Bacchiglione Beat 2008

Bacchiglione Beat 2008

Tre serate di musica beat ed un nostalgico ritorno ai mitici anni Sessanta. Dal 9 all'11 agosto l'Arena Romana ospiterà l'edizione 2008 del festival "Bacchiglione Beat", con le band della "Liverpool d'Italia". Già, perchè proprio Padova, nei primi anni '60 è stata una delle città con la massima concentrazione di band ispirate agli avanguardistici suoni d'Oltremanica, stile Beatles o Rolling Stones, tanto che la città si guadagnò il soprannome di "Liverpool d'Italia".
Nonostante il proliferare di gruppi beat (gli archivi ufficiali parlano di cifre attorno ai 150), solo due band padovane ebbero l'onore delle cronache: I DELFINI e I RAGAZZI DAI CAPELLI VERDI.
Saranno 15 i gruppi ad esibirsi, tutti concentrati in tre serate da vera full immersion. Deus ex machina dell'evento, uno dei "capelli verdi": Franco Serena che con il suo Club degli Artisti riproverà anche quest'anno a fare riapprezzare ai giovani e meno giovani le note che hanno fatto innamorare intere generazioni.

Programma

SABATO 9 AGOSTO

LE JENE
I SEMPLICI
LELE ZAMBON DEI ROYALS & LATO B
PEPE E SALE
GIULIANO DEI NOTTURNI & GROUP

DOMENICA 10 AGOSTO

I PLEBEI
THE PUPPYS
ADRIANO VETTORE DEI KRISS
MAURIZIO BOLDRIN DEI CONDOR & BBB
FRANCO CAPOVILLA DEI DELFINI & DELPHIS TIME
CHUCK FRYERS DEI SORROWS & BAND

LUNEDI' 11 AGOSTO

I BLU VINILE
SANTACATTERINA BROTHERS
PYTHAGORA
THE BIG TREES
FRANCO SERENA DEI RAGAZZI DAI CAPELLI VERDI & SRB

INFORMAZIONI
Ingresso gratuito a tutte le serate

Per tutte le altre informazioni si rinvia a: Arena Estate 2008. Cinema, teatro, musica - Ia parte.
 

Dacia Maraini allo Scaffale degli Scrittori

Dacia Maraini allo Scaffale degli Scrittori

Dacia Maraini allo Scaffale degli Scrittori





Serata Speciale a Palazzo Zuckermann il 10 Luglio ore 21,00

La piu' famosa scrittrice italiana torna a Padova per incontrare il pubblico e per raccontare il suo nuovo romanzo, Il treno dell'ultima notte (Rizzoli), un viaggio nelle ombre della storia del Novecento, una grande scomessa sulla forza della memoria. E per parlare delle sue passioni di lettrice e viaggiatrice. Con lei sara' presente Paolo Di Paolo.

Info: 0498204501 - 049 665567- Ingresso libero

L'ingresso è consentito fino a esaurimento posti a sedere

Nazzareno Manganello

Nazzareno Manganello

Creatività  plastica in equilibrio tra materia e spirito

Con la personale dedicata a questo scultore padovano, l'Assessorato alle Politiche Culturali e Spettacolo prosegue il cammino di indagine e riscoperta della personalità  e del lavoro di artisti attivi nel territorio. In mostra esposte una ventina di sculture di piccole dimensioni terracotta, smalti modificati, bronzo e marmo.




Nazzareno Manganello è un artista che affida al linguaggio delle proprie opere plastiche una disincantata,e spesso critica, lettura di fenomeni ed esperienze che maturano all'€™interno di una società  in continua evoluzione, ma nei suoi lavori viene anche esaltata la bellezza e il significato della vita in una personale visione che affonda le radici nella spiritualità  dei valori del cristianesimo.

