Emozioni cromatiche - 35 anni di pittura di Ferruccio Gard

Emozioni cromatiche - 35 anni di pittura di Ferruccio Gard


Mostra antologica. 60 opere dal periodo cenetico degli anni settanta, al geometrico e astratto-informali, sino alle esplosioni cromatiche.


La mostra ripercorre le tappe più salienti di 35 anni di pittura dell'€™artista, "€œfatta eccezione per gli iniziali quadri figurativi, che considero peccati di gioventù"€, afferma Gard.
In mostra saranno presenti una sessantina di opere, dal periodo cinetico degli anni Settanta, alle successive fasi geometriche e astratto-informali, sino alle attuali esplosioni cromatiche, definite da Renato Barilli "€œLa fissione del colore"€
Gard è stato uno dei protagonisti dell'€™arte cinetica in Italia ed è un noto esponente del nuovo astrattismo.
La sua evoluzione artistica lo ha portato, dopo un iniziale periodo surrealista e metafisico, a passare coerentemente all'€™arte programmata, al neocostruttivismo e all'€™arte gestaltica. Particolare interesse ha infatti ricoperto per l"€™artista lo studio della percezione visiva, nel quale ha sviluppato numerose ricerche, che lo hanno fatto approdare nel 1987 all'€™astrattismo della nuova geometria.


La sua attuale ricerca sulla pittura astratto-informale è considerata da gran parte della critica fra le più interessanti e originali nel panorama italiano, sia per la personale ricerca cromatica (sta inoltre lavorando da anni alla creazione di un nuovo colore), sia per l"€™innovativa fusione di due esperienze fondamentali dell'€™arte contemporanea: l"€™astrattismo e l"€™informale.
L"€™astrattismo è definito da Gard "€œla ricerca dell'€™assoluto"€ e, proprio in quanto tale, mai completamente raggiungibile e decifrabile dall'€™uomo.


Come lui stesso afferma, nelle sue opere è presente l"€™assente (l"€™uomo) ed è visibile l"€™invisibile (i sentimenti). Egli infatti rappresenta la realtà , con l"€™insieme delle sue contraddizioni, delle gioie e dei dolori che essa racchiude, rese attraverso l"€™utilizzo di rapporti e corrispondenze ottiche: combinazione di colori, figure geometriche e simboli. Per questo le sue opere astratto-geometriche possono essere definite "€œpoesie cromatiche"€, che richiedono la sensibilità  di un osservatore attento per essere interpretate e, anche se la loro comprensione non è immediata, esse hanno comunque un fascino magnetico che cattura l"€™occhio del fruitore, attirandolo all'€™interno di un"€™esplosione di colori e di forme.

La mostra sarà  accompagnata da un ampio catalogo con presentazione di Giovanni Granzotto e una antologia critica, con scritti, fra gli altri, di Pierre Restany e Achille Bonito Oliva.


Biografia
Ferruccio Gard è nato a Vestignè (To). Dal 1973 vive e lavora a Venezia dove ha lo studio nell'€™isola del Lido.
Ha iniziato ad esporre negli anni "€™70 e oggi ha all'€™attivo 120 mostre personali e oltre 200 collettive in Italia e all'€™estero.
Tra le ultime personali, la mostra nel 2004 a Torino organizzata dalla Regione Piemonte alla Sala Bolaffi per il ciclo "€œI maestri piemontesi viventi"€ e, lo scorso anno, alla pure prestigiosa Casa dei Carraresi di Treviso, dopo la conclusione del ciclo di cinque anni dedicato agli impressionisti.
Ha partecipato a tre Biennali Internazionali di Venezia nel 1982, nel 1986 e nel 1995 e all'€™XI Quadriennale Nazionale di Roma nel 1986.
E"€™ stato inoltre invitato alla più importante mostra sinora realizzata sull"€™astrattismo italiano "€œAstratta: Secessioni Astratte in Italia dal dopoguerra al 1990"€, a cura di Giorgio Cortenova e Filiberto Menna, tenutasi a Verona, Galleria Comunale d"€™Arte moderna, Palazzo Forti; a Milano, Palazzo della Permanente; a Darmstadt, Kunsthalle.
Di Ferruccio Gard hanno scritto i maggiori critici, da Pierre Restany ad Achille Bonito Oliva

L'arte di F.G.


