressiva.

10 giugno - 31 luglio 2005
Palazzo del Monte, Piazza Duomo


Ufficio Stampa: Studio Esseci "€“ Sergio Campagnolo tel. 049.663499 info@studioesseci.net

Orario: 10.30-19.30. Lunedi non festivo chiuso


Per informazioni:
Settore Attività  Culturali
Via Porciglia,35
tel. (+39) 0498204537 fax (+39) 0498204503
e-mail: saionic@comune.padova.it



Remo Bianco (1922-1987) è uno dei protagonisti dell'€™arte italiana tra gli anni Sessanta e Settanta. All"€™artista milanese, la città  di Padova dedica ora una ampia retrospettiva al Palazzo del Monte, dal 10 giugno al 31 Luglio 2005. A proporla ed organizzarla sono l"€™Assessorato alla Politiche Culturali e Spettacolo del Comune, l"€™Associazione Remo Bianco con il patrocinio della Regione Veneto e della Provincia di Padova. La mostra è curata da Lorella Giudici e Leo Guerra.

Versatile, imprevedibile, sperimentatore, grande affabulatore della materia, Bianco ha sempre concepito l"€™arte e la materia con una grande libertà  ludica e espressiva. Il suo è un cammino da funambolo: sempre in bilico tra l"€™idea e la sostanza, il rigore geometrico e l"€™informità  del magma. Dalla carta alla stoffa, dall'€™olio alla fotografia, dal plexiglas alle sostanze chimiche, dal fumo alla foglia d"€™oro, Bianco non solo scopre che la materia ha un corpo e un volto multiformi, ma ne accentua il suo farsi forma e colore, sostanza immobile o dinamica, deposito o elementare semplicità .
Nella Milano degli anni Sessanta, accanto a Fontana e Manzoni, Bianco è tra gli artisti più interessanti e irrequieti. Fondamentale è stato il suo viaggio in America (è tra i primi artisti italiani a vedere dal vivo le opere di Pollock, a conoscere Tobey, a misurarsi con un panorama artistico così stimolante) da dove, dopo un bagno di action painting ed espressionismo astratto, torna rigenerato: il colore si svincola dalla forma, lo spazio si frantuma in una geometria ritmica. Nascono i collages che sono, accanto ai "€œTableaux dorés"€ tra le sue opere più conosciute.
TD122 Impronta 21, 1961
Questa mostra ripercorre e approfondisce alcune delle tappe più importanti del suo lavoro a partire dai primi lavori figurativi in cui già  il senso euclideo dei perimetri e delle forme che serrano il colore (per certi versi roultiane e per altri picassiane) è forte e preminente. Da lì alle geometrie tracciate su trasparenti fogli di plexiglas (più tardi sovrapposti in complicati e affascinanti giochi formali) il passo è breve. Inoltre, punto fondamentale della sua ricerca sono i Nucleari (diversi esemplari sono stati appositamente raccolti in molte collezioni private), con i loro depositi magmatici, le loro geografie tormentate e polimateriche. Fino all'€™ultimo periodo, definito dall'€™artista stesso "€œArte elementare"€ dove il linguaggio si semplifica, si azzera in una sillabazione da abbecedario scolastico, poiché, alla fine di una vita spesa per l"€™arte e per la comunicazione Bianco sente il bisogno di azzerare tutto ciò che è stato. Sente che l"€™arte si è allontanata dalla vita e l"€™uomo è fuggito dall'€™arte. Per farli rincontrare occorre partire dalle basi: dal linguaggio degli abbecedari. Inoltre, per la prima volta in questa mostra, verrà  riunita una nutrita documentazione (opere, fotografie e scritti) che racconta la stagione dell'€™ "€œArte chimica"€, il cui manifesto viene redatto da Bianco nel 1964.

Tono Zancanaro. La voce del Gibbo Fogli di resistenza e antifascismo.

Tono Zancanaro. La voce del Gibbo Fogli di resistenza e antifascismo.


Il giorno 14 giugno 2005, alle ore 18.00 sarà  inaugurata nel Ridotto del Teatro Comunale Verdi, in Padova, una mostra dedicata al GIBBO, indubbiamente la creazione più importante e famosa di Tono, per ricordare il ventennale della morte di Tono Zancanaro (Padova, 1906-1985) e, insieme, il 60° anniversario della Liberazione.
Padova Ridotto del Teatro Verdi - Via del Livello Padova
Ingresso gratuito,
Orari martedì "€“venerdì dalle 16.00 alle 19.00; sabato e domenica 10.00-12.30 / 16.00-19.00
Info: 049 8204544