Egli si esprime con assoluta padronanza del mestiere nell'€™uso di materiali diversi e dimostra una raffinata sensibilità  nella lavorazione delle terracotte, nelle quali affrontando soggetti diversi perviene a differenti scelte nel tipo di modellazione: dall'€™essenzialità  dei cavallini, semplificati nella struttura anatomica e pur nervosamente vivaci, alla imponenza quasi arcaica delle figure femminili giacenti che, nella serena e compatta definizione dei volumi, simbolicamente esprimono il senso della fecondità ; la presenza di piccole incisioni, graffi, tagli o concavità  rendono le superfici accidentate creando così, effetti di chiaroscuro , accentuati dalla colorazione dei nudi con smalti modificati. Intense e a tratti struggenti le opere di soggetto sacro che Manganello interpreta con personale partecipazione, alternando momenti di forte drammaticità , come nella torsione lancinante del crocefisso in terracotta che sembra urlare il suo dolore, a momenti di sospensione quasi metafisica, come nella magica ed essenziale Natività , dove i tre personaggi in bronzo, simbolicamente uniti in un"€™unica figura triangolare dal perfetto equilibrio, spiccano nel bianco screziato del marmo. Fino alla rassicurante e dolcissima Maternità  che affiora dalla terracotta come un"€™epifania. (M. Cisotto)

Info: 049 8204522
Orario: 10:00 "€“ 13:00/ 15:30 "€“ 18,30 - chiuso lunedì
Ingresso libero

12a Biennale d'Arte

12a Biennale d'Arte

Gruppo Artisti della Saccisica

Mostra itinerante. Espongono gli artisti:G. Baron, E. Bertani, M. Brunetto, C. Castellani, A. Chinello, F. Daberdaku, L. De Lorenzi, R. Domestici, G. Donolato, A. Felpati, G. Giorio, G. Lotto, F. Lucianetti, C. Menotti, N. Morello, W. Peccenini, C. Rigato, A. Sandoli, A. Scalabrin, I. Stella, S. Stivanello, N. Talamini, F. Trevisan, D. Turetta.


 

Nel catalogo che accompagna la mostra e che sarà  consegnato ai visitatori fino ad esaurimento delle scorte, sono anche inseriti i poeti del Gruppo: A. Agostinis, A. Artmann, M. Bellodi, F. Bennato, R. Bettiol, R. Carli, E. De Boni, G. Forno, A. Giraldo, M. Klein, U. Marinello, A. Modenato, A. Monaco, R. Perozzo, N. Talamini.
La mostra è promossa e organizzata dal Comune di Padova, Assessorato alla Cultura in collaborazione con il Gruppo Artisti della Saccisica.


Info:+390498204522
dalle 10,00 alle 20,00 lunedì 13,00-20,00 - chiuso la domenica
Ingresso libero
 

Manifestazioni Palladiane 2008

Manifestazioni Palladiane 2008

Padova

Manifestazioni Palladiane 2008


Padova celebra i cinquecento anni della nascita del Palladio con una serie di eventi. tra i quali la mostra:Palladio e la sua gioventù a Padova - V Centenario in veste di racconto, guidato dallo stesso Palladio, che condurrà  il visitatore alla scoperta di un'epoca e di un ambiente culturale vivacissimo.

Una mostra didattica su Andrea Palladio e le sue origini padovane promossa dal Comune di Padova in collaborazione con la Fondazione Monte Venda O.N.L.U.S.

Info: 0498204539/4501
l'ingresso alla mostra da via Ferrari, 2A Orario: tutti i giorni dalle ore 9:00 alle ore 12:00 / 15:00 - 18:00 chiuso il lunedì.
Ingresso libero


Padova, 30 novembre 2008<
Un segno urbano dedicato al Palladio

Palladio nasce a Padova il 30 novembre 1508. Cinquecento anni dopo,
Padova vuole ricordare il suo illustre concittadino nel luogo in cui crebbe
il ragazzo che diventò Palladio: l'attuale via Tiso da Camposampiero.
Con il patrocinio e il sostegno del Comitato nazionale e regionale per le celebrazioni del quinto centenario della nascita di Andrea Palladio, lo scultore Elio Armano
realizzerà  non un retorico monumento, ma "un segno urbano", a memoria
dei natali padovani del giovane Andrea di Pietro della Gondola, che
sarà  inaugurato il 30 novembre 2008.


"€œA spasso per Padova con il giovane Palladio"€

Luoghi, personaggi, vicende e aneddoti che legano il più grande genio dell'€™architettura rinascimentale alla sua città  natale


http://www.andreapalladio500.it/index.php






























































































Luci e Silenzi

Luci e Silenzi

Galeazzo Viganò Opere 1954 - 2008

La mostra, curata da Caterina Virdis Limentani, si articolerà  in tre sedi: Galleria Cavour e Palazzo Zuckermann Galleria d'Arte Pietra d'Angolo espone dipinti, incisioni, opere su carta, gioielli. Una parte dell'€™esposizione è inoltre dedicata a un"€™attività  complementare ma non secondaria del Maestro, costituita dalla bizzarra esecuzione di strumenti per la pittura (pennelli, spatole, brunitoi, penne, macinelli, ecc.) in avorio, metalli e pietre preziose, e dalla discendente creazione di veri e propri gioielli, del tutto intonati alla sua produzione maggiore. Assieme agli strumenti saranno in mostra anche materie pittoriche non comuni: pigmenti rari, colle, resine, oli, balsami essenze ecc.