Info:
Orario: 10:00-13:00 / 16:00-20:00 lunedì chiuso
Ingreso libero
tel +39 049 8204522/01
comunicato stampa
Descrizione immagini
Modulazioni in bianco e Nero
acrilico su tela Venezia 2006

Irma Miatello - Trasparenze

Irma Miatello - Trasparenze


Immagini paesaggistiche realizzate con la tecnica dell'acquerello

Nella pittura di Irma Miatello è vivo l"€™interesse per le immagini paesaggistiche, forme e atmosfere evocate come sogno, ma realizzate da delicate composizioni cromatiche attraverso la tecnica dell'€™acquerello. Le percezioni ed emozioni dell'€™artista vengono rese con immediatezza, lasciando che i "€œsegreti della natura"€ emergano con la disposizione dei colori, modulati intarsi tonali, un racconto continuo di immagini, pensieri e sentimenti. I silenzi e le attese del mondo sembrano uscire dai suoi dipinti, recuperando nella natura le annotazioni liriche, le infinite sfumature e trasparenze.

Biografia
Irma Miatello è nata a Tombolo - Padova. Giovanissima vince un concorso come maestra elementare. Sin da allora coltiva l'amore per l'arte come pittrice, grafica ma, sopratutto come acquarellista, che ha insegnato a tutti i suoi allievi con competenza per 43 anni. Ha potuto dedicarsi all'acquarello a tempo pieno dal 1992. Sotto la guida di insigni maestri come Ennio Toniato per l'acquarello e Luigi Merlo per la grafica, ha partecipato a molte rassegne, ottenendo premi e riconoscimenti.

Info:
Orario: dal martedì al sabato 9:00 "€“ 21:00 /lunedì: 13:00 "€“ 21:00 - domenica chiuso
Ingresso libero
Tel.+ 39 049 820 4546

Giuliana Mariniello - La città  visibile

Giuliana Mariniello - La città  visibile

Una ricerca fotografica sulle mutazioni del paesaggio urbano a Roma. Le foto di G. Mariniello sottolineano il rapporto insolito che si instaura tra la città  reale e quella dell'effimero...


La rassegna, promossa dall'€™Assessorato alle Politiche Culturali e Spettacolo "€“ Centro Nazionale di Fotografia, prosegue la serie "€œRacconti di donne"€, dedicata a figure femminili nel mondo dell'€™arte.

La città  visibile
è il risultato di una lunga ricerca fotografica sulle recenti mutazioni del paesaggio urbano a Roma. La città  contemporanea viene sempre più caratterizzata da una dimensione in cui l"€™artificio e l"€™illusione visiva si sovrappongono alla realtà  urbana come già  aveva profetizzato Italo Calvino in Marcovaldo e nelle Città  invisibili, a cui si richiama il titolo del lavoro dell'€™autrice.


Attraverso una visione, spesso ironica o surreale, con immagini pubblicitarie collocate su bus e tram, manifesti e billboards su facciate di palazzi in ristrutturazione, le foto di Giuliana Mariniello sottolineano il rapporto insolito e sorprendente che s"€™instaura fra la città  reale e quella dell'€™effimero pubblicitario: un volto di donna che sembra dissetarsi a una fontana, un Concorde che attraversa un cielo inesistente, misteriose figure in fuga un gigantesco e accattivante mondo di carta che sempre più irrompe nel nostro mondo reale. E di queste immagini, apparse nei luoghi culto della Capitale, non esiste più traccia.
Con le sue opere Giuliana Mariniello avvicina la realtà  concettuale del manifesto e la scenografia urbana mettendo in discussione il significato del messaggio pubblicitario mediante la forza di un vivace gioco di colori e la plasticità  illusoria dei soggetti sovrapposti tra loro.


La città  visibile cerca di rendere percepibile il fenomeno del tempo come dimensione della nostra esistenza, mentre l"€™uso dell'€™arte fotografica riconduce ad una visione critica la posizione dell'€™autrice che osserva la città  come una metafora in cui la scena urbana non è che un pretesto per riflettere e fermarsi a pensare ancor prima che vedere, senza perdere il senso poetico della leggerezza e della conoscenza .
All"€™apparenza le foto possono sembrare dei fotomontaggi creati in camera oscura o attraverso la manipolazione digitale, in realtà  esse documentano quello che lo sguardo della fotografa ha colto e ripreso con una macchina analogica, senza alcun intervento successivo.
Anche così la realtà  contenuta nello sguardo umano può risultare più sorprendente e inquietante dei mondi virtuali creati dalla tecnologia.