Il giorno 14 giugno 2005, alle ore 18.00 sarà  inaugurata nel Ridotto del Teatro Comunale Verdi, in Padova, una mostra dedicata al GIBBO, indubbiamente la creazione più importante e famosa di Tono, per ricordare il ventennale della morte di Tono Zancanaro (Padova, 1906-1985) e, insieme, il 60° anniversario della Liberazione. Il Gibbo è l'incarnazione metaforica del fascismo e del suo duce, colto da Tono nelle sue molteplici apparenze politiche, sociali, militari, mitiche, erotiche, in una sorta di diario quasi quotidiano (i fogli riconducibili al Gibbo sono migliaia, eseguiti nell'arco di poco più di tre anni: 1942, 1943, 1944 e 1945) che ritrae il capo del fascismo in una originale sintesi grafica a tratto dei connotati di Mussolini e della Gaetana , figura del mondo degli emarginati padovani, in cui sono ravvisabili personaggi delle letture di Tono, dal Trimalcione del Satyricon di Petronio all'Asino d'oro di Apuleio, da Gargantua e Pantagruel di Rabelais al Bertoldo di Croce,dai baccanali dionisiaci alla pantomima picaresca, dalle metafore ruantine all' enfatizzazione del maccheronico di Merlin Coccai, dalla parlata del borgo del Portello al gergo militare e avanguardista, dalla pittura da bordelli a Ubu Roi del patafisico Alfred Jarry e molto altro, con scritturazioni a tema e a commento degli eventi, dei discorsi, delle manifestazioni di regime.L'origine, documentata, del Gibbo risale al 1937.
La mostra sarà  accompagnata da un catalogo dove saranno riprodotte tutte le opere in mostra, di cui la maggior parte ancora inedite, messe a disposizione dall'Archivio Storico Tono Zancanaro, con testi di Elio Armano, Guido Bartorelli, Manlio Gaddi e Giorgio Segato.

Il giorno 16 giugno si terrà  nella Sala dei Giganti, concessa per l'occasione dall'Università  di Padova, una tavola rotonda sul
GIBBO
FOGLI DI ANTIFASCISMO E DI RESISTENZA

Comitato scientifico: Elio Armano, Guido Bartorelli, Manlio Gaddi, Giorgio Segato .

de sphaera ori e lacche di Erico Nagai dalla serialità  ritmica dell'oriente alla visione cosmica della sfera

de sphaera ori e lacche di Erico Nagai dalla serialità  ritmica dell'oriente alla visione cosmica della sfera

de sphaera ori e lacche di Erico Nagai dalla serialità  ritmica dell'oriente alla visione cosmica della sfera



Una personale di Erico Nagai di circa cento gioielli. Dalla combinazione atipica di materiali quali oro, argento, ferro, avorio, madreperla e lacca giapponese nasce un gioiello dalle forme nette ed eleganti, di estremo fascino e sensuale bellezza.
Padova, Oratorio di San Rocco, via Santa Lucia
27 maggio "€“ 3 luglio 2005

Orario: 9.30-12.30, 15.30-19.00, lunedì chiuso
Ingresso: intero 3 euro, ridotto 2 euro

Ancora una volta l"€™Assessorato alle Politiche Culturali e Spettacolo del Comune di Padova propone una mostra di gioielleria contemporanea nella sede cinquecentesca dell'€™Oratorio di San Rocco, ormai divenuta sede deputata ad ospitare le ultime tendenze dell'€™arte orafa in campo internazionale. Vengono presentate le creazioni di un"€™importante artista giapponese,
Erico Nagai, che da 30 anni vive in Europa continuando però a coltivare le profonde radici che la legano al suo paese d"€™origine. L"€™artista, infatti, crea gioielli che fondono la cultura tradizionale giapponese con quella europea, dando origine ad un proprio originalissimo linguaggio espressivo, che in forme minimaliste coniuga le due diverse anime all'€™insegna della naturalezza, semplicità  e armonia.
Dalla combinazione atipica di materiali quali oro, argento, ferro, avorio, madreperla e lacca giapponese nasce così un gioiello dalle forme nette ed eleganti, di estremo fascino e sensuale bellezza. L"€™abilità  manuale della lavorazione dei metalli, che in Giappone ha un"€™antica e nobile tradizione, viene utilizzata dall'€™artista per sperimentare soluzioni innovative e originalissime, con commistioni di metalli nobili "€œmacchiati"€ e impoveriti da materiali poveri come il ferro, il rame, il bronzo e l"€™ottone.
I gioielli che nascono da questa nuova concezione formale vengono forgiati in forme geometriche semplici, quasi primitive, riflettendo in questo modo i concetti di arte contemporanea europea assorbiti dall'€™artista negli anni di formazione e di apprendistato in Svizzera e Germania.
In questo confronto continuo tra la cultura europea e orientale è comunque rintracciabile l"€™eredità  delle tradizioni artistiche giapponesi nella scelta delle tecniche lavorative e nella preferenza dei materiali quali la lacca, che viene applicata direttamente sull"€™oro e l"€™argento dando vita a effetti suggestivi di nebbia stellata.
La mostra è curata da Mirella Cisotto Nalon e Paolo Marcolongo.