 

Galeazzo Viganò, padovano, è uno dei più singolari artisti del nostro tempo. Abilissimo incisore, disegnatore infaticabile e straordinario manipolatore di particolari tecniche pittoriche, lavora nella nostra città  dai tempi in cui, ritornatovi definitivamente nel "€™59 dopo lunghe assenze, condusse e concluse gli studi presso l"€™Accademia di Belle Arti di Venezia nel 1963.








Sebbene abbia privilegiato sempre scelte personalissime, non ha mancato di confrontarsi con artisti a lui consentanei nella diversità , come quelli della Scuola di Alassio come Felice Andreasi, Giuseppe Becchi, Carlo Cattaneo, Giovanni Gromo e Carlo Levi che di tale Gruppo fu l"€™iniziatore e l"€™animatore; soprattutto non ha mai perso di vista il rapporto dell'€™operatività  artistica con la cultura nel suo insieme, come è dimostrato dagli stretti rapporti di amicizia tenuti con intellettuali del calibro, appunto, di Carlo Levi, Sergio Bettini, Guido Ceronetti, Cesare Segre, Terisio Pignatti, Lionello Puppi, Vittorio Sgarbi e altri.





La sua peculiarità  esecutiva è frutto della conoscenza diretta dei manuali e dei ricettari antichi e dell'€™adesione appassionata a un"€™idea di pittura lentissima e attenta, fatta di sottili, molteplici interventi, di dettagli indagati con accanimento lenticolare. Sotto una luce innaturale i piani si sollevano e si squarciano, le architetture sono smembrate e stravolte, cantano i colori dei drappi, dell'€™oro e delle gemme, mentre il cielo e il mare acquistano essi stessi la durezza e la preziosità  dello smeraldo e del lapislazzulo in un silenzio attonito. Questa raffinata scelta espressiva corrisponde peraltro a un altrettanto tormentato serbatoio intellettuale, nel quale saperi antichi e letture preziose si confrontano con un agro giudizio sul mondo e sul futuro.

Info: tel. +39 049 8752747 - 665567
Orario: Galleria Cavour
e Palazzo Zuckermann 10,00 alle 19,00;
Galleria d"€™Arte Pietra d"€™angolo 10.30-12.30, 17.00-19.30

Giorno di chiusura: lunedì per tutte le sedi
Ingresso: interi "‚€ 5,00, ridotto "‚€ 3,00
 

Mauro Bazza

Mauro Bazza

il colore il gesto l'emozione

Una antologica dedicata all'€™artista nato e vissuto a Padova fino al 2006, anno della sua scomparsa, dove ha svolto un"€™intensa attività  documentata dalla partecipazione a numerose mostre e dal conseguimento di premi e pubblici riconoscimenti.
Attraverso l"€™esposizione di una quarantina di opere, la mostra ripercorre le tappe della carriera artistica di Bazza, contrassegnata, sin dagli esordi, da una sorta di comunione spirituale con la natura, che egli ha sempre considerato una inesauribile fonte di ispirazione.

 

L"€™immedesimazione nei suoi ritmi ha permesso all'€™artista di coglierne l"€™essenza vitale, trasferita poi sulla tela con una pennellata vigorosa e ricca di materia cromatica.
Ciò accade fin dalle prime opere degli anni Settanta, nelle quali il disegno si presenta minuzioso nel tratteggiare scorci paesistici, il pennello posa rapide e compatte campiture, l"€™approccio con la realtà  è ancora timido.