Biografia

Giuliana Mariniello, nata a Fossano in provincia di Cuneo, vive e lavora a Roma.
E"€™ docente di Lingua e Letteratura Inglese all'€™Università  degli studi di Napoli "€œL"€™Orientale"€.
Inizia l"€™attività  di fotografa dalla fine degli anni novanta e da allora ha preso parte a numerose mostre personali e collettive tra cui: "€œEsperienze"€ (Roma, Photogallery Unopiùuno, 1999); "€œLe mutazioni del fascino"€ (Roma, Orto Botanico, 1999); "€œPiccole personali"€ (Massa Marittima, Toscana Foto Festival, 2000); "€œPaesaggio con figure"€ (Siena, Palazzo Comunale di Radicondoli, 2000); "€œIl Carnevale in Italia e nel mondo"€ (Acerra, Napoli, Galleria Tina Modotti, 2001); "€œManifest-azioni"€ (Radicondoli,Siena, 2002); "€œUnreal City"€ (Arezzo, Foiano della Chiana, 2003); "€œUnreal City"€ (Arezzo, Premio Città  di Bibbiena, 2004); "€œLa città  visibile"€ (Roma, Galleria Acta International, 2005); "€œVenezia, Teatro delle Maschere"€ (Siena, Radicondoli, 2005); "€œThe Visible City"€ in "€œColors & Colors"€, dual photographic show (New York, Casa Italiana Zerilli Marimò, New York University, 2005). Ha conseguito vari premi e riconoscimenti, tra cui il Premio Kodak Elite per il lavoro "€œNapoli: ospedale delle bambole"€ (Toscana FotoFestival, 2000) e il I° Premio al Concorso Nazionale "€œRoma nell'€™Anno Santo"€(2001); i suoi interessi più recenti sono l"€™esplorazione delle icone del "€œfemminile"€, lo "€œstill-life"€ e il collage fotografico.


Info:

Orario: da lunedì a sabato 11.00 - 13.00 / 15.00 - 19.00. Chiuso la domenica.
Ingresso libero.
tel. / fax 049 8721598 tel. 049 8722531
e-mail: cnf@comune.padova.it Sito internet: http://cnf.padovanet.it








Festival di letteratura e giornalismo di viaggio

Festival di letteratura e giornalismo di viaggio

Comune di Padova e Porsche Italia promuovono una manifestazione fitta di appuntamenti con autori e lettori ispirati dal tema che affascina tutti dai tempi di Ulisse

Se scrivere significa anche - in senso figurato - partire percorrere distanze metaforiche in territori interiori e immaginari, la letteratura da viaggio forse racchiude in sè la spiegazione di un mistero, quello legato al vedere e descrivere, al raccontare.
In uno scenario che vede crescere l'attenzione alla narrazione, nelle sue diverse forme, è da salutare con sincero favore e soddisfazione l'avvio a Padova di un nuovo appuntamento: un festival dedicato proprio a questi temi che queste scelte e possibilità  intende far conoscere ed indagare.
(Assessere Monica Balbinot - Flavio Zanonato Sindaco)

Scrittori , giornalisti presentano le loro esperienze e le opere di altri autori; tre serate a tema con spettacoli dedicati Messico, Russia e India.
Le giornate saranno animate da cinque gruppi di lettura padovani.
Programma:Festival di letteratura e giornalismo di viaggio

Ottocento privato

Ottocento privato

Ottocento privato

L"€™Associazione culturale Ars Patavina, che accoglie come soci alcuni antiquari e collezionisti padovani, organizza in collaborazione con l"€™Assessorato ai Musei, Politiche Culturali e Spettacolo una importante iniziativa culturale per promuovere il collezionismo d"€™arte e con l"€™intento di mettere in luce la figura professionale dell'€™antiquario.

Musei Civici agli Eremitani
6 maggio - 13 giugno 2006

In concomitanza con la mostra del pittore padovano Oreste Da Molin, l"€™associazione propone una esposizione di circa 40 dipinti di pittori veneti che hanno operato tra la metà  del XIX° secolo e i primi decenni del XX° tra i quali spiccano i veneziani Guglielmo, Beppe e Emma Ciardi, il padovano Pietro Pajetta, i veneziani Brass, Lancerotto, Paoletti. Un"€™importante raccolta di opere selezionata da Barbara Cesaro (antiquario e presidente dell'€™associazione) tra quelle degli antiquari più rappresentativi in città  e conosciuti a livello nazionale, che contribuisce a integrare il percorso culturale della mostra di Da Molin presentando il panorama artistico in cui il pittore operava.


Le opere sono suddivise in due sezioni: Paesaggi, Vedute e Ritratti, Pittura di Genere che ben rappresentano l"€™ambiente artistico veneto dell'€™epoca in molti casi ancora legato alla tradizione settecentesca in altri decisamente moderno; opere di artisti che in qualche modo sono stati a contatto con Da Molin, che pur sempre legato alla sua Piove di Sacco, aveva studio a Padova e frequentava Venezia sia con la famiglia che per seguire i corsi all'€™ Accademia di Belle Arti.
Inoltre sono previste due iniziative che si svolgeranno all'€™interno del Museo in orario serale, una dedicata alla visita delle mostre Da Molin e Ottocento privato accompagnata dal commento critico di uno storico dell'€™arte, mentre per l"€™altro appuntamento sarà  organizzata una tavola rotonda sul collezionismo d"€™arte dell'€™Ottocento.