Biografia
Erico Nagai nasce a Tokyo nel 1947. Il padre è un illustre pianista e la madre una violinista. Si trasferisce a Basilea e poi a Monaco dove frequenta i corsi di pittura, grafica e arte tessile e orafa alla Akademie der Bildenden Künste di Monaco e consegue il diploma. Partecipa con le sue creazioni orafe a molte mostre internazionali in Europa, Stati Uniti, Australia e Giappone e ottiene molti riconoscimenti nel campo della gioielleria. Ha insegnato all'€™Accademia di Design di Schwäbisch Gmünd e Pforzheim e alla Internationale Sommerakademie di Salisburgo.

Vangi Sculture e Disegni

Vangi Sculture e Disegni


Padova ospita , nel Salone del Palazzo della Ragione, una grande personale di Giuliano Vangi, lo scultore italiano che pone l'Uomo al centro della propria ricerca artistica.

Padova, Palazzo della Ragione
21 maggio 2005 "€“ 24 luglio 2005

Orario 9.00 "€“ 19.00, lunedì chiuso. Ingresso (comprensivo dell'€™ingresso al monumento):
"‚€ 8,00 ridotti "‚€ 5,00.

Vernice per la Stampa: 21 maggio dalle ore 11.00 alle ore 16
Presentazione di apertura ore 11.30

Ufficio Stampa: Studio Esseci "€“ Sergio Campagnolo tel. 049.663499 info@studioesseci.net

Per informazioni:
Biglietteria Palazzo della Ragione, tel. 049-8205006,
e-mail: scarpaf@comune.padova.it
Ufficio Stampa: Studio Esseci "€“ Sergio Campagnolo tel. 049.663499 info@studioesseci.net
La mostra voluta dall'Amministrazione comunale e realizzata dall'Assessorato
e Politiche Culturali in collaborazione con lo Studio Copernico di Milano.
Per Vangi questo è un ritorno: già  nel 1997,aveva approntato il presbiterio con ambone, cattedra vescovile e un crocifisso alto tre metri per il Duomo cittadino.
In questa ampia esposizione l'artista toscano presenta le sue ultime realizzazioni, connotate da uno struggente senso della contemporaneità , capaci di narrare nel bronzo e nel marmo i disagi e le violenze dei nostri tempi, dalle guerre al senso di solitudine che assedia l'animo umano.

La poetica di Vangi, sviluppata attraverso opere dal potente impatto figurativo, aderisce con forza ai tempi del nostro vissuto contemporaneo; la sua arte è denotata da un potente impulso a rinnovarsi, tramite una ricerca principalmente basata sulla scelta dei materiali e dalle linee di deformazione che a volte scarnificano o ricompattano o feriscono la "carne" di opere sempre elegantemente costruite e con fisionomie riconoscibili come cifra stilistica propria di Vangi.

In quella che è la più estesa sala pensile affrescata al mondo, Vangi presenta quindici sculture e una trentina di disegni: studi preparatori che documentano alcune fasi creative delle opere. Tra le sculture selezionate, tese a illustrare il percorso artistico e umano compiuto negli anni da Vangi oltre che essere un importante paradigma per la lettura dello sviluppo dell'arte italiana del secondo Novecento, è da rilevare la suggestiva presenza della "Donna che ride", opera in alluminio policromo del 1968. Si passa poi alle opere degli anni '70 (come "Iacopo" esposto nel 1980 a Firenze al Giardino delle Oblate e nel 1995 alla fondamentale mostra fiorentina di Forte Belvedere), fino a giungere al gruppo di sculture composto nel 2003/2004, realistica presa di posizione - umana e filosofica - contro la belluina violenza e l'oppressione dell'uomo da parte dell'uomo.

"C'era una volta", opera inedita e mai presentata al pubblico eseguita nel 2005, vuol rappresentare la sintesi-denuncia contro un mondo sempre più culturalmente approssimativo, malvagiamente aggressivo e con poca speranza di resurrezione. La scultura policroma è realizzata in fibra di carbonio e altre speciali leghe, con l'innesto di inserti estremamente realistici, come protesi oculari e dentali.

Il progetto di allestimento è dello Studio Barato, eseguito da "L'artigiana" . Il catalogo, edito dalla Bandecchi e Vivaldi di Pontedera, contiene saggi introduttivi di Sergeij Androssov e Giorgio Segato.



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