Siamo in una fase di studio che Mauro Bazza supera velocemente nel decennio successivo, liberando il tocco in fremiti gestuali, soprattutto quando l"€™attenzione si sposta sui profili appuntiti dei cardi, sui cespugli, fra i tronchi delle betulle. Compaiono anche i primi approfondimenti sulla figura, i noti suonatori di jazz. La stesura è la medesima, il ritmo cadenzato della natura accompagna anche la musica. Si accentua l"€™uso della spatola e un carattere pittorico che da impressionista si fa espressionista. Spiccano dal "€˜97-98 i grandi soggetti floreali "€“ Zinnie, Iris, Girasoli, gli angoli fluviali e lacustri, la prospettiva ribaltata in primo piano, il superamento di ogni costrizione formale che nell'€™ultimo decennio troverà  un esito straordinario in quadri puramente cromatici.

Le stesure con lunghe e decise sferzate di colore trasformano il soggetto con un"€™evidenza tattile che fa riflettere la luce, nell'€™impianto tonale i colori passano gradualmente l"€™uno nell'€™altro. Basta osservare da vicino alcuni esempi come Chiaro di luna, Riflessi: tutto si fa atmosfera, sentimento, stato d"€™animo. La realtà  si è trasformata in un fenomeno sensibile, persino i suonatori sono tracce dinamiche nello spazio. La tavolozza riassume la forma, i toni caldi e freddi seguono la motilità  dell'€™immagine rivelando gialli acidi vicino ai blu, verdi ai rossi, compare il viola negli effetti umbratili.

La mostra offre un percorso affascinante, l"€™emozione nel vedere il graduale passaggio dal figurativo all'€™informale, fino a sfaldare la struttura portandola al limite del puro gesto, con un segno vibrante ed eccitato.
Mauro Bazza era un uomo schivo e riservato ma un artista dalla forte carica espressiva. La sua pittura rappresenta la felice unione dei due caratteri.

Info:
orario: martedì - sabato 10.00 - 20.0, lunedì 13.00 - 20.00, chiuso domenica e 2 giugno
tel. 049/8204529
 

Giuseppe Jappelli e la nuova Padova.

Giuseppe Jappelli e la nuova Padova.

Disegni del Museo d'Arte

Gli spazi per le esposizioni temporanee dei Musei Civici Eremitani ospiteranno a maggio una rassegna di opere dell'architetto Giuseppe Jappelli, considerato il più importante professionista che ha operato a Padova nella prima metà  del'Ottocento e uno dei massimi propugnatori dell'architettura civile.



Il 14 e il 21 settembre , in occasione della Settimana europea della mobilità  sostenibile Aria pulita per tutti, il Museo degli Eremitani e Palazzo Zuckermann saranno aperti gratuitamente ai cittadini di Padova e Provincia e ai partecipanti alla StraPadova Viva.

La mostra ripercorre i momenti salienti della progettazione jappeliana, maturata negli ambienti culturali d'impronta illuminista e giacobina; l'esposizione riporta inoltre ad un'epoca decisiva per la sviluppo urbano e funzionale della città  e rievoca il vivace dibattito sul ruolo dell'architettura urbana vissuto in quegli anni.

Nato a Venezia nel 1783, Giuseppe Jappelli si formò presso l'Accademia di Belle Arti di Bologna, dove nel 1803 ottenne il diploma di agrimensore. Nel 1807 divenne Ingegnere ordinario di seconda classe del Dipartimento del Brenta. Membro di numerose accademie, benchè Jappelli avesse un ampio raggio di committenze, le sue preferenze andavano a Padova e al suo territorio, ambito privilegiato di interese e sperimentazione.

Il fondo jappelliano viene acquisito dai Musei Civici grazie ad una iniziativa di importanti cittadini, amici ed estimatori dell'architetto, volta ad acquisire dagli eredi di Jappelli una raccolta di disegni originali architettonici, di studj, abbozzi e stampe, due modelli modelli di macchine idrofore, una cassetta d'instrumenti di precisione.

Saranno esposte, oltre alle tavole grafiche che sono circa un centinaio, anche una serie di documenti della Biblioteca Civica allegati alla donazione. Completeranno l'esposizione altri materiali, come gli strumenti di lavoro dell'architetto, modelli tra cui la Loggia Amulea e un modello idraulico, i busti in marmo di Giuseppe Jappelli e Antonio Pedrocchi, la serie dei ritratti e

una selezione delle stampe che hanno celebrato le opere da lui realizzate, come ad esempio il Macello, il Caffè Pedrocchi, i Giardini Treves. I disegni saranno organizzati in sezioni e sottosezioni, distinguendo tra le opere realizzate e quelle rimaste sulla carta.