Info
Padova, Musei Civici agli Eremitani, Piazza Eremitani 8

Orario: da martedì a domenica 09:00 - 19:00. Chiuso tutti i lunedì non festivi. Ingresso: cumulativo (mostre, Museo e Cappella degli Scrovegni) euro 12,00; intero (mostre e Museo) euro 10,00; ridotto euro 8,00, scuole euro 5,00
tel. +39 049 8204513
+39 049 8294551

Visite guidate a cura di Immaginarte
per prenotazione e informazione
te. +39 049 8719255

Tra ironia, genialità  e provocazione: l'irriverente gioiello di Gijs Bakker

Tra ironia, genialità  e provocazione: l'irriverente gioiello di Gijs Bakker

Geniale, innovativa, provocatoria è l'opera di Gijs Bakker che Emmy van Leersum, molta parte ebbe nella rivoluzione che in Olanda e in Europa travolse tra gli anni Sessanta e Settanta, le arti...

e tra queste quella del gioiello, per entrambi privilegiato strumento di espressione creativa.
La competenza tecnica, acquisita all'€™Accademia grazie alla lezione di Marin Zwollo e una vivace e irrequieta genialità , portano Bakker, sin dai primi tempi, a soluzioni dove l"€™idea si risolve in una geometria dalle linee astratte e pure, che rivelano l"€™abilità  di forgiare oro e argento in forme del tutto nuove ( bracciale Gouden ui o Lepel armband, 1965), che esprimono forte interesse per l"€™elemento costruttivo (es. il bracciale Tien lussen ) e una speciale attenzione per il rapporto gioiello- corpo.


Allontanandosi bruscamente dalla tradizione con l"€™utilizzo di materiali alternativi (alluminio, acciaio, cromo, legno, cuoio, lino, cotone, PVC, carta ) e sviluppando forme inusuali (vedi produzione fine anni Sessanta - primi anni Settanta ) Bakker raggiunge velocemente il riconoscimento internazionale portando, con la moglie Emmy Van Leersum, il gioiello alla soglia dell'€™universo artistico. Il messaggio è chiaro: in un"€™atmosfera generale permeata da un"€™impellente esigenza di cambiamento, di rinnovamento culturale e sociale le sue creazioni sono evidente espressione della volontà  di rompere con gli schemi del passato e di una incrollabile fiducia sulle possibilità  che il coraggio delle nuove idee fa intravvedere (collana e bracciale Stovepipe, Shoulder Piece, Halskraag, Head Form/Hoofdvorm,...1967).


Il ricorso all'€™alluminio, materiale leggero e non costoso, permette a Bakker di creare mega-collari che, rinnegando le bacheche normalmente utilizzate per le arti decorative, vengono proposti al pubblico indossati da modelle ( mostra allo Stedelijk di Amsterdam del 1967); si tratta di colliers enormi che coprono l"€™intero décolleté, realizzati in alluminio o in PVC, all'€™interno del quale, foto di fiori e più avanti, dopo la morte della moglie nel 1984, petali veri , vengono imprigionati, e in questo modo bloccati sia in termini di tempo che di spazio.
Costante si rivela l"€™attenzione di Bakker per il design: raramente egli disegna un singolo oggetto preferendo la creazione di una serie di pezzi che gli permettono di esprimere lo sviluppo di un"€™idea.
Più volte tenterà  la produzione seriale per un gioiello di buona fattura alla portata di tutti, indirizzato a un pubblico giovane e più ampio (gioiello democratico) e ci riuscirà  quando, con Marijke Vallanzasca , creerà  nel '94 "€œChi ha paura.....del gioiello contemporaneo?"€.

L"€™esperienza non avrà  però ulteriori epigoni e ancora una volta la nuova arte del gioiello, che si trova a combattere il retaggio che la vede tradizionalmente posta tra le cosiddette arti applicate, non riuscirà  a definire una puntuale relazione con il design industriale.
Dall'€™idioma geometrico formale e astratto degli inizi Bakker giunge quindi alla libertà  totale esprimendosi senza inibizioni e facendo sempre di più dell'€™idea e del fruitore il centro della sua ricerca (vedi la serie Profili, Abbracci, Bavaglino, Collane reali, Petali di fiori ). Qui non conta più la forma o l"€™estetica fine a se stessa bensì il messaggio, il concetto che ne informa il disegno. Provocatorie e irriverenti le sue creazioni rivelano una forte attenzione per la società  che lo circonda , lo spirito del tempo e l"€™individuo, che diventano quindi i veri protagonisti dei suoi lavori.
L"€™utilizzo dell'€™immagine fotografica , sempre più rilevante, gli permette di spaziare oltre e toccare con disinvoltura le tematiche più varie: dal richiamo dei colori dei falsi "€œboquet"€ alle figure michelangiolesche della Sistina, dalle icone degli atleti, i nuovi eroi, a quelle delle automobili di lusso, o dei calciatori che, quali falsi dei delle masse, vengono rappresentati grazie al recupero dei più famosi Crocefissi della storia dell'€™arte (Holy Sport).

Immagini catturate e riproposte in una nuova dimensione, vile carta, soggetti spesso banali assurti ad arte, a messaggio, racchiusi in plastica ma impreziositi da un indiscreto e irriverente uso di brillanti, pietre e oro, quasi a ricordare, che di gioielli, pur sempre, si tratta. Fino ad arrivare oggi al riutilizzo del bijou anni Cinquanta, da lui sempre rinnegato, e ad apporgli sopra gemme vere in composizioni contradditorie e strane che sembrano voler nuovamente chiederci che cos"€™è il gioiello e che cosa ne determina in realtà  valore e bellezza. Non mancano studi al computer che cedono al fascino della dinamica del moto e, sulla scia della precedente ricerca fori/cavità , ora proiettata nella tridimensione, sperimenta gli effetti di uno sparo all'€™interno di una sfera: ne nasce la serie dei bracciali Shot che rivelano le trans-sezioni del corpo sferico deformato da colpi esplosi da direzioni diverse.


L"€™intensa relazione fra gioiello e fruitore non sta nella funzionalità  dell'€™oggetto e nella sua indossabilità , ma nel messaggio che l"€™opera trasmette. Le nuove forme, i colori, i soggetti dei gioielli di Gijs Bakker entrano in diretto contatto con chi li veste, ne cercano la complicità  e la partecipazione, talora ne condizionano espressione e movimenti, sempre ne enfatizzano l"€™immagine e inducono a una scelta accurata e consapevole. Spregiudicatezza, giocosità  e ironia, assieme a studio, ricerca, abilità  di interpretare il proprio tempo, di coglierne e comunicarne particolari aspetti, una volontà  di stupire mai distaccata dalla preziosità  dell'€™idea caratterizzano questi oggetti che ben rispecchiano il libero e spregiudicato mondo del gioiello olandese.

Mirella Cisotto Nalon

Mostra Gijs Bakker e il Gioiello

Padova e Scienza

Padova e Scienza

La visita a Padova di Stephen Hawking e le sue conferenze hanno costituito un grande evento scientifico e mediatico. Più di quattromila studenti e il tutto esaurito, circa mille persone per la conferenza a Palazzo della Ragione.
Una prova di quanto la città  sia interessata alla conoscenza scientifica.

Le conferenze...

Scorrendo all'indietro la storia

L'origine dell'Universo



Il valore della Cultura Scientifica
Con poche, chiare parole Galileo indicò nei diciotto anni trascorsi a Padova il................periodo più bello della sua vita. Giunse in città  nel 1592, e vi soggiornò fino al 1610. Negli anni in cui tenne la cattedra di matematica all'Università  fece scoperte rivoluzionarie per le conoscenze scientifiche dell'epoca. Nel 1609 puntò per la prima volta un cannochiale verso il cielo, provocando, una svolta non solo nell'astro-nomia, ma nella stessa cultura umana.

Di quel primato cittadino nelle scienze, molto è rimasto nella nostra identità : nelle eccellenze della ricerca e in quelle mediche, fino ad una sensibilità  spiccata verso il pensiero razionale, così vicino ad una cultura civile tollerante, rispettosa, aperta verso il diverso e il nuovo, e libera nel pensiero. Il 2009, a quattrocento anni da quelle prime osservazioni, anche a Padova sarà  un anno dedicato con speciale attenzione all'astronomia, e molte sono le iniziative in corso, non solo in preparazione di quell'anniversario.

Con il premio internazionale "Padova città  delle stelle", ad esempio, già  oggi riconosciamo l'attività  di scienziati che hanno contribuito in modo sostanziale al progresso della ricerca astronomica. Stiamo organizzando il Premio Campiello per la divulgazione scientifica. Abbiamo installato in Salone, in queste settimane un pendolo di Foucault in collaborazione con l'Università . Stiamo lavorando per realizzare un nuovo planetario. Ma l'appuntamento di maggiore interesse e prestigio sarà  la visita a maggio di Stephen Hawking, il più grande fisico vivente, titolare a Cambridge della cattedra che fu di Isaac Newton: parlerà  agli studenti e poi al pubblico, in occasione dell'attribuzione della cittadinanza onoraria.