Info:
Musei Civici, piazza Eremitani 8
tel. +39 049 8204550 - 51
fax +39 049 8204585
orario: tutto l'anno 09:00 - 19:00
chiusura: tutti i lunedì non festivi, Natale, S.Stefano, Capodanno
la Cappella degli Scrovegni resta aperta anche il lunedì
biglietti: intero Museo, Cappella degli Scrovegni, Sala Multimediale, Palazzo Zuckermann euro 12.00; solo Museo, Sala Multimediale, Palazzo Zuckermann euro 10.00; ridotto euro 8.00; ridotto speciale euro 5.00; gratuito bambini fino ai 6 anni, disabili

Antonio Bueno

Antonio Bueno

Padova dedica ad uno dei grandi maestri del '900: Antonio Bueno una mostra che racconta tutto il periodo pittorico dell'artista. In esposizione oltre una settantina di opere antologiche, numerosi scritti e corrispondenze originali di Sciltian, de Chirico ed altri Maestri con i quali Bueno intratteneva rapporti di amicizia, nonché pubblicazioni storiche, fotografie e oggetti che appartenevano all'€™artista (pipe in gesso, il giroscopio, foto d"€™epoca).
Un'artista eclettico, anticonformista e apprezzato dai collezionisti di tutto il mondo.

Antonio Bueno curava le sue opere con perfezione maniacale. Spagnolo di nascita, ma italiano per scelta, nel nostro paese ha potuto esprimere ed elaborare la sua personalissima forma di pittura che si è contraddistinta per i forti momenti di ribellione al conformismo dilagante negli anni del dopoguerra.
Tra le opere presenti al Museo al Santo ci sono anche alcuni importanti quadri esposti alla XLI Biennale di Venezia del 1984: "€œConcerto campestre per Giorgione"€, "€œIndovina il pompiere (ovvero la lettura dell'€™avvenire della pittura)"€ e "€œIl pompiere alla scuola di Ingres"€.








Tre sono le opere inedite che Padova mostra per la prima volta al pubblico: "€œNatura morta con pane e vino- 1947; La pianista 1964 e Autoritratto con pipa 1943 -. I quadri provengono da collezioni pubbliche e private, alcuni dipinti sono di proprietà  della famiglia dell'€™artista e dell'€™archivio che ne cura l"€™immagine; due dipinti provengono dalla collezione Croff-Guelpa ("€œAutoritratto"€ "€“ 1940 e "€œDoppio autoritratto"€ "€“ 1944, firmato dai due fratelli Bueno, Antonio e Xavier).




Cenni biografici
Antonio Bueno nasce il 21 luglio 1918. Trascorsa l"€™infanzia in Spagna si trasferisce nel 1925 a Ginevra con la famiglia dove si iscrive, dopo aver frequentato il liceo, all'€™ Accademia di Belle Arti.
Esordisce nel 1938 a Parigi esponendo al Salon des Jeunes delle illustrazioni per "€œLe vojage au bout de la nuit"€di L.F.Céline. Viene in Italia, nel 1940, assieme al fratello Xavier e stringe rapporti di amicizia con i Maestri Annigoni e de Chirico (che nelle sue memorie lo annovera tra i dieci maggiori pittori da lui conosciuti) .

Nel 1956 espone alla Biennale di Venezia con composizione di pipe di gesso, gusci d"€™uovo e gomitoli di spago che la critica definisce "€œneometafisiche"€; nel 1962 espone nuovamente a Parigi presentato da G.C.Argan ed allestisce a Firenze con P. Scheggi e P. Manzoni la prima mostra in Italia di pittura monocromatica.

Realizza i teatrini, opere realizzate in legno ed altri materiali, che espone a Firenze e a Ca"€™ Giustinian di Venezia ed è invitato alla Biennale di San Marino.