Il suo viaggio a Padova, così complesso, straordinario date le sue difficili condizioni di salute, è un importante segno di stima per la città  di Galileo. Sarà  seguito l'anno prossimo, dall'incontro con John Barrow, grandissimo matematico e divulgatore, L'impegno, dunque, è forte. Di fronte a spinte irrazionali, a tendenze esoteriche, promuovere la cultura scientifica sopratutto tra i giovani mi sembra abbia un valore educativo ampio, che trascende le singole discipline. Può contribuire a far crescere un attegiamento rispettoso, fondamentale nella costruzione di una comunità  capace di un dialogo e di un confronto solidali e sereni.
Flavio Zanonato
Sindaco di Padova



per informazioni specifiche
su Padova e Scienza :padova.scienza@gmail.com

Rassegna Letteraria

Rassegna Letteraria

Autore su Autore Il Novecento va in scena. Letture, cinema e performance
aprile - maggio 2006


Rileggere, interpretare grandi narratori del Novecento, la loro opera la loro personalità , è il registro che Autore su Autore intende usare per accedere ai territori della letteratura, con curiosa originalità .
Gadda, Proust, Lorca e Neruda, Svevo, Hrabal, Musil, Kafka rivivono nelle letture e nelle interpretazioni di Paolo Mauri, Daria Galateria, Arnoldo FoÍ , Enrico Regazzoni, Giuseppe Dierna, Aldo Giorgio Gargani, Paolo di Paolo accompagnati da proiezioni di film di grandi registri che hanno interpretato opere letterarie, da performance di artisti e musicisti.
Programma:
3 aprile, ore 18:00 - Palazzo Antico Ghetto- via delle Piazze,26
Paolo Mauri :intervento su Carlo Emilio Gadda

Ore 22:00 - MPX Multisala Pio X Proezione del Film
Quel maledetto imbroglio di Pietro Germi
liberamente tratto da Quer pasticciaccio brutto de via Merulana di Carlo Emilio Gadda

Paolo Mauri storico,critico della letteratura, giornalista è autore di studi su Carlo Porta e Luigi Malerba e della raccolta di saggi Corpi estraneiDirige le pagine culturali di Repubblica. Tra le pubblicazioni recenti: l'opera imminente - Diario di un critico, saggio sul futuro della comunicazione e della scrittura.
Carlo Emilio Gadda Milanese , ingegnere, scrittore fra i più tormenti scrittori del Novecento.

Scheda Film: Un maledetto imbroglio 1959
Ciccio Ingravallo, commissario della Squadra Mobile di Roma indaga: il furto avvenuto in un appartamento ha forse qualcosa in comune con l'omicidio della bella Liliana? Liberamente tratto dal Pasticciaccio di Gadda, è uno dei migliori gialli in assoluto del cinema Italiano tutto giocato sul doppio registro comico poliziesco drammatico.


10 aprile, ore 18:00 - Palazzo Antico Ghetto- via delle Piazze,26
Daria Galateria: intervento su Marcel Proust
Musiche di Debussy, Daniela Roi - Marina D'Ambrosio al piano

Ore 22:00 - MPX Multisala Pio X Proezione del Film
Le intermittenze del cuore di Fabio Carpi 2003

Daria Galateria insegna letteratura francese all'Università  di Roma. Tra gli ambiti della sua ricerca le fonti (letterarie, artistiche, filosofiche, storiche) della Rescherche proustiana e la memorialistica femminile del Seicento e Settecento. Ha pubblicato numerosi saggi e importanti edizioni critiche.

Marcel Proust,romanziere, filosofo, esteta, autore feticcio e fonte inesauribile di citazioni e ispirazioni. E' famoso come personaggio almeno quanto lo è come scrittore. Oltre all'opera Rescherche pubblicata dal 1913 al 1927 (sette volumi) è autore di

L'indifferente
, Jean Santeuil, Contro Sainte-Beuve

Scheda film: Le intermittenze del cuore
Un regista sta preparando un film sulla vita di Proust. Mentre il lavoro procede, la memoria involontaria (la grande speculazione proustiana) fa affiorare episodi ed emozioni del passato: l'abbandono della lotta partigiana durante la guerra, un lungo e tormentato amore, la giovinezza rivissuta nel rapporto con il figlio. Una raffinata e intensa riflessione sulla vecchiaia, sul tempo, sulla memoria.


18 aprile, ore 21:00 - Palazzo Antico Ghetto- via delle Piazze,26
Arnoldo FoÍ  - Giorgio Costa omaggio a Garcia Lorca, Pablo Neruda e alla
musica spagnola

Arnaldo FoÍ  - attore, commediografo regista, pittore, scultore, giornalista, romanziere e poeta, artista colto e popolare, ha recitato con tutti i grandi del teatro e ha interpretato oltre 100 film e molti storici sceneggiati TV.
Giorgio Costa - concertista applaudito nelle più prestigiose sale d'Europa. unisce un notevole virtuosismoad una profondo e delicata sensibilità  interpretativa.

Garcia Lorca è considerato il più popolare poeta di lingua spagnola e uno dei principali autori del teatro moderno. La sua poesia affonda le radici nella cultura andalusa, ricca di suggestioni arabe e gitane. Esponente di spicco della cultura del suo tempoviene arrestato dai nazionalisti nel 1936, allo scoppio della guerra civile e fucilato senza processo.

Pablo Nerudacileno, assiste in Spagna alla fucilazione di Lorca. Esiliato per la sua opposizione al dittatore Videla, torna in Cile nel 1973 e muore subito dopo il colpo di stato di Pinochet. Artista squisitamente neoromantico, oppone al puro e freddo formalismo modernista una voce poetica intensamente appasionata. Nobel per la letteratura 1971


3 maggio, ore 21:00 - Centro Porsche - Corso Stati Uniti, 35
Enrico Regazzoni, Lella Costa intervento su Italo Svevo
Musiche di J Strauss a cura della classe di quartetto d'archi del Conservatorio Pollini di Padova

Enrico Regazzoni e Lella Costa propongono di stanare nella voce narrante di Zeno Cosini un timbro segreto, generato dai silenzi delle donna, che hanno incessantamente parlato solo con se stesse. Una provocazione? Forse una restituzione.

Enrico Regazzoni editorialista e giornalista è stato per anni inviato delle pagine culturali di Republica Non ha scritto nessun saggio su La coscienza di Zeno in compenso è riuscito a trasformarla in una personale e affettuosa psicopatologia.

Lella Costa attrice e autrice del teatro cabaret, alterna l'impegno teatrale con rare e raffinate apparizioni televisive e un costante impegno civile, sopratutto per Emergency.

Italo Svevo è certo il più mitteleuropeo dei nostri autori. La coscienza di Zenoè impregnata di suggestioni autobiografiche e psicoanalitiche. Malato di relativismo e di ironia, egocentrico e consapevole della propria irrilevanza, il protagonista Zeno Cosini è il nuovo campione di una modernità  disorientata e nevrotica

8 maggio, ore 21:00 - Palazzo Antico Ghetto- via delle Piazze,26
Giuseppe Dierna intervento su Bohumil Hrabal
Performance teatrale di Sledad Nicolazzi Il campionario non c'è, Mathias da la stradina perduta di B.H.

Giuseppe Dierna, traduttore, amico e compagno di osterie di Hrabal, inscena una ricca conferenza-conversazione-rievocazione che ricostruisce la lunga e travagliata esistenza dello scritttore ceco, i complessi rapporti con le avanguardie storiche, le intense passioni letterarie, le difficoltà  della vita nella Cecoslovacchia comunista. Ha tradotto tra l'altro Kundera per Adelphi e collabora con le pagine di Repubblica

Bohmil Hrabal outsider e uomo dai cento mestieri (tra cui magazziniere, birraio, copista, manovratore, capostazione, telegrafista, assicuratore, commesso viaggiatore, operaio, imballatore, macchinista.........Hrabal mette in scena un mondo quotidiano, anti intellettuale e anti eroico, immerso nel flusso del parlato straordinariamente vario e vivo


15 maggio, ore 21:00 - Palazzo Antico Ghetto- via delle Piazze,26
Aldo Giorgio Gargani intervento su Rober Musil
Aldo Giorgio Gargani, ordinario di estetica a Pisa, ha tenuto corsi e seminari presso prestigiose Università  Europee e ha diretto corsi di formazione presso la RAI, L'Accademia Nazionale di Arte Drammatica, e importanti società  e aziende. E' autore di numerosi saggi critici tradotti in diverse lingue.