Nel 1966 dirige la Galleria G30 a Parigi e nello stesso anno espone a Pechino; nel 1968 partecipa alla XXXIV Biennale di Venezia e al "€œSixth Annual New York Avant Garde Festival"€.
Nel 1972 è professore alla Università  Internazionale dell'€™Arte di Firenze e, l"€™anno successivo ottiene un grande successo alla sua seconda personale a New York.
Dopo aver fondato la rivista d"€™Arte "€œVisual"€ed aver realizzato le personali alla Fiera Internazionale di Basilea e alla Galleria Toninelli di Roma, si dedica con entusiasmo crescente ai "€œd"€™apres"€, tema che aveva già  affrontato qualche anno prima con omaggi a Picasso, Campigli, Seurat e Klee.
Partecipa ad innumerevoli mostre e Fiere Internazionali d"€™Arte: Basilea, Parigi, Spagna, Stoccolma e Francoforte.
Nel 1984 è invitato alla XLI Biennale di Venezia dove espone un"€™ampia rassegna di "€œd"€™apres"€ che diventeranno i dipinti tra i più importanti della sua carriera. Muore a Fiesole il 26 settembre dopo una breve malattia.
Nel 1994 viene pubblicato da Mondadori il primo volume del Catalogo Generale delle Opere, con testi di P. Levi e T. Bueno e nel 2007 il secondo volume, con presentazione critica di P. Daverio.

Info
orari: da martedì a domenica 10 "€“ 13 / 16,00 - 19,00
lunedì chiuso
ingresso: 5 "‚€ intero "€“ 3 "‚€ ridotto
info: tel. 049 8204546

ufficio stampa:
Fenicepr "€“ Alessandra Ferri e Marta Lorenzi
Via San Prosdocimo, 14 "€“ Padova "€“ Tel. 049 723012 - 8560874
prenotazione visite guidate 0498751105
e-mail: press@fenicepr.it

Omaggio al Palladio

Omaggio al Palladio

14 Gioielli d'autore per il grande architetto

Venerdì 16 maggio, alle ore 18.00, presso il Palazzo della Ragione, alla presenza delle Autorità  cittadine e della presentatrice di RAI 1., la padovana Eleonora Daniele, la grande mostra Gioielli d'Autore. Padova e la Scuola dell'€™oro verrà  arricchita di altri 14 gioielli, ideati e realizzati da alcuni degli artisti della Scuola orafa padovana per celebrare con il proprio linguaggio il cinquecentesimo anniversario della nascita di Andrea Palladio


La mostra prorogata fino al 3 settembre

Apre così un"€™ulteriore mostra, piccola ma preziosa, dal titolo Omaggio a Palladio. Gioielli d"€™Autore per il grande architetto. Gli artisti che hanno aderito all'€™iniziativa sono Giorgio Cecchetto, Lucia Davanzo, Maria Rosa Franzin, Stefano Marchetti, Paolo Marcolongo, Barbara Paganin, Renzo Pasquale, Piergiuliano Reveane, Marco Rigovacca, Graziano Visintin con Paolo Pavan, Alberta Vita, Annamaria Zanella, Alberto Zorzi.








Le opere presentate si ispirano all'€™armonia e alla purezza delle realizzazioni palladiane e, in maniera più o meno puntuale, a ville e costruzioni del territorio veneto, ponendone in evidenza elementi strutturali, frammenti architettonici, soluzioni e ritmi compositivi. Vengono citati edifici come villa Pojana, il cui ingresso offre lo spunto all'€™armonico pendente, dal disegno netto e preciso, di Roberto Cecchetto, o il Teatro Olimpico, ripreso con soluzioni totalmente differenti da Lucia Davanzo e Renzo Pasquale, o ancora le colonne della Loggia Valmarana, lette nel loro specchiarsi nell'€™acqua della Seriola, nella spilla di Maria Rosa Franzin. Stefano Marchetti si rifÍ  invece al progetto palladiano del Ponte di Rialto, opera mai realizzata, cogliendone soprattutto l"€™aspetto delle proporzioni mentre Paolo Marcolongo, utilizzando plexiglass e oro, riprende palazzo Porto, dove esemplare risulta la lezione vitruviana.

Barbara Paganin evoca la Malcontenta sottolineando con una lastra d"€™argento e oro la scia d"€™acqua del Naviglio su cui sorge la villa. Gli anelli di PierGiuliano Reveane e Marco Rigovacca citano rispettivamente la Chiesa del Redentore della Giudecca e la funzione strutturale della cosiddetta capriata palladiana. Alberta Vita, negli elementi della sua collana, si è ispirata ai ritmi delle strutture della Basilica; Graziano Visintin ricostruisce con un filo d"€™oro, la griglia architettonica della Reonda mentre Annamaria Zanella, utilizzando argento, ferro, rame, pelle e smalti, richiama la Malcontenta. Alberto Zorzi si ispira invece, nei piani e nelle volumentrie del suo pendente in oro e madreperla, ai colonnati e alla ritmicità  tra interni e esterni della famosissima Rotonda.

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