Robert Musi esule a causa del nazismo (vivrà  a Vienna e poi a Zurigo e Ginevra dove morirà ) Musil lascia incompiuta la sua opera L'uomo senza qualità  Relativismo, possibilismo paralizzante, imcompiutezza sono nel personaggio e nell'opera, romanzo saggio straripante di divagazioni intelletttuali e monumento letterario alla crisi del secolo

Voce di danza- Musil soul tratto da immagini di Robert Musil di e con Erika Mell, Emanuele Sciannamea , Ambrose Laudani (danza), Carla Stella (voce)


22 maggio, ore 18:00 - Palazzo Antico Ghetto- via delle Piazze,26
Paolo Di Paolo intervento su Franz Kafka
Ore 22:00 - MPX Multisala Pio X Proezione del Film
Il Processo di Orson Welles (1962)

Come divorziare dal mondo. Ciao Kafka! Ciao Modernità ! Siete così lontani.... scrive Sebastiano Vassalli in La morte di Max
Coso ci avvicina ancora all'esperienza letteraria e umana di Fraz Kafka? E che cosa ce ne distanzia? Leggerlo oggi vuol dire fare i conti con chi ha negato, pur vivendo le possibilità  di questa vita.

Paolo Di Paolo giovanissimo (è nato nel 1983) ha già  al suo attivo i racconti Nuovi cieli, nuove carte, finalista al XVI Premio Calvino; Un piccolo grande Novecento, con Antonio De Benedetti; il libro conversazione con Dacia Maraini Ho sognato una stazione. Per il teatro ha curato Il respiro leggero dell'Abruzo. Collabora con numerose testate, fra cui Nuovi Argomenti

Franz Kafka, studiato e venerato, è forse l'autore più cult del '900 Il suo mondo cupo,,onirico e persecutorio, "Kafkiano" si è scolpito per sempre nel nostro immaginario


Il Processo di Orson Welles 1962
Il giovane bancario Josef K è accusato da un misterioso tribunale senza sapere il percè. Visionaria, barocca e geniale versione del romanzo di Kafka, ambiantata ai giorni nostri e girata in Jugoslavia e a Parigi..
Orson Welles


Si ringrazia MPX - Multisala PioX per la ricerca e il reperimento dei Film

Gijs Bakker e il Gioiello

Gijs Bakker e il Gioiello

Rassegna dedicata all'artista-orafo e designer olandese uno dei capiscuola del gioiello contemporaneo





L"€™11 aprile verrà  inaugurata, una importante rassegna dedicata all'€™artista - orafo - designer olandese Gijs Bakker, uno dei capiscuola del gioiello contemporaneo, artista di fama internazionale che ha dato inizio al movimento del rinnovamento del gioiello nordeuropeo.
Negli anni "€™60, rompendo con la tradizione, assieme alla moglie Emmy van Leersum, ha proposto un gioiello d"€™avanguardia, rivoluzionario per dimensione, forma, rapporto col corpo, tematiche, materiali, (alluminio, plastiche, in seguito fotografia, manipolazioni al computer).

Non più arte applicata dunque, ma opera autonoma al pari delle arti propriamente dette, dall'€™astrattismo geometrico dalle forme pure iniziale, passa al concettuale, guardando all'€™attualità , alla cronaca sportiva, con occhio ironico sulle abitudini di massa, all'arte presente e passata, creando oggetti che vanno dall'ironia alla provocazione. Raramente Bakker disegna un singolo gioiello, egli produce quasi sempre una serie di pezzi dove un'idea viene sviluppata in modi diversi.
Si vedano ad esempio i gioielli di alluminio (1967-71), le enormi collane in PVC che riproducono immagini di vario tipo, o quelle che trattengono petali di fiori, o ancora i cosiddetti "€œprofili"€ e le spille impreziosite da oro e gemme, che riproducono ora colorati boquet, ora atleti visti come eroi e idoli di masssa, ora auto di lusso.
Più volte Bakker ha tentato di produrre un gioiello seriale, che potesse venir fruito da un più ampio e giovane pubblico (chiamato dalla stampa "€œgioiello democratico"€); con la collezione "€œChi ha paura... del gioiello contemporaneo?"€ del ´96, (multipli di famosi designers), questo intento è stato raggiunto. Egli infatti da sempre sente l"€™esigenza d creare dei gioielli di buona fattura che siano alla portata di tutti.
La mostra, realizzata dal Museo SM "€˜S"€“Stedelijk di Hertogenbosch, (che conserva la più significativa e copiosa collezione di opere dell'€™artista e che ha curato la pubblicazione di un ricco catalogo), sarà  ospitata a Padova, divenuta ormai una delle sedi più rappresentative per il gioiello contemporaneo, unica città  italiana a presentare questo importante evento che ricostruisce il percorso creativo di Bakker.

La mostra, è distinta in sezioni tematiche, in Italia è curata da Mirella Cisotto Nalon e Marijke Vallanzasca.



Allestimento: Aldo Bakker


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